L’inimmaginabile ha aperto la strada al «grande fratello»

L’analisi

Dopo la fine del comunismo sovietico gli USA avevano pensato di poter esportare il proprio modello di democrazia in ogni parte del mondo - Ma il trionfo dei valori liberali era stato soltanto apparente - La paura ha invece fatto trionfare il «Capitalismo della sorveglianza»

L’inimmaginabile ha aperto la strada al «grande fratello»
© EPA/Anja Niedringhaus

L’inimmaginabile ha aperto la strada al «grande fratello»

© EPA/Anja Niedringhaus

Se il Novecento si è chiuso nel rumore delle picconate con cui i berlinesi abbatterono il muro il 9 novembre 1989, gli anni Duemila si sono aperti sicuramente sotto la pioggia di fiamme e di detriti che seppellì Manhattan l’11 settembre 2001.

Nella capitale tedesca si era sgretolato, materialmente e simbolicamente, il mondo bipolare. Era finita la guerra fredda. Due modelli si erano fronteggiati - il liberal-democratico e il comunista: sicuramente diversi tra loro ma figli (sul piano filosofico) della stessa cultura, quella dell’occidente industrializzato. Un particolare, quest’ultimo, di non poca importanza.

Sbagliando, ci fu chi teorizzò, in quel frangente, la «fine della storia»: pensare che dai nuovi equilibri internazionali potessero scomparire per sempre i grandi conflitti ideologici e...

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