L’Italia e il pugno di ferro verso la movida

Coronavirus

Il governatore della Lombardia Fontana minaccia nuove chiusure mentre il sindaco di Brescia Del Bono impone il coprifuoco

L’Italia e il pugno di ferro verso la movida
Brescia ieri sera. © EPA/Filippo Venezia

L’Italia e il pugno di ferro verso la movida

Brescia ieri sera. © EPA/Filippo Venezia

L’Italia e il pugno di ferro verso la movida
Brescia ieri sera. © EPA/Filippo Venezia

L’Italia e il pugno di ferro verso la movida

Brescia ieri sera. © EPA/Filippo Venezia

Sono state l’esempio della quarantena da coronavirus: vuote, mute e apparentemente larghissime. A cinque giorni dalla riapertura a pieno regime di bar, ristoranti e locali in gran parte d’Italia, le piazze tornano a popolarsi. E nel primo venerdì dal «liberi tutti», la movida emerge. Giovani per strada, con bicchieri di birra in mano o seduti in piazza o ai tavoli dei locali, hanno «riconquistato» i propri spazi. Spesso senza mascherine né distanze di sicurezza. Come in una festa non più trattenuta per il calo dei contagi e per l’estate vicina. Cominciano così a fioccare le prime multe. Sei a Ponte Milvio a Roma (nella capitale sono anche stati espressamente schierati 1000 agenti) e un bar chiuso a Perugia, teatro di una rissa, solo per fare qualche esempio. In entrambi i casi le misure sono scattate per il mancato rispetto delle norme sulle mascherine e il distanziamento. I controlli sono stati rafforzati, ma temendo il peggio nel weekend, i sindaci corrono ai ripari.

Così è allarme rosso a Brescia. In una della città più colpite dall’epidemia, il cuore della movida si è riempito e poco prima di mezzanotte è scattato il «blocco». La polizia è intervenuta per impedire nuovi ingressi nel piazzale Arnaldo. E il primo cittadino prima minaccia la chiusura. «O riusciamo a contingentare gli accessi o firmo un’ordinanza di chiusura della piazza», denuncia il sindaco bresciano Emilio Del Bono. Poi passa al coprifuoco, disponendo a partire dalle 21.30 la chiusura dei locali in piazza nei giorni 23 e 24 maggio.

Alza la voce anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana che, a fronte dell’aumento dei contagi registrato oggi nella Regione, si dice pronto a «nuove restrizioni, per evitare che il lavoro svolto finora grazie alla maggioranza dei cittadini, venga vanificato da alcuni incoscienti». Va al sodo Verona, dopo le immagini di piazza Erbe quasi in versione pre Covid. «Sono incazzato nero», dice fuori dai denti il sindaco Federico Sboarina, forte di una nuova ordinanza anti «capannelli» che ha firmato: fino al 2 giugno si potranno bere alcolici solo seduti ai tavoli. A far traboccare il vaso, racconta, è stata «la strada disseminata di vetri rotti, plastica e rifiuti» dopo la serata. Ai centralini di polizia e carabinieri sono piovute segnalazioni di commercianti e residenti ma, aggiunge Sboarina, in tanti hanno contestato apertamente le forze dell’ordine con «atteggiamenti aggressivi». Pugno duro a Perugia dove il Comune ha ordinato la chiusura dei locali alle 21 nel centro e nella zona di Fontivegge. L’ordinanza vale da stasera e per tutti i weekend e i festivi fino al 7 giugno. Sceglie invece la strada del dialogo il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: «Dopo tanto tempo in casa, i giovani hanno perso quelli che sono i limiti che finora si erano dati», ammette. Ma si augura che torni «il senso di responsabilità» perché «dobbiamo stare attenti più che mai».

Intanto è di nuovo «ammuina» pure a Napoli ed è il Comitato per la vivibilità cittadina e la quiete pubblica a bacchettare gli eccessi. Lo fa con alcuni video postati su Facebook: in uno girato probabilmente da una finestra che affaccia su piazza San Domenico, centro della città, si vedono ragazzi a gruppetti anche di una decina di persone. Forse per festeggiare una laurea. «Avevamo avvisato le forze dell’ordine ma non si sono viste né loro né il lanciafiamme..», scrive il Comitato citando i toni del governatore-sceriffo Vincenzo De Luca. Immagini da ritorno alla normalità anche in altri quartieri, dal Vomero a Bagnoli, tanto che il comitato ha presentato un esposto alle forze dell’ordine. Non è andata meglio a Savona con scene di movida «selvaggia» nelle vie e fra i locali della darsena vecchia. Una situazione definita ingestibile da parecchi, tanto che alcuni bar e pub hanno deciso di abbassare le saracinesche, a mo’ di resa.

Altro fronte caldo a Sestri Levante: centinaia di giovani provenienti dal Tigullio e dall’entroterra ligure, hanno preso d’assalto i locali del centro. E il giorno dopo il sindaco li ammonisce: «Ragazzi così non va. Dobbiamo farcela insieme», scrive Valentina Ghio su Facebook, precisando che l’età non conta: «Le regole e il buonsenso devono valere per tutti: anziani, giovani». Senza troppi eccessi il venerdì sera a Cagliari: il centro si è rianimato ma con gente seduta per lo più ai tavoli dei locali, mantenendo la distanza ed evitando assembramenti. Situazione sotto controllo a Palermo, con carabinieri, polizia e finanza schierate alla Vucciria e in piazza Magione, cercando di convincere la gente al rispetto delle regole più che a colpi di multe.

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