Il Papa: «La globalizzazione è nociva quando uniforma tutto»

Società

«Altrimenti è buona, perché ci unisce, ci può aiutare ad essere membra gli uni degli altri», ha sostenuto il Bergoglio di fronte ai giornalisti

Il Papa: «La globalizzazione è nociva quando uniforma tutto»
Foto Shutterstock

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«C’è una globalizzazione nociva e una globalizzazione buona; la globalizzazione non è di per sé cattiva; al contrario, la tendenza alla globalizzazione è buona, perché ci unisce, ci può aiutare ad essere membra gli uni degli altri. Quello che può essere nocivo è il modo di attuarla». Lo ha detto il Papa nell’udienza con una delegazione della testata giornalistica regionale della Rai.

«Se infatti la globalizzazione pretende di rendere tutti uniformi - ha proseguito papa Francesco -, mortifica la ricchezza e la particolarità di ogni popolo, tende a uniformare tutto e tutti, piuttosto che valorizzare le diversità, le peculiarità, le culture, le storie, le tradizioni. Se invece una globalizzazione cerca di unire tutti rispettando le persone, i gruppi sociali, i popoli nelle loro ricchezze e peculiarità, allora quella globalizzazione è buona, perché ci fa crescere insieme».

Poi il Papa ha elogiato l’informazione e ha ringraziato i giornalisti che lavorano nelle testate regionali: «L’informazione locale non è da considerare ‘minore’ rispetto a quella nazionale. Anzi, direi che è la più genuina e la più autentica del mondo mass-mediale, in quanto non risponde alle esigenze di profitto o di messaggi da comunicare, ma è chiamata a trasmettere unicamente la voce della gente, in tutti i suoi aspetti e nei diversi momenti della vita sociale, culturale e spirituale, ed ha un compito altrettanto importante nel valorizzare le realtà e le culture locali, senza le quali anche l’unità della nazione non esisterebbe». Papa Francesco ha concluso: «In quest’ottica desidero ringraziare in particolare tutti i giornalisti che lavorano nelle testate regionali, per il loro impegno nel voler essere sul territorio, oserei dire condividendo la realtà che vogliono raccontare, quelle notizie che spesso, per esigenze editoriali, la grande informazione non può trasmetterci».

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