«India, Paese dello stupro», e il Parlamento è nel caos

sessione invernale

Sospesa la seduta odierna dopo l’affermazione pronunciata dal leader del Congresso - Per il ministro della Difesa è un’offesa a tutta la nazione

«India, Paese dello stupro», e il Parlamento è nel caos
Sede del parlamento indiano a New Dehli. ©web

«India, Paese dello stupro», e il Parlamento è nel caos

Sede del parlamento indiano a New Dehli. ©web

Un’affermazione di Rahul Gandhi, che nei giorni scorsi ha definito l’India «Paese dello stupro», ha messo in subbuglio il Parlamento, al punto da far sospendere per il caos la seduta di questa mattina, l’ultima della sessione invernale.

Il ministro alla Difesa Rajnath Singh ha detto che la frase di Gandhi ha offeso non solo il Parlamento, ma l’intero Paese. Il leader del Congresso si è rifiutato di chiedere scusa, come invece chiedevano i deputati del Bjp e i ministri in entrambe le Camere, e parlando coi giornalisti fuori dal Parlamento ha spiegato che «il premier Modi parla di ‘Make in India’ (fare in India), mentre, come tutto il mondo sa, si tratta di «Rape in India» (stupro in India), perché gli stupri avvengono ovunque nel Paese».

Gandhi ha poi rincarato la dose con un tweet in cui scrive che «Modi dovrebbe chiedere scusa al Paese perché ha messo a ferro e fuoco il Nord-est e ha distrutto l’economia».

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