In Italia impianti sciistici sotto la lente

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Le restrizioni imposte dal Governo per arginare la diffusione dei contagi rischiano di compromettere la stagione - L’atleta di punta della nazionale Federica Brignone: «Con le stazioni chiuse il danno sarebbe irreparabile»

In Italia impianti sciistici sotto la lente
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Le restrizioni imposte dal governo e dalle autorità italiane per far fronte alla diffusione del coronavirus in inverno rischiano di compromettere la stagione sciistica in Italia. Gli appelli delle Regioni e di alcuni importanti sciatori, Alberto Tomba e Federica Brignone su tutti, hanno tenuto banco per tutto la mattinata.

«È molto importante che gli impianti sciistici aprano a Natale, perché sarebbe un segnale positivo per tutti. Altrimenti, con le stazioni chiuse, il danno sarebbe irreparabile», ha detto oggi all’agenzia di stampa italiana Ansa Federica Brignone, detentrice della coppa del mondo di sci, prendendo posizione in maniera forte sul dibattito del giorno sul fronte misure anti-Covid in Italia.

Un appello rilanciato anche dall’eterno Alberto Tomba: «Lo sci è per eccellenza sport all’aperto ed individuale. In più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso. E sciando neppure c’è un problema di distanziamento», ha detto il famoso campione azzurro dello sci, secondo il quale «le piste dovrebbero dunque essere aperte, anche se ci sono ovviamente degli accorgimenti da prendere».

Si muove la Valle d’Aosta

«Oggi all’interno della Conferenza delle Regioni è stata ribadita, e non soltanto dalle Regioni di montagna, l’importanza del settore degli impianti a fune e di tutto mondo economico della neve», hanno dichiarato il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz e il vice presidente Luigi Bertschy.

«Dobbiamo arrivare ad una sintesi con il Governo per garantire la sicurezza di sciatori e operatori e per determinare quali possano essere le migliori modalità e tempistiche per l’avvio della stagione, partendo dal presupposto che per regioni come la Valle d’Aosta l’inverno è uno dei momenti di maggiore attività, per tutto il nostro sistema economico» proseguono.

Accanto alle regole approvate oggi dalla Conferenza della Regioni per l’apertura degli impianti di risalita, si dovrà predisporre un piano per un’apertura in sicurezza della stagione invernale. Questo il monito che arriva dalla Valle d’Aosta, oggi al tavolo della Conferenza delle Regioni per l’approvazione del Protocollo sci, che delinea le linee guida da adottare per poter riaprire funivie e seggiovie. Un protocollo che ora verrà portato all’attenzione del Comitato tecnico scientifico.

E anche la Lombardia

«Tenere chiusi gli impianti sciistici vuol dire fare fallire l’economia della montagna». Davide Caparini e Massimo Sertori, rispettivamente assessore al Bilancio e alla Montagna della Regione Lombardia, definiscono lo stop «una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un Governo disorientato». Ed è per questo che chiedono anzi «pretendono» che venga cancellata.

«Dato che gli addetti del turismo della montagna devono programmare la stagione - spiegano in una nota - pretendiamo che il Governo riveda questa incomprensibile decisione».

«Forse a Roma - hanno sottolineato Caparini e Sertori in una nota - non hanno ancora capito che gran parte del Paese non vive di stipendio garantito. Mentre a Natale si scierà in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il Governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso».

«Le Regioni - hanno ricordato - hanno approvato le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita per gli sciatori amatoriali in massima sicurezza. Protocolli pensati per i diversi scenari». E dunque «dato che gli addetti del turismo della montagna devono programmare la stagione - è la loro conclusione - pretendiamo che il Governo riveda questa incomprensibile decisione».

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