Ibiza: agenti infiltrati per scovare le feste illegali

L’IDEA

Le forze dell’ordine pubbliche si dicono superate da un fenomeno che prolifera senza sosta e molto spesso è gestito da organizzazioni «con molti soldi» e in case private

Ibiza: agenti infiltrati per scovare le feste illegali
© CdT/Archivio

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Assumere detective privati stranieri per aiutare la polizia a contrastare la proliferazione di feste illegali potenzialmente esplosive per quanto riguarda i contagi di COVID: è l’idea lanciata dall’amministrazione locale di Ibiza, popolare destinazione turistica spagnola alle prese da settimane con indici di diffusione del virus difficili da controllare.

Ad annunciare la notizia, della quale si sono fatti eco media locali e il giornale britannico The Guardian, è stato il vicepresidente del Consiglio di Ibiza, Mariano Juan. «Sono sicuro che (l’iniziativa) diventerà realtà quest’estate», ha affermato il politico locale del Partito Popolare in un’intervista pubblicata sul giornale Periódico di Ibiza.

Juan ha spiegato che l’idea è affidare il servizio a un’azienda privata e che i detective servirebbero per individuare le feste illegali, anche come «infiltrati», e permettere alla polizia di intervenire per smantellarle.

Le forze dell’ordine pubbliche affermano di vedersi superate da un fenomeno, quello delle feste non autorizzate spesso organizzate in case private, che prolifera senza sosta e molto spesso è gestito da organizzazioni «con molti soldi».

Ancora non è chiaro fino a che punto potrebbe essere efficace o applicabile una misura di questo tipo, visti i limiti legali esistenti rispetto agli interventi delle forze dell’ordine in proprietà private.

La situazione spagnola

L’incidenza dei contagi in Spagna si è stabilizzata e inizia a calare lentamente, mentre salgono ancora i ricoveri, soprattutto in terapia intensiva, e il numero dei morti: lo hanno reso noto le autorità sanitarie iberiche in una conferenza stampa di aggiornamento sull’evoluzione della pandemia, che a partire dall’inizio dell’estate si è manifestata con una nuova forte ondata di casi positivi.

Tra venerdì e oggi l’occupazione in reparti ordinari da parte di pazienti COVID è aumentata dall’8,24% all’8,9% e nelle terapie intensive dal 18,31% al 20,02%. E le morti notificate nell’ultima settimana - secondo i calcoli dell’agenzia di stampa Efe - sono state 207, anche questa una cifra «in aumento» benché la letalità sia «di molto inferiore» rispetto a ondate precedenti, ha affermato Maria José Sierra, una delle responsabili dell’emergenza Covid del Ministero della Sanità.

D’altra parte, l’incidenza dei nuovi casi registrati negli ultimi 14 giorni è passata da 687,3 a 673,5 ogni 100.000 abitanti. Il tasso di positività è sceso dal 15,97 al 15,45%. Tuttavia, la circolazione del virus è ancora «molto alta», ha precisato Sierra.

Per quanto riguarda la campagna d’immunizzazione, la percentuale di popolazione vaccinata con un ciclo completo è ora del 57,5%, mentre al 67,8% è stata somministrata almeno una dose.

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