In Germania superata la soglia di guardia, test obbligatori per chi rientra

coronavirus

Il Paese registra oltre mille nuovi contagi, tornando ai livelli di inizio maggio - L’inquietudine ricomincia a serpeggiare e le autorità corrono ai ripari

In Germania superata la soglia di guardia, test obbligatori per chi rientra
© AP Photo/Markus Schreiber

In Germania superata la soglia di guardia, test obbligatori per chi rientra

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Per la prima volta in Germania viene superata la soglia di guardia dei mille nuovi contagi di coronavirus in un giorno: non accadeva dai primi di maggio. L’inquietudine ricomincia a serpeggiare nel Paese finora più risparmiato dalla violenza della pandemia e le autorità corrono ai ripari introducendo l’obbligo di test per la Covid-19 per chi rientra in Germania.

In Spagna invece i nuovi contagi tornano a livelli preoccupanti, attestandosi quasi a 1.700 casi in un giorno e la regione della Castilla y Leon impone ai 32.000 residenti della città di Aranda de Duero un lockdown di 2 settimane, dopo la scoperta di 230 nuovi casi nell’area. Nell’Europa dell’Est invece il focolaio si conferma la Romania con 1.345 nuovi casi e 45 morti in ventiquattro ore. In Francia, a Parigi, è attesa la decisione del prefetto sulla richiesta della sindaca Anne Hidalgo di rendere obbligatorie le mascherine anche all’aperto.

Di fronte alla ripresa della diffusione in Europa e alla crescita dei numeri all’interno della Germania, il ministero della Salute tedesco Jens Spahn ha reagito blindando le frontiere con l’obbligo di test per tutti coloro che rientrano dalle vacanze da zone a rischio Covid-19 a partire da sabato prossimo. Il tampone sarà gratuito e si potrà fare in aeroporto, in stazione o nel porto di attracco oppure nelle 72 ore successive all’arrivo. Unica eccezione è mostrare un test Covid-19 negativo fatto al massimo nei due giorni precedenti. Chi non si sottoporrà al test gratuito dovrà pagare multe salate, fino a 25.000 euro, riferisce Dpa.

Finora chi proveniva da uno dei 130 Paesi compreso nella lista delle zone a rischio doveva rimanere 14 giorni in quarantena a casa. Molto spesso questa misura non era rispettata o era ai più sconosciuta. Da qui l’esigenza di un cambio di passo. «Sono consapevole che sia un’interferenza nella libertà del singolo», ha detto Spahn in conferenza stampa, ma «la libertà non è solo quella del singolo», ha aggiunto invitando tutti al senso di responsabilità. «Tutti vogliamo tornare alla normalità», ha detto, «ma non viviamo in tempi normali, l’epidemia è ancora qui».

L’obbligo del test non cadrà su chi è in transito in Germania. La lista dei paesi a rischio Covid-19 è stilata e aggiornata costantemente dall’autorità federale per le malattie infettive Robert Koch (Rki). Si tratta di 130 Paesi, tutti extra-europei ad eccezione di Lussemburgo, la provincia belga di Anversa (inclusa in serata tra le zone a rischio), e le regioni spagnole della Catalogna, Navarra e Aragona. I criteri per definire una zona a rischio sono molteplici, fanno sapere dal ministero degli Esteri. Il principale è il superamento di 50 nuove infezioni ogni 100’000 abitanti in sette giorni (criterio che la Germania applica anche al suo interno).

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