«L’ambasciatore ucciso in Congo era un amico del Ticino»

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Paolo Sciolli conosceva Luca Attanasio: «Persona squisita, stavamo organizzando una mostra di arte congolese a Locarno»

«L’ambasciatore ucciso in Congo era un amico del Ticino»
© Facebook

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«Ci eravamo sentiti proprio due settimane fa. Una persona squisita che amava sinceramente il suo lavoro e il Congo. Non ho parole». C’è sgomento nelle parole di Paolo Sciolli nel ricordare Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano ucciso nel corso di un attentato a Goma, assieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e al loro autista.

Sciolli conosceva infatti il diplomatico italiano, che a breve sarebbe dovuto venire in Ticino: «Da tempo, grazie a un amico comune, stavamo organizzando una mostra d’arte congolese al Rivellino di Locarno, del quale sono proprietario assieme a mio fratello Arminio. Inoltre sarebbe dovuto venire a Pura per incontrare nostro padre Dino, che è stato per molti anni ambasciatore svizzero in diversi paesi del mondo: un incontro non solo professionale ma anche di rispetto e di scambio culturale. Era davvero un amico di questo territorio».

Un’empatia, quella che Attanasio trasmetteva alle persone intorno a lui, che aveva colpito molto Sciolli: «D’altronde, per arrivare a ricoprire certi ruoli a soli 43 anni, bisogna avere qualcosa di speciale. La cosa impressionante era la sua capacità di coniugare l’importante incarico che aveva a una certa sensibilità, tanto che stava sviluppando diversi progetti per la popolazione congolese. Oltre a questo, era una persona di compagnia che sapeva divertirsi e scherzare».

«È davvero una tragedia, il mio pensiero va a sua moglie e alle tre figlie», conclude commosso Sciolli.

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