«Il coronavirus è stato una mazzata, ma ci rialzeremo»

covid 19

Livigno è una località sciistica molto frequentata anche dai ticinesi - Gli effetti della pandemia si fanno sentire sul turismo - Ma il paese sta affrontando bene la crisi e non dimentica l’appuntamento segnato in rosso sull’agenda: le Olimpiadi del 2026

«Il coronavirus è stato una mazzata, ma ci rialzeremo»
© Ente turistico

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«Ovviamente è stato un duro colpo dover chiudere con due mesi di anticipo la stagione, che quest’anno è stata veramente ottima. Non sappiamo ad oggi cosa succederà dopo il 3 aprile. Si vocifera che molto probabilmente il decreto verrà esteso fino a dopo Pasqua, quindi verosimilmente possiamo dire che la stagione invernale è purtroppo conclusa». C’è l’amaro in bocca nelle parole di Martina Bormolini, chief marketing manager dell’Azienda di promozione e sviluppo turistico di Livigno. Il «piccolo Tibet», come è soprannominata la nota località sciistica a ridosso del confine svizzero, sta vivendo una situazione delicata a livello turistico a causa del coronavirus.

Il villaggio posto a 1.816 di altitudine è «chiuso» dalle prime ore dell’8 marzo, da quando a notte fonda il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ha firmato il primo decreto che ha posto delle restrizioni chiare alla Lombardia e ad altre 14 province. «Sono state settimane veramente difficili, dove l’incertezza e un arduo lavoro di cancellazione delle prenotazioni, della pubblicità e dei lavori programmati» ha impegnato i collaboratori dell’ufficio nel quale è attiva la nostra interlocutrice.

Aperti alimentari e farmacie

Una mazzata per Livigno, nel pieno di un inverno soddisfacente con gli impianti che stavano funzionando a pieno regime. Ha fatto male, malissimo, al cuore dover invitare gli ospiti a lasciare il paese e a rientrare subito al loro domicilio. «Di conseguenza ristoranti, bar, hotel, negozi e strutture aperte al pubblico hanno chiuso. Ad oggi sono aperti solo i negozi di alimentari e la farmacia, e i cittadini sono invitati a restare a casa e uscire soltanto per le emergenze», ci dice Martina Bormolini. Impossibile, a questo momento, quantificare le perdite economiche. Alle quali si è aggiunta la rinuncia, forzata, alla gara di Coppa del mondo di snowboard che avrebbe dovuto tenersi il 10 marzo. Così l’ultima manifestazione pubblica resta il carnevale andato in scena il 14 febbraio lungo la via principale del villaggio.

I livignaschi stanno seguendo alla lettera le disposizioni emanate dal Governo con l’obiettivo di rallentare la diffusione del COVID-19 e salvaguardare la salute pubblica. Per il resto sull’onda dello slogan «Isoliamo il virus» è scattata la solidarietà. Da una parte sono numerose le iniziative che vedono i volontari portare spesa e medicinali agli anziani e, dall’altra, sono stati introdotti dei differimenti dei termini di pagamento dell’imposta sulla pubblicità e dei diritti speciali sui generi.

Pochi casi di contagio

Casi di contagio ce ne sono stati, ma pochissimi. «Rispetto ai casi di turisti rientrati in Patria dopo una vacanza nella nostra località e risultati positivi al coronavirus (in particolare tre cittadini germanici; ndr.), reputo indispensabile ricordare che il tragitto per raggiungere Livigno implica l’utilizzo di vari mezzi di trasporto nonché il passaggio in svariati punti di assembramento. Reputo quindi impossibile dichiarare con certezza che il virus sia stato contratto nella nostra località», ha dichiarato negli scorsi giorni il sindaco Damiano Bormolini ai media. L’abbiamo contattato anche noi, via e-mail, per ulteriori chiarimenti, ma non abbiamo finora ricevuto risposta.

Meta apprezzata dagli svizzeri

A proposito di turismo, va ancora detto che non sono stati pochi i ticinesi che hanno trascorso le vacanze di Natale e i primi giorni del 2020 sulle piste del «piccolo Tibet». Il mercato svizzero «per noi è molto importante: l’anno scorso era il sesto per numero di pernottamenti, con un totale di 56.847 pernottamenti nella stagione invernale e 26.088 nei tre mesi estivi (secondo mercato dopo quello italiano). Il totale in inverno è di 1.200.000 pernottamenti e in estate di 400.000 pernottamenti».

«Un premio al nostro lavoro»

Sperando che l’emergenza rientri il prima possibile, è inevitabile gettare uno sguardo al futuro. Per Livigno (e l’Italia intera) c’è una data segnata in rosso sull’agenda. È quella del 2026, le Olimpiadi di Milano-Cortina in programma dal 6 al 22 febbraio. La località sciistica ospiterà le gare di freestyle e di snowboard sulle nevi del Mottolino, del Tagliede e di Carosello 3000 e persino uno dei tre villaggi olimpici nei pressi di Aquagranda (centro sportivo fra i più grandi d’Europa, dove si allena spesso la campionessa di nuoto Federica Pellegrini) in grado di accogliere oltre mille atleti.

«I Giochi saranno per Livigno il coronamento di un percorso intrapreso in questi ultimi anni, focalizzato sul turismo active e sportivo, dove amatori e atleti professionisti trovano da noi il luogo ideale per i loro allenamenti in altura o per una vacanza rigenerante che unisce sport, natura e tradizione. La sostenibilità giocherà un ruolo importantissimo: le strutture saranno infatti temporanee e le Olimpiadi stesse si adatteranno alla capacità del paese che le ospita. Per quanto ci riguarda si sfrutterà lo spazio disponibile tenendo conto della capacità massima di Livigno di contenere atleti e pubblico. Ci sarà una particolare attenzione al territorio, cercando di preservarlo il più possibile, con strutture che poi verranno smantellate», conclude Martina Bormolini.

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