In Italia sullo scontrino spunta la «tassa COVID»

Pandemia

La denuncia del Codacons: «Da parrucchieri ed estetisti balzelli fino a 4 euro per le spese legate alla protezione» - Un lettore: «Ho tagliato i capelli nel Varesotto: prezzo più alto, ma misure di sicurezza ineccepibili»

In Italia sullo scontrino spunta la «tassa COVID»
©Shutterstock

In Italia sullo scontrino spunta la «tassa COVID»

©Shutterstock

Taglio di capelli, ma non del prezzo. Anzi, quello aumenta a causa della «tassa COVID», segnalata sugli scontrini, le cui foto stanno facendo il giro del web, come «contributo COVID». Il balzello, dai 2 ai 4 euro, è necessario a sostenere i maggiori costi dei parrucchieri a causa delle misure obbligatorie per evitare la diffusione del coronavirus. La denuncia arriva dal Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), che - secondo il «Sole24Ore» - sta ricevendo da giorni diverse segnalazioni dei consumatori. «Numerosi consumatori hanno denunciato al Codacons un sovrapprezzo, mediamente dai 2 ai 4 euro, applicato in particolare da parrucchieri e centri estetici ai propri clienti. Un balzello inserito in scontrino con la voce ‘COVID’ e che sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali», ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi, aggiungendo che: «Abbiamo anche registrato casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare in loco un kit monouso costituito da kimono e ciabattine, alla modica cifra di 10 euro. Chi non versare tale ‘tassa’ e non acquista il kit, non può sottoporsi ai trattamenti, sempre per le esigenze legate alla COVID». Il Codacons per scongiurare questo «Far West illegale che potrebbe configurare il reato di truffa» ha inoltrato una denuncia alla Guardia di Finanza e all’Antitrust.

Tagliare i capelli in Italia

La conferma del balzello arriva da un nostro lettore residente nel Veresotto. «Dopo mesi sono finalmente andato a tagliare i capelli dove mi reco sempre, in un parrucchiere annesso ad un supermercato. Di solito spendo 21 euro, questa volta ne ho sborsati 25», racconta il lettore. E le misure di sicurezza per cui è stata introdotta la tassa? «Ineccepibili» secondo il nostro interlocutore, che prosegue: «Si può andare solo su prenotazione. Nel negozio c’erano solo due dipendenti (di solito sono tre/quattro, ndr) e due clienti, io ed una donna, che però era molto distanziata da me. Tutti indossavano la mascherina, sia durante lo shampoo sia durante il taglio. Prima di entrare mi hanno fatto lavare le mani con il disinfettante, mi è stato dato un camice monouso e la parrucchiera ne indossava uno a sua volta. Si è tolta i guanti solo per lavarmi i capelli e per tagliarli. Mi ha spostato l’elastico della mascherina - dicendomi di tenerla con la mano - quando doveva sfoltire vicino alle orecchie. Dopo il taglio mi ha sciacquato una seconda volta i capelli», spiega il lettore, sottolineando che il personale ha accettato il pagamento con la carta di credito, presa in mano solo dopo aver rimesso i guanti. «Sinceramente non ho controllato sullo scontrino, ma pagare 4 euro in più non mi è pesato: hanno effettivamente più spese e sono fermi da mesi. Io ho avuto la fortuna di lavorare anche durante il lockdown», conclude il lettore.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1