Il virus era in Francia già il 27 dicembre

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La conferma arriva dai medici che hanno ripetuto i test sui casi sospetti tra dicembre e gennaio - Il «paziente zero» è un 43.enne ricoverato a fine anno per polmonite all’ospedale di una banlieue di Parigi

Il virus era in Francia già il 27 dicembre
© AP Photo/Christophe Ena

Il virus era in Francia già il 27 dicembre

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Il virus circolava in Europa ben prima che scoppiasse la pandemia. Arriva dalla Francia la conferma di un primo caso di coronavirus già il 27 dicembre dello scorso anno. Si tratta di un 43.enne ricoverato con tosse e febbre alta all’ospedale Jean Verdier di Bondy, nella banlieue di Parigi.

I ricercatori francesi guidati da Yves Cohen, primario di rianimazione di quell’ospedale, hanno infatti avuto l’idea di testare nuovamente i campioni di 24 pazienti trattati a dicembre e gennaio. E l’uomo di 43 anni è risultato positivo «un mese prima dei primi casi segnalati in Francia».

La testimonianza: «Mi hanno detto subito che non poteva essere una semplice influenza»

Amirouche Hammar, questo il nome del 43.enne «paziente zero», ha raccontato a a Bfmtv di essersi presentato al pronto soccorso dopo quattro giorni di febbre alta, mal di testa, tosse a asma. Ricoverato, è poi stato trasferito in terapia intensiva, dove gli è stato somministrato l’ossigeno. Due giorni dopo è stato dimesso e dopo qualche settimana di debolezza si è rimesso completamente.

«Ho pensato fosse un’influenza stagionale. Ma quando sono stato ricoverato mi hanno detto che quello che avevo era serio. Non si trattava di una semplice influenza, ma qualcosa di simile a un’infezione polmonare», racconta oggi.

Test ripetuti sui pazienti tra dicembre e gennaio

Nei giorni scorsi, come detto, grazie all’intuizione dei medici sono stati analizzati di nuovo tutti i campioni di sangue e i tamponi naso-faringei effettuati sui pazienti dal 2 dicembre al 16 gennaio, quando ancora non era stato identificato il SARS-CoV-2 e quando ancora non era disponibile un test. Ed ecco la sorpresa: Amirouche Hammar era positivo al coronavirus. «Quando me l’hanno detto non sono rimasto sorpreso più di tanto, visti i miei sintomi».

L’OMS: «Serve indagare sui casi iniziali»

Dopo aver appreso la notizia, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha esortato i Paesi ad indagare su possibili casi iniziali di Covid-19 prima che scoppiasse l’epidemia. Questo caso «non è sorprendente», ha spiegato il portavoce dell’OMS Christian Lindmeier in un briefing a Ginevra, aggiungendo che «offre un quadro completamente nuovo su tutto». I risultati francesi «aiutano a comprendere meglio la potenziale circolazione del virus», ha aggiunto, affermando che altri possibili casi precedenti potrebbero emergere dopo nuovi test.

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