L’attentatore di Nizza era sbarcato a Lampedusa

terrorismo

L’assalitore, nato in Tunisia nel 1999, era arrivato in Italia in settembre - Avrebbe ricevuto il foglio di via da parte delle autorità, ma non è stato trattenuto in attesa del rimpatrio

L’attentatore di Nizza era sbarcato a Lampedusa
© AP/Alexis Gilli

L’attentatore di Nizza era sbarcato a Lampedusa

© AP/Alexis Gilli

Il killer che ha colpito nella chiesa di Nizza è sbarcato il mese scorso a Lampedusa assieme ad altri migranti. La conferma delle modalità con cui il tunisino è entrato in Europa arriva da fonti degli apparati di sicurezza italiani secondo le quali nell’isola c’è stata la prima registrazione dell’uomo.

Brahim Aoussaoui sarebbe arrivato in Italia il 20 settembre e il successivo 9 ottobre sarebbe stato trasferito in un Centro per migranti a Bari, dopo la quarantena obbligatoria per tutti coloro che sbarcano. Investigatori e 007 stanno ora ricostruendo tutte i movimenti successivi e le modalità che hanno consentito all’uomo di lasciare il Centro.

Nei confronti di Aoussaoui era stato emesso un decreto di respingimento del prefetto di Bari accompagnato da un ordine del questore ad abbandonare l’Italia entro sette giorni.

Il tunisino, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, è arrivato in Italia nei giorni in cui sono sbarcate altre centinaia di suoi connazionali a Lampedusa. Dopo il periodo di quarantena a bordo della nave, Aoussaoui è stato fotosegnalato e identificato assieme agli altri tunisini.

All’esito delle procedure identificative, non sono emersi precedenti tentativi di ingresso in Italia, precedenti penali o segnalazioni da parte dell’intelligence e delle autorità tunisine e dunque per il 21enne è scattato il decreto di respingimento e non il trasferimento nei Centri per i rimpatri, come invece è accaduto per diversi suoi connazionali.

Sulla vicenda il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) ascolterà nei prossimi giorni la ministra dell’interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Franco Gabrielli.

Non è la prima volta che un tunisino sbarcato in Italia si è poi reso protagonista di atti di terrorismo in Europa: a febbraio del 2011, con Silvio Berlusconi premier e Roberto Maroni ministro dell’interno, sempre a Lampedusa arrivò - assieme a migliaia di tunisini - Anis Amri, l’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino nel 2016. Al momento dello sbarco Amri si dichiarò minorenne e fu trasferito in un centro per minori in Sicilia.

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