L’OMS mette in guardia: «Prepariamoci alla prossima malattia X»

Pandemia

L’appello è stato lanciato sul sito della rivista «Science»: «Questa non è stata la prima pandemia né sarà l’ultima: servono nuove indagini per stabilire l’origine del coronavirus»

 L’OMS mette in guardia: «Prepariamoci alla prossima malattia X»
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Quella di COVID-19 non è stata la prima pandemia né sarà l’ultima, prepariamoci alla prossima «malattia X»: è l’appello che lanciano sul sito della rivista «Science» alcuni dei responsabili dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tra cui il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus.

La lettera annuncia la nascita del nuovo Gruppo di consulenza scientifica sulle origini dei nuovi agenti patogeni (Sago) e rilancia la necessità di nuove indagini per stabilire l’origine del SARS-CoV-2.

Oltre a COVID-19 gli ultimi 30 anni hanno visto l’emergere di molte nuove malattie, alcune molto gravi come Sars, Mers, Zika o Ebola e ognuna di esse, spiega l’articolo, è stata la ‘malattia X’ del suo tempo: «La prossima malattia X potrebbe apparire in qualsiasi momento e il mondo deve essere preparato meglio». Per dare un sostegno a questo sforzo l’Oms annuncia ora la costituzione del Sago, un gruppo internazionale di esperti nato per dare indicazioni all’OMS per lo sviluppo di un ‘metodo di lavoro’ per definire al meglio le origini di questi patogeni, informazioni essenziali per mettere a punto politiche più efficaci ed essere preparati mettere in atto velocemente tutte le misure di contenimento necessarie prime che diventino epidemie gravi.

«Non è la prima volta che vengono condotti studi internazionali sull’origine di un nuovo virus - ricordano gli autori - eppure, ogni volta, gli scienziati dell’OMS e di altri paesi hanno affrontato sfide, non solo scientifiche, ma anche logistiche e politiche. Questi ostacoli hanno anche limitato gli sforzi per comprendere le origini del coronavirus». Uno dei primi passi della nuova commissione sarà quello di rivalutare nuovamente gli studi fatti finora e colmare le lacune rimaste ancora in sospeso, in particolare quelle relative a una possibile fuga accidentale perché «non si può escludere un incidente di laboratorio finché non ci sono prove sufficienti per farlo e tali risultati non vengono condivisi apertamente», aggiungono i responsabili dell’OMS. «A livello globale - conclude la lettera - almeno 4,8 milioni di persone sono morte a causa della COVID-19. A loro e alle loro famiglie spettano risposte su dove e come ha avuto origine il virus. È nell’interesse di tutti prepararsi al meglio per la prossima malattia X».

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