L’UE tra Polonia e preoccupazioni

UNIONE

«Siamo preoccupati perché la sentenza mette in discussione la base dell’UE» ha dichiarato von der Leyen – Il premier polacco: «Noi siamo qui, questo è il nostro posto e non andiamo da nessuna parte»

L’UE tra Polonia e preoccupazioni
© KEYSTONE (EPA/RONALD WITTEK)

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«Noi siamo preoccupati per la recente sentenza della Corte costituzionale polacca. La Commissione europea sta valutando attentamente questa sentenza, ma posso però già dirvi oggi che sono fortemente preoccupata perché mette in discussione la base della UE e costituisce una sfida diretta all’unità degli ordinamenti giuridici europei». Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen intervenendo al dibattito al Parlamento europeo sulla crisi dello stato di diritto in Polonia. «Il destino della Polonia è l’Europa», ha affermato, aggiungendo che «questa situazione deve essere risolta e lo sarà». Sul rispetto dello stato di diritto «non permetteremo che i valori UE siano messi a rischio. La Commissione europea agirà. Le opzioni sono ben conosciute: le procedure di infrazione, il meccanismo di condizionalità ed altri strumenti finanziari. E l’articolo 7, uno strumento potente su cui dobbiamo tornare».

Il premier polacco Mateusz Morawiecki, intervenendo al parlamento europeo a Strasburgo, dal canto suo ha dichiarato: «Per noi è una scelta di civiltà l’integrazione europea, noi siamo qui, questo è il nostro posto e non andiamo da nessuna parte, vogliamo che l’Europa ridiventi forte, ambiziosa e coraggiosa. Troppo spesso abbiamo a che fare un’Europa dei doppi standard. Non dobbiamo lottare uni contro altri. Non dobbiamo cercare colpevoli dove non ci sono. La Polonia è attaccata in modo parziale e ingiustificato. Le regole del gioco devono essere uguali per tutti. Non è ammissibile che si parli di sanzioni. Respingo la lingua delle minacce e del ricatto», ha però continuato. «L’UE è una grande conquista dei Paesi europei, una forte alleanza economica, politica e sociale ed è l’organizzazione meglio sviluppata della storia, però l’UE non è uno Stato, lo sono invece gli Stati membri dell’UE. Gli Stati sono quelli che rimangono sovrani al di sopra dei trattati», ha affermato Morawiecki. «Nei trattati abbiamo concesso alcune competenze all’UE, ma non tutte».

Il premier polacco ha pure aggiunto: «Non sono d’accordo che dei politici minaccino e terrorizzino la Polonia. Il ricatto è diventato un metodo di fare politica verso alcuni Stati membri, ma non è così che agiscono le democrazie. Noi siamo un Paese fiero. Abbiamo pagato con tante vittime la nostra lotta per la democrazia. Abbiamo salvato Parigi e Berlino dagli attacchi bolscevichi», combattuto «contro il Terzo Reich» e lottato anche quando «Solidarnosc ha dato speranza di rovesciare il sistema totalitaristico russo».

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