Il figlio dell’Isis che ritorna a casa

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La madre lo portò via dalla sua casa nel Lecchese nel 2014 quando lasciò il marito per arruolarsi nello Stato islamico

Il figlio dell’Isis che ritorna a casa
©Shutterstock.com

Il figlio dell’Isis che ritorna a casa

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È tornato finalmente a casa, in Italia, il bimbo di undici anni portato via da Barzago (Lecco) nel dicembre del 2014 dalla mamma, Valbona, che lasciò il marito strappando il bambino alla famiglia per arruolarsi nello Stato Islamico.

Il ragazzino, la cui madre sarebbe morta in un’esplosione, si trovava nel campo profughi di Al Hol in Siria assieme ad altre 70mila persone.

«Ti avevo promesso che saresti tornato», ha detto il padre del piccolo, Afrim Berisha. Adesso il bambino parla solo l’arabo, ha dimenticato l’italiano e non ricorda neppure i suoi vecchi giocattoli portati dalle sorelline in aeroporto.

Dopo essere diventata una foreign fighter, oltre ad avere cambiato nome al proprio figlioletto ed avergli fatto dimenticare l’italiano per parlare solo l’arabo, Valbona si era risposata con un combattente.

«Voleva in sostanza fargli scordare completamente il suo passato in Italia», ha spiegato Marco Rosi, comandante del reparto antiterrorismo del Ros dei Carabinieri, che ha attivamente preso parte all’operazione di rimpatrio.

Ora il bambino rientrerà con il papà e le sue sorelle a Barzago, il comune di Lecco dove è nato e viveva con il padre, le sorelle e la madre, che lo aveva sequestrato - all’età di sei anni - per poi metterlo con la forza su un aereo e trasferirlo in Siria, nell’inferno delle azioni terroristiche dell’Isis.

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