«I veneziani sono arrabbiati e feriti ma tengono duro»

La testimonianza

Il racconto di Simone Mazzoletti, 19.enne di Sorengo in forze alla Primavera del Venezia Fooball Club: «Molte persone hanno dormito nei negozi per paura di perdere tutto»

«I veneziani sono arrabbiati e feriti ma tengono duro»
© EPA/ANDREA MEROLA

«I veneziani sono arrabbiati e feriti ma tengono duro»

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«All’acqua alta i veneziani sono abituati, ma un evento di questa portata resterà nella storia». A raccontarcelo è Simone Mazzoletti, calciatore 19.enne della Primavera del Venezia, che da due anni ha lasciato Sorengo e si è trasferito nella laguna. «Io abito sulla terraferma, ma i miei compagni di squadra mi hanno raccontato che questa mattina l’acqua in piazza San Marco arrivava alla vita. L’alta marea ha distrutto pontili, gondole e affondato vaporetti e imbarcazioni». «C’è paura - confessa Simone -, molte persone hanno dormito nei negozi e nei ristoranti per controllare che la furia dell’acqua non distruggesse tutto. È stato impressionante vedere le immagini di viale Garibaldi trasformato in un vero e proprio fiume, con una corrente talmente forte - complice il vento di scirocco - da rendere impossibile l’attraversamento a piedi».

Tanti i danni, stimati in centinaia di milioni da Luigi Brugnaro, sindaco della città. «Per non parlare poi della Basilica di San Marco, dove l’acqua ha raggiunto i 120 cm, con il pericolo che venga danneggiato il patrimonio artistico. È davvero drammatico», racconta ancora Mazzoletti.

La rabbia dei veneziani
C’è rabbia tra i veneziani, conferma il calciatore: «Sono stati spesi milioni nel corso degli anni per il MOSE, un’opera che avrebbe dovuto proteggere la città, e che al momento è ancora tutt’altro che terminata. Dalla famosa alluvione del ‘66 poco è stato fatto, da quello che mi raccontano i veneziani. Oggi lo stesso sindaco ha invece sottolineato l’importanza di preservare una città che è diventata negli anni il biglietto da visita dell’Italia nel mondo. Lo Stato dovrebbe intervenire, aiutando il Comune a proteggere questo gioiello».

La fierezza e la solidarietà dei veneziani
«I veneziani sono molto orgogliosi della loro città e cercano di trasmettere a chi arriva da fuori tutta la bellezza di questo posto», ci racconta ancora il calciatore. «Per loro quanto sta avvenendo è un vero disastro, una ferita. Oggi ho sentito che i pescatori di Pellestrina erano disperati di fronte alla distruzione delle casette in cui tenevano tutto il necessario per la pesca». «Però sono anche dei veri ossi duri: un popolo fiero che in questi giorni ha dimostrato un grande senso di solidarietà. Mi ha colpito, ad esempio, il gesto di tanti ‘taxi-barca’ che si sono messi a disposizione per trasportare le persone da un punto all’altro, sostituendosi ai vaporetti».

«Ognuno si arrangia come può»

La situazione rimarrà complicata anche nei prossimi giorni, con nuove precipitazioni attese almeno fino a sabato. «Noi cerchiamo di mantenere la routine, ognuno si arrangia come può. Oggi i nostri allenatori hanno raggiunto il campo di allenamento (a Mestre) cercando di utilizzare i vaporetti ancora in funzione. I compagni di squadra che arrivano da Murano ci hanno impiegato oltre un’ora. Speriamo che la situazione torni presto alla normalità».

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