Il «turismo vaccinale» attira sempre di più, ma non i ticinesi

verso l’estate

Dopo Cuba e Russia altre mete turistiche, come le Maldive, Dubai, le Mauritius e l’Alaska, hanno deciso di adottare la strategia del pacchetto-viaggio con la somministrazione del siero in loco - Ma alle nostre latitudini sembra non essere per niente preso in considerazione

Il «turismo vaccinale» attira sempre di più, ma non i ticinesi
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«A mali estremi, estremi rimedi» recita un famoso proverbio utilizzato in situazioni particolari dove è indispensabile cercare ogni mezzo utile per risolverle. Quindi se il male è estremo, anche il rimedio dev’essere uguale. E se l’estate si avvicina a grandi passi e con lei anche la voglia sempre più incontrollabile di viaggiare, è noto che le agenzie turistiche hanno trovato un rimedio tanto «estremo» quanto scaltro per evitare di rimanere un’altra stagione a bocca asciutta causa coronavirus: lanciare sul mercato un pacchetto-viaggio che comprenda anche la somministrazione del vaccino in loco. E sono sempre di più le mete turistiche che stanno adottando questa filosofia. Ne avevamo già parlato quando Cuba e Russia avevano messo in campo questa strategia per dare ossigeno al turismo, e nel frattempo si sono aggiunti anche Dubai, Maldive, Mauritius, Alaska e Caraibi (Barbados e Isole Vergini). Ecco le condizioni.

Maldive, la strategia delle «3V»

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Visitare, vaccinarsi e andare in vacanza. È questa la strategia lanciata dal Governo di Malé che offre ai turisti la possibilità di sottoporsi alle dosi di siero in loco per tentare in qualche modo di risollevare il settore turistico da cui deriva circa il 67% del PIL dell’arcipelago. Abdulla Mausoom, il ministro del turismo, aveva spiegato che la priorità era quella di vaccinare i residenti, ma una volta completato il processo il Paese sarebbe stato pronto a offrire il preparato anche ai turisti. Il ministro ha anche sottolineato che questa spinta è indispensabile per far sì che il Paese quest’anno raggiunga gli 1,5 milioni arrivi turistici, ma non ha precisato se i vacanzieri dovranno pagare o meno le vaccinazioni.

Alle Mauritius con il visto «premium»

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La repubblica insulare dell’Oceano indiano a marzo ha annunciato di aver esteso l’accesso alla vaccinazione a tutti i visitatori di lungo periodo che hanno più di 18 anni. La somministrazione del siero è gratuita e si ottiene semplicemente con il visto «premium» (quello che permette ai turisti internazionali di trascorrere fino a 12 mesi nel Paese ed è rinnovabile). Il documento viene concesso solo a chi ha in programma di trascorrere almeno 180 giorni alle Mauritius, ha già prenotato l’alloggio e dimostra di avere un reddito in un altro Paese. Serve anche un’assicurazione di viaggio e sanitaria. Infine, prima di partire bisogna fare il tampone e all’arrivo rispettare i 14 giorni di quarantena.

Ai Caraibi spiagge, mojito e vaccino

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Ai Caraibi il pacchetto «all inclusive» è ormai una pratica diffusa. Il Governo delle Barbados ha annunciato che intende offrire le vaccinazioni ai visitatori a partire da maggio. L’ente del turismo ha infatti dichiarato che prevede di accaparrarsi quante più dosi possibili per le persone sull’isola, che siano cittadini o meno, entro la fine di aprile o l’inizio di maggio. Sulla stessa lunghezza d’onda anche le Isole Vergini che dal 1.marzo hanno deciso di offrire il siero a chi ha più di 16 anni. E i viaggiatori non hanno neanche la preoccupazione di attendere il proprio turno per via dell’età.

Gli esclusivi Emirati Arabi

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Gli Emirati Arabi stanno diventando una meta ambita per il turismo dei vaccini. Negli ultimi mesi è balzato agli onori della cronaca il caso dell’agenzia di viaggi di lusso «Knightsbridge Circle» con sede a Londra che ha deciso di organizzare una vacanza con vaccino incluso per gli over 65 a Dubai. Piccolo particolare, si fa per dire: la quota annuale d’iscrizione è pari a 28 mila euro. Il pacchetto comprende il volo con la compagnia aerea Emirates in prima classe e soggiorno all’hotel Jumeirah Beach. Il prezzo? Circa 46 mila euro, ma almeno il costo del vaccino è incluso nella tassa d’iscrizione. Avendo ricevuto numerose richieste, il fondatore dell’agenzia di viaggi ha deciso di creare un pacchetto anche per i non iscritti che con 11.200 euro possono avere accesso al vaccino, ma devono pagarsi il viaggio e l’alloggio.

In Alaska si parte a giugno

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Dal 1. giugno i vaccini saranno disponibili nei principali aeroporti dell’Alaska. Il governatore del Paese più a nord degli Stati Uniti Mike Dunlevi spera, attraverso questa strategia, di far ripartire il turismo e attirare sempre più vacanzieri durante il periodo estivo, anche perché nel resto dell’anno le condizioni non sono proprio ottimali. Lo Stato si è assicurato una grande quantità di siero e il programma di vaccinazione negli aeroporti prevede la somministrazione di due dosi del vaccino di Pfizer o di Moderna. Attualmente l’Alaska ha già vaccinato il 40% di tutti coloro che ne hanno diritto, ovvero persone di età pari o superiore a 16 anni.

I ticinesi stanno alla larga da questi pacchetti

Se in diversi Stati europei, ma non solo, questa tipologia di offerta sta man mano spopolando tra i viaggiatori più nostalgici, alle nostre latitudini sembra non essere presa proprio in considerazione. La conferma ci arriva direttamente dal portavoce di Hotelplan Ticino Davide Nettuno che, da noi contattato, ha sottolineato che «non abbiamo ricevuto richieste simili, né proattivamente da parte di enti che sono attratti in qualche modo da questa possibilità, né abbiamo mai messo sul mercato dei pacchetti che proponessero questo tipo di facilitazione».

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