Italia: rallentamento dal 4 aprile, picco incerto

Coronavirus

I numeri della pandemia nel Belpaese rallentano, ma continuano a salire ed è chiaro che la strada è ancora lunga

 Italia: rallentamento dal 4 aprile, picco incerto
Piazza Navona deserta.

Italia: rallentamento dal 4 aprile, picco incerto

Piazza Navona deserta.

Dopo la crescita dei giorni scorsi, i numeri della pandemia di coronavirus in Italia rallentano, ma continuano a salire ed è chiaro che la strada è ancora lunga: il picco è lontano e secondo gli esperti bisogna aspettare ancora per vedere gli effetti delle misure restrittive successive al 9 marzo, ossia quelle dell’11 marzo.

Questo significa che, secondo i dati attuali il rallentamento potrà avvenire solo a partire dal 4 aprile. Aspettare è necessario anche per capire che cosa accadrà al centro Sud, dove questa settimana la situazione potrebbe emergere in modo più chiaro.

I casi in Italia hanno superato la soglia di 50’000 (50.418, 3.780 più di domenica) e il numero complessivo, comprese vittime e guariti, ha raggiunto i 63’927. Le vittime sono 6’077,601 in più rospetto a ieri, con un rallentamento quindi rispetto alle 651 in più registrate domenica e le 793 in più di sabato. «Speriamo che questa tendenza continui nei prossimi giorni, «ha osservato il fisico Giorgio Parisi, esperto di sistemi complessi dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale italiano di Fisica Nucleare (Infn).

«Quelli degli ultimi giorni non sono stati dati buoni, ma se le misure più serie sono state prese l’11 marzo, l’effetto si dovrebbe sentire dal 4 aprile». La data è calcolata sulla base del tempo medio che trascorre fra la comparsa dei sintomi e il decesso, stimato in circa 26 giorni. «Sono fenomeni abbastanza lenti e il trend si vede solo sulla scala di qualche giorno».

Dello stesso avviso il fisico Federico Ricci Tersenghi, dell’Università Sapienza. La curva di crescita non è più esponenziale, ma «negli ultimi giorni si è notata una crescita con un tempo di raddoppio più lungo», ha osservato l’esperto. «I dati di oggi sembrano andare nella direzione giusta, ma - ha proseguito - bisogna aspettare: dobbiamo essere sicuri che non sia una fluttuazione positiva poiché si tratta di un processo in cui sono coinvolte moltissime variabili aleatorie. Aspettiamo una conferma nei prossimi giorni».

Se finora il dato nazionale è stato condizionato dalla Lombardia, i prossimi giorni saranno decisivi per capire che cosa sta accadendo nel Centro-Sud, dove «i dati ancora non mostrano il forte rallentamento che ci sarebbe aspettati dalle restrizioni dell’11 marzo», ha detto ancora Ricci Tersenghi.

Per Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e rappresentante italiano all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) nel corso di questa settimana «è prevedibile un aumento dei casi di contagio da nuovo coronavirus al Centro-Sud», a causa degli «spostamenti dal Nord nelle scorse settimane» e degli «atteggiamenti, che si continuano a verificare, di mancato rispetto delle misure di contenimento».

E’ dello stesso avviso il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, per il quale quella appena iniziata è una settimana decisiva nello «sforzo di evitare che a Sud si riproduca una situazione simile a quella del Nord».

C’è «preoccupazione - ha rilevato - per le strade piene di gente, situazioni che non vediamo in altri contesti». E’ una «scommessa» e una «sfida» quella che attende l’Italia nei prossimi giorni: «è la stessa per tutti» perché «siamo noi gli artefici del modo in cui si modellerà la curva nei prossimi giorni». E’ presto per sbilanciarsi perché, ha concluso, «quello che censiamo oggi è avvenuto due settimane fa».

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