Israele e ONU, un rapporto che può crescere

Conferenza

Sarah Weiss Maudi, consulente legale ed esperta di antiterrorismo per lo Stato mediorientale alle Nazioni Unite, ha focalizzato alcuni aspetti critici

Israele e ONU, un rapporto che può crescere
Sarah Weiss Maudi al Palazzo di vetro di New York.  ©Twitter

Israele e ONU, un rapporto che può crescere

Sarah Weiss Maudi al Palazzo di vetro di New York.  ©Twitter

I rapporti tra Israele e l’Organizzazione delle Nazioni Unite sono stati spesso costellati da attriti e incomprensioni; questa almeno, è l’interpretazione che ne dà l’autorità dello stesso Stato di Israele, la cui Ambasciata a Berna – negli scorsi giorni - ha proposto un’interessante riflessione sul tema intitolato “Le prove e le vittorie di Israele all’ONU” estesa alla stampa estera, europea e non.

Nel webinar, organizzato tramite il ministero degli Affari esteri, è intervenuta Sarah Weiss Maudi, consulente legale ed esperta di antiterrorismo nello stesso organismo internazionale. Le difficoltà per Israele, ha spiegato, si sono poste già da anni sul piano istituzionale, per esempio per quanto riguarda le dinamiche del sistema di voto. I Paesi, infatti, votano in gruppi, e passi avanti si sono fatti soltanto dopo l’anno 2000 con l’intervento dell’ambasciatore americano Richard Holbrooke, il quale invitò Israele a far parte del gruppo Europa occidentale e altri Stati (WEOG), ampliandone così la possibilità di dialogo in ambito multilaterale, mentre con determinate nazioni i rapporti (non solo in ambito regionale) erano già avanzati sul piano bilaterale.

Risoluzioni contrarie

Il numero delle risoluzioni ONU contrarie a Israele e ai suoi interessi - si pensi alle continue tensioni tra i territori arabo-palestinesi e quelli israeliani - è impressionante. Ma Sarah Weiss Maudi ha chiarito che “Israele è anche un partner internazionali molto apprezzato” e che “i rapporti con l’ONU non sono soltanto basati sul contrasto, ma anzi, offrono molte opportunità”, come dimostra ancora una volta il ruolo di Paese leader assunto da Israele nell’ambito delle cure e delle vaccinazioni contro il coronavirus.

«Obiettivi collimanti»

Rilevando che nelle prossime settimane e mesi Israele dovrà restare vigile nei confronti dell’Iran in primis per il suo ruolo attivo nel finanziamento del terrorismo islamico, la relatrice ha insistito anche sull’”importanza di proseguire gli sforzi diplomatici in Medio Oriente”. In primis nell’ambito degli accordi di Abramo sottoscritti dagli USA e Israele con il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti, accordi che dovranno ora trovare un seguito con la nuova amministrazione americana di Joe Biden. L’ONU, sullo sfondo dei cambiamenti in atto, continuerà ad avere un ruolo centrale. “Gli obiettivi di Israele sono pienamente in linea con quelli delle Nazioni Unite” e “anche se i rapporti reciproci negli anni non sono sempre stati semplici, per Israele si sono aperte anche tante opportunità” ha ripetuto la relatrice. È un dato di fatto, ha aggiunto Weiss Maudi, che “abbiamo tanto da offrire: dalla gestione energetica a quella dell’acqua, dalle tecnologie verdi alla digitalizzazione, ma anche nel campi dello sviluppo tecnologico, del peace keeping e della ricerca sulla COVID”.

Il lavoro nelle commissioni

Se le decisioni vengono prese nel Palazzo di vetro di New York e anche a Ginevra si danno seguito a importanti provvedimenti operativi, è però “nelle commissioni che si gettano le basi per conoscersi meglio con gli altri Paesi”, ha concluso. Israele è pronta ad ampliare i suoi contatti e a stringere nuove collaborazioni, le grandi sfide internazionali lo richiedono.

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