L’UE: «L’apertura delle frontiere? Ci si deve basare sui dati sanitari»

CORONAVIRUS

Lo ha ribadito la commissaria europea alla salute, Stella Kyriakides, parlando con i ministri in videoconferenza

L’UE: «L’apertura delle frontiere? Ci si deve basare sui dati sanitari»
© EPA/IGOR KUPLJENIK

L’UE: «L’apertura delle frontiere? Ci si deve basare sui dati sanitari»

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«Qualsiasi accordo» tra Stati sull’apertura delle frontiere «deve basarsi su una corretta valutazione della situazione epidemiologica in regioni diverse». Lo ha ribadito la commissaria europea alla salute, Stella Kyriakides, parlando con i ministri UE alla salute in una delle teleconferenze che da marzo si ripetono con cadenza settimanale.

«Vi incoraggio a monitorare la situazione allentando le restrizioni e tenendo informati gli altri Stati membri di eventuali sviluppi epidemiologici», ha detto Kyriakides sottolineando che «informazioni e dati devono fluire liberamente attraverso i confini. Questo è essenziale per mantenere la fiducia». «Vi chiedo di coordinarvi e comunicare in modo che le persone possano viaggiare nell’UE in modo sicuro e il settore del turismo possa ripartire», ha dichiarato la commissaria.

Kyriakides ha insistito anche sul fatto che sia «cruciale» l’interoperabilità delle app di tracciamento dei contagiati per permettere ai cittadini di essere avvisati di una potenziale infezione «ovunque siano in UE e qualsiasi app stiano usando».

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