Il duello a distanza di Biden e Trump

Usa 2020

I due candidati alla Casa Bianca a confronto con gli elettori - Il presidente non ha rinunciato ai toni battaglieri, lo sfidante democratico ha mostrato qualche incertezza

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© AP Photo/Patrick Semansky

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© AP Photo/Evan Vucc

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L’intervento simultaneo in tv dei due candidati alla presidenza USA, se confrontato con il primo e unico confronto diretto tra i due, ha quantomeno avuto il merito di lasciare Donald Trump e Joe Biden esprimersi, senza doversi scavalcare.

Trump in diretta da Miami sulla rete televisiva Nbc e Biden da Philadelphia e trasmesso dalla Abc, alla stessa ora (le 8 di sera, ora locale) ma con tempi diversi - il candidato democratico ha avuto circa 20 minuti in più - hanno condotto il loro confronto con gli elettori (questo è il town hall format) senza smentire il loro stile.

Trump concentrato sulla rivendicazione dei risultati della propria amministrazione («Ho fatto un grande lavoro») non ha rinunciato ai suoi toni battaglieri, contestando di tanto in tanto la giornalista Savannah Guthrie sull’insistenza per alcune domande («Ho denunciato i suprematisti, lo faccio sempre perché non vai alla prossima domanda?») . Biden pacato e ben disposto ad argomentare le sue risposte (8 minuti per una sola risposta in difesa della legge anti crimine del 1994) ha pur tradito qualche incertezza (alla domanda diretta del giornalista George Stephanopoulos se riconoscesse qualche merito alla politica estera di Trump, ha istintivamente risposto «Un po‘, ma non molto» per poi raddrizzare il tiro, asserendo che non esiste alcun piano coerente per la politica estera). Ma vediamo alcuni temi chiave dei dibattiti.

Epidemia: Trump sulle difensive, Biden entra con la mascherina

Il tema dell’epidemia da Covid19, senza sorprese, è stato al centro del dibattito. Un tema scomodo per Trump che alla domanda della giornalista, che le chiedeva se avesse fatto il test prima di presentarsi al dibattito con Biden il 29 settembre, ha risposto che «forse» sì, si era sottoposto al test ma non lo ricordava. E sulle mascherina (la prima volta che il presidente ne ha indossata una è stato a luglio) ha detto che non ha nulla in contrario, e ha rifiutato di dire se credesse o meno all’immunità di gregge.

Totalmente diverso l’approccio di Biden che si è presentato in studio indossando una mascherina e ha cavalcato il tema della salute pubblica. Biden ha dichiarato che si sottoporrebbe al vaccino nel momento in cui sarà disponibile, e se dovesse vincere, esorterebbe i governatori e gli amministratori dei singoli stati a convincere i cittadini a fare lo stesso, oltre a spingerli a indossare la mascherina.

QAnon: Trump non condanna il movimento complottista

Un momento controverso per il presidente in carica è stato quando, pur incalzato dalla giornalista, Trump ha rifiutato di condannare apertamente QAnon - un movimento complottista di estrema destra impegnato nella diffusione costante di fake news su temi sensibili come il Covid e feroce sostenitore dell’esistenza di un complotto mondiale contro Trump. Il presidente ha prima dichiarato di non saperne nulla e subito dopo si è contraddetto affermando di sapere che gli esponenti di questo movimento «sono molto contrari alla pedofilia, la combattono molto duramente».

Biden sulla legge contro il crimine del ’94: «È stato un errore»

Come Trump, nemmeno al candidato democratico sono risparmiate alcune domande scomode. A una elettrice che gli chiedeva se la legge sulla limitazione del crimine del 1994, fosse stato un errore, Biden ha risposto «sì, lo è stato» precisando che il problema era stata l’applicazione della legge a livello statale. Tale legge che aveva introdotto pene detentive più severe per vari crimini, portò a un aumento degli arresti soprattutto fra gli afroamericani. Un tema quello dell’incarcerazione di massa che Trump ha più volte utilizzato contro Biden, nel tentativo di portare dalla sua parte gli elettori afroamericani e latini, tendenzialmente democratici.

Corte Suprema, Biden non arringa e Trump si difende

Sul tentativo di nominare in extremis Amy Coney Barrett alla Corte Suprema, col rischio di influenzarne le decisioni future, Trump ha ribadito di non aver mai parlato con Barrett della sua posizione su un’eventuale ricorso contro l’esito elettorale, più volte paventato dal presidente nel caso in cui vincano i democratici. E quando gli è stato fatto notare che i repubblicani furono fortemente critici contro Obama che volle una nomina di un giudice a 8 mesi dalle elezioni, mentre ora addirittura si procede a solo 3 settimane dell’esito elettorale, Trump ha risposto che i presidenti vengono eletti per 4 anni, non tre. Sulla controversa nomina di Barrett, Biden si è mostrato piuttosto conciliante dicendosi «disponibile a considerare cosa accadrà” a partire dalla nomina, e valutando come i repubblicani al Senato gestiranno la vicenda.

Inchiesta Nyt, Trump: «Quei debiti sono spiccioli rispetto al mio patrimonio»

Nel corso del confronto, Trump non ha negato - come rivelato dal New York Times - di avere debiti per oltre 400 milioni di dollari. Alla giornalista che incalzava sul tema ha risposto «è una piccola percentuale del mio patrimonio netto». Il presidente ha anche affermato che non ha contratto alcun debito né con banche straniere né con i russi. Quando gli è stato chiesto perché non renda pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi come hanno fatto tutti gli ultimi presidenti, Trump ha risposto che a impedirglielo sarebbero «il buon senso e l’intelligenza».

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