La giuria ha raggiunto il verdetto sul caso Floyd

il processo

I giurati dovrebbero pronunciarsi tra le 22.30 e le 23 ora svizzera - Il clima è di grande tensione e massima allerta in tutta il Paese: in diverse città la gente è pronta a reagire se la decisione non dovesse punire in maniera esemplare l’ex poliziotto Derek Chauvin

La giuria ha raggiunto il verdetto sul caso Floyd
© EPA/ CRAIG LASSIG

La giuria ha raggiunto il verdetto sul caso Floyd

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(Aggiornato alle 21.47) La giuria chiamata a esprimersi su Derek Chauvin per la morte di George Floyd ha raggiunto il verdetto. Lo riportano i media americani, sottolineando che la decisione sarà resa nota fra le 15.30 e le 16.00 di Minneapolis, ovvero fra le 22:30 e le 23:00 ora svizzera.

In diverse città americane la gente attende in strada gli eventi ed è pronta a reagire se la decisione della giuria, metà bianca e metà afroamericana, non dovesse punire in maniera esemplare l’ex poliziotto Derek Chauvin.

Nessuno riesce a cancellare dalla mente le terribili immagini in cui, quel 25 maggio del 2020, l’allora agente Chauvin non ebbe pietà di Floyd che implorava di poter respirare, di togliere quel ginocchio che premeva con forza sul suo collo. Invece la stretta durò oltre nove minuti, di fatto causando la morte di ‘Big George’.

La Casa Bianca ora teme il peggio, un’ondata di proteste senza precedenti che possa sfociare in una vera e propria rivolta a livello nazionale. Tanto che il presidente Joe Biden, con una mossa del tutto inusuale, si è spinto a parlare di «prove schiaccianti» emerse dal processo, parole pronunciate mentre i giurati sono riuniti e destinate a provocare polemiche.

«Prego per un verdetto che sia un giusto verdetto», ha auspicato il presiedente americano, invitando i manifestanti e la comunità afroamericana alla calma e spiegando come anche i familiari di Floyd invochino «pace e tranquillità», qualunque sia la decisione della giuria.

E proprio per stemperare le tensioni Biden ha anche chiamato al telefono la famiglia Floyd, esprimendo la sua vicinanza e la sua comprensione per la grande angoscia nell’attesa del verdetto. «Il presidente sa cosa vuol dire perdere un membro della famiglia», ha affermato Philonise Floyd, fratello di George, riferendosi alle tragiche esperienze personali di Biden che nel corso della sua vita ha perso la prima moglie e due figli.

Minneapolis in queste ore è di fatto una polveriera pronta ad esplodere, con un massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa e gli uomini della Guardia Nazionale pronti a entrare in azione se la situazione dovesse degenerare. E non hanno contribuito a placare gli animi le parole della deputata democratica Maxime Waters, che rivolgendosi ai manifestanti li ha invitati a restare in strada e a non mollare, a chiedere giustizia se si renderà necessario.

Nel caso in cui «non accadesse nulla», ha aggiunto la deputata afroamericana, «sappiamo che non solo dobbiamo rimanere qui ma che dobbiamo combattere». Parole bollate dai repubblicani come un’incitazione alla violenza, e criticate anche da molti democratici secondo cui tali dichiarazioni potrebbero trasformarsi in un boomerang ed essere utilizzate dalla difesa dell’ex agente Chauvin per presentare appello contro un verdetto di colpevolezza della giuria.

Tre le accuse che pendono sul capo di Chauvin: dalla meno grave, quella di omicidio colposo punita con una pena fino a 10 anni di reclusione, a quella più pesante di omicidio di secondo grado, vale a dire preterintenzionale, con una pena fino a 40 anni di carcere. C’è anche l’accusa di omicidio di terzo grado per azioni particolarmente pericolose compiute con sconsiderata indifferenza per la vita umana, che prevede una pena fino a 25 anni di carcere.

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