In Cina è crisi energetica tra blackout e tagli di produzione

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Secondo Bloomberg Intelligence, almeno 17 province e regioni, pari al 66% del Pil, hanno annunciato forme di interruzione di energia, soprattutto nell’industria pesante

In Cina è crisi energetica tra blackout e tagli di produzione
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(Aggiornato alle 08.51) La Cina è nella morsa della carenza energetica, soprattutto nel nordest, che minaccia la crescita e la catena di rifornimento, già in difficoltà.

Secondo Bloomberg Intelligence, almeno 17 province e regioni, pari al 66% del Pil, hanno annunciato forme di interruzione di energia, soprattutto nell’industria pesante.

I prezzi record del carbone rendono anti-economica la generazione elettrica malgrado la forte impennata della domanda, mentre alcune aree hanno optato per il blackout per centrare i target su emissioni e intensità energetica.

Le utility cinesi stanno accelerando gli sforzi per garantirsi le forniture di gas naturale liquefatto in vista dell’inverno. Shenzhen Energy Group, ad esempio, sta cercando di garantirsi la consegna di due carichi per novembre e dicembre. Diversi altri importatori sono entrati nel mercato spot per assicurarsi le forniture di combustibile industriale e per il riscaldamento domestico. Sinopec si è assicurata più di una dozzina di spedizioni la scorsa settimana per l’inverno, con una mossa che potrebbe aver innescato la corsa agli acquisti da parte di altri importatori cinesi.

I prezzi asiatici di GNL (gas naturale liquefatto) sono saliti a un record stagionale, tra la dura concorrenza degli operatori europei.

Le province di Heilongjiang, Jilin e Liaoning, tutte nel nordest, hanno subito blackout durante il fine settimana, varando misure d’urgenza per più importazioni di carbone da Russia, Indonesia e Mongolia, mentre sul primo fornitore di carbone del paese, l’Australia, pesa lo scontro diplomatico Pechino-Canberra.

Il governo centrale, per altro verso, sta aumentando il controllo sul mercato dei fertilizzanti, dove molti produttori nazionali usano il carbone come materia prima.

La Cina potrebbe adottare misure per cercare di raffreddare i prezzi del carbone saliti alle stelle e alleviare la carenza di energia, hanno riportato alcuni media locali.

L’Economic Information Daily, ad esempio, ha riferito che le autorità stanno adottando misure per garantire la produzione di energia ed evitare tagli, con esperti che chiedono incentivi ad hoc. Il Global Times ha riferito che la Cina potrebbe adottare azioni non meglio identificate per abbattere i prezzi.

La questione è che gran parte delle centrali cinesi vende elettricità a tariffe regolamentate, portando alcuni attori del settore a decidere il taglio della produzione per evitare perdite nei bilanci a causa dell’impennata delle quotazioni del carbone.

Goldman Sachs, intanto, ha tagliato le stime della Cina sul Pil 2021 dall’8,2% al 7,8%, col 2022 al 5,5%.

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