Il futuro di Tally Weijl è salvo, ma chiudono 200 negozi

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L’azienda, messa in crisi dalla pandemia di coronavirus e a secco di finanziamenti, ha ricevuto capitali da investitori e crediti dalle banche per decine di milioni di franchi

Il futuro di Tally Weijl è salvo, ma chiudono 200 negozi
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Il futuro della catena di moda elvetica Tally Weijl è assicurato. L’azienda, già alle prese con una ristrutturazione e poi messa in crisi dall’epidemia di coronavirus, ha ricevuto capitali freschi da investitori e crediti dalle banche per decine di milioni di franchi. Tuttavia, circa 200 dei suoi 800 negozi in Europa verranno chiusi, un provvedimento che tocca pure la Svizzera. Diverse centinaia di posti di lavoro sono minacciati.

Secondo quanto comunicato oggi, il marchio basilese, che ha come principale target le giovani donne ed era a secco di finanziamenti, potrà rafforzare la sua base di fondi propri con 27 milioni di franchi. Di questa somma, 17 milioni confluiranno nella società da nuovi investitori, mentre i restanti 10 saranno utilizzati per convertire i prestiti in azioni.

Inoltre, Tally Weijl indica di poter contare su crediti bancari legati al Covid-19 per un importo di 24,7 milioni, sbloccati dopo trattative definite «difficili ma costruttive». La garanzia è assicurata all’85% dalla Confederazione, mentre gli istituti finanziari si fanno carico della percentuale di rischio rimanente.

Malgrado ciò la catena di moda chiuderà 200 punti vendita, un quarto del totale. In Svizzera spariranno fra cinque e dieci negozi su 81. Il gruppo si ritirerà completamente dalla Bulgaria, mentre in Croazia e Serbia delle filiali saranno cedute in affiliazione. Potrebbero venire toccati anche altri mercati importanti come quello italiano, francese o tedesco.

L’obiettivo di Tally Weijl è quello di rafforzare la propria presenza sul web, conservando solo le boutique che si integrano nella strategia di distribuzione multicanale e per le quali si possono concordare condizioni di affitto eque.

Le chiusure avranno conseguenze per il personale della società, che attualmente conta su 635 dipendenti in Svizzera e 2700 in tutta Europa.

Stando a un portavoce, sollecitato dall’agenzia finanziaria AWP, molti posti di lavoro verranno tagliati. Si prevede che a sparire saranno 600-800 impieghi: non è chiaro quanti di essi nella Confederazione.

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