Il Messico di Obrador va a fondo tra violenza politica e pandemia

L’analisi

È stato un flop la consultazione popolare volta a mettere sotto inchiesta cinque ex presidenti

Il Messico di Obrador va a fondo tra violenza politica e pandemia
Domenica scorsa i messicani sono stati chiamati per la prima volta ad esprimersi in un referendum nazionale per dire se volevano o meno che gli ultimi 5 presidenti che hanno preceduto Obrador venissero indagati per corruzione e altri reati. ©EPA/Luis Torres

Il Messico di Obrador va a fondo tra violenza politica e pandemia

Domenica scorsa i messicani sono stati chiamati per la prima volta ad esprimersi in un referendum nazionale per dire se volevano o meno che gli ultimi 5 presidenti che hanno preceduto Obrador venissero indagati per corruzione e altri reati. ©EPA/Luis Torres

Domenica scorsa i cittadini messicani sono stati chiamati alle urne per il primo referendum nazionale della storia del Paese. La consultazione popolare, voluto dal presidente Andrés Manuel López Obrador, proponeva l’apertura di indagini su cinque capi di Stato non nominati esplicitamente (Carlos Salinas de Gortari, Ernesto Zedillo, Vicente Fox, Felipe Calderón e Enrique Peña Nieto) al potere in Messico fra il 1998 e il 2018.

L’affluenza alle urne è stata poco più del 7% degli aventi diritto, ossia molto inferiore al 40% necessario per un valore vincolante della consultazione. Un flop elettorale dovuto al fatto, come sottolineano diversi analisti, che il referendum ha approfondito il fossato creatosi tra i sostenitori e gli oppositori del presidente di sinistra «AMLO» (come viene soprannominato...

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