India, sì al tempio indù sul terreno conteso

La decisione

La Corte Suprema indiana ha autorizzato la costruzione a Ayodhya, ponendo fine a una disputa decennale

India, sì al tempio indù sul terreno conteso
© EPA/PRABHAT KUMAR

India, sì al tempio indù sul terreno conteso

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La Corte Suprema indiana ha autorizzato la costruzione di un tempio indù a Ayodhya, nell’Uttar Pradesh, su un terreno conteso da induisti e musulmani, ponendo così fine a una disputa decennale riguardo alla proprietà. La Corte ha deciso inoltre che i musulmani avranno un altro appezzamento di terra per costruire una moschea. Lo riferisce la Bbc.

La disputa sul tempio di Ayodhya risale al dicembre 1992, quando nazionalisti indù presero d’assalto e distrussero la moschea Babri Masjid, costruita nel 1528, sostenendo che usurpava un luogo precedentemente consacrato al dio Rama. Ne scaturirono scontri interreligioni che in soli due giorni portarono alla morte di oltre mille persone.

La Corte Suprema fu coinvolta nella disputa sulla proprietà del terreno, contesa tra una congregazione religiosa induista che sostiene di esistere da prima dell’arrivo dei conquistatori Moghul, e gli esponenti musulmani che, al contrario, rivendicano che dal XVI secolo quell’area appartiene a loro.

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