L’OMS sospende i test sull’idrossiclorochina

pandemia

L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato la decisione manifestando preoccupazione per la sicurezza

L’OMS sospende i test sull’idrossiclorochina
© WHO/Christopher Black via AP

L’OMS sospende i test sull’idrossiclorochina

© WHO/Christopher Black via AP

Considerato un possibile farmaco per il trattamento della Covid-19 - divenuto ancor più popolare dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump che lo ha utilizzato a scopo preventivo - la corsa dell’antimalarico idrossiclorochina è stata bloccata dall’OMS.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha infatti annunciato la decisione di sospendere i test sull’uso del medicinale, manifestando preoccupazione per la sicurezza.

In una conferenza stampa virtuale il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha precisato che l’organizzazione ha sospeso «temporaneamente» in via precauzionale gli esperimenti clinici sull’uso della idrossiclorochina in corso con i suoi partner in diversi Paesi. La decisione fa seguito alla pubblicazione venerdì scorso nella rivista Lancet di uno studio secondo il quale il ricorso alla clorochina e ai suoi derivati, come appunto la idrossiclorochina, nel trattamento della Covid-19 è inefficace quando non dannoso. Lo studio è stato però giudicato «confuso» dall’infettivologo francese Didier Raoult, tra i pionieri nell’uso della idrossiclorochina, che ha affermato di voler continuare con questo metodo nell’ospedale per le malattie infettive di Marsiglia dove lavora.

Vari sono i test in corso su questo antimalarico, ma perplessità sono state espresse di recente anche dal direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini: «Sull’efficacia sappiamo poco, sui possibili danni e assenza di sicurezza in alcuni limitati sottogruppi di pazienti siamo abbastanza sicuri», ha rilevato. La stessa Aifa, però, a metà maggio ha dato il semaforo verde per il più grande studio italiano tra il personale sanitario, il più esposto a rischio d’infezione, con lo scopo di verificare se il suo uso prima dell’esposizione al coronavirus diminuisca la probabilità di ammalarsi.

Un altro studio è il Cop-cov (clorochina profilassi-coronavirus) promosso dall’Università di Oxford e coordinato dalla sua unità di ricerca in malattie tropicali dell’Universita’ Mahidol di Bangkok (Moru), con 40.000 partecipanti in Asia, Africa ed Europa distribuiti tra circa 100 ospedali. Capofila per l’Italia è l’Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (in provinzia di Verona), in collaborazione con l’Ospedale Careggi di Firenze. L’obiettivo era testare l’antimalarico in studi autorizzati, ma anche l’Agenzia europea per i medicinali Ema in aprile ha richiamato l’attenzione sul rischio di gravi effetti indesiderati con clorochina e idrossiclorochina impiegati nel contesto della pandemia. Nonostante ad oggi fossero pochi gli studi sull’efficacia di idrossiclorochina e clorochina, in molti casi i due farmaci sono stati usati sperimentalmente in ambito ospedaliero.

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