Il glossario del coronavirus

Da sapere

Focolaio, incubazione, pandemia, zona rossa, tampone: l’epidemia ha portato a galla una terminologia specifica in molti casi inedita

Il glossario del coronavirus
© AP Photo/Kamran Jebreili

Il glossario del coronavirus

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Grazie al coronavirus ci siamo scoperti tutti esperti di medicina, al punto da spingerci a utilizzare termini di cui mai avevamo neppure sentito parlare. Forse allora è il caso di provare a fare un po’ di ordine, perlomeno tra le parole più utilizzate in questo particolare e strambo momento storico. Perché non iniziare quindi proprio dalla definizione di coronavirus? Eccola. Prendendo come riferimento l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), «i coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS)». Sono virus RNA a filamento positivo - identificati a metà degli anni Sessanta -, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico. A oggi sono sette i coronavirus scoperti in grado di infettare l’uomo.

© EPA
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Contagio

Il contagio è la trasmissione da un individuo ad un altro di una malattia infettiva. Può avvenire in diversi modi a seconda della malattia associata. Il coronavirus si trasmette principalmente attraverso un contatto stretto e prolungato (a meno di due metri di distanza e per più di 15 minuti). La trasmissione avviene attraverso goccioline: tossendo o starnutendo i virus di una persona infetta possono finire direttamente sulle mucose del naso e della bocca e sugli occhi di un’altra persona. I virus emessi possono sopravvivere per alcune ore in minuscole goccioline sulle mani o sulle superfici (maniglie di porte, pulsanti di ascensori, ecc.). Attualmente non si sa se sia possibile contrarre l’infezione anche toccando queste superfici e poi toccandosi la bocca, il naso o gli occhi.

COVID-19

C’è il coronavirus e c’è il COVID-19. Nel sito dell’Ufficio federale della sanità pubblica si legge: «L’11 febbraio 2020 l’OMS ha attribuito una nuova denominazione alla malattia causata dal nuovo coronavirus: COVID-19, abbreviazione di «coronavirus disease 2019» o, in italiano, malattia da coronavirus 2019». «CO» sta per corona, «VI» per virus, «D» per disease (malattia) e «19» è l’anno in cui si è manifestata a partire dalla metropoli cinese di Wuhan. Essendo una malattia tanto recente, ancora non è coperta da vaccini.

Dottor Burioni

Roberto Burioni è il virologo più noto del momento, oltre confine. È stato tra i primi a esprimersi a proposito del coronavirus, ospite in diversi programmi televisivi e onnipresente sui social media. Classe 1962, di Pesaro, dirige il magazine online Medical Facts, dedicato all’informazione scientifica e al debunking delle fake news. Dal 2004 è in servizio presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, prima come professore associato, poi come professore ordinario di Microbiologia e Virologia.

Droplet

Un termine inglese sempre più visibile anche sui media italofoni. Traducendolo, letteralmente, sta per «gocciolina», ma in questo caso diventa «gocciolina di saliva». O meglio, al plurale, sono le goccioline respiratorie generate quando una persona infetta parla, tossisce e starnutisce, diventando di conseguenza pericolosa quale potenziale vettore per la trasmissione dell’agente patogeno. Quando si parla di distanze da mantenere rispetto al proprio prossimo, in questi casi si pensa a un metro circa, la distanza di sicurezza rispetto proprio a queste droplet.

Epidemia

La definizione della Treccani appare esaustiva: «Manifestazione collettiva d’una malattia (colera, influenza ecc.), che rapidamente si diffonde fino a colpire un gran numero di persone in un territorio più o meno vasto in dipendenza da vari fattori, si sviluppa con andamento variabile e si estingue dopo una durata anche variabile. (...) Le epidemie si propagano per contagio diretto (malato, convalescente o portatore sano) o indiretto (oggetti infetti, pulviscolo atmosferico, acqua, insetti)».

Focolaio

Il sito dell’UFSP spiega: «In caso di malattie infettive per focolaio s’intende l’improvviso aumento di casi di una determinata malattia all’interno di una comunità, una regione o una stagione circostritte. Pure un singolo caso di una malattia trasmissibile che per lungo tempo non è insorta o non è mai stata riscontrata può rappresentare un focolaio. Si parla di insorgenze soprattutto in relazione a malattie trasmesse da acqua inquinata o derrate alimentari. In Svizzera, ad esempio, spesso vi sono insorgenze dovute a diversi ceppi di salmonella o norovirus».

Incubazione

L’incubazione è il periodo che intercorrere tra l’infezione e la comparsa dei primi sintomi di una malattia. La durata di incubazione del nuovo coronavirus è di circa 3-7 giorni, fino a un massimo di 14. Normalmente chi soffre di una malattia virale delle vie respiratorie è più contagioso quando presenta i sintomi più gravi. Per il COVID-19 potrebbe essere diverso. È inoltre possibile che si sia già contagiosi poco prima della comparsa dei sintomi.

Letalità/Mortalità

Capita di vedere scambiati i due termini, usati quindi impropriamente. Una cosa è la letalità e un’altra la mortalità. La letalità indica il rapporto tra il numero dei decessi causati da una malattia e quello dei malati, in un certo lasso di tempo. La mortalità, al contrario, indica il numero dei decessi in rapporto alla popolazione esposta, sempre in quello stesso lasso di tempo, indicando il rischio di un agente patogeno sull’insieme della popolazione. Per farla breve, la letalità si riferisce al numero dei malati, la mortalità alla popolazione esposta.

Mascherina FFP3

«Le mascherine alle persone sane non servono. Servono per proteggere le persone malate e servono per proteggere il personale sanitario», ha spiegato Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’OMS. Utile ricordarlo, vista la corsa alle mascherine a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi. Spesso vengono citate anche sigle per differenziare le mascherine. Quelle più idonee per il personale sanitario sono le classi FFP3 o FFP2, classi che dipendono dall’efficienza filtrante. «FF» sta per Facciale Filtrante. L’efficacia delle FFP3 è del 98%, delle FFP2 del 92%.

Mutazione

Come ogni virus, anche il COVID-19 muta. È da poco stata ricostruita la mutazione genetica che ha trasformato il coronavirus degli animali in un virus umano, adattato cioè all’organismo degli esseri umani e capace di colpirlo. È il cosiddetto - e molto temuto - salto di specie. Anche il COVID-19 dunque è in continua evoluzione e cerca di cambiare aspetto per essere in equilibrio con il sistema immunitario ospite. I ricercatori hanno stimato che il coronavirus ha effettuato il salto di specie (da animale a uomo) fra il 20 e il 25 novembre scorso.

Nuovo coronavirus

Spesso abbiamo trovato la sigla nCoV. Bene, sta per «nuovo coronavirus», ovvero un nuovo ceppo di coronavirus, che mai era stato identificato nell’uomo prima che venisse segnalato a Wuhan lo scorso mese di dicembre. Il nuovo coronavirus specifico è quello denominato SARS-CoV-2 (sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2), precedentemente noto come 2019-nCoV. A designare il nome ai virus è l’International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV). Perché si parla di SARS? Perché pare che il nuovo coronavirus sia fratello di quello che provocò appunto la Sars.

OMS

L’Organizzazione mondiale della sanità, istituita nel 1948, è l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata per le questioni sanitarie. Ha sede a Ginevra e conta 194 Stati membri divisi in sei macro regioni. L’OMS è impegnata a fornire una guida sulle questioni sanitarie globali, indirizzare la ricerca sanitaria, stabilire norme e standard e formulare scelte di politica sanitaria basate sull’evidenza scientifica. L’OMS (tramite il suo comitato esecutivo) nella sua funzione di vigilanza sanitaria, può emettere avvisi alle autorità sanitarie dei Paesi membri relativi ai rischi pandemici, come nel caso del coronavirus.

Pandemia

Una pandemia, stando alla definizione dell’UFSP, «designa la propagazione di una determinata malattia infettiva in molti paesi o continenti e può minacciare gran parte della popolazione mondiale. Ad essere importanti sono soprattutto le pandemie influenzali causate da virus dell’influenza e che possono manifestarsi in ogni momento. Anche con riferimento all’Aids spesso si parla di pandemia. Quale preparazione a una pandemia influenzale la Svizzera allestisce un piano pandemico. Per le aziende viene messo a disposizione un manuale e la popolazione riceve raccomandazioni in materia di igiene dall’UFSP».

Quarantena

È il periodo di isolamento (originariamente di 40 giorni) al quale vengono sottoposti persone, animali e cose ritenuti portatori di agenti infettivi. La sua durata differisce fra le varie malattie, in rapporto al relativo periodo d’incubazione. Durante la quarantena, il soggetto non deve entrare in contatto con altre persone, in modo da scongiurare una ulteriore diffusione della malattia. Nel caso del coronavirus, la quarantena è stata fissata in due settimane (14 giorni), parametrandola al periodo di incubazione del virus. Tale infatti è l’intervallo di tempo tra l’infezione e l’insorgenza dei sintomi clinici della malattia.

Sintomatologia

È il complesso dei sintomi caratteristici di una malattia. Per quanto riguarda il COVID-19, l’Ufficio federale della sanità pubblica scrive: «I sintomi più frequenti sono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Questi sintomi possono essere di gravità variabile. Inoltre sono possibili complicazioni, come una polmonite. Alcune persone che hanno contratto la malattia hanno anche problemi digestivi e oculari (congiuntivite)».

Tampone

Il test del tampone è il primo esame che il personale sanitario esegue sui casi sospetti, ma anche sulle persone a rischio, magari perché facenti parte di una possibile catena di trasmissione. Il tampone in questione è un tampone faringeo - la faringe è la parte anatomica migliore dove verificare la carica batterica o virale -, un bastoncino che raccoglie muco e saliva. I campioni vengono quindi spediti ai laboratori autorizzati dove vengono analizzati. Tale test va eseguito soltanto sui pazienti sintomatici.

UFSP

È l’Ufficio federale della sanità pubblica, diretto da Pascal Strupler. L’UFSP tutela la salute della popolazione, definisce la politica sanitaria della Svizzera e si adopera per garantire un sistema sanitario efficiente e finanziariamente sostenibile. Per frenare la diffusione del coronavirus in Svizzera, l’UFSP ha deciso di adottare misure specifiche per la gestione dei casi sospetti (entrate pronto soccorso, camere di isolamento) di concerto con le autorità cantonali. L’UFSP informa puntualmente la popolazione sullo stato della diffusione del virus in Svizzera.

Wuhan

Wuhan è una città di oltre sei milioni di abitanti ed è il capoluogo della provincia di Hubei, una regione centrale della Repubblica popolare cinese. È nota per essere stato l’epicentro del coronavirus: è lì, infatti, che alla fine di dicembre del 2019 sono stati identificati i primi casi di COVID-19. Le autorità, visto il rapido diffondersi del contagio a Wuhan, hanno ordinato l’edificazione di due ospedali specializzati per il trattamento della malattia. I due centri sono stati costruiti nel giro di due settimane.

Zona rossa

È un’area a forte rischio epidemico che viene completamente isolata dalle autorità. La Cina è stato il primo Paese a introdurre tale misura durante l’epidemia da COVID-19. Ma anche l’Italia si è vista costretta a isolare una decina di paesi nella provincia di Lodi, ritenuti dei focolai della malattia. Gli abitanti delle zone rosse non possono uscire dal perimetro e nessun esterno può accedervi - zone quindi di allerta e di esclusione - La misura ha carattere temporaneo.

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