L’Ungheria evoca una possibile uscita dall’UE

Budapest-Bruxelles

Secondo il ministro delle Finanze Mihaly Varga: «La questione potrebbe assumere una nuova prospettiva nel momento in cui prevediamo di diventare contributori netti dell’Unione», ossia entro il 2030

 L’Ungheria evoca una possibile uscita dall’UE
©CdT/Archivio

L’Ungheria evoca una possibile uscita dall’UE

©CdT/Archivio

Nella battaglia a distanza tra Budapest e Bruxelles, l’Ungheria ora evoca anche la possibilità di riconsiderare la sua adesione all’UE. Ne ha parlato il ministro delle Finanze, Mihaly Varga, alla TV ungherese ATV.

«La questione - ha dichiarato Varga - potrebbe assumere una nuova prospettiva nel momento in cui prevediamo di diventare contributori netti dell’Unione», stimato entro il 2030, rientrando così tra i Paesi che versano al bilancio dell’UE più soldi di quanti ne ricevano. Un’ipotesi ancor più plausibile «se gli attacchi di Bruxelles proseguiranno su scelte di valori», ha detto il ministro.

Il ministro delle Finanze ungherese, inoltre, ha attribuito ad «ostacoli politici» il ritardo della Commissione UE nell’approvazione del piano nazionale per il Recovery.

«Siamo bloccati in una disputa, ma speriamo che le risposte che abbiamo dato alle loro osservazioni siano convincenti», ha dichiarato Varga, spiegando che il programma di ripresa del Paese sarà finanziato dal bilancio nazionale in attesa dell’approvazione del Pnrr da parte di Bruxelles, anche se l’impasse dovesse protrarsi fino al 2022.

Il ministro è poi passato ad attaccare il recente rapporto sullo stato di diritto dell’Esecutivo europeo e i rilievi mossi nei confronti di Budapest. «Si avanzano accuse politiche per impedire all’Ungheria di avviare il Recovery Fund con i fondi Ue. Il paese non ha tempo per questo tira e molla, ecco perché - ha concluso - stiamo lanciando un piano nazionale con le nostre risorse».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1