L’IS-K rivendica l’attentato a Kabul

AFGHANISTAN

Il gruppo jihadista ha affermato che «cinque combattenti del gruppo dello Stato Islamico hanno effettuato attacchi coordinati simultanei» e all’ingresso dell’ospedale un jihadista ha fatto detonare la cintura esplosiva che indossava, prima che altri miliziani prendessero d’assalto la struttura e aprissero il fuoco

L’IS-K rivendica l’attentato a Kabul
© KEYSTONE (AP Photo/Ahmad Halabisaz)

L’IS-K rivendica l’attentato a Kabul

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Lo Stato Islamico-Khorasan (IS-K) ha rivendicato l’attentato dinamitardo contro un ospedale militare di Kabul, che ha provocato la morte di almeno 19 persone e il ferimento di altre 50.

In un comunicato diffuso sui propri canali Telegram, il gruppo jihadista - rivale dei talebani - ha affermato che «cinque combattenti del gruppo dello Stato Islamico hanno effettuato attacchi coordinati simultanei» sul vasto sito. IS-K ha inoltre affermato che all’ingresso dell’ospedale un jihadista ha fatto detonare la cintura esplosiva che indossava, prima che altri miliziani prendessero d’assalto la struttura e aprissero il fuoco.

Il portavoce dei talebani Zabiullah Mujahid aveva minimizzato il bilancio delle vittime e aveva detto che l’attacco era stato sedato in 15 minuti grazie al pronto intervento delle loro forze armate.

Ucciso un leader talebano
Un alto comandante militare talebano è stato ucciso nel tentativo di rispondere all’attentato suicida e con armi da fuoco sferrato ieri. Lo hanno riferito le autorità. Dopo la presa del potere in agosto i talebani stanno tentando di dare stabilità al Paese, dove però nelle ultime settimane si è registrata una serie di sanguinosi attacchi rivendicati dai rivali dell’Isis-Khorasan (IS-K). Ieri, nell’assalto all’ospedale militare Sardar Daud Khan sono morte almeno 19 persone; tra loro Maulvi Hamdullah, detto Mokhlis, un membro del braccio armato di Haqqani e un ufficiale delle forze speciali del Badri Corps. «Quando ha saputo che l’ospedale era sotto attacco - ha raccontato un portavoce dei talebani - Maulvi Hamdullah, comandante del corpo di Kabul, si è immediatamente precipitato sul posto. Abbiamo cercato di fermarlo, ma ha riso. In seguito abbiamo scoperto che si era sacrificato in una lotta corpo a corpo all’ospedale».

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