L’Europa si tinge di rosso, si corre ai ripari

Pandemia

La situazione più critica sembra in Germania, dove è stata superata la soglia psicologica dei 100 mila morti per COVID - In Austria picco di terapie intensive, nuove restrizioni in Francia - In Benelux, nei Paesi baltici e in Irlanda la mappa diventa rosso scuro

 L’Europa si tinge di rosso, si corre ai ripari
©EPA/PHILIPP GUELLAND

L’Europa si tinge di rosso, si corre ai ripari

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Oltre centomila morti a causa della COVID: superata questa soglia psicologica, la Germania continua a fare i conti con un’epidemia che sembra inarrestabile, per numero di vittime, contagi e ricoveri in rianimazione.

È la sfida principale per il primo governo dell’era post Merkel, guidato dai socialdemocratici, che a questo punto non escludono si debba ricorrere all’obbligo di vaccinazione.

In Francia, nel frattempo, la terza dose è stata estesa a tutti e le autorità hanno introdotto una nuova stretta per salvaguardare le feste di Natale, a partire dall’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici.

Nella mappa dell’Europa, dove il coronavirus ha già provocato oltre un milione e mezzo di vittime, non c’è più nessuna regione verde, anzi è il rosso il colore prevalente, che diventa scuro nell’area centro orientale, in Benelux, nei Paesi baltici e in Irlanda, secondo i dati sull’incidenza del virus tracciati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

In Europa occidentale la situazione più critica si conferma in Germania, alle prese con decine di migliaia di contagi quotidiani, e che adesso ha oltrepassato le centomila vittime, ben 351 in 24 ore. «Ogni giorno conta» per trovare una soluzione, ha sottolineato la cancelliera Angela Merkel, che vorrebbe imporre il lockdown.

Il suo successore Olaf Scholz ha già bocciato una misura così estrema, ma ha promesso che «farà di tutto». E non ha escluso l’obbligo di vaccino: «con il primo passo si è aperto il dibattito sul secondo», ha detto il leader socialdemocratico, dopo che l’obbligo è stato imposto per alcune categorie, come i sanitari.

Su questo tema, di certo, non sarà passato inosservato l’appello dell’associazione dei medici di terapia intensiva («siamo allo stremo») per un’imposizione generalizzata del vaccino. La nota positiva è che 100.000 persone hanno ricevuto la prima dose in un giorno, un numero mai così alto da settembre.

In Francia il governo ha esteso la terza dose per i maggiorenni a 5 mesi dalla seconda iniezione, ma soprattutto ha adottato un nuovo giro di vite sui contatti sociali. Il ministro della salute Olivier Veran ha annunciato il ripristino dell’obbligo di mascherina in tutti i luoghi pubblici e all’esterno in zone di grande affluenza. Mentre per i tradizionali mercatini di Natale servirà il certificato. Per scongiurare un ritorno al lockdown, al coprifuoco o alla limitazione degli spostamenti, il rispetto delle nuove restrizioni è fondamentale, sottolineano le autorità, perché l’incidenza «è in forte aumento».

In Austria il picco è stato raggiunto nelle terapie intensive, oltre 600, mai così tante nel 2021: una soglia sufficiente per far scattare automaticamente il lockdown, se non fosse che Vienna ha anticipato i tempi nei giorni scorsi. Il confinamento nazionale è stato reintrodotto in anche in Slovacchia, ma nelle altre cancellerie si ragiona comunque su ulteriori restrizioni.

In Olanda «saranno necessarie misure pesanti, è fuori dubbio», ha dichiarato apertamente il ministro della salute Hugo de Jonge, e bisognerà solo decidere quando introdurle. In Belgio il premier Alexander De Croo, che ha in programma un vertice d’urgenza con i ministri per fare il punto su nuove misure, ha avvertito che l’aumento di contagi e ricoveri è «maggiore delle curve più pessimistiche» delineate la scorsa settimana dagli esperti.

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