Il giorno di Biden, il «presidente di tutti»

USA

Manca poco all’Inauguration day più blindato della storia - Il nuovo commander in chief intende «unire l’America per affrontare le crisi»

 Il giorno di Biden, il «presidente di tutti»
©AP Photo/Evan Vucci

Il giorno di Biden, il «presidente di tutti»

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«Sarò il presidente di tutti, è ora di voltare pagina, di riconciliarsi e unire l’America per affrontare le crisi e rilanciare l’alleanza con i nostri partner»: è il messaggio che Joe Biden vuole lanciare domani nel suo discorso dopo aver giurato a mezzogiorno sulla vecchia bibbia di famiglia come 46/mo presidente degli Stati Uniti - il più anziano di sempre con i suoi 78 anni - nell’Inauguration day più blindato della storia per il timore di proteste armate.

Accanto a lui, sotto lo sguardo di soli mille ospiti contro i circa 200 mila invitati tradizionalmente dai parlamentari, ci sarà Kamala Harris, che farà la storia come prima vicepresidente donna e afroamericana.

Entrambi hanno voluto preparare il passaggio solenne con un «momento nazionale di unità» alla vigilia, rendendo omaggio alle 400 mila vittime americane della pandemia in una fiaccolata davanti al Lincoln Memorial, mentre in altre città si illuminavano edifici iconici, dall’Empire State building a New York allo Space Needle di Seattle.

Non a caso il tema della cerimonia inaugurale è ‘America United’, la principale sfida che Biden dovrà affrontare per sanare le ferite e le divisioni lasciate da quattro anni di presidenza Trump. Il presidente eletto, sbarcato in una capitale protetta da 25 mila uomini della Guardia nazionale dopo aver lasciato in lacrime il suo Delaware, ha limato fino all’ultimo il testo con il suo consigliere Mike Donilon e con Vinay Reddy, il direttore dello ‘speechwriting’.

E alcuni temi sono già trapelati: l’unità del Paese come unico strumento per poter superare qualsiasi difficoltà, la riappacificazione e la visione per aggredire le crisi in corso, dalla pandemia alla recessione economica, dal clima alle ineguaglianze sociali e razziali.

Un discorso senza retorica e senza frasi memorabili, come quelle di Abraham Lincoln («la malizia contro nessuno, la carità verso tutti»), Franklin Roosevelt («l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la pausa stessa») o John F. Kennedy («non chiedere cosa il tuo Paese può fare per te ma quello che tu puoi fare per il Paese»). Ma con una buone dose di ottimismo per dimenticare i toni cupi del ‘carnage’ evocato da Trump nel suo insediamento.

La maggioranza degli americani, il 66%, approva come Biden ha gestito la transizione, ma un 53% si dichiara scettico sulla possibilità che il nuovo presidente Usa possa facilitare il superamento delle divisioni nel Paese, secondo un sondaggio commissionato dalla Cnn.

Il primo banco di prova sarà al Senato, dove nei prossimi giorni comincerà un processo di impeachment a Trump che rischia di far implodere il partito repubblicano dopo che il suo leader Mitch McConnell ha voltato definitivamente le spalle al presidente uscente accusandolo di aver provocato la folla nutrendola di bugie e scatenando l’assalto al Congresso. Da vedere anche se i repubblicani metteranno i bastoni tra le ruote alla rapida conferma dei dirigenti governativi nominati da Biden nelle udienze cominciate oggi. I primi ad affrontare l’esame sono la segretaria al Tesoro Janet Ellen, il ministro dell’Interno Alejandro Mayorkas, il capo del Pentagono Llyod Austin, la direttrice della National Intelligence Avril Haines e il segretario di Stato Tony Blinken, che ha già lanciato la necessità di rivitalizzate le alleanze degli Stati Uniti per competere con la Cina.

Mentre Trump snobba ogni cerimoniale facendolo accogliere alla Casa Bianca dal capo maggiordomo e volando nella sua residenza di Mar-a-Lago con una scia di grazie controverse, Biden tenta di dare il ‘la’ alla giornata con una messa bipartisan alla quale parteciperanno McConnell e altri leader dei due partiti al Congresso. Dopo il giuramento comunque è deciso a dare subito un segnale di svolta, firmando una raffica di ordini esecutivi: il rientro nell’accordo di Parigi sul clima, il ritorno all’accordo sul nucleare iraniano, la rinnovata adesione all’Oms, la revoca del ‘muslim ban’, lo stop alle esecuzioni federali, il blocco dell’oleodotto Keystone, la revoca del bando dei transgender nell’esercito.

E l’invio al Congresso di una coraggiosa proposta di legge per riformare l’immigrazione, che prevede un percorso di otto anni per la cittadinanza agli immigrati senza status legale, la green card subito per i dreamer e un aumento dell’accoglienza dei rifugiati. Biden intende invece mantenere le restrizioni anti Covid revocate ieri da Trump per i viaggiatori provenienti da Europa, Gran Bretagna, Irlanda e Brasile.

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