Il Vaticano blocca la beatificazione di un vescovo

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Roma ha imposto lo stop per come il religioso gestì alcuni casi di abusi - Sarebbe diventato il primo santo maschio nato negli Stati Uniti

Il Vaticano blocca la beatificazione di un vescovo
©AP Photo/Gregorio Borgia

Il Vaticano blocca la beatificazione di un vescovo

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Non trovano pace le ossa di Fulton Sheen, il primo carismatico telepredicatore cattolico, che a giorni avrebbe dovuto essere fatto beato. Secondo media cattolici americani, lo scandalo della pedofilia nel clero Usa avrebbe avuto l’effetto indiretto di sospendere in extremis, forse per sempre, la cerimonia della beatificazione prevista per il 21 dicembre.

L’annuncio del rinvio è arrivato dalla piccola diocesi di Peoria in Illinois, dove Sheen era nato, e che da anni si è fatta paladina del processo di canonizzazione. Secondo la Catholic News Agency, tutto sarebbe nato da come Sheen avrebbe gestito casi di abusi quando, dal 1963 al 1966, fu vescovo di Rochester, la diocesi nello stato di New York che in settembre, dopo la riapertura dei termini della prescrizione, ha presentato in tribunale le procedure per la bancarotta.

Capita raramente che processi di beatificazione siano fermati all’ultimo momento. Per Sheen e per i suoi ammiratori la cerimonia del 21 dicembre sarebbe stato il primo passo verso l’innalzamento del vescovo agli onori degli altari, nel qual caso il monsignore, che dal 2012 è «venerabile», sarebbe diventato il primo santo maschio nato negli Stati Uniti.

Sarebbe stato il vescovo di Rochester, Salvatore Matano, a chiedere al Vaticano l’improvviso stop, sulla scorta della possibilità che il nome del predecessore potesse comparire nelle inchieste scaturite dalle nuove cause contro la diocesi. Ipotesi categoricamente smentita da Peoria: «Sheen non è mai stato coinvolto, né allora né ora, in casi di abusi».

Un precursore dell’uso dei media come forma di evangelizzazione, Fulton Sheen conquistò in vita una audience di milioni di quando nel 1951 lanciò la serie tv «Life is Worth Living». Ferocemente anticomunista e con un seguito che faceva l’invidia dei rivali protestanti, fu responsabile di conversioni famose, tra cui il magnate dell’auto Henry Ford e l’ambasciatrice a Roma Clare Boothe-Luce.

Per una generazione di cattolici Usa, il carisma del predicatore fu il primo passo dell’accettazione sociale in anni in cui i sentimenti anti-cattolici erano comuni negli Stati Uniti. Morto nel 1979 a 84 anni, Sheen fu sepolto in una cripta della cattedrale di San Patrizio a New York e solo lo scorso giugno le sue spoglie sono state trasferite a Peoria per l’esame finale da parte della Congregazione per le Cause dei Santi: intanto però la «guerra delle ossa» tra diocesi aveva ritardato per due anni la causa per la beatificazione.

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