«I vaccini funzionano, il 90% dei britannici è immunizzato»

Regno Unito

Lo ha detto Boris Johnson in un briefing in cui ha confermato il via a un piano invernale di contenimento della pandemia fondato sull’offerta della terza dose vaccinale a tutti gli over 50 e di una singola dose fra 12 e 15 anni

«I vaccini funzionano, il 90% dei britannici è immunizzato»
© EPA/HOLLIE ADAMS

«I vaccini funzionano, il 90% dei britannici è immunizzato»

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I vaccini contro il coronavirus funzionano e la campagna avviata in anticipo su tutti dal Regno Unito ha contribuito a far sì che oggi «il 90% dei britannici adulti sopra i 16 anni sia oggi immunizzato».

Lo ha detto Boris Johnson in un briefing in cui ha confermato il via a un piano invernale di contenimento della pandemia fondato sull’offerta della terza dose vaccinale a tutti gli over 50 e di una singola dose fra 12 e 15 anni.

«Andiamo avanti con la nostra strategia» puntata sui vaccini che ci garantisce di avere «una delle società più libere e una delle economie più aperte d’Europa», malgrado alcuni rischi, ha rimarcato il premier.

Johnson è stato molto chiaro nel sottolineare il fatto che la pandemia non può essere considerata al momento sconfitta, che il virus del Covid «è ancora là fuori fra noi» e che si tratta di «un pericolo», tenuto conto degli stessi dati odierni (26.628 nuovi casi e altri 185 decessi, sebbene in parte riferiti a ritardi statistici relativi al weekend).

Mentre non ha escluso che il suo governo possa reintrodurre alcune restrizioni parziali se i contagi invernali s’impenneranno a livelli non sostenibili per gli ospedali del servizio sanitario pubblico britannico (Nhs): inclusa l’introduzione dell’obbligo del Green pass per l’accesso a locali notturni e luoghi affollati al chiuso, alla quale l’esecutivo Tory ha per ora rinunciato in Inghilterra, ma la cui validità come strumento potenziale il premier ha difeso con fermezza.

Nello stesso tempo BoJo ha sottolineato come il Regno sia ora un Paese a «elevata immunità» e come, in tale contesto, «anche piccoli cambiamenti» in termini d’aumento della percentuale dei vaccinati possano fare «una grande differenza» nel rafforzare la barriera di protezione collettiva dai contagi o almeno dalle conseguenze gravi dell’infezione. Ragion per cui restiamo «fiduciosi che i vaccini possano fare una differenza importante nelle nostre vite», ha insistito.

Di fronte alla domanda dei giornalisti su quale incremento di ricoveri possa rappresentare un livello insostenibile per il sistema sanitario nei prossimi mesi, Johnson e i consiglieri Chris Whitty e Patrick Vallance hanno assicurato che ci si baserà su «dati oggettivi». In uno scenario nel quale il professor Whitty ha dato peraltro per scontato un aumento dei casi dall’autunno e ha avvertito come il panorama possa ancora cambiare radicalmente in negativo qualora dovessero spuntare ulteriori varianti in grado di perforare del tutto la protezione dei vaccini.

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