In Svizzera si scia, e nei Paesi vicini?

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L’apertura delle piste divide l’Europa - Francia, Germania e Italia vorrebbero trovare una soluzione comune, mentre l’Austria sembra intenzionata a tirare diritto

In Svizzera si scia, e nei Paesi vicini?
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L’apertura delle piste da sci sta dividendo l’Europa. Se in Svizzera si scierà, a patto di rispettare le regole di protezione, come ha confermato il consigliere federale Alain Berset, non è ancora chiaro come si muoveranno gli altri Paesi. Il tema è oggetto di trattative, e nessuno vuole che si ripeta quanto accaduto la scorsa primavera a Ischgl, in Austria, teatro di uno dei primi grandi focolai di coronavirus in Europa.

L’Austria vuole aprire

Eppure, proprio il Governo austriaco si è già detto pronto a riaprire le piste da sci prima delle vacanze natalizie. Nel caso si riuscisse invece a portare a termine un patto europeo per posticipare tutto al 10 di gennaio, il Paese potrebbe pretendere risarcimenti miliardari, come ha annunciato il ministro delle Finanze austriaco. «Se l’UE vuole gli impianti chiusi, deve pagare per questo», ha detto Gernot Blümel, quantificando in 2,4 miliardi di euro il possibile ammanco per le tre settimane di stop.

Il fronte dei no

Francia, Germania e Italia vorrebbero invece fare fronte comune per posticipare l’apertura degli impianti solo una volta passate le festività natalizie e spingono per arrivare a una soluzione europea comune. «Tenteremo di raggiungere un accordo per vietare le vacanze sciistiche sulle Alpi almeno fino al 10 gennaio. Non sarà facile per la contrarietà dell’Austria ma ci proverò» ha dichiarato oggi Angela Merkel. La Slovenia aspetta un’indicazione e si adeguerà al compromesso che verrà negoziato.

L’UE e le quarantene

L’Unione europea - va precisato - non ha nessuna competenza in materia, e non è escluso che lasci la questione in mano ai singoli Governi. Se ciascuno decidesse di andare per la propria strada, i singoli esecutivi potrebbero decidere di aggiungere le località sciistiche all’estero fra le mete a rischio, obbligando la popolazione alla quarantena dopo il rientro, in modo da scoraggiare le vacanze sulle piste.

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