Il caso dei 43 studenti scomparsi: forse è la svolta

Messico

Nel 2014 un gruppo di liceali è sparito nel nulla senza lasciare tracce

Il caso dei 43 studenti scomparsi: forse è la svolta
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Uno dei principali sospettati di aver partecipato al sequestro e alla successiva scomparsa nel settembre 2014 di 43 studenti messicani di Ayotzinapa, nello Stato meridionale di Guerrero, è stato arrestato la settimana scorsa e si trova recluso in una prigione di Almoloya, nello Stato di Messico. Un arresto che viene descritto come una possibile svolta. Si tratta - scrive oggi il quotidiano La Jornada - di Angel Casarrubias Salgado, detto «El Mochomo», che secondo le autorità è il leader del Cartello «Guerreros Unidos», una organizzazione criminale che sarebbe colpevole di aver fatto sparire nel nulla gli studenti, ricercati senza sosta da famigliari ed amici.

La cattura di Casarrubias Salgado è avvenuta su richiesta di un giudice federale a Metepec, nello Stato di Mexico, con la partecipazione della Procura generale della repubblica (Fgr) e del ministero della Sicurezza messicano

Dai pochi elementi certi dell’inchiesta svolta per anni è emerso che i giovani, che frequentavano uno dei licei politicamente più attivi della regione, si erano impadroniti di vari autobus per recarsi nella capitale dove volevano partecipare alle proteste in ricordo di un massacro di studenti nel 1968. Ma quando giunsero a Iguala furono fermati da agenti che li trasferirono nella città di Cocula. Qui il gruppo fu consegnato all’organizzazione «Guerreros Unidos» perché si presumeva che fosse vincolato con la banda nemica di questa, «Los Rojos», o che avevano nell’autobus un carico di droga o di armi.

Il sottosegretario ai Diritti umani, Alejandro Encinas, ha posto tempo fa una ricompensa di 1,5 milioni di pesos (70’000 euro) per informazioni utili a chiarire l’accaduto.

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