Il presente dei social media, cristallizzato e dilatato

La riflessione

L’annunciata rivoluzione di Facebook mette implacabilmente a nudo uno dei limiti delle reti sociali alla base della crisi che stanno attraversando: l’aver annullato i concetti di lontananza e vicinanza, di passato e futuro

 Il presente dei social media, cristallizzato e dilatato
Sulle piattaforme social nessuno resta e nessuno parte... (foto Redpixel.pl / Shutterstock)

Il presente dei social media, cristallizzato e dilatato

Sulle piattaforme social nessuno resta e nessuno parte... (foto Redpixel.pl / Shutterstock)

C’è una corsa a rimuovere, a dimenticare, a cambiare le carte in tavola nel mondo dei social network nella decisione presa da Mark Zuckerberg di cambiare nome a Facebook, per andare verso un futuro dentro i social «più immersivo». Cosa realmente accadrà non lo sa ancora nessuno. Ma le cifre dell’operazione sono già state rese note: 50 milioni di dollari di investimento e 10 mila dipendenti in Europa. Per fare cosa? Soprattutto per far dimenticare i pasticci degli ultimi anni: da Cambridge Analytica in poi. Per ridare alla società di Menlo Park una nuova veste, un «rebranding» dicono loro, uno scordarsi un passato che qualche volta ci ha lasciato almeno perplessi, e su cui è uscito un libro proprio in questi giorni (vedi scheda).

Quel qualcosa che non tornaMa per quanto si possa provare ad andare...

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