Il nuovo decreto italiano, ecco cosa si potrà fare

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Il premier Conte firma il nuovo documento, mentre in giornata c’è stato il confronto con i governatori delle regioni - Sarà vietato spostarsi dal 21 dicembre al 6 gennaio - La raccomandazione è di trascorrere i pranzi e le cene delle festività con i conviventi o con i parenti stretti

Il nuovo decreto italiano, ecco cosa si potrà fare
© AP Photo/Andrew Medichini

Il nuovo decreto italiano, ecco cosa si potrà fare

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(Aggiornato alle 20.40) Questa notte il Consiglio dei ministri italiano ha messo a punto le misure del nuovo decreto legge che vieta dal 21 dicembre al 6 gennaio «ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome». In serata è arrivata la firma del premier Giuseppe Conte. Non sono mancate le polemiche con i governatori delle regioni.

Stando al testo, il 25, 26 dicembre e l’1 gennaio sarà vietato «ogni spostamento tra comuni», salvo comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. E dopo una lunga battaglia sulle deroghe, cui molto teneva il premier, sarà consentito il rientro «alla propria residenza, domicilio o abitazione». Non sarà però permesso spostarsi nelle seconde case fuori regione e, nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, anche fuori comune.

Cosa si potrà fare e cosa no

Il coprifuoco

Il coprifuoco è confermato dalle 22 alle 6 dal 4 dicembre e fino al 6 gennaio. Non ci saranno deroghe nei giorni di festa, l’orario di rientro nella propria abitazione sarà lo stesso anche a Natale, il 26 e il 31 dicembre, a Capodanno e il 6 dicembre, giorno dell’Epifania. Dopo quest’ora sarà possibile uscire dalla propria abitazione soltanto per «comprovate esigenze», che sono motivi di lavoro, di salute e di urgenza.

Spostamenti tra le regioni

Dal 20 dicembre al 6 gennaio sarà vietato spostarsi tra le regioni anche se sono in fascia gialla. Una misura decisa per «evitare che milioni di italiani si mettano in viaggio e facciano circolare il virus». Sarà però sempre possibile andare dove si ha la residenza o il domicilio. Ancora in discussione la possibilità di andare presso la casa di un genitore solo, con l’autocertificazione. Per le regioni in fascia gialla sarà possibile oltrepassare i confini regionali fino al 20 dicembre, è consentito anche il trasferimento nelle seconde case dove si potrà rimanere facendo poi ritorno presso la residenza o il domicilio. Per chi si trova in zona rossa o arancione sarà sempre possibile dal 4 dicembre al 6 gennaio fare ritorno nella propria abitazione di residenza e presso il domicilio.

Quante persone a tavola?

Il giorno di Natale, il 26 dicembre e il 31 gennaio non si potrà uscire dal proprio Comune. La raccomandazione è di trascorrere i pranzi e le cene delle festività con i conviventi o con i parenti stretti. Si discute se inserire nel nuovo decreto anche una raccomandazione a non superare 10 persone a tavola. Gli scienziati suggeriscono di rispettare il distanziamento e l’obbligo di mascherina quando non si sta a tavola, in ogni caso di proteggere gli anziani e le persone fragile. A Natale, il 26 e il 31 dicembre i ristoranti saranno aperti per il pranzo. La messa di Natale potrebbe essere fissata alle 20.

Piste da sci

Si potrà tornare a sciare dal 7 gennaio. «Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti, agli sciatori amatoriali» con l’adozione delle linee guida di Regioni e Province autonome validate dal Comitato tecnico scientifico (Cts). Le misure assunte sono «rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti», si legge ancora nella bozza del Dpcm.

San Silvestro e Capodanno

La sera di Capodanno gli alberghi saranno aperti ma dovranno tenere chiusi i ristoranti interni: sarà consentita soltanto la consumazione in camera. Per la notte dell’ultimo dell’anno scatta lo stesso orario valido per i bar e i ristoranti che si trovano nelle zone gialle: chiusura alle 18. «Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi», si legge nel testo. Nelle zone rosse e arancioni bar, ristoranti rimangono chiusi per l’intera giornata. Alla fine si è deciso che gli alberghi di montagna potranno rimanere aperti ma con le stesse regole previste per il resto d’Italia e dunque con i divieti per il veglione.

I negozi

I negozi potranno rimanere aperti fino alle 21. Saranno riaperti nel fine settimana e nei giorni festivi anche i centri commerciali e i grandi magazzini. È ancora in discussione la possibilità di consentire nelle zone rosse la riapertura di quegli esercizi commerciali finora vietati.

Chi rientra dall’estero

Chi rientra dall’estero prima del 20 dicembre dovrà sottoporsi a tampone obbligatorio se torna dagli Stati per cui è già previsto l’obbligo di test.

La lista comprende Belgio, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte), Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito e Irlanda del Nord. Chi invece torna in Italia dopo il 20 dicembre dovrà stare in quarantena per dieci giorni, qualsiasi sia lo Stato di provenienza. Una regola introdotta per evitare che si ripeta quanto accaduto in estate e come deterrente per chi ha programmato di andare a sciare in quei Paesi che hanno deciso di lasciare impianti e piste aperte, tra cui l’Austria, la Svizzera e la Slovenia.

Il nodo dell’apertura delle scuole

Si discute ancora sulla possibile riapertura dei licei, ma sembra difficile riaprire tutte le scuole in presenza il 14 dicembre. Più probabile è che le lezioni ricomincino in classe anche per le superiori dopo l’Epifania, dunque lunedì 11 gennaio.

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