L’Emilia Romagna rimane del PD

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Bonaccini è al 51,6% mentre la rivale leghista Lucia Borgonzoni si è arenata al 43,7 - In Calabria trionfa invece Forza Italia

L’Emilia Romagna rimane del PD
Stefano Bonaccini insieme a Nicola Zingaretti. © Massimo Paolone/LaPresse via AP

L’Emilia Romagna rimane del PD

Stefano Bonaccini insieme a Nicola Zingaretti. © Massimo Paolone/LaPresse via AP

(Aggiornato alle 9.45) - Stefano Bonaccini, candidato del Partito democratico (PD), vince su Lucia Borgonzoni della Lega nella corsa per la presidenza dell’Emilia Romagna, una sfida che ha assunto significati politici nazionali.

Secondo i dati definitivi, il governatore PD uscente, sostenuto dal centrosinistra, è al 51,6%, la sua rivale leghista con il centrodestra al 43,7. Un distacco di 8 punti nello spoglio delle schede che porta sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni alla sconfitta.

«Salvini ha perso, il governo esce rafforzato», ha detto un esultante Nicola Zingaretti. Ma l’implosione di M5S - con Simone Benini al 4% in Emilia Romagna - preoccupa l’alleanza a quattro che regge l’esecutivo.

Partita ampiamente chiusa a favore di Jole Santelli in Calabria: la candidata di Forza Italia per il centrodestra secondo l’ultima proiezione trionferebbe col 50,9%, diventando la prima governatrice donna della regione. Pippo Callipo per il centrosinistra si fermerebbe al 31,3%. «Jole emblema del riscatto», ha detto raggiante Silvio Berlusconi.

Gli occhi erano tutti sull’Emilia Romagna, che ha sorpreso per il boom dell’affluenza al 67,7%, di 30 punti superiore rispetto al 2014 (37,6%) e analoga a quella delle europee 2018. Zingaretti ha ringraziato le «sardine» che avrebbero agganciato gli astensionisti.

Dalla Lega Salvini ha dichiarato: «siamo per la prima volta determinanti al Sud» e «per la prima volta in Emilia Romagna, dopo 70 anni, c’è stata partita».

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