La Gran Bretagna sfonda quota 15 milioni di vaccinati

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L’evoluzione globale della pandemia da coronavirus - I contagi totali sono oltre 108,54 milioni, i decessi superano i 2,39 milioni, i guariti sono più di 70 milioni

La Gran Bretagna sfonda quota 15 milioni di vaccinati
© AP Photo/Ted S. Warren

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La Gran Bretagna sfonda quota 15 milioni di vaccinati
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© AP/Jacquelyn Martin

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Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla metà di aprile fino all’inizio di maggio le potete trovare a questo link. Qua invece gli aggiornamenti fino all’8 ottobre.

Domenica 14 febbraio

(Aggiornato alle 16.15) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 108,54 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,39 milioni.

Gran Bretagna a quota 15 milioni di vaccinati

Il Regno Unito sfonda quota 15 milioni nella cifra record d’Europa di persone che hanno ricevuto una prima dose di vaccino anti Covid, con un giorno di anticipo su quanto promesso da Boris Johnson oltre 2 mesi fa. Lo certificano i dati aggiornati dal ministro Nadhim Zahawi (15,1 milioni di prime dosi, 535.000 richiami) che segnalano inoltre un nuovo calo di casi e morti giornalieri. Domani il governo dovrà formalizzare se siano state coperte tutte le prime 4 categorie prioritarie nel Regno (over 70 e addetti sanitari in prima linea). Mentre da martedì s’allargherà la platea, dagli over 65 in giù, e si moltiplicheranno i richiami.

USA, somministrate oltre 50 milioni di dosi di vaccini

Negli Stati Uniti sono state somministrate finora oltre 50 milioni di dosi di vaccini anti-COVID: lo ha reso noto l’Agenzia americana per la prevenzione delle malattie (CDC), secondo quanto riporta la CNN. Le dosi somministrate sono 50.641.884, pari a circa il 72% delle 69.883.625 dosi distribuite finora nel Paese. I dati della CDC indicano in infine che oltre 37 milioni di persone hanno ricevuto finora almeno una dose.

Germania, scatta chiusura con Repubblica ceca e Tirolo

In Germania è scattata da stamattina una stretta anti-COVID con un migliaio di agenti di polizia mobilitati alle frontiere con la Repubblica ceca e il Tirolo austriaco, per garantire severi controlli dopo il divieto di spostamenti in aree dove dilagano i contagi da varianti della COVID-19.

Anche le ferrovie tedesche della Deutsche Bahn hanno sospeso i servizi da e per le aree colpite. Il ministro dell’Interno Horst Seehofer ha annunciato giovedì che gli stati di Baviera e Sassonia avevano chiesto al governo «di classificare il Tirolo e le regioni di confine della Repubblica Ceca come aree di mutazione del virus e di attuare i controlli alle frontiere». La Germania alla fine di gennaio ha vietato la maggior parte dei viaggi da e per i Paesi colpiti dalle nuove varianti di coronavirus più contagiose, tra cui Gran Bretagna, Sud Africa, Brasile e Portogallo, con pochissime eccezioni.

Sabato 13 febbraio

(Aggiornato alle 13.30) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 108 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,38 milioni.

Oxford vuole testare il vaccino anche sui bambini

L’Università di Oxford intende testare il suo vaccino contro il COVID-19 anche sui bambini, per verificarne l’efficacia anche sulle categorie più giovani della popolazione. Per i test annunciati sabato saranno reclutati 300 volontari fra i 6 e i 17 anni, 240 dei quali riceveranno il preparato mentre gli altri fungeranno da gruppo di controllo. Il farmaco, che è quello sviluppato con AstraZeneca, è stato autorizzato finora da una cinquantina abbondante di paesi, ma solo a partire dai 18 anni. Al di sotto non esistono dati che permettano di valutarlo.

Il bilancio dei morti negli USA supera quota 480 mila

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 97.525 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 5.323 decessi legati alla malattia: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, riporta la Cnn. Il bilancio delle vittime include oltre 2.400 morti nello Stato dell’Ohio che in precedenza non erano stati conteggiati. I nuovi dati portano il totale dei contagi dall’inizio della pandemia a quota 27.490.037 e quello dei morti a quota 480.767. Finora sono state distribuite nel Paese almeno 69.014.725 dosi di vaccini ed almeno 48.410.558 sono state somministrate.

Moderna chiede il 50% di vaccino in più in ogni fiala

Moderna ha reso noto di aver chiesto l’autorizzazione alle varie autorità regolatorie nel mondo di mettere il 50% in più di vaccino anti Covid in ciascuna fiala per aumentare rapidamente le forniture. La casa farmaceutica ha diffuso un comunicato dopo che il New York Times ha riportato la notizia che la Food and Drug Administration (Fda) ha già dato disco verde ad aumentare i livelli di ciascuna fiala del 40%.

Venerdì 12 febbraio

(Aggiornato alle 20.30) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono quasi 108 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,3 milioni.

Francia, primo caso reinfezione con variante sudafricana

Un uomo che aveva avuto il Covid lo scorso settembre è risultato positivo alla variante sudafricana. E’ il primo caso di reinfezione grave con una variante sudafricana del Covid descritto da ricercatori francesi, secondo quanto reso noto dagli Ospedali di Parigi.

Lo scorso settembre, l’uomo - che ha antecedenti di asma - ha avuto febbre e difficoltà respiratorie non gravi. Un tampone molecolare gli diagnosticò il SARS-CoV-2. I sintomi scomparvero in pochi giorni e l’uomo fu testato due volte negativo a dicembre.

A gennaio, nuovamente positivo, e stavolta alla variante sudafricana. «Questo caso - scrivono i ricercatori nello studio apparso oggi sulla rivista Clinical Infectious Diseases - illustra il fatto che la variante sudafricana può essere responsabile di una reinfezione grave dopo una prima infezione leggera» con il coronavirus classico. «A nostra conoscenza - proseguono - è la prima descrizione di una reinfezione con variante sudafricana che provoca un Covid-19 grave, 4 mesi dopo una prima infezione moderata».

Merkel su terza ondata: «avventato aprire scuole subito»

«Dipenderà da noi e dalla gestione intelligente delle aperture se attraverseremo questa pandemia senza una terza ondata particolarmente vigorosa, o se saremo poco cauti e avremo di nuovo dati in ascesa». Lo ha detto Angela Merkel in una intervista alla Zdf, nel corso della quale torna sul prolungamento del lockdown deciso due giorni fa in Germania.

«La pianificazione delle aperture delle scuole nei prossimi giorni da parte dei Laender è un passo azzardato», ha anche aggiunto la Cancelliera che già nei giorni scorsi non ha fatto mistero di non essere allineata con la tempistica scelta dalle regioni. Merkel avrebbe voluto imporre la nuova soglia di riferimento - 35 nuovi contagi in 7 giorni su 100 mila abitanti - anche per l’apertura delle scuole. Ma molte regioni hanno deciso si riaprirle già il 22 febbraio. La materia è di competenza regionale, «come Cancelliera non posso agire come se avessi un diritto di veto», ha spiegato ieri in parlamento.

Merkel teme la diffusione delle varianti, soprattutto quella britannica, che prende piede in Germania e che potrebbe portare di nuovo a una crescita esponenziale dei casi di Covid.


In Italia 13.908 positivi e 316 vittime

In Italia sono 13.908 i test positivi al coronavirus registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 15.146. Le vittime oggi sono 316, mentre ieri erano state 391.

Le persone attualmente ricoverate in terapia intensiva a causa del Covid-19 sono 2.095, in calo di 31 unità rispetto a ieri. I ricoveri nelle 24 ore in rianimazione sono stati 153. I ricoverati con sintomi sono invece 18.736 (-206 rispetto a ieri). I test effettuati (tamponi molecolari e antigenici rapidi) sono stati 305.619, circa 13 mila in meno rispetto a ieri. Il tasso di positività è del 4,5% (ieri 5,1%).

Doppio test per chi entra in Gran Bretagna, a 210 sterline

Scatta da lunedì l’annunciata stretta ai confini britannici - per chi è autorizzato a viaggiare o a rientrare sull’isola in lockdown giustificandone l’esigenza - deciso dal governo di Boris Johnson per limitare il rischio d’importare le più temute nuove varianti del Covid. E il sito governativo si prepara a mettere a disposizione dei viaggiatori pacchetti da 210 sterline l’uno per prenotare i test prescritti dalle norme aggiornate. Il giro di vite - che qualcuno a Westminster vorrebbe addirittura più draconiano - prevede per chi rientra nel Regno da 33 Paesi (Sudafrica, Brasile, Portogallo e vari stati sudamericani e africani) una quarantena sorvegliata precauzionale in strutture alberghiere ad hoc a un costo di 1710 sterline (per vitto, alloggio, trasposto) a carico dell’utente: cifra che ha indotto alcuni cittadini britannici che si dichiarano non in condizione di pagare a denunciare il rischio di restare bloccati e non poter tornare per ora in patria. Mentre per tutti gli altri viaggiatori in arrivo da qualunque Paese conferma l’obbligo dell’autoisolamento domiciliare di 10 giorni e di un tampone Covid negativo certificato entro 72 ore prima della partenza, ma con la novità dell’obbligo ulteriore di ancora due test da sostenere a proprie spese dopo l’ingresso nel Regno, al secondo e all’ottavo giorno della quarantena: in modo da consentire al servizio sanitario britannico di condurre esami sul genoma ed identificare con precisione eventuali caso di contagio con varianti del virus. Il doppio test aggiuntivo potrà essere prenotato sul sito del governo di Londra, al costo complessivo di 210 sterline appunto per un «travel test package» a prezzo ‘scontato’ rispetto agli standard britannici. Ma - a differenza di quanto trapelato in un primo momento - potrà anche essere velocizzato: col mantenimento del diritto all’anticipo dell’ultimo tampone al quinto giorno, e fine dell’isolamento in caso di conferma della negatività. Sulla stretta, accompagnata da minaccia di sanzioni pecuniarie pesantissime e persino di pene fino a 10 anni di carcere in caso di dichiarazioni di viaggio false sulla provenienza, continuano intanto le polemiche. Con parte dei media e l’opposizione laburista che invocano addirittura una linea più dura sulla quarantena sorvegliata limitata dal governo Johnson alla lista rossa dei 33 Paesi considerati più a rischio di varianti: fino a ipotizzare di estenderla a chi arrivi da qualsiasi parte del mondo come avviene in Australia o Nuova Zelanda.

Oltre 27 milioni i contagi negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 103.306 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 3.724 decessi legati alla malattia: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, riporta la CNN. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi dall’inizio della pandemia a quota 27.390.465 e quello dei morti a quota 475.291. Finora sono state distribuite almeno 68.285.575 dosi di vaccini ed almeno 46.390.270 sono state somministrate.

Giovedì 11 febbraio

(Aggiornato alle 22.51) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 107,38 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,35 milioni.

Praga boccia la proroga dello stato di emergenza

Il Parlamento di Praga ha respinto stasera la richiesta del governo di prolungare lo stato di emergenza per la pandemia di coronavirus. Lo stato di emergenza attualmente in vigore - il sesto a partire dal 20 settembre 2020 - si concluderà il 14 febbraio, dopo di che le maggiori competenze passeranno alle giunte regionali.

L’estensione del lockdown in Germania non piace all’opposizione

Il prolungamento del lockdown duro al 7 marzo non piace ai partiti tedeschi d’opposizione: Verdi, destra nazionalista di Alternativa per la Germania (Afd), partito di sinistra Linke e la governatrice della Renania-Palatinato del Partito socialdemocratico (Spd) Malu Dreyer hanno criticato severamente il piano concordato nell’incontro di ieri tra la cancelliera Angela Merkel e i rappresentanti dei Länder. Mancano strategie e prospettive per il futuro, ha detto la capogruppo al Bundestag dei Verdi Katrin Göring-Eckardt, mentre per i Liberali del Fdp gli allentamenti delle misure di contenimento sono stati troppo limitati. Per la capogruppo di Afd, Alice Weidel, «le misure che sta conducendo fin qui il governo sono contrarie alla Costituzione».

Un duro attacco è arrivato da Dreyer che si è detta delusa dalle decisioni di ieri: «mi sarei aspettata che arrivasse un piano di massima per uno sviluppo futuro che invece non è arrivato», ha detto la rappresentante socialdemocratica. A difesa delle decisioni prese ieri invece sono scesi in campo il capo dell’Ufficio di cancelleria Helge Braun, secondo il quale sono «necessari passi prudenti» date le mutazioni del virus presenti nel paese, e il capogruppo dell’Spd in parlamento Rolf Mützenich, che ha definito i risultati del lockdown «successi chiari ma fragili».

In Germania controlli ai confini con Tirolo e Repubblica Ceca
La Germania controllerà le frontiere con la Repubblica Ceca e il Tirolo (Austria). Lo ha annunciato il ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, alla Süddeutsche Zeitung. «Il Land della Baviera e la Sassonia hanno chiesto al governo di catalogare la Repubblica Ceca e il Tirolo come zone particolarmente colpite dalla mutazione (del coronavirus) e di controllare i confini», ha spiegato. «Decideremo in tal senso», ha aggiunto.

AstraZeneca: oltre 200 milioni di dosi al mese entro aprile

AstraZeneca prevede di produrre questo mese oltre 100 milioni di dosi del suo vaccino sviluppato insieme all’Università di Oxford e di arrivare a produrre oltre 200 milioni di dosi al mese antro aprile: lo ha detto oggi l’amministratore delegato della società, Pascal Soriot. Lo riporta il Guardian.

L’Ungheria emette un «passaporto» per vaccinati

Il governo ungherese ha deciso di emettere un documento che certifica l’immunità da coronavirus per tutti coloro che sono stati vaccinati, che sono guariti dalla malattia o che possono provare la presenza di anticorpi nel sangue. Lo ha reso noto il capo di Gabinetto del premier Viktor Orban, Gergely Gulyas, secondo quanto riporta il Guardian. Gulyas ha inoltre annunciato che il Paese dovrebbe ricevere 500mila dosi del vaccino anti Covid cinese Sinopharm la settimana prossima e prevede di iniziare a breve le vaccinazioni con questo prodotto.

UE: forse in settimana la firma con Novavax

L’Unione europea potrebbe firmare questa settimana o la prossima un contratto per la fornitura del vaccino anti Covid dell’americana Novavax: lo hanno reso noto due funzionari Ue impegnati nei negoziati, secondo quanto riporta il Guardian. Il 4 febbraio un portavoce della Commissione europea aveva detto che Bruxelles ha «finalizzato le discussioni esplorative e sono in corso negoziati per raggiungere accordi di pre-acquisto» dei vaccini prodotti da Novovax e Valneva.

L’Ucraina mette al bando Sputnik V

L’Ucraina ha messo al bando il vaccino anti Covid russo Sputnik V affermando che nessun vaccino prodotto da uno «Stato aggressore» potrà essere distribuito sul suo territorio. Lo riporta il Guardian. Kiev, che rimane ai ferri corti con Mosca per l’annessione della Crimea nel 2014 e il sostegno russo ai ribelli nei territori separatisti, aveva ripetutamente affermato che avrebbe bloccato lo Sputnik V.

Mercoledì 10 febbraio

(Aggiornato alle 19.55) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 106,9 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,34 milioni.

Germania, lockdown prolungato fino al 7 marzo

l lockdown duro in Germania sarà prolungato fino al 7 marzo. È quanto emerge dal vertice fra Stato e Regioni, appena terminato, sulle misure anti-Covid.

Le riaperture nel commercio al dettaglio potranno avvenire, a marzo, in Germania, soltanto nelle regioni in cui l’incidenza settimanale su 100 mila abitanti calerà fino al livello di 35 nuove infezioni da Covid-19. È questo uno dei criteri che emergono dal vertice fra Stato e regioni, secondo quanto ha riferito il presidente della Sassonia alla stampa.

Per quanto riguarda invece la riapertura delle scuole, in Germania sarà decisa dai Laender. È quello che è emerso dal vertice fra Stato e Regioni sulle misure anticovid, appena concluso, in cui è stato deciso anche che i parrucchieri potranno riaprire a partire dal 1 marzo.

Il lockdown è stato prolungato fino al 7 marzo perché per quella data si ritiene che il livello auspicato dei nuovi contagi su 100 mila abitanti per sette giorni sia stato raggiunto in tutta la Germania, ha spiegato Angela Merkel alla stampa.

In Gran Bretagna oltre 13 milioni di persone vaccinate, ma altri 1000 morti

Supera la soglia delle 13 milioni di persone il totale di coloro che hanno ricevuto una prima dose di vaccino anti Covid nel Regno Unito, con in più circa 520’000 richiami. Lo indicando i dati aggiornati diffusi oggi dal governo britannico che confermano l’accelerazione nella campagna delle vaccinazioni avviata dal Paese da ormai 2 mesi, in anticipo su tutti in Occidente. Confermato pure l’assestamento verso il basso dei nuovi contagi (13’013 nelle ultime nelle 24 ore su circa 600’000 test giornalieri) e dei ricoveri dopo un mese abbondante dall’introduzione del lockdown nazionale tris imposto di fronte all’aggressiva «variante inglese» del virus. Ma con un bilancio di altri 1001 morti censiti, fino a una somma di oltre 114’000 morti dall’inizio della pandemia: record europeo in cifra assoluta e picco mondiale dopo il Belgio in rapporto alla popolazione.

Da domani 300 mila test salivari a settimana in Francia
Oltre ai tamponi molecolari gratuiti per tutti ormai da mesi e agli antigenici disponibili in quasi tutte le farmacie con risultati in 10 minuti, la Francia introdurrà da domani «i primi test salivari», effettuati dagli ospedali parigini. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Olivier Véran, precisando che «ne saranno effettuati 200-300’000 alla settimana».«Aspetto per stasera le raccomandazioni dell’Autorità di vigilanza della Sanità - ha detto Véran - i laboratori si stanno preparando con metodi di analisi in PCR (come i tamponi molecolari, ndr), stiamo lavorando insieme da settimane. Prioritari saranno i bambini, nelle scuole, così da poter identificare, senza troppo dar fastidio ai bambini, dei casi positivi, e proteggere l’istituto affinché resti aperto il più possibile».

I test salivari non avranno un risultato rapido, poiché saranno analizzati con la tecnica PCR dei molecolari, ma potranno evitare il prelievo naso-faringeo.

Oms raccomanda AstraZeneca anche per gli over 65

Gli esperti dell’Oms raccomandano il vaccino di AstraZeneca anche per le persone con oltre 65 anni, e può essere utilizzato anche contro le varianti del Covid.

Nelle loro raccomandazioni, i 15 esperti di un gruppo dell’Oms specializzato nelle immunizzazioni sottolineano che il vaccino di AstraZeneca, può essere impiegato anche nei Paesi in cui «sono presenti le varianti» del coronavirus.

Intesa AstraZeneca-Biologika per accrescere la produzione del vaccino

AstraZeneca e l’azienda IDT Biologika hanno firmato una lettera di intenti per aumentare la produzione del vaccino COVID-19 in Europa e la capacità di fornitura a lungo termine. L’accordo, da finalizzare, mira ad aumentare la capacità del sito produttivo di IDT Biologika a Dessau in Germania, al fine di costruire fino a 5 bioreattori da 2 mila litri capaci di produrre decine di milioni di dosi di vaccino al mese. Si stima che le nuove risorse saranno operative entro la fine del 2022.

Commissari Ue a colloquio sulla suddivisione di 300 milioni di dosi Pfizer

Il collegio dei commissari Ue lunedì ha dato il via libera al contratto di acquisto di altri 300 milioni di dosi di vaccini della Pfizer-Biontech (200 milioni di dosi obbligatorie più 100 milioni opzionali). Prima di firmarlo, si apprende a Bruxelles, sono in corso le discussioni per eventuali opt out degli Stati membri, o per stabilire diverse ripartizioni delle dosi rispetto al criterio della popolazione. I negoziati sulle ripartizioni possono avvenire sia nello Steering board, organismo in cui siedono i rappresentanti dei 27, che a livello bilaterale tra Stati.

Israele, vaccino riduce casi, gravità e ricoveri

Sono promettenti i risultati dell’effetto dei vaccini sulle persone immunizzate in Israele. Secondo Eran Segal, ricercatore dell’Istituto Weizmann di Scienze di Rehovot - uno dei più prestigiosi del Paese - in un gruppo tra i primi vaccinati (da metà gennaio al 6 febbraio) si è riscontrata una riduzione del 53% dei nuovi casi, del 39% di ospedalizzazione e del 31% di severità della malattia. Nello stesso lasso di tempo, tra quelli over 60 anni in attesa della seconda dose, i nuovi casi sono scesi del 20% mentre le ospedalizzazioni e le malattie gravi sono cresciute rispettivamente del meno 15% e del meno 29%.

Variante Gb: +7% di casi in Danimarca nell’ultima settimana

E’ in aumento in Danimarca la percentuale di nuovi casi contagiati dalla variante inglese del Covid. Secondo un rapporto dello State Serum Institute citato dal Guardian, nella prima settimana di febbraio il 27 per cento dei positivi era infettato dalla variante B117 rispetto al 20 per cento della settimana precedente.

Un totale di 1’690 persone sono state contagiate dalla variante inglese.

E’ invece in diminuzione il numero totale dei casi dopo il lockdown istituito a dicembre. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 470 casi contro le migliaia giornaliere della fine del 2020.

UE: negoziati paralleli contrari alla nostra strategia

«La base della strategia dei vaccini Ue è di negoziare insieme e non in parallelo, perché questo rimetterebbe in questione la forza e l’efficacia della nostra strategia. Gli Stati membri sono d’accordo a non avviare negoziati paralleli». Così un portavoce della Commissione europea a chi chiede delle intenzioni dichiarate da alcune Regioni italiane di condurre negoziati paralleli sui vaccini. Inoltre, spiega il portavoce, «nei nostri negoziati prendiamo in considerazione i bisogni dei diversi Stati membri. Confidiamo che la nostra strategia permetterà agli Stati di avere le dosi di cui necessitano per la loro campagna di vaccinazioni. Non c’è bisogno di negoziati bilaterali o paralleli, che sono contrari alla nostra strategia per i vaccini». Quanto invece al caso dell’Ungheria con il vaccino russo Sputnik, «non fa parte della strategia dei vaccini dell’Ue e perciò gli Stati membri possono fare accordi bilaterali». Tuttavia lo Sputnik V non ha ottenuto l’autorizzazione al commercio nell’Ue dall’Agenzia europea per il farmaco, e perciò, per il suo utilizzo occorre un’autorizzazione d’emergenza temporanea, a livello nazionale.

La seconda dose di vaccino può provocare effetti

Con la prima dose del vaccino Covid l’organismo impara a riconoscere il coronavirus come nemico, con la seconda questa lezione appresa si amplifica. Questo spiega perché la seconda dose dell’immunizzazione può far sentire peggio, in particolare i giovani. A sottolinearlo in un’intervista a Healthday è Greg Poland, medico ed esperto di vaccini americano, direttore del gruppo di ricerca sui vaccini della Mayo Clinic e caporedattore della rivista Vaccine. «È una reazione prevista al vaccino-evidenzia Poland- e sarà diversa da persona a persona. È la prova di una risposta immunitaria vigorosa, il che non significa che chi ha una reazione inferiore non stia sviluppando immunità. Dando una dose ‘di addestramento’ e poi amplificandola con la seconda, abbiamo reclutato un esercito di soldati pronti». Il vaccino secondo l’esperto induce una elevata risposta articorpale, e considerato che «gli anticorpi diminuiscono nel tempo, se si parte con un livello elevato, si avrà più a lungo una soglia protettiva».

Il Sudafrica vuole vendere 1.500.000 dosi di AstraZeneca

Il Sudafrica sta valutando la possibilità di scambiare o vendere il vaccino AstraZeneca dopo che, in base ha uno studio, è risultato di scarsa efficacia contro la variante sudafricana del Covid. Lo riporta la Bbc citando il ministro della Salute Zweli Mkhize. «Ci sono già alcuni Paesi che chiedono di acquistarlo», ha detto il ministro in conferenza stampa precisando che avrebbe avuto un incontro con l’Organizzazione mondiale della santià. Gli scienziati sudafricani, ha spiegato, continueranno a studiare l’efficacia del vaccino che, a seconda dei risultati, «sarà sostituito prima della data di scadenza». Il Sudafrica possiede al momento un milione e mezzo di dosi del vaccino AstraZeneca.

La Thailandia si affida al vaccino cinese

La Thailandia utilizzerà il vaccino anti-Covid prodotto dalla cinese Sinovac per avviare la propria campagna nazionale di vaccinazione, con cui mira a immunizzare circa due terzi delle persone a rischio. Lo ha reso noto ieri Bloomberg. Alla fine di questo mese, le competenti autorità della Thailandia dovrebbero autorizzare la somministrazione d’emergenza del vaccino cinese «parallelamente all’arrivo della prima spedizione». L’agenzia statunitense cita in proposito il vice primo ministro thailandese e ministro della Salute Pubblica, Anutin Charnvirakul, che nel corso di una conferenza stampa tenuta l’8 febbraio ha annunciato l’arrivo in Thailandia di un primo lotto di dosi Sinovac tra febbraio e aprile. Secondo il direttore generale del dipartimento thailandese per il controllo delle malattie, Opas Kankawinphong, il personale medico, gli anziani, le persone affette da malattie croniche e i lavoratori emigrati saranno i primi a essere vaccinati. Inoltre anche un lotto di vaccini contro la Covid-19 prodotti da AstraZeneca e proveniente dall’Europa sarà consegnato alla Thailandia entro la fine dell’anno

Oltre 500mila morti nell‘UE

I morti nell’Unione europea a causa del Covid hanno superato quota 500’000. Ad oggi ne sono stati registrati 501’531 (sui quasi 20’550’000 contagiati). Negli ultimi giorni, comunque, il trend sembra migliorare. Nella settimana dal 3 al 9 febbraio sono stati registrati in media 103’250 nuovi casi di Covid-19 ogni giorno nei 27 Stati membri, ovvero il 16% in meno rispetto ai sette giorni precedenti. I decessi registrati in media ogni giorno sono stati 3’137 (-7%). In termini di decessi, la Svezia ha registrato un netto calo con 53 morti al giorno in media, il 34% in meno rispetto alla settimana precedente. In Germania sono stati 596 (-16%), in Italia 380 (-9%) e in Francia a 416 (-7%). La Spagna, invece, ha visto questo dato aumentare leggermente (465, + 8%). Al di fuori dell’Ue, il Regno Unito (il quinto Paese più colpito al mondo in termini di vittime) ha registrato un calo settimanale del 26% (834). In tutta la regione europea, che comprende 52 tra Paesi e territori, si contano 785’106 decessi. E’ l’area del mondo più colpita, davanti ad America Latina e Caraibi (624’952) e Stati Uniti e Canada (489’091). In Ue la situazione migliora anche sul fronte dei nuovi contagi, in calo del 16% in una settimana. Tra i Paesi europei più colpiti dalla pandemia, la Spagna è quello che ha registrato la maggiore diminuzione media negli ultimi sette giorni (21’945, -31%). In Germania sono stati 9’120 (-20%), 19’348 in Francia (-7%) e 2’795 in Svezia (-4%). In Italia la situazione rimane stabile con 12’012 casi registrati in media al giorno.

Lombardia: dal 18 febbraio vaccinazioni per gli over 80

«Prende il via giovedì 18 febbraio in Lombardia la vaccinazione anti Covid per le persone ‘over 80’»: lo hanno annunciato in una lettera aperta il presidente della Regione Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Letizia Moratti aggiungendo che «a partire da lunedì 15 febbraio, le cittadine e i cittadini che appartengono a questa categoria potranno comunicare al proprio medico o in farmacia la volontà ad essere vaccinate». «Sarà sufficiente avere con sé la tessera sanitaria, un numero di cellulare o telefono fisso. In alternativa - hanno aggiunto -, sarà possibile manifestare la propria adesione attraverso la piattaforma online dedicata alla campagna vaccinazionicovid.servizirl.it anche attraverso il supporto di un familiare. In seguito all’adesione il cittadino riceverà, telefonicamente o tramite sms, l’appuntamento per la somministrazione». Il messaggio sarà trasmesso in tv, radio, sui canale di informazione e social, ma anche nelle farmacie e nelle catene della grande distribuzione. Per avere informazioni è possibile telefonare dalle 13.00 del 13 febbraio al numero verde gratuito 800.89.45.45. Quello di Moratti e Fontana è anche un invito a fare il vaccino che è «una vera e propria conquista». «Si tratta di uno dei più grandi programmi di vaccinazione intrapresi dal Servizio Sanitario. Regione Lombardia grazie alla collaborazione degli enti sanitari - spiegano nella lettera - sta lavorando a pieno ritmo per garantire la somministrazione del vaccino. Per portare a termine, quanto prima, questo importante obiettivo abbiamo messo a disposizione dei nostri cittadini un sistema di raccolta delle adesioni che ci consentirà di gestire al meglio la pianificazione degli appuntamenti e la programmazione delle dosi». «Oggi più che mai serve il contributo di tutti per affrontare, con successo, questa fase di transizione e riscossa. Più persone si vaccineranno - ricordano - , maggiore sarà la nostra capacità di combattere il Covid. La vostra adesione è fondamentale per la salute di tutti. Più siamo, prima vinciamo».

Le infezioni croniche agevolano le mutazioni

Le mutazioni di Sars-CoV-2 (proprio come quelle che si stanno diffondendo nel mondo, con le varianti inglese, brasiliana e sudafricana) potrebbero insorgere in casi di infezione cronica, dove il trattamento per un periodo prolungato può fornire al virus molte opportunità di evolvere. A dirlo sono gli studiosi dell’Università di Cambridge in un articolo pubblicato su Nature. I ricercatori raccontano di essere stati in grado di osservare la mutazione di Sars-Cov-2 nel caso di un paziente immunocompromesso che era stato trattato con una terapia al plasma. In particolare, hanno visto l’emergere di una mutazione chiave vista nella nuova variante inglese, anche se non sono in grado di poter dire se questa stessa variante abbia avuto origine da questo stesso paziente studiato. Utilizzando una versione sintetica della proteina Spike del virus creata in laboratorio, il team ha dimostrato che modifiche specifiche al suo codice genetico (con la mutazione osservata nella variante britannica) rendevano il virus due volte più infettivo rispetto al ceppo più comune. L’uomo su cui il virus è mutato è un settantenne a cui era stato precedentemente diagnosticato un linfoma a cellule B marginali e che aveva recentemente avuto un trattamento chemioterapico. Dunque, aveva il sistema immunitario gravemente compromesso. Dopo il ricovero, al paziente sono stati forniti numerosi trattamenti, tra cui il farmaco antivirale remdesivir e una terapia al plasma, con anticorpi prelevati dal sangue di un paziente che aveva eliminato con successo il virus dal proprio organismo. Nonostante le sue condizioni inizialmente si stessero stabilizzando, in seguito ha iniziato a peggiorare. L’uomo è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva e ha ricevuto ulteriori cure, ma poi è morto.

Brasile riceve secondo lotto ingredienti CoronaVac

Un aereo proveniente dalla Cina è atterrato stamani a San Paolo, in Brasile, con 5’600 litri di materia prima per produrre circa 8,7 milioni di dosi del vaccino CoronaVac. Questo è il secondo lotto di principi attivi arrivato nella megalopoli paulista dall’inizio dell’anno. Il cargo precedente conteneva 5’400 litri per produrre 8,6 milioni di dosi. Le due spedizioni saranno processate presso l’Istituto Butantan di San Paolo, che ha firmato un accordo nel 2020 con il laboratorio cinese Sinovac. Secondo il direttore del Butantan, Dimas Covas, l’intenzione è di continuare a produrre fino a quando non saranno realizzati 46 milioni di dosi, con previsione che ciò avvenga ad aprile. «In seguito riceveremo lotti per raggiungere i 54 milioni» di dosi, ha aggiunto Covas. Finora sono stati distribuiti otto milioni di dosi di vaccini in tutto il Brasile. Di questi, sei milioni sono del Coronavac e due milioni del vaccino britannico Oxford/AstraZeneca. Tutti gli otto milioni di dosi distribuiti non sono stati prodotti del Paese sudamericano, ma importati per essere già pronti alla somministrazione.

Vaccinati Camilla e il principe Carlo

Vaccinazione anti Covid nel Regno Unito anche per il principe Carlo e la consorte Camilla, che hanno ricevuto in queste ore la prima dose alcune settimane dopo la regina Elisabetta e il principe Filippo. Lo riferisce Clarence House, residenza ufficiale del principe di Galles. L’erede al trono - contagiato dal Covid in forma lieve a marzo - e la duchessa di Cornovaglia hanno rispettivamente 72 e 73 anni: rientrano quindi nella categoria degli ultrasettantenni, inserita nella campagna britannica al quarto scalino di priorità e coperta ormai per oltre l’80% delle persone. In totale il Regno ha garantito finora un vaccino, fra prima somministrazione e richiamo, a oltre 13 milioni di persone e appare ampiamente in linea con l’obiettivo dichiarato dal governo del premier Boris Johnson di arrivare a offrire la prima dose a tutti gli individui dei quattro gruppi prioritari (oltre 15 milioni di persone) entro il 15 febbraio. Nei giorni scorsi il ministro della Sanità, Matt Hancock, ha annunciato fra l’altro una novità, con la possibilità per gli over 70 che non fossero stati ancora chiamati dal sistema sanitario nazionale (Nhs) di prenotarsi loro per la vaccinazione.

La Germania verso il lockdown fino al 7 o 14 marzo

Il lockdown in Germania potrebbe essere prolungato fino al 7, o addirittura fino al 14 marzo. Lo scrive la Bild online, lasciando trapelare la discussione in corso in vista del vertice fra Stato e regioni di oggi. Stando al tabloid, l’ipotesi di allentare le misure anti Covid dal primo marzo non sarebbe più sul tavolo. La Germania è in rigido lockdown dallo scorso 16 dicembre.

USA: la Cina non è trasparente, vogliamo il rapporto dell’OMS

Il Dipartimento di Stato Usa ha accusato la Cina di non essere stata trasparente, «almeno fino a ora», sulle origini del coronavirus e ha chiesto di avere il rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per farlo analizzare «dai nostri esperti». «Chiaramente, i cinesi, almeno finora, non hanno offerto la necessaria trasparenza di cui noi e la comunità internazionale abbiamo bisogno in modo che possiamo impedire che questo tipo di pandemie si ripresentino», ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price in un briefing con i giornalisti pubblicato su Twitter.

OMS: -17% nuovi casi nel mondo in una settimana

Prosegue il calo dei nuovi casi di coronavirus a livello globale: la settimana scorsa il bilancio è stato di 3,1 milioni di contagi, il 17% in meno rispetto a quella precedente. Lo ha reso noto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), riporta il Guardian, sottolineando che si tratta del livello più basso dall’ultima settimana di ottobre. Gli Stati Uniti hanno segnato il maggior numero di infezioni, un totale di 871.365 ma comunque il 19% in meno di quelle registrate nella settimana precedente. Tra gli altri Paesi con un numero elevato di casi ci sono il Brasile, la Francia, la Russia e il Regno Unito. L’Africa ha visto il maggior declino (-22%), mentre la regione del Mediterraneo orientale ha registrato il calo minore (-2%).

Martedì 9 febbraio

(Aggiornato alle 19.49) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 106,47 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,32 milioni.

Francia, sì del Parlamento alla proroga dell’emergenza

È stata definitivamente approvata dall’Assemblée Nationale francese la proroga dello stato d’emergenza sanitaria fino al 1. giugno, nonostante l’opposizione della destra e della sinistra.

La maggioranza non ha fatto il pieno di voti e il progetto di legge di proroga è passato con 278 voti a favore, 193 contrari e 13 astensioni.

Varato nel marzo 2020 per l’esplosione dell’epidemia di Covid-19, lo stato d’emergenza in Francia è la base utilizzata dal governo per assumere provvedimenti di grave limitazione delle libertà personali come il lockdown o l’attuale coprifuoco. È rimasto in vigore dal 23 marzo 2020 al 10 luglio 2020, poi reinstaurato il 17 ottobre.

Il Parlamento l’ha prorogato una prima volta fino al 16 febbraio, poi oggi fino al 1. giugno. Quasi la totalità dei deputati al di fuori della maggioranza hanno votato contro, adducendo la stanchezza della popolazione, l’esasperazione dei giovani, lo stato di prostrazione dei gestori di bar e ristoranti, chiusi dal 29 ottobre, delle stazioni di sci, dei centri sportivi, delle palestre. Destra e sinistra hanno denunciato una «banalizzazione» di un regime straordinario.

Grecia, lockdown rigido ad Atene

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha annunciato l’introduzione di un lockdown rigido ad Atene ed in tutta l’Attica, la regione più popolosa del paese, da giovedì e fino al 28 febbraio: tutti i negozi non essenziali resteranno chiusi, così come le scuole.

Mitsotakis - riporta il quotidiano «Kahtimerini» - ha spiegato che la decisione è stata presa dopo un preoccupante aumento dei ricoveri e a causa della maggiore trasmissibilità delle varianti del Covid.

Tutta la Grecia da novembre è in regime di lockdown light, con scuole inferiori aperte e negozi non completamente chiusi.

Francia, vaccini ai dirigenti, bufera su ospedale dei vip di Parigi

Bufera sull’Hopital Américain, il celebre ospedale dei vip alle porte di Parigi, accusato di aver vaccinato dei componenti del suo consiglio di amministrazione che in realtà non avevano diritto, in quanto considerati non prioritari.

Secondo radio France Info, l’American Hospital of Paris, situato a Neuilly-sur-Seine - il sobborgo ultrachic alle porte di Parigi nonché comune più ricco di Francia - ha proceduto a gennaio alla vaccinazione di una ventina di componenti del suo «Board of Governors», equivalente del suo consiglio di amministrazione e di alcuni tra i suoi donatori. Mentre medici e personale sanitario dello stesso ospedale ancora attendono una prima iniezione, scrive la France Presse.

Intervistato da France Info, questa mattina, il ministro della salute Olivier Véran ha detto di «deplorare» quanto accaduto, se i fatti dovessero essere confermati. «Nel nostro paese le priorità sono molto chiare: proteggiamo i più fragili per ordine di priorità (...) Non accetterò che ci siano trattamenti speciali».

Da parte sua l’ospedale non ha smentito di aver vaccinato i membri del suo board né altri «volontari». Garantisce però che delle dosi di vaccino rimaste inutilizzate - a causa di persone che avevano desistito o controindicazioni mediche - sono state distribuite al «personale volontario e disponibile» per «evitare» che il vaccino volgesse a scadenza senza essere utilizzato.

Al momento, il piano vaccinale della Francia riguarda, in priorità, gli over-75 e il personale sanitario. Fondato nel 1906, l’ospedale americano di Parigi gode di una grandissima reputazione. È qui che negli anni sono state accolte star e personalità del mondo della politica e della cultura, tra cui Jacques Chirac e Johnny Hallyday. Ed è sempre all’Hopital Américan che il 13 novembre del 1974 passò a miglior vita colui che è stato tra i più grandi attori e registi italiani, Vittorio De Sica.

Spagna; 766 morti, record nella terza ondata

Il ministero della sanità spagnolo ha notificato 766 morti nelle ultime 24 ore, il record giornaliero della terza ondata. Lo riferisce «El Pais». Nella stessa giornata, con 16’402 nuovi contagi, la Spagna ha superato i tre milioni di casi dall’inizio della pandemia.

Merkel per scuole chiuse fino a marzo, Spd contro

Cresce il dibattito in Germania sulla riapertura delle scuole alla vigilia del nuovo vertice di domani tra governo centrale e Länder su come procedere dopo il 14 febbraio: la cancelliera Angela Merkel vorrebbe tenere chiuse anche le scuole fino a inizio marzo, mentre i Länder guidati dai ministri-presidenti dell’Spd vorrebbero riaprire da metà febbraio almeno le elementari e gli asili. Lo riferisce il «Tagesspiegel».

Intanto il Land della Sassonia, a guida Cdu, ha annunciato la sua intenzione di riaprire le scuole elementari e gli asili a partire dalla prossima settimana, senza però ripristinare l’obbligo scolastico, ha detto il ministro della cultura e dell’istruzione Christian Piwarz. In altri termini i genitori saranno liberi di mandare a scuola i figli o tenerli a casa, riferisce Dpa.

La riapertura delle scuole sarà valida anche in quei distretti dove l’incidenza del contagio è ancora sopra i 100 nuovi casi in 7 giorni ogni 100’000 abitanti.

Il Regno Unito impone triplo test ai viaggiatori

Il governo di Boris Johnson ha formalizzato l’attesa nuova stretta ai confini per cercare di scongiurare l’importazione in Gran Bretagna di nuove varianti del Covid dall’estero. Lo ha confermato alla Camera dei Comuni il ministro della Sanità Matt Hancock, illustrando l’introduzione di misure che da lunedì prevedono l’obbligo di altri due tamponi (dopo 2 e 8 giorni dall’ingresso), oltre a quello in partenza, per chiunque sia autorizzato a viaggiare o rientrare nel Regno Unito da ogni Paese al mondo, in hotel o a casa, durante la già prevista quarantena di 10 giorni. Una quarantena che non sarà più possibile dimezzare a 5 giorni con un primo test negativo.

Origini del coronavirus, «Il lavoro in Cina è finito, ora sta al resto del mondo»

Il lavoro congiunto in Cina del team di esperti dell’OMS e di Pechino «è terminato» e ora il lavoro di tracciamento dell’origine della COVID-19 procederà nel resto del mondo e «non sarà vincolato ad alcuna località». È quanto ha affermato nelle prime battute della conferenza stampa conclusiva della missione OMS a Wuhan, Lian Wannian, a capo della delegazione di 17 esperti cinesi che ha affiancato quella di 17 scienziati internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità, provenienti da 10 Paesi diversi. Lian ha anche aggiunto che la Cina sostiene «il lavoro e l’azione dell’OMS».

Le ricerche effettuate sul coronavirus sin qui suggeriscono che abbia un’origine «animale» ma non è chiaro quale sia l’esemplare «ospite». ha poi affermato il professor Lian Wannian. «Pipistrelli e pangolini sono i più probabili candidati alla trasmissione, ma i campioni di coronavirus trovati in quelle specie non sono identici al Sars-Cov-2», ha aggiunto. «Non ci sono tracce sostanziali della diffusione del coronavirus in Cina prima della fine del 2019. E non ci sono prove che circolasse a Wuhan prima del dicembre del 2019», ha affermato ancora Lian Wannian.

Allerta varianti a Manchester, test porta a porta

Si allarga a Manchester l’allerta sulle nuove varianti della COVID: lo confermano il servizio sanitario nazionale britannico (NHS) e fonti di governo, annunciando il via a un’ondata di test porta a porta che saranno offerti a 10.000 persone in alcune aree della città.

Si tratta di aree nelle quali sono stati registrati alcuni singoli casi di contagio con una versione evoluta della cosiddetta ‘variante inglese’ individuata per la prima volta nel Kent (sud dell’Inghilterra) nei mesi scorsi. Evoluzione indicata dalla sigla E484K.

Non è ancora chiaro se questa versione possa rappresentare un pericolo maggiore rispetto al ceppo iniziale della mutazione, ma le preoccupazioni fra esperti e autorità locali non mancano, proprio mentre il Regno Unito, dopo oltre un mese di lockdown nazionale tris, ha appena cominciato a consolidare i dati su un rallentamento di casi, ricoveri e morti.

Ad allarmare resta inoltre la minaccia potenziale d’importare ulteriori varianti dall’estero, quelle ‘sudafricana’ e ‘brasiliana’ in testa. Dopo aver annunciato giorni fa la quarantena sorvegliata in strutture alberghiere ad hoc per chiunque rientri nel Regno da una lista rossa di 33 Paesi legati al Sudamerica (Portogallo incluso) e all’Africa Australe, il governo di Boris Johnson ha in programma di formalizzare una stretta ulteriore ai confini.

Secondo le anticipazioni dei media, tutti coloro che vorranno entrare nel Paese, indipendentemente dal luogo di provenienza, verranno sottoposti a due tamponi durante la loro prevista quarantena di 10 giorni. Londra già richiede a chiunque arrivi nel Regno di mostrare un test anti-COVID negativo effettuato nelle precedenti 72 ore. Le nuove disposizioni prevedono un altro tampone nel secondo giorno di isolamento ed un terzo nell’ottavo giorno. I due ulteriori tamponi verranno effettuati indipendentemente se il periodo di quarantena viene trascorso in uno degli appositi hotel o in un’abitazione. Non si conosce ancora la data in cui queste misure entreranno in vigore.

Al via vaccinazioni sull’ Isola di Pasqua

Le autorità sanitarie dell’Isola di Pasqua hanno cominciato a vaccinare la popolazione contro il coronavirus distribuendo ieri 120 dosi. L’isola cilena, che dista 3500 km dalla costa del Paese, non registra alcun nuovo caso di COVID da 312 giorni, da quando cioè ha deciso di vietare l’ingresso ai turisti. Con una popolazione di 10 mila abitanti, l’isola riceverà un totale di 16 mila dosi del vaccino cinese Sinovac: le prime 1200 sono arrivate giovedì scorso e fino a domani verranno vaccinati gli over 70. Il piano prevede l’immunizzazione di circa l’80% della popolazione. Il Cile, secondo i dati della Johns Hopkins University, ha registrato finora 755’350 casi di coronavirus, inclusi 19’056 morti.

Australia, certificati di vaccinazione sul cellulare

Gli australiani vaccinati contro il coronavirus riceveranno il relativo certificato sui loro telefoni cellulari, attraverso app del governo già esistenti. Lo ha annunciato il ministro per i Servizi governativi, Stuart Robert, confermando che la campagna nazionale di vaccinazione partirà verso fine mese. La registrazione della vaccinazione sarà eseguita contestualmente alla somministrazione della dose da parte di un medico di base o di un farmacista, che riporteranno i dati della persona sull’esistente registro elettronico nazionale delle immunizzazioni. I certificati potrebbero essere obbligatori per entrare in luoghi ad alto rischio, come le strutture di assistenza agli anziani.

USA, due tigri di Sumatra infette in uno zoo in Indiana

Due tigri di Sumatra dello zoo di Fort Wayne, in Indiana, hanno contratto il coronavirus: lo ha reso noto lo stesso zoo, secondo quanto riporta la CNN. Le due tigri erano state sottoposte al test anti-COVID dopo che una di loro aveva manifestato sintomi della malattia il primo febbraio ed entrambe sono risultate positive venerdì scorso.

Lo zoo sta lavorando con le autorità sanitarie locali e statali per cercare di individuare la fonte del contagio. Finora nessun altro animale dello zoo è stato sottoposto al test anti-COVID.

Lunedì 8 febbraio

(Aggiornato alle 19.25) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 106 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,3 milioni.

L’Olanda estende il coprifuoco fino al 2 marzo

«L’Olanda ha esteso la controversa misura del coprifuoco fino al prossimo 2 marzo».

Lo riferisce il sito del quotidiano De Telegraaf precisando che «è stato il ministro Grapperhaus (giustizia) ad annunciare l’amaro messaggio oggi pomeriggio dopo una consultazione con il team ministeriale uscente e gli esperti sanitari».

Secondo il quotidiano l’estensione del coprifuoco significa che, con alcune eccezioni, le persone non potranno uscire di casa dopo le 21. Il governo è preoccupato per le varianti del coronavirus.

Oms, preoccupati da stop Sudafrica ad AstraZeneca

«Ci preoccupa la notizia che il Sudafrica ha deciso di bloccare le vaccinazioni con AstraZeneca dopo che uno studio ha dimostrato la scarsa efficacia» contro la variante sudafricana del Covid.

Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul coronavirus.

«E’ vitale che i Paesi ci continuino a segnalare la scoperta di nuove varianti in modo che le aziende che producono i vaccini possano potenziarli e perfezionarli», ha sottolineato. «Questo è ciò che accade con i vaccini antinfluenzali, che vengono aggiornati due volte l’anno», ha spiegato.

Netto calo dei casi in Italia

Nelle ultime 24 ore sono stati 7.970 i test positivi al coronavirus registrati in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 11.641 Le vittime sono 307, a fronte delle 270 di ieri.

Le vittime ufficiali salgono a 91.580, mentre i casi totali sono ora 2.644.707. Gli attualmente positivi sono scesi a 419.604, quindi 7.420 in meno di ieri. I guariti e i dimessi sono 2.133.523 (+15.082), mentre in isolamento domiciliare ci sono 397.934 persone, in calo di 7.717 unità.

Sono stati effettuati 144.270 test, con un tasso di positività del 5,5% (ieri era stato del 5,6%).

Le persone ricoverate in terapia intensiva in Italia per il Covid-19 sono 2.143, in aumento di 36 unità rispetto a ieri, nel saldo tra entrate ed uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 139. I ricoverati con sintomi sono invece 19.527, in aumento di 261 rispetto a ieri.

In Gb calano casi e morti, vaccini verso quota 13 mln

Tornano sotto quota 15.000 dopo diverse settimane (14.104) i contagi da Covid nel Regno Unito nelle 24 ore su un totale di quasi 600.000 test giornalieri, per effetto del lockdown introdotto in risposta all’aggressiva ‘variante inglese’ del virus. Calano a 333 anche i decessi secondo i dati aggiornati diffusi oggi dal governo britannico. Dati su cui peraltro pesano i parziali ritardi nella raccolta statistica nel weekend, di solito recuperati fra martedì e giovedì.

Il totale ufficiale delle vittime dall’inizio della pandemia sale intanto a oltre 112.700, record europeo in cifra assoluta e secondo ormai unicamente al Belgio o alla piccola Slovenia in rapporto alla popolazione. Ma continua a crescere pure il numero dei vaccini somministrati sull’isola, con quasi 12,3 milioni di prime dosi ad altrettante persone e 512.000 richiami: ritmo che fa prevedere un anticipo sulla scadenza del 15 febbraio fissata dal governo di Boris Johnson per arrivare a quota 15 milioni, ossia alla convocazione per la prima dose di tutti i residenti del Regno di 4 categorie prioritarie dagli over 70 in su.

Nel 2020 in Russia 162mila persone morte con il Covid

Nel 2020 in Russia sono morte oltre 162mila persone trovate affette dal coronavirus. Lo riporta il Servizio Federale di Statistica (Rosstat). Secondo Rosstat, il Covid è stato la causa principale della morte in 86.498 casi.

In altri 17.440 è stata «presumibilmente» la causa principale ma sono necessari ulteriori studi medici. In altri 13.524 casi il Covid viene considerato invece una malattia concomitante che ha accelerato la morte del paziente. Il Covid non avrebbe avuto invece esito determinante sulla morte di 44.937 persone (comunque positive). Il bilancio ufficiale delle vittime per Covid in Russia è di 77.068. Così Interfax.

A Manaus torna il virus nonostante l’immunità di gregge
La città di Manaus, in Brasile, potrebbe essere un laboratorio di come le varianti del coronavirus possono infettare, aggirando anche gli anticorpi contro la versione «convenzionale» del virus. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet, in cui i ricercatori dell’università di San Paolo cercano di spiegare perché nella metropoli da 2,2 milioni di abitanti l’epidemia sia tornata a colpire, nonostante nella prima ondata si fosse raggiunta in teoria l’immunità di gregge. Uno studio sui donatori di sangue, spiegano gli autori, ha mostrato che il 76% della popolazione aveva gli anticorpi lo scorso ottobre, una quantità in teoria superiore al 67% indicato come soglia per l’immunità. A dicembre però c’è stata una nuova esplosione dei casi, con un numero di ricoveri talmente alto da dare problemi di carenza nelle forniture di ossigeno.

«Ci sono almeno quattro spiegazioni possibili per il ritorno del virus, che non si escludono a vicenda - si legge nell’articolo. La prima è che in realtà la prevalenza del virus sia stata sovrastimata, e quindi non si sia raggiunta la soglia. Inoltre l’immunità acquisita con la prima ondata potrebbe aver iniziato a diminuire a dicembre». La terza e la quarta motivazione riguardano invece i nuovi lignaggi. «Le nuove varianti di coronavirus potrebbero portare a un aumento dei casi se hanno una trasmissibilità maggiore rispetto ai ceppi preesistenti e se riescono a eludere il sistema immunitario di chi ha già avuto l’infezione - scrivono gli autori. Per questo occorre studiarne velocemente le caratteristiche genetiche, cliniche, immunologiche ed epidemiologiche. Se invece il nuovo aumento a Manaus è dovuto alla diminuzione dell’immunità acquisita, uno scenario simile potrebbe verificarsi anche in altre zone».

Allentate le restrizioni in Austria

È finito in Austria il confinamento duro che durava dal 26 dicembre scorso: riaprono bar, ristoranti, negozi ,musei e riparte in parte anche la scuola. Entrano peró in vigore nuove misure restrittive per chi entra nel paese.

Domenica 7 febbraio

(Aggiornato alle 13.33) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 105,76 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,3 milioni.

La Gran Bretagna non pensa a passaporto vaccinale, «è discriminatorio»

Introdurre un documento che attesti se un cittadino abbia ricevuto o meno il vaccino contro il coronavirus «sarebbe un atto discriminatorio». Lo ha detto il ministro britannico per le vaccinazioni Zahawi Ridge rispondendo ad una domanda di Skynewws sui «Corona pass» che altri Paesi europei stanno pensando di introdurre.

«Punto primo, non conosciamo l’impatto che il vaccino ha sulla trasmissione del virus», ha detto l’esponente del governo di Londra. «Punto secondo sarebbe discriminatorio. E poi bisogna fare in modo che le persone vengano a farsi vaccinare perché vogliono non perché devono ottenere il passaporto».

Manifestazioni contro il passaporto vaccinale a Copenhagen

Circa 600 persone sono scese in strada ieri sera a Copenaghen per protestare contro le misure anti-Covid-19 adottate dal governo danese e, in particolare, per il cosiddetto «passaporto corona».

Capeggiati dai «Men in Black Danemark», un gruppo attivo su Facebook che da oltre un mese organizza raduni simili, i manifestanti si sono dati appuntamento davanti al parlamento per sostenere la «libertà di scelta» e denunciare la «coercizione» e la «dittatura» del semiconfinamento in vigore in Danimarca.

La Danimarca rilascerà un certificato elettronico di vaccinazione contro il Covid-19 per poter viaggiare e potenzialmente per accedere a eventi sportivi o culturali e ai ristoranti. Secondo i «Men in Black», la creazione del certificato rende di fatto obbligatorio il vaccino che rappresenterebbe così un’ulteriore limitazione delle libertà individuali.

I dimostranti, tra cui alcuni incappucciati, hanno sfilato con le fiaccole nel centro della capitale scandendo slogan come «Ne abbiamo abbastanza!» o «Libertà per la Danimarca». Alcuni brandivano foto della premier Mette Frederiksen con i tratti del leader nordcoreano Kim Jong-un. La manifestazione, che era stata autorizzata, si è svolta nella calma tra un importante dispiegamento di polizia.

Due settimane fa, in una manifestazione simile, era stato bruciato un manichino dai tratti della premier: da allora due uomini sono in carcere con l’accusa di minacce a Frederiksen.

Nel Paese negozi non essenziali, bar e ristoranti sono chiusi e il governo ha esteso le restrizioni almeno fino al 28 febbraio. Le scuole elementari potranno tuttavia riaprire lunedì.

Sabato 6 febbraio

In Israele aumentano i contagi tra bambini e adolescenti

In Israele sono in aumento le infezioni tra i bambini e gli adolescenti. Lo indicano recenti dati del ministero della sanità secondo cui in gennaio i casi in quelle due fasce di popolazione sono stati più di 50.000, superiori a quelli registrati in ciascun mese della prima e seconda ondata di coronavirus e che sta mettendo a rischio la ventilata riapertura delle scuole. «Abbiamo ricevuto una lettera dall’Associazione israeliana dei pediatri - ha detto di recente il ministro della sanità Yuli Edelstein citato dal «Jerusalem Post» - in cui si dice molto preoccupata del tasso di malattia nei giovani studenti. Un fatto a cui non abbiamo assistito nelle precedenti ondate della pandemia». Per questo il Governo nei giorni scorsi ha autorizzato la vaccinazione - nell’ambito di quella più generale della popolazione - dei giovani dai 16 anni in su.

Al via la campagna di vaccinazione in Iran

Il programma di vaccinazioni contro la COVID-19 in Iran inizierà la prossima settimana con il personale sanitario: lo ha annunciato il presidente Hassan Rouhani. La prima fase - che comprenderà anche gli anziani e coloro che hanno patologie gravi - verrà completata entro il capodanno iraniano, il 21 marzo, ha precisato il presidente. L’Iran ha ricevuto il primo lotto di vaccino russo Sputnik giovedì scorso, e riceverà 4,2 milioni di dosi da AstraZeneca attraverso l’Organizzazione mondiale della sanità e il programma Covax entro il mese.

In Spagna più di 3 mila morti in una settimana

La Spagna ha vissuto la peggiore settimana della nuova ondata di coronavirus con un bilancio di morti pesantissimo, 3.067. Lo riporta «El Pais» precisando che ieri, ultimo dato disponibile perché il ministero della sanità spagnolo non fornisce bilanci nel weekend, sono stati registrati 584 morti per COVID-19, il secondo peggior dato giornaliero dall’estate, dietro i 591 del 21 gennaio. Calano invece i nuovi casi con 28.565 positivi venerdì, il numero più basso dal 12 gennaio, per un totale di 2.941.990.

AstraZeneca chiede approvazione vaccino in Giappone

L’azienda farmaceutica AstraZeneca ha richiesto l’approvazione in Giappone per il proprio vaccino contro il coronavirus: si tratta della seconda azienda dopo la Pfizer a presentare la necessaria documentazione nel paese del Sol Levante, dove la campagna di immunizzazione non è ancora iniziata. Il governo di Tokyo ha firmato un contratto con AstraZeneca per la fornitura di 120 milioni di dosi, e i test clinici sono iniziati la scorsa estate con 256 volontari. Gli approvvigionamenti di AstraZeneca risultano vitali per il piano di inoculazione della popolazione in Giappone, e giusto in tempo per le Olimpiadi di Tokyo, il cui inizio è previsto il 23 luglio. In totale l’esecutivo fino ad oggi si è assicurato 564 milioni di dosi da Pfizer, Moderna e AstraZeneca, il maggior quantitativo tra i paesi asiatici, e più che sufficiente per i 126 milioni di abitanti dell’arcipelago. L’inizio del programma vaccinale tuttavia si scontra con le rigide procedure sui test di laboratorio, la completa dipendenza dai mercati esteri, e la tradizionale diffidenza della popolazione a causa di precedenti storici che si sono verificati in passato nel paese, e che hanno di fatto rallentato lo sviluppo della ricerca medica. Prima di AstraZeneca solo la Pfizer aveva chiesto l’approvazione del suo vaccino anti-Covid, in dicembre, ed è ancora in attesa del via libera dalle autorità sanitarie. Secondo il programma del governo le prime somministrazioni potrebbero partire da metà febbraio, riguardando inizialmente il personale medico, per poi continuare da inizio aprile con le persone con più di 65 anni di età, e successivamente i malati con gravi patologie mediche.

Venerdì 5 febbraio

(Aggiornato alle 19.02) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 105,09 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 68 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,28 milioni.

Calano i casi in Gran Bretagna, ma ancora mille morti
Tornano sotto quota 20’000 (19’114, circa mille meno di ieri) i contagi giornalieri da coronavirus nel Regno Unito nelle ultime 24 ore su un totale di quasi 800’000 test giornalieri, per effetto del lockdown e delle restrizioni draconiane introdotte in risposta all’aggressiva variante del virus inopportunamente detta inglese; mentre viene rivisto al ribasso - da 0,7-1,1 a 0,7-1 - il numero di riproduzione Rt nazionale del morbo: ossia sotto la soglia di pericolo 1 oltre la quale la minaccia del contagio è considerata esponenziale.

Lo certificano i dati aggiornati diffusi oggi dal governo britannico, che conteggiano tuttavia altri 1014 morti, fino a un totale ufficiale da inizio pandemia fra 111’000 e 112’000 vittime: record europeo in cifra assoluta e secondo ormai unicamente al Belgio e alla piccola Slovenia in rapporto alla popolazione. Si consolida in ogni modo la frenata della curva di quest’ultima ondata dell’infezione e dei nuovi ricoveri in ospedale. Mentre i vaccini somministrati arrivano a sfiorare la quota di 11 milioni di persone: con oltre 10,9 milioni di prime dosi e quasi 506’000 richiami.

USA: Senato spiana la strada a nuovo piano da 1.900 mld

Al termine di una maratona di 15 ore, il Senato statunitense ha votato a favore di una risoluzione procedurale che consente ai democratici di approvare anche senza il sostegno dei repubblicani il piano di aiuti nella crisi del Covid-19 da 1.900 miliardi di dollari (1713 miliardi di franchi al cambio attuale) sostenuto dal presidente Joe Biden. Decisiva la vicepresidente Kamala Harris e presidente del Senato, che ha usato per la prima volta il suo voto per far pendere la bilancia dalla parte dei democratici (51 a 50). Ora la risoluzione passa alla Camera, anch’essa controllata dal partito democratico. Successivamente le commissioni del Congresso si metteranno al lavoro per varare il pacchetto di aiuti.

Bolsonaro: «Clorichina? Forse è un placebo»

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha ammesso per la prima volta che l’idrossiclorochina potrebbe essere inefficace contro il coronavirus, dopo averne sempre raccomandato l’uso ai pazienti affetti da Covid-19. «Può darsi che in futuro si scopra che la sua efficacia è zero, che è un placebo», ha detto ieri il capo dello Stato durante una trasmissione in diretta sui social accanto all’ammiraglio Antonio Barra Neto, titolare dell’Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria (Anvisa). Se verrà confermata la sua inefficacia, «tutto bene, pazienza: scusatemi, ciao, almeno non ho ucciso nessuno», ha proseguito Bolsonaro. Nel 2020 il leader verdeoro aveva criticato l’Organizzazione mondiale della sanità per aver sconsigliato la prescrizione di idrossiclorochina, un farmaco generalmente usato per combattere la malaria, ai pazienti con Covid-19. Quando contrasse la malattia, a luglio dell’anno scorso, Bolsonaro affermò di essersi ripreso rapidamente grazie all’idrossiclorochina, tanto da ordinare migliaia di compresse dagli Usa. Ieri il presidente, parlando con il direttore di Anvisa, ha mostrato più aperture in relazione ai vaccini, nonostante un certo scetticismo, ma ha anche ribadito di non volersi immunizzare.

La Lombardia chiede l‘apertura dei ristoranti fino alle 22

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana e l’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, hanno inviato una lettera formale al governo nella quale chiedono che i ristoranti e le attività assimilabili possano svolgere la loro attività fino alle ore 22. Per i vertici di Regione Lombardia è «importante che tale decisione venga presa al di là della crisi politica in atto» e ciò in relazione «alla situazione di estrema emergenza in cui versa un’intera categoria». La richiesta di Fontana e Guidesi al governo avviene alla luce dei dati dell’andamento epidemiologico, della campagna vaccinale ormai entrata nel vivo, nonché della necessità di scongiurare la crisi del settore dei pubblici esercizi. Il presidente e l’assessore di Regione Lombardia chiedono infine al governo di «intraprendere ogni utile azione affinché sia concesso al mondo della ristorazione questa ulteriore facoltà, nel rispetto, ovviamente, delle misure di contrasto e contenimento dell’epidemia».

La Cina a Macron: «I nostri vaccini efficaci e sicuri»

I vaccini cinesi contro il Covid «sono efficaci e sicuri». Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, rispondendo così ai dubbi sollevati ieri dal presidente francese Emmanuel Macron su una presunta opacità delle informazioni fornite dalla Cina. «Il governo cinese dà una grande importanza alla sicurezza e all’efficacia dei vaccini contro il Covid» e «sulla base dei test clinici della fase 3 è evidente che i vaccini cinesi sono efficaci e sicuri», ha detto Wang. «La comunità internazionale - ha aggiunto - deve unirsi piuttosto che scontrarsi sulla questione dei vaccini». Ieri, durante un colloquio organizzato dal think tank americano Atlantic Council, Macron aveva affermato che Pechino ha avviato «una diplomazia del vaccino» rivolta a diversi Paesi in via di sviluppo, ma senza fornire informazioni trasparenti sui suoi prodotti. «Ciò significa - aveva aggiunto il presidente francese - che a medio e lungo termine è pressoché sicuro che se il vaccino non è appropriato, faciliterà l’emergere di nuove varianti».

Governo britannico blocca hotel dal 15 per quarantena sorvegliata

Il governo Tory britannico di Boris Johnson ha avviato la prenotazione di «migliaia di camere» alberghiere per far scattare «dal 15 febbraio» l’attuazione dell’annunciato piano di quarantena precauzionale sorvegliata di 10 giorni di tutti i viaggiatori autorizzati in arrivo o rientro nel Regno. Misura sancita come obbligatoria per gli ingressi da 33 Paesi (inclusi Brasile, Sudafrica e Portogallo) per cercare di evitare l’importazione sull’isola di casi di contagio con le temute nuova varianti del Covid: ‘sudafricana’ e ‘brasiliana’ in testa. Lo ha detto oggi il viceministro degli Esteri, James Cleverly, confermando che di regola i viaggiatori interessati dovranno pagare per il soggiorno. Cleverly ha poi difeso la tempistica e i paletti fissati dal governo dalle accuse dell’opposizione laburista, che ora invoca una linea ancora più dura di prevenzione ai confini. Mentre ha sottolineato la severità delle restrizioni già esistenti da un paio di settimane: con divieto di viaggio per tutti salvo giustificato motivo indicato su moduli ad hoc, certificato Covid negativo fresco di 72 ore per chiunque arrivi da qualsiasi Paese al mondo, obbligo d’isolamento cautelare in casa per tutti (anche senza sintomi).

Pfizer non fornirà vaccino a India e Cina

Pfizer ha ritirato una domanda di autorizzazione per l’uso di emergenza del suo vaccino Covid-19 in India, dopo aver rinunciato a soddisfare la richiesta del regolatore dei farmaci indiano per uno studio locale sulla sicurezza e sull’immunogenicità. Lo riporta il Guardian. La decisione significa che il vaccino non sarà disponibile per la vendita nei due Paesi più popolosi del mondo, India e Cina, nel prossimo futuro. Entrambi stanno conducendo le loro campagne vaccinali utilizzando altri prodotti. A differenza di altre società che conducono piccoli studi in India per vaccini sviluppati all’estero, Pfizer aveva chiesto un’eccezione citando le approvazioni che aveva ricevuto altrove sulla base di studi condotti in Paesi come gli Stati Uniti e la Germania. Le autorità sanitarie indiane generalmente chiedono i cosiddetti test ponte per determinare se un vaccino è sicuro e genera una risposta immunitaria nei suoi cittadini. Ci sono tuttavia in alcuni casi delle deroghe che consentono di rinunciare a questo tipo di regolamentazione.

Germania, dati calano ma non sotto controllo

I casi di contagio di Covid-19 sono in calo in Germania e questa «è una buona notizia», «ma la situazione è lontana dall’essere sotto controllo». Lo ha detto il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, in conferenza stampa a Berlino.«Attualmente ci sono tre mutazioni che ci preoccupano. Tutte e tre sono già in Germania», ha aggiunto, sottolineando che «quella britannica è la più diffusa». Ogni vaccino è una buona cosa, «ma il virus non è affatto stanco», bisogna continuare a mantenere l’isolamento ed evitare di dargli ogni chance.

Quasi 17mila contagi in 24 ore in Russia

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 16.688 casi di Covid-19 e 527 persone sono morte a causa della malattia. Lo riporta il centro operativo nazionale anti-coronavirus. Stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia in Russia sono stati accertati in totale 3’934’606 contagi e 75’732 decessi provocati dal virus Sars-Cov-2.

USA: 119.931 casi e 4.941 decessi in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 119’931 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 4941 decessi legati alla malattia: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi dall’inizio della pandemia a quota 26.676.957 e quello dei morti a quota 455.738. Quanto alla campagna vaccinale, sono 57.489.675 le dosi di vaccini di cui almeno 35.203.710 sono state somministrate: lo ha reso noto l’agenzia federale Usa per la prevenzione delle malattie (Cdc), sempre secondo quanto riporta la Cnn.

Macron critica il vaccino cinese e la sua opacità

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha criticato ieri in serata l’opacità del vaccino cinese contro il Covid-19 e i suoi possibili rischi di facilitare lo sviluppo di nuove varianti, durante un colloquio con il gruppo di riflessione Atlantic Council. «Non ho assolutamente alcuna informazione sul vaccino cinese - ha detto Macron - non commento, ma è un fatto», ha detto il capo dello Stato nel suo intervento. «Questo significa - ha precisato - che a medio e lungo termine, è quasi certo che se questo vaccino non è appropriato, faciliterà l’emergere di nuove varianti: non aiuterà certo a sanare la situazione dei Paesi che lo hanno adottato». Ha poi fatto l’esempio della situazione di Manaus, in Amazzonia: «Il Brasile - ha detto - è probabilmente un buon esempio di quello che può succedere, con la situazione di Manaus, di persone contagiate, di altre vaccinate e di una nuova forma di Covid-19. Gestire il virus con il vaccino esige, per essere sicuri, di avere il vaccino appropriato, che sia chiaramente il più pertinente contro le diverse varianti, con informazioni trasparenti. E penso che su questo l’Organizzazione mondiale della sanità abbia un ruolo importantissimo».

Bolsonaro si becca una denuncia

La procura generale brasiliana (Pgr) ha aperto un’indagine preliminare sulla gestione da parte del governo di Jair Bolsonaro della crisi sanitaria nello stato amazzonico di Parà durante la pandemia di Covid-19. La Pgr, che ha già indagato il ministro della Salute, Eduardo Pazuello, per la crisi sanitaria in Amazzonia, ha annunciato che esaminerà anche l’operato del presidente Bolsonaro per fronteggiare l’aumento di casi di Covid nel Parà. L’inchiesta nasce dalla denuncia del Partito comunista del Brasile (PCdoB) che si è rivolto al procuratore generale della Repubblica, Augusto Aras, sostenendo di avere «forti indizi» contro Bolsonaro e Pazuello, accusati di «inerzia» nella lotta contro l’epidemia di Covid-19.

Johnson & Johnson presenta una richiesta di autorizzazione

Johnson & Johnson ha presentato alla Food and Drug Administration (Fda) una richiesta di autorizzazione di emergenza per il suo vaccino anti-Covid. Lo ha reso noto la stessa casa farmaceutica. Johnson & Johnson ha riferito a fine gennaio che il suo vaccino, basato su una sola dose, è efficace al 66% in uno studio globale, con una efficacia variabile dal 72% negli Usa al 57% in Sudafrica, dove predomina una variante più altamente trasmissibile. Il vaccino, sempre secondo la casa farmaceutica, mostra una completa protezione contro l’ospedalizzazione e la morte e l’85% di efficacia contro le forme gravi del virus.

Giovedì 4 febbraio

(Aggiornato alle 17.41) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 104,41 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 68 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,26 milioni.

In Gran Bretagna oltre 10 milioni di vaccinati

Tornano sotto quota 1000 (915 per l’esattezza, circa 400 meno di ieri) i morti di Covid censiti nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, mentre i nuovi contagi si assestano a 20’634, ma su un record assoluto di tamponi giornalieri che schizza a quasi 802’000. Lo rilevano i dati ufficiali governativi diffusi oggi, mentre continua a calare l’incremento dei ricoveri negli ospedali per effetto del lockdown e delle restrizioni draconiane introdotte in risposta all’aggressiva «variante inglese» del virus. Ieri il consigliere medico capo del governo di Boris Johnson, il professor Chris Whitty, ha confermato che il paese - che nel frattempo è salito a un totale di 110’000 decessi causa Covid (picco europeo in cifra assoluta e secondo ormai solo al Belgio in rapporto alla popolazione) - ha superato il picco di questa ultima ondata della pandemia, confermando tuttavia che la diffusione dell’infezione resta ancora troppo elevata per poter valutare un allentamento delle cautele in vigore. Intanto la campagna di vaccinazioni, avviata in anticipo rispetto agli altri Stati occidentali, ha portato sull’isola a quasi 10,5 milioni la somma delle persone cui è stata somministrata la prima dose, con poco più di 501’000 richiami.

La Svezia pensa al «passaporto Covid» entro l‘estate
La Svezia sta pensando di lanciare un «passaporto Covid» entro l’estate quando, secondo il governo di Stoccolma, saranno stati stabiliti degli standard internazionali. Lo riporta il «Guardian». «Quando la Svezia e gli altri paesi ricominceranno a riaprire i loro confini saranno necessari dei certificati di vaccinazione per poter viaggiare e svolgere altre attività», ha detto il ministro svedese per la digitalizzazione Anders Ygeman in una conferenza stampa. Ieri era stata la Danimarca a parlare di un «corona pass», un passaporto elettronico che faciliterebbe i possessori a compiere una serie di attività tra le quali viaggiare, frequentare ristoranti, partecipare a convegni, festival musicali o eventi sportivi.

Secondo l’annuncio di Copenhagen, da fine febbraio, i danesi dovrebbero essere in grado di controllare il proprio stato di vaccinazione su un sito Web, mentre il passaporto digitale e la relativa app richiederanno probabilmente altri quattro mesi. Un portavoce della Commissione europea, rispondendo a chi chiedeva di commentare l’iniziativa danese, ha affermato che «il lavoro sui certificati di vaccino Covid interoperabili a livello Ue a scopo medico prosegue, ma eventuali utilizzi per altri scopi», come ad esempio i viaggi, «verranno stabiliti successivamente. Ci sono ancora una serie di questioni da chiarire».

OMS: «Il virus fuggito da un laboratorio? Solo uno scenario da film»

Il capo della squadra di esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che indagano sull’origine della pandemia a Wuhan sembra al momento respingere, giudicandola poco credibile, la tesi della fuga del virus dal laboratorio, a suo parere soltanto un «eccellente soggetto» per un film o una serie tv. «Se iniziamo a seguire e dare la caccia ai fantasmi qua e là, non andremo mai da nessuna parte», ha detto Peter Ben Embarek in un’intervista all’agenzia di stampa francese AFP, promettendo comunque di «seguire la scienza e i fatti» per trarre una conclusione definitiva sull’origine della pandemia. La squadra di dieci esperti ha visitato ieri l’Istituto di virologia di Wuhan, accusato, in particolare dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di aver rilasciato il virus da uno dei suoi laboratori, accidentalmente o meno. Finora è il sito più controverso visitato dalla delegazione e il passaggio all’Istituto è stato «importante per capire da dove vengono queste storie», ha proseguito lo specialista in sicurezza alimentare, di stanza a Pechino per l’OMS all’inizio degli anni 2010.

«Circa 4 mila variazioni, solo alcune preoccupanti»

Sono grossomodo 4.000 le varianti del coronavirus individuate nel mondo dall’inizio della pandemia di coronavirus, che come tutte le infezioni virali tende a mutare col tempo. Lo ha sottolineato oggi a SkyNews il ministro britannico Nadhim Zahawi, messo nei mesi scorsi dal premier Boris Johnson a capo di un team governativo ad hoc per il coordinamento della campagna vaccinale nazionale, precisando tuttavia che secondo gli esperti solo alcune di esse appaiono al momento preoccupanti per il potenziale di diffusione: a cominciare da quella cosiddetta inglese, da quella ‘sudafricana’, da quella ‘brasiliana’ e da una identificata di recente in California. Zahawi ha sottolineato peraltro come il Regno Unito sia leader al mondo nella capacità di «sequenziare il genoma» per tracciare le mutazioni del virus, con il controllo di circa «il 50%» del settore a livello globale. E s’è detto quindi fiducioso che il Paese possa se non altro tenere sotto controllo la minaccia: tanto più poiché tutti e tre i produttori di vaccini anti Covid già autorizzati sull’isola (BioNTech/Pfizer, Oxford/AstraZeneca e Moderna) hanno avviato ricerche per aggiornare i rispettivi prototipi nei prossimi mesi in modo da tararli in modo specifico sulle varianti emergenti più pericolose.

In Norvegia e Danimarca AstraZeneca solo a under 65

Le autorità sanitarie norvegesi e danesi hanno reso noto oggi che limiteranno l’uso del vaccino contro la COVID di AstraZeneca ai minori di 65 anni, citando la mancanza di dati sulla sua efficacia per gli anziani. Le due nazioni nordiche hanno seguito le orme di molte altre nell’Unione Europea, di cui la Norvegia non è membro ma a cui è strettamente legata, anche per l’approvvigionamento di vaccini anti-Covid negoziato da Bruxelles. Il capo dell’agenzia di sanità pubblica norvegese FHI, Camilla Stoltenberg, ha detto ai giornalisti che la decisione è stata presa «non perché il vaccino non funzioni per gli anziani, ma perché la documentazione è molto limitata».

Anche le autorità sanitarie in Germania, Francia e Svezia hanno raccomandato l’uso del siero solo per i minori di 65 anni. La Norvegia, un paese di 5,4 milioni di abitanti, ha uno dei tassi di incidenza di Covid più bassi d’Europa, secondo l’agenzia europea per le malattie ECDC. Finora, almeno 135.000 persone in Norvegia hanno ricevuto una prima dose di vaccino e più di 30.000 una seconda dose, e il paese spera di vaccinare la maggior parte della sua popolazione adulta entro l’estate. In Danimarca l’1,68% dei suoi 5,8 milioni di abitanti ha ricevuto due dosi e il 3,28% ha ricevuto una prima dose. Il paese spera di aver vaccinato tutti gli adulti entro il 4 luglio.

Gran Bretagna: si sperimenta immunizzazione con 2 vaccini diversi

È iniziato nel Regno Unito uno studio per verificare l’efficacia dell’immunizzazione anti-COVID con due vaccini differenti anzichè uno solo come avviane attualmente per la prima dose e il richiamo. Secondo quanto riporta la BBC, lo studio - denominato ‘Com-Cov’ - è gestito dal National Immunisation Schedule Evaluation Consortium e coinvolge oltre 800 volontari in Inghilterra di età superiore ai 50 anni. L’idea è quella di avere una maggiore flessibilità nella campagna di immunizzazione e di affrontare potenziali interruzioni delle forniture con maggiore tranquillità.

È anche possibile, secondo alcuni scienziati, che questo approccio fornisca una protezione maggiore contro la COVID-19 rispetto all’uso di un singolo vaccino. Alcuni dei volontari riceveranno quindi una prima dose del vaccino Oxford-AstraZeneca seguita - dopo 4 o 12 settimane - da una dose del vaccino Pfizer-BioNTech o viceversa. Lo studio durerà 13 mesi, ma i primi risultati potrebbero essere resi noti già entro il prossimo giugno. Nel frattempo la campagna di vaccinazioni nel Regno proseguirà normalmente con un singolo vaccino per persona.

Ucraina, 5.082 casi e 140 morti in 24 ore

In Ucraina nel corso dell’ultima giornata si sono registrati 5.082 nuovi casi di Covid-19 e 140 decessi provocati dalla malattia: lo riporta il Consiglio di Sicurezza nazionale, ripreso dall’agenzia Interfax. Stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia nella repubblica ex sovietica sono stati accertati 1.232.246 casi di Covid-19 e 23.229 persone sono morte a causa del morbo.

Quasi la metà del totale dei morti distribuita in 5 Paesi

Quasi la metà dei decessi provocati dal coronavirus a livello globale, ovvero oltre 1,1 milioni, si concentra in soli cinque Paesi: è quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Oggi, come è noto, gli Stati Uniti hanno superato la soglia dei 450 mila decessi, con un aumento di oltre 50 mila vittime in appena due settimane. E con questo bilancio il totale delle vittime dei primi cinque Paesi per maggior numero di decessi sale a quota 1.103.734, quasi la metà del bilancio complessivo dei morti registrati nel mondo dall’inizio della pandemia (2.268.691). Oltre agli USA, che contano 450.681 decessi, gli altri quattro Paesi sono Brasile (227.563), Messico (161.240), India (154.703) e Regno Unito (109.547).

USA, superata la soglia dei 450 mila morti

Gli Stati Uniti hanno superato la soglia dei 450 mila morti a causa del coronavirus: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana ad oggi i decessi da Covid-19 nel Paese sono 450.681 a fronte di un totale di 26.554.792 casi di contagio. Il 19 gennaio scorso gli USA avevano superato le 400 mila vittime.

L’Australia acquista altri 10 milioni di dosi di vaccino

Il primo ministro australiano Scott Morrison ha annunciato che il Paese ha acquistato altri 10 milioni di dosi del vaccino contro il coronavirus prodotto da Pfizer, portando il numero complessivo di vaccini disponibili a 150 milioni. Ne dà notizia la stampa locale. Morrison ha aggiunto anche che le dosi aggiuntive verranno utilizzate per i residenti delle vicine isole del Pacifico. Il ministro della Sanità Greg Hunt ha sottolineato che il vaccino sarà offerto gratuitamente a tutte le persone che vivono sul suolo australiano, indipendentemente dal loro stato di immigrazione. I complessivi 150 milioni di dosi nelle disponibilità dell’Australia comprendono 20 milioni prodotti da Pfizer, circa 53,8 milioni da Oxford-AstraZeneca e 51 milioni da Novavax mentre 25,5 milioni sono stati ottenuti nell’ambito dell’accordo COVAX International Facility.

Mercoledì 3 febbraio

(Aggiornato alle 19.02) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 103,8 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 68 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,25 milioni.

La Spagna ha superato i 60 mila morti

La Spagna ha superato i 60 mila morti per Covid. Lo ha annunciato il ministero della Sanità - riporta El Pais - precisando che i nuovi contagi nelle ultime 24 ore sono stati 31.596 e i decessi 565. Dall’inizio della pandemia le persone che hanno contratto il virus sono state in totale 2.883.465 e quelle decedute 60.370.

L’Ema avvia gli esami su vaccino Novavax

L’Agenzia europea per il farmaco (Ema) ha avviato l’esame dei dati sul vaccino di Novavax in «revisione continua», si legge in una nota dell’Ema. La decisione si basa sui risultati preliminari degli studi di laboratorio (dati non clinici) e dei primi studi clinici sugli adulti. L’azienda sta attualmente conducendo studi sulle persone per valutarne la sicurezza, l’immunogenicità e la sua efficacia contro il Covid-19. L’Ema valuterà i dati di questi e altri studi clinici non appena saranno disponibili. La revisione continua dell’Ema proseguirà fino a quando non saranno disponibili prove sufficienti per una domanda formale di autorizzazione all’immissione in commercio.

Oms: 337 milioni di dosi a Paesi svantaggiati

Circa 337,2 milioni di dosi di vaccino contro il Covid-19 per coprire il 3,3% della popolazione di 145 paesi, entro la prima metà del 2021: il dispositivo Covax, nato per fornire vaccini agli Stati più svantaggiati, ha pubblicato l’elenco dei primi beneficiari. La distribuzione avverrà «in proporzione alla popolazione», ha spiegato in conferenza stampa Ann Lindstrand, specialista dell’Oms. I paesi che riceveranno il maggior numero di dosi durante questo semestre sono India, Nigeria, Pakistan, Indonesia, Brasile e Bangladesh. L’obiettivo è vaccinare i più vulnerabili e in particolare il personale medico e infermieristico. Guidato dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla Vaccine Alliance (Gavi), Covax punta a fornire dosi al 20% della popolazione delle nazioni partecipanti entro la fine dell’anno.

Oltre 10 milioni le persone che hanno ricevuto la prima dose nel Regno Unito

Sono più di 10 milioni le persone che hanno ricevuto finora la prima dose di un vaccino anti Covid nel Regno Unito, primo Paese occidentale ad aver avviato la somministrazione di massa due mesi fa e ad aver autorizzato finora tre diversi prototipi: Pfizer, AstraZeneca e Moderna. Lo ha annunciato Matt Hancock, ministro della Sanità di Boris Johnson, evocando un traguardo «enormemente significativo». I richiami sono stati invece mezzo milione, sullo sfondo della strategia scelta dal Regno - col placet degli organismi di consulenza scientifici governativi - di estendere inizialmente l’intervallo prima-seconda dose a 11-12 settimane.

OMS a Wuhan, «Raccogliamo dati mai visti finora»

Il team di super esperti dell’OMS in visita a Wuhan sta raccogliendo «dati che nessuno aveva mai ottenuto sinora». Lo ha raccontato, in un’intervista a Skynews, uno degli scienziati che compongono la squadra di Peter Daszak. «Il corpo di informazioni che stiamo mettendo insieme è di grande valore e ci sta portando nella giusta direzione» per quanto riguarda le origini del coronavirus.

Daszak e gli altri ricercatori oggi si sono recati in visita all’Istituto di virologia della metropoli cinese dal quale, secondo alcune ipotesi circolate soprattutto le settimane immediatamente successive alla comparsa dellla COVID-19, potrebbe essere «scappato» il virus. «Le tesi sono ancora tutte sul tavolo, siamo aperti a tutto», ha spiegato Daszak che da anni collabora con l’Istituto e con la dottoressa Shi Zhengli, la scienziata cinese nota come Bat Woman per le sue ricerche sui pipistrelli. «Se i dati ci porteranno ad un mercato del pesce è lì che andremo, se ci porteranno in un allevamento di animali selvatici e lì che andremo, se ci porteranno in un laboratorio è lì che andremo», ha spiegato Daszak, la cui nomina nel team dell’OMS è stata oggetto di qualche critica visti i suoi stretti legami con la Cina.

Arriva uno studio su AstraZeneca, è efficace

Il vaccino anti-COVID prodotto da Oxford/AstraZeneca sta confermando un’efficacia «sostanziale» nel bloccare la trasmissione del coronavirus. Lo rivelano i dati di uno studio approfondito in via di pubblicazione, i cui contenuti sono stati anticipati dal professor Andrew Pollard, capo del progetto oxfordiano. Secondo Pollard l’efficacia è buona anche contro la cosiddetta variante inglese, mentre restano incognite e segnali di minor impatto su altre nuove mutazioni. I risultati sono stati giudicati «molto buoni» dal virologo Adam Finn, mentre Matt Hancock, ministro della Sanità del governo di Boris Johnson, li ha definiti «superbi».

L’Arabia Saudita sospende gli arrivi da 20 Paesi

Nell’ambito delle misure volte a contenere la diffusione del coronavirus l’Arabia Saudita sospenderà gli arrivi nel regno da 20 Paesi, fra i quali la Svizzera. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa statale SPA, secondo quanto riportano i media internazionali. La misura entrerà in vigore oggi alle 21:00 locali (le 19:00 in Svizzera) e riguarderà i passeggeri provenienti da Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Turchia, USA, Brasile, Argentina, Sudafrica, Egitto, Libano, Emirati, India, Pakistan, Indonesia e Giappone. Il divieto riguarderà anche coloro che hanno soggiornato in qualsiasi Paese di questa lista nei 14 giorni precedenti all’entrata in vigore della misura. Sono esenti i diplomatici, i cittadini sauditi, i residenti, nonché il personale sanitario e le loro famiglie.

Gli esperti dell’OMS a Wuhan, visitano l’Istituto di virologia

Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità sono arrivati all’Istituto di virologia di Wuhan nell’ambito dell’indagine sull’origine del coronavirus nella megalopoli della Cina centrale. L’istituto ha diversi laboratori ad alta sicurezza in cui i ricercatori stanno lavorando sui coronavirus. L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ripetutamente accusato l’istituto di aver diffuso il virus che ha causato la COVID-19, provocando la pandemia globale.

In America Latina e Caraibi 600.000 morti dall’inizio della pandemia

Dall’inizio della pandemia in America Latina e nei Caraibi sono morte oltre 600.000 persone. È quanto risulta da un conteggio dell’agenzia AFP basato su fonti ufficiali. La regione, che comprende 34 paesi e territori dell’America centrale e meridionale, del Messico e dei Caraibi, ha registrato 601.256 morti, il secondo numero più alto di decessi per virus dopo l’Europa.

Martedì 2 febbraio

(Aggiornato alle 18.18)

Netanyahu: obiettivo vaccinare il 90% degli over 50 in due settimane

L’obiettivo nazionale di Israele è di «vaccinare il 90% degli over 50 nelle prossime due settimane». Lo ha detto in una conferenza stampa il premier Benjamin Netanyahu, secondo cui il 77% di questa fascia di popolazione ad oggi è stata già immunizzata. «Abbiamo a disposizione milioni di dosi, il vaccino - ha aggiunto - è la chiave per sconfiggere il Covid». Netanyahu ha poi insistito che la campagna vaccinale in corso consentirà all’economia israeliana di diventare «la più veloce a crescere nel mondo». Dalla prossima settimana, potrebbe essere allentato l’attuale lockdown in maniera graduale.

Nel Regno Unito continua la discesa dei contagi

Continua la discesa dei contagi giornalieri da Covid nel Regno Unito, per effetto del lockdown e delle restrizioni draconiane imposte per far fronte al dilagare dell’aggressiva ‘variante inglese’ del virus, ma resta elevato il tributo di morti censiti nelle 24 ore: altri 1449, fino a un totale di circa 108’000 (record europeo in cifra assoluta) dall’inizio della pandemia, seppure con l’aggiunta oggi di dati relativi al parziale ritardo statistico consueto del week-end. Lo certificano i dati governativi diffusi in queste ore, nel giorno del decesso per Covid anche del centenario veterano-eroe sir Tom Moore. I nuovi casi censiti si attestano a 16’840, circa 2000 meno di ieri, su un picco totale di quasi 650’000 tamponi quotidiani, e continua anche la frenata graduale dell’incremento dei ricoveri ospedalieri. Quanto alle vaccinazioni, supera quota 9,6 milioni il totale delle persone con è stata somministrata la prima dose, mentre sfiora ora i 500’000 quella dei richiami, rinviati in maggioranza a partire dalla fine di febbraio secondo la strategia britannica.

Francia, AstraZeneca non raccomandato ad over 65

Il vaccino AstraZeneca non è «raccomandato» in Francia a chi ha più di 65 anni: questo il parere espresso oggi dall’Alta autorità della Sanità.

AstraZeneca non è raccomandato per gli over 65 poiché mancano dati sulla sua efficacia in questa fascia di età, ha fatto sapere la Authority della Salute: «Questi dati - ha precisato la presidente, Dominique Le Guludec - arriveranno nelle prossime settimane. Intanto, ne raccomandiamo l’utilizzazione sui minori di 65 anni». Inoltre, lo stesso organismo ha stabilito che AstraZeneca potrà essere «somministrato nelle farmacie».

A Cuba 1044 contagi in 24 ore, è record

Cuba ha registrato nelle ultime 24 ore 1044 nuovi contagi di coronavirus, un dato record per i casi riferiti a una sola giornata dall’inizio della pandemia sull’isola, a marzo. Si tratta del secondo bilancio giornaliero in cui il Paese supera i mille casi confermati, dopo le 1012 infezioni riferite al 30 gennaio.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Prensa Latina, il direttore di Epidemiologia del ministero della Salute, Francisco Durán, ha riferito in una conferenza stampa televisiva che il Paese ha così raggiunto 28’636 casi confermati dall’inizio dell’emergenza. Nelle ultime 24 ore, due persone sono morte per Covid-19, portando il totale a 218.

Le province che hanno registrato il maggior numero di contagi nell’ultima giornata sono state L’Avana (483), Santiago de Cuba (165), Guantánamo (145) e Pinar del Río (58).

Duran ha ricordato che gennaio di quest’anno è stato il mese più difficile per Cuba da quando è scoppiata la pandemia, con 15’536 positivi rilevati e 70 decessi.

Scozia estende lockdown almeno sino a fine mese

La Scozia estende il suo lockdown di fatto almeno sino a fine febbraio, restando allineata sostanzialmente sulle restrizioni anti-Covid in vigore nel resto del Regno Unito.

Lo ha annunciato oggi la first minister di Edimburgo, Nicola Sturgeon, di fronte al Parlamento locale, evidenziando il numero ancora alto dei contagi e i fattori di rischio legati alle «varianti». Rinviato anche l’atteso annuncio delle date di riapertura delle scuole e degli asili, con l’indicazione per ora solo d’una ripresa limitata e molto parziale (se tutto andrà bene) il 22 febbraio.

Sturgeon ha inoltre ampliato l’obbligo della quarantena sorvegliata per chiunque arrivi in Scozia da qualsiasi Paese al mondo, con una restrizione ancor più severa rispetto all’Inghilterra e alle altre nazioni del Regno, dove lo stesso obbligo è finora previsto solo per chi viaggia da Brasile, Sudafrica, Portogallo e da una ventina di Stati sudamericani e dell’Africa australe, per limitare il rischio d’importare casi delle temute cosiddette nuove varianti sudafricana e brasiliana del virus.

Sturgeon intanto ha allargato a tutti gli scozzesi che vivono sotto la soglia di povertà un sussidio da 500 sterline in caso di necessità d’isolamento a casa per contagio da Covid.

In India il numero più basso di contagi in 8 mesi

L’India ha registrato oggi il più basso numero di nuovi casi di COVID-19 da otto mesi a questa parte, 8635 nelle ultime 24 ore, e meno di 100 decessi. Lo rende noto il ministero alla Salute, che, in un comunicato, sottolinea come la curva continui a discendere quotidianamente da cinque settimane a questa parte. Il totale dei contagi dall’inizio della pandemia è di 10’766’245, con 154’486 vittime. I nuovi positivi si concentrano per l’80% in 6 dei 28 Stati indiani: il più toccato è il Kerala, seguito dal Maharasthra, poi, in proporzioni molto più ridotte dal Tamil Nadu. Sui media indiani la maggioranza degli esperti concorda ormai sul «miracolo dell’India», che ha sconfitto le previsioni apocalittiche dei primi mesi della pandemia. «Era stato temuto uno tsunami di alcune centinaia di milioni di casi e di milioni di morti, invece i dati sono stati infinitamente più circoscritti, con il 97% di guarigioni. Dobbiamo ancora rispettare le precauzioni, ma possiamo prevedere un ritorno alla vita pre-COVID, in gran parte del subcontinente, nel giro di pochi mesi», si legge. Nel Paese prosegue intanto la campagna di vaccinazione, con quasi 4 milioni di operatori sanitari immunizzati in meno di un mese.

La missione dell’OMS a Wuhan sta andando bene

La missione del team di super esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) a Wuhan «sta andando molto bene». Lo ha detto parlando con i giornalisti Peter Daszak, uno degli scienziati che compongono la squadra arrivata in Cina per indagare sulle origini del Covid-19. Oggi i ricercatori hanno visitato un centro per la prevenzioni delle malattie degli animali nella provincia di Hubei. Domenica hanno invece visitato il mercato di Wuhan. «Abbiamo avuto un incontro molto utile» e «abbiamo parlato con figure chiave dello staff che si occupa di controllare gli animali», ha scritto Daszak sul suo account Twitter.

Il Giappone estende lo stato d’emergenza a Tokyo

Il premier giapponese Yoshihide Suga ha deciso di estendere lo stato d’emergenza per il coronavirus a Tokyo ed altre zone del paese. Il governo conferma dunque le previsioni della vigilia e annuncia l’estensione dello stato di emergenza fino al 7 marzo. La decisione, già annunciata in giornata al Parlamento, è stata comunicata dal premier Suga alla popolazione durante una conferenza stampa in diretta televisiva dopo il parere favorevole della commissione di esperti medici. Lo stato di emergenza rimarrà in vigore a Tokyo, dove il sistema ospedaliero rimane sotto pressione, e in altre 9 prefetture del paese, escludendo solo la regione di Tochigi, a nord della capitale, rispetto al mese scorso. «Grazie al precedente provvedimento, il numero delle infezioni è in discesa ma dobbiamo fare un ulteriore sforzo per ridurre il numero dei pazienti in gravi condizioni», ha detto il premier durante la conferenza. In base alle attuali misure si consiglia alla popolazione di limitare le uscite solo ai servizi essenziali, le aziende vengono incentivate a far lavorare i dipendenti da casa e ai bar e ristoranti viene richiesto di chiudere entro le 20.00. A differenza della maggioranza delle altre nazioni più sviluppate, il Giappone non ha ancora iniziato una campagna di distribuzione dei vaccini, e attualmente solo la casa farmaceutica Pfizer ha chiesto l’approvazione del suo vaccino anti -Covid, ed è in attesa del via libera dalle autorità sanitarie. Secondo il programma del governo, le prime somministrazioni potrebbero partire da metà febbraio, riguardando inizialmente il personale medico, poi poi continuare con le persone con più di 65 anni di età da inizio aprile e i malati con gravi patologie mediche.

Oltre 100 milioni di vaccini nel mondo

Oltre 100 milioni di dosi di vaccino contro la COVID-19 sono state somministrate in tutto il mondo, a meno di due mesi dal lancio delle prime campagne, secondo un calcolo dell’agenzia France Presse basato su fonti ufficiali. Per la precisione 101.317.005 iniezioni di vaccino per il coronavirus sono state effettuate in 77 paesi o territori.

In Brasile superati i 225 mila morti

Il Brasile ha registrato 595 morti di COVID-19 e 24.591 contagi nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della salute. Dall’inizio della pandemia, il numero delle vittime sale a 225.099 a fronte di 9.229.322 casi. Secondo la fonte, gli attualmente positivi sono 926.256 ed i guariti 8.077.967.

Lunedì 1 febbraio

Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 103,04 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,23 milioni.

Francia, impianti sciistici restano chiusi

Gli impianti sciistici delle montagne francesi resteranno chiusi nel mese di febbraio: lo ha annunciato il governo al termine di un incontro fra il primo ministro, Jean Castex, e una delegazione di rappresentanti delle stazioni di sci.

Per il momento, inoltre, non è stata fissata alcuna data per un’eventuale riapertura degli impianti francesi.

«L’evoluzione della situazione sanitaria - hanno spiegato i collaboratori di Castex - non ci consente a questo punto di riaprire gli impianti di risalita». Il governo francese ha fatto notare anche che «non c’è tendenza alla riapertura generale» negli altri paesi europei.

In Gran Bretagna aumentano i casi di variante sudafricana

Sono saliti a 105 i casi di contagio con la cosiddetta variante sudafricana del Covid individuati finora nel Regno Unito e a preoccupare sono in particolare 11 di questi, scoperti in Inghilterra del sud, che riguardano persone le quali non risultano avere viaggiato o avuto contatti recenti con viaggiatori dall’estero. Lo ha sottolineato il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, nella conferenza di stampa di giornata di Downing Street sulla pandemia. Hancock si è impegnato ad «agire con rigore» per arginare l’ulteriore minaccia e ha confermato il via a una campagna di tamponi porta a porta offerti per ora a 80.000 persone.

Nel frattempo oggi, nel Regno Unito, è stato annunciato il picco minimo da quasi due mesi per i nuovi contagi e i morti giornalieri per Covid, seppure con l’alleggerimento di qualche possibile ritardo statistico parziale sui dati raccolti nel weekend. Lo certificano i dati governativi delle ultime 24 ore, diffusi a margine del briefing di Downing Street, con l’indicazione di altri 18.607 contagi (su quasi 600.000 test) e di 406 decessi, circa 5000 e 200 meno di ieri, mentre l’effetto lockdown continua a far diminuire gradualmente anche l’incremento dei ricoveri negli ospedali. Volano infine a quasi a quasi 9,3 milioni le persone alle quali sull’isola è stata somministrata la prima dose di una vaccinazione anti-Covid (con copertura virtuale di tutte e 10.000 le case di riposo dell’Inghilterra, come confermato sia da Hancock sia dal premier britannico Boris Johnson). Mentre si fermano per ora a 494.209 (dato di ieri) i richiami, nel nome d’una strategia che ha scelto di estendere a tre mesi l’intervallo fra prima e seconda dose: secondo una tempistica considerata perfettamente appropriata per i vaccini di Oxford/AstraZeneca, ma non ideale - salvo casi di necessità - per quelli di BioNTech/Pfizer.

Oms, casi in calo nel mondo ma non abbassare la guardia

«A livello globale c’è una notizia incoraggiante: per la terza settimana consecutiva i casi sono calati». Lo ha detto il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul coronavirus.

«Tuttavia - ha sottolineato - ci siamo già trovati a questo punto, con i Paesi che hanno riaperto, e le persone hanno abbassate la guardia e il virus ha ripreso piede. È vitale continuare a prendere tutte le precauzioni necessarie per tenere noi e gli altri al sicuro, mentre il programma di vaccinazioni va avanti».

Madrid allenta restrizioni ma situazione resta grave

Madrid e la sua regione, tra le più colpite della Spagna dal coronavirus, si avviano verso un allentamento delle restrizioni a partire da questa settimana in controtendenza con il resto del Paese. Lo riporta El Pais.

Da venerdì il numero di persone che potranno incontrarsi in bar e ristoranti all’aperto sarà alzato da quattro a sei e l’inizio del coprifuoco potrebbe essere spostato dalle 22 a mezzanotte.

La situazione nella capitale spagnola e nella regione continua tuttavia ad essere grave. L’incidenza del virus è di 993 casi ogni 100.000 persone, leggermente al di sopra della media nazionale di 887. In più nelle ultime due settimane sono state registrati oltre 66.000 nuovi contagi, l’aumento più alto di tutta la Spagna.

Il coronavirus svuota Barcellona e Madrid

Il coronavirus svuota Barcellona e Madrid e nelle due maggiori città spagnole gli affitti crollano. Lo riferisce il Guardian. A Barcellona gli affitti calano del 17% mentre nella capitale Madrid del 12%, conseguenza della ridotta mobilità, del lavoro da casa e delle presenze internazionali minime. Così sia professionisti sia studenti hanno lasciato in massa le principali città spagnole e il settore dell’ospitalità è praticamente fermo, da cui il trasferimento di molti dei suoi lavoratori. A livello nazionale gli affitti sono calati dell’1% in media a gennaio rispetto a dicembre, le più colpite sono le regioni turistiche come Siviglia e le Isole Baleari e le zone più colpite dalla COVID-19, come Lleida in Catalogna.

Nel Regno Unito è allarme per la variante sudafricana

Allarme variante Sudafrica del coronavirus nel Regno Unito (già alle prese con l’aggressività della cosiddetta variante britannica), dove 2 casi di contagio con la mutazione identificata per prima nel Paese africano, ma senza legami con viaggi o contatti accertati con persone provenienti dall’estero, sono stati scoperti nel Surrey, sud Inghilterra. Sono stati subito disposto tamponi specifici a tappeto nella stessa contea e nelle zone circostanti (Londra, Kent, Hertfordshire, Walsall). Il premier Boris Johnson, dallo Yorkshire, ha comunque rassicurato sui segnali d’efficacia dei vaccini «su tutte le varianti» stando agli ultimi dati.

L’ex premier francese Philippe positivo al coronavirus

L’ex premier francese e attuale sindaco di Le Havre, Edouard Philippe, è risultato positivo al coronavirus: è quanto rivelano fonti del suo entourage. «In conformità con le raccomandazioni, Philippe si è messo in isolamento e lavorerà da casa», precisano le fonti.

In Portogallo record di morti a gennaio

In Portogallo si registrano nel mese di gennaio appena trascorso quasi la metà del totale dei decessi per COVID-19 dall’inizio della pandemia, un dato che sottolinea il rapido aggravarsi della situazione nel Paese, che viene attribuito alla presenza della variante inglese e all’alleggerimento delle restrizioni durante il periodo natalizio, mentre la prima ondata non aveva colpito in maniera troppo pesante. Lo scrive il Guardian. Si calcolano quindi 5.576 morti per coronavirus in Portogallo nel solo mese di gennaio, pari al 44,7% dei 12.482 decessi in totale dall’inizio della pandemia. Gli ospedali portoghesi sono al limite della loro capacità.

In Brasile oltre 9,2 milioni di contagi

Il Brasile ha registrato 559 morti e 27.756 casi di infezione da coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie brasiliane. Dall’inizio della pandemia, il gigante sudamericano ha totalizzato 224.504 decessi legati al Covid-19, mentre i casi positivi hanno raggiunto quota 9.204.731. Il tasso di mortalità della malattia nel Paese è al 2,44%, mentre quello di incidenza è di 107 morti e 4.380 casi ogni 100 mila abitanti. In relazione ai recuperi totali, il Brasile è al terzo posto nel mondo, con 8.027 milioni di pazienti guariti, dietro a Stati Uniti e India. Anche questo fine settimana si sono registrate manifestazioni in diverse città brasiliane contro la gestione della pandemia da parte del presidente, Jair Bolsonaro.

La mortalità in Croazia ai livelli della Seconda guerra mondiale

In Croazia la pandemia del coronavirus ha fatto salire la mortalità della popolazione a un punto che è ora paragonabile a quello registrato durante la Seconda guerra mondiale. Lo afferma un noto demografo croato, Ivan Cipin. «Il totale dei deceduti è il più alto da quando ci sono le statistiche, ed è quasi pari a quello stimato durante la Seconda guerra mondiale», ha detto Cipin, secondo cui statisticamente nei prossimi calcoli calerà anche l’aspettativa di vita a livello nazionale. Stando ai dati ufficiali a dicembre in Croazia sono decedute 7.395 persone, il 77% in più rispetto allo stesso mese del 2019. A livello annuo nel 2020 sono morte in totale quasi 57 mila persone, l’8,3% in più rispetto all’anno precedente. Il Covid-19 ha causato finora 4.972 vittime.

Da Pfizer altre 75 milioni di dosi di vaccino all’UE

La Pfizer fornirà all’Unione europea fino a ulteriori 75 milioni di dosi del suo vaccino sviluppato insieme alla BioNTech nel secondo trimestre di quest’anno. Lo ha reso noto oggi la BioNTech.

Israele estende il lockdown

Il governo israeliano ha esteso il lockdown nazionale fino alle 7 (ora locale) di giovedì 5 febbraio e prolungato la chiusura dell’aeroporto Ben Gurion alle 24 di domenica 7 febbraio. La decisione è stata presa questa notte sulla base della necessità di abbassare il tasso dei contagi. Il governo tornerà a riunirsi mercoledì 3 febbraio per decidere se estendere il blocco del paese oltre la data di giovedì 5.

Domenica 31 gennaio

UE: da AstraZeneca 9 milioni di dosi aggiuntive

«AstraZeneca consegnerà 9 milioni di dosi aggiuntive nel primo trimestre (40 milioni in totale) rispetto all’offerta dell’ultima settimana e inizierà la distribuzione una settimana prima rispetto a quanto programmato. Inoltre la compagnia amplierà anche la sua capacità di produzione in Europa». Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen dopo aver incontrato i CEO delle aziende farmaceutiche, con cui la Commissione ha firmato accordi di acquisto di vaccini contro il Covid-19.

Migliaia sfilano a Vienna

Circa 5 mila persone, tra cui neonazisti, sono scese in piazza oggi a Vienna per protestare contro le restrizioni anti-Covid, sfidando il divieto delle autorità austriache. I manifestanti hanno raccolto l’appello del partito di estrema destra Fpoe, che ha definito le chiusure «scandalose». La polizia ha eseguito diversi fermi perché la folla ha rifiutato di disperdersi, tentando invece di dirigersi verso il parlamento e bloccando il traffico. Nei giorni scorsi l’ex ministro dell’Interno Herbert Kickl, esponente del Fpoe, aveva rivolto un appello a scendere in piazza questa domenica contro il coprifuoco e il terzo lockdown decisi dal governo popolari-verdi di Sebastian Kurz. Ma la manifestazione era stata vietata a causa dei «danni all’ordine pubblico» che probabilmente avrebbe provocato. Il Fpoe ha presentato una seconda richiesta di autorizzazione al corteo per «difendere la democrazia, la libertà e i diritti fondamentali», ma anche stavolta la polizia l’ha respinta, parlando dei rischi di una «accresciuta trasmissibilità delle nuove varianti» del virus. In Austria l’epidemia preoccupa ancora. Nonostante l’introduzione di un nuovo confinamento e del coprifuoco, oggi sono stati registrati 1190 nuovi contagi (su 8,9 milioni di abitanti). Secondo un sondaggio pubblicato dal settimanale Profil, il 64% degli austriaci chiede la chiusura degli impianti sciistici. Scuole, palestre, hotel, ristoranti, negozi non essenziali e luoghi culturali sono chiusi. L’opposizione socialdemocratica ha votato a favore della riapertura delle scuole l’8 febbraio.

Schieramento di forze in Belgio

È di almeno 200 arresti il bilancio dell’intervento della polizia a Bruxelles, teatro di due manifestazioni contro le restrizioni per il Covid. Lo riferiscono i media locali. Tra gli arrestati anche diversi ultrà. Imponente lo schieramento di forze dell’ordine alla Stazione centrale, dove diversi dimostranti sono stati identificati e fermati appena scesi dai treni.

Perth in lockdown per 5 giorni

Lo Stato dell’Australia Occidentale ha imposto un lockdown di cinque giorni nella capitale Perth, nella regione di Peel (a sud di Perth) e nel sudovest del territorio: lo riporta il Guardian. La decisione è stata presa nel timore che un dipendente di un hotel adibito alle quarantene risultato positivo al tampone anti-Covid possa avere contratto la variante inglese del coronavirus. Il lockdown comincerà alle 18:00 di oggi (le 11:00 in Svizzera), ha detto il premier dello Stato Mark McGowan, e sarà «totale», ovvero i residenti potranno uscire di casa solo per fare la spesa, per ragioni mediche e per poche altre eccezioni come per fare attività fisica ma solo nel loro quartiere. Le scuole, che avrebbero dovuto riaprire domani, rimarranno chiuse, le mascherine saranno obbligatorie durante questi cinque giorni e chiuderanno anche i bar, le palestre ed i luoghi di culto, mentre i ristoranti potranno fare solo consegne a domicilio.

Alla ricerca delle dosi «perse»

L’amministrazione Biden da un settimana sta cercando di trovare i vaccini «persi», ovvero di cui non si hanno informazioni da quando sono stati distribuiti a livello federale a quando sono stati materialmente somministrati. L’amministrazione Trump aveva rimandato agli Stati la gestione dei vaccini, omettendo quindi di tracciarli fra la distribuzione e la somministrazione. Una mancanza di dati che, lamentano dall’amministrazione Biden, non consente di avere un quadro completo.

Sabato 30 gennaio

Giappone verso l’estensione dello stato di emergenza

Appare sempre più scontata un’estensione dello stato di emergenza in Giappone, oltre il 7 febbraio, malgrado la lieve discesa dei contagi nella capitale Tokyo, sotto quota mille per il secondo giorno consecutivo. Lo anticipano i media nipponici, segnalando che la decisione finale di estendere - con ogni probabilità di un mese - le misure in 11 delle 47 prefetture dell’arcipelago verrà presa la prossima settimana. Almeno 8 regioni, inclusa Tokyo, rimangono al livello di allerta massimo su una scala di 4, in base a sei diversi indicatori, tra cui la media settimanale di contagi su 100 mila abitanti e la percentuale di posti letto disponibili per pazienti Covid. Il ministro in carica per l’Emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura, ha detto che l’esecutivo interpellerà la commissione composta da esperti medici con ogni probabilità tra martedì e giovedì, mentre i parlamentari della coalizione, in caso di conferma delle restrizioni, hanno promesso ulteriori incentivi per le attività commerciali a cui è stato chiesto di cooperare anticipando gli orari di chiusura. Tokyo ha registrato 769 positività nella giornata di sabato, portando la somma complessiva dei contagi a 99’208, con 141 pazienti ricoverati in gravi condizioni. A livello nazionale le infezioni superano di poco quota 387’300 con 5’688 morti accertate.

Cina: segnalati 52 nuovi casi

In Cina continentale ieri sono stati segnalati 52 nuovi casi di Covid-19, 36 dei quali trasmessi internamente e 16 importati. Lo ha dichiarato oggi la Commissione Sanitaria Nazionale. Nel suo resoconto giornaliero, la commissione ha detto che 27 dei casi trasmessi internamente sono stati riportati nello Heilongjiang, cinque nello Jilin, due a Shanghai e uno ciascuno a Pechino e nello Hebei. Un caso sospetto è stato riportato nello Jilin mentre non sono stati segnalati decessi riferiti alla malattia. I casi importati segnalati fino a ieri sul territorio sono stati in tutto 4’689. Di questi, secondo la commissione, 4’385 riguardano persone già guarite e dimesse e 304 persone ancora in cura negli ospedali, mentre non sono stati segnalati decessi tra i casi importati. Il totale dei casi confermati in Cina continentale ieri è arrivato a 89’430, con 1’711 pazienti ancora in cura, 78 dei quali in condizioni gravi, 83’083 persone dimesse dopo essere guarite e 4’636 deceduti per la malattia.

USA: mascherine sui mezzi pubblici

Le autorità sanitarie americane hanno emesso un ordine che richiede l’uso della mascherina su tutti i trasporti pubblici. L’ordine del Centers for Disease Control and Prevention, che entrerà in vigore lunedì, afferma che i passeggeri di aerei, treni, autobus, metropolitane, traghetti e taxi devono usare una mascherina in grado di coprire il naso e la bocca durante i loro spostamenti, ma anche mentre attendono in aeroporti e stazioni.

L’UE precisa: le dosi sono 2,3 miliardi

«Finora sono stati firmati contratti con sei società per garantire l’accesso a 2,3 miliardi di dosi di vaccino». Lo precisa la Commissione europea, ricordando che «sono in corso trattative con altre società per garantire più dosi».

Norvegia: allentamenti a Oslo

Il governo norvegese ha annunciato oggi la revoca di varie misure anti-Covid che erano state imposte a Oslo e nella sua regione lo scorso fine settimana dopo la scoperta di alcuni casi della variante inglese del coronavirus non lontano dalla capitale. Da mercoledì prossimo potranno riaprire i negozi a Oslo e in altri 24 comuni limitrofi, così come i ristoranti che però non potranno ancora servire bevande alcoliche. I centri commerciali, invece, rimarranno chiusi in alcune località, inclusa la capitale. Anche se i comuni interessati avranno ancora la possibilità di chiudere le scuole, mercoledì saranno inoltre allentate le restrizioni alle attività sportive e ricreative in tutti i Comuni eccetto tre (incluso Oslo), dove potranno essere praticate solo dagli under 20. Allo stesso tempo, l’insegnamento a distanza per alcune scuole superiori e università rimane la regola.

3 miliardi di dosi per l’UE

«Noi abbiamo deciso di mettere in comune l’acquisto di vaccini, questo permette di ottenere prezzi notevolmente più bassi, e quantità superiori per l’insieme dell’Unione: abbiamo prenotato tre miliardi di dosi» di vaccini: lo ha detto questa mattina il capo negoziatore europeo per la Brexit, Michel Barnier, ai microfoni di Caffè Europa su Rai Radio1. «Per ottenere tali quantità di vaccini tutti insieme nei 27 Paesi penso che fosse giustificato procedere con richieste comuni», ha sottolineato.

Gli esperti dell’OMS all’ospedale Jinyintan di Wuhan

Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) proseguono a Wuhan, in Cina, le loro indagini sul campo sull’origine del coronavirus, che dovrebbero condurli a siti sensibili. I membri del team sono andati in mattinata, sotto scorta, all’ospedale Jinyintan di Wuhan. Si tratta del primo nosocomio ad aver accolto pazienti affetti da quello che allora era solo un misterioso virus, nella città dove a fine 2019 è scoppiata la pandemia di Covid-19. Il calendario preciso degli appuntamenti degli esperti a Wuhan rimane opaco. I loro tweet e quelli dell’Oms sono le principali fonti di informazione, mentre la Cina è rimasta quasi in silenzio su questa visita.

Annullato il festival di Coachella

Il famoso festival musicale americano di Coachella, in calendario ad aprile in California, è stato cancellato per il Covid. Il timore è infatti che l’appuntamento possa essere un evento scatenante per una nuova ondata di contagi. Di solito vi partecipano «centinaia di migliaia di persone da vari Paesi» e questo, spiegano le autorità sanitarie Usa, potrebbe aumentare il rischio di contagio. Coachella si tiene storicamente in due fine settimana di aprile nel deserto californiano.

Il bilancio globale supera i 2,2 milioni

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus a livello globale ha superato la soglia dei 2,2 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana, ad oggi sono decedute nel mondo 2.206.459 persone a fronte di un totale di 102.069.448 casi. Il bilancio complessivo delle vittime da Covid-19 aveva superato quota 2 milioni il 15 gennaio scorso, quando il totale dei contagi era di oltre 93 milioni: negli ultimi 15 giorni, quindi, sono state registrate oltre 200 mila ulteriori vittime e oltre nove milioni di nuove infezioni.

Venerdì 29 gennaio

(Aggiornato alle 20.53) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 101,80 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 68 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,19 milioni.

Dietrofront della Francia, niente lockdown

Passa la linea di Emmanuel Macron, evitare il confinamento e tenere aperte le scuole. Dopo che i media avevano dato per scontato l’annuncio domenica della terza chiusura da parte del capo dello Stato, stasera la sorpresa: niente lockdown. La Francia - ha dichiarato il premier Jean Castex dall’Eliseo subito dopo la fine del Consiglio di Difesa sanitario che avrebbe dovuto sancire l’ok al lockdown - «ha ancora una chance di evitare la chiusura». «La questione di un lockdown è legittima - ha ammesso Castex - tenuto conto dei dati» ma «questa sera riteniamo di poterci dare ancora una possibilità di evitarlo».

E’ la linea di Macron, in contrasto con la quasi totalità dei pareri degli esperti che affiancano il governo e che hanno ripetuto che ogni giornata di lockdown perduta oggi sarà pagata a caro prezzo visto il dilagare delle varianti del virus. Macron ha lasciato intendere di voler evitare un nuovo shock al paese e, in assoluto, di voler risparmiare nuovi sacrifici ai giovani, in particolare gli studenti. Per evitare il nuovo lockdown, il governo ha dettato subito poche, chiare regole: chiusura delle frontiere ai paesi esterni all’Unione europea «salvo motivi imperativi», maggiore sorveglianza del rispetto del coprifuoco alle 18, limiti all’apertura dei centri commerciali e all’afflusso nei supermercati, rafforzamento del lavoro a distanza. «Ogni ingresso in Francia e ogni uscita dal nostro territorio a destinazione o in provenienza di un paese esterno all’Unione europea - ha annunciato Castex - sarà vietata, salvo motivi imperativi, a partire dalla mezzanotte fra sabato e domenica». Per quanto riguarda gli ingressi in Francia dai paesi UE, Castex ha ribadito l’esigenza che tutti i viaggiatori siano in possesso di un tampone molecolare negativo effettuato negli ultimi 3 giorni. Già in vigore per il trasporto aereo, questa misura sarà estesa anche agli spostamenti via terra.

Saranno poi chiusi da domenica i centri commerciali non alimentari di superficie superiore ai 20.000 metri quadrati, «quelli che favoriscono di più i contatti», ha detto il premier. Inoltre, da lunedì, i limiti di affluenza in supermercati ed ipermercati «saranno rafforzati». «Poliziotti e gendarmi - ha detto Castex - saranno mobilitati per controllare il mancato rispetto del coprifuoco, l’organizzazione di feste clandestine e l’apertura illegale di ristoranti»: «le violazioni di pochi non devono vanificare gli sforzi di molti», ha aggiunto Castex, annunciando «consegne di particolare fermezza nei confronti di chi viola le regole in vigore».

Con 18.000-20.000 nuovi contagi quotidiani e una media di decessi fra 250 e 300 ogni giorno, la Francia è in una situazione di tensione epidemica, anche se decisamente inferiore a quelle che hanno preceduto i primi due lockdown. Le mancate consegne di vaccini, che hanno già provocato annullamenti di prenotazioni in numerose regioni, aumentano la preoccupazione, così come il dilagare delle varianti del Coronavirus, in particolare quella britannica.

Johnson & Johnson, vaccino efficace contro varianti

Il vaccino anti-Covid Johnson & Johnson, per il quale oggi sono stati presentati i risultati della sperimentazione di fase 3, è risultato essere efficace contro le varianti sudafricana e brasiliana del virus SarsCov2. Lo ha indicato l’azienda.

OMS: «Preoccupa il meccanismo europeo sull’export dei vaccini»

Il meccanismo di controllo sull’export dei vaccini messo a punto dalla Commissione europea si inserisce, secondo l’OMS, in una «tendenza molto preoccupante» che potrebbe mettere a repentaglio la catena di approvvigionamento globale dei vaccini. «Non è utile che alcun Paese in questa fase imponga divieti o barriere all’esportazione che non consentano la libera circolazione degli ingredienti necessari che renderanno disponibili in tutto il mondo vaccini, strumenti diagnostici e altri medicinali», ha affermato Mariangela Simao, dirigente dell’OMS responsabile per l’accesso ai medicinali.

La Francia verso il terzo lockdown

Il presidente francese Emmanuel Macron dovrebbe annunciare una nuova stretta contro il coronavirus, con l’ipotesi ormai sempre più probabile di un nuovo lockdown, il terzo dall’inizio della crisi sanitaria. Una formula di confinamento cosiddetta ‘ibrida’, che risparmi il più possibile i giovani, con scuole lasciate aperte e università accessibili in presenza almeno un giorno a settimana. Mentre anche in Francia, come in altri Paesi europei, rallenta la campagna di vaccinazioni a causa del calo delle forniture da parte dei laboratori farmaceutici. Dopo giorni di consultazioni con partiti politici, associazioni e sindacati, il presidente francese potrebbe rivolgersi in diretta tivù ai connazionali domenica sera o lunedì per annunciare nuove misure che sembrano ormai inevitabili di fronte ai timori di un dilagare delle varianti della COVID-19, in particolare quella di origine britannica. Come annunciato ieri dal premier, Jean Castex, le restrizioni saranno oggetto di dibattito e di un voto non vincolante in Parlamento. Con una media di oltre 20.000 casi al giorno la settimana scorsa, gli indicatori mostrano «un aumento della circolazione del SARS-CoV-2 ad un livello elevato e molto preoccupante in un contesto di presenza delle varianti maggiormente trasmissibili», avverte l’agenzia sanitaria Santé Publique France nell’ultimo bollettino.

Secondo gli esperti, le varianti britannica e sudafricana rappresentano ormai un decimo dei casi in Francia (2.000 al giorno, contro 500 a inizio mese). Mentre ancora ieri il ministro della Salute, Olivier Véran, ha ribadito in conferenza stampa che il Paese «non è in fase di forte crescita epidemica», il lockdown preventivo sembra inevitabile di fronte ad un plateau dei contagi attorno a 18/20.000 casi al giorno ormai stabile da diverse settimane. Stando a Bfm, la decisione dovrebbe essere presa esaminando domani gli ultimi dati relativi agli effetti del coprifuoco alle 18, che sembrano insufficienti a far invertire la rotta delle contaminazioni. Verso quale tipo di lockdown ci si stia orientando è il tema di queste ore, fra quello rigido della primavera scorsa e quello soft dello scorso novembre. L’ipotesi prevalente è quella che Macron possa optare per un confinamento ibrido, cioè «meno duro per i giovani», secondo Bfm, con scuole aperte e università accessibili in presenza almeno un giorno alla settimana.

Pfizer: seconda dose necessaria per la massima protezione

I risultati dello studio di fase 3 del vaccino anti-Covid Pfizer-BionTech «hanno dimostrato che, sebbene una protezione parziale del vaccino appaia già dopo 12 giorni dalla prima dose, due dosi del vaccino sono necessarie per fornire la massima protezione contro la malattia, ovvero un’efficacia del vaccino del 95%. Non ci sono dati per dimostrare che la protezione dopo la prima dose sia mantenuta dopo 21 giorni». È quanto afferma la Pfizer in riferimento all’aggiornamento delle indicazioni per il vaccino da parte di EMA, che ha raccomandato in modo più stringente la seconda dose tre settimane dopo la prima.

Oltre 164 mila casi e 3.800 morti in un giorno negli USA

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 164.665 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 3.872 decessi provocati dalla malattia: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, riporta la Cnn. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi nel Paese a quota 25,762,726 e quello dei morti a quota 433.067. Finora sono state distribuite negli Usa almeno 48.386.275 dosi di vaccini e almeno 26.193.682 dosi sono state somministrate.

Il Messico supera l’India per numero di morti

Il Messico ha superato l’India per numero di decessi provocati dal coronavirus diventando così il terzo Paese di questa triste classifica mondiale dopo Stati Uniti e Brasile. È quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana, il Paese conta attualmente 155.145 vittime da Covid-19 contro le 154.010 dell’India, che ha una popolazione di oltre 10 volte superiore a quella del Messico.

Il vaccino Novavax efficace all’89,3%

Il vaccino anti Covid della società di biotecnologie americana Novavax è efficace all’89,3% e protegge contro la variate inglese del coronavirus, ma offre un grado di protezione molto inferiore contro quella sudafricana. Lo ha reso noto la stessa società. sottolineando che comincerà immediatamente a sviluppare un altro vaccino dedicato alla variante sudafricana. Lo riportano i media internazionali.

Italia: 1,6 le dosi somministrate

È di oltre 1,6 milioni (1.602.332) il numero totale delle somministrazioni di vaccini anti-Covid eseguite in Italia, di cui 293.501 seconde dosi. Lo rende noto la Presidenza del Consiglio dei ministri nel suo ultimo report.

Giovedì 28 gennaio

(Aggiornato alle 20.18) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 101,14 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 68 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,18 milioni.

USA, in South Carolina primi casi variante sudafricana

I primi due casi di variante sudafricana in Usa sono state registrati in South Carolina. Si tratta di due adulti che non hanno viaggi alle spalle: la circostanza suggerisce che la variante si sta diffondendo dopo un arrivo che è sfuggito ai ‘radar’ dei controlli.

La Danimarca estenderà il lockdown di tre settimane

La Danimarca estenderà le attuali restrizioni per contenere la pandemia di coronavirus di tre settimane al fine di frenare la diffusione della variante inglese del Covid-19. Lo ha reso noto la premier Mette Frederiksen, riporta il Guardian. Il Paese nordico ha visto un calo delle infezioni e dei ricoveri da nuovo coronavirus questo mese, dopo un drastico aumento a dicembre ma i contagi da variante inglese sono in aumento. «La nuova mutazione si sta diffondendo anche con le attuali restrizioni», ha detto Frederiksen in conferenza stampa. La variante inglese la scorsa settimana ha rappresentato il 13,5% del totale dei nuovi casi, rispetto al 2% di un mese fa, secondo i dati ufficiali. E le previsioni sono di un ulteriore aumento a febbraio. Le attuali restrizioni in Danimarca, originariamente in vigore fino al 28 febbraio, includono un limite di cinque persone per le riunioni pubbliche e la chiusura di bar, ristoranti, scuole e negozi. I negozi di alimentari e le farmacie rimangono aperti. Il governo ha anche sconsigliato qualsiasi viaggio all’estero e limitato i viaggi in entrata.

Portogallo limita i viaggi all’estero dei cittadini

Il Portogallo, alle prese con un’esplosione di casi di coronavirus, limiterà per due settimane i viaggi all’estero dei suoi cittadini, da domenica. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Eduardo Cabrita.

«Salvo casi eccezionali, durante le prossime due settimane, le uscite dei cittadini nazionali per via aerea, terrestre o marittima, saranno limitate», ha dichiarato durante un discorso in parlamento.

Colloquio tra il direttore l’OMS e il numero uno della Sanità in Cina

In un tweet, il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ringraziato Ma Xiaowei, direttore della Commissione sanitaria nazionale cinese, per una «franca discussione» sulla missione dell’agenzia dell’ONU a Wuhan per indagare l’origine della COVID-19. Ma, hanno riferito i media ufficiali di Pechino, ha tenuto mercoledì una conversazione telefonica col numero uno dell’Organizzazione mondiale della sanità durante la quale i due hanno discusso di prevenzione delle pandemie e della ricerca dell’origine del virus, individuato per primo nella città capoluogo di Hubei alla fine del 2019. Il colloquio è avvenuto alla vigilia della conclusione, certificata oggi, della quarantena da parte del team di esperti mandati dall’OMS a Wuhan. «Grazie al ministro della Salute Ma Xiaowei per la franca discussione» avuto, ha scritto su Twitter il direttore dell’OMS, aggiungendo di aver chiesto agli «scienziati internazionali di ottenere il supporto, l’accesso e i dati necessari e la possibilità di impegnarsi pienamente con le controparti cinesi».

Secondo una dichiarazione rilasciata sul sito web della Commissione sanitaria nazionale, il colloquio ha permesso uno scambio di opinioni sulla prevenzione e sulla valutazione della risposta delle malattie infettive.

Bolsonaro contro un lockdown, «Ci porterà alla miseria»

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è tornato a criticare le misure restrittive imposte da sindaci e governatori per contrastare l’aumento dei casi di COVID-19 nel Paese sudamericano, dove si sta diffondendo una nuova variante del coronavirus. «Il popolo brasiliano è forte, non ha paura del pericolo. L’isolamento e il lockdown ci porteranno alla miseria», ha detto Bolsonaro durante la cerimonia d’inaugurazione di un ponte sul fiume San Francesco, tra gli stati di Sergipe e Alagoas.

«Sappiamo chi sono i più vulnerabili: gli anziani e i malati. Gli altri devono lavorare. Se fossi un padre di famiglia obbligato a rimanere a casa senza poter portare la cena per mia moglie ed i miei figli mi vergognerei», ha aggiunto Bolsonaro.

Germania: AstraZeneca solo per Under 65

La Germania raccomanda anche la vaccinazione con il vaccino del produttore britannico-svedese AstraZeneca, ma con restrizioni. Sulla base dei dati attualmente disponibili, questo vaccino è raccomandato solo per le persone di età compresa tra 18 e 64 anni, ha annunciato il ministero federale della sanità, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa tedesca Dpa.

Canada: AirTransat non vola all’estero

La compagnia aerea canadese Air Transat, specializzata in destinazioni balneari, ha annunciato la sospensione sino a fine aprile dei suoi collegamenti verso l’estero a causa delle restrizioni anti-Covid-19 imposte dal governo di Ottawa. Una decisione che comporterà nuovi licenziamenti, ha aggiunto un portavoce, senza fare numeri. La società conta ora circa 1300 dipendenti, contro i 5000 prima della pandemia.

Il Sudafrica ha approvato il vaccino di AstraZeneca

Il Sudafrica ha approvato per l’uso di emergenza il vaccino anti-Covid-19 della società AstraZeneca e continuerà ad esaminare le domande di Pfizer e Johnson & Johnson per l’eventuale approvazione dei rispettivi vaccini: lo ha reso noto l’autorità nazionale di regolamentazione dei prodotti sanitari (SAHPRA), secondo quanto riporta la Cnn. Il primo milione di dosi del vaccino di AstraZeneca, ha detto il ministro della sanità Zweli Mkhize, arriverà dall’India lunedì primo febbraio. I vaccini destinati al Sudafrica vengono prodotti nei laboratori del Serum Institute of India di Pune. Il Sudafrica è il Paese africano più colpito dal coronavirus, con oltre 1,4 milioni di casi dall’inizio della pandemia e 41’000 morti.

Mercoledì 27 gennaio

(Aggiornato alle 19.10) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono oltre 100,38 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 68 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,16 milioni.

La Norvegia chiude le frontiere

La Norvegia ha deciso di chiudere le proprie frontiere a quasi tutti i non residenti per arginare la diffusione di nuove varianti del coronavirus. Lo ha annunciato la premier Erna Solberg, aggiungendo che le misure, «le più severe dal 12 marzo», entreranno in vigore «a partire dalla mezzanotte» di stasera.

OMS: «La variante inglese in 70 Paesi, la sudafricana in 31»

La variante della COVID-19 individuata per la prima volta in Gran Bretagna è stata rilevata finora in 70 Paesi, 10 in più nell’ultima settimana. Lo ha reso noto l’OMS nel suo ultimo aggiornamento epidemiologico. La variante sudafricana è presente in almeno 31 Paesi, 8 in più in una settimana. Ancora un’altra variante, scoperta in Brasile, si è diffusa in 8 Paesi.

Israele chiude i confini con Giordania ed Egitto

Dopo aver bloccato i propri cieli, Israele ha deciso di chiudere a partire da domani mattina alle 6 (ora locale) e fino a domenica alle 24 i confini con l’Egitto e la Giordania che erano rimasti aperti. La mossa è stata stabilita dal ministro dell’interno Aryeh Deri per impedire alle varianti del virus di entrare nel paese. Il confine del Ponte di Allenby con la Giordania sarà aperto solo per i palestinesi della Cisgiordania. Con tutta probabilità - come annunciato dal premier Benyamin Netanyahu - domani il governo deciderà il prolungamento del lockdown, che scade domenica 31, e il conseguente blocco ai voli in arrivo e in partenza dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

Oltre 18.000 morti in 24 ore nel mondo, è record

Più di 18.000 morti per la COVID-19 sono stati registrati in 24 ore in tutto il mondo: un nuovo record, secondo il conteggio fatto oggi dall’Afp in base ai rapporti comunicati dalle autorità sanitarie. In particolare si contano 18.109 decessi. Dal 20 al 26 gennaio il mondo ha registrato 101.366 morti, ovvero 14.000 in media ogni giorno: è stata la settimana con più vittime dall’inizio dell’epidemia. A fine novembre la media era di 10.000 morti al giorno. Dall’inizio di gennaio la mortalità per la COVID è notevolmente accelerata. Alla fine di novembre il mondo aveva superato il tetto delle 10.000 morti giornaliere. Poi 11.000 a metà dicembre, 12.000 l’8 gennaio, 13.000 tre giorni dopo e il picco di 14.000 morti giornaliere dal 22 gennaio, che è stato superato oggi.

Cinque paesi concentrano più della metà dei 101.000 decessi registrati la scorsa settimana: Stati Uniti (23.675), Messico (9.184), Regno Unito (8.692), Brasile (7.387) e Germania (5.368).

In totale, il mondo ha registrato 2,16 milioni di morti ed ha superato la soglia dei 100 milioni di casi, dal primo segnalato in Cina a dicembre del 2019.

Johnson, revisione del lockdown non prima del 22 febbraio

Le misure del terzo lockdown nazionale britannico «sembrano aver ridotto l’indice Re» di diffusione della COVDI nel Regno Unito sotto la soglia 1, ma non vi sono ancora dati sufficientemente rassicuranti per «riaprire la nostra società e la nostra economia». Lo ha detto il premier Boris Johnson in uno statement di aggiornamento ai Comuni sull’emergenza coronavirus nel quale ha tra l’altro formalizzato la decisione di imporre l’obbligo di quarantena in strutture alberghiere sorvegliate per chiunque rientri da 22 Paesi (del Sudamerica e dell’Africa meridionale, oltre al Portogallo) per allontanare il rischio d’importazione delle temute nuove varianti brasiliana e sudafricana del virus. Johnson ha ribadito che la situazione sull’isola resta al momento «pericolosa», come confermano i numeri su morti e «gli oltre 37’000 pazienti» ricoverati oggi negli ospedali per COVID.

Ha quindi rinviato al 22 febbraio la presentazione di un piano del governo in cui dovranno essere indicate le condizioni per un graduale alleggerimento delle restrizioni attuali e un’uscita dal lockdown. Mentre ha aggiunto che le scuole non saranno riaperte neppure dopo la fine delle tradizionali vacanze di febbraio, e almeno fino al 6 marzo.

Il premier Tory si è poi scontrato con il leader dell’opposizione laburista, Keir Starmer, sulla possibile anticipazione delle vaccinazioni agli insegnanti e al personale scolastico a febbraio. Una proposta avanzata dal Labour, ma che secondo Boris Johnson significherebbe un’intromissione politica nell’indicazioni di priorità suggerite al governo dai consulenti scientifica della Commissione sui vaccini, che privilegiano fino a marzo le persone anziane, i malati più vulnerabili e il personale sanitario. Al riguardo il primo ministro ha quindi sfidato Starmer a dire quali di costoro dovrebbero essere scavalcati e privati temporaneamente del vaccino, secondo il Labour, per avvantaggiare e anticipare la copertura immunitaria fra i docenti. Johnson nel successivo dibattito ha polemizzato anche con altri esponenti dell’opposizione. In particolare con il capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell’Snp, Ian Blackford, accusandolo di alimentare le divisioni fra le nazioni del Regno in piena pandemia, di fronte a un emergenza che solo un Paese unito può affrontare, e di alzare i toni - «in un momento come questo» - sulla richiesta di un nuovo referendum sulla secessione della Scozia nel Regno dopo quello perduto nel 2014.

Finlandia, per timore di varianti blinda i suoi confini

Per proteggersi dalle nuove e più contagiose varianti inglese e sudafricana della COVID-19, la Finlandia ha emanato nuove restrizioni che impediscono l’ingresso nel Paese tranne che per i viaggi ritenuti da Helsinki «essenziali». In Europa la Finlandia è stata tra i Paesi meno colpiti dalla pandemia registrando appena 655 decessi. L’affacciarsi di nuovi ceppi del virus però fa ritenere alla Finlandia che si avvicinano «tempi più duri con il rischio che la situazione peggiori velocemente», come dichiarato il ministro della Salute Krista Kiuru. La maggior parte dei turisti era già stata bandita dal Paese nordico, ma le nuove misure colpiranno il grande bacino del lavoro estone e sospenderanno la libera circolazione per le comunità che vivono lungo i confini settentrionali della Svezia e della Norvegia. «Sulla base della decisone del governo - ha detto il vice comandante della Guardia costiera del Golfo di Finlandia, Mikko Simola - tutti i viaggi legati al lavoro devono essere essenziali per il funzionamento della società o per la sicurezza dell’approvvigionamento».

Varianti: la Gran Bretagna bandisce i viaggi in 22 Paesi

Boris Johnson ha annunciato in Parlamento il bando dei viaggi fra il Regno Unito e 22 Paesi di Sudamerica e Africa Australe e Portogallo per evitare l’importazione delle varianti brasiliana e sudafricana della COVID, nonché l’obbligo di quarantena cautelare in strutture sorvegliate «messe a disposizione dal governo, come hotel», per residenti e cittadini britannici in rientro da quei Paesi. Per il premier viaggiare per turismo e uscire di casa senza giustificazione resta «illegale» in base al lockdown e che le autorità portuali e aeroportuali dovranno verificare le ragioni dei viaggiatori in partenza e in caso rifiutare l’imbarco.

Perù: morta volontaria in test Sinopharm

Una volontaria coinvolta in un test sperimentale di fase III del vaccino cinese prodotto dalla compagnia Sinopharm è morta ieri in Perù di Covid-19. Lo ha reso noto l’Università peruviana Cayetano Heredia (Upch). In un primo momento, indica la radio RPP di Lima, l’università non era stata in grado di dire se la volontaria deceduta, che aveva 54 anni, facesse parte del gruppo a cui era stato inoculato il vaccino o di quello che aveva ricevuto un placebo. Successivamente però la Upch ha diffuso un comunicato in cui si sostiene che «d’accordo con quanto suggerito dall’ente regolatore e con l’autorizzazione del Comitato di sicurezza e monitoraggio dei dati, abbiamo proceduto all’apertura della busta sigillata della compagnia produttrice del vaccino ricevuta dalla volontaria, verificando che lei apparteneva al gruppo del placebo». Nel comunicato si aggiunge che la donna, in apparente buone condizioni di salute prima di ricevere le due dosi del test nell’ottobre scorso, una volta manifestata una polmonite legata al Covid-19, «ha ricevuto tutti i farmaci previsti per curare la malattia e le sue complicazioni, e ha lottato invano per oltre una settimana senza poter superare i problemi emersi».

Thailandia: oltre 800 positivi in un giorno

La Thailandia ha riportato il secondo numero più alto di casi di Covid-19 giornalieri dopo un test di massa nella provincia più colpita del regno. Lo scrive la Cnn online. Il Centro thailandese per l’amministrazione della situazione Covid-19 (CCSA) ha annunciato 819 nuove infezioni, comprese 808 trasmissioni locali. I nuovi casi provengono da un test di massa in corso nella provincia di Samut Sakhon, l’origine dell’ondata più recente della Thailandia. I dati di oggi aumentano il totale nazionale a 15.465 casi, inclusi 76 decessi.

La Bulgaria impone l’obbligo di test negativo per entrare

Il ministro della Salute bulgaro, Kostadin Anghelov, ha emesso oggi un’ordinanza con la quale si introduce l’obbligo, dal 29 gennaio al 30 aprile, del test anti Covid negativo per gli arrivi in Bulgaria dall’Ue e da paesi terzi. Ne fanno eccezione i conducenti di camion e autobus per trasporti internazionali e le persone in transito. Si allentano nello stesso tempo alcune delle misure anti Covid. All’inizio del mese prossimo potranno riaprire i cinema e le sale per eventi culturali al 30% della loro capacità, le sale per fitness (al 50%), nonché i grandi centri commerciali, osservando l’obbligo delle mascherine e del distanziamento sociale. I ristoranti potranno riaprire dal primo marzo al 50% dei posti a sedere, mentre le discoteche e i night continueranno a rimanere chiusi. Dal primo febbraio al 30 marzo tutti i cittadini presenti in luoghi pubblici e nei trasporti pubblici saranno obbligati a portare soltanto mascherine sanitarie, ovvero si vieta l’uso di visiere protettive, scialli e altri mezzi per coprire il naso e la bocca. Ieri il governo bulgaro in una riunione straordinaria ha deciso di prorogare lo stato di emergenza sanitaria fino al 30 aprile. L’attuale periodo di emergenza scade il 31 gennaio.

Belgio: scatta il divieto ai viaggi non essenziali

Scatta da oggi in Belgio il bando ai viaggi non essenziali all’estero, vietati fino al primo marzo. Si potrà entrare o uscire dal Paese, via terra o con aerei, solo per una ragione di necessità o urgenza, come motivi di salute o familiari seri e comprovati, urgenze legali. A chi viaggerà le autorità belghe chiederanno non solo il Passenger locator form, cioè l’autocertificazione che indica i dettagli dello spostamento, ma anche una dichiarazione sull’onore che spiega il motivo del viaggio, accompagnata dai documenti che la provano. Il divieto non si applica ai cittadini transfrontalieri.

Mosca annulla le restrizioni: tutto come prima

Il sindaco di Mosca, Serghei Sobyanin, ha disposto la rimozione delle ultime restrizioni imposte alla capitale, spalancando la porta a una vita di fatto normale. Tutti i locali, come bar, ristoranti, night club e discoteche, potranno tornare a servire i clienti dalle 23:00 alle 06:00 del mattino (la limitazione era stata imposta lo scorso novembre). L’obbligo per le aziende di mettere in smart-working almeno il 30% del personale si è poi trasformato in «raccomandazione». Di fatto le uniche limitazioni ora sono per musei, cinema e teatri, che devono lavorare al 50% della capienza.

Il Giappone verso l’estensione dello stato di emergenza

Il governo giapponese si appresta a estendere lo stato di emergenza se non si vedrà a breve una stabile diminuzione delle infezioni di coronavirus a Tokyo e nel resto dell’arcipelago. Lo anticipano i media nipponici, citando fonti all’interno dell’esecutivo. Attualmente lo stato di emergenza è in vigore nella capitale dal 7 gennaio, e successivamente è stato introdotto in altre 10 prefetture dell’arcipelago, e durerà fino al 7 febbraio. Il numero delle positività a Tokyo ha mostrato una riduzione da inizio gennaio ma l’andamento delle ultime settimane preoccupa ancora le autorità, mentre la percentuale di persone anziane che hanno contratto la malattia è in aumento. Il ministro incaricato per la gestione dell’Emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura, riferendo in Parlamento ha spiegato che l’esecutivo prenderà una decisione a breve, confermando le criticità del sistema ospedaliero, in particolare la cura dei pazienti che presentano gravi sintomi. La decisione su una possibile estensione dello stato di emergenza, ha continuato Nishimura, dipenderà in gran parte dal mantenimento di un livello di efficienza adeguato del servizio sanitario in relazione con l’aumento costante dei casi. Le attuali restrizioni in Giappone non equivalgono a un lockdown sullo stile di quelle europee annunciate all’apice dell’emergenza sanitaria. Alla popolazione viene richiesto un livello di cooperazione adeguato, cercando di limitare le uscite ai servizi essenziali, le aziende vengono esortate a incentivare il lavoro da casa fino a coinvolgere il 70% dei dipendenti, e i ristoranti e i bar devono smettere di servire alcol alle 19.00, anticipando la chiusura alle 20. Ad oggi, a livello nazionale il numero dei contagi di Covid in Giappone si assesta a 372.333, con 5.298 morti accertate.

Quasi 4 mila morti in un giorno negli USA

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri oltre 142mila casi di coronavirus e 3.990 decessi provocati dalla malattia: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, riporta la Cnn. Secondo l’università americana i contagi nella giornata di ieri sono stati 142.511, un dato che porta il bilancio complessivo delle infezioni a quota 25.439.570, inclusi 425.199 decessi. Finora sono state distribuite nel Paese almeno 44.394.075 dosi di vaccini ed almeno 23.540.994 sono state somministrate.

Tre casi di variante amazzonica a San Paolo

Lo stato brasiliano di San Paolo ha confermato tre casi di Covid-19 causati dalla variante identificata in Amazzonia, conosciuta come P.1. Il Giappone è stato il primo Paese ad identificare, lo scorso 10 gennaio, la variante in viaggiatori provenienti da Manaus, capitale dell’Amazzonia. I tre casi nello Stato di San Paolo sono stati confermati dopo il sequenziamento genetico eseguito dall’Istituto Adolfo Lutz: si tratta di tre pazienti Covid ricoverati in ospedale che hanno viaggiato di recente a Manaus.

Biden accelera sui vaccini

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden spinge sull’acceleratore e annuncia una serie di nuove iniziative da «tempo di guerra» contro il Covid. La prima è l’intenzione di ordinare ulteriori 200 milioni di dosi di vaccini Pfizer e Moderna, portando così a 600 milioni il totale rispetto agli attuali 400 milioni. Questo consentirà di vaccinare 300 milioni di americani, l’intera popolazione adulta, entro la fine dell’estate, al massimo l’inizio dell’autunno. Un obiettivo ambizioso da perseguire aumentando le consegne agli Stati a 10 milioni di dosi a settimana rispetto agli attuali 8,6 milioni. «Questo consentirà di vaccinare milioni di americani prima di quanto previsto», afferma Biden mettendo comunque in guardia che ci vorranno ancora mesi prima di vaccinare la maggioranza della popolazione. Mesi durante i quali l’uso della mascherina è cruciale anche alla luce delle varianti inglese, sudafricana e brasiliana che «appaiono più trasmissibili». «Le cose andranno peggio prima di migliorare», ripete Biden rassicurando gli Stati su piani di consegne certi. Finora la maggiore lamentela dei governatori è stata proprio quella di non aver un piano dettagliato sui vaccini consegnati settimanalmente. Biden promette che presenterà loro piani per un arco temporale di tre settimane in modo da facilitare l’organizzazione e forse velocizzare le inoculazioni, evitando che siano accumulate scorte per la seconda dose. Il nuovo maxi ordine da 200 milioni di dosi potrebbe però non avere effetto nel breve termine, aumentando la pressione sull’amministrazione che si è appena insediata e che si è trovata di fronte a un piano vaccini in una «condizione peggiore» di quanto prevedeva. Gli ordini infatti non si traducono a stretto giro in vaccini a disposizione. Ci vorrà comunque del tempo per produrli per le due società, che hanno obblighi da rispettare anche per altri paesi.

Martedì 26 gennaio

(Aggiornato alle 21.07) Secondo i dati della Johns Hopking University, sono oltre 100 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 68 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,14 milioni.

Oltre 100 milioni i contagi registrati

I casi di coronavirus a livello globale hanno superato oggi la soglia dei 100 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana i contagi nel mondo sono attualmente 100.032.461, inclusi 2.149.818 morti. Prosegue così la corsa del virus, che in soli due mesi e mezzo ha raddoppiato il suo bilancio complessivo dall’inizio della pandemia: la barriera dei 50 milioni di contagi, infatti, era stata infranta l’8 novembre scorso.

Johnson, dolore inesprimibile per 100.000 morti GB

Boris Johnson ha formalizzato stasera il superamento dei 100.000 morti nel Regno Unito tra le persone infette da COVID, primo Paese in Europa a superare questa soglia, ammettendo che si tratta di «un dolore difficile da esprimere» e rivolgendo «le condoglianze» a tutti coloro che hanno perduto persone care, spesso «senza neppure poter loro dire addio, nella più grande crisi» affrontata «dalla II Guerra Mondiale». Il premier Tory si è poi impegnato a onorare in futuro, quando la pandemia sarà passata, tutte le vittime e coloro che si sono sacrificati «eroicamente» per salvare vite umane, ma anche a «riflettere» per «trarre lezioni» sugli errori che vengono imputati al suo governo

Primo caso della variante brasiliana negli USA

Primo caso di contagio con la variante brasiliana del Sars-Cov2 negli Stati Uniti. La persona infettata si trova in Minnesota: a rendere pubblico il primo contagio con la variante è stato il dipartimento alla sanità dello Stato. Il paziente è «un residente del Minnesota che aveva recentemente viaggiato in Brasile», hanno dichiarato i responsabili sanitari. Il malato o la malata era risultato positivo il 9 gennaio, ma il contagio con la variante è stato scoperto tramite analisi di sequenza genetica del virus che vengono fatte a campione. Il paziente è in isolamento.

La Germania valuta uno stop ai voli

«Il rischio rappresentato dalle mutazioni del virus impone che si verifichino anche misure drastiche e che se ne discuta nel gabinetto». Lo ha detto il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer alla Bild. «Fra queste misure si prendono in considerazione i controlli più severi alle frontiere, soprattutto con le aree ad alto rischio, ma anche la riduzione quasi a zero della circolazione aerea verso la Germania, come sta facendo Israele», ha spiegato.

Il Portogallo potrebbe spedire i pazienti all’estero

Gli ospedali portoghesi sono sull’orlo del collasso dopo settimane di crescita costante dei ricoveri per Codiv-19 ed è per questo che il governo di Lisbona sta valutando la possibilità di chiedere aiuto a livello internazionale e di inviare pazienti contagiati dal virus ad ospedali di altri paesi. Lo ha rivelato il ministro della Salute portoghese, Marta Temido, in un’intervista alla rete pubblica RTP ripresa da El Mundo, in cui ha affermato che «il governo portoghese sta attivando tutti i meccanismi disponibili, principalmente in ambito internazionale, per garantire che i malati abbiano la migliore assistenza». Alla domanda se l’esecutivo del socialista António Costa stia valutando la possibilità di «chiedere aiuto a livello internazionale ed europeo per il trasferimento di pazienti» in altri paesi, il ministro ha risposto: «Siamo ad un’ estremità della penisola e, quindi, con maggiori difficoltà geografiche, ma in ogni caso ci sono meccanismi e modi per ottenere aiuti e per adeguare forme di collaborazione, ed ovviamente li stiamo valutando».

Nuova Zelanda: verso frontiere chiuse per tutto il 2021

La Nuova Zelanda terrà probabilmente le sue frontiere chiuse ai turisti per il resto dell’anno: lo ha detto oggi la premier Jacinda Ardern durante una conferenza stampa. Lo riporta la Cnn. Ardern ha spiegato che per riaprire i confini bisognerà essere sicuri dell’efficacia dei vaccini contro la diffusione del coronavirus oppure che nel Paese vi sia un numero sufficiente di persone vaccinate. La premier ha confermato l’interesse di Wellington per il ‘corridoio viaggi’ con l’Australia, che è stato sospeso ieri da Canberra per 72 ore, ma ha sottolineato che «il resto del mondo rappresenta un rischio troppo grande per la nostra salute e la nostra economia». Ieri il ministro della Salute australiano, Greg Hunt, ha annunciato la sospensione per 72 ore del ‘corridoio viaggi’ con la Nuova Zelanda dopo l’individuazione del primo contagio locale di coronavirus nel Paese dallo scorso novembre.

La Svezia sospende i pagamenti a Pfizer

La Svezia ha sospeso i pagamenti per i vaccini a Pfizer. Lo rendono noto i media svedesi spiegando che la sospensione è legata alla quantità di dosi prelevabili da ogni fiala dopo che la casa farmaceutica ha fatto sapere che con particolari aghi era possibile prelevarne sei invece che cinque, addebitando la dose aggiuntiva alle forniture. «È inaccettabile. Se un Paese ha la possibilità di ricevere solo cinque dosi, ha ricevuto meno dosi allo stesso prezzo», ha affermato il coordinatore svedese per i vaccini Richard Bergström al giornale Dagens Nyheter.

La Francia esclude un terzo lockdown

«Al momento non c’è alcun motivo per decidere un lockdown»: lo ha detto la segretaria di Stato francese responsabile per l’Industria, Agnès Pannier-Runacher, dopo le voci di questi ultimi giorni sul probabile riconfinamento della Francia. Intervistata da BFM-TV-RMC, la responsabile governativa ha spiegato che prima di decidere su una ulteriore stretta delle misure anti-coronavirus, l’attuale esecutivo aspetta di avere i risultati sull’efficacia del coprifuoco alle 18:00, introdotto due sabati fa e che secondo Pannier-Runacher potrebbero arrivare sabato prossimo. La ministra resta prudente, ma dichiara che «salvo accelerazioni o dati statistici che ci potrebbero indurre a riconsiderare la situazione» «al momento non c’è alcun motivo di decidere un lockdown». «La decisione su un possibile confinamento, che sarebbe il terzo in Francia dall’inizio della crisi legata al Covid-19, «si farà in funzione della circolazione del virus». Il presidente, Emmanuel Macron, presiederà domani all’Eliseo un nuovo consiglio di difesa sanitario per fare il punto della situazione. Contrariamente a quanto ipotizzato in un primo tempo, per ora non sono previsti suoi annunci in tv. L’esecutivo vuole prendere tempo per analizzare l’evolvere della situazione e non dovrebbe prendere decisioni almeno prima della fine di questa settimana.

I casi tornano ad aumentare in Belgio

Il numero medio di infezioni da Sars-Cov-2 è in aumento in Belgio, con 2.119 nuovi casi giornalieri registrati nel periodo dal 16 al 22 gennaio (+5% rispetto al periodo precedente). I ricoveri, in crescita del 17%, sono in media 135 al giorno tra il 19 e il 25 gennaio, secondo i dati provvisori dell’Istituto di sanità pubblica Sciensano diffusi questa mattina. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga. Il numero delle persone attualmente ricoverate a causa del Covid-19 è pari a 1.958 (+2%), di cui 324 in terapia intensiva (+1%). Dal 16 al 22 gennaio una media di 49,9 persone al giorno sono morte a causa del coronavirus (-3,6%), per un totale di 20.814 dalla comparsa del virus in Belgio. Sono stati inoltre eseguiti quasi 42.600 test al giorno, con un tasso di positività del 5,6%. L’incidenza dal 9 al 22 gennaio è di 252,6 nuovi casi ogni 100.000 abitanti (+14%), mentre il tasso di riproduzione è di 1,08. Dall’inizio della pandemia in Belgio, sono stati rilevati 694.858 casi di coronavirus. Ad oggi, 192.100 persone hanno ricevuto la prima dose del vaccino.

AstraZeneca: sbagliato il dato sugli anziani

«Il dato in base al quale l’efficacia del vaccino anti-Covid Oxford-AstraZeneca sia pari all’8% negli anziani over-65 è completamente sbagliato». Lo afferma un portavoce dell’azienda in riferimento alla notizia diffusa da alcuni media tedeschi. In Gran Bretagna, sottolinea, questa fascia di popolazione è stata inclusa nella vaccinazione senza aggiustamento della dose nell’autorizzazione per l’approvvigionamento di emergenza. Lo scorso novembre, ha aggiunto, «l’azienda ha pubblicato sulla rivista Lancet dati che dimostrano come gli anziani hanno evidenziato una forte risposta immunitaria al vaccino, con il 100% del campione che ha generato anticorpi specifici alla proteina Spike dopo la seconda dose».

USA: il bilancio dei morti oltre quota 420 mila

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato quota 420mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana il Paese ha registrato ieri ulteriori 1.758 decessi provocati dalla malattia, un dato che porta il totale delle vittime dall’inizio della pandemia a quota 420.976. Ieri i nuovi casi di contagio sono stati 147.254: il totale delle infezioni sale così a 25.293.295. Finora sono state distribuite negli Usa almeno 41.418.325 dosi di vaccini e almeno 22.734.243 sono state somministrate.

Lunedì 25 gennaio

(Aggiornato alle 22.34) Secondo i dati della Johns Hopking University, sono oltre 99,54 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 67 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,13 milioni.

Biden: «Entro l’estate verso l‘immunità di gregge»

«Potremmo anche arrivare a vaccinare 150 milioni di americani nei primi 100 giorni della mia presidenza». Lo ha detto il presidente USA Joe Biden, spiegando che «entro l’estate dovremmo essere sulla strada dell’immunità di gregge».

Telefonata Merkel-Biden, «Insieme contro la pandemia»

La cancelliera tedesca Angela Merkel si è congratulata al telefono con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden per il suo insediamento. Lo riferisce il portavoce del governo Steffen Seibert in una nota.

La cancelliera ha espresso al nuovo presidente USA la volontà della Germania di assumersi la responsabilità insieme ai suoi partner europei e della Nato nell’affrontare i compiti internazionali.

Biden e Merkel hanno concordato sulla necessità di rafforzare gli sforzi internazionali per contrastare la pandemia del coronavirus. La cancelliera infine ha accolto con favore il rientro degli USA nell’Organizzazione mondiale della sanità.

I media tedeschi affermano: «AstraZeneca efficace solo all’8% su over 65»

Il vaccino di AstraZeneca avrebbe un impatto estremamente ridotto, e cioè solo dell’8%, sugli ultra 65enni. Lo scrive Handelsblatt, citando le stime del governo tedesco. Il giornale deduce dai dati che la strategia della Germania sul vaccino potrebbe rivelarsi un fiasco.

Divieti d’ingresso negli USA

La Casa Bianca ha confermato che il presidente Joe Biden imporrà nuovamente da domani (oggi in Svizzera) il divieto di entrare negli Stati Uniti alla maggior parte dei cittadini non statunitensi provenienti da Regno Unito, Brasile, Irlanda e gran parte dell’Europa. Ed estenderà questo divieto anche a chi arriva dal Sudafrica, dopo le segnalazioni delle nuove varianti negli Usa. Tale decisione si inserisce nel piano della nuova amministrazione democratica Usa per combattere l’epidemia che sta dilagando nel Paese più colpito al mondo dal Covid-19, sia in termini di contagi (25,14 milioni) che di morti (oltre 419 mila). Biden ripristinerà il bando anti-Covid ai viaggiatori provenienti pure dall’area Schengen. Restrizioni che l’ex inquilino della Casa Bianca Donald Trump aveva deciso di revocare a partire dal 26 gennaio.

Bolivia: dimesso l’ex presidente Morales

L’ex presidente boliviano Evo Morales ha indicato di avere superato il Covid-19 che lo aveva colpito giorni fa e di essere stato dimesso dalla clinica di Cochabamba dove era ricoverato dal 13 gennaio. Via Twitter, Morales ha detto di «essere molto riconoscente al personale medico e ai dipendenti della clinica Olivos per l’assistenza offertami e che ha reso possibile il mio ritorno a casa». Secondo il portale di notizie Erbol, comunque, l’ex capo di Stato dovrà restare in isolamento nella sua residenza per un paio di settimane, sottoponendosi a cure fisioterapiche e di rigenerazione polmonare. Una commissione medica, si è infine appreso, ha esaminato i rapporti di laboratorio ed il test negativo al Covid-19 concludendo che Morales era in via di chiara guarigione e poteva essere dimesso.

L’Australia sospende i viaggi con la Nuova Zelanda

Il ministro della Salute australiano, Greg Hunt, ha annunciato la sospensione per 72 ore del «corridoio» per i viaggi con la Nuova Zelanda. Lo riporta il Guardian. La decisione è stata presa dopo l’individuazione del primo contagio locale di coronavirus in Nuova Zelanda dallo scorso novembre. Il timore delle autorità australiane è che si possa trattare di un caso di variante sudafricana, una mutazione del Covid-19 molto più contagiosa.

Argentina: la vicepresidente Kirchner vaccinata con Sputnik V

L’ex presidente ed attuale vicepresidente dell’Argentina, Cristina Kirchner, ha ricevuto in un ospedale di Avellaneda, in provincia di Buenos Aires, la prima dose del vaccino russo Sputnik V contro il coronavirus. Lo riferisce il canale di notizie Tn. È stato il viceministro della Salute della provincia di Buenos Aires in persona, Nicolás Kreplak, ad applicare nell’ospedale Presidente Perón la prima delle due dosi previste del vaccino. Confermando via Twitter l’evento, la Kirchner ha sottolineato: «In questo modo non solo mi prendo cura di me stessa, ma anche degli altri». Vestita di bianco e con indosso una maschera con la riproduzione di un abbraccio tra lei e il defunto marito, l’ex presidente Néstor Kirchner, si è quindi offerta ai fotografi mostrando il certificato ricevuto dall’ospedale. Prima di lei avevano già deciso di farsi inoculare la prima dose del vaccino Sputnik V anche il presidente Alberto Fernández, il governatore di Buenos Aires, Axel Kicillof, e i ministri della Salute della Nazione, Ginés González García, e della Provincia di Buenos Aires, Daniel Gollán. L’Argentina è uno dei paesi che ha fatto la scelta prioritaria di utilizzare il farmaco del laboratorio russo Gamaleya. Due voli della compagnia Aerolineas Argentina hanno già trasportato giorni fa 600.000 dosi del vaccino Sputnik V e domani partirà un altro aereo della compagnia di bandiera in direzione di Mosca, con l’obiettivo di portare altre 600.000 dosi.

Gran Bretagna: il governo valuta quarantena per chi viaggia

Il governo britannico sta «valutando attivamente» la possibilità d’imporre a chi viaggia nel Regno, oltre all’obbligo di certificato Covid negativo già in vigore, anche quello di isolarsi in strutture alberghiere appositamente sorvegliate per una quarantena precauzionale di 10 giorni, come già avviene in Australia o in Nuova Zelanda. Lo ha confermato stamattina il primo ministro Boris Johnson durante una visita a un centro vaccini e prima d’una riunione del consiglio dei ministri dedicata a discutere anche di questo. «Abbiamo realizzato che esiste il rischio almeno teorico d’importare dall’estero varianti (del coronavirus) resistenti ai vaccini che dobbiamo tenere sotto controllo», ha rimarcato Johnson, spiegando che si tratta di «proteggere il Paese» in un momento nel quale esso sta cercando di frenare il rimbalzo di contagi interni, alimentato dalla cosiddetta variante inglese. Allo stesso tempo l’obiettivo è di dare copertura vaccinale entro metà febbraio alla sua intera popolazione «più vulnerabile» dopo aver raggiunto ieri un totale di «6,3-6,4 milioni» di prime dosi somministrate. In questo contesto l’opzione dell’isolamento dei viaggiatori in hotel, invece che in casa, «è certamente un’idea su cui stiamo lavorando attivamente, poiché abbiamo bisogno di soluzioni che ci diano la massima protezione possibile contro la riammissione dell’infezione dall’estero», ha concluso Johnson. Quanto alle pressioni di alcuni deputati della maggioranza Tory per una una data sulla riapertura delle scuole, il premier è invece rimasto abbottonato. «Le scuole saranno ovviamente una priorità» quando potrà essere alleggerito il lockdown, ha detto, «ma non credo che nessuno possa pensare di veder revocate le restrizioni di fronte a un tasso d’infezione ancora molto alto».

Madrid: vietati incontri in casa, coprifuoco alle 22

Entrano in vigore oggi a Madrid le nuove restrizioni anti-Covid annunciate venerdì scorso per contrastare la terza ondata della pandemia. Da oggi, ricorda El Pais, sono vietati gli incontri in casa tra persone non conviventi e il coprifuoco è stato anticipato dalle 23 alle 22, dopo che era già stato spostato dalle 24 alle 23 appena una settimana fa. Inoltre, negozi e ristoranti - dove le persone al tavolo sono ridotte a un massimo di 4 - dovranno chiudere alle 21. Tra le misure annunciate venerdì dal ministro della Salute della regione di Madrid, Enrique Ruiz Escudero, anche la riduzione della capacità nei centri ricreativi, teatri, cinema e altre strutture culturali.

Brasile: Stato di San Paolo è di nuovo zona rossa

Lo Stato di San Paolo, il più popoloso e ricco del Brasile, inizia oggi la fase più acuta dell’isolamento sociale, imposto dalle autorità dopo l’aumento dei casi di coronavirus. Il governatore, Joao Doria, ha stabilito che, dal lunedì al venerdì, dalle 20 alle 6, entra in vigore la cosiddetta ‘fase rossa’, che durerà per 48 ore consecutive nel fine settimana. Questo livello di restrizioni consente l’apertura di servizi essenziali come farmacie, mercati e hotel, determinando limitazioni al funzionamento di ristoranti, centri commerciali e bar. Nella megalopoli di San Paolo e nei comuni che compongono la sua area metropolitana, con circa 18 milioni di abitanti, si è passati dalla fase gialla a quella arancione, la seconda più grave, che prevarrà tra le 6 e le 20 dal lunedì al venerdì. Lo Stato di San Paolo guida la classifica dei decessi per Covid con oltre 51’500 vittime su un totale di 217 mila in tutto il Paese sudamericano. Proprio oggi tra l’altro si celebra il 467esimo anniversario della città di San Paolo, con una cerimonia a sostegno della vaccinazione a cui parteciperanno gli ex presidenti Fernando Henrique Cardoso (1995-2002) e Michel Temer (2016-2018).

Domenica 24 gennaio

(Aggiornato alle 17.34) Sono oltre 98,83 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 67 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,12 milioni.

Usa superano i 25 milioni di casi

Gli Usa hanno superato i 25 milioni di contagi da Covid, secondo i dati della Johns Hopkins University. Le vittime sono oltre 417 mila.

Israele, chiuso una settimana l’aeroporto Ben Gurion

Il governo israeliano ha approvato, su proposta del premier Benyamin Netanyahu, la chiusura dell’aeroporto Ben Gurion per i voli in arrivo e in partenza da domani notte fino a domenica 31 gennaio - fine del lockdown - a causa del covid.

La mossa è stata appoggiata da tutti i ministri eccetto quello dell’Assorbimento degli immigranti PninaTamano-Shata che ha definito, secondo i media, «irragionevole» cancellare i voli previsti per chi vuole emigrare (aliyah) nello stato ebraico. La decisione è stata presa per impedire l’ingresso delle versioni mutate del virus e contro un possibile avvio di una variante israeliana immune al vaccino.

A Parigi ristoranti nei mercati per sopravvivere alla crisi

I mercati rionali di Parigi aprono le porte ai ristoranti in crisi. E’ l’iniziativa lanciata nella capitale francese per sviluppare l’asporto e renderlo più accessibile ai clienti.

Si chiama «Place aux restos! (Spazio ai ristoranti!) e parte con la proposta a proprietari e gestori di ristoranti chiusi da mesi di investire in 161 stand messi a disposizione dal comune di Parigi e posizionati in 50 mercati in tutti i quartieri della capitale. Il tutto nel rispetto dei protocolli sanitari previsti dalle misure contro il Covid-19.

Per tutte le informazioni basta andare sul sito del comune di Parigi. Sono ammessi i ristoratori indipendenti, escludendo quindi le grandi catene, che avranno a disposizione spazi espositivi pagando una piccola quota. La maggioranza degli stand, un centinaio, sono dotati di acqua corrente ed elettricità e saranno operativi dai prossimi giorni.

Gran Bretagna: vaccinati 5,8 milioni di persone, 478mila solo ieri

«Abbiamo vaccinato 5,8 milioni di persone nel Regno Unito, con un record di 478mila prime dosi somministrate in un solo giorno ieri». E’ quello che ha scritto su Twitter il premier britannico Boris Johnson.

Ogni immunizzazione «ci porta più vicini a sconfiggere il virus». «Se siete chiamati per il vaccino, per favore presentatevi», conclude il tweet del premier. La maggior parte dei vaccinati, però, non hanno ancora ricevuto la seconda dose di vaccino, quindi hanno un livello molto più basso di protezione.

Michel: «L’UE farà rispettare i contratti sui vaccini»

L’UE intende «fare rispettare i contratti firmati» dalla Pfizer sui vaccini, se necessario anche ricorrendo a mezzi legali. Lo ha detto oggi Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ospite della trasmissione ‘Grand Rendez-vous’ della radio Europe 1.

«Possiamo utilizzare a questo scopo tutti i mezzi giuridici a nostra disposizione», ha affermato Michel.

La Germania userà il trattamento sperimentale già somministrato a Trump

La Germania diventerà il primo paese dell’Unione europea a utilizzare il trattamento sperimentale a base di anticorpi somministrato all’ex presidente USA Donald Trump contro la COVID-19. Lo ha annunciato oggi il ministro della Salute Jens Spahn. «Il governo ha acquistato 200.000 dosi per 400 milioni di euro», ha detto al quotidiano Bild am Sonntag. Questo cocktail di anticorpi «monoclonali» sarà utilizzato negli ospedali universitari la prossima settimana, ha detto il ministro.

Gran Bretagna: «I vaccinati possono trasmettere la COVID, seguite le regole»

Le persone che sono state vaccinate contro il coronavirus potrebbero comunque trasmetterlo a chi non ha ancora ricevuto il farmaco, per questo è importante continuare a seguire le regole di distanziamento sociale. È l’avvertimento del professor Jonathan Van Tam, consulente del governo britannico e vice capo della Sanità inglese. In Gran Bretagna sono 5,8 milioni le persone che hanno ricevuto la prima delle due dosi di vaccino necessarie, 478.248 soltanto nella giornata di ieri, numero record dall’inizio del programma l’8 dicembre. Tuttavia, scrive il professore in un articolo pubblicato sul Sunday Telegraph, «anche se le avete avute entrambe potreste trasmettere la COVID-19 a qualcun altro». Il vaccino «può evitare di ammalarsi in modo grave», spiega Van-Tam, «ma non sappiamo ancora se impedisce il contagio».

Giappone, previsti ritardi nella campagna vaccinale

In Giappone l’80% delle prefetture anticipa difficoltà sul reclutamento di un numero sufficiente di dottori e infermieri per l’avvio della campagna di vaccinazioni contro il coronavirus, prevista per la fine di febbraio. Lo rivela un’indagine della agenzia Kyodo, condotta nelle 47 prefetture dell’arcipelago. Tra queste, 30 evidenziano come maggiore impedimento la selezione appropriata di luoghi pubblici in cui può essere gestito il piano di somministrazione dei vaccini, 18 prefetture citano la scarsità delle risorse finanziarie a propria disposizione, mentre altre 16 sottolineano l’aspetto logistico, inclusa le procedure di refrigerazione delle fiale prima del loro utilizzo. In Giappone, a differenza degli altri paesi, le vaccinazioni non saranno disponibili prima di fine febbraio e riguarderanno inizialmente gli operatori medici, seguiti dalle persone con più di 65 anni di età in marzo, e successivamente chi soffre di malattie croniche. Fonti dell’esecutivo, citate dai media nipponici, prevedono che la campagna di inoculazione per la popolazione non dovrebbe avvenire prima di maggio.

Cina: città in lockdown senza cibo e medicine

Gli abitanti della città cinese di Tonghua, in lockdown da una settimana a causa di un aumento dei casi di coronavirus, hanno denunciato sui social media locali di essere a corto di cibo e medicinali. Lo riporta il Guardian citando i media locali. C’è chi si è lamentato di avere «scorte solo per i prossimi due, tre giorni», chi ha detto di «non poter essere ricoverato per la chemioterapia» e chi, «incinta di sette mesi» non ha potuto eseguire gli esami necessari. Jiang Haiyan, la vice sindaco della città che conta oltre 2 milioni di abitanti, ha assicurato che farà del suo meglio per incrementare la distribuzione di beni di prima necessità. Il dipartimento locale per il controllo della pandemia ha promesso ai residenti che ogni famiglia sarà dotata di forniture valide per cinque giorni, a metà prezzo. Stando ai dati annunciati dalle autorità cinesi ieri a Tonghua ci sono 246 casi di Covid-19, 50 dei quali asintomatici.

Proteste anti lockdown in Olanda

Centinaia di persone sono state arrestate in Olanda dopo le proteste contro il lockdown ieri che sono sfociate in forti scontri con la polizia. Lo riporta il Guardian. «Questa è violenza criminale, non una protesta. E la tratteremo come tale», ha detto il premier Mark Rutte parlando con la stampa. Ad Eindhoven, dove sono state arrestate 30 persone, i manifestanti hanno dato fuoco ad auto e cassonetti e lanciato pietre contro la polizia che ha usato cannoni ad acqua per disperderli. Anche ad Amsterdam gli agenti hanno sparato acqua contro la folla. Quella di ieri è stata la manifestazione più violenta in Olanda dall’inizio della pandemia. Il giorno prima, un gruppo di violenti avevano dato fuoco a un laboratorio di test per il Covid nel paesino di Urk.

Austria: scatta l‘obbligo delle FFP2

In Austria la pandemia non rallenta in modo significativo, nonostante il paese sia in lockdown da Natale. Per questo motivo oggi scatta l’obbligo di indossare mascherine Ffp2 nei negozi e sui mezzi pubblici. Il distanziamento minimo sale da un metro a 2 metri. L’obbligo Ffp2 vale anche per chi va in macchina con persone con le quali non convive, per le visite negli ospedali e nella case di riposo e per i passeggeri delle Austrian Airlines. A Vienna le Ffp2 vanno indossate anche negli uffici pubblici. La multa è di 25 euro, sui treni Oebb di 40 e sui mezzi pubblici a Vienna di 50 euro. Alcuni supermercati, in una prima fase, distribuiscono le mascherine Ffp2 gratis, altri le vendono a 59 centesimi.

Sabato 23 gennaio

(Aggiornato alle 15.25) Ha superato quota 98,1 milioni il numero dei casi di contagio da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 67 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,1 milioni.

In Usa vaccinati 16,2 milioni, 4,9% della popolazione

Negli Usa finora sono solo 16,2 milioni le persone che hanno ricevuto la prima dose del vaccino anti Covid, pari al 14,2% della popolazione considerata prioritaria e al 4,9% della popolazione totale. Lo riferiscono i media americani. Gli Stati Uniti sono stati il secondo Paese occidentale a partire con la campagna di vaccinazione, dopo la Gran Bretagna.

Austria, casi di ceppo sudafricano in Tirolo

In Tirolo, in Austria, è stata rilevata per la prima volta la variante sudafricana del Covid-19. Si tratta - come comunica il Land Tirolo in una nota - di 5 casi di un focolaio a Hochfuegen, nella Zillertal. La presenza del ceppo sudafricano è stata confermata dall’Agenzia nazionale della salute Ages. Tra gli infettati ci sarebbero soprattutto dipendenti delle funivie della valle tirolese. Altri 21 tamponi dello stesso cluster sono invece riconducibili alla variante britannica, informa l’Ages. Domenica saranno effettuati test a tappeto tra la popolazione del distretto di Schwaz.

Oslo in semi-lockdown dopo casi di variante inglese

Negozi e centri commerciali chiusi salvo quelli essenziali, viaggi e pasti con amici sconsigliati, possibilità per i comuni di chiudere le scuole, didattica a distanza per le scuole superiori, eventi pubblici cancellati tranne i funerali, ristoranti limitati al cibo da asporto: sono alcune delle restrizioni annunciate dal governo norvegese, le misure più severe dall’inizio dell’epidemia a Oslo e nella sua regione dopo il rilevamento di casi della variante inglese in una località vicino alla capitale.

«Abbiamo implementato le misure più rigorose dallo scorso marzo in dieci comuni. In alcune zone, stiamo andando anche oltre rispetto a marzo», ha osservato il ministro della Salute, Bent Hoie, in conferenza stampa, riconoscendo che questo significherà «una vita quotidiana difficile per molti».

Le restrizioni, in vigore almeno fino al 31 gennaio, fanno seguito alla rilevazione di casi della variante inglese del coronavirus, più contagiosa, in una casa di riposo nel comune di Nordre Follo, a 30 km da Oslo.

Variante sudafricana rilevata a Cuba e Panama

Le autorità sanitarie di Cuba e di Panama hanno reso noto ieri di aver rilevato, nell’ambito della pandemia da Covid-19, casi di variante sudafricana del virus.

All’Avana, la dottoressa María Guadalupe Guzmán Tirado, responsabile del Centro di investigazione dell’Istituto di medicina tropicale Pedro Kourí (Ipk), ha reso noto che questa variante, già isolata in una ventina di Paesi, è stata trovata in un viaggiatore asintomatico proveniente dalla Repubblica sudafricana.

Da parte sua il ministero della Salute di Panama ha pubblicato sulla sua pagina web un comunicato in cui indica che «grazie alla capacità diagnostica disponibile del sistema di vigilanza epidemiologica e di laboratorio del settore pubblico, è stato possibile localizzare un caso positivo proveniente dal Sudafrica con la variante N501Y-V2 del Sars-Cov2».

Sudafrica, oltre 40 mila i morti da inizio pandemia

Ha superato quota 40 mila il numero dei decessi legati al Covid-19 registrati ufficialmente nel Sudafrica, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. Il Paese africano da 55 milioni di abitanti ha contato finora oltre 1,39 milioni di casi di contagio, di cui 1,2 milioni guariti.

Ieri il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, ha evocato il timore che la variante sudafricana del nuovo coronavirus possa rivelare maggiore resistenza ai vaccini esistenti fino «al 50%» rispetto al ceppo originario dell’infezione.

Hong Kong, lockdown di 2 giorni per migliaia di cittadini

A migliaia di cittadini di Hong Kong è stato ordinato di rimanere a casa oggi, nel primo lockdown per Covid-19 della città mentre le autorità tentano di testare tutti i residenti di un quartiere densamente popolato colpito da un’ondata di infezioni.

L’ordine è stato emesso durante la notte e copre più blocchi abitativi nel quartiere di Jordan a Kowloon. «Le persone soggette a test obbligatori sono tenute a rimanere nei loro locali fino a quando tutti nell’area non siano stati testati e i risultati siano stati accertati», ha detto il governo in una nota aggiungendo che prevede di completare i test in 48 ore.

Sri Lanka, positiva ministra Salute che bevve "pozione"

La ministra della Salute dello Sri Lanka, che ha pubblicamente approvato la stregoneria e le pozioni magiche per fermare le crescenti infezioni da coronavirus nell'isola dell'Oceano indiano, è risultata positiva al Covid-19 e si metterà in isolamento.

Pavithra Wanniarachchi aveva pubblicamente consumato e approvato una 'pozione magica', che in seguito si rivelò contenere miele e noce moscata, prodotta da uno stregone che sosteneva che funzionasse come inoculazione per tutta la vita contro il virus. Ha anche versato una pentola di acqua 'benedetta' in un fiume a novembre dopo che un sedicente uomo-dio le aveva detto che questo avrebbe posto fine alla pandemia.

La nazione insulare di 21 milioni di abitanti ha approvato ieri l'uso d'emergenza del vaccino sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford solo poche ore dopo che Wanniarachchi è risultata positivo, hanno detto funzionari locali. Un altro giovane ministro che aveva anche preso la pozione resa popolare da Wanniarachchi è risultato positivo al Covid all'inizio di questa settimana.

Venerdì 22 gennaio

Ha superato quota 97,4 milioni il numero dei casi di contagio da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 67 milioni già guariti. I decessi hanno superato i due milioni.


Pechino, test di massa per 2 milioni di persone
Il centro di Pechino è coinvolto in un ciclo di test di massa anti Covid-19 per un totale di quasi 2 milioni di persone. Il distretto di Dongcheng ha organizzato un programma per controllare tutti i suoi 790.000 residenti tra oggi e domani. Quello vicino di Xicheng, che conta circa 1,14 milioni di abitanti, si è organizzato per completare un piano simile nello stesso periodo di tempo, allo scopo di contrastare i rischi dei casi importati di coronavirus. Lo stesso distretto, secondo i media locali, aveva in precedenza condotto quattro round di test sulla popolazione considerata più ad alto rischio.

Ungheria firma accordo per grande quantità Sputnik V

L’Ungheria ha firmato un accordo per acquistare «grandi quantità» di vaccino russo, sebbene non sia stato ancora esaminato dalle autorità sanitarie europee. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Peter Szijjarto, in visita a Mosca, in un video pubblicato sul suo account Facebook. «I dettagli verranno forniti più tardi», ha aggiunto. Ieri il Russian Direct Investment Fund (il fondo sovrano russo) aveva annunciato l’approvazione dello Sputnik V da parte dell’Istituto Nazionale di Farmacia e Nutrizione dell’Ungheria (OGYÉI). L’Ungheria è diventata così il primo paese dell’Unione Europea ad autorizzarne l’uso.

La Germania supera la soglia dei 50mila morti
Anche la Germania ha superato la soglia dei 50.000 morti dall’inizio della pandemia di coronavirus. Lo ha comunicato l’Istituto Robert Koch, l’ente di stato che si occupa del controllo delle malattie infettive, nel suo bollettino quotidiano. (ANSA-AFP).

Giovedì 21 gennaio

Ha superato quota 96,8 milioni il numero dei casi di contagio da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 67 milioni già guariti. I decessi hanno superato i due milioni.

Impennate dei contagi in Francia, si sospetta nuova variante

«Fiammate» locali di contagi - che esplodono in modo esponenziale in alcune zone della Francia - alimentano negli ultimi giorni l’ipotesi di una nuova variante sconosciuta della COVID-19, più contagiosa di quelle osservate finora nel Paese. Nell’ospedale di Compiègne, a nord di Parigi, sono 160 i pazienti contagiati e la cosiddetta variante inglese, subito sospettata, è stata esclusa dalle analisi. Analogo fenomeno è stato registrato nel sud-ovest, nel centro e nell’est dove in diversi ospedali si registra una media di contagi molto più alta di quella nazionale. Nell’ospedale di Compiègne, oltre ai degenti, si sono contagiati 75 membri del personale, medico e paramedico, portando il totale dei contagi a cifre toccate soltanto nella prima ondata.

La direttrice dell’ospedale, Catherine Latger, ha detto alla radio Europe 1 che «la variante inglese non è stata individuata» nelle analisi dei contagiati: «Abbiamo chiesto nuove analisi per verificare la presenza di nuove varianti non identificate», ha aggiunto.

Africa registra più alto tasso di mortalità al mondo

L’Africa, a corto di provviste di ossigeno e di altre forniture, lotta contro la «seconda ondata» di Covid-19, che fa registrare un tasso di mortalità superiore a quello globale. È l’allarme lanciato oggi dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie del continente (Africa Cdc), che segnala circa 3,3 milioni di casi e quasi 82’000 decessi.

Questi dati rappresentano una piccola parte di quella globale, ma i contagi hanno conosciuto un aumento di una media del 14 per cento in ogni settimana dello scorso mese. Il direttore di Africa Cdc, John Nkengasong, ha detto in un’odierna conferenza stampa che il tasso di mortalità del continente è pari attualmente al 2,5 per cento, mentre quello globale è del 2,2 per cento. All’inizio della pandemia, invece, il tasso di mortalità africano era inferiore a quello segnalato nel resto del mondo, ha aggiunto.

In complesso sono 21 i Paesi africani che hanno riportato un tasso più alto del 2,2 per cento, ha specificato Nkengasong, con alcuni che lo superano ampiamente come il Sahara Occidentale, a quota 11,8 per cento, il Sudan con il 6,2 per cento, l’Egitto con il 5,5 per cento, la Liberia con il 4,4 e il Mali con il 4 per cento. Nkengasong ha parlato di medici e infermieri «travolti dal lavoro» che non possono prendersi cura dei pazienti, nonché di «letti e rifornimenti limitati», citando anche il bisogno di maggiori forniture di ossigeno, che sta diventando «critico».

Ungheria primo paese Ue ad approvare lo Sputnik V

Il Russian Direct Investment Fund (RDIF, il fondo sovrano russo) annuncia che il vaccino Sputnik V è stato approvato dall’Istituto nazionale di farmacia e nutrizione dell’Ungheria (OGYÉI). Così l’Ungheria è diventata il primo paese dell’Unione europea ad autorizzare l’uso dello Sputnik V. Il vaccino è stato approvato sotto la procedura di autorizzazione per l’uso di emergenza. L’approvazione si basa sui risultati dei test clinici dello Sputnik V in Russia e su una valutazione completa del vaccino da parte degli esperti in Ungheria, fa sapere il RDIF.


Mosca: «Riapriranno musei e biblioteche»

Il sindaco di Mosca, Serghiei Sobyanin, ha firmato una nuova ordinanza sulle misure contro il Covid-19 che permette la riapertura dei musei e delle biblioteche a partire da domani. Nei teatri, nei cinema e nelle sale da concerto l’affluenza massima consentita sale dal 25% al 50% della capacità totale di ogni struttura. Riaprono inoltre i college, le scuole sportive e quelle di formazione supplementare che dipendono dal Comune di Mosca. Negli istituti universitari, le lezioni saranno invece a distanza fino al 6 febbraio per decisione del ministero dell’Istruzione.

Dal 18 gennaio, le scuole russe hanno ripreso le lezioni in aula per tutti gli studenti, compresi quelli dalla sesta classe in avanti, che a Mosca hanno studiato a distanza per buona parte della prima metà dell’anno scolastico. Nella capitale russa restano in vigore le altre restrizioni, comprese quelle sugli orari di apertura e chiusura di bar, ristoranti, sale da ballo e altri locali pubblici.

Morti in Usa superano quelli della II Guerra mondiale

Il numero dei decessi per Covid negli Stati Uniti è pari a 405.400 ed ha superato i 405.399 morti americani fra militari e civili nella Seconda Guerra Mondiale (cifra ufficiale del Dipartimento per i reduci). E’ quanto emerge dal conteggio della Johns Hopkins University.

Mercoledì 20 gennaio

Ha superato quota 96 milioni il numero dei casi di contagio da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 67 milioni già guariti. I decessi hanno superato i due milioni.

Crescono i rischi in Cina

La Cina sta affrontando rischi crescenti dall’epidemia di COVID-19 dopo che diversi focolai sono emersi in alcune parti del Paese in vista della Festa di primavera. Lo ha detto oggi in una conferenza stampa a Pechino Mi Feng, funzionario della Commissione Sanitaria Nazionale, affermando che nel corso della scorsa settimana si sono verificati 757 casi trasmessi localmente in Cina continentale. Il funzionario ha aggiunto che il numero di persone fra loro in stretto contatto sotto osservazione medica ha raggiunto il massimo negli ultimi dieci mesi. Mi ha detto che i focolai recentemente riportati si sono verificati principalmente in aree rurali, aggiungendo che la diffusione del virus nelle famiglie, nelle comunità e nelle scuole ha posto una sfida agli sforzi di contenimento della malattia.

Nel Regno Unito 1820 morti in un giorno

Ancora un record assoluto giornaliero di morti censiti per COVID-19 nelle 24 ore nel Regno Unito, che tocca quota 1820 contro i 1610 di ieri. Il Paese è alle prese con una variante più aggressiva del virus che il lockdown nazionale sta solo lentamente frenando e che fa sentire ora i suoi effetti sui decessi a un paio di settimane dai picchi sui contagi. Si assesta invece a quasi 39.000 sul fronte dei nuovi casi certificati dai dati governativi di oggi, su quasi 580.000 test. Mentre le vaccinazioni salgono a oltre 5 milioni fra prime e seconde dosi somministrate (4,6 milioni e quasi mezzo milione, rispettivamente)

Martedì 19 gennaio

(Aggiornato alle 21) Ha superato quota 95,5 milioni il numero dei casi di contagio da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 66 milioni già guariti. I decessi hanno superato i due milioni.

Negli USA più di 400 mila morti

Gli Stati Uniti hanno superato i 400 mila morti a causa della COVID-19. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University.

Nuovo record di morti nel Regno Unito

Nuovo record assoluto di 1.610 morti per COVID-19 (contro i circa 600 conteggiati ieri) nel Regno Unito, alle prese con una variante più aggressiva del virus che il lockdown nazionale sta solo lentamente frenando. Lo certificano i dati governativi diffusi oggi, che includono peraltro un recupero statistico di alcuni dati raccolti in ritardo nel weekend. I nuovi contagi giornalieri sono scesi invece a 33.355, contro i 37.535 di ieri. Il totale dei decessi ufficiali - conteggiati includendo chi è morto dall’inizio della pandemia entro 28 giorni dal primo test positivo da coronavirus - supera ora nel Paese quota 91.000.

Germania in lockdown fino al 14 febbraio

Lo Stato e i Länder si sono accordati sul prolungamento del lockdown in Germania fino al 14 febbraio. Lo scrive la Dpa. Restano chiuse gastronomia, negozi al dettaglio e attività del tempo libero. Confermato l’obbligo di mascherine Ffp2 o mediche nei negozi e sui trasporti pubblici e una crescente pressione sulle imprese perché facciano lavorare da casa il personale.

Gb il Paese con più alto tasso di mortalità al mondo

È il Regno Unito il Paese con il più alto tasso di mortalità da coronavirus al mondo: è quanto emerge dalle statistiche della piattaforma di ricerca ‘Our World in Data’ basata nell’Università di Oxford, secondo quanto riporta l’Independent.

Il triste record giunge alla luce di una media di 935 decessi giornalieri provocati dalla malattia nel Paese negli ultimi sette giorni, equivalenti a 16,55 morti al giorno per ogni milione di abitanti. Il Regno Unito supera così la Repubblica Ceca, che guidava questa classifica di 30 Paesi dall’11 gennaio scorso. Il Paese con il tasso di mortalità più basso è Israele (5,51).

Gli Usa superano i 24 milioni casi
Gli Usa hanno superato i 24 milioni di casi e si stanno avvicinando alle 400 mila vittime (398.981 per l’esattezza) per Covid. Lo indicano i dati della Johns Hopkins University.

Lunedì 18 gennaio

Ha superato quota 95 milioni il numero dei casi di contagio da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 66 milioni già guariti. I decessi hanno superato i due milioni.

Berlino non esclude la chiusura delle frontiere

Il ministero dell’Interno tedesco non esclude che si possa arrivare di nuovo a chiudere le frontiere in Germania, a causa del coronvirus. Nell’incontro di domani sulla COVID-19, fra Angela Merkel e i Laender, verranno prese in considerazione tutte le opzioni, ha spiegato il portavoce. Il presidente della Baviera, Markus Soeder, aveva precedentemente esortato a una strategia europea contro il virus, aggiungendo che «se questa non dovesse riuscire, una chiusure delle frontiere nazionali sarebbe ragionevole».

Gran Bretagna, quasi il 30% delle persone ricoverate torna in ospedale

Quasi un terzo delle persone ricoverate in Inghilterra nei mesi scorsi per forme significativamente sintomatiche di Covid-19 ha dovuto tornare in ospedale entro i 140 giorni successivi, poco più di 3 mesi, alle prese con postumi pesanti dell’infezione; e il 12,3% è alla fine morto. Lo ha rilevato uno studio a campione presentato ieri dall’University College di Londra e dall’ateneo di Leicester e ripreso oggi dai media, indicando in 65 anni l’età media dei pazienti toccati dal fenomeno del ricovero bis.

Lo studio, condotto su oltre 47.000 persone, era focalizzato ad approfondire in particolare le cause all’impatto maggiore della pandemia sulle minoranze etniche britanniche (Bame), già rilevato da tempo sull’isola come in vari Paesi. E ha evidenziato fra l’altro come anche le «riammissioni» ospedaliere, quantificate in un totale del 29,4% dei ricoverati, abbiano in effetti colpito con maggiore frequenza nel Regno persone di origine afro-caraibica o asiatica.

Il Brasile si avvicina alle 210 mila vittime
Il Brasile, secondo paese al mondo per numero di morti da coronavirus, sfiora le 210 mila vittime e gli 8,5 milioni di contagi, in base agli ultimi dati forniti dalle segreterie alla Salute dei 27 stati federativi.

Nelle ultime 24 ore, si sono registrati ulteriori 518 decessi, portando la cifra accumulata a 209’868, con una media giornaliera di 961, che è del 36% superiore a quella registrata due settimane fa.

Sempre tra sabato e domenica sono state inoltre segnalati 26’400 nuovi casi di Covid-19, elevando il numero complessivi di contagi da febbraio 2020 a 8’483’105, con una media giornaliera di 54’040 casi, il 53% in più rispetto alla media di 14 giorni fa.

L’Australia potrebbe non riaprire le frontiere nel 2021

L’Australia potrebbe non riaprire i suoi confini ai viaggiatori stranieri nel 2021, nonostante le campagne di vaccinazione avviate in tutto il mondo: lo ha detto lunedì il segretario del Dipartimento della Salute Brendan Murphy. «Penso che avremo ancora significative restrizioni alle frontiere per la maggior parte dell’anno», ha detto alla ABC. «Anche se gran parte della popolazione è vaccinata, non sappiamo se questo impedirà la trasmissione del virus ed è probabile che le misure di quarantena rimarranno per qualche tempo».

Per effetto delle restrizioni, decine di migliaia di australiani sono rimasti bloccati all’estero. Chi vuole tornare deve pagare circa 3000 dollari australiani (2100 franchi) per alloggiare negli appositi hotel predisposti per trascorrere i 14 giorni di quarantena. L’Australia, che conta una popolazione di circa 25 milioni di abitanti, ha raggiunto accordi per ottenere dosi del vaccino anti-Covid sviluppato dal gruppo britannico AstraZeneca con l’Università di Oxford e per quello di Pfizer/BioNTech, ma il governo sta ancora aspettando il via libera dal regolatore. Le vaccinazioni non dovrebbero iniziare prima della fine di febbraio.

In Giappone record di ricoveri in ospedale

Aumentano a livelli record in Giappone i pazienti positivi al Covid ricoverati in ospedale, le cui condizioni sono giudicate gravi. Il totale, a quota 970, segue le oltre 5700 positività di coronavirus registrate ieri nell’intero arcipelago e i quasi 1600 casi nella capitale. In un’intervista all’emittente pubblica Nhk, il ministro in carica per la gestione sanitaria, Yasutoshi Nishimura, ha esortato la popolazione a ridurre le uscite e chiesto alle aziende di rendere possibile per un maggior numero di dipendenti di lavorare da casa, per scongiurare un’estensione delle restrizioni attualmente in corso. A Tokyo e nelle tre prefetture adiacenti, Chiba, Kanagawa e Saitama, sono stati aggiornati i record per una domenica, portando la somma complessiva nella metropoli a 85’470, mentre le infezioni a livello nazionale si assestano a 330’544. Lo stato di emergenza, attualmente in vigore in 11 prefetture dell’arcipelago, durerà fino al 7 febbraio.

Il Brasile approva l’uso di due vaccini

Le autorità sanitarie brasiliane hanno approvato l’uso di due vaccini contro il Covid-19, quello di Oxford/AstraZeneca e il Coronavac, prodotto dall’azienda cinese Sinovac. Secondo Cnn Brasil, la prima persona a essere vaccinata sarà l’infermiera Monica Calazans, vincitrice del premio Notaveis nel 2020 per il suo impegno nella lotta al coronavirus.

Domenica 17 gennaio

(Aggiornato alle 14.55) Ha superato quota 94 milioni il numero dei casi di contagio da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 65 milioni già guariti. I decessi non hanno superato i due milioni.

Allarme negli ospedali in Gran Bretagna

In Gran Bretagna viene ricoverato un paziente Covid «ogni 30 secondi». Lo ha detto il direttore dell’Nhs (il servizio sanitario britannico), Sir Simon Stevens, all’Andrew Marr show della Bbc, mettendo in guardia dalla «pressione estrema» cui sono sottoposti gli ospedali del Regno Unito. Da Natale, ha aggiunto, il numero dei pazienti ricoverati è arrivato a 15 mila, l’equivalente di 30 ospedali pieni.

La Gran Bretagna valuta la quarantena negli hotel per gli arrivi

Tutti i passeggeri in arrivo nel Regno Unito potrebbero presto essere costretti a trascorrere un periodo di quarantena in appositi hotel, a loro spese: lo ha detto il ministro degli esteri, Dominic Raab, confermando un’indiscrezione in questo senso riportata oggi dal Sunday Times. Come è noto, da domani tutti i passeggeri in arrivo nel paese dovranno mostrare un risultato negativo del test anti-Covid, oltre ad osservare un periodo di autoisolamento di 10 giorni. Ma Londra vuole andare oltre, e secondo il giornale i ministri del Regno hanno già ordinato la messa a punto di piani per la creazione di questi hotel. Il governo britannico ha «preso in esame tutte le possibilità», ha detto Raab a Sky Tv commentando l’indiscrezione del domenicale, riporta il Guardian. Londra, scrive il Sunday Times, seguirebbe così l’esempio dell’Australia e della Nuova Zelanda. Gli hotel utilizzerebbero la tecnologie Gps e le videocamere dotate di software per il riconoscimento facciale in modo da assicurarsi che i loro ospiti non violino la quarantena.

In Spagna al via il secondo ciclo di vaccinazione

La Spagna ha cominciato a somministrare la seconda dose del vaccino anti-Covid alla fascia della popolazione con priorità alta che aveva già ricevuto la prima dose il mese scorso: lo riportano varie emittenti tv del paese. Una donna di 85 anni, Leocadia Peña, residente in una casa di riposo della Catalogna, è stata tra i primi ad essere vaccinata per la seconda volta, riporta la TV3. Peña era stata tra i primi a ricevere la dose iniziale il 27 dicembre, all’inizio del programma di vaccinazioni in Spagna. Oltre alla Catalogna, sei altre regioni hanno cominciato oggi a somministrare le seconde dosi del vaccino, mentre il resto del paese seguirà domani. La Spagna ha già somministrato un totale di 768’950 dosi dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna.

L’Austria prolunga il lockdown fino al 7 febbraio

L’Austria prolunga il lockdown nazionale fino al 7 febbraio, a causa della cosiddetta variante inglese del coronavirus, e inasprisce alcune misure. Lo ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz in una conferenza stampa, riferisce l’agenzia Apa. Inizialmente le chiusure erano previste fino al 24 gennaio. Dal 25 verrà invece imposto l’uso di mascherine Ffp2 nei negozi e sui mezzi pubblici, mentre il distanziamento fisico è aumentato a 2 metri. L’Austria, con 8,9 milioni di abitanti, è al suo terzo lockdown, con solo i negozi essenziali aperti. Finora ha registrato circa 390 mila contagi e più di 7000 morti.

La Francia supera i 70 mila morti

Sabato la Francia ha superato la soglia dei 70.000 morti di Covid-19 dall’inizio dell’epidemia, secondo i dati della sanità pubblica francese. In totale sono 70’142 le vittime della malattia, di cui 196 registrate tra venerdì e sabato, quando sono state rilevati anche 21’406 nuovi casi di coronavirus. La tensione negli ospedali rimane alta, con un numero totale di pazienti Covid ricoverati pari a 24’985, di cui 1’199 arrivi registrati solo sabato. Tra questi, 2’731 sono in terapia intensiva, con 188 nuovi ingressi in 24 ore.

Oltre 20 mila contagi in Messico

Il Messico ha segnalato 20’523 nuovi casi di coronavirus e 1’219 ulteriori decessi legati al Covid-19 nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della salute. Da inizio pandemia il totale dei contagi è pari a 1’630’258, mentre le vittime sono 140’241, ma il numero reale di persone infette e di decessi è probabilmente significativamente più alto del bilancio ufficiale. A dirlo è il ministero stesso, imputando la causa alla mancanza di test diffusi.

In Brasile 61 nuovi casi

Il Brasile ha registrato 61.567 nuovi casi coronavirus e 1.050 decessi legati al Covid-19 nelle ulltime 24 ore. Si tratta del quinto giorno consecutivo con più di 1’000 morti, secondo i dati comunicati dall Ministero della salute. Il Paese sudamericano ha registrato 8’455’059 casi dall’inizio della pandemia, e il bilancio ufficiale dei morti è salito a 209’296. Si tratta del terzo peggior focolaio al mondo, dopo Stati Uniti e India.

Sabato 16 gennaio

Sfiora i 94 milioni (93,8) il numero dei casi di contagio da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui almeno 65 milioni già guariti. I decessi non hanno superato i due milioni. Lo rende noto l’università americana Johns Hopkins, che riporta oltre 2 milioni di decessi totali legati al nuovo coronavirus. Il Paese più colpito al mondo in termini assoluti dal Covid-19 restano gli Stati Uniti, con 23,5 milioni di contagi e 388 mila decessi. Seguono l’India e il Brasile.

Un milione di dosi del vaccino cinese in Serbia
Una partita di un milione di dosi del vaccino cinese Sinofarm è giunta stamane in Serbia, e ad attendere all’aeroporto di Belgrado l’arrivo dell’aereo Air Serbia da Pechino vi era il presidente Aleksandar Vucic. Se otterrà l’autorizzazione dalla locale Agenzia del farmaco, si tratterà del terzo tipo di vaccino utilizzato in Serbia, dove già vengono somministrati i vaccini Pfizer-BioNtech e quello russo Sputnik V. In dichiarazioni alla stampa, Vucic ha detto che l’arrivo del vaccino cinese è la dimostrazione della grande amicizia tra Serbia e Cina, e ha ringraziato in particolare il presidente Xi Jinping. Il vaccino cinese, ha detto, è sicuro e di ottima qualità. Vucic ha quindi osservato che i tre vaccini in circolazione in Serbia sono frutto di accordi bilaterali e non di forniture con il programma Covax. «Ho esperienza, so come vanno le cose e quanto ci si debba impegnare per ottenere qualcosa per il proprio Paese. Ci sono Paesi che di vaccini non ne hanno neanche uno», ha detto, con riferimento agli altri Stati della regione, dove, ha detto, il vaccino non c’è ancora o ne sono arrivate solo 3-4 mila dosi. Fino a mercoledì prossimo, ha aggiunto Vucic, la Serbia avrà a disposizione complessivamente 1,4 milioni di dosi di vaccino, e con quello cinese si prevede che saranno vaccinati mezzo milione di cittadini serbi. La Serbia, ha sottolineato, continuerà a collaborare con la Cina nella lotta al Covid-19, e si prevede l’arrivo di ulteriori partite di vaccino cinese.

India: scattano le vaccinazioni con 300 mila dosi
È partita oggi in India l’attesa maxi-campagna di vaccinazioni contro il coronavirus, che prevede entro stasera la somministrazione di 300 mila dosi in oltre 3 mila centri allestiti su tutto il territorio nazionale. Il premier Narendra Modi, riporta la Bbc, ha parlato stamane alla nazione in videoconferenza per dare il via ufficiale al programma. Nei prossimi tre mesi si prevede di vaccinare oltre 300 milioni di persone, pari a circa un quarto della popolazione. Oggi sono al lavoro nei 3.000 centri circa 150mila persone distribuite in 700 distretti: oltre a somministrare le dosi, hanno il compito di aggiornare la lunga lista dei vaccinati, che viene gestita dal governo attraverso la app CoWIN. Come negli altri Paesi del mondo, il personale sanitario avrà la precedenza. La decisione di «somministrare oggi i primi vaccini alle persone associate al sistema sanitario è un modo per la società di ripagare il debito che ha nei loro confronti», ha detto Modi. Il governo indiano ha approvato due vaccini questo mese: quello di Oxford-AstraZeneca e il Covaxin, sviluppato dalla società di biotecnologia indiana Bharat Biotech in collaborazione con un istituto governativo.

Italia: un infermiere vaccina abusivamente la moglie

Un infermiere che lavora in provincia di Pavia ha vaccinato abusivamente la moglie, una pensionata, sottraendo una fiala a quelle destinate al personale sanitario dell’ospedale in cui lavora. Lo riporta oggi la Provincia Pavese. È accaduto a Voghera (Pavia) e adesso l’ospedale della cittadina ha annunciato un procedimento disciplinare nei suoi confronti e una causa per danno d’immagine. L’uomo, un coordinatore infermieristico, ha portato la donna nel luogo di lavoro, domenica scorsa, approfittando della presenza ridotta di personale. Poi l’ha vaccinata, ma è stato notato. Proprio il giorno precedente 40 colleghi erano stati rimandati a casa perché le dosi scarseggiavano, particolare che ha reso il suo gesto ancor più grave.

Scambio di accuse fra Bolsonaro e Joao Doria

Scambio di accuse in Brasile tra il presidente Jair Bolsonaro e il governatore di San Paolo, Joao Doria, suo rivale politico, sulla pandemia di Covid-19 e la drammatica situazione sanitaria nello stato dell’Amazzonia. In una conferenza stampa, Doria ha definito «genocida» la gestione della pandemia da parte di Bolsonaro, che di rimando lo ha liquidato come «ragazzino». Doria ha anche sollecitato il parlamento e la società civile a reagire «al modo in cui Bolsonaro sta gestendo la pandemia» e, in particolare, alla disastrosa situazione sanitaria dell’Amazzonia, dove manca l’ossigeno per i pazienti Covid e gli ospedali sono al collasso. Bolsonaro ha risposto accusando Doria di «voler far crollare l’economia del Paese per mettermi in difficoltà».

Manca ossigeno in Amazzonia: 61 neonati in pericolo

Corsa contro il tempo in Brasile per salvare 61 neonati prematuri ricoverati in terapia intensiva in vari ospedali di Manaus, capitale dello Stato dell’Amazzonia, dove l’ossigeno è ormai introvabile. Il ministero della Salute ha annunciato di aver reperito ossigeno sufficiente per le prossime 48 per i piccoli che necessitano di ventilazione meccanica. In tutto il Paese è scattata una gara di solidarietà ed i governi di San Paolo, Minas Gerais, Paranà e Maranhao si sono offerti per ospitare i neonati nelle loro strutture sanitarie specializzate. Il governo federale spera tuttavia di riuscire ad evitare il trasferimento dei piccoli. Il governo di San Paolo ha anche annunciato di aver reperito 40 respiratori da inviare a Manaus. L’aumento dei casi di Covid-19 in Amazzonia ha mandato in tilt il già fragile sistema sanitario locale, con conseguenze drammatiche per i pazienti Covid e di altre patologie che richiedono la somministrazione di ossigeno.

Il Brasile ha registrato 1.038 morti di Covid-19 e 66.047 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, secondo le autorità sanitarie locali. Il bilancio totale delle vittime dall’inizio della pandemia sale a 208.133, quello dei contagi a 8.390.341.

Venerdì 15 gennaio

Ha superato quota 93 milioni il numero dei casi di contagio da Covid-19 registrati ufficialmente nel mondo dall'inizio della pandemia, di cui almeno 65 milioni già guariti. I decessi non hanno superato i due milioni.

Lo rende noto l'università americana Johns Hopkins, che riporta 1,99 milioni di decessi totali legati al nuovo coronavirus.

Il Paese più colpito al mondo in termini assoluti dal Covid-19 restano gli Stati Uniti, con 23,2 milioni di contagi e 388 mila decessi. Seguono l'India e il Brasile.

Sono due le varianti brasiliane

Cresce la preoccupazione, fra gli scienziati britannici e di altri Paesi, per la possibile virulenza e le incognite legate a una nuova, ulteriore mutazione del coronavirus riscontrata di recente in Brasile.

«Le varianti brasiliane» - che hanno indotto fra l’altro il governo di Londra a imporre da oggi la chiusura temporanea precauzionale dei confini del Regno Unito ai viaggi dall’intero Sudamerica e dal Portogallo - sono in realtà «due», ha spiegato alla BBC la professoressa Wendy Barclay, capo del G2P-UK National Virology Consortium. «Sono emersi in effetti - ha detto la virologa britannica - due tipi diversi di varianti brasiliane del coronavirus, una è stata già localizzata (nel Regno) e l’altra no». «Analizzando i database - ha del resto aggiunto - vi è evidenza di diverse varianti in giro per il mondo, inclusa quella brasiliana che io credo sia in circolazione da qualche tempo». Varianti la cui trasmissibilità e la cui resistenza ipotetica ai vaccini attualmente in campo sono oggetto di verifica e che - ha avvertito Barclay - occorre ora «tracciare con cura».

Stati Uniti, oltre 220 mila nuovi casi in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno registrato nella giornata di ieri 229.386 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 3.769 morti: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, citata dalla Cnn.

Il bilancio complessivo dei contagi negli Usa è attualmente a quota 23.313.103, inclusi 388.692 decessi.

Finora, secondo l’ente governativo che si occupa della salute pubblica nel Paese (Cdc), sono state distribuite a livello nazionale almeno 30.628.175 dosi di vaccini ed almeno 11.148.991 dosi sono state somministrate.

144 casi in 24 ore in Cina, massimi da marzo

La Cina ha riportato il maggior numero di casi giornalieri di Covid-19 in oltre 10 mesi. Secondo la Commissione sanitaria nazionale, le infezioni di ieri sono state 144, in aumento sulle 138 di mercoledì, segnando il numero più alto dai 202 casi del primo; marzo.

I contagi importati sono nove, mentre quelli domestici 135, di cui 90 nella provincia di Hebei che circonda Pechino. Altri 43 casi sono stati segnalati nello Heilongjiang, con le province di Guangxi e Shaanxi che ne hanno riportato uno ciascuno.

Germania, oltre 2 milioni di contagi

In Germania ha superato quota 2 milioni il numero dei casi di contagio da Covid-19 registrato dall'inizio della pandemia, di cui 22.368 nelle ultime 24 ore.

Lo rendono noto l'istituto tedesco Robert Koch e la Johns Hopkins, secondo cui i casi guariti nel Paese europeo sono stati 1,64 milioni.

Con i suoi 83 milioni di abitanti, la nazione più popolosa dell'Ue ha registrato altri 1.113 decessi in un giorno, per un totale di 44.994.

Gran Bretagna, la variante inasprisce la lotta

Calano ma restano sopra quota 1000 i morti per Covid registrati nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, alle prese con la variante inglese, più aggressivamente contagiosa, del virus.

Secondo i dati diffusi nella serata di ieri, i decessi giornalieri si attestano a 1248 contro il record di 1564 di ieri; mentre i casi censiti si stabilizzano sotto i 50.000, da 47.525 a 48.682 grazie ai primi effetti del lockdown reintrodotto 10 giorni fa dal governo Tory di Boris Johnson, lontano dai picchi di ben oltre 60.000 della settimana scorsa.

I tamponi rimangono intanto oltre i 600.000 al giorno, mentre rallenta il ritmo d'incremento dei ricoveri negli ospedali dove si contano comunque a milioni negli ultimi 2 mesi i pazienti in lista d'attesa per altri servizi medici. Con alcuni nosocomi di Londra - stando a quanto riferisce il giornale progressista Guardian - costretti in questi giorni a trasferire pazienti 'di troppo' in altre città come Newcastle e piani d'emergenza (se la curva non si fletterà rapidamente) sul possibile spostamento e assistenza in alberghi o strutture non ospedaliere di persone ricoverate per patologie meno gravi.

Giovedì 14 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 92,5 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,98 milioni, mentre i guariti superano i 65 milioni.

Germania verso un lockdown più duro

La cancelliera tedesca Angela Merkel intende inasprire il lockdown in Germania già a partire dal 20 gennaio, riferisce Bild. La cancelleria starebbe valutando le opzioni di sospendere il trasporto pubblico e i treni a lunga distanza, di introdurre il coprifuoco e obbligare alcuni Länder allo smart-working totale. «C’è un terrore puro per la mutazione» del virus, riferisce un partecipante all’incontro in cui Merkel avrebbe espresso il suo parere, riferisce Bild. L’ufficio di cancelleria teme che la «variante» individuata in Inghilterra (B117) possa portare in Germania ad uno sviluppo simile a quello constatato oltre la Manica. Secondo la cancelliera nel Paese sarebbero ancora troppe le persone che si spostano e troppo poche quelle che lavorano in home office come sarebbe invece a suo avviso opportuno.

Gran Bretagna: vietati gli arrivi da Portogallo e Sudamerica

Il Regno Unito ha annunciato l’introduzione, da domani, del divieto d’ingresso per tutti coloro che viaggiano dal Portogallo e dal Sudamerica. La decisione del governo britannico arriva dopo l’allarme segnalato nei giorni scorsi dagli scienziati britannici, e ripresi dal premier Boris Johnson, sui rischi legati a un’ulteriore variante più aggressiva del coronavirus individuata di recente in Brasile dopo quella cosiddetta «inglese», che ha fatto dilagare una nuova ondata di contagi sull’isola, e quella «sudafricana».

Secondo l’OMS, in 10 Paesi il 95% dei vaccini, «serve solidarietà»

L’Europa deve mostrare più solidarietà sui vaccini, in un momento in cui il 95% delle dosi è stato utilizzato in soli dieci Paesi. L’appello è stato lanciato dalla direzione regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). È necessario che «tutti i Paesi in grado di contribuire a un accesso equo ai vaccini lo facciano», ha detto il direttore europeo dell’OMS Hans Kluge, sottolineando gli «enormi» sforzi compiuti dall’organizzazione per garantire che ogni Paese possa ottenere i vaccini. Kluge non ha nominato i dieci Paesi, ma secondo il sito Our World in Data si tratta di USA, Cina, Regno Unito, Israele, Emirati Arabi Uniti, Italia, Russia, Germania, Spagna e Canada.

Negli USA 224.258 nuovi contagi e 3.848 morti

Gli Stati Uniti hanno registrato nella giornata di ieri 224.258 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 3.848 morti: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Lo riporta la CNN. Il bilancio complessivo dei contagi negli USA è attualmente a quota 23.071.895, inclusi 384.764 decessi. Finora, secondo l’ente governativo che si occupa della salute pubblica nel Paese (Cdc), sono state distribuite a livello nazionale almeno 29.380.125 dosi di vaccini ed almeno 10.278.462 dosi sono state somministrate.

Aumentano i contagi in Belgio

Tra il 4 e il 10 gennaio sono stati rilevati in media 2.083 casi di COVID-19 al giorno in Belgio, un dato in aumento del 28% rispetto alla settimana precedente, secondo il rapporto epidemiologico pubblicato oggi dall’Istituto di Sanità Pubblica Sciensano. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga, precisando che i contagi sono in aumento in tutto il Paese e più in particolare nella regione di Bruxelles, dove il numero di casi diagnosticati è aumentato dell’86% in una settimana. L’accelerazione dei casi a Bruxelles sembra comunque iniziare a stabilizzarsi: era +115% mercoledì e +94% martedì. In cifre assolute è però la provincia di Anversa ad avere il maggior numero di casi, con 2.082 contaminazioni rilevate in una settimana, seguita dalle Fiandre Orientali (2.006 casi) e poi da Bruxelles (1.891 casi). Il coronavirus ha ucciso in media circa 53,3 persone al giorno tra il 4 e il 10 gennaio, in calo del 17,8%. Dall’inizio dell’epidemia in Belgio, sono stati rilevati 670.249 casi di contaminazione e 20.250 persone sono morte a causa del virus.

Nuove restrizioni in Francia

Nuovo appuntamento il giovedì pomeriggio per i francesi, che conosceranno oggi da una conferenza stampa in diretta del premier Jean Castex le nuove regole sanitarie per evitare il dilagare anche in Francia delle nuove varianti del coronavirus. Probabile, secondo fonti informate, l’annuncio di un allargamento del coprifuoco alle 18 - e non più alle 20 - su tutto il territorio nazionale. Attualmente, è vietato uscire di casa per i residenti di 25 dipartimenti (quasi tutti dell’est e sud-est) su un totale di 101. Escluso un nuovo lockdown, anche perché le cifre dei contagi e della pressione sulle strutture sanitarie, pur non migliorando, restano fra le meno allarmanti d’Europa in questa fase, come ha ribadito nei giorni scorsi lo stesso Castex. Quanto ai vaccini, dopo la partenza lenta si è raggiunta ieri sera quota 240.000 e si punta ad accelerare. Da lunedì prossimo, aperte le prenotazioni per farsi vaccinare in tutto il paese per gli over 75. Intanto, un sondaggio Elabe mostra un netto aumento dei francesi - i più scettici in Europa sulle vaccinazioni - che hanno intenzione di farsi vaccinare contro il virus: sono il 47%. A rifiutare il vaccino è il 40% mentre il 13 % non ha ancora deciso.

Vaccinato anche papa Ratzinger

«Posso confermare che nell’ambito del programma di vaccinazione dello Stato della Città del Vaticano ad oggi è stata somministrata la prima dose del vaccino per la COVID-19 a Papa Francesco e al Papa emerito». Lo ha riferito il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, rispondendo alle domande dei giornalisti.

In Iran 6.471 casi e 81 morti

Sono 6.471 i casi e 81 le vittime di COVID-19 registrati nelle ultime 24 ore in Iran, dove in tutto i contagi salgono a 1.311.810 e i decessi a 56.538. I pazienti in terapia intensiva calano a 4.437, mentre i guariti crescono a 1.101.599. I test complessivi effettuati diventano 8.370.587. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Ucraina, 7.925 casi e 162 morti in 24 ore

In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati accertati 7.925 casi di Covid-19 e 162 decessi provocati dalla malattia: lo riferisce su Facebook il ministro della Salute, Maksim Stepanov, precisando che in 345 casi i nuovi contagi riguardano operatori sanitari.

Stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia in Ucraina si registrano 1.138.764 casi di Covid-19 e 20.376 persone sono morte a causa della malattia.

Austria, decessi 2020 +11% rispetto a media 5 anni

La pandemia di coronavirus ha causato un forte aumento dei decessi in Austria. Secondo i dati di Statistik Austria, nel 2020 sono morte 90.123 persone, ovvero quasi l’11% in più della media degli ultimi 5 anni. Il dato, osservano gli esperti, è destinato a salire ancora con l’arrivo degli ultimi aggiornamenti dagli uffici anagrafici.

L’aspettativa di vita nell’anno del Covid è invece diminuita di sei mesi: per gli uomini ora è di 78,9 anni e per le donne di 83,7 anni. In alcune settimane in autunno l’aumento dei decessi è stato addirittura del 60%.

Russia, 24.763 casi e 570 morti in 24 ore

Sono 24.763 i nuovi casi di Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Russia e 570 i decessi provocati dal morbo nel corso dell’ultima giornata: lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus. Le zone con più contagi nelle ultime 24 ore sono Mosca, con 5.893 casi, San Pietroburgo, con 3.041, e la regione di Mosca, con 1.263.

Stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia in Russia si sono registrati 3.495.816 casi di Covid-19 e 63.940 persone sono morte a causa della malattia.

Germania, nuovo record vittime, 1.244 in 24 ore

Raggiunge un nuovo record il numero delle vittime del bollettino sul Covid in Germania: stando ai dati del Robert Koch Institut sono stati 1244 i decessi legati a virus nelle ultime 24 ore (il picco finora era stato 1.188, l’8 gennaio). Sono inoltre 25.164 le nuove infezioni.

L’indice di incidenza dei nuovi contagi per 100 mila abitanti su sette giorni è a 151,2, ancora molto lontano dalla soglia dei 50.

Usa, i casi superano quota 23 milioni

Il bilancio complessivo dei casi di coronavirus negli Stati Uniti dall’inizio della pandemia ha superato quota 23 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana i contagi nel Paese sono ad oggi 23.071.895, inclusi 384.653 decessi.

138 nuovi casi in Cina, massimi da marzo

La Cina ha registrato ieri 138 nuovi casi di Covid-19, toccando i massimi da marzo 2020: lo ha reso noto la Commissione sanitaria nazionale, secondo cui le infezioni domestiche sono state 124 e quelle importate 14.

I nuovi contagi domestici sono in gran parte concentrati nella provincia di Hebei (81) e in quella settentrionale di Heilongjiang (43), che da ieri è in ‘stato di emergenza’.

Intanto, oggi è atteso a Wuhan l’arrivo da Singapore dei 10 esperti internazionali dell’Oms che dovrà, con gli scienziati cinesi, lavorare per ricostruire l’origine del virus.

Un morto in Cina, prima volta dopo 8 mesi

La Cina ha registrato ieri un nuovo decesso legato al Covid-19, il primo in otto mesi.

Lo ha reso noto la Commissione sanitaria nazionale nei suoi aggiornamenti quotidiani, precisando che il caso è stato registrato nella provincia di Hebei, il focolaio più grave in atto attualmente nel Paese.

Mercoledì 13 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 92 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,97 milioni, mentre i guariti superano i 63 milioni.

Lisbona annuncia un nuovo lockdown

Il Portogallo tornerà in lockdown per contenere la pandemia da Covid-19 da venerdì prossimo, 15 gennaio. Lo ha annunciato il primo ministro Antonio Costa. Le nuove restrizioni saranno «essenzialmente» uguali a quelle imposte a marzo e aprile scorsi, ma questa volta le scuole resteranno aperte. La decisione al termine di un consiglio dei ministri straordinario.

«Il vaccino è efficace contro le varianti»

«Secondo i primi studi c’è un’elevata efficacia del vaccino Pfizer/BioNTech contro la variante britannica e sudafricana». Lo ha affermato Albert Bourla, Presidente e Amministratore Delegato di Pfizer ad un evento online.

Giappone verso espansione stato di emergenza

Il governo giapponese si appresta ad annunciare un’espansione dello stato di emergenza per altre sette prefetture dell’arcipelago, estendendo la misura attualmente in vigore a Tokyo e tre prefetture adiacenti a causa della diffusione sempre più allarmante dei casi di coronavirus.

L’annuncio verrà fatto con ogni probabilità nella tarda giornata di oggi, anticipano i media nipponici, e riguarderà le prefetture di Osaka, Aichi, Tochigi, Gifu, Hyogo, Kyoto e Fukuoka. La durata sarà allineata a quella di Tokyo, con la scadenza al 7 febbraio, periodo durante il quale le persone saranno incoraggiate a uscire solo per i servizi essenziali. Ristoranti e bar non potranno servire alcool dalle 19.00 e dovranno chiudere alle 20.00.

L’esecutivo guidato dal premier Yoshihide Suga ha riferito che ascolterà una commissione di esperti medici oggi pomeriggio prima di formalizzare la decisione. Dall’inizio della pandemia il Paese ha registrato quasi 300’000 casi di coronavirus e 4179 morti. Il Giappone conta oltre 126 milioni di abitanti, stando a statistiche governative del 2018.

Intanto ieri la Cina ha registrato una nuova impennata di casi, saliti a 115 dai 55 di lunedì, di cui 107 trasmessi a livello domestico e otto importati. I dati aggiornati della Commissione sanitaria nazionale hanno confermato che la provincia di Hebei resta il focolaio più grave con 90 contagi, mentre 16 sono stati rilevati in Heilongjiang e uno nello Shanxi. Un caso sospetto è stato segnalato a Shanghai.

Nel conteggio fino a ieri, i casi importati hanno toccato quota 4451, di cui 4165 risoltisi con la guarigione e 286 ancora in fase di trattamento ospedaliero. I contagi da coronavirus confermati sono invece saliti a 87’706, di cui 784 ancora in cura e 21 in gravi condizioni. I decessi sono rimasti fermi a quota 4634, sempre secondo la Commissione.

Martedì 12 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 90,89 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,94 milioni, mentre i guariti superano i 62 milioni.

California, Disneyland diventa un maxi-centro vaccinazioni

Disneyland si ‘trasforma’ in un mega centro per le vaccinazioni contro il Covid. Disneyland Resort a Anaheim, nella contea di Orange, in California, inizierà a operare come POD, ovvero Point-of-Dispensing, per le vaccinazioni nei prossimi giorni.

«Siamo orgogliosi di poter aiutare la contea di Orange e la città di Anaheim con l’uso della nostra proprietà, e siamo grati alle autorità per gli sforzi nel combattere il Covid», afferma Disney.

Anno record per mortalità in Gran Bretagna dai tempi della guerra

Il 2020 è stato un anno record per numeri di decessi nel Regno Unito, secondo un’elaborazione dei dati dell’Ons, l’ufficio nazionale di statistica, che indica un totale di 697’000 morti censiti, circa 91’000 in più delle medie degli anni precedenti: un eccesso di mortalità ricondotto come causa o concausa al Covid in oltre 80’000 casi.

In cifra assoluta si tratta del numero più elevato di decessi nel Paese dal 1918, marcato dalla Prima guerra mondiale e dall’epidemia di Spagnola, mentre in rapporto all’eccesso di mortalità si tratta dell’anno peggiore dal ‘45, ossia dalla fine della Seconda guerra mondiale.

I dati dell’Ons (Office for National Statistics) calcolano fra i decessi legati alla pandemia di Covid tutti quelli di coloro sul cui certificato di morte il coronavirus sia indicato come causa o concausa anche remota, mentre quelli diffusi quotidianamente dal governo britannico o dagli altri Paesi, e validati da istituzioni quali la Johns Hopkins University, si limitano a conteggiare come morti per Covid le persone decedute entro 28 giorni dalla prima diagnosi o dal primo test positivo.

Stando all’elaborazione dell’Ons, il totale di vittime dirette o indirette della pandemia in corso ha raggiunto nei primi giorni di gennaio quota 88’000. Stando ai numeri certificati dalla John Hopkins ha invece appena superato gli 82’000, dopo l’ulteriore impennata degli ultimi giorni legata al boom di nuovi contagi alimentati dalla cosiddetta ‘variante inglese’ del virus: picco europeo in cifra assoluta, ma tuttora inferiore al bilancio di Italia e Belgio in rapporto alla popolazione.

In termini di eccesso di morti, ha tuttavia notato Richard Murray, del King’s Fund, il Regno ha al momento un coefficiente peggiore di qualsiasi altro Paese europeo (anche se non tutti i Paesi europei aggiornano il dato costantemente) o degli Usa: un aspetto che secondo Murray andrà a tempo debito investigato da «un’inchiesta pubblica», ma che comunque appare fin d’ora avere a che fare con «errori» e «ritardi costanti» imputati al governo su decisioni chiave come i tempi dei lockdown. «Nelle pandemia gli errori costano vite umane», ha detto Murray alla Bbc, pur senza negare che a un’emergenza come quella attuale «il Regno Unito era scarsamente preparato al pari di molti altri Paesi».

Francia, possibile anticipo del coprifuoco alle 18

L’anticipo del coprifuoco dalle 20 alle 18, operativo in 25 dei 101 dipartimenti francesi, potrebbe essere allargato all’intero territorio nazionale: è una delle tre ipotesi che saranno domani mattina sul tavolo del Consiglio di Difesa, all’Eliseo, nella prospettiva di arginare la crescita delle cifre della pandemia e far fronte alla variante Gb del Covid-19.

Secondo fonti dei media francesi, sul tavolo c’è anche l’ipotesi lockdown, ma al momento è la meno probabile, anche perché proprio ieri il primo ministro Jean Castex l’ha escluso per il momento. L’altra ipotesi è un lockdown in base alle regioni, o parziale, per esempio soltanto nei week-end.

In ognuno dei casi che saranno presi in esame, le scuole rimarranno comunque aperte. In ogni caso, qualsiasi decisione - anche l’anticipo del coprifuoco alle 18 - potrà essere varata non prima della settimana prossima, dopo aver preso in esame le cifre di questi giorni, ritenuti cruciali per le conseguenze delle festività e l’aumento della presenza delle varianti del Covid sul territorio.

La decisione - anche la conferma dello status quo - sarà presa domani ma annunciata giovedì nell’ormai abituale punto della situazione settimanale del ministro della Salute, Olivier Véran.

Cina: lockdown per 22 milioni di persone in Hebei
Langfang è entrata in lockdown, diventando la terza città cinese a essere bloccata per il focolaio di Covid-19 nella provincia di Hebei dopo il capoluogo Shijiazhuang e Xingtai. Oltre 22 i milioni di abitanti toccati, il doppio dei residenti di Wuhan, dove a fine 2019 è stato rilevato il virus per la prima volta.

Langfang dista appena mezz’ora di auto da Pechino e conta 5 milioni di persone. Veicoli e persone delle tre città non possono uscire, a meno che non sia necessario. L’Hebei ha segnato un totale di 326 casi di Covid-19 fino a oggi nell’ambito del nuovo focolaio, più 234 asintomatici.

Merkel: servono altre 8-10 settimane di misure dure

«Abbiamo bisogno di misure dure per altre 8-10 settimane». Lo ha detto Angela Merkel, citata dalla Bild online, secondo quanto ha riferito una fonte che ha partecipato a un incontro di lavoro della Cdu.

La cancelliera tedesca ha espresso forte preoccupazione per la diffusione della mutazione inglese del virus: «Se non riusciamo a fermarla - ha detto - avremo entro Pasqua un’incidenza del virus pari a 10 volte» superiore rispetto a quella attuale.

Israele, record di quasi 10 mila contagi in 24 ore

Le nuove infezioni da Covid in Israele hanno raggiunto, nelle ultime 24 ore, la punta record di circa 10 mila (9589), nonostante il Paese sia in lockdown totale. Il tasso di positività, a fronte di 12.584 tamponi, è al 7,6%.

Il totale dei casi da inizio pandemia è di oltre 500 mila. I casi attivi sono più di 74 mila con 1207 pazienti gravi. Le morti - sempre da inizio pandemia - sono 3704.

Secondo stime del ministero della sanità, la variante inglese del Covid costituisce tra il 10% e il 20% dei nuovi casi. Inoltre, sempre secondo la stessa fonte, dei positivi accertati ieri il 34% è costituto da ebrei ortodossi.

Intanto prosegue la vaccinazione di massa alla quale sono state sottoposte finora, con la prima dose, 1’854’055 persone: la più alta cifra al mondo in rapporto alla popolazione.

Dimezzati a 55 nuovi i casi in Cina, 42 locali

La Cina ha registrato lunedì altri 55 nuovi casi di Covid-19, di cui 42 trasmessi localmente e 13 importati, in base agli ultimi aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale diffusi oggi.

Il dato, che quasi dimezza i 103 contagi annunciati ieri, include anche 40 infezioni riscontrate nella provincia di Hebei, il focolaio più grave, più una sia a Pechino sia nella provincia settentrionale di Heilongjiang.

Escludendo i casi di nuovi morti sospette, i decessi restano inchiodati a quota 4634, mentre sono 31 i pazienti dimessi dagli ospedali.

Le infezioni importate sono salite a 4443 (dati di ieri sera), di cui 4152 risoltesi con la guarigione e 291 ancora in fase di cura. Sul totale di 87’591 contagi segnati dall’inizio della pandemia, 697 sono sotto trattamento e 18 in condizioni gravi.

I nuovi asintomatici sono 81, di cui 10 provenienti dall’estero: in totale 565 casi sono sotto osservazione, di cui 256 importati.

Nuova Zelanda, obbligo di test negativo per chi arriva

La Nuova Zelanda chiederà ai viaggiatori provenienti dalla maggior parte dei Paesi del mondo un test del coronavirus negativo prima di partire. Lo riferisce il Guardian. Saranno esclusi coloro che arrivano da Australia, Antartide e alcune isole del Pacifico.

Chiunque arrivi in Nuova Zelanda dall’estero, anche con un tampone negativo, dovrà fare un altro test all’aeroporto e restare in isolamento 14 giorni, ha spiegato il ministro per l’emergenza Covid Chris Hipkins.

La chiusura delle frontiere e un rigoroso lockdown durante la fase iniziale della pandemia di coronavirus hanno aiutato la Nuova Zelanda a mantenere controllo, con solo 1800 casi e 25 decessi totali. L’ultimo contagio locale di Covid è stato segnalato quasi due mesi fa.

Quanto alle vaccinazioni, il governi neozelandese ha annunciato di essersi assicurato dosi sufficienti ai 5 milioni di abitanti grazie agli accordi firmati con AstraZeneca e Novavax. Secondo i piani dell’esecutivo, la popolazione sarà vaccinata entro la metà del 2021

Usa, oltre 200 mila casi al giorno per 7 giorni

Gli Stati Uniti hanno registrato oltre 200 mila casi di coronavirus al giorno negli ultimi sette giorni: è quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Mai dall’inizio della pandemia il bilancio giornaliero dei casi era stato così alto nel Paese per un’intera settimana. Lo riporta la Cnn.

Negli ultimi sette giorni gli Usa hanno registrato oltre 1,7 milioni di contagi e oltre 20 mila decessi. Dall’inizio della pandemia nel Paese si contano 22’613’310 infezioni, inclusi 376’060 morti.

Gb, i decessi superano quota 82 mila

Il bilancio complessivo dei decessi provocati dal coronavirus nel Regno Unito ha superato quota 82 mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University.

Secondo l’università americana dall’inizio della pandemia i morti a causa del Covid-19 nel Paese sono finora 82’096 a fronte di un totale di 3’127’639 casi.

Il Sudafrica blinda i confini terrestri

Il Sudafrica piagato dal coronavirus estende le restrizioni interne e blocca quasi del tutto i suoi confini terrestri, a fronte di un inarrestabile aumento dei contagi favorito dalla nuova variante.

Il presidente Cyril Ramaphosa ha annunciato in un discorso alla nazione la proroga delle misure in vigore dal 28 dicembre scorso e l’introduzione di nuove. La vendita di alcolici è stata vietata per allentare la pressione sui pronto soccorso, vietati i raduni di ogni tipo, chiusi i parchi e coprifuoco dalle 21.

Ma soprattutto gli ingressi attraverso i 20 varchi di confine terrestre del Paese saranno limitati fino a metà febbraio, con l’eccezione del trasporto di carburante e di merci essenziali, dei viaggi per motivi sanitari e di studio. La misura si è resa necessaria dopo il lockdown del vicino Zimbabwe che ha portato migliaia di persone ad accalcarsi alle frontiere con il Sudafrica. Si stima che almeno 100 persone si siano infettate facendo la fila per il controllo dei passaporti e per i test del coronavirus.

Ramaphosa ha esortato i sudafricani alla cautela e a limitare le interazioni sociali. Ad oggi il Paese ha registrato più di 1,2 milioni di infezioni da coronavirus - il 40% dei 3 milioni di casi confermati in Africa - e 33’000 decessi. Solo questo mese sono stati registrati quasi 190’000 casi e oltre 4600 decessi. Ramaphosa ha detto che i ricoveri ospedalieri sono ai massimi dall’inizio della pandemia, con oltre 15’000 pazienti con Covid-19 attualmente in cura, un terzo dei quali in terapia intensiva. Un primo lotto di vaccino è atteso entro la fine di questo mese.

Positivo il presidente del Portogallo, è asintomatico

Il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, è risultato positivo al Covid-19 e ha dovuto annullare tutti i suoi impegni pubblici, a due settimane dalle elezioni presidenziali del 24 gennaio nelle quali è dato ampiamente favorito.

Lo ha annunciato la presidenza portoghese. Il capo dello Stato, 72 anni, è «asintomatico» e si è isolato nella parte residenziale del palazzo presidenziale a Lisbona, ha precisato il suo ufficio in un comunicato.

Lunedì 11 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 90,26 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,93 milioni, mentre i guariti superano i 60 milioni. Il Paese più colpito al mondo in termini assoluti dal Covid-19 restano gli Stati Uniti, con 22,3 milioni di contagi e 373 mila decessi. Seguono l’India e il Brasile.

L’OMS vola a Wuhan, ma il virus rialza la testa in Cina

La Cina ha dato il via libera al team di 10 esperti internazionali dell’Oms che dal 14 gennaio potrà avviare le indagini nel Paese per accertare le origini del Covid-19, rilevato per la prima volta a Wuhan, il capoluogo della provincia di Hubei, dove esattamente un anno fa si cominciarono a contare i primi morti di una «misteriosa polmonite».

Mentre il virus rialza la testa in varie aree e oltre 500 mila persone sono tornate in lockdown a Pechino, la Commissione sanitaria nazionale ha annunciato che il pool dell’Oms, senza specificare l’itinerario che seguirà, «condurrà ricerche congiunte in cooperazione con gli scienziati cinesi», chiudendo l’incidente nato all’improvviso la scorsa settimana. Quando furono bloccati i visti d’ingresso e il direttore generale dell’organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, lanciò una rarissima critica, dicendosi «molto deluso» per gli sviluppi degli eventi. Pechino è stato accusata d’aver coperto all’inizio l’epidemia di Wuhan a fine 2019, ritardando, secondo i critici, la risposta iniziale e permettendo al virus di avanzare a livello globale.

La Cina ha registrato domenica 103 nuovi casi di coronavirus, segnando una crescita a tre cifre per la prima volta dai 127 del 30 luglio. In base ai dati della stessa Commissione, 85 sono state le infezioni trasmesse localmente, di cui 82 solo nella provincia di Hebei, alle porte di Pechino, rappresentando la realtà più preoccupante. I media hanno riferito che almeno sei province e città - Pechino, Jiangsu, Zhejiang, Tianjin, Hubei e Hunan - hanno inviato team di medici ed esperti per fronteggiare il focolaio nell’Hebei, riferito soprattutto al capoluogo Shijiazhuang e alla città di Xingtai.

Wuhan ha ora avviato la ricerca dei contatti avuti da due persone, tra gli 82 casi dell’Hebei, che erano stati nella città: un ristorante, un centro commerciale e tre mercati visitati da uno dei due infetti sono stati chiusi. L’ondata di casi locali è scoppiata per prima nella città portuale di Dalian, nel Liaoning, a metà dicembre. Altre province del nord, Heilongjiang, Hebei e Jilin, hanno iniziato a segnalare contagi. Dalian ha addebitato il focolaio alle navi straniere, perché il sequenziamento genico del virus era diverso da quello delle epidemie precedenti. La maggior parte degli infetti erano lavoratori portuali che movimentavano carichi da una nave proveniente dalla Russia.

Changchun, capitale di Jilin, ha segnalato 4 asintomatici, le prime infezioni locali dal 26 luglio: tutti avevano viaggiato in treno nella contea di Wangkui.

La Cina, per altro verso, sta procedendo a tappe forzate alla somministrazione dei vaccini arrivata a 9 milioni di persone nel Paese, con l’obiettivo di toccare quota 50 milioni prima della lunga festività del Capodanno lunare che partirà il 12 febbraio, tutelando le categorie a rischio e in prima linea nella lotta al Covid. A Shanghai, fino a domenica, i vaccinati hanno sfiorato quota 600 mila.

Maxi vaccinazione in India: 300 milioni entro luglio

Sarà la più colossale campagna di vaccinazione mai condotta al mondo, e una delle più ambiziose: l’India sta scaldando i muscoli in vista dell’avvio, sabato prossimo, delle operazioni per l’immunizzazione contro il Covid. Una sfida immane per il governo, che si è posto come obiettivo 300 milioni di vaccinati entro luglio. «Ce la faremo? E come?» è l’interrogativo che rimbalza sui media. «Le autorità dicono che utilizzeranno un meccanismo analogo a quello delle elezioni nazionali e che faranno tesoro dei programmi di vaccinazione infantile contro la poliomielite e la tubercolosi», dice Satyajit Rat, dell’Istituto Nazionale di Immunologia. «Ma i vaccini anti Covid sono molto più complessi e pongono sfide molto più impegnative».

I primi a ricevere le dosi saranno i 30 milioni di operatori della sanità e il personale delle forze dell’ordine. Poi verrà il turno dei 250 milioni di indiani sopra i 50 anni. Per gestire il tutto, il governo ha lanciato una piattaforma digitale dal nome significativo, Co-WIN, «vinciamo il Covid», che fornirà informazioni in tempo reale sulle quantità di dosi disponibili, controllerà la temperatura di stoccaggio, identificherà e seguirà i beneficiari del vaccino. Ma i media denunciano già che la piattaforma non è sempre accessibile, per l’instabilità del network: nei giorni scorsi molti operatori sanitari non sono riusciti a connettersi per ore.

«Nelle scorse settimane abbiamo svolto migliaia di esercitazioni, ma incontreremo sicuramente difficoltà - prevede Suneela Garg, esperto di salute pubblica -. Il nostro è un paese sterminato, con un sistema sanitario tra i più poveri del mondo e una rete di trasporti inaffidabile». Il governo si vanta di avere preparato, con un training intensivo, 150 mila operatori. In tutto il paese sono stati predisposti quattro mega hub per lo stoccaggio delle dosi e 30 mila centri per il freddo, dotati di 240 stanze frigorifero, 70 celle frigorifero, 45.000 frigoriferi portatili, 41 congelatori e 300 frigoriferi a pannelli solari. Il tasto più delicato per la distribuzione capillare è però la necessità di trasportare le dosi in furgoni refrigerati. «Durante le prove generali - ha sottolineato Garg - in un distretto dell’Uttar Pradesh un operatore ha consegnato le fiale, fortunatamente finte, arrivando in bicicletta all’ambulatorio del villaggio».

In Portogallo record di morti: si va verso il lockdown

Con 122 morti in 24 ore e quasi 4000 persone ricoverate in ospedale, il Portogallo, che ha 10 milioni di abitanti, si appresta ad un nuovo lockdown totale, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali del 24 gennaio. Una riunione di gabinetto è prevista per mercoledì, e si prevede che il governo - ha anticipato il primo ministro Antonio Costa - «deciderà qualcosa di molto simile al primo blocco di marzo». «Siamo certamente di fronte a una terza ondata», ha detto alla stampa il capo dell’esecutivo socialista. «Penso che non ci sia alternativa al confinamento totale», aveva già ammonito lo scorso fine settimana il presidente Marcelo Rebelo de Sousa, ricandidato alle elezioni per un secondo mandato.

A Pechino 500 mila persone in lockdown

Più di mezzo milione di persone sono tornate in lockdown a Pechino per i timori di un focolaio di COVID-19, negli sforzi delle autorità per arginare i rischi nella capitale e in vista della festività del Capodanno lunare che parte dal 12 febbraio. Tutti i villaggi rurali nel distretto di Shunyi, alla periferia nord e vicino all’aeroporto, sono bloccati per almeno tre giorni, fino al completamento del nuovo ciclo di test di massa. Presentando il piano, Zhi Xianwei, funzionario della municipalità, ha riferito che 518.000 residenti su un totale di 1,2 milioni non saranno autorizzati a lasciare i villaggi fino al completamento dei test.

Parte in Russia trial per vaccino «Sputnik Light»

Iniziano gli studi clinici in Russia per lo «Sputnik Light», ovvero una versione più agile, a dose singola, del vaccino contro il coronavirus messo a punto da Mosca.

«Lo Sputnik Light è in grado di rappresentare un’efficace soluzione temporanea per molti Paesi al culmine del nuovo tasso di casi di infezione da coronavirus e di cercare di salvare il maggior numero possibile di vite umane dei propri cittadini», ha dichiarato il CEO del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), Kirill Dmitriev.

«Lo Sputnik V rimarrà comunque il principale strumento utilizzato per la vaccinazione su larga scala della popolazione per il mercato russo», ha detto Dmitriev. L’RDIF copre i costi dell’Istituto Gamaleya per i test clinici richiesti per il vaccino Sputnik Light, ha precisato Dmitriev.

Si tratta di un vaccino monocomponente che fornisce un livello di protezione variabile, fino all’85% per una certa categoria di individui e probabilmente un po’ meno per gli altri. L’RDIF vede una domanda significativa di questo vaccino da diversi Paesi stranieri, ha aggiunto l’amministratore delegato. Lo riporta la Tass.

Francia: «Nessun lockdown previsto»

Il portavoce del governo francese, Gabriel Attal, ha assicurato questa mattina ai microfoni della radio Europe 1 che l’esecutivo non pensa, al momento, ad imporre un nuovo lockdown ai francesi: «ma ovviamente - ha aggiunto - seguiamo con molta attenzione la situazione».

Nonostante i timori di un rimbalzo delle cifre dell’epidemia di Coronavirus questa settimana - cruciale per gli effetti dei giorni di festività di fine anno e per la presenza della variante Gb sul territorio - il governo ritiene che «nelle situazione attuale non si prevede alcun lockdown».

«Vediamo quello che sta succedendo attorno a noi - ha continuato Attal - dove molti paesi hanno dovuto richiudere, e dove la circolazione del virus è 2 o 3 volte più forte che da noi. I francesi hanno fatto molti sforzi perché abbiamo preso decisioni molto presto. E ovviamente continueremo a prendere le decisioni necessarie».

Oltre 213mila nuovi contagi negli Usa

Gli Stati Uniti registrano 213.905 nuovi casi di covid-19 e 1.814 ulteriori decessi legati al virus, stando agli ultimi dati forniti dalla Johns Hopkins University. Il totale dei contagi a livello nazionale sale quindi a 22.406.747 con almeno 374.322 persone decedute.

Esperti dell’OMS in Cina per cercare l’origine della pandemia

Il team di esperti dell’Oms sarà in Cina da giovedì 14 gennaio, al fine di accertare le origini del Covid-19. Lo ha riferito la Commissione sanitaria nazionale di Pechino.

La Commissione sanitaria nazionale ha in una nota spiegato che il team internazionale di 10 esperti «condurrà ricerche congiunte in cooperazione sulle origini del Covid-19 insieme agli scienziati cinesi».

La missione, a lungo pianificata, era attesa già a metà della scorsa settimana, ma da Pechino a sorpresa non arrivò il via libera, malgrado alcuni esperti fossero in viaggio o addirittura già arrivati in Cina, al punto che il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, lanciò una rarissima critica, dicendosi «molto deluso» per l’evoluzione degli eventi.

Il ministero degli Esteri, in risposta, disse che i ritardi dell’operazione non erano «solo una questione di visti». I colloqui, affermò la portavoce Hua Chunying, stavano continuando «sulla data specifica e sull’organizzazione specifica della visita del gruppo di esperti». La questione della ricerca dell’origine «è incredibilmente complicata», aggiunse Hua, notando che «per garantire che il lavoro del team di esperti internazionali in Cina si svolga senza intoppi, dobbiamo eseguire le procedure necessarie e prendere accordi pertinenti».

Sabato il numero due della Commissione sanitaria nazionale, Zeng Yixin, ha ribadito la piena collaborazione di Pechino, assicurando la disponibilità a ospitare il team di esperti, affermando in una conferenza stampa che le parti stavano definendo gli ultimi dettagli e precisando di aver avuto «ben quattro incontri» sul tema in collegamento video.

103 nuovi casi in Cina, picco da oltre 5 mesi

La Cina ha registrato ieri 103 nuovi casi di Covid-19, segnando una crescita a tre cifre per la prima volta in oltre cinque mesi.

In base ai dati della Commissione sanitaria nazionale, 85 sono le infezioni trasmesse localmente, di cui 82 nella provincia di Hebei, alle porte di Pechino, dove sono state rafforzate le misure di prevenzione.

I media hanno riferito che almeno sei province e città - Pechino, Jiangsu, Zhejiang, Tianjin, Hubei e Hunan - hanno inviato team di medici ed esperti per fronteggiare il focolaio nell’Hebei, riferito soprattutto al capoluogo Shijiazhuang e alla città di Xingtai.

Il team di esperti dell’Oms sarà in Cina da giovedì 14 gennaio, al fine di accertare le origini del Covid-19. Lo ha riferito la Commissione sanitaria nazionale di Pechino.

Domenica 10 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 89,73 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,92 milioni, mentre i guariti superano i 59 milioni.

In Usa 24’000 morti in 9 giorni, seconda dose in Israele
La pandemia ormai è sempre più una rincorsa di numeri, in una gara tra il virus - con le sue varianti sempre più numerose - e il vaccino. E se da una parte ci sono le cifre dei contagi e dei morti che non si fermano in tutto il mondo e anzi segnano nuovi record, come i 24’000 decessi registrati negli Usa solo dall’inizio dell’anno, dall’altra c’è l’inseguimento dell’immunità con le campagne vaccinali. Non senza proteste per le restrizioni imposte dalla battaglia al Covid, come quelle che hanno visto migliaia di persone scendere in piazza a Praga.

Sul fronte della maratona per i vaccini i capofila - almeno per quanto riguarda i numeri assoluti - sono per il momento Cina, Stati Uniti e Israele - quest’ultima però vanta il primato per quanto riguarda la percentuale di abitanti vaccinati, il 20%. E può ora annunciare di essere arrivato al giro di boa, con l’inizio della seconda fase della vaccinazione di massa e la somministrazione della seconda dose.

A partire da domani saranno vaccinati «170’000 israeliani al giorno: un record mondiale», ha esultato il premier Benyamin Netanyahu accogliendo all’aeroporto Ben Gurion il nuovo carico inviato dalla Pfizer, oltre 700’000 dosi. Nello Stato ebraico è già stata vaccinata una persona su cinque: 1,8 milioni di iniezioni per circa 8,8 milioni di abitanti, un rapporto che pone il paese in cima alla classifica mondiale, seguito dal Bahrein, che ha vaccinato con la prima dose il 10% dei suoi cittadini.

In Europa è sempre il Regno Unito in testa in termini assoluti (1,3 milioni di iniezioni, con l’obiettivo di arrivare a 13 milioni a metà febbraio), anche se in percentuale la classifica è guidata dalla Danimarca, che ha vaccinato l’1,98% della sua popolazione.

Germania: oltrepassata la soglia dei 40.000 morti

In Germania il numero dei decessi per COVID ha oltrepassato la soglia dei 40.000 morti e, come previsto dalla cancelliera Angela Merkel, le prossime settimane saranno «la fase più dura della pandemia». A fornire i dati della situazione è il Robert Koch Institute: nelle ultime 24 ore le vittime sono 465 portando il totale a 40.343. I nuovi contagi giornalieri sono stati, invece, circa 17.000. Nel messaggio video settimanale del sabato, la cancelliera ha sottolineato come il pieno impatto dell’intensificazione dei contatti sociali durante il periodo di natale e Capodanno ancora non è visibile nelle statistiche.

In Belgio superati i 20 mila morti

Il Belgio supera la soglia dei 20 mila decessi legati al coronavirus, di cui più della metà riguardano residenti in case di riposo. Stando infatti ai dati forniti dalle autorità, nelle ultime 24 ore il numero totale delle vittime sale da 19.992 a 20.038. Dall’inizio della pandemia si sono registrati in Belgio 662.694 contagi.

Manifestazioni in Danimarca contro le restrizioni

Nove persone sono state arrestate ieri in Danimarca durante le proteste contro le restrizioni anti-COVID, che sono sfociate in scontri, secondo quanto riferito dalla polizia e dai media locali. Poche centinaia di persone si erano radunate a Copenaghen, e una cinquantina ad Aalborg, nel nord del Paese, secondo i media che hanno riferito i conteggi della polizia. Le manifestazioni sono state organizzate da un gruppo, «The Men in Black», per protestare contro le restrizioni imposte dal governo per limitare la diffusione del nuovo coronavirus. «Libertà per la Danimarca, ne abbiamo avuto abbastanza», gridavano le persone scese in piazza.

Germania: registrati 17 mila nuovi casi

Il numero di casi confermati di coronavirus in Germania cresce di 16.946 raggiungendo un totale di 1.908.527, stando agli ultimi dati diffusi oggi dal Robert Koch Institute. Lo riferisce il Guardian.

USA: oltre due milioni di nuovi casi e 24 mila morti nei primi giorni del 2021

Due milioni di nuovi casi di COVID e 24.000 morti negli Stati Uniti nei primi nove giorni del 2021. Lo riporta la CNN citando elaborazioni dei dati della Johns Hopkins University, secondo la quale i casi di COVID-19 negli USA hanno oramai superato quota 22 milioni.

Sabato 9 gennaio

(Aggiornato alle 16.50) I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 88,9 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,91 milioni, mentre i guariti superano i 59 milioni.

59 nuovi casi a Hong Kong

Altri 59 casi di Covid-19 sono stati segnalati oggi a Hong Kong, il numero di contagi giornalieri più alto in oltre una settimana, che porta il totale dei positivi a 9.211. Lo rende noto il bollettino odierno del Center for Health Protection (CHP) di Hong Kong. Tra i nuovi casi figurano 53 infezioni trasmesse a livello locale, di cui 20 di origine sconosciuta. Secondo la Hospital Authority di Hong Kong, 592 pazienti Covid-19 positivi sono attualmente in cura negli ospedali pubblici della città e nella struttura di trattamento comunitaria dell’AsiaWorld-Expo, comprese 39 persone in condizioni critiche. Ad oggi 153 persone sono morte a causa dell’epidemia di coronavirus negli ospedali pubblici.

Usa, nuovo record di 290mila casi in un giorno

Gli Stati Uniti hanno registrato un nuovo record di contagi giornalieri da Covid-19, con quasi 290.000 casi in 24 ore. I decessi sono stati invece 3.676, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. Secondo il Covid Tracking Project invece, circa 131.000 persone sono attualmente ricoverate in ospedale negli Usa per il nuovo coronavirus. In totale, gli Stati Uniti hanno registrato 21,8 milioni di casi e oltre 368.000 morti per Covid-19 dall’inizio della pandemia. (ANSA-AFP).

India, oltre 150 mila il totale dei decessi

Ha superato quota 150 mila (150.570) il numero totale dei decessi legati al Covid-19 ufficialmente registrati in India dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I contagi totali nel Paese asiatico sono stati finora 10,41 milioni, di cui 10,03 guariti. L’India è seconda al mondo dopo gli Stati Uniti per numero di contagi e terza dietro a Usa e Brasile per numero di vittime da coronavirus.

Cina, Hebei inasprisce misure in vista Natale cinese

In Cina sono stati riportati trentatré nuovi casi di coronavirus, venti meno di ieri, di cui la maggior parte nella provincia dell’Hubei, dove la settimana scorsa è stato individuato un focolaio di 130 nuovi contagi. Lo riferisce l’Autorità sanitaria nazionale. La provincia che circonda Pechino ha deciso di inasprire la misure anche in vista del Natale cinese che si celebra a febbraio. Nella capitale Shijiazhuang, una metropoli di 11 milioni di abitanti, e nella città di Xingtai è stato imposto il divieto agli spostamenti e sono state chiuse scuole. Stop anche a treni, aerei, autostrade e metropolitana. Sono stati, inoltre, avviati test di massa sulla sua popolazione. La commissione sanitaria cinese ha anche segnalato 38 nuovi casi asintomatici, in calo rispetto ai 57 del giorno precedente.

Il Brasile supera gli 8 milioni di contagi

Il Brasile supera gli 8 milioni di contagi da Covid-19, dopo aver superato ieri le 200 mila vittime. I nuovi contagi sono stati 84.977, che portano il totale a 8.015.920. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 1.379, il numero più alto dallo scorso 4 agosto. Dall’inizio della pandemia, le morti ufficiali nel Paese sudamericano sono 201.542.

Superato il mezzo milione di vaccinati in Italia

Sono stati ad oggi somministrati in Italia 501.683 vaccini per il Covid. E’ quanto fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, diffondendo gli ultimi dati. Hanno ricevuto il vaccino 310.465 donne e 191.218 uomini. Oltre 414mila somministrazioni sono state effettuate a personale sanitario, 56mila a personale non sanitario e 30mila a ospiti di strutture residenziali.

Venerdì 8 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 88,58 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,90 milioni, mentre i guariti superano i 59 milioni.

NBC: la Casa Bianca mette in guardia sulla «variante USA»

La task force della Casa Bianca per il coronavirus mette in guardia su una nuova possibile variante della COVID, una «variante USA» responsabile del balzo dei contagi. Lo riporta NBC citando un documento datato 3 gennaio, secondo il quale la variante USA potrebbe essere fino al 50% più trasmissibile.

«L’UE determinata a coordinarsi sui vaccini»

Emmanuel Macron, Angela Merkel e Ursula von der Leyen sono «determinati a continuare» nel «coordinamento europeo» per l’acquisto di vaccini da parte dell’Unione europea. Lo ha reso noto l’Eliseo. «Questo coordinamento europeo deve coprire sia gli ordini di vaccini che i siti di produzione in Europa», ha aggiunto l’Eliseo in una nota.

Nuovo record di contagi e morti nel Regno Unito

Nuovi picchi assoluti di contagi e di morti per COVID-19 nel Regno Unito, alle prese con il dilagare di varianti più virulente del coronavirus emerse in queste settimane, che salgono rispettivamente a 68.053 e a 1.325 nelle ultime 24 ore secondo i dati odierni diffusi dal governo britannico. Mentre è record anche dei test quotidiani, che schizzano a quasi 620.000. Intanto l’indice Rt di diffusione dell’infezione - calcolato prima dell’entrata in vigore del terzo lockdown - è stato rivisto da 1,1-1,1,3 a 1-1,4, in lieve calo nei territori meno colpiti, ma in aumento nelle aree più investite dalla nuova variante come quella di Londra.

Gran Bretagna, ora è ufficiale: necessario un tampone negativo per viaggiare

È stata formalizzata sul sito del governo britannico l’introduzione a partire dalla settimana prossima dell’obbligo di tampone COVID negativo per tutti coloro che viaggeranno o rientreranno dall’estero a Londra come in qualsiasi altra località dell’Inghilterra, sia che si tratti di stranieri sia che si tratti di cittadini del Regno.

L’indicazione, fissata dal dicastero dei Trasporti del governo di Boris Johnson e preannunciata stamattina dal ministro Grant Shapps, prevede che il test debba essere eseguito dai viaggiatori entro 72 ore dal loro arrivo sull’isola, quale che sia il Paese di provenienza. Con una multa da 500 sterline per chiunque non fosse in grado di dimostrare di averlo sostenuto con esito negativo. Rimangono parallelamente in vigore tanto l’obbligo di isolarsi comunque per 10 giorni in casa dopo l’arrivo anche senza sintomi (salvo la scarna lista dei Paesi esentati, fra cui l’Italia non è compresa); quanto quello di compilare un modulo di autocertificazione prima del viaggio rintracciabile online presso il sito del governo di Londra. La decisione è stata motivata con la necessità di frenare ogni rischio di «riammissione» del virus dall’estero mentre il Regno sta cercando di riportare sotto controllo una nuova impennata di contagi interni alimentati da una variante più virulenta dell’infezione emersa di recente. Un provvedimento identico è stato confermato anche dal governo locale della Scozia, competente sulla materia in forza della devoluzione, per bocca della first minister di Edimburgo, Nicola Sturgeon, seppure a partire dalla fine della settimana entrante. Mentre si attende che venga recepito a breve pure dal Galles e dall’Irlanda del Nord, in relazione a chiunque viaggi direttamente dall’estero in quei territori del Regno Unito.

Dichiarata l’allerta negli ospedali di Londra

Il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, ha proclamato oggi un’allerta ospedaliera nella capitale britannica, a causa del dilagare dei ricoveri legati alla diffusione di una variante più aggressivamente contagiosa del Covid. Khan ha evocato una situazione da «incidente grave», avvertendo che «la diffusione del virus» appare al momento «fuori controllo» nell’area metropolitana.

Anche la Gran Bretagna autorizza il vaccino Moderna

Il Regno Unito ha autorizzato la somministrazione al pubblico di un altro vaccino anti-Covid, quello realizzato dai laboratori americani Moderna. Lo ha deciso l’autorità di regolazione e controllo sull’efficacia dei farmaci (Mhra), secondo quanto comunicato dal ministero della Sanità. La Svizzera, dal canto suo, è ancora in attesa dell’omologazione da parte di Swissmedic. Il via libera in Gran Bretagna arriva pochi giorni dopo quello dell’Ue, mentre Londra era stata la prima a dare l’ok al vaccino Pfizer/BioNTech, a inizio dicembre, e a quello AstraZeneca/Oxford, a fine mese. In totale il governo di Boris Johnson si è assicurato già 17 milioni di dosi Moderna su un totale di 360 milioni di vaccini prenotati fin dai mesi scorsi.

Ema autorizza uso ampolla Pfizer-BioNTech per 6 dosi
Da un’ampolla del vaccino anti Covid Pfizer Biontech si potranno vaccinare 6 persone invece di 5, a partire da subito. Lo ha annunciato il portavoce del ministro della Salute tedesco Hanno Kautz, in conferenza stampa a Berlino, riferendo dell’autorizzazione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema). «Il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema ha raccomandato di aggiornare le informazioni sul prodotto per Comirnaty (quello di Pfizer-Biontech) per chiarire che ogni flaconcino contiene 6 dosi del vaccino», spiega una nota dell’agenzia europea per i medicinali. «Per estrarre sei dosi da una singola fiala, è necessario utilizzare siringhe e/o aghi a basso volume morto - precisa l’Ema -. La combinazione di ago e siringa a basso volume deve avere un volume morto non superiore a 35 microlitri. Se si utilizzano siringhe e aghi standard, potrebbe non esserci abbastanza vaccino per estrarre una sesta dose da una fiala». «Se la quantità di vaccino rimanente nel flaconcino dopo la quinta dose non è in grado di fornire una dose completa (0,3 ml), l’operatore sanitario deve eliminarla», conclude l’agenzia.

Il vaccino Pfizer efficace anche sulle mutazioni?

Il vaccino anticovid della Biontech-Pfizer, stando a un nuovo studio, proteggerebbe anche dalle cosiddette mutazioni inglese e sudafricana del virus, la cui diffusione è stata ormai riscontrata in molti Paesi. Lo scrivono diversi media tedeschi, fra cui Redaktionsnetzwerk Deutschland, citando una ricerca della Pfizer e dell’Università del Texas pubblicata attraverso internet.

La Cina vara una stretta sulla provincia di Hebei

La stretta anti-Covid in Cina si concentra sulla provincia di Hebei: Shijiazhuang, il capoluogo, e Xingtai, hanno eseguito i test sul virus, rispettivamente, a 4,85 milioni e 1,89 milioni di residenti, in base agli ultimi aggiornamenti dalle autorità locali. Per fronteggiare la peggiore ondata di coronavirus nel Paese degli ultimi due mesi, hanno riferito i media cinesi, le due città sono state poste del tutto in lockdown e completeranno il ciclo di test domani per un totale di circa 20 milioni di persone controllate. Oggi, nessun aereo è partito o è atterrato all’aeroporto di Shijiazhuang, il capoluogo di Hebei che si trova a circa 300 chilometri a sud di Pechino, mentre tutti i servizi di trasporto sono stati bloccati. Da sabato a questa mattina, la provincia ha registrato 127 nuovi casi di trasmissione domestica, insieme a 183 asintomatici, in base ai dati forniti dalla commissione sanitaria. Incerta l’origine dell’infezione, anche se la vicinanza dell’aeroporto non esclude l’ipotesi dell’importazione del virus. Tutti i casi, nuovi e asintomatici, sono stati individuati a Shijiazhuang e a Xingtai.

La Svezia cambia rotta: approvata la legge su chiusure e restrizioni

Il parlamento di Stoccolma ha approvato oggi una legge che conferisce al governo nuovi poteri per frenare la diffusione del Covid-19 nel Paese. La nuova legge, che entrerà in vigore domenica, consentirà al governo di chiudere negozi, centri commerciali. Il governo sarà anche in grado di imporre limiti ai trasporti pubblici e al numero di persone ammesse in determinati luoghi pubblici specifici, nonché restrizioni alle riunioni pubbliche. Nella maggior parte dei casi, le violazioni delle nuove restrizioni porteranno a una multa, cosa che in precedenza non era possibile. La Svezia ha finora fatto notizia in tutto il mondo per non avere mai imposto quei lockdown visti altrove in Europa, ma ha iniziato da qualche settimana a rafforzare le misure di fronte a una seconda ondata più forte del previsto. Alla domanda sul perché questa legge sia stata presentata solo 10 mesi dopo l’inizio dell’epidemia, il ministro della Sanità Lena Hallengren ha detto parlando all’emittente Svt che «non era qualcosa di cui avevamo bisogno in primavera».

Prolungato il semi-lockdown in Ungheria fino al 1.febbraio

L’Ungheria ha esteso il lockdown parziale, introdotto per frenare la diffusione del coronavirus, fino al prossimo primo febbraio. Lo ha annunciato oggi il primo ministro magiaro Viktor Orban. Le misure - che includono il coprifuoco tra le 20:00 e le 5:00, il divieto di raduni, l’uso obbligatorio di mascherine in pubblico e lezioni online per scuole superiori e università - sono state introdotte nell’ambito dello stato di emergenza nazionale in vigore dall’11 novembre scorso. «La task force operativa» creata dal governo «ha deciso di estendere le restrizioni attualmente in vigore fino al primo febbraio», ha detto Orban durante un’intervista ai media di Budapest. «Finché non ci saranno vaccini a sufficienza, ci atterremo alle restrizioni che abbiamo», ha detto il leader ungherese. Il primo ministro ha aggiunto che le scuole primarie e gli asili potranno rimanere aperti.

Australia: Brisbane in lokckdown per 3 giorni

Le autorità sanitarie di Brisbane, la capitale del Queensland, in Australia, hanno deciso un lockdown di tre giorni con effetto immediato per cercare di fermare la diffusione della ‘variante inglese’ del coronavirus nella metropoli: l’iniziativa giunge dopo che un dipendente di un hotel usato per le quarantene è risultato positivo alla variante. Lo riporta la Cnn. Il dipendente, un addetto alle pulizie, era già affetto dal virus sabato scorso, ma non presentava sintomi, e si è sottoposto a un tampone mercoledì, risultando positivo. Lo ha reso noto il dipartimento della Sanità dello Stato. Il lockdown durerà fino alle 18:00 (ora locale, le 9:00 in Svizzera) di lunedì prossimo e interessa oltre 2,2 milioni di persone.

La Gran Bretagna verso l’obbligo del tampone per gli arrivi internazionali

Tutti i passeggeri internazionali in arrivo in Inghilterra e Scozia, inclusi i cittadini del Regno, dovranno presto sottoporsi ad un test anti-Covid prima della partenza ed esibire un risultato negativo per entrare nel Paese. Il test si dovrà fare fino a 72 ore prima dell’imbarco. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, secondo quanto riporta la Bbc. La nuova misura dovrebbe entrare in vigore all’inizio della settimana prossima in Inghilterra e «al più presto» in Scozia. Simili misure sono allo studio anche per il Galles l’Irlanda del Nord.

Ancora 4 mila morti negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno fatto registrare il record di 4.000 morti in 24 ore. Lo rivelano i dati della Johns Hopkins University. I nuovi casi di contagio sono stati 265.000.

Il Brasile supera le 200 mila vittime

Il Brasile supera i 200 mila morti di Covid-19 nella giornata in cui registra il numero più alto di vittime dall’inizio della pandemia: 1.841. Lo rivelano le autorità sanitarie locali. Il bilancio delle vittime sale a 200.498. La giornata odierna fa segnare anche il record di contagi: 94.517, che portano il numero complessivo a 7.961.673. Il Brasile è il secondo Paese per numero di vittime, alle spalle degli Stati Uniti, e il terzo per numero di contagi dopo Usa e India.

Giovedì 7 gennaio

(Aggiornato alle 20.32) I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 87,54 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,88 milioni, mentre i guariti superano i 58 milioni.

Netanyahu: «Entro fine marzo vaccinati tutti gli israeliani»

«Entro la fine di marzo saremo il primo Paese al mondo ad uscire dalla pandemia. Per quella data tutti gli israeliani che vorranno, sopra i 16 anni, saranno vaccinati». Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu annunciando l’imminente arrivo in Israele di una nuova «quantità importante di vaccini Pfizer», oltre quelli giunti oggi con il primo carico di Moderna. L’operazione - ha aggiunto Netanyahu spiegando di aver parlato di nuovo con il presidente della Pfizer Albert Burla - è stata chiamata «Ritorno alla vita». «Israele rappresenterà un Paese modello per il mondo intero per una vaccinazione di massa. Condivideremo con la Pfizer e il resto dell’umanità i dati statistici di questa vaccinazione». «Per la prossima Pasqua ebraica - ha sottolineato- potremo tornare a festeggiare con i nostri anziani». Il premier ha tuttavia avvertito che la battaglia non è ancora vinta e che non bisogna abbassare la guardia continuando ad osservare tutte le precauzioni necessarie e rispettando il lockdown totale in vigore in Israele dalla mezzanotte di stasera (le 23.00 in Svizzera) fino al 21 gennaio.

Gran Bretagna: calano i casi ma nuovo picco di 1.162 morti

Scendono a 52.618, dagli oltre 62.000 di ieri, i nuovi contagi da COVID nel Regno Unito, alle prese con il dilagare di varianti più virulente del coronavirus emerse in queste settimane; ma si impennano a 1.162 i morti nelle ultime 24 ore (fino a un totale di più di 78.000 dall’inizio della pandemia), secondo i dati odierni diffusi dal governo britannico. È record, peraltro, anche dei test quotidiani eseguiti nel paese, che schizzano oltre quota 557.000.

Intanto il premier Boris Johnson, in un briefing a Downing Street assieme al ceo del servizio sanitario nazionale (Nhs) Simon Stevens e al generale Phil Prosser, responsabile dei reparti militari che aiutano nella distribuzione, ha detto che il totale di persone vaccinate contro la COVID nel Regno Unito ha raggiunto un milione e mezzo.

Johnson ha poi assicurato che il paese ha forniture sufficienti per vaccinare «entro metà febbraio» con la prima dose le 13,2 milioni di persone delle prime quattro categorie indicate come prioritarie in questa campagna e ha anche la capacità logistica grazie al lavoro dell’Nhs e al sostegno dei militari.

Il premier ha aggiornato sulla situazione nel giorno in cui nel Regno Unito è iniziata la somministrazione del secondo vaccino anti-COVID autorizzato nel paese - quello di Oxford/AstraZeneca dopo il Pfizer/BioNTech - anche presso gli ambulatori pubblici e presso i medici di base, oltre che negli ospedali.

Il premier Tory ha insistito sull’impegno ad accelerare «la più grande campagna di vaccinazioni della storia» come chiave di volta per superare l’emergenza e a informare giorno dopo giorno l’opinione pubblica sui progressi. Al riguardo ha fra l’altro assicurato che la totalità degli ospiti delle case di riposo del Regno avrà ricevuto la prima dose del vaccino entro la fine di gennaio.

Francia: nessuna riapertura a gennaio, chiusa la frontiera con la Gran Bretagna

«Tutti gli esercizi che sono attualmente chiusi, lo resteranno almeno fino a fine gennaio»: lo ha annunciato il primo ministro francese, Jean Castex, in una conferenza stampa. Restano chiusi e non riapriranno dal 20 gennaio, come era stato ipotizzato dal presidente Emmanuel Macron alla fine del lockdown a fine novembre, bar, ristoranti, cinema, musei e palestre. Non riaprono neppure gli impianti di risalita. Per bar e ristoranti, chiusi da ottobre, «la prospettiva di una riapertura è rinviata almeno a metà febbraio». Il coprifuoco dalle 20.00 viene confermato fino al 20 gennaio; la chiusura serale era stata annunciata in un primo tempo solo per il periodo festivo. Castex ha annunciato anche che altri 10 dipartimenti in cui la circolazione del virus è particolarmente intensa potrebbero raggiungere gli altri che, da una settimana, anticipano il coprifuoco alle 18.00. Inoltre, a causa della variante inglese della COVID-19, già individuata in una ventina di casi in Francia, «le frontiere con la Gran Bretagna resteranno chiuse fino a nuovo ordine»: lo ha annunciato il primo ministro Jean Castex. «Anche se il virus circola leggermente meno in Francia che nella maggior parte dei paesi vicini, la situazione è lungi dall’essere tornata alla normalità» e «resta fragile», ha detto Castex. «Il livello di contaminazioni nel nostro paese - ha continuato - resta elevato, anzi, tende ad aumentare dalla metà di dicembre». «Prendiamo molto sul serio le minacce della variante inglese e di quella sudafricana», ha aggiunto il ministro della salute, Olivier Véran. «Quella sudafricana è ancora poco conosciuta - ha spiegato - è stata individuata in 3 pazienti in Francia. Quella inglese è meglio conosciuta e quello che sappiamo è che viene considerata come più contagiosa, nell’ordine del 40% - 70% in più rispetto al virus iniziale. È diventata la variante maggioritaria in Inghilterra». «Tutte le persone che arrivano dalla Gran Bretagna e dal Sudafrica - ha aggiunto Véran - dovranno presentare al loro arrivo in Francia la prova di un test molecolare negativo effettuato meno di 72 ore prima della partenza». Castex ha poi annunciato che tutti gli over 75 potranno farsi vaccinare contro la COVID «a partire da lunedì 18 gennaio». La decisione è stata presa nella «logica di accelerazione» voluta dal presidente Emmanuel Macron dopo la controversa partenza a rilento della vaccinazione nel paese.

«Sono state 45.000 le persone vaccinate in Francia negli ultimi 5 giorni», ha precisato detto il premier aggiungendo che «entro fine gennaio le quantità ricevute del vaccino ci consentiranno di essere in grado di vaccinare almeno un milione di persone». «Sì - ha ammesso Castex - il nostro programma di vaccinazione è cominciato più lentamente rispetto ad altri paesi, ma ora dobbiamo guadagnare tempo e andare più velocemente». Il premier ha precisato che la Francia ha «ordinato oltre 200 milioni di vaccini che saranno consegnati durante tutto il corso dell’anno 2021».

Per estendere la vaccinazione al maggior numero di persone possibili, l’inoculazione della seconda dose del vaccino Pfizer-BioNTech può essere rinviata «senza rischio e senza perdita di efficacia fino a 6 settimane invece di 3» dalla prima iniezione, ha sostenuto Véran. «Questo ci consentirà di disporre di un maggior numero di dosi disponibili fin da ora».

In Germania 417 mila vaccinati

Sono 417.060 le persone vaccinate in Germania finora contro il Covid. Lo ha reso noto il Robert Koch Institut, affermando che il dato potrebbe comunque risentire dei ritardi delle registrazioni nelle regioni. Stando all’istituto sono stati vaccinati 5 per ogni 1000 abitanti. Il Land che ha vaccinato proporzionalmente di più è il Meclemburgo-Pomerania Anteriore (13,5%); quello che ha vaccinato di meno è la Turingia (2,5%). In termini assoluti, il Land che ha somministrato più vaccini è la Baviera con 84.000 persone.

Israele entra in lockdown totale

Dalle 24 di oggi (ora locale) e fino al 21 gennaio Israele entrerà, come deciso dal governo, in lockdown totale mentre le nuove infezioni restano alte e non si ferma la campagna vaccinale. Da questa notte saranno dunque chiuse tutte le attività produttive non essenziali, le scuole (tranne alcuni casi specifici), le attività commerciali non primarie, tutti i luoghi ricreativi e anche luoghi di culto. Non sarà possibile inoltre allontanarsi da casa oltre un chilometro, eccetto che per andare a vaccinarsi né andare al domicilio altrui, i pubblici trasporti opereranno al 50%. Divieto di assembramento oltre 5 persone al chiuso e 10 all’aperto (eccetto che per alcune eccezioni). Potrà lasciare il paese solo chi ha acquistato un biglietto aereo prima dell’entrata in vigore del lockdown. I casi nelle ultime 24 ore sono stati in linea con l’andamento degli ultimi giorni che ha spinti il governo a decidere le restrizioni: 7.820 a fronte di un record di tamponi pari a 127.140 con un tasso di positività, in calo, del 6.2%. Le persone che fino a ieri sono state vaccinate con la prima dose sono arrivate a circa un 1.600.000.

Merkel: «I prossimi mesi saranno i peggiori»

«Ovviamente abbiamo ancora davanti a noi - credo che questo si possa intuire - i mesi peggiori della pandemia». Lo ha detto Angela Merkel, commentando gli sviluppi del contagio da COVID-19 in Germania. La cancelliera ha ribadito che in questa situazione «un pezzo di speranza» arriva dalla disponibilità dei vaccini.

L’OMS: «La situazione è allarmante, l’Europa deve fare di più»

L’Europa deve «fare di più» a fronte ad una «situazione allarmante» aggravata dalla circolazione di una nuova variante di coronavirus rilevata inizialmente nel Regno Unito. È l’appello rivolto oggi dalla direzione generale dell’OMS. «Ci sono delle misure di base che tutti conosciamo e che devono essere intensificate per ridurre la trasmissione, ridurre il peso sui servizi sanitari e salvare vite», ha esortato il direttore dell’OMS per l’Europa, Hans Kluge.

A Tokyo torna lo stato d’emergenza

Il governo giapponese ha deciso l’introduzione di uno stato d’emergenza di un mese per la capitale Tokyo e tre prefetture adiacenti: la decisione segue l’allarmante aumento dei contagi di coronavirus nelle ultime settimane. Lo ha reso noto il premier Yoshihide Suga nel corso di una conferenza stampa, alla luce dei continui aggiornamenti dei record giornalieri, che hanno portato la metropoli a sfiorare quota 70 mila infezioni; poco meno di un terzo del totale nazionale.

In Russia superati i 60 mila morti

I casi di coronavirus in Russia sono aumentati di 23.541 nelle ultime 24 ore per un totale di 3.332.142 infezioni. Lo ha detto il centro di crisi anti-coronavirus. Il tasso di crescita medio negli ultimi tre giorni non ha superato lo 0,7%, nota la Tass. I morti sono stati invece 506 per un totale di 60.457 vittime.

Negli USA 3865 morti in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno registrato un record di 3865 decessi provocati dal coronavirus nelle ultime 24 ore: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Allo stesso tempo, i nuovi casi sono stati 253’145. I dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 21’299’340 e quello dei morti a quota 361’123. Finora nel Paese sono state distribuite almeno 17’288’950 dosi di vaccino e almeno 5’306’797 sono state amministrate.

Mercoledì 6 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 86,51 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,86 milioni, mentre i guariti superano i 58 milioni.

Gran Bretagna: nuovo picco, oltre 1000 morti e 62.000 contagi

Nuovo record assoluto di morti e contagi da coronavirus nel Regno Unito, alle prese con il dilagare di varianti più virulente del coronavirus emerse in queste settimane. Secondo i dati odierni, i casi censiti nelle ultime 24 ore sono stati 62.322 (seppure su quasi 500.000 tamponi) e i decessi 1041. Ieri il governo ha stimato, sulla base dei dati dell’istituto nazionale di statistica, che un 2% dell’intera popolazione (oltre un milione di persone) si è infettato nella sola settimana fra il 27 dicembre e il 2 gennaio. Una quota che sale addirittura a un residente su 30, circa il 3%, a Londra.

Gran Bretagna: niente esami di maturità, varrà il voto dei prof

Niente esami di maturità (A-levels e GCSE) quest’anno per gli studenti in Inghilterra a causa della chiusura di tutti gli istituti, imposta per ora a tempo indeterminato, una delle misure dal terzo lockdown anti-COVID-19 nel Regno: chiusura da cui sono esentati solo i figli dei lavoratori dei servizi d’emergenza e accompagnata invece per la generalità degli alunni da lezioni on line a distanza. Lo ha annunciato Gavin Williamson, ministro dell’istruzione del governo conservatore di Boris Johnson, rispondendo alle sollecitazioni alla chiarezza in materia delle opposizioni e di vari deputati di maggioranza nel dibattito parlamentare sul confinamento. Gli esami non saranno sostituiti da alcuna valutazione elettronica automatica gestita da algoritmi, come si provò a fare l’anno scorso in coda alla prima ondata della pandemia, secondo un meccanismo rivelatosi fallimentare e revocato alla fine tra le polemiche. Bensì dalla semplice valutazione finale degli insegnanti interni, ha assicurato Williamson, ricordando di avere in prima persona una figlia che perderà l’appuntamento con la maturità. Resta da vedere come queste valutazioni saranno recepite dalle università, che in Gran Bretagna filtrano di regola le iscrizioni dei neomaturati attraverso la verifica esterna dei risultati d’esame garantita dal sistema GCSE o da quello degli A-levels. Il ministro ha anche annunciato, accogliendo una proposta del Labour, la cancellazione secca dei SATs, equivalenti agli esami di licenza elementare nelle primarie del Regno Unito.

Cina, test di massa per 11 milioni a Shijiazhuang

La Cina ha varato una stretta ai viaggi verso Shijiazhuang, capoluogo dell’Hebei e città di 11 milioni di abitanti circa 300 chilometri a sud di Pechino, per stroncare un focolaio di COVID-19, mentre le autorità sanitarie nella provincia del Guangdong hanno rilevato un nuovo ceppo virale trovato in Sud Africa, importato da un pilota.

Dieci autostrade che portano a Shijiazhuang sono state chiuse, così come il capolinea dei servizi di autobus: ci sono stati 117 contagi registrati nella città, di cui almeno altri 63 segnalati oggi e 78 asintomatici, che hanno richiesto test di massa in tutta l’area interessata.

Il presidente del Portogallo in isolamento preventivo

Il presidente della Repubblica del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, è in isolamento preventivo dopo aver avuto contatti, lunedì scorso, con un membro della Casa Civil, che questa mattina ha saputo di essere risultato positivo al coronavirus. Lo riferisce l’account web del presidente del Portogallo.

Gran Bretagna: misure più severe per i viaggi

Il governo britannico «intende proteggere i confini» del Regno Unito dalla minaccia di ulteriori contagi in ingresso e di varianti virulente del COVID come quella individuata di recente in Sudafrica. Lo ha detto in Parlamento il premier Tory, Boris Johnson, nel dibattito sul nuovo lockdown, annunciando a breve «misure ulteriori per fermare la riammissione del virus» dall’estero.

Secondo il Times, le misure introdurranno la necessità di un test negativo obbligatorio, fatto nelle 72 ore precedenti, per chiunque viaggi verso il Regno e forse un secondo tampone all’arrivo. Il capogruppo indipendentista scozzese (Snp), Ian Blackford, ha tuttavia accusato il governo Tory di aver lasciato troppo a lungo i confini sostanzialmente aperti e, sfidando il premier a «imparare dai suoi errori», ha chiesto di chiuderli ora del tutto salvo «i viaggi essenziali».

Russia, vaccinate oltre 1 milione di persone

Oltre 1 milione di persone a oggi sono state vaccinate in Russia con lo Sputnik V. A renderlo noto è lo stesso account Twitter del vaccino russo.

La Germania supera ancora al soglia dei mille morti in un giorno

Le autorità sanitarie tedesche dell’Istituto Robert Koch hanno segnalato 21.237 nuove infezioni da coronavirus in un giorno. Lo riferisce la Dpa. Sono stati 1’019 i morti nelle 24 ore. Il picco di 1’129 nuovi morti era stato segnato il 30 dicembre.

In Russia altri 24 mila casi

I casi di coronavirus in Russia sono aumentati di 24’217 nelle ultime 24 ore per un totale di 3’308’601 infezioni. Lo ha detto il centro di crisi anti-coronavirus. Il tasso di crescita medio negli ultimi tre giorni non ha superato lo 0,7%, nota la Tass. I morti sono stati invece 445 per un totale di 59’951 vittime.

La Danimarca chiude i confini ai residenti sudafricani

La Danimarca chiuderà il confine ai residenti sudafricani a causa della circolazione in quel paese di una nuova variante del coronavirus. Lo hanno annunciato le autorità danesi martedì sera. La decisione del Paese nordico, che al momento non ha identificato alcun caso di questo nuovo ceppo, entrerà in vigore da oggi fino al 17 gennaio.

La variante inglese in 41 nazioni

Il ceppo «britannico» del coronavirus è già stato rilevato in 41 nazioni. Lo ha detto oggi l’Organizzazione mondiale della sanità. La variante desta preoccupazione anche in Svizzera dove è responsabile verosimilmente del dilagare delle nuove infezioni. Nella Confederazione al momento sono accertati 28 casi in 7 cantoni. Secondo gli esperti dell’Ufficio federale della sanità la sua elevata contagiosità può portare a breve ad un aumento esponenziale dei casi.

Nuovo record di morti negli USA: quasi 4 mila in 24 ore

Nuovo record di morti in USA a causa del Covid-19: nelle ultime 24 ore si contano 3.930 decessi, secondo i dati della Johns Hopkins University. Oltre 250mila i nuovi contagi in un solo giorno.

Martedì 5 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 86,19 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,86 milioni, mentre i guariti superano i 58 milioni.

Gran Bretagna: il leader laburista chiede vaccinazioni 24 ore su 24

Il leader del partito laburista britannico all’opposizione, Sir Keir Starmer, chiede che si elabori un programma di vaccinazione «24 ore su 24» per fermare la rapida ascesa dei contagi nel Regno Unito. In un intervento trasmesso da BBC One, Starmer chiede al governo di utilizzare il periodo di lockdown in Inghilterra per mettere a punto «un programma di vaccinazione su vasta scala, immediato e operativo 24 ore su 24» con l’obiettivo di «somministrare milioni di dosi a settimana, entro la fine del mese, in ogni città e ogni paese, in ogni centro urbano e in ogni ambulatorio». Starmer non ha mancato di sottolineare che vi sono diverse domande da porre al governo circa i tempi delle chiusure, ma ha anche confermato il sostegno del suo partito alle nuove misure decise da Downing Street che verranno votate domani a Westminster.

Test obbligatorio per entrare in Germania dall’11 gennaio

«Per chi entra in Germania da aree a rischio COVID, oltre all’obbligo di quarantena per dieci giorni, deve essere introdotto un obbligo di test all’entrata (strategia dei due test)»: è quanto si legge nel testo conclusivo della video-conferenza tra la cancelliera Angela Merkel e i ministri-presidenti dei Länder. L’obbligo di quarantena può essere ridotto da 10 a 5 giorni in presenza di un test da fare solo a partire dal quinto giorno di ingresso in Germania. Ai Länder è riservato invece il controllo rafforzato nel caso di provenienze da zone in cui è particolarmente diffusa la cosiddetta variante inglese, si legge nel documento. Nelle case di cura e per anziani sarà istituito l’obbligo di test per il personale e per i visitatori.

Israele, nuovo lockdown totale per 2 settimane

Il governo israeliano ha votato il varo di un nuovo lockdown totale a partire dalla mezzanotte di giovedì 7 gennaio per le 2 settimane successive. La misura - ha spiegato il premier Benyamin Netanyahu - si è resa necessaria a fronte dei nuovi picchi di infezione, che nelle ultime 24 ore hanno superato gli 8.000 casi. In base alle nuove disposizioni saranno chiusi - secondo i media - tutti i luoghi di lavoro non essenziali e gran parte delle scuole. Chiusi anche i luoghi di culto, forti limitazioni ai viaggi all’estero e agli spostamenti. Il governo - secondo le stesse fonti - si riunirà di nuovo domani.

USA: utilizzato solo un terzo dei vaccini disponibili

Negli USA appena un terzo dei 15 milioni di dosi di vaccino consegnate è stato utilizzato. Lo afferma il bollettino dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), che segnala diversi Stati molto indietro con il programma federale, che originariamente prevedeva di immunizzare 20 milioni di persone entro il 2020.

Una delle aree più indietro nella campagna vaccinale, spiega l’ente americano, è quella di New York, dove meno del 20% delle circa 900.000 dosi consegnate è stato inoculato.

Il governatore Andrew Cuomo ha annunciato a questo proposito un piano che prevede multe per gli ospedali ritardatari. «Non voglio dei vaccini in frigo - ha affermato - ma nelle persone».

Anche in Florida, altro Stato in ritardo, il governatore ha deciso che gli ospedali meno efficienti verranno puniti con consegne inferiori di vaccini.

Problemi di questo tipo sono segnalati anche al di qua dell’Atlantico. In Spagna ad esempio, riporta «El Pais», nella regione di Madrid è stato somministrato il 6% delle dosi disponibili, con percentuali simili anche in Catalogna, e appare lontano l’obiettivo di raggiungere il 70% di immunizzati entro l’estate. È indietro anche la Francia, dove nella prima settimana di vaccinazioni sono state immunizzate poco più di 500 persone.

India: test su bambini dai due anni con il vaccino Covaxin

Bharat Biotech intende sperimentare il suo vaccino anti-COVID anche su bambini di appena due anni: lo ha detto in una conferenza stampa Krishna Ella, presidente del laboratorio statale che ha realizzato il Covaxin, il primo vaccino anti-COVID interamente «made in India», approvato dall’Ente regolatore del farmaco indiano tre giorni fa per l’uso in emergenza. Il Covaxin, di cui vari paesi, tra cui il Brasile, hanno già prenotato milioni di dosi, ha avuto il semaforo verde anche se i test non sono ancora giunti all’ultima fase. Nell’incontro coi giornalisti Ella ha spiegato che la Bharat Biotech ha chiesto un’autorizzazione speciale per condurre test di fase tre su un gruppo di soggetti molto giovani, dai due ai quindici anni: «il Covaxin è un vaccino del tipo inattivato: abbiamo già incluso ragazzi di dodici anni nei nostri test, ma vogliamo dimostrare l’efficacia del Covaxin anche tra i bambini e garantire che il nostro sarà il vaccino migliore per loro», ha detto.

Francia: i contagi giornalieri tornano a salire oltre quota 20.000

Tornano per la prima volta nel 2021 oltre quota 20.000 i contagi in 24 ore in Francia, fissati da Santé Publique France a 20.489 da ieri. Alto rispetto gli ultimi giorni anche il numero dei morti: 345 negli ospedali stasera, una cifra alla quale si aggiunge il conto delle vittime di una settimana proveniente dagli ospizi, 522 decessi. Il totale dei morti dall’inizio della pandemia è di 66.282.

Los Angeles: «Le ambulanze selezionino i pazienti»

Agli operatori delle ambulanze della contea di Los Angeles, in California, è stato chiesto di non trasportare in ospedale pazienti che hanno possibilità molto basse di sopravvivere.

La direttiva arriva dalle autorità sanitarie mentre la regione rischia di arrivare a 1.000 morti di COVID al giorno, con gli ospedali quasi al collasso. Al personale dei reparti di emergenza invece è stato detto di razionare l’ossigeno. New York aveva emanato una direttiva analoga lo scorso aprile, in un momento culminante della pandemia, suggerendo di non ricoverare pazienti che non si riusciva a trattare sul posto, ad esempio per infarti o ictus.

Nuovo record di contagi in Gran Bretagna: sono oltre 60.000

Nuovo record assoluto di contagi da COVID nel Regno Unito, alle prese con il dilagare di varianti più virulente del coronavirus emerse in queste settimane. Secondo i dati del governo, i casi censiti nelle ultime 24 ore sono stati 60.916, per la prima volta oltre la soglia dei 60.000, su un totale quotidiano di tamponi incrementato pure fino a quasi 465.000. Mentre allarma anche la risalita del numero dei morti verso livelli vicini a quelli dei picchi di primavera: 830 in più da ieri a oggi.

L’Olanda ammette: «Impreparati sui vaccini»

Il premier olandese Mark Rutte ha ammesso l’impreparazione del suo governo sulle vaccinazioni anti-coronavirus. Nonostante le centinaia di migliaia di dosi di vaccino arrivate, l’Olanda comincerà il suo piano domani, come ultimo paese dell’Unione europea. «Abbiamo ricevuto un vaccino diverso da quello che ci aspettavamo e prima del previsto», ha detto Rutte in Parlamento. Il premier olandese ha spiegato di essere stato colto di sorpresa dall’approvazione, il 21 dicembre, da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) del vaccino Pfizer-BioNTech. «Non siamo preparati a distribuire un vaccino che deve essere conservato a -70 gradi», ha ammesso.

La Danimarca inasprisce il lockdown

Dopo il lockdown imposto a dicembre e prorogato fino al 17 gennaio - con la chiusura di bar, ristoranti e negozi non essenziali - la Danimarca ha inasprito oggi le misure di contenimento per tentare di frenare la rapida diffusione della nuova variante del coronavirus individuata nel Regno Unito. Lo ha comunicato la prima ministra Mette Frederiksen in una conferenza stampa, secondo quanto riferisce il «Guardian». Le nuove restrizioni includono l’abbassamento da dieci a cinque persone del limite per gli incontri nei luoghi pubblici e l’obbligo di distanziamento di due metri. Le autorità sanitarie si attendono che la nuova variante del virus sarà quella dominante in Danimarca entro la metà del prossimo mese.

La Germania prolunga il lockdown al 31 gennaio

Raggiunto l’accordo in Germania per un prolungamento del lockdown al 31 gennaio con scuole e asili chiusi fino alla stessa data nel corso del vertice tra la cancelliera Angela Merkel e i 16 ministri-presidenti dei Länder. È quanto riferiscono diversi media, tra cui «Bild», «Welt» e «Tagespiegel». Sarebbe stata concordata inoltre una limitazione degli spostamenti entro 15 chilometri nelle zone rosse ad alta incidenza del virus (superiore ai 200 nuovi contagi in 7 giorni ogni 10.000 abitanti). Si discute ancora sulla possibile limitazione dei contatti. Secondo quanto riferisce il «Tagesspiegel», si starebbe limitando l’incontro a un nucleo familiare più una persona.

In Gran Bretagna «tempi duri fino a marzo»

La Gran Bretagna ha di fronte a sé altre «settimane molto, molto difficili» sul fronte dell’emergenza Covid, ma scommette sui vaccini per uscirne. Lo ha detto oggi a Sky il ministro Michael Gove, numero tre del governo Tory di Boris Johnson, dopo l’annuncio del premier di un terzo lockdown generale. «Più il programma delle vaccinazioni sarà efficace, più sarà facile abolire le restrizioni... a marzo», ha aggiunto. L’obiettivo della più grande campagna vaccinale di sempre è, secondo gli auspici di Johnson, arrivare a somministrare il primo vaccino entro metà febbraio a oltre 13 milioni di persone.

Gli esperti lanciano l’allarme: «Gli USA rischiano un’altra ondata»

La pausa natalizia negli Usa potrebbe alimentare un’altra ondata di infezioni da Covid-19. È l’allarme lanciato dagli esperti dopo che milioni di americani hanno comunque viaggiato a dicembre: più di 1,3 milioni di persone, un record nell’era della pandemia, secondo i dati forniti dall’agenzia governativa TSA, riferisce il Guardian online. È così che i ricoveri hanno raggiunto un altro triste record ieri con oltre 128.200 positivi. Ma alcuni Stati avvertono che il peggio deve ancora arrivare. Il governatore del Mississippi, Tate Reeves, ha detto che lo Stato ha avuto «più pazienti Covid in terapia intensiva alla fine della scorsa settimana di quanti ne abbiamo avuti in qualsiasi altro periodo durante questa pandemia». A New York, il governatore Andrew Cuomo, ha detto che c’è stata un’impennata di casi dovuti agli incontri sociali durante il Natale. «È chiaro che le vacanze hanno aumentato il tasso di infezione e il numero di persone ricoverate in ospedale», ha detto. In California, dove almeno due regioni non hanno più posti letto, le infezioni continuano a crescere. Il Los Angeles County Emergency Medical Services Agency ha detto alle ambulanze di non trasportare pazienti che hanno poche probabilità di sopravvivere, al fine di conservare le scorte di ossigeno e i letti in terapia intensiva.

In Germania 944 decessi

La Germania ha registrato 11’897 casi e 944 decessi in più nelle ultime 24 ore. Si tratta di dati peggiori rispetto a quelli del giorno precedente, quando l’Istituto Robert Koch per le malattie infettive ha comunicato 9’847 contagi e 302 decessi. Il Governo tedesco e i Länder hanno concordato ieri un’estensione del lockdown oltre il 10 gennaio.

La Francia accelera sulla vaccinazione

Il ministro della salute francese Olivier Véran ha dichiarato, durante un’intervista andata in onda su RTL, che la campagna di vaccinazione contro il coronavirus sarà accelerata e semplificata, e che fra i primi a beneficiare del preparato ci saranno anche pompieri e chi è attivo nell’aiuto a domicilio e ha oltre 50 anni. Ha inoltre affermato che saranno 300 in tutto il paese i centri di vaccinazione attivi entro la prossima settimana.

Lunedì 4 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 85 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,84 milioni, mentre i guariti superano i 57 milioni.

Nuovo record di contagi nel Regno Unito

Nuovo record giornaliero di contagi nel Regno Unito, dove i casi censiti nelle ultime 24 ore toccano oggi quota 58.784 su un numero di tamponi salito ieri a quasi 430.000. Il dato, che si accompagna alla conferma di una rinnovata pressione su molti ospedali del Paese in attesa della nuova stretta da lockdown o semi-lockdown nazionale destinata a essere annunciata stasera alle 20 in tv dal premier Boris Johnson, è alimentato dal dilagare delle nuove varianti del virus a diffusione accelerata. Anche se il totale quotidiano dei morti scende a 407.

La Scozia torna in lockdown

La Scozia torna in lockdown dalla mezzanotte per far fronte all’impennata di contagi da COVID-19 alimentata dalle varianti del virus registrate nelle ultime settimane. Lo ha annunciato la first minister del governo locale, Nicola Sturgeon, in attesa che il governo centrale britannico formalizzi anche in Inghilterra la stretta preannunciata dal premier Boris Johnson. Sturgeon si è detta «più preoccupata che a marzo» e ha indicato un confinamento di «3 o 4 settimane». La Scozia a dicembre non aveva adottato un secondo lockdown a differenza dell’Inghilterra, pur mantenendo restrizioni severe.

In Gran Bretagna somministrate le prime dosi del vaccino AstraZeneca

Il Regno Unito ha cominciato questa mattina a somministrare le prime dosi del vaccino sviluppato dalla società biofarmaceutica britannica AstraZeneca e dall’università di Oxford (Inghilterra). Il Regno Unito diventa così il primo Paese al mondo a somministrare il vaccino Oxford-AstraZeneca. Il primo ad essere vaccinato, riporta il National Health Service (Nhs, il sistema sanitario nazionale del Regno Unito) in un tweet, è stato Brian Pinker, un paziente di 82 anni sottoposto a dialisi a causa di una malattia ai reni. La vaccinazione è avvenuta nell’ospedale dell’università di Oxford.

Leggero calo dei contagi in Germania

Sono dati leggermente in calo quelli comunicati oggi dalle autorità sanitarie tedesche. I nuovi contagi sono 9’847, contro i 10’315 di ieri e i 12’690 di sabato. I decessi legati al Covid-19 sono invece 302: un incremento sostanzialmente stabile rispetto ai giorni precedenti (312 domenica e 336 sabato).

In Brasile oltre 17 mila contagi

Sono 17’341 i contagi da coronavirus registrati domenica, dove si segnalano anche altre 293 vittime

Domenica 3 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 84,58 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,83 milioni, mentre i guariti superano i 56 milioni.

Gran Bretagna: già vaccinate un milione di persone

«Abbiamo vaccinato un milione di persone, più del resto d’Europa messo insieme». Lo ha dichiarato oggi il premier britannico Boris Johnson ai microfoni del programma tivù Andrew Marr Show, secondo quanto riporta la BBC. Johnson ha sottolineato che da domani circa 530.000 dosi del vaccino Oxford-AstraZeneca saranno disponibili nei centri di vaccinazione e «qualche milione in più» del vaccino Pfizer deve ancora essere somministrato ai pazienti.

India, dopo AstraZeneca sì anche al vaccino nazionale

L’autorità sanitaria indiana ha confermato oggi di avere approvato il vaccino Oxford-AstraZeneca annunciando di avere dato il via libera anche a un vaccino nazionale, prodotto dalla società farmaceutica Bharat Biotech. Secondo il premier Narendra Modi l’approvazione rappresenta «una svolta decisiva per rafforzare lo spirito di combattimento» nel Paese e «accelerare la marcia verso una nazione più sana e libera dalla COVID». L’India è il secondo Paese al mondo per numero di casi di coronavirus (10.323.965) dopo gli USA ed il terzo per numero di morti (149.435) dopo USA e Brasile.

Nuovo record negli USA, 277 mila casi in un giorno

Nuovo record di casi di COVID-19 negli Stati Uniti, con oltre 277.000 infezioni in un solo giorno. Nel Paese più colpito al mondo dalla pandemia si contano ormai 20,4 milioni di casi e poco meno di 350.000 morti. Le infezioni sono aumentate negli ultimi mesi, e lo scienziato Anthony Fauci ha avvertito pochi giorni dopo Natale che il peggio della pandemia potrebbe ancora venire. Intanto prosegue il programma di vaccinazioni: 4,2 milioni le persone vaccinate, 13 i milioni di dosi distribuite. Il presidente uscente, Donald Trump, aveva promesso 20 milioni di vaccinazioni entro la fine del 2020.

Sabato 2 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 83,96 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,82 milioni, mentre i guariti superano i 56 milioni.

Grecia in lockdown fino al 10 gennaio

Il Governo greco ha annunciato che il lockdown per contenere il contagio del coronavirus sarà esteso fino al 10 gennaio, dopo un notevole allentamento delle misure in occasione delle feste di Natale e fine anno. Le misure restrittive decise a novembre - che prevedono il rigido coprifuoco notturno e il lockdown tranne per necessità durante il giorno - avrebbero dovuto cessare il 7 gennaio, ma sono state estese di tre giorni come «misura preventiva», per evitare che la situazione si aggravi e non sia poi possibile aprire le scuole l’11 gennaio, ha dichiarato alla tivù il portavoce del governo di Atene, Stelios Petsas. Le misure erano state allentate per il Natale, che in Grecia, a differenza di altri Paesi di confessione ortodossa in cui si celebra il 7 gennaio, viene festeggiato il 25 dicembre, come da calendario Gregoriano. In Grecia ci sono stati finora 4.881 morti e 139.447 casi di COVID-19 su una popolazione di 10,7 milioni.

Scuole elementari chiuse a Londra

Il governo britannico ha deciso che tutte le scuole elementari di Londra resteranno chiuse fino al 18 gennaio a causa dei numeri preoccupanti sulla diffusione del coronavirus nella capitale. Ma il provvedimento del ministro all’Istruzione, Gavin Williamson, che i detrattori considerano una «imbarazzante inversione a U» rispetto alla decisione precedente di tenere chiuse fino al 18 solo le scuole delle aree più a rischio, non è sufficiente, secondo il principale sindacato degli insegnanti britannici. La National Education Union (Neu), riunito d’urgenza stamani, chiede infatti la chiusura di tutte le scuole d’Inghilterra. Mary Bousted, segretaria del Neu, ha dichiarato - ripresa dai media, fra cui il Guardian - che il governo deve chiudere tutte le scuole in Inghilterra, sul modello di quanto fatto in Scozia, Galles e Irlanda del Nord, prima che l’infezione vada «fuori controllo». «Se si consente che le condizioni peggiorino - ha detto Bousted - alla fine si dovrà chiudere più a lungo». Approvazione per il provvedimento governativo arriva dal sindaco di Londra, Sadiq Khan, secondo cui il governo britannico ha «finalmente fatto una cosa sensata e compiuto una inversione a U» sulla decisione precedente, allargando la chiusura a tutta la capitale.

La Thailandia corre ai ripari: chiudono bar, ristoranti e parrucchieri

Lockdown parziale in Thailandia, finora relativamente risparmiata dal coronavirus ma che di fronte ad un’improvvisa impennata dei casi ha deciso di correre ai ripari. Per un mese, dal 4 gennaio al primo febbraio, resteranno dunque chiusi bar, discoteche, ristoranti, sale massaggi, parrucchieri e palestre. La misura scatterà invece oggi stesso a Bangkok, dove il picco dei contagi è stato maggiore e chiuderanno anche le scuole per due settimane. Il regno è stato il primo Paese a individuare un caso di coronavirus al di fuori della Cina all’inizio del 2020, ma fino a novembre è stato relativamente risparmiato dalla pandemia con poco più di 4000 casi e 60 decessi. Un focolaio nel più grande mercato ittico thailandese a dicembre ha però scatenato un’impennata di infezioni, rilevate in 53 delle 77 province del regno. E arrivate oggi a oltre 7.300. Nella sola Bangkok, i casi rilevati sono stati oltre 2.600, ed è quindi immediatamente scattato il semi lockdown. Oltre a bar e discoteche, fermi anche i luoghi in cui si svolgono boxe e combattimenti di galli. «Non vogliamo utilizzare misure estreme - ha detto Taweesin Visanuyothin, portavoce della task force antiCOVID - ma abbiamo bisogno di un rimedio più forte per frenare questa nuova ondata».

Tokyo chiede lo stato di emergenza

Il governo metropolitano di Tokyo e le tre prefetture adiacenti si rivolgeranno all’esecutivo per sollecitare l’introduzione dello stato di emergenza nel tentativo di contenere la diffusione del coronavirus nella regione. Lo anticipano i media nipponici, spiegando che la governatrice della capitale, Yuriko Koike, ed i suoi omologhi delle vicine prefetture inoltreranno la richiesta congiunta al ministro per l’emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura. Giovedì scorso Tokyo ha toccato un nuovo record di infezioni giornaliere (1.337), superando quota 1000 per la prima volta dall’inizio della pandemia. Il governo metropolitano ha inoltre reso noto che il numero dei pazienti che hanno contratto la COVID-19 attualmente ricoverati in gravi condizioni ha raggiunto un nuovo massimo, e gli esperti avvertono di un possibile collasso del sistema sanitario. Le autorità cittadine hanno esortato i residenti ad uscire solo per i servizi essenziali ed evitare di visitare i propri familiari in altre regioni.

Gli USA iniziano il 2021 con oltre 160 mila nuovi contagi

Gli Stati Uniti hanno cominciato il nuovo anno con oltre 160 mila nuovi casi di coronavirus: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo quanto riporta la CNN. I dati indicano che nella giornata di ieri i contagi sono stati almeno 160.606, ed i morti almeno 2.051. Nel complesso, ad oggi gli USA registrano un totale di 20.135-305 infezioni, incluse 347.865 vittime.

La Corea del Sud limita gli assembramenti

La Corea del Sud ha esteso a livello nazionale il limite di cinque persone per gli assembramenti pubblici nel tentativo di contrastare un’impennata dei casi di coronavirus: la misura, che già interessava la capitale Seul, resterà in vigore fino al 17 gennaio. Nel frattempo, l’Agenzia nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie (KDCA) ha reso noto che ieri i nuovi casi di contagio sono stati 824, di cui 788 trasmessi a livello locale. Dall’inizio della pandemia nel Paese sono state registrate 62.593 infezioni e almeno 942 persone sono morte a causa del virus.

In Venezuela scatta la quarantena rigida

A partire da lunedì prossimo il Venezuela, nell’ambito delle misure di contrasto della pandemia da coronavirus, tornerà allo schema 7+7 di sette giorni di quarantena rigida e di altri sette di misure più flessibili. Lo ha annunciato via Twitter la vicepresidente esecutiva venezuelana, Delcy Rodríguez. Per il mese di dicembre il presidente Nicolás Maduro aveva autorizzato l’introduzione di una flessibilizzazione delle misure «ampia e sicura», ma negli ultimi giorni le statistiche del ministero della Salute hanno mostrato un aumento dei casi e quindi la necessità di tornare a misure più rigide. «Dopo aver esaminato i risultati epidemiologici della flessibilizzazione di dicembre - ha chiarito Rodríguez - il capo dello Stato ha deciso di tornare allo schema 7+7 con l’avvio di una quarantena rigida a partire da lunedì e fino al 10 gennaio». Nella settimana di rigidità delle misure, il governo autorizza soltanto l’attivazione di settori essenziali quali l’alimentare, la salute, i trasporti e la sicurezza. Per quanto riguarda il problema dell’immunizzazione della popolazione alla COVID-19, il 29 dicembre scorso Maduro ha annunciato la firma di un contratto con la Russia per l’acquisizione di dosi del vaccino Sputnik V sufficienti per trattare dieci milioni di persone. Secondo le statistiche ufficiali, il Venezuela ha chiuso il 2020 con un totale, da marzo, di 113.558 contagi e 1.028 morti.

L’OMS approva il vaccino di Pfizer-BioNTech

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha approvato il vaccino di Pfizer-BioNTech. Lo riporta la CNN. La decisione rappresenta una svolta per i Paesi in via di sviluppo privi di propri organismi di regolamentazione in materia sanitaria, che potranno così accelerare i loro iter per il via libera al vaccino ed iniziare i relativi programmi di immunizzazione. Il vaccino di Pfizer-BioNTech è stato approvato dal Regno Unito l’8 dicembre scorso e poi dagli Stati Uniti, dal Canada e dall’Unione europea. Swissmedic ha omologato il vaccino di Pfizer-BioNTech lo scorso 19 dicembre.

Venerdì 1 gennaio

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 83 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,8 milioni, mentre i guariti superano i 56 milioni.

Londra verso la chiusura delle scuole elementari

In seguito al forte aumento del numero di contagi, il Governo britannico si appresa a chiudere tutte le scuole elementari di Londra per le prossime due settimane. La Gran Bretagna è alle prese con la cosiddetta “variante inglese” del nuovo coronavirus, che si è dimostrata altamente contagiosa, anche se non più pericolosa. Negli ultimi tre giorni sono stati registrati oltre 50’000 casi ogni 24 ore, e le strutture sanitarie sono fortemente sotto pressione.

Gli Stati Uniti superano i 20 milioni di casi

Gli Usa hanno superato i 20 milioni di casi di Covid-19, secondo i dati della Johns Hopkins University. Le vittime invece sono 346 mila. Nel frattempo è arrivato l’avvertimento del virologo Anthony Fauci: «Ci vorranno diversi mesi. Se facciamo tutto correttamente si spera, verso la fine dell’estate, l’inizio dell’autunno del 2021, di iniziare ad avvicinarci a un certo grado di normalità», prevede il membro della task force della Casa Bianca sul coronavirus, secondo cui la vita normale negli Stati Uniti non riprenderà a breve. Peraltro, ha detto in un’intervista a Msnbc, tale tempistica dipenderà dal fatto che gli Usa siano in grado di portare avanti «in modo efficiente, rapido ed efficace» il programma di vaccinazione, che invece ad ora è indietro sulla tabella di marcia (secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention sono state consegnate circa 12,4 milioni di dosi di vaccino e circa 2,7 milioni di persone hanno ricevuto la prima delle due iniezioni).

Ancora 50 mila casi in Gran Bretagna

Nel Regno Unito, dove è stata individuata una nuova e temuta variante del coronavirus, sono stati registrati nelle ultime 24 ore 53’285 nuovi casi d’infezione. Per il quarto giorno consecutivo, è stata infranta la soglia dei 50’000 contagi giornalieri. Il dato da primato è di ieri, giovedì, con 55’892 casi. Sempre fra ieri e oggi sono stati registrati altri 613 decessi imputabili alla patologia.

Vaccinata la regina di Danimarca

Margrethe II, regina di Danimarca, ha ricevuto una prima vaccinazione contro il coronavirus. Lo ha reso noto oggi la stessa Casa reale. La sovrana, che ha festeggiato lo scorso anno i suoi 80 anni e rientra, quindi, nei gruppi prioritari individuati dalla campagna di vaccinazione, dovrà sottoporsi ad una seconda somministrazione di vaccino fra circa 3 settimane. Sono finora 30’000 le persone che nel Paese, dallo scorso 27 dicembre, hanno finora beneficiato di una prima iniezione del vaccino Pfizer/BioNTech.

Giovedì 31 dicembre

(Aggiornato alle 18.01) I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 83 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,8 milioni, mentre i guariti superano i 55 milioni.

Nuovo record di casi in Gran Bretagna, quasi 56 mila in 24 ore

La Gran Bretagna ha registrato oggi un altro record di nuovi positivi al coronavirus, con 55.892 contagi registrati nelle ultime 24 ore, rispetto ai 50.023 di ieri. Lo riferisce la Bbc. Il numero dei morti tra i pazienti risultati positivi negli ultimi 28 giorni è di 964, in lieve calo rispetto ai 981 di ieri.

Negli USA vaccinazione in forte ritardo

La campagna di vaccinazione contro il coronavirus è in fortissimo ritardo negli Usa: finora il vaccino è stato somministrato solo a 2,6 milioni di persone, contro i 20 milioni previsti entro la fine dell’anno. Il numero è stato fornito dal Moncef Slaoui, consigliere scientifico dell’Operation Warp Speed, l’operazione governativa per accelerare lo sviluppo e la distribuzione dei vaccini. Anche la distribuzione arranca: finora solo 14 milioni di dosi. Di questo passo «serviranno anni, non mesi» per proteggere il Paese, ha ammonito il presidente eletto Joe Biden, che ha promesso di somministrare 100 milioni di dosi entro i suoi primi 100 giorni.

La variante inglese anche in California e Colorado

La cosiddetta variante inglese della COVID è stata rintracciata non solo in due persone in Colorado ma anche in un residente della California. Nessuno di loro ha viaggiato in Gran Bretagna: la circostanza, secondo i media Usa, suggerisce che la variante, ritenuta dagli scienziati più contagiosa ma non più letale, stia circolando liberamente anche negli Stati Uniti.

Entro la metà del 2021, 20 milioni di vaccinati in Francia

«Fino a 20 milioni di francesi saranno vaccinati entro la metà del 2021»: lo ha assicurato oggi il deputato Roland Lescure, mentre non si placano le critiche nei confronti del Governo per la lentezza del programma di vaccinazioni nel Paese. Intervistato da France 2, Lescure ha detto che la «maratona» è appena iniziata: «Non possiamo giudicare la qualità di una maratona dopo un km di corsa - ha spiegato -. Dalla prossima settimana accelereremo, entro fine gennaio-inizio febbraio centinaia di migliaia di francesi saranno vaccinati». Lescure, che presiede la Commissione parlamentare per gli affari economici, ha poi affermato: «L’obiettivo di 15-20 milioni di francesi vaccinati nella prima metà dell’anno non solo è raggiungibile, ma lo manterremo». Ieri il portavoce del governo, Gabriel Attal, ha assicurato che l’obiettivo di vaccinare un milione di persone a rischio entro la fine di febbraio «verrà mantenuto».

In Cina somministrate oltre 3 milioni di dosi di vaccino

La Cina ha somministrato oltre tre milioni di dosi di vaccino antiCOVID dal 15 dicembre scorso: lo hanno reso noto oggi funzionari del governo, nel dare l’annuncio dell’approvazione da parte delle autorità del vaccino sviluppato dalla casa farmaceutica statale Sinopharm. Secondo quanto riporta la CNN, il vice ministro della Commissione sanitaria nazionale cinese, Zeng Yixin, ha spiegato che i vaccini sono stati somministrati finora a «gruppi chiave» della popolazione, senza però entrare nei dettagli. La Cina ha avviato un controverso programma d’emergenza di vaccinazioni lo scorso luglio con l’uso di vaccini sperimentali: al 30 novembre, ha precisato Zeng, erano già state vaccinate oltre 1,5 milioni di persone considerate «ad alto rischio».

Nuovo record di morti negli USA: sono quasi 4 mila

Gli Stati Uniti hanno registrato quasi 4.000 morti per COVID-19 in 24 ore, un nuovo record. Nella giornata di mercoledì il Paese al mondo più colpito dal nuovo coronavirus ha riportato 3.927 decessi per un totale di 342.259, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I nuovi casi di contagio giornalieri sono stati 189.671, che portano il totale a oltre 19,73 milioni.

In Brasile 1.224 morti in un giorno

Sono 1.224 i morti di COVID-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile. Si tratta del numero più alto di vittime in un giorno dallo scorso 20 agosto. Dall’inizio della pandemia, i decessi ufficiali sono stati 193.940. Alto anche il numero dei contagi: 55.833, che porta il bilancio complessivo a 7.619.979.

Merkel: «La crisi si estenderà al 2021»

La crisi «storica» del coronavirus si estenderà fino al 2021, ha dichiarato Angela Merkel nei suoi auguri di Capodanno, anche se il vaccino porta «speranza». «Questi giorni e queste settimane (...) sono tempi difficili per il nostro Paese. E durerà a lungo», ha detto la cancelliera nel suo discorso per la fine dell’anno, l’ultimo del suo quarto e ultimo mandato.

Mercoledì 30 dicembre

(Aggiornato alle 18.17) I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 82,1 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,79 milioni, mentre i guariti superano i 54 milioni.

Boom di morti in Gran Bretagna: 980 in ventiquattro ore

Nuovo balzo nel conteggio dei morti quotidiani da Covid nel Regno Unito, risaliti oggi al picco di 981 secondo i dati del governo. Dati che indicano inoltre altri 50’023 contagi, poco meno del record di ieri, sullo sfondo della diffusione della cosiddetta variante inglese del virus, capace d’infettare più velocemente e di rimettere sotto pressione gli ospedali. Il ministro della sanità Matt Hancock ha esteso alle Midlands e ad altre aree dell’Inghilterra le severe restrizioni da lockdown locali del «tier 4», che già coinvolgono Londra e oltre metà della popolazione britannica.

24 nuovi casi confermati in Cina continentale

Altri 24 casi confermati di coronavirus sono stati segnalati ieri in Cina continentale, comprese sette infezioni trasmesse a livello «locale» e 17 provenienti dall’estero, oltre ad altrettanti nuovi asintomatici. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione sanitaria nazionale cinese. Tra i nuovi casi d’infezione trasmessa a livello «locale», cinque sono stati riportati nella provincia nord-orientale del Liaoning, uno nella capitale Pechino e l’ultimo in Heilongjiang. Nessun ulteriore caso sospetto né altri decessi correlati al nuovo coronavirus sono stati registrati nelle ultime 24 ore nella Cina continentale. Altri 16 pazienti positivi sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi dopo essersi ripresi. Fino alla serata di ieri, la Cina continentale aveva registrato un totale di 4.247 casi di infezione arrivati da altri paesi. Tra questi, 3.978 sono già stati dimessi da vari ospedali dopo essere guariti e 269 risultano ancora ricoverati. Non si segnalano decessi tra i casi positivi al coronavirus arrivati in Cina dall’estero. Fino al 29 dicembre, la Cina continentale ha registrato un totale di 87.027 casi confermati di contagio, compresi 356 pazienti ancora in cura. Un totale di 82.037 persone erano state dimesse alla data di ieri da vari ospedali dopo essersi riprese, mentre i decessi correlati al coronavirus restano sempre fermi a quota 4.634. Intanto il ministero della cultura e del turismo ha invitato i cinesi a evitare viaggi non essenziali all’estero durante le prossime vacanze di Capodanno e della Festa di Primavera.

Dicembre nero per gli USA: oltre 70 mila morti e 6 milioni di casi

I morti per Covid negli Stati Uniti martedì sono stati 3.725. Dicembre si sta rivelando per gli Usa il mese peggiore per numero di decessi da coronavirus dall’inizio dell’anno: i morti sono finora stati 70.395 e 5,9 milioni i contagiati.

Germania, «Il record di decessi forse dovuto al ritardo dei dati»

«La spiegazione più plausibile, sull’alto numero delle vittime, registrato oggi, è che si tratti di dati arrivati in ritardo», a causa del rallentamento delle attività degli enti sanitari nei giorni festivi. Lo ha detto il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda sulle ragioni del record di decessi riportato oggi dallo stesso istituto, che ha segnalato 1129 morti in 24 ore in Germania. «Quanto meno intensamente festeggeremo la notte di San Silvestro, tanto meglio inizieremo l’anno a gennaio», ha detto il presidente del Robert Koch Institut, invitando ancora una volta i tedeschi a non riunirsi per festeggiare il Capodanno.

«1129 famiglie vivranno il passaggio al nuovo anno in lutto. Questi dati dimostrano quanto questo virus possa colpire in modo brutale». Così il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, commentando il record dei decessi registrato oggi dal Robert Koch Institut, che ha segnalato 1129 vittime nelle ultime 24 ore.

«Non vedo come si potrebbe tornare a una modalità pre-lockdown» dopo il 10 gennaio. Spahn ha poi chiarito di non voler anticipare il dibattito del vertice del 5 gennaio fra Stato e Regioni.

Turchia, arrivato primo lotto vaccino cinese

È arrivato in Turchia dalla Cina a bordo di un Boeing 777 della Turkish Airlines il primo lotto di 3 milioni di vaccini per il Covid-19 dell’azienda Sinovac. L’aereo è atterrato all’alba di oggi all’aeroporto Esenboga di Ankara con 17 container a bordo.

La campagna di vaccinazione, ha annunciato il ministro della Salute Fahrettin Koca, inizierà dopo 14 giorni di test da parte dell’agenzia turca del farmaco. Il governo di Recep Tayyip Erdogan ha acquistato almeno 50 milioni di dosi del siero cinese e ha inoltre annunciato un’opzione d’acquisto di 30 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech.

Pakistan, superati i 10 mila morti

Il numero di decessi causati dal Covid-19 in Pakistan ha superato quota 10.000. Lo ha reso noto il ministero della Salute. 55 persone sono morte nelle ultime 24 ore, portando il numero totale di morti a 10.047. Con 2.155 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, il numero totale di casi nel paese è ora di 477.240.

Ieri il Pakistan ha confermato i suoi primi casi di una nuova variante di coronavirus recentemente rilevata nel Regno Unito.

Varianti SarsCov2 in 26 Paesi

Le varianti del virus SarsCov2 sono segnalate in 26 Paesi, 13 dei quali europei. Lo segnala il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) sul suo sito, in un documento aggiornato al 28 dicembre.

La variante inglese è segnalata in Australia, Canada, Hong Kong, India, Israele, Giappone, Giordania, Libano, Sud Corea, Svizzera, Singapore, Stati Uniti e Cile. In Europa è segnalata in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svezia. La variante sudafricana è in Regno Unito e Finlandia.

Il Regno Unito ha visto un rapido aumento dei casi di Covid-19 nel sud-est del Paese e nell’area di Londra. Fino al 26 dicembre, rileva l’Ecdc, i casi provocati da questa nuova variante sono stati oltre 3000, come ha confermato il sequenziamento genetico. Anche se il primo caso è stato riportato all’inizio di dicembre, i casi iniziali identificati sono comparsi alla fine di settembre.

La variante sudafricana 501.V2 è stata invece osservata per la prima volta a ottobre, precisa l’Ecdc, e da allora più di 300 casi sono stati confermati attraverso il sequenziamento genetico in Sudafrica, dove è diventata la forma dominante del virus. Come per quella inglese, anche in questo caso i risultati preliminari indicano che la variante sudafricana può aver aumentato la contagiosità, ma non la gravità della malattia. Il 22 dicembre due casi del ceppo sudafricano sono stati rilevati nel Regno Unito, entrambi di ritorno da un viaggio nel paese africano, mentre il 28 dicembre ne è stato rilevato uno in Finlandia, sempre al rientro da un viaggio in Sudafrica.

Prime vaccinazioni con AstraZeneca in Gran Bretagna dal 4 gennaio

La campagna di vaccinazione con il farmaco Oxford-AstraZeneca nel Regno Unito inizierà la prossima settimana, il 4 gennaio. Lo ha annunciato il ministro della salute britannico Matt Hancock, che ha definito l’approvazione del vaccino una «notizia fantastica». Ed ha aggiunto: «Possiamo uscire da questa situazione entro la primavera». Ora ho un grado molto alto di fiducia che possiamo esserne fuori per la primavera», ha detto Hancock parlando alla Bbc Radio, spiegando che il paese avrà a disposizione «abbastanza vaccino per l’intera popolazione», esclusi i bambini. Il ministro ha comunque ricordato che il servizio sanitario nazionale sta affrontando un’enorme pressione per l’elevato numero dei contagi da Covid e il vaccino «non toglie che le settimane invernali che ci aspettano saranno davvero difficili». Hancock nel pomeriggio è atteso alla Camera dei Comuni per esporre le nuove misure disposte dal Governo, che dovrebbero portare a ulteriori restrizioni alla mobilità. Parte dell’Inghilterra è già a livello massimo, in un regime di sostanziale lockdown.

Usa, morto un deputato appena eletto, aveva 41 anni

Il giovane deputato del Congresso americano Luke Letlow, eletto lo scorso novembre, è morto per «complicazioni legate al Covid-19». Lo ha riferito il suo portavoce nella notte, come riporta la Cnn.

Letlow, 41 anni, eletto in Louisiana per i repubblicani, aveva annunciato la sua positività al virus lo scorso 18 dicembre, scrivendo su Fb che era «a casa a riposare, seguendo tutte le linee guida CDC, i protocolli di quarantena e le raccomandazioni dei medici». Alcuni giorni dopo era stato ricoverato in ospedale in terapia intensiva.

Danimarca proroga il lockdown

La Danimarca ha prorogato di due settimane, fino al 17 gennaio, il lockdown nazionale per limitare la diffusione del coronavirus nel Paese in seguito ad un’impennata di casi registrata nell’ultimo mese.

Secondo quanto ha annunciato il premier Mette Frederiksen, riporta la Cnn, la situazione relativa ai tassi di contagio, ai ricoveri e ai decessi è attualmente «più seria rispetto alla primavera» scorsa.

Con la proroga del lockdown iniziato il 16 dicembre resteranno chiuse le scuole, i centri commerciali, i ristoranti, i bar e tutti i negozi ritenuti non essenziali.

La Danimarca ha registrato ieri 2.621 nuovi contagi e ulteriori 28 ricoveri. Attualmente nel Paese sono ricoverati un record di 900 pazienti affetti dal virus. Secondo i dati della Johns Hopkins University, dall’inizio della pandemia la Danimarca ha registrato 159.074 casi di contagio, inclusi 1.226 decessi.

Via libera in Gran Bretagna al vaccino AstraZeneca

Via libera nel Regno Unito al vaccino Oxford - AstraZeneca. L’ok è arrivato dall’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA), come riferiscono i media locali. È il secondo vaccino ad essere approvato nell’isola dopo quello della Pfizer.

La Bbc rileva che l’approvazione del vaccino Oxford-AstraZeneca costituisce un importante punto di svolta e porterà a una massiccia espansione della campagna di immunizzazione del Regno Unito, dove sono state già ordinate 100 milioni di dosi, sufficienti per vaccinare 50 milioni di persone.

Il vaccino Oxford-AstraZeneca è stato progettato nei primi mesi del 2020, testato sul primo volontario ad aprile e da allora è stato sottoposto a studi clinici su larga scala che hanno coinvolto migliaia di persone.

È il secondo prodotto ad essere approvato nel Regno Unito dopo quello della Pfizer-BioNTech. Ma a differenza di quest’ultimo, il farmaco Oxford-AstraZeneca è più facile da conservare perché non necessità di temperature sotto i 70 gradi.

Proprio ieri l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, aveva stimato che fosse «improbabile» l’approvazione del vaccino AstraZeneca in Europa a gennaio.

In Germania oltre 1.100 morti in 24 ore

Impressionante aumento delle vittime in Germania a causa del Covid. Per la prima volta i decessi in 24 ore hanno superato i mille. Lo hanno reso noto stamane le autorità sanitarie dell’istituto Robert Koch.

In particolare si contano 1.129 nuovi morti. La settimana scorsa era stato raggiunto l’ultimo record di 962 morti. Oltre 32mila le vittime complessive.

America Latina e Caraibi, più di 500.000 morti

L’America Latina ed i Caraibi sono diventati la seconda regione nel mondo dopo l’Europa a superare il mezzo milione di morti per Covid-19, secondo un conteggio della Afp basato su cifre ufficiali.

Tra i 29 paesi della regione ci sono stati almeno 500.800 decessi, più della metà in Brasile (191.000) e Messico (120.000).

A detenere il triste primato di vittime per Covid-19 è l’Europa (559.334) seguita da America Latina e Caraibi (500.818), Stati Uniti e Canada (352.478) e Asia (217.224).

In Brasile 1.111 morti nelle ultime 24 ore

Sono 1.111 i morti di Covid-19 registrati in Brasile nelle ultime 24 ore. Lo rivela il ministero della Salute. Si tratta del più alto numero di vittime in un giorno dallo scorso 15 settembre, quando i morti furono 1.113. Dall’inizio della pandemia, il bilancio delle vittime sale a 192.681.

I nuovi contagi sono stati 58.718, per un totale di 7.563.551.

Vaccino cinese Sinopharm efficace al 79%

Il vaccino anti-Covid sviluppato dalla società farmaceutica statale cinese Sinopharm è «efficace al 79,34%»: lo ha reso noto oggi l’Istituto di Pechino per i prodotti biologici controllato dalla stessa società.

Come è noto, il vaccino sviluppato dalla statunitense Pfizer insieme alla tedesca BioNTech è efficace al 95%, mentre quello sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford raggiunge un massimo del 90% (con una dose e mezza). Il vaccino di Moderna è efficace al 94%.

Primo caso variante britannica negli Usa, è in Colorado

La cosiddetta ‘variante inglese’ del Covid è stata rintracciata negli Stati Uniti. Il primo caso è stato rinvenuto in Colorado. Si tratterebbe, secondo quanto riportato dai media americani, di un uomo sui 20 anni.

Martedì 29 dicembre

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 81.3 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,77 milioni, mentre i guariti superano i 54 milioni.

Nuovo boom di contagi in Gran Bretagna: oltre 53 mila

Nuova impennata dei contagi da coronavirus in Gran Bretagna, e secondo record consecutivo: oltre 53 mila casi registrati nelle ultime 24 ore (53.135). Lo ha riferisto la Bbc. Appena ieri era stato raggiunto il record di oltre 41 mila casi. I nuovi decessi sono stati 414, rispetto ai 357 del giorno precedente.

Johnson riunisce comitato crisi, possibile stretta

Il primo ministro britannico Boris Johnson stasera presiederà la riunione del comitato d’emergenza per la lotta al Covid, il Cobra, alla vigilia della revisione delle restrizioni attualmente in vigore. Lo riferisce la Bbc.

Circa 24 milioni di persone nella Grande Londra, nel sud-est e nell’est dell’Inghilterra - circa il 43% della popolazione - vivono in un regime di restrizioni di livello 4, equiparabile al lockdown, che domani potrebbe essere esteso ad altre aree.

Sulle scuole, Downing Street afferma che sta ancora pianificando un’apertura scaglionata, ma che tutte le misure sono costantemente sottoposte a revisione.

Fauci: «Picco Usa fuori controllo, ritardo con vaccini»

«Siamo di fronte a un picco dei casi diventato fuori controllo sotto diversi aspetti». Così si è espresso il virologo Anthony Fauci intervistato dalla CNN nel descrivere l’evolversi della pandemia nel suo paese. Fauci ha anche sottolineato come gli Stati Uniti siano in ritardo sulla tabella di marcia per la distribuzione dei vaccini. Fauci ha quindi spiegato come il mese di gennaio potrà essere di gran lunga peggiore del mese di dicembre: «La preoccupazione e’ che in aggiunta all’attuale aumento dei contagi si sovrappongano gli effetti legati alle festività di fine anno. Quando si lascia un gran numero di persone che viaggia o che cena al chiuso e all’interno di locali poco areati è allora che ci si ritrova nei guai». «Io spero che questo non avvenga - ha aggiunto il virologo - ma e’ molto probabile».

Iniziate le vaccinazioni con Sputnik V in Argentina

L’Argentina ha avviato questa mattina la campagna nazionale di immunizzazione contro il coronavirus, dopo che ieri si è conclusa la distribuzione in tutto il Paese delle 300.000 dosi del vaccino russo Sputnik V, giunte a Buenos Aires il 24 dicembre. In questa prima fase, i vaccini saranno somministrati al personale sanitario.

Il programma di vaccinazione è iniziato alle 9 del mattino locali, in tutte le province argentine, indica il Clarin sul suo sito web. Secondo il piano di vaccinazione, i primi a ricevere la dose di vaccino saranno i lavoratori delle unità di terapia intensiva, dei laboratori che trattano campioni di Covid-19 e il personale delle ambulanze.

Germania studia legge per evitare privilegi vaccinati

Chi non vorrà vaccinarsi contro il Covid sarà discriminato? La questione di eventuali «privilegi» per chi si sia sottoposto al vaccino contro il coronavirus è al centro del dibattito in Germania, e oggi die Welt scrive che i conservatori dell’Unione e i Socialdemocratici stanno pensando a una legge con la quale impedire che si arrivi a scenari del genere.

«Il nostro gruppo sta provando la strada di misure legislative, per escludere che ci possano essere disparità di trattamento fra vaccinati e non vaccinati», ha spiegato Johannes Fechner, SPD.

«È inaccettabile lo scenario che linee aeree ammettano in volo soltanto persone che abbiano fatto il vaccino, o che i ristoranti non facciano entrare chi non è vaccinato. Regole speciali di questo tipo - aggiunge - dividerebbero la società». Anche per Volker Ulrich, della Csu, «sarebbe molto controverso se la possibilità di partecipare alla vita pubblica, in futuro, dipendesse dal vaccino».

Iran, al via sperimentazione umana del vaccino nazionale

L’Iran ha iniziato oggi la prima fase della sperimentazione sull’uomo del suo vaccino di produzione nazionale per il Covid-19.

Il siero è stato somministrato ai primi 56 volontari in una cerimonia presso il Quartier generale per l’esecuzione dell’ordine dell’Imam Khomeini, responsabile della produzione, alla presenza di numerose autorità di Teheran, tra cui il vicepresidente per la Scienza e la Tecnologia Sorena Sattari e il ministro della Salute Saeed Namaki. In totale, i volontari registrati sono circa 20 mila.

L’Iran ha più volte denunciato che le sanzioni Usa hanno ostacolato l’acquisto di vaccini dall’estero.

Intanto, ha riferito la portavoce del ministero della Salute Sima Lari, nelle ultime 24 ore sono stati confermati 6108 casi e 132 vittime, per un totale di 1’212’481 contagi e 54’946 decessi dall’inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva scendono a 5128, mentre i guariti salgono a 969’408. I test complessivi ammontano a 7’513’534.

Negli Usa oltre 2 milioni di dosi inoculate, 4,6 milioni nel mondo

Gli Usa hanno già superato i 2 milioni di vaccinazioni contro il Sars-Cov-2, ma il programma è in ritardo rispetto alla tabella di marcia, che prevedeva 20 milioni di immunizzati entro fine anno. Lo affermano, riporta la Cnn, gli ultimi dati diffusi dai Cdc.

La cifra fornita dall’ente statunitense, aggiornata a ieri mattina, parla di 2,1 milioni di dosi somministrate, con oltre 11 milioni distribuite nei diversi Stati.

A rallentare le operazioni c’è stata la richiesta dell’Fda di ulteriori controlli di qualità su ogni spedizione di vaccini. «Entro fine anno distribuiremo tutte le dosi disponibili - afferma Gustave Perna, capo dell’operazione Warp Speed, il programma governativo per le vaccinazioni -. La parte finale delle 20 milioni previste sarà spedita entro la prima settimana di gennaio».

Secondo il sito ‘our world in data’ la momento sono 4,6 milioni le dosi di vaccino inoculate nel mondo, di cui appunto quasi metà negli Usa. Il Paese che ha fatto più vaccini in rapporto agli abitanti è Israele, che ha somministrato 5,7 dosi ogni 100 abitanti, seguito da Bahrein (3,2) e Gran Bretagna (1,2).

Turchia, domani arriva primo lotto vaccino cinese

Arriverà domani in Turchia dalla Cina a bordo di un Boeing 777 della Turkish Airlines il primo lotto di 3 milioni di vaccini per il Covid-19, con atterraggio previsto alle 06:10 locali all’aeroporto di Istanbul.

Il volo giungerà da Pechino con 17 container a bordo, il cui contenuto verrà poi parzialmente smistato verso la capitale Ankara. Il vaccino dell’azienda Sinovac era atteso ieri, già con un primo ritardo rispetto alle previsioni iniziali, ma secondo il governo turco l’invio è stato posticipato per l’allarme su un possibile focolaio di coronavirus alla dogana di Pechino.

Ankara riceverà almeno 50 milioni di dosi del siero cinese e ha inoltre annunciato un’opzione d’acquisto di 30 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech.

Malta,ritardo invio vaccini per problemi catena freddo

Dovrebbe arrivare entro la giornata di oggi il secondo stock di vaccini della Pfizer-BioNTech atteso a Malta per ieri. La spedizione, secondo quanto reso noto in un comunicato della casa farmaceutica riportato dai media maltesi, è stata ritardata «per un problema al controllo della temperatura nella procedura di carico e spedizione» del lotto. Il problema per Malta è lo stesso che si è verificato per altri Paesi europei.

Le prime 10mila dosi erano arrivate regolarmente sabato scorso e domenica Malta ha puntualmente cominciato con le prime vaccinazioni, a cominciare dalla infermiera Rachel Grech che è stata la prima ad essere inoculata. Malta ha acquistato complessivamente 1,6 milioni di dosi dei vaccini Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca.

In Germania già vaccinate quasi 42 mila persone

In Germania fino ad oggi (alle 8 del mattino) sono state vaccinate contro il Covid 41’964 persone: lo riporta Ntv, citando il Robert Koch Institut. Le vaccinazioni sono partite ufficialmente domenica 27, ma i primi anziani sono stati vaccinati già sabato 26 dicembre.

Malta, locali e bar chiusi anche dopo Capodanno

I bar e i locali notturni di Malta dovranno restare chiusi anche dopo il primo gennaio per tenere sotto controllo la circa dei contagi da coronavirus. Lo anticipa il Times of Malta citando fonti del governo maltese.

I locali pubblici, con l’eccezione dei ristoranti (con il limite di non più di sei persone a tavola), sono stati chiusi a ottobre ed avrebbero dovuto riaprire ai primi di dicembre. Il governo ha prorogato la chiusura fino alle 6 del primo gennaio ma, secondo le fonti citate dal quotidiano, il provvedimento sarà prorogato. Il responsabile per le Pmi della Camera di Commercio maltese, Philip Fenech, ha riferito la «preoccupazione» dei proprietari ma si è anche detto fiducioso che il governo «darà assistenza».

La variante inglese forse in Germania già da novembre

La variante inglese del Covid sarebbe in Germania almeno da novembre. È quello che ha scritto l’Hannoversche Allgemeine Zeitung, che cita il ministero della salute del Land della Bassa Sassonia. La mutazione è stata scoperta in un paziente contagiato a novembre: una persona molto anziana e con malattie pregresse, che non è sopravvissuta alla malattia. Il risultato delle analisi è stato confermato dal laboratorio dello Charité di Berlino.

Germania, 852 vittime in 24 ore

Nel bollettino quotidiano sul Covid in Germania, il Robert Koch Institut ha segnalato stamani 852 nuove vittime, registrate nelle ultime 24 ore. I nuovi contagi sono invece 12’892 e si è abbassato a 149,2 l’indice di incidenza su 100 mila abitanti nei sette giorni.

Quest’ultimo aveva toccato un picco il 22 dicembre con 197,6 casi; con il lockdown duro scattato il 16 dicembre, Angela Merkel ha più volte detto che in Germania l’obiettivo è tornare al valore di 50.

Casi record in Israele al secondo giorno di lockdown

Contagi record in Israele, dove domenica pomeriggio è scattato il terzo lockdown per contenere la pandemia di coronavirus. Il ministero della Sanità ha dato notizia di 5449 nuovi casi, il numero più alto degli ultimi tre mesi. Intanto continua la campagna di vaccinazione avviata dieci giorni fa: a oggi sono stati vaccinati quasi mezzo milione di israeliani, 115mila dei quali solo ieri.

Secondo il sito Our World della Oxford University, Israele, con i suoi 9 milioni di abitanti, è il Paese che ha già il maggior numero di vaccinati ogni 100 residenti, seguito da Bahrein e Regno Unito.

India, primi casi di variante ‘inglese’

Primi casi accertati in India della nuova variante di coronavirus inizialmente individuata nel Regno Unito. Il ministero della Salute ha fatto sapere che si tratta di sei persone rientrate di recente dal Paese: tre casi sono stati diagnosticati a Bangalore, due a Hyderabad e uno a Pune.

A livello generale in India rallentano i contagi. Gli ultimi dati ufficiali riportati dal Times of India parlano di 16’432 nuovi casi (il dato più incoraggiante dal bollettino del 25 giugno con 16’922 infezioni) e di altri 252 decessi che portano il totale dei contagi a 10’224’303 con 148’153 morti. Secondo la Johns Hopkins University, il gigante asiatico con oltre 1,3 miliardi di abitanti, è il secondo Paese al mondo - dopo gli Usa - per numero di contagi.

Mega party a Sydney, britannici a rischio espulsione

Centinaia di giovani britannici ammassati senza mascherina su una spiaggia di Sydney che festeggiano il Natale con canti, balli e birre incuranti delle restrizioni anti-coronavirus.

Una festa che potrebbe costare ai partecipanti il visto per l’Australia e causare la loro espulsione immediata. È stato il ministro per l’immigrazione australiano, Alex Hawke, a minacciare provvedimenti dopo aver visto le immagini del party a Bronte Beach, vicino alla famosa Bondi Beach, che lo hanno lasciato «scioccato».

La città australiana sta combattendo in questi giorni con un nuovo focolaio di Covid-19 partito dalla zona delle «spiagge del nord», dove sono stati già registrati 129 nuovi casi.

«Se qualcuno è considerato un pericolo per la salute o la sicurezza pubblica può essere privato del visto ed espulso», ha detto il ministro secondo quanto riportato dalla Bbc. Nessuno dei partecipanti alla mega festa, perlopiù turisti britannici, è stato finora fermato o multato, ha riferito la polizia del New South Wales.

Gran Bretagna, 1500 militari per i test di massa agli studenti

Il governo britannico ha deciso di dispiegare 1500 militari per aiutare scuole e università del Regno Unito ad eseguire test del coronavirus sugli studenti al rientro nelle aule a metà gennaio. Lo riporta Skynews.

Per i tamponi di massa nelle scuole Downing Street ha stanziato circa 78 milioni di sterline e ha assicurato che gli istituti saranno dotati dei kit necessari. Il personale dell’esercito aiuterà gli istituti con corsi di formazione, webinar e altre forme di supporto. Al momento in Gran Bretagna sono quasi 3000 i militari impegnati nella lotta al Covid-19.

Il capo dell’Nhs, «Gran Bretagna di nuovo nel ciclone»

Il capo del servizio sanitario britannico (Nhs) ha avvertito che il Regno Unito è di nuovo «nell’occhio del ciclone» per la pandemia di coronavirus, mentre gli ospedali in Inghilterra hanno raggiunto il limite, con un numero di ricoveri superiore allo scorso aprile.

Durante una visita ad uno dei centri per le vaccinazioni, Sir Simon Stevens ha lasciato una porta aperta alla speranza dicendo che «entro la fine della primavera saranno vaccinate tutte le persone a rischio». Lo riporta Skynews.

Lunedì 28 dicembre

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 80,78 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,76 milioni, mentre i guariti superano i 54 milioni.

A New York violate le norme sui vaccini

Multe fino a un milione di dollari e revoca della licenza per le strutture sanitarie dello stato di New York che violano le disposizioni per la somministrazione dei vaccini contro il Covid. L’annuncio del governatore Andrew Cuomo fa seguito all’indagine avviata su ParCare Community Health Network, accusata di aver vaccinato persone non identificate nella lista delle priorità dello stato. Il caso di ParCare alimenta i timori sulla possibilità di un mercato nero per i vaccini e ha spinto Cuomo a inasprire le sanzioni per i violatori delle norme.

È record in Gran Bretagna: oltre 41 mila casi

Record di casi giornalieri di coronavirus in Gran Bretagna dove sono stati registrati 41’385 nuovi contagi nelle ultime 24 ore. Lo riporta la Bbc. Si tratta del numero più alto dall’inizio della pandemia e la prima volta che viene superata la soglia dei 40’000 casi in un giorno. Altre 357 persone sono morte a causa del Covid-19.

La Spagna terrà un registro di chi rifiuta il vaccino

Il vaccino contro il coronavirus in Spagna non sarà obbligatorio ma chi deciderà di non farlo sarà inserito in un «registro» che sarà poi condiviso con gli altri Paesi dell’Ue. Lo ha annunciato il ministro della Salute spagnolo, Salvador Illa assicurando che il documento «non sarà pubblico» e sarà compilato «nel pieno rispetto della privacy».

In Russia 186 mila morti da gennaio

In Russia circa 186 mila persone sono morte per Covid dall’inizio dell’anno, di cui 26 mila solo a novembre. È quanto emerge dalle statistiche ufficiali, che forniscono un bilancio di vittime ben più pesante di quanto annunciato finora dalle autorità. L’ufficio di statistica Rosstat riferisce di un eccesso di mortalità tra gennaio e novembre 2020 di 229.700 decessi rispetto allo stesso periodo del 2019, di cui «oltre l’81% dovuto al Covid», ha precisato la vicepremier Tatiana Golikova. Finora la Johns Hopkins University - che si basa sui dati ufficiali forniti dalle autorità - aveva contato in Russia 54’559 vittime di coronavirus.

San Paolo riceve 500 mila dosi di vaccino Sinovac

L’Istituto Butantan di San Paolo ha ricevuto oggi altre 500 mila dosi di vaccino anti covid della cinese Sinovac. Entro la fine dell’anno, è previsto l’arrivo di 10,8 milioni di dosi del vaccino denominato CoronaVac, che non ha tuttavia ancora ottenuto l’autorizzazione dall’Agenzia per la sorveglianza sanitaria brasiliana, Anvisa. Lo scorso 24 dicembre, dalla Cina sono arrivate 5,5 milioni di dosi. Il governatore di San Paolo, Joao Doria, avversario politico del presidente Jair Bolsonaro, ha firmato un accordo con Sinovac per l’acquisto e la produzione nell’Istituto Butantan del CoronaVac ed ha annunciato l’intenzione di cominciare le vaccinazioni il prossimo 25 gennaio, compatibilmente con il via libera di Anvisa. Lo stato di San Paolo è il più colpito dalla pandemia, che in Brasile ha già causato oltre 191 mila morti e 7,4 milioni di contagi.

La «variante inglese» arriva anche in Finlandia

Anche la Finlandia ha registrato un caso di variante britannica del Covid-19. Si tratta di un cittadino finlandese recentemente rientrato dal Regno Unito e risultato positivo al virus nel fine settimana. Lo hanno comunicato le autorità sanitarie locali come riportato dalla Bbc.

L’Italia diventa arancione: riaprono i negozi

Si allentano da oggi e fino a mercoledì le restrizioni previste per il contenimento della COVID-19 durante le festività. Fino al 30 dicembre l’Italia sarà in fascia arancione: riaprono i negozi e sono consentiti gli spostamenti all’interno del Comune dalle 5 alle 22. Per chi risiede in Comuni con meno di 5 mila abitanti sarà possibile raggiungere altre località, anche di regioni limitrofe, entro i 30 km dalla propria residenza e senza andare verso i capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi al pubblico i bar e i ristoranti, il cui servizio è disponibile per asporto. Dal 31 dicembre e fino al 3 gennaio l’intero territorio nazionale sarà di nuovo in zona rossa.

La variante britannica anche in Corea del Sud

Casi della variante britannica del coronavirus sono stati segnalati anche in Corea del Sud. Lo riportano i media internazionali precisando che nel Paese tre cittadini sudcoreani hanno manifestato il nuovo ceppo del virus, dopo il loro ritorno da Londra la settimana scorsa. La Corea del Sud ha sospeso tutti i voli diretti dal Regno Unito la scorsa settimana mentre gli arrivi saranno sottoposti a controlli più severi in aeroporto e saranno testati due volte per la COVID-19. Il Paese asiatico sta combattendo una recrudescenza del coronavirus e ha introdotto - ricorda la BBC - le misure più severe fino ad ora adottate per cercare di tenere sotto controllo l’aumento dei tassi di infezione.

In Giappone persi circa 80 mila posti di lavoro

Dall’inizio della pandemia del coronavirus in Giappone sono stati persi circa 80 mila posti di lavoro, mentre il Paese si trova a fare i conti con una nuova insorgenza dei contagi della COVID-19 nelle ultime settimane. I dati sono stati comunicati dal ministero del Lavoro nipponico, che ha preso in esame i casi in cui i lavoratori sono stati licenziati o non hanno visto i loro contratti rinnovati a fronte delle difficoltà delle aziende in cui operano. In base ai dati più recenti, tra la fine di gennaio e il 21 dicembre, l’equivalente di 78.153 persone sono risultate disoccupate; ma è probabile che il numero sia ancora più alto, sostengono i media nipponici, perché le rilevazioni prendono in esame solo i centri regionali dell’impiego e gli uffici pubblici di collocamento. Tra i settori ad essere maggiormente colpiti, quello manifatturiero con 10.384 licenziamenti, mentre il comparto alberghiero ha eliminato 9.600 posizioni e le agenzie interinali hanno scalato altre 5.084 collaborazioni. Le prefetture con il maggior numero di risoluzioni del contratto sono nell’ordine Tokyo con oltre 19.000 posizioni, e Osaka con 6.580. Allarmanti anche i numeri sui lavoratori part-time - o comunque con attività non continuative, una fetta rilevante del panorama occupazionale in Giappone, con una perdita complessiva di 37.460 impieghi. Il ministero nipponico ha invitato le imprese a utilizzare i programmi di sussidi del governo per mantenere i propri dipendenti sul libro paga, impegnandosi di fornire a chi perde il lavoro nuove opportunità di ricollocamento.

In 8 Paesi europei slitta l’arrivo del vaccino

L’arrivo delle 350 mila dosi di vaccini, atteso per oggi, è slittato in Spagna di un giorno a causa di problemi logistici della Pfizer in Belgio. Lo ha annunciato il ministro della sanità Salvador Illa precisando che il ritardo, per le stesse ragioni, riguarda anche altri sette Paesi europei, senza citare di quali si tratti. Lo riportano i media spagnoli precisando che il problema logistico è stato già risolto e la consegna avverrà domani.

Positivo il vice di Bolsonaro

Il vice presidente brasiliano Hamilton Mourao è risultato positivo al coronavirus. Lo rivelano fonti ufficiali. Il generale Mourao, 67 anni, rimarrà in isolamento nel Palazzo di Jaburu, la residenza ufficiale del vice presidente. Le fonti non hanno fornito informazioni sullo stato di salute di Mourao, che va ad allungare la lista dei ministri del Governo Bolsonaro a essere rimasti contagiati dal coronavirus. Lo stesso presidente brasiliano, che ha sempre minimizzato la pandemia, ha annunciato nel luglio scorso la propria positività. Il Brasile è il secondo Paese al mondo per numero di vittime, oltre 191 mila, dopo gli Stati Uniti.

Domenica 27 dicembre

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo hanno superato quota 80,43 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,75 milioni, mentre i guariti superano i 53 milioni.

Giappone, sempre meno nascite a causa della pandemia

La pandemia in Giappone incide sempre di più sulle decisioni delle coppie di iniziare una famiglia, accelerando ulteriormente il declino, già protratto nel tempo, della popolazione. Lo segnalano le statistiche del ministero della Salute nipponico, rivelando un calo delle nascite del 5,1% tra gennaio e ottobre rispetto allo stesso periodo del 2019. In Giappone, di norma, le donne che scoprono di essere in attesa notificano le municipalità entro l’undicesima settimana dal concepimento per ricevere la modulistica dal comune. Dall’inizio dell’anno il ministero ha monitorato l’andamento delle segnalazioni per determinare l’effetto della COVID-19. Nel dettaglio, in agosto, le poco più di 66.500 gravidanze riportate hanno mostrato una flessione del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, -1% in settembre, per poi mostrare un declino più pronunciato in ottobre, del 6,6%. In base ai dati governativi, la diminuzione delle nascite è andata espandendosi dopo l’annuncio dello stato di emergenza ad aprile, segnalando un crollo del 17,6% in maggio, del 5,7% in giugno, fino a scendere del 10,9% nel mese di luglio.

Le ultime rilevazioni dell’istituto di ricerca Dai-ichi Life segnalano che, se la tendenza al ribasso continuerà, le nascite in Giappone potrebbero attestarsi per la prima volta sotto le 800 mila appena due anni dopo esser essere scese sotto 900 mila. Numeri allarmanti condivisi dall’Istituto nazionale della popolazione - che anticipa come la decrescita degli abitanti si assesterà al di sotto dei 100 milioni entro il 2049, con quattro anni di anticipo rispetto alle precedenti stime. La progressiva diminuzione della popolazione in età lavorativa avrà un impatto rilevante sulla previdenza sociale e sulle pensioni: secondo gli analisti, affinché sia sostenibile il Welfare in Giappone, ogni anziano con più di 65 anni ha bisogno di due persone in età lavorativa tra i 15 e i 64 anni.

USA: uno statunitense su 1.000 è morto a causa della COVID

Dallo scorso gennaio la COVID-19 ha ucciso negli Stati Uniti una persona su 1.000. A fare i conti è la CNN. Secondo i dati della John Hopkins University a oggi le vittime da coronavirus negli USA sono state 331.116, su una popolazione che, in base ai dati del Census Bureau, è di 330.750.000 abitanti.

Sabato 26 dicembre

(Aggiornato alle 17) - Nel mondo si registrano ormai quasi 80 milioni di contagi da coronavirus, mentre i decessi totali di persone che avevano contratto l’infezione sono 1,75 milioni, ad attestarlo sono i dati raccolti dalla Johns Hopkins University.

Iniziate le vaccinazioni in Ungheria

L’Ungheria ha anticipato il resto dell’UE ignorando i piani della Commissione per un Vax Day europeo del 27 dicembre e ha iniziato oggi a vaccinare i primi cittadini. Lo riferisce il sito ungherese sui piani vaccinali, ripreso da Politico.eu. Le prime 4.785 dosi del vaccino Pfeizer/BioNTech sono arrivate oggi a Budapest. Il governo aveva in precedenza detto di voler iniziare il programma il 27 assieme agli altri partner.

Record di contagi a Tokyo e frontiere chiuse in Giappone

Il Giappone non consentirà l’ingresso nel paese agli stranieri a partire da lunedì per contrastare la diffusione della Covid-19. Il provvedimento sarà in vigore fino alla fine di gennaio. Lo ha comunicato il Governo giapponese, riferisce l’agenzia Nikkei. Sarà consentito il rientro nel Paese ai cittadini giapponesi e agli stranieri che vivono in Giappone. Nel Paese continuano infatti ad aumentare i contagi, che segnano 949 positività solo a Tokyo nella giornata di oggi, superando le 888 di venerdì, e portando la somma complessiva nella capitale a 55.812: la più alta di tutte le 47 prefetture del Paese. Ieri il Governo aveva inoltre individuato cinque persone portatrici del virus ad alta contagiosità scoperto in Inghilterra, quattro uomini e una donna atterrati agli aeroporti di Osaka e Tokyo provenienti dalla Gran Bretagna. Altri due individui, comunica il ministero della Salute, sono risultati contagiati all’interno dello stesso nucleo familiare. Il premier nipponico Yoshihide Suga ha sollecitato la popolazione a ridurre gli spostamenti in concomitanza dell’inizio delle vacanze festive che in Giappone coincidono prevalentemente con l’inizio del nuovo anno. Per la prima volta dall’inizio della pandemia le autorità sanitarie della capitale hanno alzato al massimo grado di allerta il livello di emergenza. Ai ristoranti, i bar e i karaoke della città è stato chiesto di anticipare la chiusura alle 22 fino alla seconda metà di gennaio.

Variante britannica: primi casi in Francia e Spagna

Anche la Francia registra il suo primo caso della «variante inglese» della Covid-19. Lo ha annunciato il ministero della Sanità Mentre in Spagna, a Madrid, sono stati confermati i primi quattro casi di contagio con la variante del coronavirus isolata nel Regno Unito. Lo rende noto la Efe. Tutti gli spagnoli interessati avevano viaggiato in Gran Bretagna. Sotto esame altri tre casi sospetti.

La Russia supera i 3 milioni di contagi

La Russia ha superato oggi i tre milioni di casi di Covid-19, secondo i dati ufficiali. Con 29.258 nuovi contagi da coronavirus e 567 morti nelle ultime 24 ore, il bilancio è salito a 3.021.964 casi e 54.226 decessi dall’inizio della pandemia. Il Paese - quarto al mondo per numero di contagi - non ha finora imposto alcun lockdown a livello nazionale, e dall’inizio dell’inverno, nuovi record di casi vengono raggiunti ogni settimana. Le due città più colpite sono Mosca e San Pietroburgo.

Venerdì 25 dicembre

(Aggiornato alle 15.19) I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 79,48 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,74 milioni, mentre i guariti superano i 50 milioni.

Giappone conferma primi casi variante inglese

Il ministero della Salute giapponese ha confermato 5 casi della variante inglese del Covid-19 tra un gruppo di passeggeri provenienti dalla Gran Bretagna.

Le infezioni sono state segnalate all’aeroporto di Haneda a Tokyo, e a quello del Kansai a Osaka. Si tratta di quattro uomini e una donna, tutti sotto i 70 anni di età, che si trovano attualmente in isolamento.

È la prima volta che si registrano casi in Giappone del ceppo considerato ad alta contagiosità, e adesso le autorità sanitarie nipponiche sono al lavoro per tracciare i movimenti dei cinque individui risultati positivi, risalendo ai contatti che hanno intrattenuto prima dell’esito del test.

Dalla GB agli USA solo col test negativo

Le autorità statunitensi hanno annunciato che i passeggeri in arrivo con voli dal Regno Unito dovranno essere negativi al test per il coronavirus prima della partenza: è l’ultima restrizione imposta a causa di una nuova variante del Covid-19 individuata nel Regno Unito e che ha portato molti Stati in tutto il mondo a misure analoghe. La nuova regola entrerà in vigore lunedì e richiederà un test negativo entro 72 ore dalla partenza, hanno sottolineato in un comunicato i Centers for Disease Control and Prevention.

Giovedì 24 dicembre

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 78,7 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,73 milioni, mentre i guariti superano i 50 milioni.

Lieve calo di morti e casi in Gran Bretagna, boom di test

Resta a quota 39.000, seppure in calo di qualche centinaio di casi rispetti al picco record di ieri, il totale dei contagi giornalieri da Covid nel Regno Unito dopo l’allarme sulla diffusione accelerata della cosiddetta variante inglese del coronavirus. Mentre i morti censiti ridiscendono a 574 dai 744 della giornata precedente, stando ai dati diffusi oggi dal governo. E i tamponi realizzati nelle ultime 24 ore balzano a oltre mezzo milione, quota senza pari in tutta Europa.

Sulla situazione pesano del resto le preoccupazioni aggiuntive per l’identificazione sull’isola di singoli casi di un’ulteriore variante del virus, questa volta di origine sudafricana, come svelato ieri da Matt Hancock, ministro della Sanità del governo di Boris Johnson. Anche se le restrizioni cautelari ai viaggi dal Regno imposte da altri Paesi hanno iniziato da oggi ad allentarsi, seppure con test e quarantena obbligatori; e la riapertura della rotta Dover-Calais ai transiti merci ha permesso uno smaltimento almeno parziale di alcune delle migliaia di camion rimasti in coda a causa del blocco precauzionale deciso dalla Francia nei giorni scorsi. Uno smaltimento che non ha peraltro riguardato altre migliaia di autotrasportatori ormai costretti a trascorrere il Natale da soli in cabina, quasi tutti rassegnati dopo gli episodici tafferugli di ieri con la polizia.

La variante del virus trovata in Germania

La variante inglese del coronavirus è stata trovata per la prima volta anche in Germania, in un paziente contagiato. Lo riferiscono alcuni media tedeschi fra cui Bild e NTV. Si tratta di una donna arrivata da Londra Heathrow a Francoforte sul Meno in aereo il 20 dicembre, secondo il ministero della Salute del Baden-Wuerttemberg. La donna era risultata positiva al test del Covid già all’arrivo in aeroporto ed era stata portata a casa in auto da alcuni parenti. È attualmente in isolamento domestico, con sintomi lievi. Le tre persone con cui ha avuto contatti in Germania sono a loro volta in quarantena.

In Giappone record infezioni per due giorni consecutivi

Per due giorni consecutivi il Giappone aggiorna il record di infezioni di coronavirus, guidate dalla inarrestabile ascesa dei casi a Tokyo e dai timori di ulteriori pressioni sul sistema sanitario nazionale. Nella capitale è stata segnalata anche la positività di un uomo tornato di recente da Londra, anche se non è ancora chiaro se si tratti della nuova variante del Covid-19. Con i 3.700 casi giornalieri a livello nazionale, il totale dall’inizio della pandemia sfiora ormai quota 211.000 nel Paese, e il numero delle morti accertate si assesta a 3.123. Il ministro della Salute ha comunicato che sono 640 le persone ricoverate con gravi sintomi della malattia, anche questo un valore mai raggiunto prima. E sempre di record si parla riferendosi agli 888 casi riportati quest’oggi a Tokyo, superando il precedente livello di 821 del 17 dicembre. La stessa data in cui il governo metropolitano aveva alzato l’allarme sull’emergenza sanitaria nella capitale al massimo grado di allerta, esortando i residenti a limitare le uscite e i gli spostamenti non essenziali. Allo stesso tempo ai ristoranti, i bar e i locali che servono alcool è stato chiesto di anticipare alle 22 gli orari di chiusura almeno fino all’11 gennaio.

Brasile, a San Paolo 5,5 milioni dosi vaccino Sinovac

Il governo dello stato brasiliano di San Paolo ha ricevuto oggi 5,5 milioni di dosi di CoronaVac, il vaccino anti covid messo a punto dalla cinese Sinovac.

Le dosi di vaccino sono arrivate all’aeroporto di Campinas a bordo di un aereo proveniente dalla Cina che ha fatto scalo in Svizzera.

Il CoronaVac non ha ancora ottenuto la certificazione dall’Agenzia brasiliana di sorveglianza sanitaria (Anvisa).

Il governatore di San Paolo, Joao Doria, ha firmato un accordo con Sinovac per l’acquisto e la produzione nell’Istituto Butantan del CoronaVac ed ha annunciato l’intenzione di cominciare il calendario di vaccinazioni il prossimo 25 gennaio.

Lo stato di San Paolo è quello più colpito dalla pandemia, che in Brasile ha già causato oltre 188 mila vittime con 7,3 milioni di contagi.

Capodanno, Rio blocca l’accesso ai turisti a Copacabana

Il Comune di Rio de Janeiro ha annunciato che «scoraggerà» l’arrivo dei turisti a Copacabana, la spiaggia più famosa del Brasile, nell’ambito delle misure per contenere il contagio del coronavirus durante i festeggiamenti di Capodanno. Il sindaco carioca ad interim, Jorge Felippe, ha dichiarato che cercherà di far evitare «l’uso degli autobus e della metropolitana dalle 20:00 (del 31 dicembre)», oltre a far bloccare «l’accesso a Rio da parte degli autobus turistici difetti nella zona costiera di Rio».

«E’ bene che tutti sappiano che verranno bloccati» coloro che si dirigono in spiaggia, ha affermato il primo cittadino in un’intervista a Tv Globo, precisando che solo i residenti di Copacabana potranno circolare nel quartiere.

Nel 2019, circa due milioni di persone hanno partecipato alle tradizionali celebrazioni del «Reveillon» a Copacabana. Felippe, entrato in carica questa settimana dopo l’arresto del sindaco uscente, Marcelo Crivella, ha detto di aver ricevuto istruzioni dal sindaco eletto, Eduardo Paes, che ha vinto le Comunali del mese scorso e che inizierà il mandato il 1 gennaio con la promessa di adottare misure più dure contro la pandemia.

Nuova variante forse anche in Nigeria

Un’altra nuova variante di coronavirus sembrerebbe essere emersa in Nigeria. L’allarme arriva dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie dell’Unione Africana (Africa Cdc).

Si tratta di una mutazione simile a quelle individuate nel Regno Unito e in Sudafrica, «ma sembra un ceppo differente», ha detto John Nkengasong, a capo dell’istituzione, precisando che i dati sono «molto limitati». Né ci sono informazioni sulla diffusione di questa variante in Nigeria o altrove.

«Dobbiamo aspettarci che continuino a emergere queste nuove varianti», ha aggiunto, confermando che la variante individuata in Sudafrica si trasmette rapidamente ed è probabilmente responsabile per la seconda ondata nel Paese.

Francia, via libera a vaccino Pfizer/BioNTech

Via libera dall’autorità sanitaria francese Has all’utilizzo per i maggiori di 16 anni del vaccino anti-Covid sviluppato da Pfizer/BioNTech, giudicato «soddisfacente per la sua efficacia e tollerabilità».

Le vaccinazioni avverranno secondo le priorità già annunciate, dando la precedenza alle persone più fragili e a quelle più esposte ai rischi di contagio, è stato precisato.

Macron esce dall’isolamento, non ha più sintomi

Il presidente francese Emmanuel Macron è uscito dall’isolamento perché non ha più i sintomi da coronavirus. Lo ha comunicato oggi l’Eliseo.

Macron aveva lasciato la sua residenza la sera del 17 settembre per proseguire la quarantena a La Lanterne, residenza ufficiale del capo dello Stato a Versailles.

Cina, stop ai voli da e per il Regno Unito

Berlino - La Cina ha annunciato lo stop ai voli da e per il Regno Unito dopo l’allarme per la nuova variante di coronavirus. La conferma è arrivata dal ministero degli Esteri di Pechino, come riporta il Global Times.

«Alla luce della natura specifica del virus e del suo possibile impatto, per proteggere la salute del personale cinese e straniero, la Cina ha sospeso i voli da e per il Regno Unito dopo un’attenta valutazione e tenendo conto delle misure adottate da altri Paesi», ha detto il portavoce del ministero, Wang Wenbin.

L’Austria apre le stazioni di sci nonostante il lockdown

L’Austria ha consentito oggi l’apertura delle sue oltre 400 stazioni sciistiche, appena due giorni prima che il Paese entri nel suo terzo lockdown nazionale per il coronavirus.

All’inizio del mese il governo aveva annunciato che avrebbe consentito l’apertura delle stazioni sciistiche il 24 dicembre e ha mantenuto la decisione anche dopo che la scorsa settimana è stato annunciato il lockdown.

Essendo uno sport all’aria aperta, per il governo lo sci può essere praticato in sicurezza se vengono prese precauzioni sufficienti. Tuttavia, hotel, bar e ristoranti rimangono chiusi, limitando così l’accesso alle piste alla gente del posto, mentre il lockdown costringerà anche i negozi e gran parte del settore dei servizi a chiudere fino a metà gennaio.

Von der Leyen, iniziate prime spedizioni vaccino

Sono iniziate le prime spedizioni del vaccino contro il Covid-19 sviluppato da BionTech e Pfizer dallo stabilimento belga di Puurs, verso «tutti i Paesi Ue, nello stesso momento».

Ne ha dato notizia Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea. «Tra pochi giorni i primi europei verranno vaccinati. I vaccini saranno presto disponibili per tutti. Insieme supereremo la pandemia».

In Germania 802 decessi e oltre 32.000 nuovi casi

La Germania registra 32.195 nuovi casi di Covid-19, che portano il totale a 1.587.115, dopo il picco di venerdì scorso quando per la prima volta sono stati segnalati oltre 30.000 contagi in 24 ore.

I dati dell’Istituto Robert Koch parlano anche di altri 802 decessi. Ieri il triste record di 962 morti. Il bilancio delle vittime è salito a 28.770 dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Terzo lockdown per Israele

Terzo lockdown parziale per Israele. Domenica pomeriggio entreranno in vigore nuove misure restrittive, che resteranno in vigore almeno due settimane.

Potranno essere prorogate per altri 15 giorni se non scenderanno sotto quota 1.000 i casi accertati nell’arco di 24 ore (martedì sono stati più di 3.500 per la prima volta da ottobre).

Il lockdown parziale, in un Paese ‘chiuso’ agli stranieri dopo l’allarme per la nuova variante di coronavirus, vieta visite nelle abitazioni di persone che non siano familiari stretti, raduni con più di 10 persone in luoghi chiusi e con più di 20 partecipanti all’aperto.

Sono consentiti solo in casi particolari gli spostamenti a più di un chilometro dalla propria abitazione. Chiusi mall e strutture ricreative. I ristoranti lavorano solo con le consegne a domicilio. Niente asporto. Asili e scuole aperti, ma con nuove regole.

Mercoledì 23 dicembre

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 78,17 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,72 milioni, mentre i guariti superano i 50 milioni.

Picco di morti e contagi in Gran Bretagna

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 744 morti per coronavirus nel Regno Unito, il numero di vittime più elevato dal 29 aprile, per un totale da inizio pandemia di 69.051. Picco anche di contagi: sono stati quasi 40 mila, segno ulteriore della elevata capacità di trasmissione della nuova variante di coronavirus.

Gran Bretagna: arriva la conferma, il lockdown sarà esteso ad altre zone

Il ministro britannico della sanità Matt Hancock ha annunciato l’estensione del lockdown per contrastare la diffusione del COVID-19 a più aree del territorio nazionale.

In una conferenza stampa Hancock ha sottolineato che il governo ha deciso per un’estensione delle restrizioni a causa della nuova variante più contagiosa che «si diffonde ad un ritmo pericoloso».

In particolare il ministro britannico della sanità ha annunciato il nuovo passaggio di una serie di località e regioni dell’Inghilterra alla cosiddetta «tier 4», ovvero il massimo livello di allerta con le relative restrizioni, a partire dal 26 dicembre.

Dalla mezzanotte di Santo Stefano, quindi, Sussex, Oxfordshire, Suffolk, Norfolk e Cambridgeshire, quelle parti dell’Essex non già al livello quattro, Waverley nel Surrey e Hampshire passeranno al livello quattro di allarme.

Bristol, Gloucestershire, Somerset, Swindon, Isola di Wight, New Forest, Northamptonshire, Cheshire e Warrington passano invece in «tier 3», mentre la Cornovaglia e il Herefordshire vanno in «tier 2».

«Il 2020 è stato un anno difficile per tutti», ma «non dobbiamo arrenderci», ha detto Hancock ringraziando il personale sanitario che si è impegnato nella lotta contro il coronavirus. «Dobbiamo sopprimere il virus fino a quando un vaccino non ci renderà sicuri» ha aggiunto, spiegando che il piano del governo è progettato per mettere al sicuro insegnanti e studenti.

OMS: «La nuova variante sembra più trasmissibile dai bambini»

La nuova variante di COVID individuata in Gran Bretagna «sembra essere più facilmente trasmissibile da giovani e bambini», ma ulteriori ricerche sono ancora «in corso». Lo ha detto l’inviato speciale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la pandemia, David Nabarro, a Skynews.

Questo potrebbe accrescere i timori per la riapertura delle scuole a gennaio.

Se la variante «si sta davvero replicando o crescendo meglio nei bambini, potrebbe avere un effetto a catena sulla diffusione del virus nell’intera popolazione britannica», ha detto sempre a Skynews Mark Harris, virologo dell’Università di Leeds.

Gran Bretagna: «Individuata un’ulteriore variante legata al Sudafrica»

Un’ulteriore variante della COVID-19 è stata individuata nel Regno Unito. Lo rende noto il ministro britannico della salute Matt Hancock che riferisce di due casi tracciati al momento.

Hancock ha sottolineato che l’ulteriore nuova variante di COVID-19 emersa nel Regno Unito sarebbe legata al Sudafrica: i due casi riscontrati infatti sono contatti di casi giunti nel paese dal Sudafrica nelle scorse settimane.

Si tratta di «uno sviluppo molto preoccupante», ha aggiunto il ministro, spiegando che la nuova variante risulta avere una maggiore capacità di trasmissione e avrebbe già subito mutazioni.

15 nuovi casi confermati in Cina continentale

Altri 15 casi confermati di COVID-19 sono stati segnalati ieri in Cina continentale, compresa un’infezione trasmessa a livello locale e 14 provenienti dall’estero. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione sanitaria nazionale cinese.

L’unico nuovo caso confermato d’infezione trasmessa a livello locale è stato riportato nella provincia del Liaoning.

Nelle ultime 24 ore non è stato registrato nessun ulteriore caso sospetto di COVID-19 né altri decessi correlati al nuovo coronavirus.

Altri 19 pazienti positivi sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi dopo essersi ripresi.

Fino alla serata di ieri la Cina continentale aveva registrato un totale di 4.163 casi di infezione arrivati da altri paesi. Tra questi, 3.883 sono già stati dimessi da vari ospedali dopo essere guariti e 280 risultano ancora ricoverati. Non si segnalano decessi tra i casi positivi al coronavirus arrivati in Cina dall’estero.

Fino al 22 dicembre, la Cina continentale aveva registrato un totale di 86.882 casi confermati di contagio, compresi 320 pazienti ancora in cura.

Un totale di 81.928 persone erano state dimesse alla data di ieri da vari ospedali dopo essersi riprese, mentre i decessi correlati alla COVID-19 restano sempre fermi a quota 4.634 nella Cina continentale. Al momento non si segnalano casi sospetti di contagio.

USA, accordo con Pfizer per altre 100 milioni di dosi del vaccino

L’amministrazione di Donald Trump ha raggiunto un accordo con Pfizer per acquistare altri 100 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus, raddoppiando la fornitura per gli Stati Uniti, e il governo ha accettato di pagare 1,95 miliardi di dollari per il quantitativo aggiuntivo.

Il gigante farmaceutico ha fatto sapere che tutti i 200 milioni di dosi saranno consegnati entro la fine di luglio 2021, il che consentirà di immunizzare 100 milioni di americani.

Il segretario alla salute Alex Azar ha commentato: «Questo nuovo acquisto può dare agli americani ancora più fiducia nel fatto che avremo abbastanza scorte per vaccinare chiunque lo desideri entro giugno 2021».

Pfizer ha anche annunciato che il governo americano ha un’opzione per acquistare fino a 400 milioni di dosi aggiuntive di vaccino per essere consegnate dopo luglio.

USA, martedì almeno 3.239 morti

Negli Stati Uniti nella giornata di ieri ci sono stati oltre 201’000 nuovi casi di COVID e almeno 3.239 morti. Lo riporta il «New York Times». Dall’inizio della pandemia gli americani contagiati sono 18,2 milioni, i decessi oltre 323.000.

Verso l’estensione del lockdown in alcune zone della Gran Bretagna

Il governo britannico va verso l’estensione del lockdown rigido, previsto attualmente per Londra e il sud-est Inghilterra, ad altre aree del Regno Unito al fine di contrastare la variante di Covid altamente infettiva. Lo ha detto il ministro per le Comunità locali, Robert Jenrick, sottolineando che l’inasprimento delle misure, con l’applicazione del regime noto come ‘Tier 4’ (livello massimo di allerta anti coronavirus), potrebbe scattare a partire da Santo Stefano. Jenrick ha precisato che il comitato operativo del governo deve riunirsi oggi e una decisione su ulteriori azioni deve essere annunciata «non appena possibile». Fra le ipotesi, quella di inserire nel ‘Tier 4’ il Sussex, alcune parti delle Midlands e il nord Inghilterra. «È necessario valutare se il sistema a più livelli sia abbastanza efficace o se a un certo punto in futuro dobbiamo intraprendere ulteriori azioni», ha sottolineato Jenrick questa mattina in una intervista a Bbc Breakfast.

Da giovedì al via la campagna vaccinale in Messico

Il Messico lancerà giovedì la campagna vaccinale contro il Covid-19, una volta arrivato il primo lotto di vaccini Pfizer/BioNTech. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute, Hugo Lopez-Gatell. «Domani (mercoledì, ndr) arriva il primo carico di vaccini Pfizer contro il SARS-Cov-2. Saranno messi sotto protezione fino al loro utilizzo, giovedì 24 dicembre, giorno dell’inizio della vaccinazione», ha scritto sul suo profilo Twitter.

Dover riapre al transito in uscita

Il governo britannico ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Francia che consente ai conducenti di autocarri pesanti bloccati nel Regno Unito, in seguito alla chiusura del confine, di lasciare il paese con un rapido test Covid alla partenza. «Tutti i conducenti di camion, indipendentemente dalla loro nazionalità, dovranno essere sottoposti» a uno screening che fornisce un risultato in circa 30 minuti, ha affermato in un comunicato il ministero dei trasporti. Questo protocollo sarà rivisto il 31 dicembre ma «potrebbe rimanere in vigore fino al 6 gennaio», ha detto. Il porto britannico di Dover - dove ci sono lunghissime file di camion e tir - è dunque stato riaperto al traffico in uscita in seguito all’accordo trovato tra Regno Unito e Francia che mette fine al divieto temporaneo imposto in seguito alla scoperta della nuova variante del coronavirus. In un comunicato, il principale hub britannico ha scritto che avrebbe riaperto dalla mezzanotte, anche se non è ancora chiaro quando le centinaia di camion e tir in attesa potranno cominciare a muoversi. La nota ribadisce anche che il porto sarà accessibile solo «per i clienti che sono risultati negativi al test Covid».

Martedì 22 dicembre

(Aggiornato alle 20.44) I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 77,34 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,7 milioni, mentre i guariti superano i 50 milioni.

L’Argentina approva un trattamento con siero equino

L’Amministrazione nazionale dei medicinali, degli alimenti e della tecnologia medica (ANMAT) dell’Argentina ha approvato l’uso di un siero equino iperimmune per il trattamento di pazienti con COVID-19 moderata o grave. Lo ha annunciato oggi la società Inmunova, che ha sviluppato il trattamento. «L’approvazione di questo innovativo medicamento a base di anticorpi policlonali si basa sui risultati positivi dello studio clinico di fase 2/3 di INM005 (il nome del siero), che ha dimostrato che l’applicazione di questa terapia, dimostratasi sicura, ha ridotto la mortalità di quasi la metà (45%) nei pazienti con COVID-19 grave», ha indicato la società in una nota citata dall’agenzia di stampa statale Telam. Secondo quanto riferito, i pazienti trattati con INM005 hanno registrato una riduzione del 24% dei ricoveri in terapia intensiva e una riduzione del 36% della necessità di ventilazione meccanica rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo. «Inoltre, hanno mostrato un considerevole beneficio clinico durante i 28 giorni di follow-up del trattamento», ha aggiunto Inmunova, che ha chiesto l’approvazione del siero all’ANMAT all’inizio di dicembre. Gli effetti positivi sono stati osservati «in particolare nei pazienti con malattia grave». Lo studio clinico ha valutato la sicurezza e l’efficacia del farmaco in 242 pazienti di età compresa tra 18 e 79 anni con COVID-19 da moderata a grave, confermata mediante PCR, entro dieci giorni dall’insorgenza dei sintomi e che necessitavano di ricovero. Lo studio è stato condotto in 19 ospedali e cliniche dell’Area Metropolitana di Buenos Aires, Neuquén e Tucumán. L’età media dei pazienti era di 54 anni, con una maggiore partecipazione di uomini (65%).

La Francia riapre alla Gran Bretagna, ma servirà il test

«Gli aerei, le navi e i treni Eurostar riprenderanno il loro servizio da domani mattina. I connazionali francesi in Inghilterra, i residenti britannici in Francia e coloro che hanno un motivo legittimo dovranno essere muniti di test negativo» per rientrare in Francia: lo annuncia in un tweet il ministro dei trasporti francese, Jean-Baptiste Djebbari, annunciando la riapertura condizionata dei collegamenti con la Gran Bretagna. Il ministro ringrazia inoltre il collega britannico, Hon Grant Shapps, per «il bel lavoro fatto nelle ultime 48 ore». In serata anche l’ufficio del primo ministro, Jean Castex, ha confermato che la Francia autorizzerà da domani il rientro in patria dei connazionali che si trovano in Gran Bretagna, nonché dei britannici e di tutte le altre persone residenti in Francia o nello spazio dell’Unione europea, ma anche coloro che «devono effettuare degli spostamenti indispensabili». Tutti, avverte Parigi, saranno «sistematicamente sottoposti all’obbligo di disporre, prima della partenza, del risultato di un test negativo di almeno 72 ore», sia PCR, sia antigenico, a condizione che sia sensibile alla nuova variante del coronavirus emersa Oltremanica. Per le altre persone, in particolare, i cittadini britannici, le frontiere restano al momento chiuse.

Picco di contagi nel Regno Unito

Nuovo picco di contagi giornalieri da coronavirus nel Regno Unito dopo l’allarme sulla diffusione della cosiddetta variante inglese del virus: stando ai dati diffusi oggi dal governo, nelle ultime 24 ore se ne sono registrati 36.807, mentre i morti sono risaliti a 691, il numero quotidiano più alto da diversi giorni. Resta a livello da record europeo il totale dei tamponi eseguiti, pari a oltre 420 mila in 24 ore.

Sudafrica isolato dopo la scoperta della nuova variante

Il Sudafrica è sempre più isolato dopo che la nuova variante di coronavirus scoperta, diversa da quella della Gran Bretagna, ha portato al divieto di viaggi nel Paese. Lo riporta Al Jazeera, che ricorda come Israele, Turchia, Germania, Arabia Saudita e Svizzera figurano tra le nazioni che hanno interrotto i collegamenti aerei da e verso il Sudafrica, con una decisione che ha rappresentato un duro colpo per l’industria turistica nazionale all’arrivo dell’estate. Secondo i funzionari sanitari e gli scienziati locali che guidano la strategia contro il virus, la nuova variante - nota come 501.V2 - è dominante tra i recenti contagi confermati nella seconda ondata in atto nel Paese e, come quella britannica, sembra avere una maggiore trasmissibilità. I ricercatori sudafricani stanno studiando se i vaccini contro Covid-19 daranno protezione anche contro il nuovo ceppo. I l Paese conferma a oggi 930.711 casi e 24.907 decessi legati alla pandemia. Si tratta delle cifre più alte del continente africano.

Germania record di contagi in 7 giorni

Continua ad essere alto il numero dei nuovi contagi da Covid in Germania, dove l’incidenza del virus su 100 mila abitanti in sette giorni ha toccato il valore massimo di 197,6 nuovi contagiati (la soglia che ci si è dati è 50), secondo i dati del Robert Koch Institut.

Stando all’istituto, nel bilancio si registrano 19.528 nuove infezioni e 731 vittime nelle ultime 24 ore. La Germania è in lockdown dal 16 dicembre, da quando cioè ha irrigidito le misure anticoronavirus, chiudendo negozi e scuole.

Variante COVID: «Molto probabile che la mutazione sia già in Germania»

Il Robert Koch Institut ritiene «altamente probabile» che la mutazione del Covid comparsa in Gran Bretagna sia già presente anche in Germania. Lo ha detto il presidente Lothar Wieler, in conferenza stampa a Berlino.

«Non possiamo ancora dare una valutazione definitiva della mutazione del virus, comparsa in Gran Bretagna», ha anche spiegato. «Ma una cosa è chiara: più il virus si diffonde, più questo può mutare. Quindi anche questa circostanza è un motivo per ridurre i contatti».

Variante COVID: anche Malta sospende i voli

Anche Malta da oggi ha sospeso i voli da e per il Regno Unito a causa dello sviluppo della «variante inglese» del coronavirus. Decisione «temporanea», presa in attesa di una «eventuale posizione comune europea».

Lo ha reso noto nella serata di ieri il ministro per la Salute nonché vicepremier Chris Fearne dopo che in giornata erano già state introdotte misure di controllo più severe (tampone molecolare e quarantena obbligatoria di 14 giorni a prescindere dal risultato) per i passeggeri in arrivo dalla Gran Bretagna ed Air Malta aveva annunciato la continuità dei voli.

«Nonostante la sospensione dei voli - ha specificato il ministro in una nota - ai maltesi ed ai residenti sull’isola verrà data l’opportunità di ritornare a Malta. Tuttavia all’arrivo saranno sottoposti ad un tampone molecolare e dovranno rispettare una quarantena obbligatoria di 14 giorni».

L’arcipelago, che è diventato una repubblica indipendente nel 1974, fa parte del Commonwealth ed ha tuttora un rapporto privilegiato con Londra al punto che, ad esempio, il policlinico universitario di Malta è direttamente connesso al sistema sanitario pubblico britannico, dove vengono sistematicamente dirottati i pazienti maltesi con le patologie più gravi.

Il Congresso approva un piano da 900 miliardi

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un piano di sostegno da 900 miliardi di dollari a favore di famiglie e imprese americane duramente colpite dalla pandemia di coronavirus. L’approvazione del piano da parte della Camera dei rappresentanti e poi del Senato apre la strada per la ratifica da parte del presidente Donald Trump.

Gli Usa superano i 18 milioni di casi

Gli Stati Uniti hanno superato i 18 milioni di casi di contagio da Covid-19. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Il numero dei decessi dall’inizio della pandemia è di 319.190.

Lunedì 21 dicembre

(Aggiornato alle 18.50) I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 76,87 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,69 milioni, mentre i guariti superano i 50 milioni.

Nel Regno Unito 500 mila persone hanno ricevuto la prima dose del vaccino

Il premier britannico Boris Johnson ha detto che più di 500.000 persone nel Regno Unito hanno ricevuto la prima dose del vaccino contro la COVID-19. La dichiarazione è arrivata in conferenza stampa a Downing Street dopo la riunione del comitato di crisi noto come «Cobra». Per quanto riguarda invece la chiusura da parte di molti Paesi, Johnson ha rassicurato: le scorte di prodotti alimentari e generi essenziali a disposizioni del Regno Unito sono «solide e robuste» malgrado il blocco temporaneo alle frontiere imposto dalla reazione precauzionale degli altri Paesi alla cosiddetta variante inglese del coronavirus. Il premier britannico ha poi ribadito che il Governo sta «lavorando con gli amici» europei, Francia in primis, per definire protocolli di sicurezza sanitari ad hoc e ripristinare rapidamente il traffico merci attraverso la Manica.

Somministrata la prima dose del vaccino Moderna negli USA

Negli Stati Uniti è stata somministrata la prima dose del vaccino Moderna, uno dei fabbricanti ad essersi già accordato anche con la Confederazione. L’iniezione è avvenuta in un ospedale del Connecticut.

Nuova variante del virus, le frontiere interne a Schengen restano aperte

La nuova variante del coronavirus e le ultime misure nazionali imposte per farvi fronte come quelle sul trasporto di passeggeri e merci e dal Regno Unito. Sono stati i temi della riunione degli esperti Ue, convocata dalla presidenza tedesca.

I partecipanti si sono scambiati informazioni e hanno dato il loro sostegno ad un’azione rapida verso un approccio coordinato dell’Ue in relazione alle misure applicate ai collegamenti con il Regno Unito. Lo si apprende a Bruxelles. Gli Stati membri hanno anche sottolineato l’importanza di mantenere aperte le frontiere all’interno dell’area Schengen.

Spagna e Portogallo sospendono i voli dal Regno Unito

Anche la Spagna ed il Portogallo hanno sospeso i voli provenienti dal Regno Unito per la variante britannica del Covid-19. Lo comunica il governo spagnolo. Oltre alla Svizzera, anche diversi altri Paesi europei hanno preso questa misura.

Nel frattempo, la ripresa del traffico merci attraverso la Manica, bloccato in particolare dalla chiusura imposta dalla Francia in seguito all’allarme sulla cosiddetta ‘variante inglese’ del Covid, potrebbe essere questione di poche ore.

Lo ha detto oggi un portavoce di Boris Johnson, riconoscendo come comprensibili le preoccupazioni sanitarie su trasporti e viaggi di Parigi e degli altri Paesi europei, ma precisando che il governo britannico «sta lavorando a contatto incredibilmente ravvicinato con i partner internazionali», in primo luogo «la Francia», per «minimizzare i disagi al più presto possibile».

Il portavoce ha poi ribadito che le scorte «della maggior parte degli alimenti» d’importazione non sono a rischio sull’isola e ha invitato a nome del premier la gente a «non farsi prendere dal panico» e a evitare accaparramenti di prodotti essenziali nei supermercati.

Nel Regno Unito alcuni prodotti potrebbero sparire dagli scaffali

Il gigante dei supermercati britannico Sainsbury’s ha messo in guardia i consumatori sul rischio che alcuni prodotti potrebbero sparire dagli scaffali se non sarà sollevato il bando della Francia sugli autotrasportatori in seguito alla scoperta di una variante del coronavirus in Gran Bretagna. «Tutti prodotti per preparare il pranzo di Natale sono già nel paese e ne abbiamo in abbondanza», ha fatto sapere un portavoce al Guardian. Tuttavia «se non cambia nulla ci potrebbe essere nei prossimi giorni delle carenze per quanto riguarda lattuga, cavolfiore, broccoli e agrumi. Tutti prodotti che vengono importati in questo periodo dell’anno», ha avvertito, auspicando che «i governo di Francia e Gran Bretagna trovino un accordo che renda possibile immediatamente il passaggio di cibo e altri prodotti».

«In Francia situazione fragile»

La Francia è in una situazione «abbastanza fragile, se non precaria», riguardo al coronavirus e «non dobbiamo assolutamente cadere sul lato sbagliato»: questo l’avvertimento lanciato dal ministro francese della salute, Olivier Véran, intervistato ai microfoni di radio Europe 1. «Non siamo in salita, quanto piuttosto in piano da una quindicina di giorni: questo significa che il virus non diminuisce più, ma non siamo nemmeno dinanzi ad un massiccio aumento» dei casi. «Questa linea retta - ha proseguito il ministro - è a un livello troppo elevato», ancora distante dall’obiettivo di «5000 casi al giorno che auspicavamo di poter raggiungere per riprendere il controllo sulle catene di contaminazione del virus». «Siamo sopra ai 10.000 casi, questo significa che la situazione è abbastanza fragile, se non precaria, non dobbiamo assolutamente cadere sul lato sbagliato». Quanto alla sospensione per 48 ore dei viaggi col Regno Unito, dopo l’apparizione di una nuova variante della COVID-19, Véran ha detto che bisognava far valere il «principio di precauzione». È stata «una decisione difficile ma doverosa», ha sottolineato, da parte sua, il portavoce del governo, Gabriel Attal, intervistato a sua volta da radio RTL.

In Argentina calano contagi e morti

L’Argentina sta registrando negli ultimi giorni una riduzione dei contagi e delle vittime da coronavirus, in controtendenza rispetto ad altri Paesi della regione che invece registrano una ripresa, in termini statistici del fenomeno. Questo è confermato dall’ultimo rapporto delle autorità sanitarie secondo cui nelle ultime 24 ore sono stati localizzati 4.116 contagi, per un totale generale da marzo di 1.541.285 casi, e 50 morti, che hanno portato il bilancio di questo settore a quota 41.813. Per quanto riguarda le terapie intensive, i pazienti ricoverati sono al momento 3.462, con una occupazione di letti del 54% a livello nazionale e del 59% nell’area metropolitana di Buenos Aires. Per quanto riguarda l’inizio delle vaccinazioni, il sottosegretario per le strategie sanitarie, Alejandro Costa, ha assicurato che le prime dosi dello Sputnik V arriveranno dalla Russia nel giro di una settimana. A suo avviso fra dicembre 2020 e febbraio 2021 l’Argentina riceverà un quantitativo di vaccino russo sufficiente per l’applicazione a dieci milioni di persone. In totale, entro giugno 2021 le autorità sanitarie argentine contano di poter vaccinare con lo Sputnik V 25 milioni di argentini.

Record di contagi in Russia

Sono 29.350 i nuovi casi di COVID-19 rilevati in Russia nelle ultime 24 ore: è il numero più alto registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus, secondo cui 493 persone sono morte a causa della malattia nell’ultima giornata. Le zone col maggior numero di nuovi casi sono Mosca, con 7.797 contagi in un giorno, San Pietroburgo con 3.752 e la regione di Mosca con 1.523. Stando ai dati ufficiali, in Russia si sono finora registrati in tutto 2.877.727 casi di COVID-19 e 51.351 decessi provocati dal morbo.

«La variante del coronavirus potrebbe già essere in Germania»

«La variante del coronavirus era presente a fine settembre in Inghilterra ed è stata osservata per la prima volta in ottobre. Ora è stata riscontrata in Italia, Olanda, Danimarca e addirittura in Australia. Perché non dovrebbe essere anche qui in Germania?». Lo ha detto il virologo e direttore dell’ospedale Charité di Berlino Christian Drosten a Deutschlandfunk, secondo quanto riferisce Welt online.

Il virologo non ha espresso grande preoccupazione e ha riferito di attendere questa settimana la pubblicazione dei dati degli scienziati inglesi prima di esprimersi sulla potenziata capacità di contagio e sugli effetti di questa mutazione.

Domenica 20 dicembre

I contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 76,37 milioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,68 milioni, mentre i guariti superano i 50 milioni.

Record in Gran Bretagna: 36 mila in 24 ore

Record di contagi nel Regno Unito: sono 35’928 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, il numero più alto di contagi in un giorno dall’inizio della pandemia. I decessi sono 326, stando alle cifre ufficiali. i casi di Covid-19 sono aumentati di oltre il 50% in una settimana. Lo sottolinea l’Independent dando la notizia della cifra record di contagi del paese in 24 ore con quasi 36’000 nuove infezioni registrate. La nuova variante del virus identificata in Gran Bretagna presenta molte mutazioni relative alla proteina Spike, che aiuta il virus ad entrare nelle cellule. C’è una prova indiretta che la nuova variante del virus si diffonde più rapidamente.

L’OMS: «La variante può incidere sui metodi diagnostici»

Le «informazioni preliminari» sulla variante del Covid-19 suggeriscono che «potrebbe anche incidere sull’efficacia di alcuni metodi diagnostici», oltre al fatto che «potrebbe essere più contagiosa». Lo spiega un portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sezione Europa, chiarendo comunque che al momento non c’è «alcuna prova di un cambiamento nella gravità della malattia». L’Oms, aggiunge, fornirà maggiori informazioni non appena avrà «una visione più chiara delle caratteristiche di questa variante».

La nuova variante di COVID «È fuori controllo»

La nuova variante di coronavirus individuata nel Regno Unito è «fuori controllo»: lo ha dichiarato il ministro alla Sanità britannico, Matt Hancock.

«Abbiamo agito con decisione e molto rapidamente. Purtroppo la nuova variante è fuori controllo. Dobbiamo metterla sotto controllo», ha detto Hancock parlando a Sky News.

«Sappiamo che il (vecchio) ‘tier 3’ - il terzo livello di restrizioni anti-COVID - funziona con la vecchia variante. Ma sappiamo che non funziona con la nuova variante, perché questa si diffonde con più facilità. Per questo ci sono restrizioni al movimento: per cercare di fermare la diffusione di questa variante», ha aggiunto il ministro britannico, citato dal Guardian. Non è tuttavia detto che ci debba essere un «lockdown nazionale», ha aggiunto.

«Sono molto preoccupato per l’NHS (il sistema sanitario pubblico britannico, ndr). Al momento ci sono poco più di 18.000 ricoveri per coronavirus negli ospedali pubblici, cioè poco al di sotto del numero che abbiamo raggiunto con il primo picco. Questa è un’altra ragione per cui è necessario che tutti rispettino le regole e si assumano delle responsabilità di persona».

OMS: la nuova variante anche in Danimarca, Australia e Olanda

La nuova variante di coronavirus scoperta in Gran Bretagna è stata individuata anche in Danimarca e Australia, oltre che in Olanda. Lo ha riferito l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) alla BBC.

Anche il Belgio sospende voli e treni dalla Gran Bretagna

Per timore della nuova variante del coronavirus, anche il Belgio sospenderà per precauzione i voli e i treni provenienti della Gran Bretagna almeno per 24 ore a partire dalla mezzanotte di stasera. Lo ha annunciato il premier belga Alexander De Croo, ripreso dai media locali.

Il Belgio si sta coordinando anche con la Francia visto che alcuni Eurostar provenienti dalla Gran Bretagna passano per il Paese vicino. Il premier ha quindi annunciato anche controlli sulle strade.

La Germania verso lo stop dei voli da Gran Bretagna e Sudafrica

La Germania potrebbe sospendere i voli dal Regno Unito e dal Sudafrica per i timori di diffusione del virus. Lo riferiscono fonti del governo di Berlino. Nelle scorse ora anche l’Olanda ha deciso di interrompere i voli passeggeri dal Regno Unito fino al 1. gennaio, dopo la scoperta nei Paesi Bassi di un caso di contagio con una nuova variante del coronavirus.

In Israele al via le vaccinazioni, oggi anche Rivlin

Dopo Benyamin Netanyahu ieri, oggi saranno il presidente israeliano Reuven Rivlin e il capo di stato maggiore dell’esercito (Idf) Aviv Kohavi a essere vaccinati contro la COVID, dando così il via al programma di immunizzazione di massa in Israele.

L’obiettivo - annunciato nei giorni scorsi dal premier - è quello di arrivare a regime a 60 mila vaccinazioni al giorno e di proteggere almeno 2 milioni di israeliani (su una popolazione di circa 9 milioni di abitanti) per la fine di gennaio. Da oggi stesso sarà vaccinato il personale sanitario negli ospedali e da domani cominceranno gli over 60 in base alle prenotazioni effettuate nelle strutture mediche designate allo scopo. Subito dopo sarà la volta dei gruppi a rischio per malattie pregresse (diabete, obesità, immunodepressi e altre patologie). Quindi insegnanti, personale delle carceri, detenuti, lavoratori sociali, per passare in seguito ai soldati. Dopo, tutto il resto della popolazione.

Sono esclusi, per ora, i minori di 16 anni, gli affetti da allergie gravi, le donne incinte, quelle che prevedono una gravidanza a breve e chi è guarito dalla COVID.

Nei piani del governo - come ribadito da Netanyahu - c’è l’intenzione di creare, a due settimane dalla vaccinazione di richiamo e a cinque dalla prima, un ‘passaporto verde’ che consente di evitare le restrizioni come la quarantena e di poter viaggiare.

Netanyahu e le autorità sanitarie hanno fatto appello a non abbassare la guardia in vista delle vaccinazioni: «Se tutti cooperano, sia rispettando le regole, sia nel vaccinarsi, usciremo fuori dalla COVID e con tutta probabilità Israele sarà il primo Paese del mondo a farlo».

Italia: i ristoratori bloccano di nuovo il lungomare di Napoli

A Napoli il lungomare e la vicina via Chiatamone sono stati bloccati dai ristoratori che protestano contro la decisione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di mantenere la regione in fascia arancione. Il ministero italiano della Salute prevedeva invece che da oggi e fino al 23 dicembre la Campania sarebbe passata in fascia gialla.

Gran Bretagna: «Il vaccino funziona anche sulla variante? Per ora si suppone»

Per il capo dell’autorità sanitaria dell’Inghilterra, Chris Whitty, il vaccino anti-COVID deve indurre ottimismo anche se per ora è «solo una supposizione» che funzioni contro la nuova variante scoperta nel Regno Unito.

Benché non sia provato che la variante sia più letale, sebbene sia più facilmente trasmissibile, non esiste ancora alcun elemento che induca a pensare che possa essere resistente ai vaccini di cui si comincia in questi giorni la distribuzione.

«Credo che questa situazione peggiori le cose - ha detto ieri il professor Whitty in conferenza stampa, citato da BBC -, ma ci sono cose che inducono all’ottimismo, come il vaccino in arrivo, sempre che il vaccino funzioni contro questa variante, che per il momento è solo una supposizione».

USA: Fauci rassicura i bimbi: «Ho vaccinato Babbo Natale»

Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive, rassicura i bambini: «Sono andato al Polo Nord e ho vaccinato personalmente Babbo Natale, così può consegnare i regali».

La rassicurazione, tramite un’intervista su CNN, arriva in risposta ai timori sollevati da molti bambini che nell’era della COVID temono per i loro regali e per la sicurezza di Babbo Natale.

OMS a «stretto contatto» con il Regno Unito per monitorare il virus mutato

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha fatto sapere di essere in «stretto contatto» con le autorità del Regno Unito dopo la scoperta di una nuova variante mutata del virus della COVID che avrebbe una trasmissibilità molto maggiore, quantificata al 70% in più ieri dal primo ministro Boris Johnson in conferenza stampa.

In un tweet l’agenzia ONU scrive di star condividendo le informazioni scientifiche con Londra e di essere impegnata a fornire tutti gli aggiornamenti agli altri stati membri e con la pubblica opinione, «man mano che apprendiamo delle caratteristiche di questa variante (del virus) e delle sue implicazioni».

Sabato 19 dicembre

(Aggiornato alle 16.31) Sono oltre 75,67 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più di 1,67 milioni, mentre i guariti superano i 50 milioni.

Natale cancellato a Londra

Natale cancellato per Londra. La capitale britannica, stando ai media del Regno Unito, sta per essere inserita all’interno di un nuovo livello di allerta anti covid, chiamato ‘Tier 4’, che prevede lo ‘Stay at home’ nel corso delle festività. L’annuncio è previsto che venga fatto nella conferenza stampa del premier Boris Johnson in programma alle 17 (ora svizzera). Le nuove restrizioni per la capitale e il sud Inghilterra andrebbero di fatto ad eliminare l’allentamento promesso nei giorni scorsi dal governo Tory.

Gran Bretagna, la nuova variante del virus potrebbe circolare più velocemente

Le autorità britanniche hanno informato l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che la nuova variante del coronavirus rintracciata nel sudest dell’Inghilterra può circolare più velocemente. Chris Whitty, che è a capo dell’autorità sanitaria in Inghilterra, ha tuttavia precisato che non è ancora chiaro se questa nuova variante risulti più letale. Lo riferisce la Bbc.

Belgio con più morti per 100 mila abitanti, poi Perù e Italia

Con 161 morti ogni 100’000 abitanti, il Belgio è il Paese con il maggior numero di vittime di Covid-19 in rapporto alla popolazione, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Segue nella triste classifica il Perù (115 morti ogni 100’000 abitanti), terza l’Italia con 112. In termini statistici, è la Repubblica di San Marino il Paese con il maggior numero di morti in base alla popolazione (162 su 100’000), che tuttavia per il numero esiguo di abitanti conta in tutto 55 decessi.In termini assoluti invece l’Italia è quinta al mondo per numero di morti con oltre 67’000 vittime dall’inizio della pandemia, dopo Usa, Brasile, India e Messico.

Negli USA via libera al vaccino Moderna

Via libera della Food and Drug Administration (Fda, l’agenzia federale statunitense per la sicurezza dei farmaci) al vaccino di Moderna contro il Covid-19. Il via libera della Fda vuol dire che il vaccino può essere distribuito negli Stati Uniti a chi ha oltre 18 anni, si legge nella nota dell’ente governativo. «Con l’approvazione di due vaccini, la Fda ha compiuto un altro passo cruciale nella lotta alla pandemia globale», afferma il commissario della Fda, Stephen Hahn. «Tramite il processo di revisione trasparente e scientifico, due vaccini sono stati approvati in modo veloce nel rispetto di standard di sicurezza rigorosi», aggiunge.

Focolaio a Sidney, scatta il lockdown

La premier del New South Wales, Gladys Berejiklian, ha deciso di imporre un lockdown lampo a Sidney dove è stato scoperto un focolaio di coronavirus. Lo riporta il Guardian. Al momento sono 38 le persone che sono state contagiate dopo aver frequentato la zone delle «spiagge del nord», nella metropoli australiana. Si tratta di una «fonte internazionale» di contagio, ha spiegato la premier senza precisare altro. Chiunque si trovi nella zona rossa di Sydney non potrà uscire di casa tranne che non ci siano motivi di salute, lavoro (qualora non fosse possibile lo smart-working) e attività fisica. Ulteriori misure per il resto della città saranno annunciate domani. Anche gli altri stati australiani si tutelano contro il focolaio della città. Lo stato di Victoria, uno dei più colpiti dalla pandemia, ha deciso di vietare tutti gli arrivi da Sydney e di mettere in quarantena chiunque sia arrivato dopo l’11 dicembre.

L’India supera i 10 milioni di contagi

Ha superato quota 10 milioni il numero di contagi da Covid-19 registrati ufficialmente in India dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali nel paese asiatico sono stati oltre 145 mila.

Venerdì 18 dicembre

Sono oltre 75,15 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,66 milioni, mentre i guariti superano i 49,16 milioni.

Austria: test di massa durante il terzo lockdown

L’Austria il 27 dicembre torna in lockdown totale: negozi, bar e ristoranti chiusi e coprifuoco di 24 ore al giorno. La novità del terzo lockdown è lo screening di massa, in programma il 16 e 17 gennaio. Solo chi avrà un esito negativo potrà uscire dal 18 gennaio, quando i negozi e ristoranti apriranno. Chi non si sottopone al tampone rapido resta per un altra settimana in quarantena. Anche le scuole riapriranno solo il 18 gennaio. Un tampone negativo sarà poi indispensabile anche per «un soggiorno in una struttura ricettiva, per frequentare un evento culturale oppure un ristorante». Lo ha detto il cancelliere Sebastian Kurz. «In tempi di pandemia - ha ribadito - non ci possono essere vacanze senza test». Kurz si è detto fiducioso che «entro l’estate si tornerà verso la normalità grazie ai vaccini». «Ogni somministrazione è un passo verso la vittoria sulla pandemia», ha detto.

Svezia raccomanda le mascherine sui mezzi pubblici

Per la prima volta dall’inizio della pandemia di coronavirus la Svezia ha raccomandato l’uso di mascherine sui mezzi pubblici.

Gran Bretagna: l’indice Rt torna sopra la soglia dell’1

L’indice Rt di diffusione delle infezioni da COVID nel Regno Unito torna per la prima volta dal mese scorso sopra la soglia di 1, oltre la quale il contagio inizia a essere esponenziale.

Lo certificano le stime aggiornate oggi dai consulenti del governo di Boris Johnson, indicandolo in media a quota 1,1-1,2 contro lo 0,9-1 precedente.

L’indice era sceso sotto il livello 1 sulla scia del lockdown nazionale bis imposto in Inghilterra fino al 2 dicembre, poi è risalito, forse anche a causa della diffusione di una variante mutata del virus. Johnson si è oggi rifiutato di escludere un terzo lockdown generale dopo Natale.

Per il momento il primo ministro Tory si è limitato a dire di «sperare di essere in grado di evitare» un ulteriore confinamento nazionale, ma ha insistito che al momento «la realtà» è tornata a essere quella di «un tasso d’infezione che ha ripreso a crescere moltissimo» nel Paese, senza precludersi alcuna misura. Ad oggi ben più della metà della popolazione britannica è in zona rossa, e quasi tutto il resto in zona arancione. Mentre Irlanda del Nord e Galles hanno già preannunciato nuovi lockdown locali prolungati post natalizi. L’Office for National Statistics (Ons), equivalente britannico dell’Istat, ha da parte sua calcolato che nell’ultima settimana censita oltre l’1% dell’intera popolazione del Regno (66.5 milioni di persone in totale) possa aver contratto il virus, fra casi sintomatici testati e casi non rilevati con i tamponi.

Resta peraltro al momento in vigore l’alleggerimento promesso per Natale tra il 23 e il 27 dicembre sulle limitazioni alle riunioni familiari in casa, autorizzate in tutte e 4 le nazioni del Regno - in base a un accordo raggiunto qualche settimana fa tra il governo nazionale di Boris Johnson e quelli locali di Scozia, Galles e Ulster - a includere in quei soli 5 giorni fino a un massimo di tre nuclei non conviventi. Una concessione criticata da diversi medici e su cui l’opposizione laburista nazionale invoca ora un ripensamento, per esempio con un tetto massimo di due famiglie. Lo stesso Johnson, d’altronde, ha raccomandato alla gente «massima cautela» e responsabilità, invitandola a non approfittare di questo permesso se non in minima parte, a celebrare «un piccolo Natale» e a evitare in particolare contatti con parenti ultrasettantenni che non si frequentino abitualmente.

L’UE esercita l’opzione per l’acquisto altri 80 milioni di vaccini Moderna

La Commissione Europea ha esercitato l’opzione per l’acquisto di ulteriori 80 milioni di dosi del vaccino anti-Covid mRNA-1273, prodotto da Moderna, per gli Stati membri dell’Unione Europea, portando le dosi totali acquistate a 160 milioni. Lo rende noto la stessa azienda. «Apprezziamo la fiducia riposta in Moderna e nell’mRNA-1273, il nostro candidato vaccino contro la COVID-19, dimostrata da questo aumento dell’accordo di fornitura con la Commissione Europea», ha dichiarato Stéphane Bancel, Amministratore Delegato di Moderna.

Trump: «Inizieremo subito la distribuzione del vaccino Moderna»

«Il vaccino Moderna è stato approvato. La distribuzione inizierà immediatamente». Lo ha twittato oggi il presidente Usa Donald Trump. La vaccinazione di massa negli Stati Uniti è iniziata nei giorni scorsi con il vaccino Pfizer-BioNTech e finora sono state somministrate 49.957 dosi.

Dichiarando che il vaccino Moderna è stato approvato, Trump precede la decisione della Food and Drugs Administration che non si è ancora espressa ufficialmente. Finora hanno dato il via libera al vaccino solo gli esperti della FDA. Una decisione è attesa a breve.

USA: vaccinati in diretta Mike Pence e la moglie

Il vice presidente USA Mike Pence e la Second Lady Karen sono stati vaccinati contro la COVID in diretta tv dal personale medico dell’ospedale Walter Reed.

Il vaccino «è sicuro ed efficace. È un miracolo medico», ha detto Pence dopo aver ricevuto il vaccino. «Questo è l’inizio della fine della COVID», ha aggiunto.

L’Austria verso il terzo lockdown totale

L’Austria, per frenare la pandemia, va verso il terzo lockdown totale, dopo quello in primavera e quello a novembre. Secondo la stampa austriaca, il governo questo pomeriggio si confronterà in videoconferenza con i laender per fermare nuovamente l’intero paese dal 27 dicembre al 10 gennaio. Chiuderanno negozi ed esercizi pubblici e ci sarà un coprifuoco di 24 ore al giorno. A questo punto salterebbe - nonostante la resistenza di alcuni laender - anche la riapertura degli impianti sciistici, prevista per il 24 dicembre. Oggi si parlerà inoltre di un nuovo screening di massa a gennaio.

Via libera dagli esperti della FDA al vaccino di Moderna

Gli esperti della Food and Drug Administration (Fda) hanno dato il loro via libera all’autorizzazione di emergenza del vaccino di Moderna, con un solo astenuto. Lo riferisce la Cnn. Ora tocca alla stessa Fda dare la sua approvazione, come ha già fatto con il vaccino della Pfizer. La commissione indipendente di 20 esperti ha concluso che i benefici del vaccino superano i rischi, spianando la strada alla Fda per l’autorizzazione all’uso di emergenza per le persone dai 18 anni in su. Autorizzazione attesa per venerdì. Il vaccino è efficace al 94% nell’ultima sperimentazione clinica, alla quale hanno partecipato 30 mila volontari, senza subire gravi effetti collaterali.

Macron lascia l’Eliseo, in isolamento a Versailles

Il presidente francese Emmanuel Macron, positivo al coronavirus, ha lasciato ieri sera l’Eliseo per continuare la quarantena nella residenza ufficiale dei capi di stato a Versailles, «La Lanterne». La presidenza sottolinea che Macron - che è partito senza la première dame Brigitte - «potrà isolarsi e continuare a lavorare». Secondo l’Eliseo, Macron - che deve rimanere in isolamento almeno 7 giorni - ha la tosse e lamenta un forte affaticamento e un po’ di febbre.

Vaccino gratis in Nuova Zelanda e nelle isole del Pacifico

La Nuova Zelanda comincerà a offrire il vaccino anti COVID gratuitamente, per metà del prossimo anno, all’intera popolazione di 5 milioni e a nazioni insulari del Pacifico, incluse le Isole Cook, Samoa, Tonga e Tuvalu. Lo ha annunciato la prima ministra Jacinda Ardern, precisando che la distribuzione conterà su due nuovi accordi firmati con le compagnie farmaceutiche AstraZeneca e Novavax. Gli accordi assicurano accesso a 7,6 milioni di dosi da AstraZeneca, sufficienti per 3,8 milioni di persone, e a 10,72 milioni di dosi da Novavax, sufficienti per 5,36 milioni di persone. Entrambi i vaccini richiedono due dosi. Le date di consegna tuttavia non sono garantite, data la forte domanda globale di vaccinazioni. Intanto il Ministero della Salute ha acquistato nove grandi congelatori a meno 80 gradi, che potranno mantenere più di 1,5 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech.

Coca Cola taglia 2200 posti, 1200 negli Usa

Coca Cola intende tagliare 2200 posti di lavoro, di cui 1200 negli Usa, a causa del calo delle vendite durante la pandemia. Negli Stati Uniti, dove c’erano circa 10.400 dipendenti alla fine dello scorso anno, la riduzione rappresenta circa il 12% della forza lavoro. Ad Atlanta, sede del quartier generale, saranno eliminati circa 500 posti. Il taglio, che include uscite volontarie e involontarie, dovrebbe costare all’azienda tra i 350 e i 550 milioni di dollari.

Bolsonaro contro il vaccino di Pfizer

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha ironizzato sul vaccino anti-COVID della Pfizer, ribadendo che non si vaccinerà e mettendo in guardia la popolazione contro possibili effetti collaterali. «Io non mi vaccinerò e qualche imbecille dice che sono un cattivo esempio. Ma ho già preso il virus e quindi ho gli anticorpi, perché dovrei vaccinarmi?», ha detto parlando a un evento pubblico a Porto Seguro, nello stato di Bahia. «Alla Pfizer sono stati chiari: non ci prendiamo la responsabilità per eventuali effetti collaterali. Se diventi un alligatore è un problema tuo, se diventi un superuomo è un problema tuo, se a una donna crescerà la barba sarà un problema suo. Loro non si prendono responsabilità. E quel che è peggio, manomettono il sistema immunitario delle persone», ha aggiunto Bolsonaro. Il Paese ieri è tornato a registrare oltre mille morti in un giorno per COVID, cifra che non veniva superata dal 15 settembre. Le vittime nelle ultime 24 ore sono state 1.092, secondo il ministero della Salute. Il bilancio totale sale a 184.827 dall’inizio della pandemia. I nuovi contagi sono stati 69.826, per un totale di 7.110.434.

Giovedì 17 dicembre

(Aggiornato alle 18.25) Sono oltre 74,37 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,65 milioni, mentre i guariti superano i 48 milioni.

Boom di nuovi contagi nel Regno Unito

Picco record delle ultime settimane di contagi giornalieri da coronavirus censiti nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, con un balzo a quota 35.383, contro i 25.000 circa di ieri, sebbene con numero di tamponi quotidiani risalito da 304.000 a 364.000 e con un totale di morti in lieve calo da 612 a 532. Lo rivelano i dati diffusi stasera dal ministero della Sanità che confermano un’impennata in particolare in Inghilterra sud-orientale, tornata quasi integralmente in zona rossa; ma anche altrove nelle 4 nazioni del Regno: a cominciare dall’Irlanda del Nord dove ora si prevede un nuovo lockdown generale di 6 settimane.

Polonia in lockdown per tre settimane

La Polonia entrerà in un regime di lockdown nazionale dal 28 dicembre al 17 gennaio per arginare l’epidemia di COVID. Lo ha annunciato il ministro della Salute Adam Niedzielski, secondo quanto riporta il Guardian. Durante queste tre settimane chiuderanno hotel, piste da sci e centri commerciali.

Record di contagi in Germania, oltre 30 mila in un giorno

Record di contagi da coronavirus in Germania dove si supera la sogna dei 30.000 nuovi casi in 24 ore. Lo riferiscono fonti ufficiali. Dopo aver inizialmente annunciato 26.923 nuove infezioni nelle ultime 24 ore, il Robert Koch Institut ha indicato che dovevano essere aggiunti 3.500 nuovi casi registrati nel Land del Baden-Württemberg che non erano stati ancora conteggiati per ragioni tecniche

Pence riceverà il vaccino venerdì in un evento pubblico

Al vicepresidente Mike Pence e a sua moglie Karen venerdì sarà somministrato il vaccino contro il coronavirus. E ciò avverrà pubblicamente. Lo rende noto la Casa Bianca. Stando alla CNN, a Joe Biden la prima dose di vaccino sarà somministrata la prossima settimana. Anche in questo caso non è escluso che l’iniezione al presidente eletto sarà pubblica nel tentativo di convincere gli americani sulla sicurezza del vaccino.

Mercoledì 16 dicembre

Sono oltre 73,66 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,64 milioni, mentre i guariti superano i 47,7 milioni.

I Länder inizieranno le vaccinazioni il 27 dicembre

I ministri della Salute dei 16 Leader tedeschi si sono accordati per iniziare la campagna di vaccinazione contro il Covid il 27 dicembre, lo rivela Bild. Il ministro della Sanità Jens Spahn ha informato la conferenza dei ministri della Salute di Berlino della prevista approvazione e consegna del vaccino Biontech: è quanto ha annunciato mercoledì sera il dipartimento di Sanità del Senato di Berlino su twitter, riferendo che l’inizio della campagna vaccinale in Germania è previsto per il 27 dicembre.

Scatta il lockdown anche in Danimarca

In Danimarca scatta il lockdown totale, deciso per contrastare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il primo ministro Mette Frederiksen, precisando che le restrizioni inizieranno il 25 dicembre e termineranno il 3 gennaio. Tutti i negozi saranno chiusi, salvo gli alimentari e quelli che vendono articoli essenziali. Le scuole saranno chiuse dal 21. Il premier, citato dai media locali, ha definito «molto seria» la situazione, spiegando che poco meno della metà dei posti letto riservati al Covid-19 negli ospedali danesi sono occupati. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi nel paese hanno raggiunto il record di 3.692, con 14 morti, la cifra più alta da maggio.

A gennaio il team dell’Oms andrà a Wuhan

Un team di 10 scienziati internazionali sarà a Wuhan a gennaio per fare ricerche sulle origini del Covid-19. Lo ha reso noto l’Orgnizzzione mondiale dalla sanità (Oms), secondo quanto riporta la Bbc. La Cina non si è opposta a un’investigazione indipendente ma L’Oms ha dovuto negoziare molti mesi per ottenere l’accesso alla città. E’ lì che l’epidemia di coronavirus ha avuto inizio, probabilmente nel mercato dove venivano venduti animali vivi di ogni genere compresi quelli selvatici, una dinamica che è l’oggetto dell’indagine della squadra di esperti. Secondo un biologo che farà parte del team, Fabian Leendertz del Robert Koch Institut, «non si tratta di trovare un Paese colpevole» ma di «cercare di capire cosa è successo e poi vedere se, sulla base di questi dati, possiamo provare a ridurre il rischio in futuro».

Johnson ai britannici: «Estrema cautela a Natale»

Il Natale «è un momento dell’anno d’immensa importanza spirituale ed emotiva», ma in questo 2020 la gente deve «esercitare una cautela estrema» nei contatti con gli altri. Lo ha ribadito oggi pomeriggio il premier britannico Boris Johnson in un briefing a Downing Street. Johnson ha insistito di non voler revocare - malgrado le polemiche e le pressioni di diversi esperti - l’alleggerimento delle limitazioni sulle riunioni familiari fino a un massimo di tre nuclei non conviventi promesso da tempo per i 5 giorni fra il 23 e il 27 dicembre in tutto il Regno Unito; ma ha evocato linee guide comunque più severe sull’attuazione di questo controverso ‘rilassamento’ temporaneo. Il premier si è limitato del resto a richiamarsi «alla responsabilità» dei suoi connazionali anche nei giorni festivi, definendola «vitale». Ha poi ripetuto che la minaccia del coronavirus è ancora presente nel Paese, come altrove, pur sottolineando i progressi della campagna di vaccinazioni anti-Covid avviata dal Regno in anticipo su tutti gli altri Paesi occidentali e aggiungendo di non avere «alcun dubbio» sul fatto che gradualmente si stia «vincendo la battaglia». Riguardo ai vaccini, il premier Tory ha infine confermato che in una settimana nel Paese ne sono stati somministrati già quasi 140.000 (108.000 in Inghilterra) e - rinnovando la polemica contro i no vax - ha elogiato tutti coloro che vi si stanno sottoponendo.

Gli americani dicono sì al vaccino

La maggioranza degli americani farà il vaccino anti-COVID. Lo rivela un sondaggio della Kaiser Family Foundation. La percentuale è del 71% e vede un balzo in avanti rispetto allo scorso settembre quando si era registrato un 63%. I più titubanti a riguardo sono i residenti nelle aree rurali, gli afroamericani e gli elettori repubblicani. In totale un 15% dice che non farà il vaccino. Tra i motivi del no al vaccino, i timori per eventuali effetti collaterali oppure la sottovalutazione dei rischi legati alla COVID-19. Il processo di vaccinazione è iniziato in tutti i 50 stati Usa dallo scorso lunedì. La precedenza è stata data a medici ed operatori sanitari.

In Macedonia Nord stato di crisi fino a giugno

Il parlamento della Macedonia del Nord ha proclamato oggi lo stato di crisi nel Paese fino al 30 giugno prossimo a causa del persistere dell’emergenza sanitaria legata alla COVID-19. Secondo i media regionali, a favore hanno votato tutti i 61 deputati presenti, mentre i rappresentanti dell’opposizione erano assenti.

Il governo da parte sua ha annunciato oggi nuove misure restrittive per contenere il contagio nel periodi delle festività di fine anno. Il Paese balcanico, al pari degli altri stati della regione, è interessato da una forte ripresa dei contagi, e registra una percentuale molto alta di casi positivi rispetto ai test effettuati.

«Momento incerto, non commettiamo errori a Natale»

«Viviamo in un momento turbolento, la situazione sanitaria in Europa è estremamente incerta, l’impatto della pandemia sulle nostre economie e nostre società non ha precedenti e la minaccia continua a rimanere molto reale. Ci avviciniamo alla fine dell’anno, periodo di vacanze, ed è normale che i cittadini vogliano viaggiare e passare tempo insieme, ma non dobbiamo compiere errori siamo ancora nel bel mezzo di questa pandemia e non possiamo sederci sugli allori. La prospettiva del vaccino ci fa vedere la luce in fondo al tunnel». Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas intervenendo al Parlamento europeo. «I tre principi d’oro che guidano la Commissione europea sul vaccino sono pari accesso, prezzo accessibile e sicurezza», ha aggiunto.

Vaccino: l’UE pronta a sostenere l’avvio simultaneo nei 27 Stati membri

«La commissione è pronta a sostenere un inizio della vaccinazione nello stesso momento», in tutti gli Stati membri, «e incoraggia vivamente un approccio coordinato tra i Paesi membri. Se l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) dovesse dare la sua raccomandazione positiva il 21 dicembre, la Commissione farà in modo di dare l’autorizzazione in due giorni ed è in contatto permanente con i Paesi membri per lanciare la campagna di vaccinazione il prima possibile». Così un portavoce della Commissione europea sul vaccino anti-COVID. Da parte sua la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha detto: «Iniziamo quanto prima con la campagna di vaccinazione insieme, noi 27. Puntiamo a iniziare le vaccinazioni lo stesso giorno».

USA: oltre 2.900 morti e 201 mila nuovi casi nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore negli USA si sono contati 2.957 morti a causa della COVID e oltre 201 mila nuovi casi di contagio. Lo riporta il New York Times sulla base della sua banca dati.

L’OMS: «Mascherine in casa durante le riunioni di Natale»

Portare le mascherine durante le riunioni familiari a Natale. È la raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità per le feste. C’è un «alto rischio» di una nuova ondata di coronavirus all’inizio del 2021 in Europa, allarma l’OMS.

Gran Bretagna: quasi 140.000 vaccinazioni già fatte

Sono quasi 140.000 i vaccini anti COVID somministrati in una settimana nel Regno Unito, primo Paese al mondo ad aver dato il via libera al prototipo Pfizer/BioNTech. Lo ha annunciato oggi Nadhim Zahawi, il viceministro incaricato ad hoc dal governo Tory di Boris Johnson di sovrintendere al programma di vaccinazioni, precisando che 108.000 persone - a partire da anziani e operatori sanitari, indicati come prioritari in questa fase 1 - hanno ricevuto la prima dose in Inghilterra (che conta circa 55 milioni dei 66.5 milioni di abitanti del Regno), 18.000 in Scozia, quasi 8000 in Galles e circa 4000 in Irlanda del Nord.

Francia: «Uscita dall’epidemia tra estate e autunno 2021»

Il presidente del Consiglio scientifico francese, Jean-Francois Delfraissy, prevede un’uscita dall’epidemia del coronavirus per «l’estate o l’autunno 2021», soprattutto grazie all’avvento dei vaccini che bloccheranno la propagazione della COVID. Nell’attesa, lancia un forte appello ai francesi affinché restino prudenti, «ancora per tre o sei mesi». Intervistato dal quotidiano Le Parisien, Delfraissy afferma che la Francia è attualmente in fase di «stagnazione», con «circa 10.000-15.000 nuovi casi al giorno». Per lui, il rischio di una terza ondata «non è trascurabile», ma «bisogna fare di tutto per evitarlo», avverte. Quanto all’arrivo dei vaccini, cambierà certamente le cose, ma a suo avviso non nell’immediato. «L’arrivo dei vaccini non avrà impatto sul primo trimestre 2021 e molto poco sul secondo.

Questo inizio anno non sarà diverso dal 2020», avverte, invitando la popolazione a «tenere duro». Il premier Jean Castex e il ministro della Salute Olivier Véran sono chiamati ad esprimersi oggi dalle 16.30 dinanzi ai deputati per illustrate la strategia vaccinale della Francia.

Allarme in Sassonia: «Si deve scegliere a chi dare ossigeno»

In Germania il coronavirus sta provocando un’emergenza nel Land della Sassonia, dove, stando ai media locali, a causa del sovraccarico delle terapie intensive, ci sono stati già casi di triage. «Nei giorni scorsi siamo già stati costretti più volte a dover decidere chi riceve l’ossigeno», ha affermato un medico di Zittau, Mathias Mengel, parlando a MDR. Stando al Robert Koch Institut, l’incidenza delle nuove infezioni su 100 mila abitanti in 7 giorni è di 407.

Aumentano i casi, Israele verso nuova stretta

Crescono ancora i casi in Israele e le autorità pensano a nuove restrizioni, non escluso un lockdown parziale di varie settimane. Secondo i dati del ministero della sanità nelle ultime 24 ore le nuove infezioni sono state 2.862: il numero più alto da ottobre scorso. Sale anche il tasso di positività che è pari al 3,5% a fronte di oltre 81mila tamponi. Intanto mercoledì prossimo dovrebbero partire le vaccinazioni come indicato dal governo. A questo proposito tre leader spirituali ortodossi - i rabbini Chaim Kanievsky, Gershon Edelstein e Shalom Cohen - hanno raccomandato che le loro comunità vadano a vaccinarsi. «Ognuno che abbia questa opportunità - hanno detto - lo faccia». Le comunità haredim (ortodossi) in tutti questi mesi sono state tra le più colpite dal virus anche per la loro resistenza a rispettare le regole di distanziamento e di mascherina imposte dal governo.

Il Quebec annuncia una stretta fino all’11 gennaio

Il premier del Quebec François Legault ha annunciato una serie di nuove restrizioni tra cui la chiusura di attività non essenziali dal 25 dicembre all’11 gennaio e il telelavoro obbligatorio a partire da domani, al fine di arginare la seconda ondata di coronavirus. In particolare, saranno chiusi parrucchieri e negozi di abbigliamento, mentre i negozi di alimentari, alcolici e cannabis potranno rimanere aperti, come è avvenuto durante la prima ondata. Il Quebec, la provincia più colpita dal coronavirus in Canada, ha registrato nelle ultime 24 ore 1.741 nuovi contagi e 39 morti. «Anche se stiamo facendo meglio che altrove, resta il fatto che il livello di diffusione del virus è ancora alto», ha lamentato François Legault durante una conferenza stampa. Lo smart working sarà obbligatorio dal 17 dicembre all’11 gennaio e le scuole primarie saranno chiuse fino a quella data, una settimana in più rispetto alle solite festività. Inoltre, tutte le regioni saranno considerate rosse, ovvero alla soglia di allerta massima, dove è vietato ogni raduno. Sono però allo studio delle deroghe durante il periodo festivo, in cui gruppi al massimo di otto persone potrebbero praticare insieme attività all’aperto. E le persone single, che attualmente possono ospitare solo una persona alla volta, potranno entrare «nella bolla di un’altra famiglia» durante questo periodo. «Sono fiducioso che saremo in grado di riaprire le attività l’11 gennaio», ha affermato Legault, all’indomani dell’inizio di una storica campagna di vaccinazione in Canada, dove finora si sono registrati 473.353 casi di coronavirus e 13.627 morti.

Il vaccino Pfizer-BioNTech sarà esportato anche in Cina

La cinese FosunPharma importerà almeno 100 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech contro il nuovo coronavirus l’anno prossimo, anche se Pechino sta sviluppando i propri vaccini contro il coronavirus. I laboratori cinesi stanno lavorando a vaccini sperimentali che hanno iniziato ad essere ampiamente distribuiti nel Paese alle persone più esposte al contagio, ma senza aver ancora ricevuto formalmente il via libera dalle autorità per la commercializzazione. In un comunicato inviato alla Borsa di Hong Kong, FosunPharma precisa che BioNTech le fornirà «non meno di 100 milioni di dosi del vaccino contro il coronavirus per la Cina continentale nel 2021». FosunPharma pagherà 250 milioni di euro come anticipo per la fornitura di 50 milioni di dosi, si precisa. I due gruppi si spartiranno i profitti realizzati dalla vendita del vaccino nella Cina continentale, a Hong Kong e Macao, in misura fino a due terzi per Fosun e un terzo per BioNTech. FosunPharma è una filiale del conglomerato diversificato Fosun International, che possiede, tra l’altro, l’ex Club Mediterranee.

In Germania record di morti nel primo giorno di lockdown

Numero record di morti in Germania nel primo giorno del nuovo lockdown per contrastare la pandemia da coronavirus. Lo riferiscono fonti ufficiali. Le autorità tedesche hanno indicato oggi che i decessi sono 952 e i nuovi casi 23.427. Il numero dei morti costituisce il picco fin qui registrato nel paese. La cifra potrebbe tuttavia includere decessi risalenti a giorni precedenti, sottolinea la Bbc. Lothar Wieler, a capo del Robert Koch Institute che ha il ruolo di supervisionare l’andamento della pandemia in Germania, ha rimarcato che la situazione «è più grave di quanto sia stata finora» in quanto «il numero di casi è più alto che mai e continua a salire. C’è il pericolo che la situazione peggiori e che diventi sempre più difficile gestire la pandemia e le sue conseguenze».

Negli USA quasi 250 mila casi in 24 ore, nuovo record

Gli Stati Uniti hanno registrato un nuovo record di contagi con oltre 248.000 casi di COVID in 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University. I morti sono stati 2.706. È da 13 giorni che negli Usa si registrano oltre 200.000 casi giornalieri. Anche il numero di persone ricoverate è ai massimi dall’inizio della pandemia, con 113.000 pazienti ricoverati per COVID, secondo i dati aggiornati del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti. L’enorme campagna di vaccinazioni che è stata lanciata lunedì negli Stati Uniti, con le prime somministrazioni del farmaco di Pfizer-BioNTech, non consentirà di arginare l’attuale impennata, hanno avvertito le autorità sanitarie, perché ci vorranno diversi mesi prima che una parte sufficientemente ampia della popolazione sia immunizzata. Per questo gli esperti insistono sulla necessità di rispettare ogni precauzione, soprattutto in vista dell’avvicinarsi delle festività di fine anno.

A Londra scattano le nuove restrizioni

Dalla mezzanotte ora locale Londra è passata al livello più alto delle restrizioni anti coronavirus, infliggendo un altro duro colpo ai locali e alla cultura prima di Natale. Con il passaggio della capitale britannica alla ‘Fase 3’ teatri, pub e ristoranti dovranno chiudere, anche se sarà ancora consentito vendere e consumare cibo da asporto. Da oggi i residenti non potranno socializzare in casa con nessuno che non sia della famiglia o della «bolla di sostegno», ma ci si potrà incontrare all’esterno in gruppi fino a sei. Il segretario alla Sanità Matt Hancock ha sottolineato nei giorni scorsi che Londra ha visto un «forte aumento» dei contagi quotidiani e dei ricoveri ospedalieri. «Questa azione è assolutamente essenziale, non solo per mantenere le persone al sicuro, ma perché abbiamo visto che un’azione tempestiva può prevenire ulteriori danni e problemi a lungo termine in seguito», ha detto al parlamento. Nel livello 3, i negozi essenziali e i parrucchieri possono ancora rimanere aperti, così come le scuole ma non i luoghi di intrattenimento al coperto. Durante le feste il governo vorrebbe allentare le misure per cinque giorni consentendo spostamenti e incontri fino a un massimo di tre nuclei familiari, ma gli esperti premono affinché ciò non accada. Il British Medical Journal (BMJ) e l’Health Service Journal (HSJ) hanno avvertito che il piano potrebbe portare al collasso la sanità pubblica. «Crediamo che il governo stia per commettere un altro grave errore che costerà molte vite», hanno scritto il BMJ e HSJ in un editoriale congiunto, il secondo in un secolo. «Piuttosto che revocare le restrizioni durante il Natale come attualmente previsto, il Regno Unito dovrebbe seguire gli esempi più cauti di Germania, Italia e Paesi Bassi», hanno affermato.

Bolsonaro annuncia che non si vaccinerà

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha annunciato che non si vaccinerà contro il coronavirus. «Non mi vaccinerò, questione chiusa. Rischio la vita? È un problema mio», ha detto Bolsonaro, che dall’inizio della pandemia ha tenuto sempre un atteggiamento negazionista, nonostante sia stato contagiato dal virus. Il presidente brasiliano ha aggiunto che la vaccinazione non sarà obbligatoria e ha difeso l’uso dell’idrossiclorochina come terapia anti COVID. «Mi ha salvato la vita», ha detto. Nonostante l’aumento dei contagi in Brasile, Bolsonaro ha insistito che la pandemia «è alla fine» ed ha aggiunto che «siamo vicini all’immunità di gregge».

Svezia, ondata di dimissioni tra gli infermieri

Ondata di dimissioni di operatori sanitari a causa dello stress da COVID in Svezia: una situazione che si aggiunge a una carenza precedente all’emergenza coronavirus riporta Bloomberg, che cita le dichiarazioni di Sineva Ribeiro, presidente dell’Associazione svedese dei professionisti della salute. La situazione è «terribile», ha detto Ribeiro in un’intervista telefonica, spiegando che anche prima della pandemia c’era una «carenza di infermieri specializzati, anche nelle unità di terapia intensiva». A Stoccolma questa settimana le terapie intensive erano occupate al 99%, un dato che ha mandato nel panico l’intera capitale svedese che ha chiesto aiuti esterni. Ma anche se venissero aumentati i posti letto, rimane il problema del numero insufficiente di operatori sanitari con le competenze necessarie per assistere i pazienti più gravi.

In Giappone export in calo per il 24. mese di fila

La nuova impennata dei casi di coronavirus a livello globale torna a pesare sulle esportazioni giapponesi, in calo per il 24. mese consecutivo: la fase discendente più lunga di sempre. In base ai dati del ministero delle Finanze nipponico, nel mese di novembre l’export ha segnato una flessione del 4,2%, rispetto al meno 0,2% di ottobre, appesantito dalla contrazione del comparto auto in Europa, e nei paesi del Medio Oriente, e del flusso dei raffinati del petrolio in Australia. Nel periodo più critico della pandemia, tra marzo ed agosto, le esportazioni sono crollate a doppia cifra, per poi riprendersi gradualmente, contribuendo all’accelerazione dell’economia giapponese nel trimestre compreso tra luglio e settembre, quando il Pil ha mostrato la maggiore espansione degli ultimi 40 anni.

Martedì 15 dicembre

Sono oltre 73,03 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,62 milioni, mentre i guariti superano i 47,2 milioni.

Francia: cultura e spettacolo protestano a Parigi

Centinaia di artisti e lavoratori della cultura e dello spettacolo hanno manifestato oggi a Parigi, sulla Place de la Bastille, ma anche in molte altre città della Francia, protestando contro le misure sanitarie che hanno prorogato almeno fino al 20 gennaio la chiusura di cinema, teatri, sale da concerto e musei.

Sindacati e artisti hanno fatto ricorso al Consiglio di stato, massima istanza della giustizia amministrativa, per ottenere la riapertura anticipata. In piazza, hanno intonato slogan come «aprite i teatri», «aprite i cinema», «riapriamo la cultura». Sugli striscioni e i cartelli, si leggeva «La cultura, nutrimento essenziale», «On va mourir et meme pas sur scène» (moriremo e neppure in scena, riferimento a un celebre successo di Dalida).

Negli USA il primo visone selvatico positivo al coronavirus

Un visone nello Utah è risultato positivo al coronavirus, ed è il primo caso conosciuto in un animale selvatico libero. Lo ha annunciato il dipartimento per l’Agricoltura americano. L’agenzia ha informato l’Organizzazione mondiale per la salute degli animali, precisando come tuttavia «al momento non ci sono prove che la COVID-19 stia circolando nelle popolazioni selvatiche intorno agli allevamenti di visoni infetti».

Francia fuori dal lockdown, da oggi coprifuoco alle 20

La Francia è uscita a mezzanotte dal suo secondo lockdown del 2020 a causa della pandemia del COVID-19 ma entra in una fase di «parziale riapertura» che prevede - almeno fino al 20 gennaio - che ristoranti, bar e luoghi di cultura restino ancora chiusi.

Nella logica di questa riapertura non totale - visto che l’obiettivo di un massimo di 5000 contagi quotidiani non è stato raggiunto (sono attualmente attorno a una media di 11.000) - le autorità hanno dichiarato un «coprifuoco» come quello che ha preceduto il lockdown, ma a partire dalle 20.00. Il governo ha confermato oggi di non poter «garantire» che bar, ristoranti, cinema, teatri riapriranno - come ipotizzato finora - il 20 gennaio: «Dipenderà dal modo in cui avremo trascorso il periodo delle feste», ha detto stamattina ai microfoni di Europe 1 il premier Jean Castex.

Oggi pomeriggio, a Parigi, in place de la Bastille, manifesteranno per protesta contro la proroga del loro lockdown tutti i rappresentanti del mondo della cultura.

L’EMA autorizzerà il vaccino Pfizer il 23 dicembre

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) sarebbe pronta ad accordare l’autorizzazione al vaccino anti-COVID-19 sviluppato da Pfizer-BioNTech già il 23 dicembre. Lo scrive Bild on line citando fonti europee e del governo tedesco.

Le vaccinazioni potrebbero iniziare in Germania subito dopo Natale, e viene presa in considerazione la data del 26.

Anche stando all’agenzia di stampa italiana ANSA, che cita fonti qualificate, i tempi per l’approvazione del vaccino potrebbero diventare più stretti. L’ANSA parla di un via libera al vaccino prima di Natale, senza fornire una data precisa.

La Germania preme per iniziare ad usare il vaccino

La Germania sta facendo pressioni sulle autorità dell’Unione europea per accelerare il processo di approvazione del vaccino anti-Covid-19 di Pfizer-BioNTech, che vari Paesi, tra cui Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada, stanno già iniziando ad usare.

La cancelliera Angela Merkel e il ministero tedesco della sanità Jens Spahn chiedono all’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e ai vertici dell’Ue che il vaccino sia approvato entro il 23 dicembre e non entro il 29 dicembre come attualmente previsto, secondo quanto riferisce il quotidiano Bild citando fonti vicine al governo tedesco.

L’informazione conferma i segnali di impazienza già inviati domenica da Spahn. «Tutti i dati di BioNTech sono disponibili, Regno Unito e Stati Uniti hanno già dato la loro approvazione. La revisione dei dati e l’approvazione dell’Ema dovrebbero avvenire il prima possibile», ha detto, aggiungendo che «la fiducia nella capacità di agire dell’Unione europea dipende da questo».

Nel frattempo, anche altri Paesi come Canada, Singapore e Bahrein hanno già avviato le loro campagne di vaccinazione.

L’irritazione a Berlino è tanto maggiore in quanto il vaccino è stato sviluppato da un’azienda nazionale, BioNTech, e con una preoccupante seconda ondata di pandemia in corso.

L’Ema sta attualmente deliberando sul rilascio di autorizzazioni per diversi vaccini contro il Covid-19. Ed è stata bersaglio la scorsa settimana di un attacco informatico in cui sono stati violati documenti relativi a Pfizer e BioNTech.

Lunedì 14 dicembre

Sono oltre 72,2 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,6 milioni, mentre i guariti superano i 47,2 milioni.

Lockdown di 5 settimane in Olanda

Chiusura in vista delle feste, sulla scia della Germania, anche in Olanda, dove il premier Mark Rutte ha annunciato un lockdown duro per almeno cinque settimane dopo aver constatato che le misure più soft non sono servite ad arginare i contagi. Stop a scuole, negozi non essenziali, musei, teatri e parrucchieri. Bar e ristoranti sono chiusi da metà ottobre e così resteranno. L’annuncio, in diretta televisiva, ha scatenato qualche protesta sotto il palazzo del Governo.

Trump ritarda il piano per le vaccinazione alla Casa Bianca

Il presidente Donald Trump cambia il piano per includere i dirigenti della Casa Bianca tra i primi a ricevere il vaccino anti Covid della Pfizer, in distribuzione da oggi negli Stati Uniti. «Le persone che lavorano alla Casa Bianca dovrebbero ricevere il vaccino un po’ più tardi nel programma, salvo specifiche necessità. Ho chiesto che sia fatta questa modifica», ha twittato. Non è chiaro perchè il presidente voglia cambiare il piano per il suo entourage, che era stato confermato anche dal Consiglio di sicurezza nazionale per rafforzare la fiducia dell’opinione pubblica. «Il popolo americano deve avere fiducia che sta ricevendo lo stesso vaccino sicuro ed efficace degli alti dirigenti della Casa Bianca in base al consiglio dei professionisti della sanità pubblica e della leadership della sicurezza nazionale», aveva sottolineato John Ullyot, portavoce del consiglio della sicurezza nazionale.

Quanto allo stesso Trump, il presidente, guarito dal coronavirus dopo il ricovero in ospedale in ottobre, ha detto che non ha ancora programmato quando fare il vaccino ma di essere impaziente di farlo «al momento appropriato». In precedenza aveva sostenuto di essere immune, ma secondo gli esperti non è chiaro se le persone guarite da Covid-19 siano protette da una seconda infezione ed eventualmente per quanto.

La proposta di San Marino: «Chi non vuole il vaccino si paga le cure»

A San Marino i cittadini che sceglieranno di non fare il vaccino per la COVID-19, quando questo sarà disponibile, gratuito ma non obbligatorio, dovranno pagarsi le cure di tasca propria qualora dovessero ammalarsi per il coronavirus. È questa la proposta del segretario di Stato Roberto Ciavatta, su cui il governo sammarinese, il Congresso di Stato, sta ragionando e prenderà in breve tempo una decisione. «Gli esperti della commissione vaccini dell’Istituto di sicurezza sociale, si sono detti d’accordo - ha precisato il ministro Ciavatta - Il vaccino a San Marino sarà gratuito e disponibile per la popolazione e qualora si decida di non sottoporsi per scelta e non perché si fa parte di categorie escluse, come ad esempio gli allergici o per altri motivi sanitari, allora si dovranno pagare le cure per un eventuale contagio». La sanità sammarinese per i cittadini del Titano è totalmente gratuita. Ma in Repubblica una soluzione per i ‘no vax’ la si era già trovata qualche anno fa sulle vaccinazioni dei bambini. L’ordinamento sammarinese (legge 23 maggio 1995 n. 69- Art.7 al titolo Obiezioni) stabilisce infatti che i genitori dei bimbi non vaccinati debbano accendere un’assicurazione per danni contro terzi. «I vaccini a San Marino arriveranno dall’Italia - continua Ciavatta - sarà il ministero della Salute italiano che stornerà per noi una quota parte e quindi anche i tempi di vaccinazione della popolazione sammarinese seguiranno quelli italiani». Va da sé che San Marino avrebbe potuto acquistarli direttamente, un po’ come ha fatto la Gran Bretagna, ma per vicinanza territoriale si è optato per seguire l’Italia.

In Spagna vaccinazione dal 4 o 5 gennaio

«La vaccinazione anti-COVID in Spagna partirà dal 4 o 5 gennaio, dopo il via libera da parte dell’Agenzia europea per i medicinali», atteso per il 29 dicembre. Lo ha annunciato il ministro della Salute Salvador Illa, secondo quanto riporta El Pais.

Al via i test di massa in Francia

Sono partiti questa mattina i primi screening di massa - con tamponi anti-Covid-19 gratuiti per tutti - in due città francesi, Le Havre e Charleville-Mezieres. Nel porto della Normandia, l’obiettivo è testare 270.000 abitanti in 5 giorni. Seguiranno Roubaix e Saint-Etienne. Le operazioni a Le Havre sono cominciate questa mattina alla presenza del ministro della Salute, Olivier Véran, e del sindaco, l’ex premier Edouard Philippe. Véran aveva presentato la settimana scorsa gli screening di massa come un nuovo tentativo di mettere sotto controllo l’epidemia entro le feste di fine anno e della riapertura dopo il lockdown, in programma domani. I francesi potranno di nuovo circolare senza autocertificazione da domani su tutto il territorio, anche se il numero di casi quotidiani di contagio resta lontano dagli obiettivi dettati dal governo (5.000 al giorno).
Ieri ne sono stati registrati ancora 11.533, con 150 morti in 24 ore. «Queste operazioni - ha spiegato Véran, illustrando gli screening di massa in diverse città - sono sia un mezzo per limitare la propagazione del virus nelle collettività coinvolte, sia un modo di sperimentare la nostra strategia ‘testare, allertare, proteggere». Philippe, lanciando le operazioni nella sua città, ha sottolineato che i tamponi saranno effettuati a tutti «senza appuntamento e gratuitamente, con un risultato entro mezz’ora». «A Liverpool - ha continuato - sono riusciti a testare circa un terzo dei 500.000 abitanti in 4 giorni. Se testassimo il 50% della popolazione, sarei il più felice degli uomini! Ma saremo senza dubbio al di sotto». Nella regione delle Ardenne, lo screening riguarderà le due principali città con la loro banlieue: Charleville-Mezieres e Sedan, in tutto 123.000 abitanti, fino a venerdì, poi dal 21 al 23 dicembre e dal 28 al 30. La stessa operazione sarà lanciata in due dei territori più colpiti dalla seconda ondata, Roubaix, nel nord, e Saint-Etienne, nel centro..

In Francia la riapertura dei bar il 20 gennaio è incerta

In Francia nessuna garanzia per la riapertura di bar e ristoranti a partire dal 20 gennaio. «Non posso dirvi con certezza che riapriremo i bar e i ristoranti il 20 gennaio. Dirlo significherebbe assumersi un rischio eccessivo», ha dichiarato il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, intervistato da Franceinfo. Il ministro ha precisato che trattative sono previste per vedere come bar e ristoranti «possono ripartire». Nell’attesa, la loro riapertura resta condizionata all’evoluzione dell’epidemia.

Alla Casa Bianca le prime vaccinazioni

Lo staff della Casa Bianca, a partire dai funzionari più vicini al presidente, sarà vaccinato contro il Covid con le prime dosi in arrivo, al pari del personale medico in prima linea contro la pandemia. Lo riporta il New York Times.

L’obiettivo sarebbe quello di evitare nuovi focolai nella West Wing nelle ultime settimane dell’amministrazione Trump. Una decisione che per alcuni degli stessi interessati è destinata a dare l’impressione all’opinione pubblica che la Casa Bianca ‘salti la fila’ per difendere il presidente da un nuovo eventuale contagio.

Domenica 13 dicembre

(Aggiornato alle 17.54) Sono oltre 71,9 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,6 milioni, mentre i guariti superano i 47 milioni.

Calano casi e decessi nel Regno Unito

Calano i contagi e i decessi giornalieri causa coronavirus nel Regno Unito - rispettivamente a 18.500 circa e a 144 censiti nelle 24 ore - secondo le indicazioni diffuse oggi dal ministero della sanità. Anche se sul conteggio pesa il ritardo statistico parziale dei dati del weekend, destinati a essere recuperati di norma fra martedì e mercoledì. In cifra assoluta, le vittime ufficiali della pandemia restano intanto di poco oltre quota 64.000, un totale secondo a quello dell’Italia in Europa dopo il «sorpasso» di ieri, con un divario che cresce a circa 300 decessi in meno. Ma il trend dell’infezione, riportato sotto controllo nelle 4 settimane di lockdown nazionale bis imposto in Inghilterra fino al 2 dicembre dal governo di Boris Johnson, è tornato a far preoccupare negli ultimi giorni gli esperti, che rinnovano in queste ore gli appelli ai sudditi di Sua Maestà a non scatenarsi nello shopping prenatalizio e a misurare con cautela «i rischi» di contatti troppo stretti anche per le prossime festività di Natale, malgrado l’alleggerimento promesso delle restrizioni. Mentre già non si escludono nuovi giri di vite locali, incluso un possibile ritorno di Londra in zona rossa con ristoranti, pub e hotel chiusi.

Merkel conferma il lockdwon duro dal 16 dicembre

Il Bund e i Laender hanno deciso il lockdown più duro in Germania a partire dal 16 dicembre. Lo ha spiegato la cancelliera Angela Merkel, in conferenza stampa, confermando che il commercio al dettaglio sarà fermato dal 16 dicembre al 10 gennaio.

«Le misure stabilite il 2 novembre del non hanno agito a sufficienza», si assiste di nuovo ad un aumento dei casi di COVID «e una crescita esponenziale» del contagio, ha detto Merkel.

«Sappiamo che il sistema sanitario è già molto affaticato. Serve un’azione urgente», ha aggiunto. «L’obiettivo resta che si torni alla possibilità di ricostruire le catene di contatto» e che si raggiunga di nuovo un’incidenza di massimo 50 nuovi casi su 100 mila abitanti in sette giorni.

La Germania rischia di diventare, nella pandemia, «il caso in Europa», «per questo bisogna agire», ha da parte sua aggiunto il presidente della Baviera Markus Soeder. «Stamattina non ci sono state lunghe trattative sui dettagli, perché oggi la situazione è diversa. Il coronavirus è fuori controllo». La pandemia «è una catastrofe», ha aggiunto, che sta provocando la più grande crisi da 50 anni a questa parte.

Per le categorie colpite dal lockdown, nel contesto degli «aiuti ponte» del terzo pacchetto, il contributo massimo accessibile alle imprese sarà alzato da 200 mila a 500 mila euro, ha annunciato il ministro delle Finanze Olaf Scholz. «Dall’inizio della pandemia non abbiamo mai lasciato sole le nostre imprese», ha detto Scholz.

Record di contagi in Corea del Sud, 1.030 in 24 ore

La Corea del Sud ha registrato oggi 1.030 nuovi casi di coronavirus, il secondo record giornaliero consecutivo, mentre il Paese affronta una terza ondata di infezioni.

La Corea del Sud era stata precedentemente considerata un modello nella lotta contro la pandemia, quasi debellata a suo tempo grazie al rigore della popolazione nel rispetto delle regole e a un modello «traccia, testa e tratta» estremamente tempestivo che aveva consentito di evitare lockdown totali.

Ma una ripresa dei contagi, soprattutto nell’area della capitale, ha spinto il presidente Moon Jae-in a scusarsi su Facebook per l’incapacità della sua amministrazione nel contenere l’ultima ondata. Ieri ha definito la situazione «gravissima» dopo che le autorità avevano segnalato 950 nuove infezioni, il maggiore aumento giornaliero dall’inizio della pandemia.

Il record di sabato è stato battuto domenica con 1.002 nuovi casi trasmessi localmente, 786 dei quali concentrati nell’area di Seul, che ospita la metà dei 52 milioni di abitanti del Paese. L’aumento dei contagi nel fine settimana ha fatto seguito a diversi giorni in cui si erano attestati sui 5-600. Il picco si è avuto nonostante l’inasprimento già adottato delle regole di distanziamento sociale, che ora potrebbe subire ulteriori restrizioni.

USA: vaccinazione di massa al via da lunedì

Il vaccino Pfizer-BioNTech anti-COVID-19 arriverà lunedì mattina negli ospedali e in altri centri degli Stati Uniti, pronto per essere inoculato a milioni di americani: lo hanno fatto sapere le autorità statunitensi.

USA: superati 16 milioni di casi e 297.000 morti

Negli Stati Uniti i casi di contagio da coronavirus dall’inizio della pandemia hanno superato i 16 milioni, con un record di un milione di casi negli ultimi quattro giorni. I decessi sono oltre 297 mila. I dati sono della Johns Hopkins University

Germania: lockdown duro da mercoledì?

Angela Merkel vorrebbe introdurre il lockdown duro in Germania, con la chiusura di scuole, asili e negozi, già a partire da mercoledì prossimo. Lo scrive la Bild on line, in vista del vertice di oggi fra la cancelliera e i governatori dei Länder.

Stando ad alcuni media, la decisione fondamentale sarebbe già stata presa: per Business Insider, le misure scatterebbero al più tardi il 16. Il presidente bavarese Markus Söder ha detto alla Bild am Sonntag: «dobbiamo adottare le misure prima della metà della prossima settimana».

Sabato 12 dicembre

Sono oltre 71 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,59 milioni, mentre i guariti superano i 45,3 milioni.

Il Perù sospende la sperimentazione del vaccino cinese

Il Perù ha annunciato di aver sospeso temporaneamente, a scopo precauzionale, le sperimentazioni cliniche di un vaccino cinese contro il coronavirus dopo l’individuazione di problemi neurologici in uno dei volontari per questi test. Un volontario, secondo i media locali, aveva accusato debolezza e difficoltà a muovere le gambe. «Pochi giorni fa abbiamo segnalato, come d’obbligo, alle autorità di regolazione che uno dei nostri partecipanti ai test presentava sintomi neurologici che potevano corrispondere a una complicazione nota come Guillain-Barré», ha spiegato il capo ricercatore per le sperimentazioni cliniche del vaccino sviluppato dal laboratorio cinese SinoPharm, citato dalla stampa. La sindrome di Guillain-Barré è una condizione rara e non contagiosa in cui il sistema immunitario del paziente attacca parte del sistema nervoso periferico. In particolare, questo può portare a debolezza muscolare e perdita di sensibilità alle gambe e alle braccia. Il Perù aveva dichiarato a metà del 2019 un’emergenza sanitaria temporanea in diverse regioni del paese a causa di diversi casi di questa sindrome. Le prove del vaccino avrebbero dovuto concludersi questa settimana, dopo aver testato circa 12.000 persone. In caso di risultati positivi, che non sarebbero stati resi noti fino alla metà del 2021, il governo peruviano aveva programmato di acquistare circa 20 milioni di dosi per vaccinare i due terzi della popolazione peruviana. Il Perù, a ieri, aveva registrato 979.111 casi e 36.499 morti per il coronavirus.

Confine tra USA e Canada chiuso fino al 21 gennaio

Il premier canadese Justin Trudeau, in quello che sembra molto un ultimo dispetto nei confronti di Donald Trump, ha annunciato che il suo Paese prorogherà per altri 30 giorni le restrizioni al confine tra Canada e USA: fino al 21 gennaio dunque, il giorno dopo l’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. Fino a quella data, quindi, resterà in vigore il divieto dei viaggi «non essenziali» tra i due Paesi.

Nuovo record di contagi negli USA

Nuovo record di contagi in 24 ore negli USA: nella giornata di ieri vi sono stati 231.775 casi confermati, stando ai dati della Johns Hopkins University e al Covid Tracking Project (CTP), secondo quanto riferisce la CNN. Record anche per i ricoveri e per i decessi legati al coronavirus, 3.309, picco dall’inizio della pandemia. E sempre stando ai dati della Johns Hopkins, si registrano tutti a dicembre i cinque giorni peggiori per il numero di nuovi contagi, con l’11 dicembre - ieri- in cima alla lista nera.

Il Messico approva il vaccino Pfizer-BioNTech

L’autorità sanitaria messicana, la Cofepris, ha approvato la commercializzazione del vaccino anti COVID sviluppato dai laboratori americani Pfizer e tedesco BioNTech. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute messicano Hugo Lopez-Gatell. «Il Messico è il quarto paese la cui agenzia di regolamentazione sanitaria ha dato il via libera al vaccino della Pfizer-BioNTech», ha detto Lopez-Gatell in una conferenza stampa. Lo hanno già fatto Gran Bretagna, Bahrein e Canada.

Venerdì 11 dicembre

(Aggiornato alle 23.03) Sono oltre 70 milioni i casi totali di contagio da COVID-19 nel mondo. Secondo i dati della Johns Hopkins University, le persone colpite dal virus sono 70.000.538. I morti totali sono 1.589.964, mentre i guariti sono 45.066.004.

Gli USA comprano altri 100 milioni di dosi di vaccino

Gli Stati Uniti hanno comprato altri 100 milioni di dosi del vaccino anti-COVID della Moderna. Lo ha annunciato il ministero della Salute in un comunicato. Queste dosi si aggiungono ai 100 milioni già pre-ordinati alla società. Gli USA hanno inoltre acquistato altri 100 milioni di dosi del vaccino Pfizer/BioNTech.

In Brasile superati i 180 mila morti

Il Brasile ha superato i 180 mila morti causati dalla COVID-19. Lo ha reso noto il ministero della Salute, precisando che i decessi nelle ultime 24 ore sono stati 646, portando il bilancio delle vittime a 180.411. I casi di contagio da coronavirus confermati nel Paese sono oltre 6,83 milioni.

Record di contagi e morti in Germania

Quasi 30 mila nuovi contagi e 600 morti in 24 ore. I record segnati in Germania hanno rafforzato l’allarme della politica sul fallimento del cosiddetto ‘lockdown light’. E misure più dure, da prendere subito, sono state invocate da più parti: dalle pagine dello Spiegel, il ministro dell’Interno Horst Seehofer ha chiesto un lockdown immediato. È intervenuto perfino il capo dello Stato, Frank-Walter Steinmeier, che ha definito la situazione «serissima». Nella repubblica federale che ha attraversato in modo esemplare la prima ondata della pandemia, il sistema sanitario è in affanno, con le terapie intensive che continuano a riempirsi, e c’è chi ha chiesto di procedere subito alla serrata dei negozi e alla chiusura delle scuole, che in Germania sono - per una scelta politica condivisa - rimaste sempre aperte. Da quando è opportuno chiudere? «Da domani», ha affermato Georg Christian Zinn, dell’Istituto di igiene e prevenzione, intervistato da NTV. Le misure vanno inasprite «meglio prima che dopo», ha confermato il ministro della Salute Jens Spahn. Intanto è in agenda domenica l’incontro straordinario fra la cancelliera e i ministri presidenti dei Laender, molti dei quali oggi hanno già fatto sentire la loro voce. C’è chi ha ritirato gli «ammorbidimenti» previsti per Natale. E chi ha spinto decisamente il piede sull’acceleratore: il governatore del Baden-Wuerttemberg, Winfried Kretschmann, ha annunciato il lockdown fino al 10 gennaio; il collega del Nordreno-Vestfalia Armin Laschet ha sollevato gli scolari dall’obbligo di presenza in classe a partire da lunedì, quando i ragazzi di ottava dovranno passare inderogabilmente alle lezioni digitali. «Serve un lockdown il prima possibile», ha affermato in conferenza stampa. Neppure in Sassonia si aspetta il vertice: la situazione locale è troppo grave negli ospedali dove si rischierebbe il «triage», secondo quanto ha scritto la Bild, e la chiusura di scuole asili e negozi è imposta subito dopo il weekend. A Berlino il sindaco Michael Mueller ha annunciato ieri di voler concordare con l’amministrazione del Brandeburgo i provvedimenti da prendere, ma la linea è stata chiarita in un drammatico intervento al parlamentino locale: «Quanti morti vale un giro di shopping? E quanti una visita al ristorante, una cena a lume di candela, un andata al cinema? Vorrei sentirlo una buona volta concretamente da chi sta sempre a criticare», ha incalzato, concludendo che «il virus si sta avvicinando a tutti, è sempre meno anonimo e lontano». Secondo alcune indiscrezioni, il lockdown nella capitale potrebbe partire dal 20, ma gli sviluppi delle ultime ore non fanno escludere che domenica vi sia uno scatto più veloce, per tutti. Anche se non sarà affatto facile trovare la quadra. A meno di due settimana da Natale, è comunque sempre più diffuso il timore che le file nei negozi, gli assembramenti nelle strade, i capannelli per il vin brulé possano riavviare la crescita esponenziale del contagio. «Mi dispiace di cuore... - ma se il prezzo sono 590 morti al giorno non è accettabile», ha detto Angela Merkel in un discorso dall’inedita intensità emotiva pronunciato due giorni fa al Bundestag, dove è arrivata a mettere in guardia da una condotta che potrebbe portare «all’ultimo Natale coi nonni». Anche il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, è stato categorico: «la situazione nell’ultima settimana è peggiorata. Non viaggiate se non indispensabile, festeggiate in modo virtuale», l’appello senza giri di parole. La pressione è forte anche sugli amministratori locali: si litigherà ancora, domenica, ma nessuno sembra sottovalutare la COVID in queste ore.

In Francia 13.406 nuovi casi

Sono stati 13.406 i casi positivi alla COVID-19 registrati da ieri in Francia, stando alle cifre di Santé Publique. I decessi negli ospedali sono stati 304. A questi ne vanno aggiunti 323 registrati negli ultimi 4 giorni nelle case di riposo e negli istituti per disabili, per un totale di 57.567. Continua ad alleggerirsi la pressione sugli ospedali: ci sono 256 ricoverati per COVID-19 in meno rispetto a ieri (totale 24.975) e 75 pazienti in meno in rianimazione (totale 2.884).

Francia, 100.000 poliziotti per il coprifuoco di Capodanno

In Francia la notte di Natale sarà senza limitazioni, ma a San Silvestro ci sarà il coprifuoco.

E per assicurare il rispetto del coprifuoco dalle 20 alle 6 anche la sera dell’ultimo dell’anno, il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, ha annunciato che impiegherà oltre 100.000 poliziotti e gendarmi.

«Non ci sarà alcuna tolleranza - ha sottolineato, con riferimento al rischio di veglioni clandestini -. Poliziotti e gendarmi proteggono delle vite facendo i controlli».

Test congiunti dei vaccini AstraZeneca e Sputnik

Il ramo russo del gigante farmaceutico AstraZeneca ha dichiarato che intende utilizzare parte del vaccino Sputnik V russo in futuri studi clinici.

«Oggi annunciamo un programma di sperimentazione clinica per valutare la sicurezza e l’immunogenicità di una combinazione di AZD1222, sviluppato da AstraZeneca e dalla Oxford University, e del vaccuno Sputnik V, sviluppato dall’istituto di ricerca russo Gamaleya», afferma AstraZeneca in una dichiarazione pubblicata sul suo sito web.

Il Baden Wuerttemberg annuncia lockdown dopo Natale

Il Land tedesco del Baden-Wuerttemberg, la regione di Stoccarda, andrà in lockdown subito dopo Natale almeno fino al 10 gennaio, per fronteggiare l’aumento dei contagi da coronavirus. Lo ha annunciato il ministro-presidente Winfried Kretschmann, sottolineando che la decisione viene presa in attesa che si arrivi a un accordo federale sulle misure anti-Covid.

La Germania è in semi-lockdown dal 2 novembre ma da più regioni è arrivata la richiesta di un’ulteriore stretta.

In Russia 613 morti in un giorno

In Russia nelle ultime 24 ore sono stati accertati 613 decessi provocati dal Covid-19: il massimo in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Stando ai dati ufficiali, oggetto di numerose critiche, sono 45.893 le persone morte nel Paese a causa della malattia. Il centro operativo nazionale anticoronavirus riporta inoltre che nel corso dell’ultima giornata si sono registrati 28.585 nuovi contagi, di cui 7.215 nella sola Mosca, portando a 2.597.711 il totale dei casi di Covid-19 finora accertati in Russia.

Il vaccino Sanofi-Gsk solo a fine 2021: test inferiori alle attese

Il vaccino anti-Covid Sanofi-Gsk non sarà pronto prima della fine del 2021. Lo hanno reso noto le due aziende farmaceutiche, spiegando che i risultati ottenuti dai primi test clinici sono stati inferiori alle attese. Il programma «è stato ritardato per migliorare la risposta immunitaria negli anziani», hanno detto i gruppi - francese e britannico - in un comunicato. Ora contano sulla disponibilità di un vaccino nel quarto trimestre del prossimo anno. Inizialmente speravano di presentare una domanda di approvazione nella prima metà del 2021 e consegnare un miliardo di dosi nello stesso anno.

Falsi positivi, stop ai test del vaccino australiano

Le sperimentazioni cliniche del vaccino contro il Covid-19 in via di sviluppo in Australia dall’Università del Queensland e dall’ente di biotech Commonwealth Serum Laboratories (Csl) sono state abbandonate, dopo che alcuni partecipanti hanno riportato falsi risultati positivi all’Hiv. Il vaccino è uno dei quattro che il governo australiano si è impegnato ad acquistare, e ne aveva ordinate 52 milioni di dosi. Il primo ministro Scott Morrison ha annunciato che aumenterà le ordinazioni già in corso dai colossi farmaceutici AstraZeneca e Novavax. In un comunicato alla Borsa australiana, Csl ha annunciato che non procederà con la seconda e terza fase delle sperimentazioni su 216 volontari, ma ha sottolineato che il vaccino ha «un forte profilo di sicurezza». Ha spiegato che il vaccino ha generato anticorpi addizionali, che hanno fatto scattare alcuni test diagnostici per l’Hiv producendo falsi positivi, ma ha assicurato che non vi è alcuna possibilità che il vaccino abbia causato infezione di Hiv, come confermato dai test follow-up, o altre implicazioni avverse di salute. Saranno ora necessari «cambiamenti significativi» alle procedure di test Hiv, perché il vaccino possa essere utilizzato su larga scala. Il vaccino S-Spike dell’Università del Queensland, basato su una tecnologia detta ‘molecular clamp’, o ‘morsetto molecolare’, usa due frammenti di una proteina che si trova nell’Hiv, impiegandoli per tenere insieme la parte chiave del virus SARS-Cov-2 e consentire quindi al sistema immunitario di imparare a riconoscerlo.

Vaccino Pfizer BioNtech, attesa l’autorizzazione nel weekend

Il vaccino della Pfizer BioNtech contro il Covid-19 potrebbe ricevere la piena ‘autorizzazione all’uso di emergenza’ della Food and drug administration (Fda) già sabato o domenica. Lo dice il New York Times, citando fonti vicine all’Agenzia. Il commissario della Fda, Stephen Hahn, si è imitato a dire in una intervista che l’ente intende agire ‘rapidamente’. La raccomandazione odierna del comitato di esperti della Fda in favore della approvazione negli Usa della prima immunizzazione contro il Sars-Cov-2 sta facendo scattare il conto alla rovescia: i lavoratori della sanità americani sperano di ricevere le prime dosi già la prossima settimana. I dirigenti di ‘Operation Warp Speed’ hanno garantito la spedizione del vaccino entro 24 ore dall’ok della Fda. Il primo lotto conterrà 6,4 milioni di dosi. Il comitato consultivo della Fda ha votato a favore dell’ok al prodotto con 17 voti a favore, quattro contrari e un astenuto.

In Giappone suicidi in aumento per il quinto mese di fila

Crescono per il quinto mese di fila i suicidi in Giappone, complice la pandemia del coronavirus, che ha esasperato situazioni di difficoltà già presenti nel Paese. Nel mese di novembre, secondo l’Agenzia nazionale di polizia, il numero di persone che si sono tolte la vita è salito dell’11,3% a quota 1.798, con un totale che da inizio anno raggiunge le 19.101 unità. La capitale Tokyo è la prefettura che guida il triste primato, con 198 suicidi, seguita dalla regione di Kanagawa, a sud della metropoli, con 116. In una conferenza stampa il capo di Gabinetto, Katsunobu Kato, ha detto che le ragioni dietro il rapido incremento dei suicidi sono attribuibili a situazioni di povertà, violenza domestica e le difficoltà incontrate dai genitori nell’allevamento dei figli, tutti problemi esasperati dalla diffusione prolungata del Covid-19.

I contagi in Germania continuano ad aumentare

Il numero di casi di contagio in Germania, nelle ultime 24 ore, è cresciuto, come riferisce l’Istituto Robert Koch, di 29’875 unità. I decessi legati alla malattia sono stati, sempre nelle ultime 24 ore, 598. Globalmente, la Germania conta finora 1’272’078 casi di contagio e 20’970 decessi.

Giovedì 10 dicembre

Sono oltre 69,22 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I morti totali sono più di 1,57 milioni, mentre le persone guarite superano i 44,59 milioni.

Francia, musei, teatri e cinema ancora chiusi

Musei, teatri e cinema - che avrebbero dovuto riaprire dal 15 dicembre in Francia per la fine del lockdown - rimarranno chiusi «altre tre settimane»: lo ha annunciato il premier Jean Castex annunciando una riapertura «ridotta» visti i risultati non soddisfacenti della diminuzione dei contagi.

Il coprifuoco che avrebbe dovuto prendere il posto del lockdown sarà anticipato di un’ora, dalle 21 alle 20, ma «sarà fatta eccezione per la notte di Natale».

Dal 15 dicembre, data in cui si riaprirà parzialmente il Paese, i francesi potranno tornare a circolare liberamente e senza autocertificazione, eccetto le ore di coprifuoco, dalle 20 alle 6 del mattino. In questo arco di tempo sarà necessaria l’autocertificazione.

Tutti potranno spostarsi da una regione all’altra. «Natale - ha detto il primo ministro Jean Castex annunciando che per la notte fra il 24 e il 25 tutti gli spostamenti saranno liberamente consentiti - occupa un posto a parte nelle nostre vite e nelle nostre tradizioni».

Vaccino Sputnik somministrato a 15 mila russi

A oltre 150’000 cittadini russi è stato somministrato il vaccino sperimentale contro il coronavirus Sputnik V: lo sostiene Aleksander Gintsburg, a capo del centro di ricerca Gamaleya che ha sviluppato il vaccino, ancora nella terza e ultima fase dei test clinici. «Si tratta del numero più alto di persone vaccinate contro il Covid-19 rispetto a qualunque altro Paese al mondo in cui si usa un preparato simile», ha detto Gintsburg in tv stando a quanto riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass. L’ufficio della vice premier Tatyana Golikova ha dichiarato che la vaccinazione contro il Covid-19 inizierà prima della fine di questa settimana in tutte le regioni della Russia. Il 2 dicembre Putin ha ordinato a Golikova di cominciare la vaccinazione su larga scala alla fine della settimana adesso in corso. Sabato la vaccinazione è stata aperta a Mosca ai lavoratori considerati più a rischio: medici, infermieri, insegnanti e assistenti sociali. Ad agosto Putin aveva annunciato la registrazione dello Sputnik V presentandolo come il primo vaccino al mondo contro il Covid nonostante la fase finale dei test clinici non fosse ancora neanche iniziata. La sperimentazione tuttora non è ancora stata completata, ma secondo gli sviluppatori lo Sputnik V avrebbe un’efficacia del 95% e non presenterebbe gravi effetti collaterali.

Primo caso di reinfezione in Brasile

Primo caso confermato di reinfezione da COVID-19 in Brasile. Una dottoressa di 37 anni residente nello stato di Rio Grande do Norte si è infettata la prima volta nel giugno scorso e la seconda in ottobre. Lo rivela il ministero della Salute brasiliano. Il sequenziamento genetico ha confermato che la donna si è infettata con due ceppi differenti del virus.

In Germania la situazione è peggiorata

In Germania «la situazione resta come prima molto seria, anzi nell’ultima settimana è peggiorata». Lo ha detto Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institut, in conferenza stampa a Berlino.

«Il plateau è a un livello molto alto, e i casi aumentano», ha aggiunto. I 23.679 nuovi casi in 24 ore sono un nuovo record, rispetto all’intero periodo della pandemia.

Wieler ha sottolineato che i sanitari sono «esausti» e che «aumentano i focolai nelle case di cura per anziani».

Terapie intensive al collasso a Stoccolma, piene al 99%

Il 99% dei letti in terapia intensiva a Stoccolma sono occupati da pazienti Covid e non. Lo ha annunciato il direttore sanitario regionale, Bjorn Eriksson, in una conferenza stampa riportata dal quotidiano svedese The Local.

Si tratta della prima volta dall’inizio della pandemia di coronavirus. Durante la prima ondata, nella capitale svedese erano stati aumentati i posti in terapia intensiva fino a 160 ma adesso sono quasi al completo.

Eriksson ha rivolto un appello a non «assembrarsi nei negozi per lo shopping di Natale, nei locali per un bicchiere dopo il lavoro anche se è quello che vogliamo fare. Le conseguenze sono orribili».

Bielorussia, sospensione del transito ai confini

La Bielorussia sospenderà l’uscita dal Paese attraverso i valichi di frontiera terrestri tra dieci giorni a causa della pandemia di coronavirus. Lo riporta Interfax. La risoluzione del governo bielorusso del 7 dicembre 2020, oggi pubblicata ufficialmente sul portale internet nazionale per le informazioni legali, ordina una «sospensione temporanea dell’uscita attraverso il confine di stato della Repubblica di Bielorussia per i cittadini della Repubblica di Bielorussia e per i cittadini stranieri in possesso di un permesso di soggiorno permanente o temporaneo nel territorio della Repubblica di Bielorussia». La misura si applica agli attraversamenti con veicoli, ai punti di attraversamento veloce, agli attraversamenti nei terminali ferroviari (stazioni) e agli attraversamenti nei porti fluviali. L’uscita dal Paese può essere consentita solo «in casi eccezionali accompagnati da circostanze di emergenza, nonché per garantire gli interessi nazionali della Repubblica di Bielorussia su decisione del presidente del Comitato di confine di Stato o di un funzionario da lui autorizzato».

Il documento elenca anche coloro che sono esenti dal provvedimento, come i diplomatici, le persone che escono dal Paese a causa di una grave malattia o del decesso di un parente stretto o di un coniuge, i cittadini bielorussi con permesso di soggiorno all’estero o altri documenti validi che confermano il loro diritto di risiedere permanentemente in uno Stato straniero e che lasciano la Bielorussia per il loro luogo di residenza permanente. La restrizione entra in vigore dieci giorni dopo la pubblicazione ufficiale della relativa risoluzione. Il 1° novembre scorso la Bielorussia ha temporaneamente chiuso il confine a stranieri e non cittadini.

Altri 27 mila casi in Russia

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 27.927 contagi di Covid-19 e 562 persone sono morte a causa della malattia: lo riporta il centro operativo nazionale anticoronavirus. Le zone con il maggior numero di nuovi casi sono Mosca, con 6.730 contagi nel corso dell’ultima giornata, e San Pietroburgo, con 3.774. Altri 1.351 contagi sono stati accertati nella regione di Mosca. Stando ai dati ufficiali, dall’inizio dell’epidemia in Russia si sono registrati 2.569.126 casi di Covid-19 e 45.280 decessi provocati dal morbo.

Superati i 20 mila decessi in Germania

Il numero delle vittime della pandemia, e cioè dei pazienti morti con e per la COVID in Germania, ha superato la soglia dei 20.000: stando al Robert Koch Institut, con i 440 decessi registrati nelle ultime 24 ore, il bilancio sale a 20.372.

Negli USA boom di morti e contagi dopo il Ringraziamento

Gli Stati Uniti hanno riportato più di 3.000 morti per COVID-19 in 24 ore e oltre 220.000 nuove infezioni, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I funzionari sanitari statunitensi si aspettavano un tale aumento, dopo che milioni di americani hanno viaggiato per il Ringraziamento due settimane fa nonostante gli appelli a rimanere a casa. La California ha registrato ieri la cifra record di oltre 30.000 nuovi casi di coronavirus. Paese più colpito al mondo in termini assoluti dalla pandemia, gli USA contano finora un totale di 15,38 milioni di contagi e 289 mila decessi.

Mercoledì 9 dicembre

(Aggiornato alle 21.03) Ha superato quota 68,64 milioni il numero dei contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I morti totali sono 1,56 milioni, mentre le persone guarite sono 44,18 milioni.

In Germania più morti e pazienti gravi che in primavera

Il numero delle vittime e dei pazienti nelle terapie intensive in Germania è decisamente più alto che nella scorsa primavera «e a questo non ci si può rassegnare». Lo ha detto la portavoce del governo tedesco Martina Fiez, in conferenza stampa a Berlino, tornando sul discorso di stamattina di Angela Merkel al Bundestag. «I dati sono troppo alti, finora non sia è riusciti a farli calare e non si intravvede un’inversione. Addirittura in alcune regioni aumentano», ha detto. «Anche il triste numero delle presenze nelle terapie intensive (4200 posti occupati) e quello delle vittime è decisamente più alto che in primavera». «Con 590 in 24 ore non ci si può rassegnare», ha aggiunto.

No al vaccino per chi ha avuto reazioni allergiche

L’autorità nazionale di controllo sui farmaci britannica (Mhra) ha raccomandato oggi di non sottoporre a vaccinazione anti-Covid chi ha alle spalle una storia di «significative» reazioni allergiche. L’indicazione è arrivata dopo che due delle centinaia di persone a cui è stato somministrato il vaccino Pfizer/Biontech nel Regno Unitio - primo Paese ad aver dato il via ieri alla distribuzione pubblica, dopo il via libera dato nei giorni scorsi dalla stessa Mhra - hanno avuto reazioni allergiche. Le persone colpite da reazione allergica nella prima giornata di vaccinazione sono due operatori sanitari di case di cura e ricovero vaccinati nella prima categoria di priorità assieme a un contingente iniziale di degenti ultraottantenni di queste strutture, ha poi confermato il servizio sanitario nazionale dell’Inghilterra (Nhs England). Non senza precisare che tutti gli ospedali coinvolti nella distribuzione del vaccino Pfizer sono stati avvertiti dell’accaduto e informati della raccomandazione della Mhra di evitare la somministrazione a chi abbia avuto in passato episodi seri di allergia. Si tratta di procedure standard, ha poi minimizzato il professor Stephen Powis, direttore medico dell’Nhs in Inghilterra, osservando come sia «comune che la Mhra suggerisca cautele in caso di nuovi vaccini per le persone con una storia significativa di allergie». Powis ha inoltre assicurato che i due sanitari dell’Nhs andati incontro ieri a reazioni di questo tipo dopo la vaccinazione anti-Covid non sono in gravi condizioni e «stanno entrambi riprendendosi bene».

L’Occidente fa incetta di vaccini, a rischio i Paesi poveri

Nove persone su dieci in almeno 70 Paesi a basso reddito rischiano di non potersi vaccinare contro la COVID-19 il prossimo anno perché la maggior parte dei vaccini in arrivo è stata acquistata dall’Occidente. Questo nonostante Oxford-AstraZeneca si sia impegnata a fornire il 64% delle sue dosi alle persone nei Paesi in via di sviluppo. È quanto denuncia People’s Vaccine Alliance, organizzazione che raggruppa Amnesty International, Frontline AIDS, Global Justice Now e Oxfam. Mentre le prime persone vengono vaccinate nel Regno Unito, l’organizzazione avverte che gli accordi conclusi dai governi dei Paesi ricchi lasceranno quelli poveri in balia della pandemia. I Paesi ricchi con appena il 14% della popolazione mondiale si sono assicurati il 53% dei vaccini già pronti. Il Canada ha acquistato più dosi di qualsiasi altra popolazione, abbastanza per vaccinare ogni canadese cinque volte, sostiene People’s Vaccine Alliance. «A nessuno dovrebbe essere impedito di ottenere un vaccino salvavita a causa del Paese in cui vive o della quantità di denaro che ha in tasca», ha affermato Anna Marriott, responsabile delle politiche sanitarie di Oxfam, riferisce il Guardian online. «Ma a meno che qualcosa non cambi radicalmente, miliardi di persone in tutto il mondo non riceveranno un vaccino sicuro ed efficace per la COVID-19 negli anni a venire». Le forniture del vaccino Pfizer/BioNTech, approvato nel Regno Unito la scorsa settimana, andranno quasi tutte ai Paesi ricchi: il 96% delle dosi, infatti, è stato acquistato dall’Occidente. Anche il vaccino Moderna, con un’efficacia del 95%, andrà esclusivamente nei Paesi ricchi. I prezzi di entrambi i vaccini sono alti e l’accesso per i Paesi a basso reddito sarà complicato dalle temperature ultra basse alle quali devono essere conservati, denuncia ancora People’s Vaccine Alliance.

«Con il vaccino, virus sotto controllo negli USA nella seconda metà del 2021»

«Se verranno vaccinate abbastanza persone il virus potrà essere riportato sotto controllo negli USA nella seconda metà del 2021». Lo ha detto Anthony Fauci, dopo che Joe Biden ha promesso 100 milioni di dosi nei primi 100 giorni della sua presidenza. «Tutto dipenderà dalla capacità di mettere a punto un programma di distribuzione del vaccino in maniera adeguata ed aggressiva», ha aggiunto il noto immunologo.

Martedì 8 dicembre

Sono oltre 67,9 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,55 milioni, mentre i guariti superano i 43,7 milioni.

In Francia 13.713 nuovi casi

È ancora lontana quota 5.000 contagi al giorno, la soglia necessaria stabilita dal presidente Emmanuel Macron per decretare la fine del lockdown il 15 dicembre in Francia. Sono stati 13.713 i nuovi casi da ieri, anche se il totale di oggi è gonfiato dai ritardi nei tamponi della domenica (ieri il totale era stato di 3.411). Sono stati 377 i morti nelle ultime 24 ore negli ospedali, ai quali si aggiunge la somma di quattro giorni di decessi nelle case di riposo (454), per un totale di vittime dall’inizio della pandemia di 56.352. Sono scesi a 3.088 i pazienti in rianimazione (-110 rispetto a ieri) e a 25.914 i ricoveri per coronavirus (-451 rispetto a ieri).

«Il vaccino Pfizer è efficace e sicuro»

La Food and Drug Administration statunitense afferma in un rapporto postato online che la sperimentazione del vaccino Pfizer ha mostrato come il prodotto sia molto «efficace» nel prevenire il coronavirus e incontri i criteri necessari sul fronte della sicurezza, non sollevando particolari preoccupazioni. La riunione in cui la Fda dovrebbe dare il via libera alla somministrazione del vaccino è attesa in settimana. Il mese scorso Pfizer e BioNTech avevano annunciato che il loro vaccino ha un efficacia al 95% dopo due dosi amministrate a distanza di tre settimane. La nuova analisi della Fda mostrerebbe come la protezione parta molto prima. Inoltre il vaccino in fase di sperimentazione avrebbe funzionato molto bene su tutti i volontari, indipendentemente dalle origini, dal peso e dall’età. Nessun problema serio di sicurezza sarebbe stato riscontrato, anche se molti dei partecipanti alla sperimentazione avrebbe sofferto di effetti collaterali come mal di testa e febbre.

Più di venti milioni di casi in Europa

Sono più di 20 milioni i casi di COVID-19 rilevati finora in Europa. È quanto risulta da un conteggio effettuato dall’Afp sulla base di dati ufficiali dei vari paesi.

Nuovo lockdown in Sassonia, chiusi negozi e scuole

Il Land della Sassonia, in Germania, torna al lockdown: da lunedì prossimo saranno chiuse le scuole, gli asili infantili e i negozi, per tentare di far calare il numero dei contagi.

Il Giappone approva un piano di stimolo da 580 miliardi di euro

Il governo giapponese ha approvato un nuovo piano di stimolo del valore di 73.600 miliardi di yen, l’equivalente di 580 miliardi di euro per sostenere l’economia durante l’emergenza causata dalla pandemia del coronavirus. Si tratta di misure a favore delle imprese, dell’economia sostenibile e del digitale.

Nel corso di un incontro pomeridiano con il consiglio dei ministri, il premier Yoshihide Suga ha detto che il pacchetto di aiuti servirà a sostenere l’occupazione, fornire maggiori garanzie alle attività commerciali a dare un sostegno alle imprese che favoriscono lo sviluppo sostenibile e l’economia digitale.

Gli incentivi riguarderanno anche nuove misure di supporto agli ospedali e alle case di cura, e appoggio a livello finanziario per i business in difficoltà. Suga ha inoltre ribadito che l’esecutivo continuerà e rendere operativa la campagna di promozione del turismo domestico, tramite sussidi ai viaggi regionali; una misura criticata dall’opposizione perché considerata uno dei fattori della recente ascesa delle infezioni di COVID-19.

Nell’anno fiscale in corso - prima della compilazione di quello odierno, il Parlamento nipponico aveva approvato due budget supplementari per un valore complessivo di oltre 57.000 miliardi di yen. Il Giappone ha un rapporto debito/PIL che supera di gran lunga il 200%, ed è il più elevato tra le nazioni industrializzate.

Germania, i casi superano quota 1,2 milioni

Il bilancio dei casi di coronavirus in Germania ha superato la soglia degli 1,2 milioni: è quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University: secondo l’università americana ad oggi nel Paese sono stati registrati 1.200.006 contagi, inclusi 19.434 decessi. Dall’inizio della pandemia in Germania sono guarite 888.701 persone.

Al via le vaccinazioni in Gran Bretagna

La Gran Bretagna, prima fra i paesi europei, dà il via oggi alle vaccinazioni contro il coronavirus. Nella prima fase il preparato della Pfeizer/BioNTech sarà distribuito a meno dello 0,1% della popolazione, le persone più vulnerabili. Tra i primi a farsi vaccinare figurano anche la regina Elisabetta II e il principe Filippo.

Il duro blocco tedesco dopo Natale

Vacanze di Natale più lunghe, e negozi chiusi, subito dopo il 27 dicembre. È questo il cuore del lockdown duro che avrebbe in agenda Angela Merkel, alla presa con la sfida di ridurre il numero dei nuovi contagi da Covid in Germania, assestati su una soglia troppo alta, nonostante le misure finora disposte. Secondo la Bild, il piano prevede che dal 27 dicembre fino al 3 o al 10 gennaio, la maggior parte dei negozi verrebbe chiusa (con l’eccezione dei supermercati). Inoltre le vacanze di Natale potrebbero essere anticipate di una settimana e prolungate di un’altra. Ieri Merkel ha mostrato la sua frustrazione per gli sviluppi della pandemia, in una riunione dell’Unione (CDU-CSU), nel corso della quale, stando a fonti presenti, ha chiarito che con le misure attuali non si possa affrontare l’inverno. «Col principio della speranza non andiamo avanti», ha detto. Secondo il tabloid di Axel Springer però, anche stavolta non sarà facile imporre nuove misure: i primi Laender fanno già resistenza di fronte a questo scenariostarebbe pianificando un blocco totale. Solo i negozi di alimentari dovrebbero rimanere aperti. Anche le vacanze scolastiche dovrebbero iniziare una settimana prima e in seguito essere prolungate. Le misure dovrebbero essere applicate fino al 10 gennaio. I ristoranti, le strutture ricreative, i centri fitness e cosmetici sono attualmente chiusi. Se il piano della Merkel verrà attuato, a partire dal 27 dicembre interesserà altre attività, come i parrucchieri.

Lunedì 7 dicembre

Sono oltre 67,4 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,54 milioni, mentre i guariti superano i 43,2 milioni.

Vaccino, priorità agli americani

Donald Trump si accinge a firmare nelle prossime ore un decreto per assicurare la priorità del vaccino ai cittadini americani, limitando gli sforzi per aiutare altri Paesi. Lo riportano alcuni media tra cui Fox News e Nbc. Il provvedimento - spiegano fonti dell’amministrazione - sarà in linea con la dottrina dell’America First e prevede di fornire il vaccino ad altri Paesi «solo una volta che è stata soddisfatta l’esigenza del popolo americano».

Reali danesi in quarantena

La famiglia del principe ereditario danese Frederik è in quarantena dopo che il figlio maggiore, il quindicenne principe Christian, è risultato positivo al coronavirus, secondo quanto annunciato dalla casa reale. Il principe è risultato positivo in seguito alla scoperta di un caso nel college che frequenta, ha precisato la corte in un comunicato, e non ha avuto contatti con altri membri della famiglia reale, inclusa la nonna, la regina Margrethe, con la sola eccezione dei suoi genitori e di tre fratelli. La famiglia si isolerà nel cosiddetto Palazzo di Frederik VIII dove risiede, finché non sarà certificata la fine dell’isolamento. Il figlio maggiore del principe ereditario Frederik, 51 anni, e sua moglie Mary, è il secondo nella linea di successione. Sua nonna, la famosissima Margrethe II, ha festeggiato il suo ottantesimo compleanno in primavera. È sul trono dal gennaio 1972 e ha avvisato che «rimarrà lì finché potrà».

Nuovo lockdown in Danimarca, chiuse scuole e locali

La Danimarca ha deciso di chiudere scuole medie e superiori, bar, caffè e ristoranti nell’area più colpita dalla seconda ondata di coronavirus, tra cui la capitale Copenaghen. Lo riporta il Guardian. «Il tasso di contagi è troppo alto, la situazione è preoccupante», ha detto la premier Mette Frederiksen annunciando le nuove misure. Stop anche a cinema, teatri, palestre e biblioteche. A Natale gli incontri dovranno essere limitati a un massimo di dieci persone. La Danimarca era riuscita ad evitare il lockdown a ottobre e novembre. Le nuove restrizioni colpiranno 38 municipalità. Per bar e ristoranti sarà consentito il servizio di asporto. Il mini lockdown resterà in vigore fino al 3 gennaio. I casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore sono 2.046 un record per il paese di 5,8 milioni di abitanti, con il timore delle autorità sanitarie di arrivare a 4.000 a al giorno sotto Natale.

Cremlino, in Russia non è necessario un lockdown

Il Cremlino considera sufficienti le misure adottate in Russia per contrastare l’epidemia di Covid-19 e non ritiene vi sia al momento la necessità di imporre un lockdown: lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti.

«L’attuale livello di organizzazione del processo di contrasto alla pandemia e della fornitura alle persone di assistenza sanitaria è sufficiente per non introdurre lockdown di alcun genere», ha affermato Peskov.

Precedentemente, le agenzie russe avevano riportato che il ministro della Salute russo, Mikhail Murashko, aveva suggerito di introdurre delle «restrizioni nei viaggi, in particolare tra i soggetti della Federazione e in alcuni casi all’interno di un soggetto della Federazione in modo da contenere l’infezione».

Poi l’assistente del ministro, Aleksey Kuznetsov, ha però affermato che «il ministero della Salute russo non propone alcuna restrizione aggiuntiva ai viaggi all’interno del territorio della Federazione Russa» e che il commento di Murashko «sulla possibilità di restrizioni agli spostamenti» era stato «citato fuori contesto».

In Germania le misure adottate finora «non bastano»

Le misure finora adottate in Germania per affrontare la seconda ondata di coronavirus «non bastano». È quello che ha detto il ministro dell’Economia, Peter Altmaier, annunciando la necessità di nuove consultazioni nei prossimi giorni, e nelle prossime settimane, per affrontare la situazione. Lo sviluppo dei numeri delle nuove infezioni «è ben lontano dalle nostre attese», ha affermato.

In Baviera «lo stato di calamità è necessario»

«Non è quello che desideriamo fare, ma dobbiamo fare quel che è necessario». Il ministro-presidente della Baviera, Markus Söder, ha motivato così, parlando oggi all’ARD Morgenmagazin, la scelta di dichiarare «lo stato di calamità naturale» nella regione del sud della Germania a causa del Coronavirus.

Una decisione presa ieri nel corso di una riunione speciale del governo locale, e che sarà sottoposta al voto del Landtag, il parlamento locale, domani.

La Baviera ha annullato l’ammorbidimento delle regole anticovid, previsto per il periodo di Natale e Capodanno, concordato recentemente a livello federale, e ha inasprito le misure per le scuole, dove dall’ottava classe (più o meno equivalente al primo anno delle superiori) è previsto un sistema ibrido, con l’alternanza fra le lezioni online e in presenza.

Nelle città che superano le 200 nuove infezioni in sette giorni su 100 mila abitanti, è previsto inoltre un divieto di uscita notturno.

Altri 28 mila casi in Russia

In Russia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 28.142 casi di coronavirus, portando il totale delle infezioni a quota 2.488.912 in totale. I morti sono stati invece 456, per un totale di 43.597. Lo riporta il centro nazionale per la lotta al virus nel suo bollettino quotidiano, ripreso dai media.

Oltre 12 mila contagi in Germania

12’322 persone sono risultate essere positive al nuovo coronavirus nelle ultime 24 ore in Germania (totale: 1’183’655). Si tratta di quasi un terzo di casi in meno rispetto a domenica, quando ne sono stati segnalati 17’767. L’istituto per le malattie infettive Robert Koch segnala inoltre 147 nuovi decessi, ancora in calo rispetto a domenica (255), per un totale di 18’919 dall’inizio della pandemia.

Domenica 6 dicembre

Sono oltre 66.65 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono più 1,53 milioni, mentre i guariti superano i 42,90 milioni.

La Baviera decreta lo stato di calamità

La Baviera ha decretato lo stato di calamità imponendo un lockdown ancora più severo per contenere l’epidemia di COVID-19. Il Land tedesco ha imposto il divieto di uscire di casa a partire da mercoledì, salvo necessità (lavoro o scuola), perché le restrizioni in vigore non sono bastate a contenere la propagazione del virus, ha spiegato il governo bavarese, secondo quanto riporta Bloomberg. «La situazione purtroppo è grave, dobbiamo fare di più, dobbiamo agire», ha detto il governatore Markus Söder. La cancelliera tedesca Angela Merkel e i leader dei 16 Länder tedeschi questa settimana hanno deciso di estendere il semilockdown fino al 10 gennaio. Ma secondo il sistema federale tedesco, ogni autonomia ha il diritto di decidere se imporre le proprie restrizioni. Söder ha indicato che ora in Baviera verrà applicato il coprifuoco dopo le 21.00 nelle aree considerate focolai, ossia con più di 200 nuovi casi ogni 100’000 abitanti alla settimana. Alle scuole verrà chiesto di passare all’insegnamento on line per gli studenti più grandi.

Iran, 11.561 casi e 294 morti in 24 ore

L’Iran ha registrato 11.561 nuovi casi di coronavirus e 294 decessi provocati dalla malattia nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi la portavoce del ministero della Sanità, Sima Lari.

I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 1.040.547 e quello dei morti a quota 50.310.

Attualmente 5.809 si trovano in terapia intensiva, mentre finora 730.798 persone sono guarite. Dall’inizio della pandemia sono stati eseguiti 6.387.019 test.

Un nuovo caso locale nella Cina continentale

Diciotto nuovi casi confermati di COVID-19 sono stati segnalati ieri in Cina continentale, di cui uno solo trasmesso a livello locale a Tianjin. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese. Non sono stati segnalati nuovi decessi.

I 17 casi importati da fuori la Cina continentale sono stati riportati a Shanghai, in Fujian, nel Guangdong, nel Sichuan, nello Yunnan e nello Shaanxi.

Russia, oltre 29 mila casi in 24 ore, un nuovo record

La Russia ha registrato oltre 29 mila nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, il livello più alto mai segnato dall’inizio della pandemia. È quanto emerge dai dati ufficiali, riportati dalla CNN.

I nuovi contagi (29.039) portano il bilancio complessivo delle infezioni a quota 2.460.770, inclusi 43.141 morti (di cui 457 nelle ultime 24 ore).

Germania, in calo il bilancio giornaliero dei morti

La Germania ha registrato 255 morti provocati dal coronavirus nelle ultime 24 ore, poco più della metà rispetto al record assoluto di decessi giornalieri segnato mercoledì scorso (487): lo ha reso noto l’Istituto Robert Koch sottolineando che attualmente il bilancio complessivo delle vittime è a quota 18.722. Lo riporta la CNN.

Allo stesso tempo, nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 17.767 nuovi casi di coronavirus, un dato che porta il totale delle infezioni dall’inizio della pandemia a quota 1.171.322.

Dopo un incontro con i governatori dei Land questa settimana, la cancelliera Angela Merkel ha annunciato giovedì scorso una proroga delle misure restrittive anti-COVID fino al 10 gennaio.

USA: oltre un milione di casi in 5 giorni

Gli Stati Uniti hanno registrato oltre un milione di casi di coronavirus nei primi cinque giorni di dicembre e nella giornata di ieri il numero dei nuovi contagi ha superato quota 200 mila per il quarto giorno consecutivo: è quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, secondo quanto riporta la CNN.

27 milioni di persone in lockdown in California

Si allarga il lockdown in California contro la pandemia: dopo l’area della baia di San Francisco, l’ordine di stare a casa per almeno tre settimane entra in vigore dalla mezzanotte locale di domenica per circa 27 milioni di abitanti nelle regioni della California meridionale e della Valle di San Joaquin, che comprendono Los Angeles e San Diego.

Sabato 5 dicembre

Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 65,9 milioni. I decessi totali sono più di 1,5 milioni, mentre i guariti superano i 42,3 milioni.

L’area di San Francisco va in lockdown

San Francisco e altre quattro giurisdizioni della Bay area, una delle zone più popolate degli Stati Uniti, hanno introdotto un lockdown di tre settimane a cause dell’impennata della pandemia. I residenti sono tenuti a stare a casa, salvo attività essenziali, i ristoranti possono lavorare sono con l’asporto o le consegne a domicilio, bar, parrucchieri e altri servizi alla persona dovranno chiudere. Ieri il governatore della California Gavin Newsom aveva preannunciato l’arrivo di ordini stay-at-home a livello regionale.

Agenzia sanitaria Usa, mascherina sempre fuori casa

I Centers for disease control and prevention (Cdc) sollecitano per la prima volta «l’uso universale della mascherina», ovunque fuori di casa. L’uso è definito cruciale negli spazi al chiuso ma l’agenzia sanitaria Usa suggerisce di indossarla anche all’aperto quando non si può rispettare il distanziamento sociale. Ieri il presidente eletto Joe Biden ha chiesto a tutti gli americani di usare la mascherina nei primi 100 giorni dopo il suo insediamento.

In Brasile raggiunti i 6,5 milioni di contagi

Il Brasile ha raggiunto 6,5 milioni di contagi di Covid dall’inizio della pandemia. Secondo la stampa locale, i contagi sono 6.534.951 di cui 47.435 registrati nelle ultime 24 ore. Nello stesso periodo, le vittime sono state 674, per un totale di 175.981.

Venerdì 4 dicembre

Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 65,3 milioni. I decessi totali sono più di 1,5 milioni, mentre i guariti superano i 42 milioni.

L’OMS sulla corsa al vaccino: «I ricchi non calpestino i poveri»

I ricchi non devono «calpestare» i poveri nella corsa per il vaccino contro il coronavirus. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus al vertice virtuale dell’Onu sulla pandemia. «Con i risultati positivi delle sperimentazioni sui vaccini nelle ultime settimane, la luce alla fine del tunnel sta diventando sempre più intensa», ha proseguito, sottolineando che «stiamo cominciando a vedere la fine della pandemia» che ha già contagiato più di 65 milioni di persone, con oltre 1,5 milioni di morti. «Ma siamo chiari - ha avvertito - semplicemente non possiamo accettare un mondo in cui i poveri e gli emarginati sono calpestati dai ricchi e dai potenti nella corsa ai vaccini. È una crisi globale e le soluzioni vanno condivise come beni pubblici globali, non come proprietà private che allargano le disuguaglianze».

Iniziato lo screening di massa in Austria

In vaste zone dell’Austria, da Vienna fino al Tirolo, oggi è iniziato lo screening di massa della popolazione. Dalle prime ore del mattino si sono formate lunghe code davanti ai presidi, soprattutto nella capitale. In caso di esito positivo con il tampone rapido viene effettuato anche un test molecolare. I media austriaci segnalano problemi con il sistema informatico. In alcuni casi la segnalazione di positività è arrivata dopo ore o addirittura non è stata mai inviata. Viste le difficoltà Linz in mattinata ha abbandonato la piattaforma digitale. Non si tratta del primo impasse. Nei giorni scorsi la conferma di registrazione con i dati personali è finita sui telefonini di altri cittadini.

In Francia saldi rinviati al 20 gennaio

In Francia il periodo dei saldi invernali è stato rinviato al 20 gennaio contro il 6 gennaio previsto inizialmente: è quanto annunciato questa mattina dal ministro responsabile per le piccole e medie imprese (Pmi), Alain Griset, in seguito ad una richiesta di rinvio da parte delle associazioni di commercianti. «Penso che oggi sia utile rinviare. I saldi inizieranno dunque il 20 gennaio», ha dichiarato ai microfoni di Sud-Radio. In Francia, il periodo dei saldi invernali comincia generalmente nella prima quindicina di gennaio e si protrae normalmente per quattro settimane. Quest’anno, però, diverse organizzazioni di commercianti, tra cui la Confédération des commerçants de France (CCF) , hanno chiesto al governo di rinviare l’inizio dei saldi in quanto ritengono «vitale» per i negozi «poter vendere al ‘giusto prezzo’, senza sconti, durante diverse settimane per poter rifare cassa’’, in seguito alle chiusure amministrative imposte dal 30 ottobre al 27 novembre, nel quadro del lockdown contro il coronavirus voluto dal presidente Emmanuel Macron.

Negli USA 210 mila casi e 2.900 morti

Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti sono stati registrati oltre 210 mila nuovi casi di contagio da Covid, secondo i dati della Johns Hopkins University. Si tratta di un record assoluto. I decessi sono stati oltre 2.900.

Primo carico di dosi di vaccino Pfizer arrivate in Gran Bretagna

È sbarcato nel Regno Unito il primo contingente di dosi di vaccino anti coronavirus Pfizer/BioNTech. Il carico è stato portato in un centro di raccolta segreto a -70 gradi. La distribuzione scatterà dal weekend a partire dalle nazioni minoritarie del Regno, con priorità assoluta agli anziani delle case di riposo e chi li assiste. Il governo di Boris Johnson ha prenotato 40 milioni di dosi di questo vaccino, 10 milioni delle quali attese entro quest’anno. L’accelerazione nel via libera di ieri rappresenta un vantaggio per il Regno, tanto più dopo le notizie sul dimezzamento delle consegne globali da parte di Pfizer per il 2020.

Giovedì 3 dicembre

Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 64,83 milioni. I decessi totali sono più di 1,49 milioni, mentre i guariti superano i 41,68 milioni.

Obama, Bush e Clinton si vaccineranno davanti alle telecamere

Per promuovere la campagna di vaccinazione anti-COVID, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton si vaccineranno davanti alle telecamere.

I tre ex presidenti statunitensi, riporta la CNN, hanno accettato di presentarsi come volontari quando la FDA autorizzerà il primo vaccino. L’obiettivo è di trasmettere fiducia all’opinione pubblica sulla sicurezza e l’efficacia dei prodotti autorizzati dalle autorità federali.

L’iniziativa sarebbe partita da Bush che, come ha raccontato il suo capo dello staff della Casa Bianca Freddy Ford, avrebbe contattato il virologo Anthony Fauci e l’epidemiologa Deborah Birx per chiedere come aiutare a promuovere la campagna di vaccinazione.

Bush avrebbe quindi accettato di presentarsi come volontario e di farsi riprendere durante la vaccinazione, coinvolgendo nella vicenda anche Clinton e Obama. «Se Fauci dice che il vaccino è sicuro io gli credo e lo farò assolutamente», ha affermato quest’ultimo.

Calano i morti in Gran Bretagna, ma il totale supera i 60 mila

Calano i nuovi casi di coronavirus e i morti giornalieri nel Regno Unito, mentre il totale dei decessi registrati entro 28 giorni dalla prima diagnosi di Covid dall’inizio della pandemia supera ora quota 60’000: record europeo in cifra assoluta, ma inferiore a Belgio, Spagna o Italia in rapporto alla popolazione. Nelle ultime 24 ore, le vittime conteggiate sono state 414 contro le 648 di ieri (che comprendevano anche alcuni dati del week-end raccolti in ritardo); mentre i nuovi contagi censiti sono stati meno di 15’000, contro i 16’170 di ieri. In calo pure i nuovi ricoveri, con i tamponi quotidiani invece in ascesa, fino a 352’000.

In Serbia nuove restrizioni per frenare i contagi

La Serbia, che al pari degli altri Paesi della regione è interessata da una forte ripresa dell’ondata epidemica da coronavirus, ha annunciato oggi nuove restrizioni relative all’attività di ristoranti, locali e negozi. Come ha riferito il governo, a partire da domani ristoranti, caffè bar, locali notturni chiuderanno alle 17, mentre resteranno chiusi per l’intero fine settimana, dalle 17 del venerdì alle 5 del lunedì successivo. Attualmente l’orario di chiusura di ristoranti e caffè è alle 18 per tutti i giorni. Sarà possibile per i ristoranti e caffè effettuare consegne a domicilio H24 e per tutti i giorni della settimana. Stessi orari di apertura - dalle 5 alle 17 e chiusura dalle 17 del venerdì alle 5 del lunedì - dovranno osservare centri commerciali, sale da gioco, parrucchieri, saloni di estetica, palestre, centri fitness, piscine, campi di calcio, basket, tennis. Potranno restare aperti fino alle 21 tutti i giorni, compreso il fine settimana, negozi di alimentari, supermercati, chioschi e altri centri di vendita che non prevedono l’ingresso in un locale. Per farmacie e pompe di benzina non vi sarà alcuna restrizione e potranno restare aperti H24 senza limitazione di orario. I ristoranti negli hotel potranno operare fino alle 21 ma solo per gli ospiti. Nelle ultime 24 ore la Serbia ha registrato 7.802 nuovi contagi da COVID-19, su 22.243 test effettuati, e 61 decessi. I ricoveri in terapia intensiva sono saliti a 288. Per domani è prevista l’inaugurazione di un nuovo ospedale per malati COVID a Batajnica, alle porte di Belgrado, realizzato in soli quattro mesi.

Guterres: «Ignorate le raccomandazioni dell’OMS»

«Fin dall’inizio della pandemia di coronavirus l’OMS ha fornito informazioni concrete e orientamenti scientifici che avrebbero dovuto essere la base per una risposta globale coordinata. Sfortunatamente non sono state seguite». Lo ha detto il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, aprendo i lavori al summit sulla COVID a New York.

«Alcuni Paesi continuano a rifiutare i fatti e a ignorare la guida. E quando gli Stati vanno nella loro direzione, il virus va in ogni direzione», ha aggiunto Guterres

«L’impatto sociale ed economico della pandemia di coronavirus è enorme e in crescita Grazie al duro lavoro e alla dedizione di scienziati e ricercatori di in tutto il mondo i vaccini potrebbero essere disponibili entro le prossime settimane e mesi. Ma non illudiamoci, un vaccino non può annullare i danni che si estenderanno negli anni, anche nei decenni a venire», ha sottolineato ancora Guterres.

E il segretario generale dell’ONU ha ribadito di aver «ripetutamente chiesto che un vaccino per il covid sia un bene pubblico globale disponibile per tutti, ovunque». «La povertà estrema sta aumentando, affrontiamo la più grande recessione globale degli ultimi otto decenni», ha proseguito il segretario generale dell’ONU, ricordando che «il sistema delle Nazioni Unite è mobilitato a sostegno dei paesi per affrontare i devastanti aspetti socio-economici, umanitari e dei diritti umani di questa crisi».

«Per la prima volta dal 1945 il mondo intero si confronta con una comune minaccia, indipendentemente da nazionalità, etnia o fede. Ma mentre il coronavirus non discrimina, i nostri sforzi per prevenirlo e contenerlo lo fanno», ha affermato il leader del Palazzo di Vetro: «Per questo motivo la pandemia ha colpito più duramente i più poveri e vulnerabili delle nostre società, sta avendo un impatto devastante sulle persone anziane, su donne e ragazze, sulle comunità a basso reddito, su emarginati e isolati».

Gli esperti USA contro l’OMS: «Il remdesivir funziona»

Lo studio dell’OMS che ha «bocciato il remdesivir «ha diversi problemi» e i test clinici che invece hanno scoperto che la terapia offre benefici non vanno ignorati. Lo affermano in un editoriale sul New England Journal of Medicine tre esperti USA. Nell’articolo, firmato da David Harrington della Harvard T.H. Chan School of Public Health, dall’infettivologa Lindsey Baden e dal biostatistico della Brown University Joseph Hogan, i ricercatori sottolineano il fatto che il test condotto dall’OMS, chiamato Solidarity, è stato fatto in 30 paesi molto diversi tra loro e questo porta a differenze nel modo in cui vengono raccolti i dati. I risultati del test Solidarity - condotti in diversi paesi, dalla Svizzera alla Germania, dall’Iran al Kenya - sono stati resi noti ad ottobre e hanno portato alla revisione da parte dell’OMS delle linee guida sui trattamenti della malattia. Per i ricercatori Usa, sono stati complicati dal fatto che ci sono variazioni tra i paesi e anche all’interno degli stessi paesi negli standard di cura e nella gravità della malattie nei pazienti che arrivano in ospedale. Negli Usa invece, dove era stato condotto lo studio che all’inizio aveva portato all’adozione del remdesivir, il farmaco viene ancora utilizzato e la U.S. Infectious Diseases Society of America e il National Institutes of Health l’hanno confermato dopo l’ok definitivo da parte dell’FDA.

Al via i test di Moderna sugli adolescenti

Il vaccino contro il coronavirus messo a punto da Moderna verrà testato anche sugli adolescenti tra i 12 e i 17 anni. Lo riporta il New York Times, secondo cui il test clinico è stato già registrato sul sito clinicaltrials.gov, e includerà 3 mila soggetti, metà dei quali saranno immunizzati con due dosi mentre gli altri riceveranno un placebo. L’arruolamento per la sperimentazione, afferma il quotidiano, non è ancora iniziato. Al momento tra gli altri candidati vaccini in sviluppo solo Pfizer ha avviato un test su minorenni, anche in questo caso tra 12 e 17 anni, che è iniziato lo scorso settembre e il mese scorso sui più piccoli.

A Mosca da domani parte la campagna di vaccinazione di massa

A Mosca da domani parte la campagna di vaccinazione di massa contro il coronavirus. Lo ha annunciato sul suo blog il sindaco della capitale russa Serghei Sobyanin. «In coordinamento con il governo, iniziamo ad offrire da domani appuntamenti online agli operatori educativi e sanitari, così come ai lavoratori dei servizi sociali della città», ha detto Sobyanin. «L’elenco (di chi potrà vaccinarsi, ndr) sarà ampliato nelle prossime settimane man mano che arriveranno nuovi lotti del vaccino. I centri di vaccinazione apriranno il 5 dicembre», ha dichiarato Sobyanin.

In Iran superato il milione di casi

I casi di Covid-19 in Iran dall’inizio della pandemia hanno superato il milione, arrivando precisamente a 1’003’494, dopo che nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 13’922 contagi. Le nuove vittime sono 358, diventando in tutto 49’348. I ricoverati in terapia intensiva scendono a 5’824, mentre i pazienti guariti crescono a 699’315. I test complessivi effettuati sono 6.212.694 milioni. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Boom di ricoveri negli USA: oltre 100 mila

Resta critica la situazione negli Stati Uniti sul fronte della pandemia. Ieri il numero di persone ricoverate in ospedale ha raggiunto il massimo storico, oltre 100’000, secondo i dati del Covid Tracking Project: quasi il doppio ai picchi di aprile e luglio. Quasi 20’000 sono in terapia intensiva e almeno 6’855 sono in ventilazione. La media dei nuovi contagi è di oltre 150’000 ogni giorno, leggermente in calo rispetto al picco dei 172’000 del 25 novembre, il giorno prima del Thanksgiving.

Record decessi a novembre in Austria

L’Austria registra un record storico di decessi. Nella settimana dal 16 al 22 novembre - secondo i dati ufficiali di Statistik Austria - sono decedute 2’431 persone, ovvero il 58% oltre la media degli ultimi cinque anni. Per risalire a un numero così alto si deve tornare indietro fino al 1978, quando in una settimane ci furono 2’516 morti.

Da inizio anno in Austria il numero dei decessi è cresciuto del 6,5% (77’662) rispetto alla media 2015-2019. La mortalità tra gli uomini è aumentata del 9,4% contro il 3,9% delle donne.

Negli USA oltre 2.700 morti in un giorno, è record

Gli Stati Uniti nella giornata di mercoledì hanno superato i 2.700 morti di coronavirus, il livello più alto da quando è iniziata la pandemia, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Mercoledì 2 dicembre

Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo sono oltre 64,09 milioni. I decessi totali sono più di 1,49 milioni, mentre i guariti superano i 41,49 milioni.

New York riceverà 170.000 dosi Pfizer il 15 dicembre

New York riceverà 170.000 dosi di vaccino Pfizer per la COVID-19 nella prima consegna allo Stato, attesa per il 15 dicembre. Lo afferma il governatore, Andrew Cuomo.

Russia: presentato il vaccino «Sputnik V» all’evento ONU

La Russia ha presentato all’ONU, a margine della 31a sessione speciale dell’Assemblea generale sul coronavirus, il vaccino «Sputnik V», sviluppato dal Gamaleya National Center of Epidemiology and Microbiology.

All’evento virtuale hanno partecipato il ministro della Sanità di Mosca, Mikhail Murashko, il rappresentante permanente presso le Nazioni Unite, ambasciatore Vassily Nebenzia, e il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriyev.

Il vaccino russo, il primo al mondo a essere registrato, lo scorso agosto, si basa su una piattaforma di vettori adenovirali umani ben studiata e convalidata, i cui importanti vantaggi - hanno spiegato - sono sicurezza, efficacia e assenza di effetti avversi a lungo termine. La percentuale di efficacia è del 91,4%, una dose costa meno di dieci dollari, e si può conservare tra i 2 e gli 8 gradi centigradi.

Murashko ha spiegato che 100 mila persone sono già state vaccinate in Russia. Mentre Dmitriyev ha fatto sapere che questo mese saranno a disposizione dosi per due milioni di persone (due a testa) in Russia, mentre dall’inizio del prossimo anno saranno a disposizione anche di altri Paesi: «Da marzo - ha precisato - saremo in grado di produrre dosi per oltre 30 milioni di persone (sempre due a testa) al mese».

Il presidente Vladimir Putin, durante il suo intervento alla settimana dell’Assemblea Generale lo scorso settembre, ha inoltre anticipato che fornirà gratuitamente il vaccino a tutto il personale ONU che lo decida su base volontaria.

Record di morti da aprile negli USA

I morti per COVID-19 negli Stati Uniti nella giornata di martedì sono stati quasi 2.600, per l’esattezza 2.597. Si tratta della cifra più alta da aprile che porta il totale dei decessi della pandemia a 270.600. È quanto emerge dai dati della John Hopkins University, secondo la quale i nuovi casi sono stati ieri oltre 180 mila.

In Russia vaccinazione di massa da settimana prossima

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato di cominciare la vaccinazione di massa contro la COVID-19 in Russia alla fine della settimana prossima. «Cominciate», ha detto Putin alla vice premier Tatiana Golikova. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Le parole di Putin arrivano qualche ora dopo che le autorità britanniche hanno approvato l’uso del vaccino anti-coronavirus della Pfizer-BioNTech che sarà disponibile nel Paese proprio a partire dalla prossima settimana. «Organizziamo il processo in modo che la vaccinazione su larga scala inizi alla fine della settimana prossima», ha detto Putin a Golikova. Secondo il presidente russo, due milioni di dosi del vaccino sperimentale russo Sputnik V sono già state prodotte o lo saranno nei prossimi giorni e ciò dovrebbe permettere a medici e insegnanti di ricevere le due iniezioni del vaccino necessarie.

Austria: polizia nei centri commerciali per lo shopping natalizio

Il ministro degli Interni austriaco, Karl Nehammer, ha annunciato la presenza delle forze di polizia nei centri commerciali, «per evitare giornate di caos» durante lo shopping natalizio.

E dopo i test di massa che saranno effettuati questo mese in tutti i laender, il ministro della salute Rudolf Anschober ha prospettato un secondo screening di massa dopo le festività, che dovrebbe dare indicazioni più precise sull’andamento epidemiologico. «Il periodo delle feste è molto critico», ha sottolineato. Sulle cabinovie ci sarà l’obbligo di indossare la mascherina. Dal 24 dicembre saranno consentite anche altre attività sportive all’aperto, come lo sci di fondo e il pattinaggio, mentre gli sport al coperto restano vietati ai non agonisti. «Sta per terminare un anno incredibilmente difficile», ha commentato Anschober. L’Austria - ha spiegato il ministro della salulte - «ha superato relativamente bene la prima ondata, ma poi abbiamo dovuto renderci conto che la seconda ondata aveva ancora più forza». A settembre in Austria si contavano 204 casi di COVID, a ottobre 800 e a inizio novembre 5.000. Questa crescita esponenziale ha portato prima a un lockdown soft e poi a quello totale, ha ricordato Anschober.

In Belgio vaccinazioni al via dal 5 gennaio

In Belgio le vaccinazioni contro la COVID-19 dovrebbero cominciare il 5 gennaio prossimo, almeno in base al programma preparato dal governo. Lo ha detto il primo ministro Alexander De Croo, precisando che gli ultimi dettagli della strategia per le vaccinazioni devono ancora essere concordati con i governi regionali. Ma al momento la data di partenza è stata fissata per il 5 gennaio 2021.

«La situazione in Italia è ancora molto complicata»

«Le misure stanno funzionando e l’auspicio è che le prime tendenze anche in termini di occupazioni di posti letto ospedalieri possano darci ulteriori elementi nei prossimi giorni che vadano verso la riduzione del contagio. Ma se stiamo andando nella direzione giusta, l’altra verità è che c’è ancora una situazione moto complicata nel paese, Perchè contagi e decessi sono ancora elevati, così come la pressione sui posti letto. Oggi abbiamo 320 casi ogni 100 mila abitanti, un dato alto, la cifra per riportare sotto controllo la curva è 50 casi per 100 mila». Lo ha detto il ministro della salute italiano Roberto Speranza nella replica al Senato.

«In vari Stati UE forse raggiunto il picco»

In molti Paesi europei si è iniziata a osservare una stabilizzazione o riduzione del tasso di notifica dei casi di coronavirus. Potrebbe essere il segnale che in alcuni Stati si è raggiunto il picco. A dirlo è il Centro Europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) sul suo sito. Questi dati, aggiunge, potrebbero essere l’effetto delle rigide misure restrittive non farmaceutiche adottate in questi paesi. Tuttavia, precisa l’Ecdc, «siamo ancora nel mezzo di questa pandemia e il tasso di notifica dei casi rimane alto». Secondo l’Ecdc, «una combinazione di misure non farmaceutiche, adattate alla situazione epidemiologica locale, insieme ad una comunicazione chiara e mirata al pubblico rimangono gli elementi fondamentali per una strategia di salute pubblica per controllare i contagi». E’ importante, conclude il Centro Europeo per il controllo delle malattie, «continuare a mantenere il distanziamento, indossare la mascherina e l’igiene delle mani. Le persone con sintomi compatibili con il coronavirus dovrebbero rimanere a casa e contattare i loro medici».

Turchia, via libera al vaccino cinese dall’11 dicembre

La Turchia prevede di avviare le vaccinazioni contro la COVID-19 dal prossimo 11 dicembre, iniziando dal personale sanitario. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Fahrettin Koca, spiegando che fino a 20 milioni di dosi del vaccino cinese Sinovac saranno rese disponibili questo mese, 20 milioni a gennaio e 10 milioni a febbraio.

Finora, i vaccini in fase sperimentale sono stati somministrati a 12.450 volontari in 12 province della Turchia tra personale sanitario e comuni cittadini di età compresa tra 18 e 59 anni, senza riscontrare secondo le autorità effetti collaterali significativi.

In Russia 589 morti in 24 ore, il massimo da inizio epidemia

In Russia si sono registrati 589 decessi provocati dal coronavirus in 24 ore: il massimo dall’inizio dell’epidemia. In totale, stando ai dati ufficiali, le vittime del virus Sars-Cov-2 nel Paese sono 41.053. Nel corso dell’ultima giornata, sono stati accertati 25.345 nuovi contagi, di cui 5.191 a Mosca, 3.684 a San Pietroburgo e 1.148 nella regione di Mosca. In totale, i casi di COVID finora registrati in Russia sono 2.347.401.

In Germania nuovo record di morti in 24 ore, sono 487

È nuovo record di vittime in un giorno in Germania: sono 487, mentre il precedente record era stato venerdì scorso con 426. Lo riferisce l’istituto Robert Koch. Scendono invece i contagi: nelle ultime 24 ore sono stati 17.270, circa 1.400 in meno rispetto a una settimana fa, quando erano 18’633. In totale il numero dei morti sale a 17.123 mentre il numero dei contagi dall’inizio della pandemia ha superato il milione di casi, 1.084.743.

In Giappone vaccino gratuito a tutta la popolazione

Il Giappone fornirà gratuitamente i vaccini anti-coronavirus ai suoi 126 milioni di abitanti in base a un disegno di legge adottato oggi mentre il Paese si trova ad affrontare un aumento delle infezioni. Il progetto di legge, in cui si afferma che il governo coprirà tutti i costi del vaccino, è stato approvato dalla Camera alta del Parlamento, dopo aver ottenuto l’approvazione della potente Camera bassa. Il Giappone ha già preordinato vaccini per 60 milioni di persone dall’azienda farmaceutica Pfizer e per altri 25 milioni di persone dall’azienda di biotecnologia Usa Moderna. Ha anche confermato che riceverà 120 milioni di dosi del vaccino da AstraZeneca. Pfizer e Moderna stanno cercando di ottenere l’autorizzazione all’uso di emergenza negli Stati Uniti e in Europa dopo che gli studi clinici hanno dimostrato che i loro vaccini sono estremamente efficaci. Il Giappone è stato finora relativamente risparmiato dall’epidemia registrando 2.170 morti e 150’000 casi e non ha imposto le misure di contenimento viste altrove nel mondo. Ma ora sta affrontando una nuova ondata con un numero record di infezioni quotidiane. Il governatore di Tokyo ha esortato i residenti a evitare uscite non essenziali e ha chiesto ai negozi che servono alcolici di chiudere prima.

«Vaccini prima alle case anziani e agli ospedali»

Un gruppo di esperti del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia sanitaria Usa contro le malattie, ha raccomandato con 13 voti contro 1 di vaccinare per primi contro il coronavirus gli ospiti e i dipendenti delle case di riposo e gli operatori sanitari che sono più esposti al rischio di contagio. Il capo dei Cdc Robert Redfiled dovrebbe decidere entro oggi se accettare le proposte. Gli Stati non sono tenuti a seguire le indicazioni del panel, ma in genere lo fanno. La decisione finale spetta comunque ai governatori, che si confrontano con i loro vertici sanitari. L’unico membro del gruppo che ha votato contro è la dottoressa Helen Talbot, una specialista di malattie infettive della Vanderbilt University, che ha espresso riserve nell’indicare gli ospiti a lungo termine delle case di riposo tra i gruppi prioritari perché a suo avviso la sicurezza dei vaccini non è stata studiata in questa particolare fascia di popolazione. I circa tre milioni di ospiti delle case di riposo e degli operatori che li seguono sono un target relativamente chiaro: il 39% delle morti per coronavirus si sono verificate in queste strutture, secondo il New York Times. Ma gli Stati dovranno scegliere chi dei 21 milioni di operatori sanitari avrà la precedenza per le prime dosi del vaccino. Pfizer e Moderna hanno stimato che saranno in grado di vaccinare al massimo 22,5 milioni di americani entro fine anno, ciascuno con due dosi iniettate a settimane di distanza.

In Brasile 52 mila contagi e 697 morti in 24 ore

Sono oltre 52 mila i casi di coronavirus registrati in Brasile nelle ultime 24 ore, con 697 morti. Lo scrivono i media locali. Il totale delle vittime è salito a 173.862 mentre i contagiati dall’inizio della pandemia sono 6.388.526.

Martedì 1 dicembre

Sono 63,4 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono 1,47 milioni, mentre i guariti sono 40,73 milioni.

In Francia 8 mila nuovi casi

Sono stati 8’083 i nuovi casi di positività al Covid-19 in Francia nelle ultime 24 ore, secondo il sito Sanità del governo. I decessi sono stati 363 da ieri, che aggiunti ai 412 degli ultimi 4 giorni nelle case di riposo e negli istituti per disabili portano il totale delle vittime da inizio pandemia a 53’506. Continua il calo dei ricoveri in rianimazione, scesi stasera a 3’605, e quelli dei pazienti con Covid-19 in ospedale, che è attualmente di 27’639. Il tasso di positività dei tamponi è del 10,8%

In Austria giro di vite in vista

Il governo austriaco sta preparando, ancora prima di Natale, un giro di vite per i viaggi all’estero. Lo annunciano vari media. Chi rientrerà da un paese con un’incidenza di oltre 100 casi su 100’000 abitanti negli ultimi 7 giorni dovrà stare dieci giorni in quarantena, mentre finora bastava presentare un test Covid negativo non più vecchio di 72 ore. Per accorciare l’isolamento si potrà fare il tampone dopo 5 giorni. Per la quarantena non sono previsti permessi lavorativi, ovvero un dipendente dovrà prendere ferie.

Restrizioni post lockdown: c’è il via libera del Parlamento britannico

La Camera dei Comuni britannica ha approvato stasera con 291 sì e 78 no, e non senza una fronda significativa nella maggioranza di governo, il piano di restrizioni territoriali anti-Covid destinate a entrare in vigore in Inghilterra alla scadenza di 4 settimane di lockdown nazionale bis imposto dalla compagine Tory di Boris Johnson. Il nuovo schema - con allerte locali arancione o rossa rafforzate in procinto per ora di coprire il 99% delle città e contee inglesi - dovrebbe restare operativo fino a primavera in attesa che un vaccino possa essere distribuito a livello di massa, hanno detto Johnson e il suo ministro della sanità, Matt Hancock, in apertura e chiusura di dibattito; sebbene con l’impegno a verifiche bisettimanali e a far rivotare il Parlamento a febbraio. Il via libera della Camera è arrivato - con l’astensione del grosso delle opposizioni - malgrado la ribellione di alcune decine di deputati conservatori ostili al perdurare di uno schema di misure precauzionali ritenute eccessive in vari collegi elettorali: sia in termini di «limitazione delle libertà individuali», sia di contraccolpi ulteriori sull’economia, a cominciare dal business della ristorazione e dei pub.

L’Austria chiude al turismo invernale

Il governo austriaco domani annuncerà lo stop al turismo invernale durante il periodo natalizio. Gli impianti di risalita saranno in funzione per i residenti, ma i ristoranti e alberghi resteranno chiusi. Lo anticipa il quotidiano viennese «Der Standard». In Austria le funivie sono considerati mezzi di trasporto e la concessione impone la messa in funzione.

Via libera allo screening di massa in Valle d’Aosta

Via libera allo screening di massa sulla popolazione valdostana. Accogliendo la richiesta della Regione Valle d’Aosta il commissario straordinario per l’emergenza COVID, Domenico Arcuri, ha disposto a tal proposito l’invio di ulteriori 60.000 kit antigenici rapidi. La campagna si svolgerà su base volontaria ed è rivolta a tutti i residenti in Valle d’Aosta, di età superiore ai 5 anni, che non si trovino in condizione di isolamento o quarantena. E’ attesa la partecipazione del 70% della popolazione, circa 84.000 persone. Lo screening si articolerà su tre giorni (venerdì, sabato e domenica) ancora da definire in base al nuovo DPCM.

Un anno fa il primo caso a Wuhan

Compie un anno la seconda pandemia del secolo: il primo dicembre nella città cinese di Wuhan un uomo mostrava i sintomi di quella che allora era una polmonite misteriosa e senza nome. È stata l’origine della pandemia di COVID-19 che finora nel mondo ha provocato più di 63 milioni di casi e quasi un milione e mezzo di vittime.

La data del primo dicembre, riferita alla comparsa dei sintomi, è stata individuata il 24 gennaio 2020 in uno studio retrospettivo pubblicato dalla rivista The Lancet.

Lunedì 30 novembre

Sono 62,9 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono 1,46 milioni, mentre i guariti sono 40,3 milioni.

Positivo il premier croato Plenkovic

Il primo ministro croato, il conservatore Andrej Plenkovic, è risultato positivo al coronavirus. Lo ha riferito l’ufficio stampa del governo di Zagabria. Plenkovic è in isolamento domiciliare da ieri, quando il virus è stato confermato a sua moglie. Il premier si sente bene, presenta sintomi lievi e continua a lavorare da casa.

Chiuso fino al 21 dicembre il confine tra Canada e Stati Uniti

Il confine tra Canada e Stati Uniti resterà chiuso fino al 21 dicembre. Lo ha comunicato il primo ministro canadese Justin Trudeau in un tweet. Il divieto di attraversare il confine tra i due paesi scadeva lo scorso 20 novembre ma è stato prolungato di un mese. Il confine canadese è stato chiuso lo scorso 18 marzo a causa della pandemia di Covid-19 e sono stati banditi tutti gli spostamenti non essenziali. Il divieto è applicato anche al traffico aereo.

L’OMS: «Primo calo in Europa e nel mondo, ma serve cautela»

«La scorsa settimana ha visto il primo calo dei nuovi casi di coronavirus segnalati a livello globale da settembre, a causa di una diminuzione dei casi in Europa grazie all’efficacia delle misure difficili ma necessarie messe in atto nelle ultime settimane». Lo ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, nel consueto briefing da Ginevra. «Questa è una buona notizia - ha aggiunto -, ma deve essere interpretata con estrema cautela. Il vantaggio può essere facilmente perso e c’è stato ancora un aumento dei casi nella maggior parte delle altre regioni del mondo e un aumento dei decessi». L’OMS «farà di tutto» per scoprire l’origine del virus. Lo ha sottolineato l’organizzazione nel consueto briefing a Ginevra. «Dobbiamo sapere l’origine del virus perché ci può aiutare a prevenire futuri focolai e facciamo tutto» per arrivare a questo risultato, ha sottolineato il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, invitando a «non fare confusione e non politicizzare» la questione dell’origine del coronavirus. «È un problema tecnico», ha detto, anche se «alcuni lo stanno politicizzando: vi prego di non farlo, noi stiamo facendo tutto il possibile basandoci sulla scienza».

«Il rischio non è lo sci ma il movimento di persone»

«Il rischio non è lo sci in sé ma gli aeroporti, i bus, i resort, i rifugi dove le persone si riuniscono in grandi numeri. Non dovremo ridurre il problema allo sci: i governi devono considerare che ogni attività che implica grosse masse di persone che si muovono deve essere gestita con cura e con un approccio di riduzione del rischio». Lo ha detto il capo delle emergenze dell’OMS Mike Ryan nel consueto briefing sul coronavirus.

Hong Kong vara una stretta, meeting ridotti a due persone

Hong Kong vara un’altra stretta operativa dal 2 dicembre negli sforzi per contenere l’ondata di COVID, limitando a due persone gli incontri nei luoghi pubblici, chiudendo i karaoke e le sale giochi, e chiedendo a molti dipendenti dell’amministrazione cittadina di lavorare da casa, ad eccezione dei lavoratori dei servizi d’emergenza.All’indomani dell’annuncio della chiusura delle scuole per il resto dell’anno a favore delle lezioni online, la governatrice Carrie Lam ha commentato che le prossime settimane saranno critiche: «Spero che la gente di Hong Kong resti tollerante».Palestre e centri sportivi resteranno aperti, ma solo a un massimo di due persone per volta, mentre i saloni massaggi e di bellezza e massage saranno operativi. I ristoranti chiuderanno alle 22.00, avendo però sempre non più di due persone per tavolo mentre i bar di Hong Kong sono stati già chiusi. Lam ha riferito che l’ex colonia ha registrato oggi 76 nuovi casi di contagio da COVID in calo dai 115 di domenica, ma con circa la metà legati alle sale da ballo, portando il totale nella città di 7,4 milioni di abitanti a oltre 6300 dallo scoppio della pandemia, con 109 decessi. La violazione delle regola comporterà una multa almeno di 4000 dollari di Hk, pari a 516 dollari Usa.

In Gran Bretagna l’indice Rt cala a 0,88

Il lockdown nazionale bis imposto dal governo Tory di Boris Johnson dal 4 novembre al 2 dicembre in Inghilterra ha avuto un effetto positivo misurabile in un 30% del calo dei contagi già nelle prime due settimane e ha contribuito a far calare l’indice Rt di diffusione del coronavirus in tutto il Regno Unito fino a un rassicurante 0,88 secondo gli aggiornamenti di queste ore. Lo evidenzia uno studio dell’Imperial College di Londra accolto dal ministro della Sanità, Matt Hancock, come conferma del fatto che contro la seconda ondata si è adottata una strategia giusta: con un tasso d’infezione che nella media delle contee inglesi è adesso più basso di quello delle nazioni minoritarie del Regno (Scozia, Galles, Irlanda del Nord). Hancock ha peraltro avvertito che «non è ancora tempo di abbassare la guardia» e ha difeso il piano di restrizioni locali - inizialmente severe - destinate a restare in vigore con allentamenti solo parziali anche alla scadenza del lockdown il 2 dicembre. Contro questo piano successivo, oggetto domani di un voto alla Camera dei Comuni, si è levata la protesta di un gruppo di deputati conservatori ribelli anti-lockdown, che il governo sta tentando di far rientrare. Per limitarne la portata, Johnson ha promesso nel week-end di concedere di far votare di nuovo il Parlamento a febbraio su un’eventuale ulteriore proroga della stretta. Inoltre ha fatto annunciare oggi sussidi pubblici extra per i pub e i ristoranti costretti a rimanere chiusi in quelle aree del Paese (un 40% del territorio inglese) che passeranno per ora dal confinamento totale a un livello di allerta comunque rosso: un’apertura salutata favorevolmente stamane dall’ex ministro Mark Harper, capofila dei ‘rivoltosi’ nella maggioranza, il quale ha parlato di un «passo positivo prima del voto di domani sera» sul dopo-lockdown, pure riservandosi di valutarlo meglio sulla base dei dettagli e della consistenza finanziaria.

Il Libano riapre dopo due settimane di lockdown

Il Libano esce da un lockdown di due settimane e l’«apertura progressiva e responsabile» auspicata dal governo riguarda sia le attività commerciali che le scuole, anche se in larga parte queste rimangono chiuse. È terminato infatti stamani il periodo di chiusura cominciato a metà novembre in seguito a un graduale aumento dei casi di coronavirus nel Paese. I ministri della sanità e dell’educazione del governo uscente hanno dato indicazioni per una ripresa «responsabile» e «graduale» delle attività commerciali e delle scuole, ma i governatori delle varie regioni e i sindaci delle città hanno di fatto ampia autonomia nel decidere i termini della riapertura dei negozi e degli istituti scolastici. La maggior parte delle scuole in Libano non hanno mai riaperto a un’attività didattica in presenza e hanno tentato, con fatica, di avviare le attività a distanza, tenendo conto che la rete Internet in Libano non è in grado di sostenere il traffico dati richiesto dallo smartworking e dall’insegnamento online. Le autorità libanesi puntano a tenere aperte le attività commerciali almeno per tutto il mese di dicembre per non far perdere al settore le opportunità tradizionalmente presenti durante il periodo delle feste.

Francia, le prime dosi di vaccino vadano alle case di riposo

Le persone anziane residenti nelle case di riposo (Ehpad) della Francia devono essere vaccinate in modo prioritario «all’arrivo delle primissime dosi» di vaccino contro il coronavirus «visto il numero limitato di dosi che saranno disponibili all’inizio della campagna di vaccinazione». Questo l’avvertimento lanciato oggi dall’Alta Autorità francese responsabile per la Salute. Per la presidente dell’organismo, Dominique Le Guludec, bisogna «proteggere in priorità i più fragili e coloro che li assistono».

Si torna a volare tra Giappone e Cina

Giappone e Cina riavviano i collegamenti aerei per i viaggi di affari a partire da oggi, riducendo gradualmente le restrizioni presenti a causa della COVID-19, nel tentativo di promuovere le attività commerciali nella regione. Gli spostamenti tra le due sponde saranno possibili sia per i soggiorni brevi che per quelli di lunga durata e seguono le stesse disposizioni che il governo di Tokyo ha adottato nelle scorse settimane con la Corea del Sud, il Vietnam e Singapore. In base alla decisione, le autorità locali prevedono un flusso consistente di cittadini cinesi all’aeroporto internazionale di Narita, situato a nord-est della capitale, con il ripristino di circa 20 voli settimanali tra i due Paesi vicini. L’accordo è stato definito nel corso della visita di due giorni a Tokyo del ministro degli Esteri cinese Wang Yi la scorsa settimana e ambisce a un completo recupero del sistema produttivo e di scambi tra le due principali economie del continente asiatico. Circa la metà dei passeggeri provenienti dalla Cina quest’oggi, riferiscono i media nipponici, indossava tute di protezione contro il virus all’arrivo nell’aeroporto della capitale giapponese.

New York riapre le scuole elementari

New York riapre le scuole elementari pubbliche. Il sindaco Bill de Blasio ha annunciato la decisione dopo le polemiche seguite alla chiusura mentre nella Grande Mela continuano a svolgere la loro attività esercizi commerciali come i ristoranti. Le scuole medie e i licei resteranno invece chiusi.

Domenica 29 novembre

In base ai dati forniti dall’università americana Johns Hopkins, i contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia hanno superato i 62,36 milioni. I decessi totali sono oltre 1,45 milioni, mentre i guariti sono 39,92 milioni.

Record in Giappone, 2.688 casi in 24 ore

Il Giappone registra il suo record di nuovi casi dall’inizio della pandemia: 2.688 contagi in un solo giorno. Lo ha annunciato il ministero della Salute nipponico, secondo quanto riportano i media internazionali.

Picco anche dei ricoveri (440) nelle terapie intensive del Paese che da giorni ha annunciato di temere una terza ondata dell’epidemia. Dei nuovi casi, 561 sono stati segnalati a Tokyo, che per il secondo giorno registra un record di contagi.

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare contro la COVID-19, quando un vaccino sarà disponibile: lo indica un sondaggio della società IFOP per il Journal du Dimanche.

Il 59% dice che non andrà sicuramente o probabilmente a farsi vaccinare, contro il 41% che si dice pronto a farlo. La stessa percentuale del 59% dice di preferire un vaccino prodotto in Francia rispetto ad uno preparato all’estero, indica il sondaggio.

Sabato 28 novembre

In base ai dati forniti dall’università americana Johns Hopkins, i contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia hanno superato i 61 milioni. I decessi totali sono oltre 1,44 milioni, mentre i guariti sono 39,8 milioni.

Negli USA oltre 4 milioni di nuovi casi a novembre

Negli USA a novembre sono stati superati i 4 milioni di nuovi casi di coronavirus, oltre il doppio rispetto al mese di ottobre. Lo rileva il New York Times sulla base dei dati aggiornati ad oggi, sabato 28 novembre, e sottolineando come nel lungo weekend del Thanksgiving molti Stati non pubblichino i dati. Attualmente la media è di 170 mila nuovi casi al giorno, con oltre 1 milione di casi nell’ultima settimana che porta il numero dei contagi dall’inizio della pandemia a oltre 13 milioni.

Nuovo record in Russia: oltre 27.000 casi in 24 ore

I casi di coronavirus in Russia sono cresciuti di 27’100 unità nelle ultime 24 ore, segnando un nuovo record, fino a raggiungere le 2’242’633 infezioni totali. Lo ha detto il centro di crisi anti-coronavirus. I decessi sono stati invece 510, rispetto ai 496 segnalati il giorno prima, riferisce la Tass. In totale i morti sono dunque 39’068. Il numero dei morti ha superato i 500 per la terza volta questa settimana.

La seconda area più colpita dopo l’America Latina

Sono più di 400.000 i decessi nella sola Europa legati al nuovo coronavirus, secondo un conteggio dall’agenzia francese Afp sulle segnalazioni fornite dalle autorità sanitarie. L’Europa è la seconda area più colpita al mondo dalla pandemia con 400.649 morti in totale (per 17.606.370 infezioni), dietro all’America Latina e ai Caraibi (444.026 morti, 12.825.500 casi). Negli ultimi sette giorni sono stati registrati più di 36.000 decessi, il bilancio più pesante in una settimana dall’inizio della pandemia. In totale, quasi due terzi dei decessi in Europa sono stati segnalati nel Regno Unito (57.551 decessi, 1.589.301 infezioni), Italia (53.677, 1.538.217), Francia (51.914, 2.196.119), Spagna (44.668, 1.628.208) e Russia (39.068, 2.242.633).

Venerdì 27 novembre

Sono 61,3 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono 1,43 mentre i guariti sono 39,2 milioni.

Negli USA oltre 13 milioni casi

Gli Stati Uniti hanno superato i 13 milioni di contagi da coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University i nuovi casi sono stati oltre un milione in sei giorni: il 21 novembre erano 12 milioni. Le vittime dall’inizio della pandemia sono 264.624.

In Francia 12 mila nuovi casi e 393 decessi

Sono stati 12.459 i casi positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore in Francia secondo Santé Publique, contro i 13.563 di ieri. I morti in ospedale sono stati 393 contro i 339 di ieri. Il totale delle vittime, a cui si aggiungono 564 decessi cumulati in 4 giorni nelle case di riposo e negli istituti per disabili, sale a 51,914. Per la prima volta da inizio novembre tornano sotto quota 4.000 i pazienti di Covid in rianimazione, che stasera sono 3.883, 135 in meno di ieri. Anche i ricoverati in ospedale sono scesi sensibilmente e sono stasera 662 in meno di 24 ore fa (28.648). Scende sotto il 12% il tasso di positività dei tamponi (11,7%).

Nuovo record di contagi in Iran

Un nuovo record di 14.051 casi di COVID-19 è stato registrato nelle ultime 24 ore in Iran, dove il totale da inizio pandemia cresce a 922.397. Le vittime nell’ultima giornata sono 406, portando i decessi complessivi a 47.095. I ricoverati in terapia intensiva salgono a 5.860, mentre i guariti aumentano a 640.065. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Da domani lockdown parziale in Croazia

Da domani la Croazia entra in un lockdown parziale con la chiusura dei bar e ristoranti per tentare di contenere la forte diffusione del coronavirus. Le nuove misure restrittive saranno in vigore fino al 21 dicembre. Oltre ai bar e ristoranti, dovranno chiudere anche le palestre e varie attività ricreative, ma non i teatri, cinema, centri commerciali, parrucchieri, estetisti, piccoli artigiani. Tutte le attività sociali e culturali possono svolgersi ma con la partecipazione di un massimo d 25 persone, anche al chiuso, e un rigoroso rispetto delle misure igieniche. Non sono permesse le feste di nozze, mentre anche ai funerali il limite delle persone presenti è di 25. I mezzi pubblici potranno accogliere il 40% della capienza massima di passeggeri in condizioni normali. Alle scuole e agli atenei è stato raccomandato di passare all’insegnamento a distanza. Questo lockdown è comunque molto meno restrittivo rispetto a quello introdotto nella primavera. Il primo ministro Andrej Plenkovic ha spiegato che «probabilmente sarebbe meglio chiudere tutto, ma questo non è economicamente e politicamente realistico». «La Croazia non è un Paese ricchissimo e deve pensare anche al mantenimento delle attività economiche e sociali», ha osservato. Anche oggi la Croazia con 4080 nuovi contagi registra il record giornaliero di casi positivi. Sono decedute altre 48 persone, che portano il numero delle vittime a 1600. Numeri record anche per i pazienti in cura ospedaliera, ad oggi 2240, e per quelli in terapia intensiva, 26

Irlanda del Nord in lockdown

L’Irlanda del Nord è da oggi di nuovo in lockdown per almeno due settimane, secondo quanto deciso nei giorni scorsi dalle autorità di Belfast, competenti sull’emergenza in forza dei poteri della devolution al pari di Scozia e Galles. La misura, suggerita da un trend di contagi tornato a essere superiore a quello dell’Inghilterra dopo l’adozione di strategie recenti in parte diverse, prevede la chiusura di tutti i negozi non essenziali (con supermercati aperti e minimarket alimentari fino alle 20), di ristoranti e pub salvo che per l’asporto, dei servizi pubblici non forniti a distanza, dei saloni di bellezza e simili, di palestre, piscine e altri impianti sportivi, di tutti i luoghi d’intrattenimento e di quelli di preghiera se non per funerali e matrimoni con tetto di presenze. Tornano inoltre in vigore il divieto secco dei contatti sociali fra non conviventi e una stretta sul lavoro da casa: l’unica differenza sostanziale col confinamento di primavera riguarda le scuole, che restano aperte. L’Irlanda del Nord - come il Galles a guida laburista - aveva tentato una strategia diversa di contenimento della seconda ondata di COVID oltre un mese fa, rispetto a quanto deciso dal governo conservatore centrale di Boris Johnson per l’Inghilterra, nazione dominante del Regno. Aveva infatti puntato a un primo cosiddetto ‘circuit breaker’ - un lockdown di fatto - limitato a due settimane sin da fine ottobre, per poi tornare a una maggiore normalità. L’Inghilterra aveva invece atteso l’inizio di novembre per passare da un sistema di restrizioni locali a un lockdown nazionale bis di 4 settimane, in scadenza ora il 2 dicembre e destinato peraltro a essere sostituito con un nuovo schema allerte regionali (gialla, arancione o rossa) rafforzate.

In Russia record di contagi giornalieri

In Russia si registra un nuovo picco dei contagi di COVID-19. Stando al centro operativo nazionale anti-coronavirus, nelle ultime 24 ore nel Paese sono stati accertati 27.543 nuovi casi, il numero massimo di contagi in un giorno finora rilevato dall’inizio della pandemia. I nuovi contagi a Mosca sono 7.918. Il totale dei casi nel Paese sale così a 2.215.533. Stando ai dati ufficiali, le persone morte a causa della COVID-19 in Russia sono 38.558, di cui 496 decedute nel corso dell’ultima giornata.

Nuovo picco di contagi in Ucraina

In Ucraina si registra un nuovo picco dei contagi accertati in una sola giornata. Il ministro della Salute Maksim Stepanov ha annunciato che nelle ultime 24 ore si sono registrati 16.218 contagi e che in 655 casi si tratta di operatori sanitari. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 693’407. Nelle ultime 24 ore 192 persone sono morte a causa del virus Sars-Cov-2 in Ucraina facendo salire a 11.909 il totale delle vittime della COVID-19 nel Paese dall’inizio dell’epidemia.

Terza ondata di contagi a Tokyo

Tokyo aggiorna nuovamente il record dei contagi di coronavirus nella giornata di venerdì, a quota 570 su base giornaliera, confermando l’allarmante ascesa della malattia in quella che dagli esperti viene ormai definita la terza ondata. Le nuove rilevazioni superano il precedente limite raggiunto sabato e potrebbero portare a un imminente annuncio dello stato di emergenza da parte dell’esecutivo, come lasciato intendere ieri dal ministro in carica per l’emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura. Anche a livello mensile ad oggi le infezioni segnalate da inizio novembre nella capitale si assestano a 8567, superando il precedente record di agosto fermo a 8125. Da questo sabato, in linea a quanto delineato dal governo, i ristoranti e i bar della capitale dovranno interrompere la vendita di alcol a partire dalle 22, per un periodo di tre settimane.

Aumentano i contagi in Pakistan: scuole chiuse

A causa dell’aumento dei casi di coronavirus in Pakistan, da oggi scuole, college, università e altre istituzioni educative sono state chiuse. La misura rimarrà in vigore fino all’11 gennaio 2021. Il Pakistan ha registrato 54 morti e 3.113 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, ha reso noto il ministero della Salute. È il terzo giorno consecutivo che il Paese ha segnalato oltre 3000 casi di COVID-19 e circa 50 decessi. Dall’inizio della pandemia, il Paese ha visto 389’311 contagi di COVID-19 e 7897 morti. Finora, 335.881 persone sono guarite dalla malattia, con 1.489 pazienti guariti nelle ultime 24 ore. Il numero totale di pazienti critici è 2.112, 144 in più rispetto alle 24 ore precedenti.

In Germania oltre un milione di contagi

I contagi da COVID-19 in Germania dall’inizio della pandemia hanno superato quota un milione, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. L’istituto sanitario tedesco Robert Koch ha riportato ieri altri 22.806 casi e 426 morti. I decessi totali nel Paese sono stati circa 15.600.

Giovedì 26 novembre

Hanno superato quota 60 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo: per l’esattezza sono 60.392.439. Emerge dai dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono 1.421.308, mentre i guariti sono 38.667.637.

Francia, i vescovi protestano per il limite di 30 fedeli in chiesa

Botta e risposta tra il governo francese e i vescovi sulla capienza massima consentita in chiesa in tempi di coronavirus. Il premier Jean Castex ha confermato oggi che da sabato, le cerimonie religiose, messa inclusa, saranno permesse ad un limite massimo di 30 persone. Castex ha aggiunto che questo numero evolverà «progressivamente» nelle prossime settimane tenendo conto, tra l’altro, della «capacità globale di accoglienza» del luogo di culto.

Immediata è arrivata la replica della Conferenza episcopale. Per i vescovi francesi, si tratta di una misura «inapplicabile ed irrealistica». «Trattare in questo modo le religioni - deplora la Cef in una nota - significa considerare la fede di milioni di credenti come accessoria». Quindi l’appello all’amministrazione del presidente Emmanuel Macron affinché ci sia una «reale concertazione».

La ripresa delle cerimonie religiose, sospese durante il lockdown in vigore fino al 15 dicembre, «può essere soltanto progressiva», ha invece dichiarato il primo ministro, nell’odierna conferenza stampa per illustrare nel dettaglio le misure di progressivo alleggerimento delle restrizioni annunciate l’altro ieri dal presidente Emmanuel Macron.

«Questi luoghi - ha proseguito - accoglieranno prima 30 persone, nel rispetto delle regole sanitarie», poi «la capienza evolverà progressivamente, in funzione della situazione sanitaria e della scadenza del 15 dicembre», quando si passerà dal lockdown al coprifuoco. In ogni caso, ha assicurato Castex, «le trattative con le autorità religiose vanno avanti. In Francia come altrove i luoghi di culto sono stati luoghi di contaminazione» e «la circolazione virale resta forte».

Diversi responsabili religiosi hanno protestato lunedì scorso contro la capienza massima di 30 persone, ritenuta eccessivamente restrittiva, ma al momento le cose non cambiano, in attesa che venga rivalutata a seconda delle dimensioni dei vari edifici religiosi.

Svezia, il picco atteso a metà dicembre

Il picco della pandemia in Svezia è atteso per metà dicembre. La valutazione è stata fatta sulla base dei dati segnalati fino al 6 novembre. Il modo in cui si svilupperà quel picco, tuttavia, dipenderà «da quanto bene riusciremo a mantenere il distanziamento sociale», ha detto in conferenza stampa l’epidemiologo di stato Anders Tegnell.

Dopo aver visto un pesante bilancio delle vittime da marzo a giugno - oltre 5000 in un paese di 10,3 milioni di abitanti - la Svezia, che ha scelto di frenare il virus con misure per lo più non coercitive, da metà ottobre ha visto un nuovo vertiginoso aumento dei casi e delle vittime. Oggi sono stati segnalati altri 67 decessi, portando il totale a 6622.

In risposta, il governo ha emesso raccomandazioni più severe per le aree fortemente colpite. Tra cui l’invito alle persone a evitare ambienti interni affollati e, se possibile, tutti i contatti fisici diversi da quelli con le persone della propria famiglia.

Nelle ultime settimane, il paese ha limitato il numero di persone ammesse alle riunioni pubbliche a 8, scendendo da 50, e ha vietato la vendita di alcolici nei ristoranti e nei bar dopo le 22.

Russia,‘vaccinazione di massa inizia entro fine anno’

Il Cremlino si aspetta che la vaccinazione di massa contro il Covid-19 in Russia cominci prima della fine dell’anno e che «il processo» sia «a fasi»: lo riferisce il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Interfax.

«Non posso dire la data esatta ma si dovrebbe cominciare prima dell’ultimo dell’anno. Queste sono le aspettative», ha detto Peskov precisando che la vaccinazione sarà su base volontaria.

Sudan, morto ex premier Sadiq al-Mahdi

L’ex primo ministro del Sudan, Sadiq al-Mahdi, è morto a 84 anni dopo aver contratto il coronavirus. Lo ha comunicato il suo partito National Umma, forza politica islamica moderata.

Mahdi era stato portato per cure negli Emirati Arabi Uniti tre settimane fa dopo essere stato ricoverato in ospedale in Sudan, risultando positivo a Covid-19. «Porgiamo le nostre condoglianze al popolo del Sudan per la sua morte», ha detto il partito in una dichiarazione.

Il governo ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale a partire da domani. Mahdi, democraticamente eletto, fu rovesciato con il golpe del 1989 che decretò la leadership trentennale di Omar al-Bashir.

L’ex primo ministro rimase un forte oppositore del regime, con un peso nelle proteste di massa che portarono l’anno scorso alla destituzione di al-Bashir.

Il Sudan registra a oggi 16.649 contagi e 1210 decessi legati alla pandemia.

Contagiati il principe di Svezia e la consorte

Contagi da coronavirus anche nella famiglia reale in Svezia, il Paese scandinavo largamente più colpito dall’emergenza Covid - in termini di bilancio di casi e di morti - dopo aver puntato per mesi su una strategia contraria al lockdown e aver scommesso su un’ipotetica immunità di gregge spontanea. Lo riferisce fra gli altri media internazionali la BBC, precisando che il principe Carlo Filippo, 41 anni, secondogenito del sovrano regnante, e la consorte, Sofia, 35, sono stati entrambi testati positivi in queste ore dopo aver avvertito sintomi dell’infezione fin da ieri. Tamponi sono stati adesso disposti anche per il resto della dinastia, dal 74enne re Carlo Gustavo, alla 76enne regina Silvia, all’erede al trono Vittoria (43 anni) e a suo marito Daniel. Venerdì l’intera famiglia reale si era riunita in una chiesa luterana per i funerali di Walther Sommerlath, fratello della regina.

Merkel: «Possibile che ci sia il vaccino prima di Natale»

«Può darsi che i vaccini arrivino prima di Natale, e abbiamo deciso che saranno a disposizione del personale medico e sanitario». Lo ha detto Angela Merkel parlando al Bundestag delle misure anticovid decise ieri con i governatori dei Laender. La cancelliera tedesca ha detto che «il vaccino rappresenta la luce alla fine del tunnel», anche se nei mesi invernali non tutti potranno essere vaccinati e molti dovranno ancora tenere duro senza. La crescita esponenziale del Covid è stata fermata ma «non c’è ancora una inversione del trend, la crescita dei contagi si è fermata a un alto alto, troppo alto. E in molti Laender crescono ancora troppo invece di calare», ha anche detto Angela Merkel, citando fra l’altro il «triste record delle vittime» segnato l’altro ieri. «Questo deve preoccuparci», ha aggiunto. «Se aspettassimo che le terapie intensive si riempissero - perché cariche lo sono già - sarebbe troppo tardi», ha sottolineato. D’altro canto la Germania preme perché vi sia un accordo europeo sulla stagione sciistica, che, secondo Angela Merkel, non dovrebbe partire. «Alla luce della posizione austriaca è chiaro che non sarà facile, ma noi ci proveremo», ha detto la cancelliera tedesca.

In Corea del Sud si teme la terza ondata

La Corea del Sud ha registrato 583 nuovi casi di COVID-19, di cui 553 di trasmissione domestica: è il livello più alto da oltre 8 mesi, che alimenta i timori sulla consistenza della terza ondata di contagi in corso nel Paese. Il totale delle infezioni è salito a quota 32.318, ha riferito la Korea Disease Control and Prevention Agency (Kdca), prendendo atto che l’impennata di oggi è seguita a settimane di casi pari a 100-300 unità quotidiane. I contagi sono legati in prevalenza a focolai diffusi tra uffici, scuole, palestre e riunioni nella grande area metropolitana di Seul. Il dato odierno supera quota 500 casi in un singolo giorno per la prima volta del 6 marzo, quando se ne registrarono 518 per il focolaio nella città di Daegu, e batte il picco di 441 del 27 agosto, parte della seconda ondata. Le infezioni in Corea del Sud sono rimaste tra i 100 e i 300 casi dall’8 novembre a conferma di scenari incerti e instabili difficili da portare sotto controllo, malgrado gli sforzi delle autorità sanitarie attraverso, ad esempio, l’inasprimento delle regole di distanziamento sociale portate a livello 2, terzo più alto nella scala nazionale di 5 complessivi. La Corea del Sud ha riportato due decessi aggiuntivi, con il totale salito a 515. «Siamo nella situazione in cui i focolai del virus possono emergere ovunque», ha ammesso il ministro della Salute Park Neung-hoo. Tra le altre misure, la chiusura di nightclub e bar, e la partecipazione massima di 100 persone a funerali e matrimoni. Caffetterie sono autorizzate soltanto ai servizi di asporto, mentre tutti i ristoranti devono chiudere entro le 21 e poi operare dopo con le consegne a domicilio. Seul, con il metodo ‘traccia, testa e cura’, è stata considerata a livello internazionale come un modello da seguire nella lotta alla COVID-19.

Nuovo picco di morti negli USA: oltre 2.400 in un giorno

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri oltre 2.400 morti per coronavirus in 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University: il bilancio peggiore da più di sei mesi. Il Paese ha contemporaneamente registrato quasi 200 mila nuovi casi di COVID-19. Si tratta del secondo giorno consecutivo che viene superato il limite di 2 mila morti giornaliere. L’ultima volta che il bilancio delle vittime ha superato le 2.400 in un giorno era stato all’inizio di maggio, al culmine della crisi sanitaria negli USA.

In Germania semilockdown fino al 20 dicembre

Il semilockdown vigente in Germania sarà prolungato fino al 20 dicembre. Lo ha annunciato il ministro presidente della Sassonia-Anhalt Reiner Haseloff, dopo il vertice in via di chiusura a Berlino fra la cancelliera tedesca Angela Merkel e i governatori. Per le festività di Natale, il divieto di contatto verrà ammorbidito in Germania e si consentiranno incontri fino a dieci persone, ha detto dal cato suo Merkel, presentando le nuove misure dopo la riunione con i ministri presidenti dei Länder. «Nessuno dovrà vivere le vacanze di Natale in solitudine», ha ribadito come già detto nei giorni scorsi. Il divieto di contatto viene invece inasprito per le prossime settimane: non saranno possibili incontri oltre le cinque persone di due nuclei abitativi escludendo i ragazzi sotto i 14 anni.

Mercoledì 25 novembre

Hanno superato quota 59,98 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,41 milioni, i guariti sono 38,4 milioni.

Austria: screening di massa dal 4 dicembre

Il governo austriaco ha fissato la tabella di marcia per lo screening di massa con il tampone rapido. Si partirà con il Vorarlberg e Tirolo dal 4 al 6 dicembre, seguiranno i länder Salisburgo e Alta Austria dal 12 al 13 dicembre. Parallelamente a livello nazionale saranno testati tutti i poliziotti dal 7 al 8 dicembre. In una seconda fase seguiranno Vienna e gli altri länder ad elevata densità abitativa.

Il cancelliere Sebastian Kurz ha annunciato che la settimana prossima il consiglio dei ministri stabilirà le riaperture dopo il lockdown totale, partendo dalla scuola e dal commercio. «I numeri dei contagi stanno scendendo, ma restano comunque alti», ha sottolineato Kurz, ribadendo il suo appello alla prudenza. Gli screening «non sono la fine della pandemia», ha aggiunto il ministro della sanità Rudolf Anschober.

UE: firmato un sesto contratto per un vaccino anti-COVID

La Commissione europea ha approvato il sesto contratto per un vaccino anti-COVID, firmando con l’azienda farmaceutica Moderna. Il contratto prevede l’acquisto iniziale di 80 milioni di dosi per conto di tutti gli Stati membri dell’UE, più un’opzione per richiedere fino a ulteriori 80 milioni di dosi, da fornire una volta che il vaccino si sia dimostrato sicuro ed efficace contro COVID-19.

Il contratto con Moderna amplierà il portafoglio di vaccini per i paesi UE, aggiungendosi agli accordi raggiunti con AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen Pharmaceutica NV, BioNTech-Pfizer e CureVac.

«Per i vaccini la Commissione europea ora ha contratti con sei società farmaceutiche ed i primi cittadini europei potrebbero essere vaccinati ancora prima della fine di dicembre. Finalmente vediamo una luce alla fine del tunnel», ha affermato la presidente Ursula von der Leyen al Parlamento europeo. «Gli Stati membri si devono preparare. Si parla di milioni di siringhe, di catena del freddo, di organizzare centri di vaccinazione e qualificare personale per farlo. Tutto questo va preparato. Gli Stati devono approntare la logistica per il dispiegamento di centinaia di milioni di dosi di vaccini», ha aggiunto von der Leyen.

Tokyo, governo richiede chiusura anticipata locali

Chiusura anticipata alle 22 a Tokyo per bar e ristoranti, nel tentativo di contenere un’ulteriore accelerazione del coronavirus a ritmi sempre più allarmanti nella capitale. Lo ha comunicato il governo metropolitano, riproponendo le stesse misure introdotte sei mesi fa, quando ai locali notturni venne chiesto di interrompere la vendita di alcool nelle prime ore della serata, in preparazione dell’entrata in vigore dello stato di emergenza.

La nuova richiesta avrà validità per tre settimane a partire da questo sabato, e le autorità governative risarciranno le attività commerciali che si adeguano alle raccomandazioni per un importo fino a 400’000 yen, pari a 3’500 franchi, da qui fino al 17 dicembre. Le nuove linee guida coincidono con la segnalazione odierna di 401 nuove positività nella capitale, e il repentino incremento dei pazienti negli ospedali cittadini con ‘gravi patologie’, a quota 54, la soglia più alta dallo scorso maggio.

Lo scorso giovedì le autorità della capitale avevano alzato il grado di allarme al massimo livello su una scala di 4, tornando ai valori di inizio settembre. Interrotta anche la campagna promozionale del governo ‘Go To Eat’, che prevedeva incentivi ai consumatori per sostenere il settore in crisi della ristorazione.

Da ieri a Osaka e Sapporo risulta sospesa l’altra iniziativa dell’esecutivo ‘Go To Travel’ per favorire il turismo domestico, a causa dei nuovi picchi dei contagi nelle due città. A questo riguardo il premier Yoshihide Suga in Parlamento ha difeso l’operazione commerciale, citando la necessità di stimolare le economie locali, e respingendo le accuse di un ampliamento delle positività a livello nazionale a causa del contributo dei maggiori spostamenti. Una tesi avvalorata da una commissione di esperti medici.

In una conferenza separata, tuttavia, il ministro in carica per la gestione dell’emergenza sanitaria, Yasuyoshi Nishimura, ha detto che l’esecutivo allargherà i poteri di deroga alle diverse prefetture dell’arcipelago per chiedere una restrizione degli orari di apertura delle imprese commerciali, se la crescita dei contagi di Covid dovesse renderlo necessario.

Francia, Disneyland Parigi chiuso fino al 12 febbraio

Disneyland Parigi non riaprirà per le feste di fine anno. In un messaggio pubblicato su Twitter, il parco di attrazioni nella regione di Parigi ha annunciato che la chiusura dei parchi a tema e degli hotel si protrarrà fino al 12 febbraio compreso.

«Speravamo - si legge nel tweet - di poter aprire Disneyland Parigi durante le vacanze di Natale, dal 19 dicembre al 3 gennaio prossimo, sfortunatamente gli ultimi annunci del governo non ce lo permettono».

Francia pensa a obbligo temporaneo telelavoro

La Francia pensa al telelavoro obbligatorio per qualche giorno a settimana. Secondo quanto riferito oggi dal presidente dell’associazione degli imprenditori Medef, Geoffroy Roux de Bézieux, governo e parti sociali hanno avviato una riflessione per rendere il telelavoro obbligatorio nei primi mesi del 2021.

Lunedì sera, il primo ministro, Jean Castex, «ci ha chiesto di riflettere ad una seconda fase di telelavoro per inizio anno che non sia 100% telelavoro come oggi ma che non sia nemmeno un ritorno allo stadio precedente». La soluzione, ha aggiunto, potrebbe essere del tipo «qualche giorno a settimana obbligatorio, ma non il 100%».

De Bézieux ha precisato che un tale dispositivo sarebbe applicabile «per qualche mese», il tempo che passi la pandemia da coronavirus.

Martedì 24 novembre

(Aggiornato alle 20.50) Hanno superato quota 59,2 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,39 milioni, i guariti sono 37,9 milioni.

Anche la Francia supera le 50 mila vittime

Anche la Francia, dopo l’Italia, ha superato la soglia delle 50.000 vittime di Covid-19. Secondo i dati di Santé Publique, con 454 decessi negli ospedali e il cumulo di 4 giorni di morti in case di riposo e istituti per disabili (551), oggi si è raggiunta la cifra di 50.237 morti dall’inizio della pandemia. Da sabato prossimo riapriranno tutti i negozi e le librerie: lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron nell’ambito dell’alleggerimento delle misure di lockdown in vista delle feste di Natale. In questa fase rimarrà in vigore l’autocertificazione per uscire, ma sarà possibile allontanarsi fino a 20 km dal proprio domicilio. Dal 15 dicembre non sarà più obbligatoria l’autocertificazione, il lockdown lascerà il posto al coprifuoco dalle 21 alle 7. Il Natale sarà possibile trascorrerlo «in famiglia» ma non saranno vacanze «come le altre». Bar e ristoranti, come le palestre, riapriranno dal 20 gennaio se i contagi saranno sotto i 5.000 giornalieri.

«Abbiamo frenato la circolazione del virus», ha sottolineato Macron all’inizio del suo intervento in diretta tv. Il presidente ha ringraziato «il civismo» dei francesi: «I nostri sforzi, i vostri sforzi, hanno pagato, il picco della seconda ondata è passato». Sull’apertura delle stazioni sciistiche in Francia «è in corso una concertazione con il governo» e anche «con i Paesi vicini», ha detto, aggiungendo: «Mi sembra impossibile immaginare un’apertura per le feste. Sarà meglio orientarsi per una riapertura nel corso del mese di gennaio». «La vaccinazione contro il Covid-19 potrebbe cominciare in Francia tra fine dicembre e inizio gennaio», ha poi spiegato, precisando che «non sarà obbligatoria».

Per Natale Johnson rilassa le misure

Via libera a riunioni di famiglia - nelle case, nei luoghi di preghiera e negli spazi pubblici - fino a un massimo di componenti di tre nuclei non conviventi nel Regno Unito durante i 5 giorni di alleggerimento delle misure anti-Covid previste per Natale, secondo quanto concordato oggi durante una riunione del comitato Cobra dal governo centrale di Boris Johnson e da quelli locali delle nazioni. Lo precisa la Bbc anticipando le indicazioni di un piano - che sarà valido in modo uniforme in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord - in cui si prevede anche un allentamento delle restrizioni sugli spostamenti e i trasporti attraverso il Paese nello stesso arco di giornate comprese fra il 23 e il 27 dicembre.

Brasile, altri 344 morti e 17.585 casi in 24 ore

Il Brasile ha raggiunto i 6.088.004 casi confermati di Covid-19, mentre continua ad aumentare la media giornaliera dei morti e dei contagi.

Tra domenica e ieri sono stati registrati 17.585 nuovi pazienti colpiti dalla malattia, secondo i dati diffusi dalle segreterie sanitarie dei governi statali.

La media di questo lunedì è stata di 30.181 persone, il che rappresenta un aumento del 57% rispetto alla cifra di due settimane fa.

Il Brasile, secondo Paese al mondo per numero di vittime, ha nel frattempo raggiunto i 169.541 decessi, di cui 344 registrati nelle ultime 24 ore.

La media mobile dei morti è stata di 496, con un aumento del 51% rispetto alla media di due settimane fa.

In Iran nuovo record di 13.721 casi in 24 ore

Un nuovo record di 13.721 casi di Covid-19 è stato registrato nelle ultime 24 ore in Iran, dove il totale dei contagi dall’inizio pandemia cresce a 880.542.

Le vittime nell’ultima giornata ammontano a 483, portando i decessi complessivi a 45.738. I pazienti in terapia intensiva salgono a 5.824, mentre i guariti aumentano a 617.715. I test effettuati sono in tutto 5.871.098. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Hong Kong chiude di nuovo bar e locali

Hong Kong chiuderà di nuovo, per la terza volta quest’anno, bar, nightclub e locali di fronte a un nuovo aumento dei casi di coronavirus. Lo ha reso noto la segretaria alla sanità Sophia Chan, riporta il Guardian.

Le autorità stanno anche riaprendo il centro temporaneo per il trattamento del Covid nei pressi dell’aeroporto.

Oggi Hong Kong ha registrato 80 nuovi casi che portano il totale dei contagi da inizio anno a 5.782. I decessi sono 108.

Länder tedeschi: Natale con massimo 10 persone

I ministri-presidenti dei Länder tedeschi hanno trovato un accordo per le misure di contenimento per Natale e Capodanno: dal 23 dicembre al primo gennaio sarà possibile ritrovarsi con altri nuclei familiari o altri singoli per un massimo di 10 persone, mentre si invitano tutti i cittadini ad una quarantena preventiva auto-imposta prima delle festività.

Lo riferisce l’agenzia di stampa DPA, dopo aver preso visione di una bozza del documento che sarà discusso mercoledì in riunione con la cancelliera Angela Merkel.

Lunedì 23 novembre

Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia hanno superato i 58,8 milioni. I decessi totali sono oltre 1,39 milioni, i guariti sono 37,6 milioni.

Spagna, Felipe VI in quarantena preventiva

Il re di Spagna Felipe VI si è messo in quarantena dopo essere entrato in contatto con una persona risultata positiva al Covid-19, ha annunciato in serata il Palazzo Reale.

«Una persona con cui era in contatto ieri è risultata positiva al Covid-19 oggi», ha detto il Palazzo in un comunicato, precisando che il sovrano ha sospeso per dieci giorni tutte le sue attività ufficiali.

Francia, meno di 5000 nuovi casi in 24 ore

Sono stati meno di 5000, 4452, i nuovi casi di positività al Coronavirus in Francia nelle ultime 24 ore, secondo i dati di Santé Publique France. Si tratta della cifra più bassa dall’inizio di ottobre.

Sono stati 500 i decessi nelle ultime 24 ore, che portano il totale delle vittime dall’inizio della pandemia a 49’232. Sono 55 i pazienti in meno nei reparti di rianimazione, 73 quelli in meno negli ospedali. Cala al 13,3% il tasso di positività dei test.

L’OMS: «Con i vaccini c’è speranza di mettere fine alla pandemia»

«C’è adesso una reale speranza che i vaccini, insieme con altre misure sanitarie già testate, possano contribuire a mettere fine alla pandemia di Covid-19». Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul coronavirus. «La luce in fondo a questo lungo e buio tunnel sta diventando più luminosa dopo le ultime buone notizie sui vaccini», ha aggiunto. «Nessun vaccino nella storia è stato sviluppato così rapidamente. La comunità scientifica ha stabilito un nuovo standard per la creazione dei vaccini», ha sottolineato il numero uno dell’Organizzazione mondiale della sanità.

In Bulgaria annunciate nuove restrizioni

Il ministro della Salute bulgaro Kostadin Anghelov ha annunciato stasera in una conferenza stampa a Sofia drastiche misure restrittive e la proroga della ‘situazione di emergenza epidemica’ nel Paese fino alla fine di marzo del prossimo anno a causa del coronavirus. Quella attuale scade il 30 novembre prossimo.

Le nuove misure saranno discusse e approvate dopodomani in una riunione del Consiglio dei ministri e dovrebbero entrare in vigore il 27 novembre. Secondo le misure proposte dal ministro Anghelov verranno sospese le lezioni nelle scuole e negli atenei in tutto il Paese, le gare sportive e gli eventi congressuali.

Rimangono chiuse le discoteche e i locali notturni. I ristoranti potranno preparare cibi soltanto da consegnare a domicilio. Saranno chiusi tutti i negozi, compresi i grandi centri commerciali, eccetto negozi per generi alimentari, farmacie, uffici postali, distributori di benzina e banche.

«Non imporremo il lockdown ma ci auguriamo che la gente se lo imporrà da sola», ha aggiunto il ministro della Salute. Negli ultimi giorni in Bulgaria si registra un’impennata dei contagi da coronavirus e dei decessi.

«Niente pranzi e cene per Natale»

La decisione più saggia a Natale sarebbe quella di non fare né pranzi né cene in famiglia per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha detto il capo tecnico dell’Oms, Maria Van Kerkhove, durante il consueto briefing sul Covid-19. «La difficile decisione di non riunirsi in famiglia per le feste è la scommessa più sicura», ha sottolineato la dottoressa. La decisione più saggia a Natale sarebbe quella di non fare né pranzi né cene in famiglia per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha detto il capo tecnico dell’Oms, Maria Van Kerkhove, durante il consueto briefing sul coronavirus. «La difficile decisione di non riunirsi in famiglia per le feste è la scommessa più sicura», ha sottolineato la dottoressa.

Misure più morbide in Gran Bretagna

Riapertura di negozi non essenziali, palestre, ristoranti e pub, ma con coprifuoco alla 22 per gli ultimi ordini, esteso alle 23 per le consumazioni già servite. Sono alcune delle misure annunciate oggi da Boris Johnson e possibili dal 3 dicembre nel Regno Unito. Esse varranno dall’alleggerimento delle precauzioni anti-Covid dopo la scadenza del lockdown nazionale bis in vigore in Inghilterra fino al 2 dicembre prossimo compreso, ma solo in alcune regioni, ha formalizzato in video collegamento alla Camera dei Comuni Johnson. Nel suo statement, il primo ministro Tory ha sottolineato come l’incremento dei contagi sia ora in frenata, non senza avvertire che l’emergenza non è ancora alle spalle. E che le restrizioni non verranno azzerate in attesa che «i progressi sui vaccini» e i programmi verso «test di massa» diano gli effetti sperati, ma torneranno a essere graduate a livello locale territorio per territorio secondo tre livelli di allerta - prima di «un’esenzione» più ampia limitato a 5 giorni festivi in occasione del Natale «in tutto il Regno Unito» - in una versione riveduta e «rafforzata» rispetto a prima del lockdown.

Lo schema prevede fra l’altro il ritorno del pubblico agli eventi sportivi fino a 4000 spettatori nelle aree sottoposte ad allerta gialla e fino a 2000 in quelle con allerta arancione, ma non in quelle a più alto tasso di casi locali destinate a rimanere segnate dall’allerta rossa. «Una via d’uscita» dall’emergenza coronavirus «è in vista», si è detto convinto Johnson . «La cavalleria della scienza» sta arrivando e «nei nostri cuori sappiamo che in primavera avremo successo», ha aggiunto Johnson, facendo riferimento ai progressi sui vaccini (in particolare con gli annunci di oggi sul prototipo britannico Oxford/Astrazeneca) e ai programmi sulla promessa estensione dei test a livello di massa nel Regno, ribadendo tuttavia che «non siamo ancora» al traguardo finale.

In Ungheria ingressi scaglionati per gli over 65

Il governo di Viktor Orban ha deciso di scaglionare gli ingressi nei negozi in Ungheria in base all’età per proteggere le fasce più a rischio coronavirus. Lo riporta il Guardian. In particolare gli over 65 potranno entrare negli esercizi commerciali solo dalle 9 alle 11 nei giorni feriali e dalle 8 alle 10 nei week-end. «Questo decreto serve a proteggere gli anziani», ha detto Orban in un video pubblicato su Facebook. L’Ungheria ha cercato per mesi di evitare un secondo lockdown e prevenire ulteriori danni all’economia, ma è stata costretta a chiudere le scuole secondarie e imporre un coprifuoco dalle 20 alle 5. Nelle ultime settimane 3891 ungheresi sono morti a causa del Covid-19, mentre 177’952 persone sono state infettate dall’inizio della pandemia.

Montenegro secondo in Europa per numero di casi

Stando infatti ai dati del portale web tedesco ‘Statista’, il piccolo Paese balcanico, che conta appena 620 mila abitanti, ha un tasso di 4754 contagiati su 100 mila abitanti, secondo solo al Belgio la cui incidenza è di 4803 contagi su 100 mila abitanti. Terzo il Lussemburgo con 4654 contagi su 100 mila abitanti. Il Montenegro - dove i contagi sono in totale oltre 31 mila - in giugno aveva dichiarato finita l’epidemia dopo 28 giorni consecutivi di zero casi e zero decessi, ma da alcuni mesi, al pari degli altri Paesi della regione, è interessato da una forte ripresa della curva epidemica. Nel caso del Montenegro al peggioramento della situazione epidemiologica ha contribuito con tutta probabilità anche una lunga stagione di proteste e manifestazioni che hanno visto protagonista in primo luogo la parte di popolazione di etnia serba (quasi un terzo del totale), insoddisfatta di una nuova legge religiosa ritenuta discriminatoria e ostile nei confronti della Chiesa ortodossa serba, da sempre molto popolare e largamente diffusa in Montenegro.

Innumerevoli raduni, cortei e processioni si sono svolti in massima parte senza l’osservanza delle misure di prevenzione anti-Covid, con migliaia di partecipanti senza mascherina e incuranti del distanziamento fisico prescritto. Comportamenti questi stigmatizzati a più riprese dalla dirigenza di Podgorica, e che hanno portato spesso a tafferugli e scontri con le forze dell’ordine locali, mentre diversi esponenti religiosi della Chiesa ortodossa serbi sono stati arrestati o si sono contagiati con conseguenze più o meno gravi. È accaduto anche al metropolita Amfilohije, capo della Chiesa ortodossa serba in Montenegro, colpito pesantemente dal virus e morto a fine ottobre per le gravi complicazioni intervenute. In quell’occasione si sono ripetute scene e comportamenti di totale irresponsabilità da parte di migliaia di cittadini e fedeli, accorsi in massa e senza alcuna prevenzione a rendere omaggio alla salma di Amfilohije, chinandosi per baciarla, sfidando ogni appello alla prudenza.Le cerimonie funebri ai funerali solenni del primo novembre a Podgorica sono state presiedute dal patriarca serbo Irinej, affiancato dal presidente serbo Aleksandar Vucic, e in quella occasione con ogni probabilità il 90enne Irinej si è contagiato. Tornato a Belgrado, il patriarca è risultato positivo al Covid-19, è stato ricoverato in un ospedale militare dove è deceduto il 20 novembre per le gravi complicazioni intervenute. A Belgrado, anche se forse con minore intensità, si sono ripetute le scene in chiesa con poca cura della prevenzione anti-Covid, e con tanti che si sono avvicinati e chinati per baciare la salma del patriarca. Risulta peraltro sconcertante come, nel rispetto della liturgia ortodossa, durante le celebrazioni si offra vino consacrato ai fedeli che si avvicinano al sacerdote e bevono da un solo cucchiaio utilizzato per tutti.

Francia, una decisione entro 10 giorni sugli impianti sciistici

Il governo francese ha fatto sapere che una decisione sull’apertura degli impianti di sci a Natale sarà adottata «entro i prossimi 10 giorni».

Domenica 22 novembre

Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia hanno superato i 58 milioni (58,27 milioni). I decessi totali sono oltre 1,38 milioni, i guariti sono 37,33 milioni.

In Francia cala ancora il tasso di positività

Sono stati 11.829 i casi di positività alla COVID-19 in Francia nelle ultime 24 ore, ai quali si aggiungono 1.328 test antigenici positivi, per un totale di 13.157, secondo le cifre di Santé Publique France. Il numero delle vittime è aumentato in 24 ore di 215, e il totale è ora di 48.732 dall’inizio dell’epidemia. Ulteriormente sceso il tasso di positività dei test, al 14%.

Boom di morti a El Paso, interviene la Guardia Nazionale del Texas

La Guardia Nazionale del Texas in soccorso degli obitori della contea El Paso, travolti dall’elevato numero di decessi per la COVID-19. «Con il rapido aumento dei casi e dei ricoveri stiamo sfortunatamente assistendo anche a un aumento dei morti», afferma il sindaco di El Paso Dee Margo annunciando l’intervento della Guardia Nazionale. «Stiamo lavorando con le agenzie di pompe funebri per assisterle a far fronte al balzo delle richieste e coordinare le risorse. La Guardia Nazionale metterà a disposizione il suo personale per attuare il nostro piano di gestione dei decessi», mette in evidenza Margo.

Coronavirus in un allevamento di visoni in Francia

La Francia ha rilevato per la prima volta la presenza del nuovo coronavirus in un suo allevamento di visoni, a Eure-et-Loir. Lo hanno reso noto oggi i ministeri dell’Agricoltura, della Salute e della Transizione Ecologica. «È stato ordinato l’abbattimento di tutti i 1.000 animali ancora presenti nell’allevamento e l’eliminazione dei prodotti di questi animali», hanno indicato in una nota i ministeri. Dei quattro allevamenti di visoni nel Paese, uno è risultato non contagiato mentre «negli ultimi due sono ancora in corso analisi», i cui risultati sono attesi in settimana. Diversi paesi europei hanno già segnalato contaminazioni di allevamenti di visoni, principalmente in Danimarca, con la recente scoperta di una variante del virus, ma anche nei Paesi Bassi poi in Svezia e Grecia, e sono stati rilevati casi isolati in Italia e in Spagna. Sono stati segnalati casi anche negli Stati Uniti.

OMS: «L’Europa si attrezzi o arriverà una terza ondata»

L’OMS avverte l’Europa che se non si attrezzerà in modo corretto ci sarà una terza ondata della pandemia all’inizio del 2021. David Nabarro, inviato speciale dell’OMS, in un’intervista ai giornali svizzeri imputa ai governi europei di non aver realizzato le «infrastrutture necessarie durante l’estate, dopo aver riportato sotto controllo la prima ondata». E se non lo faranno adesso, «avremo una terza ondata all’inizio del prossimo anno. Nabarro ha lodato la risposta alla pandemia dei paesi asiatici, come la Corea del Sud, che assumono comportamenti corretti.

Johnson si appresta a confermare fine lockdown

Il primo ministro britannico Boris Johnson si appresta a confermare che il lockdown per frenare la diffusione del coronavirus in tutta l’Inghilterra si concluderà il 2 dicembre. Lo ha reso noto il suo ufficio.

Il blocco sarà seguito da un ritorno a una serie di restrizioni regionali a tre livelli come parte del «Piano invernale COVID» del governo. L’annuncio ufficiale dovrebbe essere fatto lunedì.

Un portavoce di Downing Street ha dichiarato che le attuali restrizioni hanno «contribuito a riportare il virus sotto controllo» e «alleggerito le pressioni sul NHS (National Health Service, il sistema sanitario nazionale del Regno Unito)».

Tuttavia, il governo ha anche avvertito che senza restrizioni regionali il virus causerebbe il caos prima che i piani per la distribuzione del vaccino e i test di massa abbiano il tempo di fare effetto.

G20: impegno per un’equa distribuzione dei vaccini

Il G20, che riunisce i paesi più industrializzati, si impegna a finanziare un’equa distribuzione dei vaccini, delle cure e dei test per la COVID-19 in modo che i paesi più poveri non siano tagliati fuori. È quanto emerge da una bozza del comunicato finale del G20 riportata ieri sera dall’agenzia di stampa Reuters sul suo sito.

«Riconosciamo il ruolo di una immunizzazione ampia come un bene pubblico globale», si legge nella bozza.

Sabato 21 novembre

Hanno raggiunto quota 57.573.392 i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono 1.372.274, mentre i guariti sono 36.881.629.

Bruxelles si assicura 1,2 miliardi di dosi di vaccini promettenti

«Un vaccino sicuro ed efficace è il nostro modo migliore per sconfiggere il virus. Finora abbiamo assicurato almeno 1,2 miliardi di dosi di vaccini promettenti per gli europei e il mondo. Verranno dispiegati rapidamente una volta che l’autorizzazione confermerà i risultati positivi». Lo scrive su Twitter la Commissione europea.

In Croazia tasso di positività del 36,17%

La Croazia ha registrato nelle ultime 24 ore 3.573 nuovi contagi da coronavirus, su 9.877 test effettuati, e 47 decessi. Il tasso di positività è del 36,17%. Come riferiscono i media regionali, i casi attivi nel Paese sono ad oggi 19.079. I pazienti in ospedale sono 1.981, dei quali 213 in terapia intensiva. In totale da inizio epidemia i contagi sono stati 100.410, le vittime 1.304.

Nuove restrizioni in Serbia

Di fronte al forte aumento dei contagi da coronavirus, in Serbia il governo ha annunciato oggi nuove misure restrittive per la durata di dieci giorni. Come riferiscono i media, a partire da martedì sarà anticipata alle 18 la chiusura per ristoranti, caffè, locali notturni, sale da gioco e centri commerciali. Sarà strettamente obbligatoria la mascherina in tutti i luoghi al chiuso e anche all’aperto laddove non sia possibile rispettare il necessario distanziamento fisico. Le riunioni saranno consentite per un massimo di cinque persone sia al chiuso che all’aperto, ad eccezione di scuole, negozi, centri commerciali dove resta l’obbligo di rispettare il numero massimo di presenze consentito - garantendo almeno quattro metri quadrati a persona. Si consiglia inoltre di trasferire il lavoro da casa per tutti coloro in grado di farlo. E saranno notevolmente intensificati i controlli. La Serbia negli ultimi giorni ha registrato bilanci giornalieri di oltre 6 mila contagi e decine di decessi, con un aumento repentino rispetto a pochi giorni fa. Gli specialisti peraltro hanno messo in guardia dai pericoli di un’ulteriore diffusione del contagio per le cerimonie funebri pubbliche di oggi e domani in memoria del patriarca ortodosso Irinej, morto ieri per le conseguenze del coronavirus.

In Iran 5.788 pazienti in terapia intensiva

Il nuovo bilancio totale delle vittime del coronavirus in Iran sale a 44.327 morti con i 431 decessi registrati nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi arriva a 841.308 con i 12.931 nuovi casi di ieri.

Lo ha comunicato la portavoce del ministero della Salute Sima Lari aggiungendo che finora «596.136 persone sono guarite e che i pazienti in terapia intensiva sono 5.788» . I test effettuati nel Paese sono stati 5.747.325 .

Record di contagi in Giappone

Dopo il record di Tokyo, i casi di coronavirus crescono in Giappone per il quarto giorno consecutivo, superando quota 2.560. Lo anticipa il canale pubblico NHK, segnalando l’ascesa dei contagi a Osaka, la terza città per numero di abitanti del Paese, con 415 nuove infezioni. L’espansione dei contagi riguarda anche le regioni a nord, come l’Hokkaido, che hanno visto un afflusso di viaggiatori oltre le previsioni, in scia alla campagna di incentivi ‘Go To Travel’, introdotta dal governo a fine luglio per incentivare il turismo domestico, che prevedeva la copertura fino alla metà delle spese di viaggio. Promozione che da quest’oggi è stata interrotta su decisione del premier Yoshihide Suga, ribadendo «quanto sia importante osservare la massima cautela in un momento come quello attuale, trovando un compromesso tra il contenimento dei casi di COVID-19 e il sostegno alle economie locali». Il direttore dell’Associazione dei medici giapponesi, Toshio Nakagawa, ha detto che non è possibile stabilire con certezza un legame tra la campagna di promozione del governo e il recente aumento dei casi, ma che sicuramente la prima ha agito da catalizzatore. La prefettura più colpita dell’arcipelago rimane Tokyo, dove si sono registrati 37.317 positività. Sul fronte nazionale i casi di coronavirus si assestano a 130.915, con 1.974 morti accertate.

Calano i contagi e i ricoveri in Belgio

Il numero di contagi da COVID-19 in Belgio continua a diminuire in modo costante: in media, dall’11 al 17 novembre, ci sono stato 3.939 contagi giornalieri, con un calo del 38% rispetto ai sette giorni precedenti, secondo i dati provvisori dell’Istituto di Salute Pubblica Sciensano. Continua a diminuire anche il numero dei ricoveri ospedalieri dovuti alla COVID-19 (-29%), che si attesta attualmente a 344,3 in media al giorno (tra il 14 novembre e il 20 novembre). Dall’inizio della pandemia sono state ammesse 40.243 persone in ospedale a causa del Covid-19 e 15.352 sono morte. Il tasso di positività al test ha ora raggiunto il 17,5% nella media nazionale. In totale dall’inizio dell’epidemia a marzo, 553.680 persone sono state testate positive al coronavirus. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga.

In Bulgaria tasso di positività al 40%

In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 129 decessi a causa del coronavirus per un totale di 2.778 morti. Da ieri nel Paese balcanico, che conta circa 7 milioni di abitanti, si sono registrati 3.983 contagi di COVID-19, pari a oltre il 40% dei 9.786 test effettuati. Il maggior numero di persone contagiate si registra sempre nella capitale Sofia (circa due milioni di abitanti): 1.031. Il totale dei contagi da inizio epidemia è a oggi di 118.418. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico sanitario è salito a 4.641. Attualmente vi sono 81.252 casi di coronavirus in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 5.942 pazienti, 383 dei quali in terapia intensiva.

Picco di contagi in Ucraina: sono oltre 14.500 in un giorno

In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati accertati 14.580 nuovi casi di COVID-19: il massimo finora registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Secondo il ministro della Salute, Maksim Stapanov, ripreso dall’agenzia Interfax, i decessi sono stati 215 nell’ultima giornata e fanno salire a 10.813 il totale delle vittime del virus Sars-Cov-2 nella repubblica ex sovietica, dove sono stati accertati in totale 612.655 contagi.

In Pakistan oltre 2.800 nuovi casi

Il Pakistan ha registrato 42 morti e 2.843 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Si tratta di un record per il Paese che non registrava numeri così alti da metà luglio. Dall’inizio della pandemia a febbraio, in Pakistan ci sono stati 371.508 contagi di coronavirus e 7.603 decessi. Secondo i dati del Ministero, 1.389 persone sono guarite nelle ultime 24 ore, per un totale di 328.931. Nonostante l’aumento di casi di COVID-19, i principali partiti di opposizione del paese stanno organizzando una manifestazione antigovernativa per domani a Peshawar, nel nord ovest.

In Russia nuovo picco di contagi e vittime

In Russia si registra un nuovo picco sia di nuovi casi sia di vittime della COVID-19. Stando ai dati del centro operativo nazionale anti coronavirus, nelle ultime 24 ore nel Paese sono stati accertati 467 decessi provocati dalla malattia e 24.822 nuovi contagi. Si tratta dei numeri più alti finora registrati in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Il totale dei contagi sale così a 2.064.768. Le vittime, stando ai dati ufficiali, sono in tutto 35.778. Nella sola Mosca, nel corso dell’ultima giornata si sono registrati 7.168 casi di COVID-19 e 74 decessi. Lo riportano le agenzie Tass e Interfax.

In Giappone stop ai viaggi nelle zone a rischio

Il premier giapponese, Yoshihide Suga, ha annunciato che sospenderà la campagna di promozione dei viaggi interni nelle zone del Giappone in cui il numero dei casi di coronavirus è particolarmente alto. Lo riporta il Guardian. Intanto a Tokyo è stato registrato l’ennesimo record giornaliero di nuovi contagi con 539 persone positive al coronavirus.

Aumentano i contagi in Canada: Toronto in lockdown

Toronto e Peel, due delle grandi città dell’Ontario, in Canada, saranno in lockdown da lunedì per 28 giorni. Le scuole resteranno aperte ma i bar e i ristoranti potranno servire solo pranzi e cene da asporto. Resteranno invece aperti supermercati e farmacie ma con una capacità limitata al 50%. Gli assembramenti saranno limitati a 10 persone. La decisione è stata presa in seguito all’aumento dei casi e alla previsione di un possibile peggioramento della situazione nelle prossime settimane.

Oltre 192 mila casi negli USA

Gli Stati Uniti hanno registrato 192.805 nuovo casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore. Negli ultimi sette giorni i nuovi contagi hanno superato quota 1,15 milioni.

Superati 6 milioni di contagi in Brasile

Il Brasile è il terzo Paese al mondo ad aver superato i 6 milioni di contagi di COVID-19 dall’inizio della pandemia, dopo Stati Uniti e India. Nelle ultime 24 ore, i contagi sono stati 34.516, portando a 6.017.605 il bilancio totale. Le vittime registrate nelle ultime 24 ore sono state 521, per un totale di 168.662.

Venerdì 20 novembre

Hanno superato quota 57,16 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,36 milioni, i guariti sono 36,6 milioni.

Il Governo britannico chiede il via libera per il vaccino Pfizer

Il governo britannico di Boris Johnson ha formalmente chiesto all’autorità di regolazione sui farmici del Regno, la MHRA, di valutare il candidato vaccino anti-coronavirus Pfizer/BioNTech, per autorizzarne un’eventuale distribuzione a partire dal mese prossimo. Lo ha detto il ministro della Sanità, Matt Hancock, nel briefing odierno sull’emergenza Covid tenuto a Downing Street. Si tratta di «un altro passo importante per fronteggiare la pandemia», ha sottolineato Hancock, precisando che se qualunque prototipo di vaccino sarà approvato nei prossimi giorni, «le vaccinazioni inizieranno» a dicembre nel Regno, con poi «una mole più estesa» nel 2021. «Stiamo andando nella direzione giusta, ma c’è ancora una lunga strada da fare», ha peraltro avvertito.

In Svezia record di 7.240 contagi nelle 24 ore

La Svezia ha registrato il record di nuovi casi con 7.240 contagi nelle ultime 24 ore. Lo rende noto l’Agenzia per la Salute. I decessi sono stati 66, portando il totale a 6.406. Il tasso di morte della Svezia, che nei mesi scorsi ha applicato una strategia di lotta al coronavirus senza alcuna forma di lockdown, è molto più alto rispetto agli altri Paesi nordici.

I musei americani chiudono per il coronavirus

Con la nuova impennata di contagi da coronavirus i musei americani tornano a chiudere ‘coast to coast’. A Washington la rete dello Smithsonian - sette musei tra cui l’American Art Museum, il National Museum of African American History and Culture, il Museo dello Spazio e la National Portrait Gallery più il National Zoo che erano tornati ad accogliere i visitatori tra luglio e settembre - non riaprirà al pubblico a partire da lunedì. Domani intanto sarà la volta della National Gallery con una decisione presa dalla direttrice Kaywin Feldman congiuntamente al capo dello Smithsonian, Lonnie Bunch: «La prudenza deve prevalere se vogliamo proteggere i nostri visitatori e lo staff». Le istituzioni di Washington si uniscono a una lista crescente di musei americani che già hanno chiuso o lo faranno a breve: «Lo considero un passo indietro», ha detto la Feldman: «La differenza stavolta è che vediamo la luce alla fine del tunnel con la prospettiva di un vaccino». I musei di New York per il momento restano aperti, sia pure a capacità limitata e con i curatori in telelavoro, ma le prospettive per la Grande Mela, dove il sindaco Bill De Blasio ha annunciato una nuova serrata delle scuole, non sembrano particolarmente rosee. Intanto i governatori di Colorado, Illinois, Minnesota e stato Washington hanno annunciato restrizioni che includono la chiusura dei musei mentre altre istituzioni culturali a Filadelfia, Milwaukee e Marfa hanno annunciato individualmente analoghe decisioni. «È scoraggiante chiudere in un momento in cui in tempi normali ci saremmo preparati ad accogliere più visitatori che mai a causa della stagione delle feste», hanno affermato congiuntamente il Philadelphia Museum of Art, la Academy of Natural Sciences of Drexel University, la Barnes Foundation e Pennsylvania Academy of the Fine Arts dopo che l’annuncio da parte dello stato di una nuova ondata di restrizioni. Le nuove chiusure mettono a rete delle istituzioni culturali americane sotto ulteriore stress: all’inizio della settimana l’American Alliance of Museums aveva calcolato che un museo su tre negli Usa resta chiuso a causa della pandemia e che la maggior parte non ha mai riaperto dopo lo shutdown di marzo. A causa delle chiusura i musei prevedono di perdere nel 2020 il 35% del loro budget operativo e il 28% nel 2021 con buchi tra il milione e le centinaia di milioni di dollari per le istituzioni più importanti.

In Croazia da domenica nuove restrizioni

In Croazia da domenica saranno in vigore nuove misure restrittive per combattere la diffusione del coronavirus, dopo che nell’ultimo mese il Paese balcanico ha visto una forte crescita dei contagi che lo ha portato tra i Paesi europei con la più alta incidenza di infezioni su centomila abitanti. Le nuove misure inaspriscono solo parzialmente le restrizioni introdotte a ottobre e il governo ha fatto sapere che un lockdown o un coprifuoco notturno sono da escludere. I bar e i ristoranti potranno operare fino alle 22, due ore in meno rispetto ad ora, mentre gli assembramenti pubblici saranno limitati a 25 persone. Sarà vietata la vendita di alcolici dalle 22 alle 6. I raduni in famiglia e tra amici dovrebbero limitarsi a dieci persone. Sono state imposte limitazioni alle manifestazioni sportive e culturali, che non sono vietate. A tutte le aziende è stato consigliato di organizzare il lavoro da casa, se possibile, mentre la pubblica amministrazione passa allo smart working dal primo dicembre. Non sono previste sanzioni per quelli che non rispettano le regole. Da ieri in Croazia sono stati registrati 2958 nuovi contagi, che portano il numero dei pazienti con l’infezione attiva a 18’193. Sono decedute 57 persone, nuovo record giornaliero. In costante crescita è anche il numero dei pazienti in cura ospedaliera, ad oggi quasi duemila, dei quali 217 sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’epidemia nel Paese si sono registrati 97 mila contagiati su settecentomila mila tamponi effettuati e una popolazione di quattro milioni di persone. Il totale delle vittime è di 1247.

Austria, screening di massa dal 5 dicembre

Il 5 dicembre partirà in Austria lo screening di massa. Nell’ultimo fine settimana del lockdown totale saranno testati tutti i 200.000 insegnanti e il personale delle scuole materne. Il 7 e 8 dicembre toccherà a tutti i 40.000 poliziotti. Nella prima settimana di dicembre in alcuni comuni ‘zona rossa’ saranno sperimentati i test a tappeto per tutti i cittadini, che entro Natale saranno estesi su base volontaria a tutta la popolazione austriaca. Il governo ha già acquistato sette milioni di test rapidi per un costo complessivo di 50 milioni di euro. Altre forniture sono in programmazione.

Morto a Belgrado il patriarca serbo ortodosso Irinej

Il patriarca Irinej, capo della Chiesa ortodossa serba (Spc), è morto stamane all’età di 90 anni in un ospedale di Belgrado, dove era ricoverato da due settimane per le conseguenze del coronavirus. Ne ha dato notizia la Chiesa ortodossa. Il patriarca Irinej era risultato positivo al coronavirus pochi giorni dopo il suo ritorno dal Montenegro dove a inizio novembre, affiancato dal presidente serbo Aleksandar Vucic, aveva presieduto le cerimonie funebri per il metropolita Amfilohije, capo della Chiesa ortodossa serba in Montenegro morto anch’egli per le conseguenze del coronavirus all’età di 82 anni. A quelle cerimonie avevano partecipato migliaia di fedeli, in massima parte senza rispettare il distanziamento fisico e le altre misure di prevenzione sanitaria per COVID. Irinej era stato ricoverato in un ospedale militare di Belgrado il 4 novembre scorso in condizioni relativamente buone considerando la sue età, ma il suo stato di salute si è aggravato negli ultimi giorni, con complicazioni cardiovascolari e respiratorie. Ieri era stato intubato. Alcuni media serbi avevano dato notizia della sua morte nel pomeriggio di ieri, notizia smentita dai vertici religiosi ortodossi, che avevano parlato di comportamento «irresponsabile» e «immorale». Eletto 45. patriarca della Chiesa ortodossa serba nel gennaio 2010, Irinej era su posizioni considerate mediane e conciliatrici fra gli esponenti ortodossi più rigidi e conservatori e quelli più aperti e riformisti. Sulla questione del Kosovo tuttavia il patriarca scomparso, pur favorevole al dialogo fra Belgrado e Pristina, era fermo nel ribadire la sua appartenenza alla Serbia, e nel difendere il patrimonio religioso, artistico e culturale serbo in Kosovo. Stando ai media, Irinej potrebbe essere sepolto nella cripta della Cattedrale ortodossa di San Sava a Belgrado.

Vaccino cinese somministrato a un milione di persone

A quasi un milione di persone sono stati già somministrati due vaccini sperimentali anti-Covid prodotti dalla cinese Sinopharm. Lo ha reso noto la stessa compagnia farmaceutica, senza tuttavia fornire dati clinici che dimostrino la loro efficacia. Dalla scorsa estate la Cina ha consentito inoculazioni di vaccini non ancora approvati, per casi ritenuti urgenti, come dipendenti e studenti che si recano all’estero, o anche lavoratori particolarmente esposti, come gli infermieri. In questo contesto, «i nostri vaccini sono stati inoculati a quasi un milione di persone e non abbiamo ricevuto alcun feedback relativo a reazioni avverse gravi», ha affermato Liu Jingzhen, presidente di Sinopharm, sul sito web del gruppo. Secondo l’azienda, nessuna delle persone ha contratto il Covid-19, nonostante abbia viaggiato «in più di 150 Paesi». La Cina ha attualmente quattro vaccini in fase 3 di sperimentazione umana, l’ultimo prima della possibile approvazione. Poiché i pazienti sono pochissimi nel Paese asiatico, dove il Covid-19 è stato ampiamente contenuto, questi test vengono effettuati all’estero. Gli studi clinici di fase 3 di Sinopharm, che comprende due vaccini che hanno raggiunto questa fase, si stanno svolgendo in una decina di Paesi come Emirati Arabi Uniti, Argentina, Perù, Egitto e Giordania.

Scatta il coprofuoco in California

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha annunciato il coprifuoco in tutto lo Stato dalla 10 di sera alle 5 del mattino a causa dell’aumento dei contagi legati al Covid.

L’India supera i 9 milioni di contagi

I casi di coronavirus in India hanno superato i 9 milioni. Lo ha annunciato ufficialmente il ministero della Salute. Il Paese è così il secondo al mondo con il maggior numero di contagi, dopo gli Stati Uniti. Il numero totale dei positivi è di 9.004.000, con 132.162 vittime.

Duecento mila nuovi casi negli USA

Negli Stati Uniti si sono registrati 2.200 morti da Covid nelle ultime 24 ore. I nuovi casi oltre 200 mila.

Il Messico supera i 100 mila morti

Il bilancio delle morti per coronavirus in Messico ha superato le 100 mila vittime, portando il Paese diventare il quarto al mondo ad aver oltrepassato questa soglia. «Oggi in Messico abbiamo 100 mila persone che hanno perso la loro vita a causa del Covid», ha detto il viceministro della Salute, Hugo Lopez-Gatell, in conferenza stampa.

Giovedì 19 novembre

Hanno superato quota 56,7 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,36 milioni, i guariti sono 36,3 milioni.

Biden: «Non ci sarà alcun lockdown nazionale»

«Non ci sarà alcun lockdown nazionale, non chiuderò l’economia a causa del virus». Lo ha detto Joe Biden, ribadendo però come metterà in campo una strategia nazionale, a partire dall’obbligo della mascherina: «Non è un simbolo di appartenenza politica ma un dovere patriottico». Biden è quindi tornato ad attaccare Trump che impedisce una regolare transizione: «Non c’è alcuna scusa per non condividere i dati, ci sono oltre 250 mila americani morti per il virus, ma ancora non abbiamo le necessarie informazioni. Quante vite devono ancora morire?». Donald Trump sta mostrano un’incredibile irresponsabilità e sta dando un incredibile massaggio negativo al mondo».

Danimarca: «Il virus mutato nei visoni è stato probabilmente debellato»

Una versione mutata del nuovo ceppo di coronavirus individuata nei visoni in Danimarca è stata «con tutta probabilità debellata». Lo riferisce il ministero danese della Sanità Magnus Heunicke.

«Non ci sono stati nuovi casi della versione mutata ‘Cluster 5’ dal 15 settembre e ciò ha indotto le autorità sanitarie danesi a concludere che questa versione sia stata con tutta probabilità debellata», indica Heunicke.

In Germania numero alto di contagi, ma stabile

La situazione in Germania «resta seria. Il numero dei contagi si è stabilizzato, ma a un livello alto». Lo ha detto il presidente del Robert Koch Institut, in conferenza stampa a Berlino, Lothar Wieler. Non è ancora possibile valutare se il fatto che i contagi non aumentino in modo esponenziale ogni giorno sia un cambiamento del trend, «bisogna aspettare». Per il Koch Institut, «i dati mostrano comunque che le misure fanno effetto, le persone vi si attengono e che siamo sulla strada giusta». L’Istituto ha segnalato nelle ultime 24 ore 22.609 nuovi casi. L’incidenza su 100 mila abitanti in sette giorni è di 139, ancora lontana dalla soglia dei 50 che si vuole raggiungere, «ma almeno non è aumentata». L’istituto ha inoltre registrato 251 nuove vittime rispetto al giorno precedente, per un bilancio complessivo dall’inizio della pandemia di 13.370 su 855.916 infezioni. Le persone finora guarite sono 562.700.

Nuovo record di contagi in Ucraina, 13.357 in 24 ore

Continuano ad aumentare i contagi di COVID-19 in Ucraina, dove nelle ultime 24 ore sono stati accertati 13.357 nuovi casi della malattia: il massimo finora registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia.

Secondo il ministro della Salute, Maksim Stapanov, i decessi sono stati 257 nel corso dell’ultima giornata e fanno salire a 10’269 il totale delle vittime del virus Sars-Cov-2 nella repubblica ex sovietica, dove sono stati accertati in totale 570.153 contagi.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di essere ancora positivo al coronavirus ma di sentirsi meglio. «Purtroppo, la ripetizione del test è positiva, ma continuo a lavorare ogni giorno», ha dichiarato Zelensky, ripreso dall’agenzia di stampa Interfax.

«L’olfatto è tornato oggi. Le mie forze stanno tornando. La febbre si riduce e aumenta il mio desiderio di tornare a lavorare intensamente», ha affermato il presidente ucraino.

La Russia supera i 2 milioni di contagi

La Russia ha superato i due milioni di contagi di COVID-19 e registra oggi un nuovo picco sia di nuovi casi sia di vittime della malattia. Stando ai dati del centro operativo nazionale anti coronavirus, nelle ultime 24 ore in Russia sono stati accertati 463 decessi provocati dal Covid-19 e 23.610 nuovi contagi: si tratta dei numeri più alti finora registrati in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Il totale dei contagi sale così a 2.015.608. Le vittime, stando ai dati ufficiali, sono in tutto 34.850. La Russia, che ha circa 145 milioni di abitanti, è il quinto Paese per contagi accertati in termini assoluti dopo Usa, India, Brasile e Francia. La zona con più casi in Russia è quella di Mosca, con 6438 contagi nelle ultime 24 ore.

Record di nuovi casi in Giappone, allerta massima

Il Giappone ha registrato oltre 2.000 nuovi casi di Covid-19 in un giorno, di cui 500 solo a Tokyo: record che costringono le autorità ad aumentare il livello della scala di allerta alla soglia massima. Il premier giapponese Yoshihide Suga ha esortato i connazionali a fare tutto il possibile per contenere la diffusione del virus, indossando le mascherine anche nei ristoranti, e ha incaricato il ministro in carica per la gestione dell’emergenza Yasutoshi Nishimura e quello della Salute, Norihisa Tamura, di convocare una riunione intergovernativa per l’introduzione di ulteriori misure. Gli esperti medici hanno descritto l’attuale andamento dei contagi in Giappone la terza ondata del Covid, citando tra le principali cause della sua estensione l’abbassamento delle temperature e la tendenza delle persone a passare più tempo al chiuso in locali privi di adeguata ventilazione.

Mercoledì 18 novembre

Sono oltre 56 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,43 milioni, i guariti sono 35,9 milioni.

Negli USA superati i 250 mila morti

Negli Stati Uniti il numero dei decessi a causa del coronavirus ha superato quota 250 mila, secondo i dati della Johns Hopkins University. Dall’inizio della pandemia i contagi hanno superato gli 11 milioni e 485 mila.

A New York le scuole chiuderanno da domani

New York chiuderà le scuole a partire da domani in seguito all’aumento dei casi di Covid-19. Lo annuncia il sindaco Bill de Blasio. Per New York, che ha il distretto scolastico pubblico più grande degli Stati Uniti, si tratta di un duro colpo nell’ambito della riapertura decisa nei mesi scorsi.

Morto un bambino in Norvegia

La Norvegia ha annunciato la morte di un bambino affetto da coronavirus, il primo caso fatale giovanile nel Paese scandinavo. Del piccolo non è stata resa nota l’età ma, a quanto riferito dalle autorità sanitarie, «soffriva di un’altra grave condizione cronica». «Un bambino ricoverato all’Haukeland University Hospital è morto per una malattia correlata al coronavirus», ha annunciato in un tweet la struttura in cui era ricoverato, situata nella città di Bergen. La sua età e la natura dell’altra patologia non sono state specificate. Le autorità sanitarie norvegesi avevano annunciato poche ore fa il 299. decesso legato al virus dall’inizio dell’epidemia, su un totale di 30.133 casi registrati ufficialmente.

In Francia si chiede il rinvio del «Black Friday»

Il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, chiede ai distributori di rinviare l’operazione promozionale Black Friday prevista per il 27 novembre, mentre il governo deve ancora decidere quando riaprire i negozi cosiddetti «non essenziali». Da giorni, in Francia, si susseguono le polemiche sull’opportunità di organizzare il Black Friday malgrado il coronavirus.

Nuovo picco in Serbia: oltre 5 mila casi

Il Brasile ha superato i 5,9 milioni di contagiati da coronavirus, con un aumento del 71% nel numero medio di casi al giorno, mentre gli esperti non escludono l’arrivo di una seconda ondata della pandemia. Tra lunedì e ieri, si sono registrati 32’262 nuovi casi confermati di Covid-19, portando il numero totale a 5’909’002. La media mobile dei contagiati ieri è stata di 29’674, cifra che rappresenta un aumento del 71% rispetto alla media osservata due settimane fa. La crescita del numero di nuovi pazienti è stata osservata in diversi Stati, tra cui San Paolo, il più importante del Paese, oltre ad essere il più colpito per numero di morti e di contagi. Intanto le segreterie sanitarie statali hanno riferito che nelle ultime 24 ore sono stati segnalati ulteriori 676 decessi in tutto il Paese, elevando il bilancio complessivo a 166’743.

In Brasile il numero di contagi supera quota 5,9 milioni

Il Brasile ha superato i 5,9 milioni di contagiati da coronavirus, con un aumento del 71% nel numero medio di casi al giorno, mentre gli esperti non escludono l’arrivo di una seconda ondata della pandemia. Tra lunedì e ieri, si sono registrati 32’262 nuovi casi confermati di Covid-19, portando il numero totale a 5’909’002. La media mobile dei contagiati ieri è stata di 29’674, cifra che rappresenta un aumento del 71% rispetto alla media osservata due settimane fa. La crescita del numero di nuovi pazienti è stata osservata in diversi Stati, tra cui San Paolo, il più importante del Paese, oltre ad essere il più colpito per numero di morti e di contagi. Intanto le segreterie sanitarie statali hanno riferito che nelle ultime 24 ore sono stati segnalati ulteriori 676 decessi in tutto il Paese, elevando il bilancio complessivo a 166’743.

Natale in famiglia in Gran Bretagna, ma per pochi giorni

Le famiglie britanniche potranno riunirsi per Natale, ma non senza limitazioni legate all’emergenza coronavirus. Lo indicano le anticipazioni mediatiche di un piano messo allo studio dal governo di Boris Johnson, in collaborazione con le autorità locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord e la consulenza di esperti medico-scientifici impegnati sul fronte della pandemia: piano che mira ad alleggerire temporaneamente le severe restrizioni in vigore nel Regno, in vista delle festività di fine anno.

Secondo la BBC, fra le ipotesi in esame vi è quella di modificare le regole per permettere ai sudditi di Sua Maestà di celebrare le giornate natalizie in famiglia anche solo per «pochi giorni». Una decisione finale non è stata ancora presa, ha precisato il ministro delle Attività Produttive, Alok Sharma, assicurando tuttavia che un margine di libertà per le riunioni di famiglia dovrebbe essere garantito.

L’obiettivo è avere «un Natale quanto più vicino al normale possibile», gli ha fatto eco Susan Hopkins, una dei consulenti medici governativi. Stando alle indiscrezioni raccolte dal Sun, il punto di caduta potrebbe essere quello di consentire - almeno per una durata di 5 giorni, a partire dalla Vigilia di Natale - incontri fra più nuclei familiari non conviventi, seppure con un tetto massimo di persone presenti.

Un’opzione al momento vietata in Inghilterra - date le norme del lockdown nazionale bis imposto di fronte alla seconda ondata di contagi da COVID - e fortemente limitata anche in Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Il Ministro tedesco: «Abbiamo scelto di tutelare la salute»

«La pandemia è un evento epocale» e «che ci siano decisioni o non ve ne siano, ci saranno danni comunque. La questione è dove». Lo ha detto il ministro della salute tedesco Jens Spahn, parlando al Bundestag, dove si discute la legge per la protezione della salute. Danni nell’economia, nella società, alla salute della popolazione, li ha elencati Spahn. «Bisogna ponderare e stabilire le priorità», ha aggiunto.

«Noi abbiamo deciso che non vogliamo vedere sopraffatto il sistema sanitario», ha affermato, sottolineando che un aumento esponenziale del contagio da Covid porterebbe moltissime vittime. «Il vaccino è la luce alla fine del tunnel», ha aggiunto.

Positivo il più longevo senatore USA, ha 87 anni

Chuck Grassley, il più longevo senatore americano ancora in servizio e il secondo più anziano, ha annunciato di essere positivo al coronavirus. Lo riporta la CNN.

Il senatore repubblicano dell’Iowa, 87 anni e alla camera alta del Congresso dal 1980, non ha spiegato come si sia potuto ammalare; si è limitato a dire di essere stato esposto al virus. Al momento è in isolamento, sta bene e continuerà a lavorare da casa.

«Sono risultato positivo al coronavirus», ha scritto Grassley su Twitter. «Seguirò gli ordini dei miei medici e le linee guida del CDC e continuerò a rimanere in quarantena. Mi sento bene, continuerò il mio lavoro per la gente dell’Iowa da casa».

Australia, mini lockdown di sei giorni nel sud

Il premier dell’Australia meridionale ha annunciato l’imposizione di un lockdown di sei giorni per contenere la diffusione del coronavirus dopo la scoperta di un focolaio in un hotel. Lo riporta il «Guardian».

L’Australia in generale è riuscita a gestire la pandemia di Covid-19 meglio di quasi tutti i paesi al mondo con meno di 28’000 casi totali e poco più di 900 vittime.

Nel sud, dopo oltre sette giorni senza un caso di trasmissione locale, sono stati registrati 20 contagiati ad Adelaide dove altre 4’000 persone sono state costrette a mettersi in isolamento. Per questo il premier Steven Marshall ha annunciato le nuove misure e altri stati dell’Australia hanno chiuso i confini al Sud.

Il lockdown, che partirà dalla mezzanotte di oggi, sarà mini nella durata ma abbastanza rigido. Chiuderanno tutte le università e le scuole tranne per i bambini con disabilità e i figli di lavoratori essenziali; stop a bar, ristoranti, pub, locali e anche al cibo da asporto; in ospedale si potrà andare solo per chemioterapie o altre cure per il cancro e per interventi urgenti; divieto di sport all’aperto, attività molto praticata in tutta l’Australia soprattutto adesso che è estate. E naturalmente fermi tutti i viaggi all’interno della regione.

India, oltre 130 mila i decessi

Ha superato quota 130 mila il numero di decessi legati al coronavirus in India, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins.

Il paese asiatico è terzo al mondo per numero di vittime da Covid-19 dietro a Stati Uniti (quasi 250 mila) e Brasile (oltre 166 mila). E’ secondo invece per numero di contagi registrati dall’inizio della pandemia di Covid-19, 8,87 milioni.

Martedì 17 novembre

Sono oltre 55,2 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,33 milioni, i guariti sono 35,6 milioni.

In Spagna 435 morti giornalieri, è record

La Spagna ha registrato un record di vittime giornaliere di coronavirus, 435 nelle ultime 24 ore. Lo riportano i media spagnoli. Il numero totale di casi è arrivato a 1.510.023 e quello dei morti a 41.688. Nelle ultime due settimane le persone risultate positive al coronavirus sono state oltre 219.000.

Oltre 15 milioni di casi in Europa

Sono oltre 15 milioni i casi di coronavirus in Europa, secondo i calcoli dell’agenzia France Presse basati su dati ufficiali.

Mezza Scozia in lockdown

Lockdown di fatto da venerdì anche per quasi metà della popolazione della Scozia, dove il governo locale, guidato dalla first minister indipendentista Nicola Sturgeon, aveva seguito finora una strategia diversa rispetto al confinamento nazionale bis reimposto da quello centrale britannico di Boris Johnson in Inghilterra due settimane fa. Sturgeon ha annunciato oggi il passaggio al livello 4 d’allerta coronavirus - il più grave nella scala introdotta in loco - in 11 diversi territori scozzesi, inclusa la maggiore area urbana, quella di Glasgow: con severe restrizioni sociali, di movimento e sulle attività economiche destinate a coinvolgere oltre 2,3 milioni di abitanti della Scozia su poco più di 5 milioni. Il livello 4 indica in Scozia la necessità di stare e lavorare a casa quanto più è possibile, prevede il divieto di visitare le case di altre persone, limita a 6 i parenti o gli amici che si possono incontrare all’aperto nella cornice massima di due nuclei familiari, lascia aperti solo i negozi essenziali, decreta la chiusura di parrucchieri, saloni di bellezza, palestre, luoghi d’intrattenimento o attrazioni varie, nonché lo stop totale a ristoranti, pub e caffè se non per il takeaway e bandisce gli spostamenti da città a città salvo specifiche eccezioni. Non impone invece la chiusura di scuole e università come nel resto del Regno. In sostanza si stratta di regole identiche al lockdown in atto in Inghilterra (ad eccezione dei contatti sociali in luoghi pubblici, che in Inghilterra sono limitati a un tetto di due persone non conviventi alla volta). Regole su cui inizialmente Sturgeon non aveva voluto seguire l’esempio del governo centrale Tory di Johnson, avendo adottato nelle settimane precedenti in Scozia un meccanismo di restrizioni più rigoroso dell’Inghilterra, ma comunque graduato in modo flessibile territorio per territorio; e che ora si trova viceversa costretta ad annunciare di fronte a una curva di contagi divenuta più alta rispetto ad altre zone del Regno Unito. Intervenendo al parlamento locale di Edimburgo, la first minister ha comunque parlato di misure «nette e brevi», indicando l’obiettivo di tornare almeno al livello 3 e a una maggiore libertà per le persone prima di Natale.

«Il vaccino russo funziona»

Il vaccino russo Sputnik V funziona. Lo sostengono le autorità, i ricercatori dell’istituto Gamaleya dove è stato sviluppato, lo ripete Vladimir Putin e lo credono anche le élite russe, dato che è in atto una vera e propria corsa per accaparrarsene una fialetta. La seconda ondata sta d’altra parte spiegando le ali - in Russia i contagi crescono ogni giorno, oltre quota 22 mila, e proprio oggi è stato battuto il record dei morti: 442 in 24 ore - e ne va della vita. Oligarchi e vip di natura varia stanno sgomitando non poco: il vaccino non è ancora disponibile al pubblico - la fase 3 degli studi clinici non è neppure terminata - e forse non lo sarà ancora per molto, dato che la produzione fatica ad andare a regime. Ma si sa, l’uguaglianza non è il piatto forte della Russia. «Noi siamo stati tutti vaccinati: il mio capo è ossessionato dal Covid». A parlare è un professionista italiano che lavora a stretto contatto con un oligarca di peso, uno di quelli che durante la prima ondata aveva fatto incetta di ventilatori polmonari e aveva assunto personale medico in stand-by dedicato alla famiglia. La testimonianza è in confidenza e non si possono dare altri particolari, se non che appunto tutto lo staff di prossimità dell’oligarca è stato inoculato col vaccino. «Sto bene, non ho avuto nemmeno una linea di febbre», racconta la fonte. Un’altra persona ben introdotta nel mondo dell’élite russa - «tutti stanno cercando di avere il vaccino, è verissimo» - assicura però che l’unico modo per accedere al santo Graal dell’era COVID è prendere parte alla sperimentazione. «Ma - dice - neppure i medici sanno a chi viene dato lo Sputnik e a chi viene somministrato il placebo, quindi non c’è modo di avere la certezza». Sicurezza no, ma buona probabilità sì, dato che lo studio del Gamaleya prevede l’inoculazione del vaccino al 75% dei partecipanti. Il punto ad ogni modo non è neppure questo. Il rumor è che agli ‘amici degli amici’ venga data la fiala giusta. Naturalmente sono voci, impossibili da confermare. La lista dei vip vaccinati comunque è ormai nutrita. I nomi di dominio pubblico comprendono il sindaco di Mosca Serghei Sobyanin, il ministro della Difesa Serghei Shoigu, il ministro dell’Industria e Commercio Denis Manturov, il capo della banca pubblica Sberbank German Gref, la direttrice dell’emittente pro-Cremlino Margarita Simonyan e il miliardario patron della Phosagro Andrei Guriev (e figlio). Tutti con la granitica certezza di essere stati vaccinati davvero. Verificarlo, a onor del vero, non è difficile. Basta fare le analisi. Che è quanto hanno fatto i membri della chat Telegram ‘Studio del Popolo’, volontari della terza fase di studi dello Sputnik V. La chat, fondata dal programmatore di Omsk Vladimir Rusetsky, conta ora oltre 900 utenti, 150 dei quali «senz’altro vaccinati».

Boris Johnson è negativo, ma resta in isolamento cautelare

Il premier britannico Boris Johnson è risultato negativo a un test sul coronavirus (eseguito nell’ambito di un progetto pilota), ma resta comunque in isolamento precauzionale per 14 giorni come previsto dalla linee guida del governo avendo incontrato giovedì scorso un deputato Tory, Lee Anderson, risultato positivo al Covid sabato. Lo ha detto oggi ai giornalisti un portavoce di Downing Street nel suo briefing di giornata, assicurando comunque che il primo ministro risponderà domani alle interrogazioni parlamentari del Question Time del mercoledì, in video collegamento con la Camera dei Comuni. Il fatto che Johnson sia stato già contagiato dal coronavirus in primavera, quando fu costretto anche a tre giorni di ricovero in terapia intensiva, e sia poi guarito, non gli garantisce l’immunità in base ai risultati delle ricerche mediche più recenti. Per quanto un secondo contagio sia considerato al momento raro. Il tampone non è normalmente previsto in Gran Bretagna per le persone cui è prescritto l’autoisolamento a casa in seguito a contatti con contagiati. Downing Street ha tuttavia precisato che i membri e lo staff del governo sono stati inseriti in un programma pilota di test a risultato rapido avviato di recente nel Paese in alcune città e su specifiche categorie di persone.

Negli USA da inizio pandemia oltre un milione di minori positivi

Dall’inizio della pandemia di Covid-19 oltre un un milione tra neonati, bambini e adolescenti hanno avuto la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 in Usa, 111.946 solo nell’ultima settimana. È il dato emerso da un rapporto dell’American Academy of Pediatrics e Children’s Hospital Association (AAP): per quanto i bambini raramente si ammalino in modo grave di Covid, afferma il presidente AAP Sally Goza, si tratta di un dato rilevante che potrebbe peraltro essere una sottostima del reale numero di casi. Oltre ai positivi, continua Goza, la pandemia sta interessando in modo pesante i bambini sia pure in via indiretta: secondo un’indagine nazionale, infatti, il 27% dei genitori (oltre uno su 4) ha riferito un peggioramento della propria salute mentale e il 14% di quella dei propri bambini. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, durante la pandemia sono aumentati di oltre il 24% gli accessi al pronto soccorso di bambini e adolescenti per problemi di salute mentale. Inoltre la chiusura delle scuole ha avuto un impatto non solo sulle performance accademiche del bambino, ma anche sulle famiglie a livello economico. E ancora, sono diminuite anche in modo significativo le vaccinazioni infantili rispetto al 2019, e gli accessi dei bambini ai servizi pediatrici di routine, con un rischio a lungo termine non indifferente per il loro sviluppo e la loro salute.

La Catalogna riaprirà bar e ristoranti al 30%

Dopo oltre un mese di lockdown, la Catalogna prevede di riaprire bar e ristoranti a partire da lunedì prossimo al 30 per cento della capienza sia in terrazza sia al chiuso fino alle cinque del pomeriggio, grazie a una curva epidemica discendente. Lo riporta El Pais. Il ministro della Salute catalano, Alba Vergés, aveva annunciato lunedì che la Catalogna sta entrando in fase di riduzione «progressiva» della curva epidemica, con diverse fasi che dureranno almeno 15 giorni. Vergés ha chiesto «prudenza» e di non precipitarsi nelle riaperture. La velocità di diffusione del virus (Rt) In Catalogna continua a diminuire, ma la pressione sanitaria persiste. La Generalitat ha segnalato 2.051 nuove infezioni questo martedì, anche se l’indice Rt continua a scendere e si attesta a 0,76, al di sotto di quanto raccomandato dalle autorità sanitarie per tenere sotto controllo la pandemia (ossia meno di 1). Ci sono al momento 2485 pazienti ospedalizzati, 596 dei quali in terapia intensiva.

In Romania 8.262 casi e 182 morti nelle ultime 24 ore

In Romania nelle ultime 24 ore si sono registrati 8.262 nuovi contagi da coronavirus, su 31.082 test effettuati, e 182 decessi. I totali da inizio epidemia, riferiscono i media regionali, sono ad oggi di 373.474 contagi e 9.261 morti. La Romania resta il Paese dei Balcani più pesantemente colpito dalla pandemia, e quello che ha effettuato finora il maggior numero di test, più di 3,5 milioni.

Francia, domani nuovo consiglio di difesa sanitario

Convocato per domani in Francia un nuovo consiglio di difesa dedicato alla crisi sanitaria legata al coronavirus: è quanto riferisce BFM-TV citando fonti francesi. La riunione si terrà prima del consiglio dei ministri presieduto da Emmanuel Macron.

Intanto, oggi alle 19:00, il direttore generale della Salute, Jérôme Salomon, terrà una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione dell’epidemia in Francia.

70’000 decessi in più in Gran Bretagna da inizio pandemia

Ha superato quota 70’000 il numero di morti totali in più registrate nel Regno Unito nel 2020 dall’inizio della pandemia rispetto alla media degli anni precidenti. Lo certificano i dati aggiornati di settimana in settimana dall’Office for National Statistics (Ons). L’incremento viene ricondotto direttamente al coronavirus in buona parte, anche se non in toto.

Lo stesso Ons stima infatti in oltre 63’000 i decessi delle persone sul cui certificato di morte il Covid sia indicato come causa o concausa, anche remota. Mentre supera di poco i 52’000 la somma ufficiale delle vittime della pandemia calcolata secondo gli stessi parametri degli altri Paesi: ossia includendo solo chi sia deceduto entro 28 giorni da una diagnosi iniziale di contagio da Covid-19.

Con questi numeri, il Regno continua a far registrare al momento il bilancio più grave in Europa in cifra assoluta, mentre in rapporto alla popolazione è superato in peggio da Paesi come Belgio e Spagna ed è a poca distanza dall’Italia.

Brasile, torna a salire la curva di morti e contagi

Il Brasile ha superato i 166 mila morti per il coronavirus, con un aumento delle morti medie giornaliere e una crescita dei ricoveri a San Paolo, lo Stato più colpito dalla pandemia. Tra domenica e ieri si sono registrati altri 256 decessi, portando il numero totale a 166’067, hanno riferito le segreterie sanitarie statali.

La media mobile delle vittime giornaliere negli ultimi sette giorni è stata di 490, a livello nazionale, con un aumento del 34% rispetto alla media di due settimane fa.

Il numero complessivo dei contagiati ha invece raggiunto quota 5’876’740, inclusi i 16’150 nuovi casi delle ultime 24 ore. La media mobile dei contagi è stata di 28’711, il che rappresenta un aumento del 59% rispetto alla misurazione di 14 giorni fa, ed è la media più alta dal 3 giugno.

In Slovenia record di decessi, 45 nelle ultime 24 ore

Record di decessi giornalieri in Slovenia, dove nelle ultime 24 ore i morti per covid-19 sono stati 45, il numero più alto in un sol giorno dall’inizio dell’epidemia.

Come riferiscono i media regionali, i nuovi contagi sono stati 1’388, su 5’326 test effettuati, con un indice di positività di poco superiore al 26%. I pazienti in ospedale sono 1’275, dei quali 209 in terapia intensiva. In totale i casi di coronavirus nel Paese ex jugoslavo sono stati finora 56’932, le vittime 932.

Australia, 4 mila in quarantena per un nuovo cluster

Le autorità australiane hanno effettuato test di massa e circa 4’000 persone sono state messe in quarantena nella speranza di tenere sotto controllo un nuovo cluster nel sud del Paese. Lo riporta il Guardian. Lunedì lo Stato dell’Australia Meridionale aveva reintrodotto misure di distanziamento sociale dopo la scoperta di 21 casi di Covid, i primi in 9 giorni, la maggior parte dei quali trasmessi localmente. «Non siamo fuori pericolo. Siamo solo all’inizio della lotta contro questo cluster molto brutto», ha detto ad Adelaide il premier dello Stato Steven Marshall. Tutti i contagi, ha spiegato Marshall, possono essere ricondotti a un cittadino australiano arrivato dall’estero il 2 novembre ed entrato in quarantena in un hotel dove ha infettato alcuni dipendenti venuti in contatto con superfici contaminate. Da lì il contagio si è allargato. L’Australia ha registrato in totale 27’800 casi e 906 decessi.

Preoccupazione a Gaza, quasi 500 casi in 24 ore

Dopo alcune settimane di calma relativa durante le quali la vita era quasi rientrata nella normalità, nella Striscia di Gaza torna adesso a profilarsi la minaccia del coronavirus. Nelle ultime 24 ore, riferisce il ministero della sanità locale, si sono stati registrati 486 casi positivi su 2412 tamponi. Inoltre si sono avuti due decessi, che hanno portato a 50 il numero degli abitanti di Gaza morti da marzo per coronavirus. I malati attivi sono adesso 3’500. Malgrado questi sviluppi, le autorità mantengono per ora aperti i licei ed i mercati all’aperto. Ai negozi viene imposta la chiusura alle ore 17, e dalle 20 in poi è vietato a tutti trovarsi in strada. Tuttavia, secondo fonti locali, molti abitanti trovano difficile rispettare le regole imposte dalle autorità. Anche in Israele le autorità seguono con preoccupazione un graduale aumento dei contagi, seguito all’apertura dei negozi e delle elementari. Ieri si sono avuti 861 contagi su 47 mila tamponi, ossia l’1,8 per cento. Una percentuale più elevata ancora di contagio è stata rilevata in diverse località arabe. Inoltre si è verificato un aumento brusco fra i malati gravi.

Von der Leyen: «Focus su test e vaccini»

I vaccini anti COVID-19 e i piani per somministrarli, un incremento della capacità di condurre test e un aggiornamento del modulo per quanti viaggiano, oltre a un punto sulla situazione nei Balcani occidentali: questi i temi trattati stamani dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, in una videoconferenza con la task force dei commissari.

In Bulgaria l’indice di positività giornaliera al 44%

In Bulgaria si registra una nuova impennata dei contagi e delle vittime per le conseguenze del coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati infatti 152 decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 2.282. Da ieri nel Paese balcanico, che conta circa 7 milioni di abitanti, si sono registrati 3.519 contagi da coronavirus, ovvero quasi il 44% dei 7.934 test diagnostici effettuati.

Il maggior numero di persone contagiate si registra sempre nella capitale Sofia (circa due milioni di abitanti): 1.163. Il totale dei contagi da inizio epidemia ha superato la soglia psicologica di centomila: sono 101.770. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico sanitario è salito a 4.011. Attualmente vi sono 69.171 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 5.353 pazienti, 288 dei quali in terapia intensiva.

In diversi centri abitati c’è carenza di personale medico oppure sono esauriti i posti letto per i malati da COVID-19 negli ospedali. I media locali rilevano i sempre più insistenti appelli di alcuni esperti a introdurre il lockdown nel Paese.

In Austria iniziato il lockdown totale

La scorsa notte in Austria è scattato il lockdown totale, il secondo dopo quello in primavera. Il divieto di uscire copre tutte le 24 ore. Asili, scuole e negozi restano chiusi per quasi tre settimane, fino al 6 dicembre. Viene comunque garantita l’assistenza dei figli di genitori che svolgono lavori essenziali. Nel frattempo proseguono i preparativi dello screening di massa, annunciato dal cancelliere Sebastian Kurz per i primi di dicembre, in concomitanza con la fine del lockdown. I test a tappeto, svolti, almeno in parte, dall’esercito, saranno comunque volontari. L’Austria segue l’esempio della Slovacchia, dove sono stati sottoposti a tampone rapido 5,5 milioni cittadini tra i 10 e i 65 anni, individuando 50’000 asintomatici. Per chi non si supponeva al test scattavano restrizioni per spostamenti e lavoro.

Lo stato del New South Wales in Australia dà bonus per ristoranti e teatri

Il governo del New South Wales, uno degli stati australiani che hanno fermato la diffusione del Covid-19 scongiurando una seconda ondata, regala a ogni cittadino adulto 100 dollari (61 euro) da spendere in ristoranti e intrattenimento, nel tentativo di risuscitare alcuni dei settori più duramente colpiti dal Covid-19.

Chi ha più di 18 anni riceverà quattro voucher digitali da 25 dollari tramite una app sul telefono cellulare: due potranno essere spesi in ristoranti, caffè e club e gli altri due per gallerie d’arte, arti performative, cinema e parchi di divertimento. Non potranno essere usati per acquisti in negozi, alcool, sigarette e gioco d’azzardo.

Lo schema detto Out & About, che costerà al governo circa 500 milioni di dollari (300 milioni di euro) è stato annunciato dal ministro del Tesoro Dominic Perrottet, che ha presentato oggi il bilancio statale di previsione. «Vogliamo incoraggiare le persone ad aprire il portafoglio e a contribuire all’effetto di stimolo», ha detto.

In Russia 442 morti in 24 ore, mai così tanti

In Russia nelle ultime 24 ore sono state accertate 442 morti provocate dalla COVID-19: si tratta del numero massimo di decessi finora registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta il centro operativo nazionale anti-coronavirus.

Il totale delle vittime del virus Sars-Cov-2 in Russia, stando ai dati ufficiali, sale così a 33.931. Nel corso dell’ultima giornata nel Paese sono stati registrati 22.410 nuovi casi di coronavirus, di cui 5.882 a Mosca. I contagi accertati in Russia sono in totale 1.971.013.

Francia: Véran, «cominciata la decrescita epidemica»

Il ministro francese della Salute, Olivier Véran, ha dichiarato questa mattina che «abbiamo cominciato la decrescita dell’epidemia».

Intervistato da BFM-TV-RMC, Véran ha aggiunto di voler permettere ai francesi «di passare Natale in famiglia», ma non può ancora «fornire una data per la fine del lockdown».

In Belgio il vaccino sarà gratuito

«In Belgio qualsiasi vaccino per il coronavirus sarà gratuito». Lo ha assicurato il ministro della salute Frank Vandenbroucke spiegando che l’obiettivo del governo belga è «vaccinare il 70% della popolazione» e che «i gruppi prioritari saranno determinati in base all’opinione scientifica e al dibattito sociale».

Il Belgio, con una popolazione di 11,5 milioni di abitanti, ha registrato finora quasi 540.000 casi di COVID-19 e più di 14.000 decessi.

In Pakistan oltre 2.000 casi e 33 morti in 24 ore

In Pakistan nelle ultime 24 ore si sono registrati 2.050 nuovi contagi da COVID-19 e 33 persone sono morte a causa della malattia. Lo rende noto il ministero della Sanità di Islamabad nel suo bollettino quotidiano. Il totale di casi di coronavirus dall’inizio della pandemia sale così a 361’082 e quello dei decessi collegati a 7.193.

Nelle ultime 24 ore, inoltre, 1.010 persone sono guarite, portando il totale delle persone che in Pakistan sono uscite dalla malattia a 324.834. Il numero totale dei pazienti attualmente in gravi condizioni - fa infine sapere il governo pachistano - è di 1.447, includendo 68 che si sono aggiunti da ieri.

USA, il bilancio dei morti supera quota 247 mila

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato la soglia dei 247 mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University.

Secondo l’università americana dall’inizio della pandemia sono decedute nel Paese 247.101 persone su un totale di 11.188.766 casi. Finora le persone guarite sono 4.185.549.

Nella giornata di domenica, secondo il Covid Tracking Project, sono state ricoverate negli ospedali americani un record di 69.864 persone, un livello ben più alto del picco precedente del 15 aprile scorso a quota 59.940. Lo riporta la CNN.

Lunedì 16 novembre

Sono oltre 54,4 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,31 milioni, i guariti sono 35 milioni.

Prima stretta in Svezia, vietati gli assembramenti

La Svezia, il Paese europeo più permissivo fino ad ora in tema di lotta al Covid-19, ha deciso di vietare per la prima volta gli incontri di più di otto persone nei luoghi pubblici.

L’OMS: «Il vaccino da solo non basta a fermare la pandemia»

«Il vaccino da solo non può bastare a fermare la pandemia». E’ l’avvertimento del direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo il quale «il vaccino completerà gli altri strumenti che abbiamo, non li sostituirà». Le scorte di vaccino, ha spiegato, all’inizio saranno ridotte e la priorità dovrà essere data «agli operatori sanitari, alle persone anziane e alla popolazione a rischio. Si spera che ciò ridurrà il numero dei morti e permetterà ai sistemi sanitari di far fronte alla situazione, ma tutto ciò lascerà comunque al virus ancora molto spazio di movimento. I controlli dovranno continuare, le persone dovranno ancora essere testate, isolate e curate, i contatti dovranno ancora essere tracciati e le persone continueranno ad esser curate».

Allarme per un focolaio in South Australia

Le autorità dello stato di South Australia hanno lanciato un nuovo allarme coronavirus per un focolaio di almeno 18 casi accertati, di cui 13 nel capoluogo Adelaide. Si tratta del primo allarme dello stato australiano dallo scorso aprile e giunge poche ore dopo che il vicino stato di Victoria, compreso il capoluogo Melbourne, si è dichiarato ‘Covid-free’ per l’assenza di nuovi casi per 16 giorni. Secondo le autorità del South Australia, citate da Bbc, all’origine dei nuovi casi ci sarebbe un membro del personale che lavora in uno degli hotel designati per la quarantena, che avrebbe trasmesso il virus alla sua famiglia. Tutta l’Australia era arrivata a zero dopo la fine dell’epidemia in Victoria, l’unico stato australiano in cui la seconda ondata della malattia ha avuto una certa incidenza, con circa 800 morti, e dove sono stati imposti quasi quattro mesi di lockdown, terminati con successo il mese scorso.

In Francia superato il picco dei contagi

La diminuzione del numero di nuovi casi di Covid-19 e il calo del tasso di incidenza portano a «credere che abbiamo superato il picco dell’epidemia» in Francia. Lo ha dichiarato oggi, per la prima volta dall’inizio della seconda ondata, il ministro francese della Salute, Olivier Véran, affermando in un’intervista a un gruppo di giornali regionali francesi: «Abbiamo ripreso il controllo sull’epidemia». «Grazie al lockdown, come nel mese di marzo - ha detto Véran -, il virus comincia a circolare meno da 10 giorni consecutivi, il numero dei nuovi casi di Covid-19 diminuisce, il tasso di positività dei test e il tasso di incidenza calano. Tutto - ha aggiunto il ministro - porta dunque a credere che abbiamo superato un picco epidemico». «Riprendiamo il controllo sull’epidemia - ha continuato Véran - ma non abbiamo ancora battuto il virus. Chiaramente è troppo presto per gridare vittoria e rilassarci nel nostro sforzo». Se il numero di casi positivi complessivi è ormai alle soglie dei 2 milioni, il numero di ingressi nei reparti di cure intensive o in rianimazione ha toccato ieri quota 270 in 24 ore, il livello più basso da 3 settimane. Véran ha aggiunto di «credere molto nei test antigenici» per il «tempo prezioso» guadagnato nell’individuare persone positive e nella capacità di testare della Francia.

Boris Johnson sta bene, in isolamento per cautela

Boris Johnson sta «assolutamente bene» e il suo isolamento in casa è solo una misura di cautela prevista dalle linee guida britanniche. Lo ha affermato oggi il suo ministro della Sanità, Matt Hancock, a Times Radio, dopo che il premier ha ricevuto ieri sera la raccomandazione di adottare questa precauzione in quanto il sistema nazionale di test e tracciamento aveva segnalato il contagio da Covid di un deputato Lee Anderson: incontrato da Johnson giovedì con alcuni altri parlamentari della maggioranza Tory e risultato poi positivo al Covid sabato. Hancock, che come il premier fu colpito dal coronavirus in primavera, ha precisato che Johnson può lavorare normalmente dalla sua residenza a Downing Street e avere video-incontri. Per l’esecutivo britannico la settimana che si apre prevede impegni cruciali: dal negoziato con l’Ue sul dopo Brexit, al reset dello staff e dell’azione di governo atteso sulla scia dell’uscita di scena dell’ormai ex eminenza grigia di Downing Street, Dominic Cummings. Oggi stesso Hancock ha inoltre confermato l’annuncio del programma destinato a portare i test Covid nel Regno Unito dall’attuale record europeo di 300.000 giornalieri circa addirittura a 600.000 all’inizio del 2021: nella consapevolezza che l’infezione è destinata a circolare anche l’anno prossimo malgrado i progressi sul fronte dei vaccini.

In Germania persi 175 mila impieghi nel manifatturiero in settembre

Il numero di persone occupate nel settore manifatturiero in Germania a settembre 2020 è calato del -3,0% anno su anno. Alla fine di settembre 2020, 5,5 milioni di persone lavoravano in unità produttive locali con 50 o più dipendenti in Germania. Come riportato dall’Ufficio federale di statistica Destatis sulla base dei risultati provvisori, si tratta di circa 172.000 persone, ovvero del 3,0% in meno rispetto al settembre 2019.

Nuovo picco di casi in Russia, 22.778 in 24 ore

In Russia si registra un nuovo picco di contagi di Covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati accertati 22.778 casi: il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. Stando al centro operativo anti-coronavirus, i contagi accertati in Russia sono in totale 1.948.603. Secondo i dati ufficiali, le persone morte a causa del virus Sars-Cov-2 sono 33.489, di cui 303 nel corso dell’ultima giornata.

Superata la soglia degli 11 milioni di casi negli USA

Gli Stati Uniti hanno superato gli 11 milioni di casi di Covid-19, secondo il sito della Johns Hopinks university.

Un record negativo che arriva meno di una settimana dopo quello dei 10 milioni di casi: è il periodo più veloce in cui gli Stati Unti hanno registrato un nuovo milione di contagi, secondo la Cnn.

Sempre secondo la Johns Hopkins University, il bilancio dei morti provocati dal coronavirus nel Regno Unito ha invece superato quota 52mila. Dall’inizio della pandemia, i decessi nel Regno unito sono 52.026 su un totale di 1.372.884 casi.

Nel frattempo, il governatore democratico Andrew Cuomo, rispondendo alle affermazioni del presidente Trump, ha promesso di «mobilitare un esercito» per garantire che la comunità di colore, la piu’ colpita dalla pandemia, abbia equo accesso ai vaccini anti Covid. Cuomo ha minacciato di fare causa all’amministrazione Trump se il suo piano di distribuzione non sarà corretto per rendere possibile questo obiettivo.

Nei giorni scorsi Trump aveva minacciato di non fornire i vaccini allo stato di New York per la diffidenza manifestata da Cuomo verso il processo di autorizzazione, a suo avviso troppo esposto alle pressioni politiche del presidente.

Domenica 15 novembre

Sono oltre 54 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,31 milioni, i guariti sono 34,8 milioni.

Negli USA 1 milione di casi in una settimana

Gli Usa hanno superato gli 11 milioni di casi di Covid-19, secondo il sito della Johns Hopinks university. Un record che arriva meno di una settimana dopo quello dei 10 milioni di casi: e’ il periodo piu’ veloce in cui gli Stati Unti hanno registrato un nuovo milione di contagi, secondo la Cnn.

Johnson in isolamento

Il premier britannico Boris Johnson è in auto isolamento dopo un contatto con una persona risultata positiva al Covid. Ne dà notizia il suo portavoce.

Lo Stato di Victoria da 16 giorni senza casi

Speranze, sorrisi e perfino festeggiamenti. Dall’altro capo del mondo, in Australia, il virus comincia a fare meno paura e, pur con cautela, si guarda ai primi cenni di ritorno alla normalità. Così nello Stato di Victoria, che era ripiombato nel lockdown lo scorso luglio con chiusure significative (a Melbourne, seconda città del Paese, per un mese intero), ad oggi si registrano 16 giorni consecutivi senza nuovi contagi e decessi. Questo mentre il premier Daniel Andrews lascia intendere di essere pronto ad allentare alcune delle misure ancora in vigore, sull’utilizzo delle mascherine nello specifico, si legge sul Sydney Morning Herald. Non è sfuggito invece al Guardian che la premier del Queensland, Annastacia Palaszczuk, nel suo ultimo consueto briefing sul covid-19, venerdì, sembrava proprio sorridere mentre annuncia che per un attesissimo derby di rugby la prossima settimana lo stadio di Brisbane tornerà a riempirsi di tifosi. Del resto nell’intero e vastissimo paese già lo scorso venerdì si contavano cinque giorni consecutivi senza nuovi casi.

E città dopo città, Stato dopo Stato, nelle ultime settimane l’entusiasmo era montato al punto da coniare una specifica definizione per indicare un giorno senza contagi: il ‘doughnut day’. Lo scorso 26 ottobre il premier dello Stato di Victoria aveva postato sui social una sua foto esibendo ben in vista una doughnut glassata proprio per marcare le prime 24 ore da giugno in cui non emergevano nuovi contagi. L’approccio da ‘tolleranza zero’ tra lockdown prolungati, obbligo di mascherine e chiusure a vasto raggio sembra aver dato i suoi frutti. C’è chi invita però a non azzardare troppi paragoni fra l’Australia e altre nazioni, fra cui le differenze sono infatti numerose, sul piano geografico, climatico politico, culturale e anche rispetto ai tempi della pandemia. Per esempio il numero di voli internazionali che arrivano in Australia non si può paragonarsi a quello di Usa o Europa, sottolinea Peter Doherty, premio Nobel per la medicina nel 1996, citato dal Financial Times. E poi test a tappeto e tracciamento, considerato binomio imprescindibile.

Il ministro tedesco dell’Economia: «Servono 4-5 mesi di restrizioni»

I cittadini tedeschi dovrebbero prepararsi per altri 4-5 mesi di misure severe per fermare l’aumento delle infezioni da coronavirus e non dovrebbero aspettarsi che le attuali regole vengano allentate rapidamente. Lo ha detto al settimanale Bild am Sonntag il ministro tedesco dell’Economia, Peter Altmaier, secondo quanto riferisce il Guardian. «Non siamo ancora fuori pericolo - ha detto Altmaier, riferendosi ai numeri dell’epidemia -. Non possiamo permetterci una chiusura a yo-yo con l’economia che si apre e si chiude in continuazione»

Primo caso di reinfezione in Pakistan

In Pakistan si registra il primo caso di reinfezione da coronavirus: si tratta di un 41.enne operatore sanitario nella capitale federale Islamabad. Il caso emerge da uno studio pubblicato il 14 novembre sulla rivista scientifica dell’Ayoub Medical College di Abbottabad. L’uomo era risultato positivo al coronavirus lo scorso 6 giugno, poi considerato completamente guarito. Ma quattro mesi e 13 giorni più tardi ha presentato nuovamente sintomi della malattia ed è risultato positivo al virus, ma negativo agli anticorpi. Secondo i ricercatori inoltre questo caso è diverso dagli altri emersi nel mondo fino ad ora in quanto sono trascorsi oltre quattro mesi fra la prima e la seconda infezione.

Kurz annuncia uno screening di massa

L’Austria, verso la fine del lockdown, previsto per il momento per il 6 dicembre, effettuerà uno screening di massa sulla popolazione «per poter garantire la riapertura delle scuole e le feste di Natale». «Possiamo acquistare milioni di test antigene. Questa settimana informeremo la popolazione», ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz alla tivù statale Orf. I test a tappeto - ha spiegato - «sono uno strumento utile per controllare l’andamento epidemiologico».

Sabato 14 novembre

Sono oltre 53,3 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,3 milioni, i guariti sono 34 milioni.

In Gran Bretagna «settimane cruciali»

Le prossime due settimane saranno «assolutamente cruciali» per decidere se porre fine al lockdown in Inghilterra mantenendo il limite fissato al 2 dicembre. Lo sottolinea uno dei consiglieri sanitari del governo britannico. La professoressa Susan Michie è tornata a lanciare un appello ai cittadini affinché si attengano alle regole per potersi trovare «nella posizione» di passare il periodo delle feste insieme con i propri cari, riferisce la Bbc. E ha fatto presente che se le notizie su un potenziale vaccino «non fanno la differenza» rispetto all’attuale ondata della pandemia, possono d’altro canto portare a una certa noncuranza. Ha tuttavia anche rimarcato che il rispetto delle regole «è stato piuttosto costante fin dall’estate».

Nuovo picco in Serbia, quasi 4 mila casi

Nuovo record giornaliero di contagi in Serbia, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi di coronavirus sono stati 3822, su 14’015 test effettuati. La gran parte dei contagi si sono registrati ancora a Belgrado (1692), che resta il focolaio principale del Paese. I decessi legati alle conseguenze del Covid-19 da ieri sono stati 17. I pazienti in ospedale sono ad oggi 3693, dei quali 163 in terapia intensiva con respiratore. In totale da inizio epidemia nel Paese balcanico i contagi sono stati 81’086, le vittime 989.

Negli USA 184 mila caso

Nelle ultime 24 ore gli Usa hanno registrato oltre 184 mila casi di Covid, con una media giornaliera di più di 140 mila nell’ultima settimana, secondo i dati della Johns Hopkins University. Sedici dei 50 Stati hanno toccato ieri i loro record giornalieri e 30 i loro primati settimanali. Dopo il New Mexico e l’Oregon, va in semi lockdown per la prima volta anche il North Dakota, che in proporzione alla popolazione ha il più alto indice di nuovi casi e decessi della nazione. Il governatore Doug Burgum ha reso obbligatoria la mascherina, dimezzato la capacità dei ristoranti e sospeso sino al 14 dicembre gli sport invernali scolastici e altre attività extrascolastiche.

I ristoratori francesi pronti a ricorrere in tribunale

I ristoratori francesi hanno intenzione di ricorrere in tribunale contro la decisione del governo di chiudere i loro locali per il lockdown, secondo quanto annunciato oggi dall’Umih, il principale sindacato della categoria. Secondo il sindacato, il ricorso citerà la «violazione del principio di eguaglianza» e sarà pronto «entro il 20 novembre». Il primo ministro Jean Castex, nel suo discorso di giovedì, ha annunciato che dal 1 dicembre, fine del confinamento generale, soltanto i negozi considerati «non essenziali» potranno riaprire, ma non i bar e i ristoranti.

Grecia, chiudono le Elementari, ospedali saturi

La Grecia ha annunciato oggi la chiusura fino alla fine del mese delle scuole elementari, degli asili e degli asili nido per contenere la diffusione del Covid-19, che ha saturato gli ospedali del Paese. «Il governo greco ha deciso di sospendere il funzionamento delle scuole almeno fino al 30 novembre», ha dichiarato il ministro alla sanità, Vassilis Kikilias. «Il sistema sanitario è al rosso - ha aggiunto. Chiudere le scuole elementari era l’ultima cosa che avremmo voluto fare, ma al tempo stesso dà la misura della gravità della situazione», ha spiegato il ministro. In Grecia le scuole superiori sono già chiuse da lunedì scorso e si pratica la didattica a distanza.

Con una popolazione di 10,7 milioni di abitanti, la Grecia ha quadruplicato le cifre del contagio da fine ottobre, e ha ora intorno ai 3.000 casi e una cinquantina di morti al giorno. I morti totali sono 997 e i casi 69.675 e su 1.143 posti per la cura intensiva, 830 sono già occupati. «Le prossime settimane saranno particolarmente critiche», ha ricordato il primo ministro, Kyriakos Mitsotakis.

In Giappone record di contagi per terzo giorno di fila

Il Giappone aggiorna per il terzo giorno consecutivo il record giornaliero di contagi di coronavirus, con oltre 1.700 casi distribuiti tra i grandi centri metropolitani, fino al nord dell’arcipelago. A preoccupare maggiormente è la capitale Tokyo, che ha segnalato oltre 300 positività al giorno per quattro giorni di fila, come non si vedeva dal mese di agosto, una dinamica che le autorità anticipano potrebbe essere la terza ondata della pandemia. Malgrado l’ascesa dei nuovi numeri, continua ad andare avanti la campagna del governo ‘Go to travel’, introdotta lo scorso luglio con lo scopo di incentivare il turismo domestico, e per questo criticata per aver contributo a diffondere la malattia.

Tra le prefetture più colpite quella di Hokkaido, a nord del Paese e popolare metà turistica, con oltre 200 casi per due giorni consecutivi. A questo riguardo lo stesso premier, Yoshihide Suga, ha detto che gli incentivi verranno mantenuti fino al termine previsto di gennaio, escludendo per il momento il ritorno dello stato di emergenza. A livello nazionale i casi di Covid in Giappone si assestano a 117.261 contagi, e 1.900 decessi complessivi. Le positività a Tokyo sono circa 34.500 con 41 pazienti in gravi condizioni, il numero più alto da fine maggio.

In Iran zona rossa in 100 città

Il presidente iraniano Hassan Rohani ha dichiarato che in Iran, a partire da sabato prossimo, saranno introdotte nuove restrizioni nella vita dei suoi cittadini per contrastare la diffusione del Covid19, istituendo zone rosse in 100 città, compresa la capitale Teheran, che resteranno in vigore fino alla fine dell’emergenza. Nelle nuove zone rosse, ha anticipato Rohani, saranno chiuse tutte le imprese e gli esercizi commerciali. Ci saranno inoltre 150 città che avranno lo status di zone arancioni, nelle quali saranno chiuse solo le attività ad alto rischio di assembramento.

Altri 22 mila casi in Russia

I casi di Covid-19 in Russia sono cresciuti di 22’702 unità nelle ultime 24 ore, arrivando a quota 1’903’253. Lo ha detto il centro federale anti-coronavirus. «Questo è un nuovo record dall’inizio della pandemia», ha detto il centro, citato dalla Tass. I morti sono 391, meno dei 411 registrati ieri. In totale le vittime salgono a 32’834.

Trudeau ai canadesi: «State a casa o il Natale è a rischio»

La Festa del Ringraziamento, celebrata quest’anno in Canada il 12 ottobre, ha fatto impennare i contagi da coronavirus. E il premier Justin Trudeau, in una conferenza stampa, ha avvisato i canadesi a stare a casa e a contenere la diffusione del contagio se non vogliono mettere a rischio le feste del Natale e Capodanno con un possibile lockdown. Lo scrive la Cnn. «Ridurre i vostri contatti e le vostre riunioni sarà molto importante. E quello che faremo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane determinerà quello che faremo a Natale», ha detto Trudeau. Theresa Tam, responsabile del servizio sanitario canadese, citata da Cnn, ha dato la colpa soprattutto alle riunioni fra familiari o amici per i party.

Venerdì 13 novembre

Sono oltre 52,8 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,29 milioni, i guariti sono 34 milioni.

Calano i casi in Gran Bretagna dopo una settimana di lockdown

Primi segnali positivi di stabilizzazione all’ingiù della curva della seconda ondata di contagi da coronavirus nel Regno Unito dopo poco più di una settimana di lockdown nazionale bis in Inghilterra. I nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore calano a 27.301 contro il record di 33.470 di ieri; mentre i morti giornalieri censiti tornano sotto quota 400 (a 376, fino a un totale di 51.300 circa dall’inizio della pandemia) e rallenta l’incremento dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. Il tutto sullo sfondo di un nuovo record europeo assoluto di quasi 380.000 test quotidiani complessivi. L’indice Rt di diffusione nazionale dell’infezione scende intanto di un decimale, secondo le stime aggiornate oggi dagli organismi medico-scientifici: a 1-1,2 da 1,1-1,3, a seconda dei territori del Regno.

Grecia, trovato il virus in due allevamenti di visoni

In due allevamenti di visoni nel nord della Grecia sono state trovate tracce di coronavirus. Lo ha annunciato oggi un funzionario del ministero dell’agricoltura precisando che il ceppo trovato non è quello mutato presente negli allevamenti in Danimarca. Come riporta il Guardian. positivo al Covid-19 è risultato anche l’allevatore di una delle due fattorie, dove nei prossimi giorni devono essere abbattuti 2.500 visoni. Nell’area di Kozani e Kastoria, dove si trovano i due allevamenti, la produzione di pellicce è un’industria molto importante che genera un export di circa 60-70 milioni di euro l’anno.

Francia verso il rinvio delle regionali

Il primo ministro francese, Jean Castex, ha annunciato oggi che proporrà nei prossimi giorni al Parlamento «un nuovo calendario elettorale», che prevederà fra l’altro la tenuta delle elezioni regionali, inizialmente previste per marzo 2021, nel mese di giugno.

La proposta di Castex, dettata dall’emergenza sanitaria, segue le raccomandazioni dell’ex presidente del Consiglio costituzionale, che nel suo rapporto commissionato dal governo spiega che il rinvio a giugno sarebbe «un’opzione ragionevole» per motivi sanitari, giuridici e politici.

Secondo Debré, «il problema non è il voto in sé, ma la campagna elettorale», complicata dal lockdown e dalle misure di distanziamento imposte dalla lotta contro il virus.

Nuovo record di casi giornalieri in Svezia

La Svezia ha registrato un record giornaliero di nuovi casi di coronavirus: 5.990 nelle ultime 24 ore, mai così tanti dall’inizio della pandemia. Lo riporta il Guardian citando i dati dell’Agenzia della Salute svedese. Altre 42 persone sono morte a causa del Covid-19 portando il numero totale delle vittime a 6.164.

La Svezia, tra i pochi Paesi al mondo a non aver imposto il lockdown totale contro il coronavirus, ha un tasso di mortalità molto più alto dei suoi vicini nordici che hanno varato misure molto più rigide contro la pandemia.

In Austria chiudono le scuole

Il governo austriaco dovrebbe annunciare domani la chiusura di tutte le scuole, anche asili ed elementari, come anticipano alcuni media. Il confinamento totale, per il momento, sarebbe previsto fino all’8 di dicembre. L’assistenza sarà invece garantita per gli alunni di genitori che svolgono lavori essenziali, come era già avvenuto durante la prima ondata di coronavirus durante la scorsa primavera.

Negli USA oltre 153 mila casi in 24 ore

Nelle ultime 24 ore gli Usa hanno registrato oltre 153 mila casi di Covid, in particolare a causa del record di contagi in oltre una dozzina di Stati. Lo rivela il sito web della Johns Hopkins University, secondo cui la California è il secondo Stato dopo il Texas ad aver sorpassato il milione di casi registrati.

Giovedì 12 novembre

Sono oltre 52,2 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,28 milioni, i guariti sono 34 milioni.

Il Portogallo estende coprifuoco e lockdown

Il Portogallo ha annunciato l’estensione del coprifuoco notturno e del lockdown nel weekend già in vigore in oltre 100 comuni ad altre 77 aree nel tentativo di contenere la seconda ondata di coronavirus. Lo riporta il Guardian. «La situazione è grave e più critica di quella che abbiamo vissuto nella prima ondata di pandemia», ha detto in conferenza stampa il premier Antonio Costa. I residenti delle zone interessate dalle misure sono invitati a non uscire di casa tranne che per lavoro, scuola o per fare la spesa durante la settimana e devono comunque restare in casa casa tra le 23 e le 5. Durante i fine settimana, è in vigore un lockdown dalle 13 alle 5, durante il quale tutti i punti vendita e i ristoranti resteranno chiusi, ad eccezioni di panifici, farmacie e negozi di alimentari di quartiere.

I ristoranti potranno richiedere un risarcimento del 20% dei loro ricavi medi per compensare il reddito perso, ha annunciato Costa. AHRESP, un’associazione che rappresenta il settore alberghiero e della ristorazione, ha detto che 49.000 aziende hanno chiuso tra luglio e settembre. Il Portogallo, con poco più di 10 milioni di persone, ha registrato un numero relativamente basso di 191.011 casi e 3.181 decessi. Tuttavia, sabato scorso il numero di infezioni giornaliere ha raggiunto 6.640, la cifra più alta dall’inizio della pandemia.

In Svezia «la situazione è grave»

I pazienti Covid ricoverati negli ospedali della Svezia sono aumentati del 60% rispetto alla settimana scorsa e per le autorità sanitarie svedesi la situazione al momento «è molto grave». Lo riporta il Guardian. Sono 1.004 i pazienti affetti da coronavirus che vengono curati in diverse strutture in tutta la Svezia, rispetto ai 627 di una settimana fa. Secondo i dati del Centro europeo per il controllo delle malattie, è l’accelerazione più alta in Europa. «Ci aspettiamo che nelle prossime settimane altre persone saranno ricoverate», ha detto Björn Eriksson, direttore dei servizi sanitari di Stoccolma, lasciando intendere che l’auspicata immunità di gregge che la Svezia sperava di ottenere all’inizio della pandemia non imponendo un lockdown è lontana. In aumento anche i contagi, con una media di oltre 4.000 contro i 500 dell’inizio di aprile. Oggi ne sono stati registrati 4.635. Dall’inizio della pandemia in Svezia ci sono stati 171.365 casi di coronavirus e 6.122 morti. Il tasso di mortalità svedese è molto più alto dei Paesi vicini, ma più basso rispetto a Italia, Spagna e Gran Bretagna.

Francia, lockdown prolungato altri 15 giorni

«Abbiamo deciso di mantenere invariate, almeno per i prossimi 15 giorni, le regole del lockdown»: è quanto annunciato dal premier francese, Jean Castex. I negozi cosiddetti ‘non essenziali’ resteranno dunque chiusi. Dopo la possibile riapertura dei negozi, al termine del lockdown, il primo dicembre, il primo ministro francese Jean Castex ha annunciato un «nuovo alleggerimento» delle misure per le vacanze di Natale, così da permettere ai francesi di ritrovarsi in famiglia. Questo, se la circolazione del virus e la pressione sugli ospedali continuerà a diminuire come negli ultimi giorni. Il premier ha però consigliato di evitare «grandi feste e veglioni con decine di persone», soprattutto per l’ultimo dell’anno.

Sono stati 33.172 i nuovi casi di positività al Covid-19 da ieri in Francia, secondo i dati diffusi questa sera dal governo francese. Con altri 425 decessi in 24 ore, il numero delle vittime sale a 42.960.

Lagarde, «La durata delle misure Bce sarà fondamentale»

«Il livello delle misure di politica monetaria è importante, ma la durata di queste misure sarà un fattore altrettanto critico»: Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde parlando delle misure per assicurare all’economia dell’Eurozona condizioni di finanziamento il più favorevoli possibile per fronteggiare lo shock pandemico.

Lagarde ha detto che le banche oggi appaiono «molto più solide» di un decennio fa e «sono un elemento che facilita, piuttosto che un elemento al centro del problema». Tuttavia «sottolineerei come ha fatto il presidente della Fed Jay Powell che è stato così fino a questo momento», ha aggiunto Lagarde. «In alcuni settori chiaramente ci saranno bancarotte (di aziende, ndr) e una parte dei crediti deteriorati andrà riconosciuta e andranno fatti accantonamenti, evitando però lo shock di una sterzata improvvisa».

Oltre 3 mila casi in Serbia

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 3.341 nuovi contagi da coronavirus, su 13.008 test effettuati, con 19 decessi. Come hanno riferito i responsabili sanitari, i pazienti in ospedale sono 3.343, dei quali 151 in terapia intensiva con respiratore. La gran parte dei nuovi casi, il 41%, si è registrata nella capitale Belgrado, che resta il focolaio principale nel Paese. In totale da inizio pandemia i casi di infezione sono stati 73.765, le vittime 955.

La terza ondata si abbatte su Delhi

Delhi ha registrato più di 8500 nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore , il record più alto sinora raggiunto, e uno dei dati più preoccupanti dell’intera India. La capitale sta affrontando in questi giorni la terza ondata del contagio, dopo un periodo di stabilità di circa un mese: il picco ha creato nuova pressione sugli ospedali, dove metà dei letti disponibili, stando ai dati dell’amministrazione cittadina, risultano già occupati. Il governatore Arvind Kejriwal ha chiesto al governo federale di mettere a disposizione più posti negli ospedali statali e ha ottenuto questa mattina dall’Alta Corte il permesso di «requisire» per i pazienti Covid l’80% dei posti di terapia intensiva disponibili in 33 cliniche private della città.

L’India, con oltre 8 milioni e 600 mila casi, è il secondo Paese più toccato al mondo dalla pandemia. La curva dei nuovi casi è in discesa dalla metà di settembre quando i nuovi positivi giornalieri sono crollati da quasi 100 mila a 37 mila al giorno. Secondo il Ministero della Salute, negli ultimi cinque giorni il conteggio delle nuove infezioni si è assestato sotto i 50 mila: ieri ne sono state registrate 48’200. A dispetto della nuova ondata di contagi i mercati e le zone commerciali della capitale indiana sono gremiti all’inverosimile, esattamente come negli anni passati, nella frenesia delle ultime ore di shopping in vista di Diwali, la festa indiana delle luci, che cade sabato prossimo. I media mostrano immagini di folle noncuranti degli avvisi ripetuti dagli altoparlanti, che ricordano di mantenere le distanze e di indossare le mascherine.

La Catalogna proroga la chiusura di bar e ristoranti

La Catalogna proroga di 10 giorni, fino al prossimo 23 novembre, la chiusura di bar e ristoranti. «Un altro sforzo è imprescindibile, per consolidare il calo», ha spiegato la responsabile regionale della Sanità,, Alba Vergès, nel comunicare la decisione in conferenza stampa, riferiscono i media spagnoli. La Consigliera catalana ha quindi fatto sapere che nelle prossime settimane sarà presentata una proposta per gestire la ripresa delle attività a partire dal prossimo 23 novembre. Si comincerà con le attività all’aperto, e quindi anche terrazze e spazi aperti per bar e ristoranti.

Israele, scende da 14 a 12 giorni la quarantena

Scende, da domani, da 14 a 12 giorni la quarantena in Israele per chi sia entrato in contatto con un positivo accertato o rientri dall’estero. A patto, ha annunciato il ministero della Sanità, che la persona si sottoponga a due test, che entrambi siano negativi e non ci siano sintomi. Il primo dovrà essere effettuato appena si entra in quarantena al più presto, il secondo a distanza di 10 giorni dal rientro dall’estero o dal contatto con la persona positiva. Il ministero ha spiegato che le norme si applicano retroattivamente a tutti quelli che ad ora sono in quarantena.

In Romania 10.142 casi e 121 morti nelle 24 ore

In Romania il bilancio delle ultime 24 ore è stato di 10.142 nuovi contagi da coronavirus e 121 decessi. Come riferiscono i media regionali, i pazienti in ospedale sono 12.852, dei quali 1.152 in terapia intensiva, il numero più alto quest’ultimo da inizio epidemia.

In totale i contagi nel Paese - il più duramente colpito nei Balcani - sono stati finora 334.236, le vittime 8.510. I test effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 35.762, per un totale finora di oltre 3,5 milioni.

8.500 casi a Delhi

Delhi ha registrato più di 8500 nuovi casi di COVID nelle ultime 24 ore, il record più alto sinora raggiunto, e uno dei dati più preoccupanti dell’intera India. La capitale sta affrontando in questi giorni la terza ondata del contagio, dopo un periodo di stabilità di circa un mese: il picco ha creato nuova pressione sugli ospedali, dove metà dei letti disponibili, stando ai dati dell’amministrazione cittadina, risultano già occupati. Il governatore Arvind Kejriwal ha chiesto al governo federale di mettere a disposizione più posti negli ospedali statali e ha ottenuto questa mattina dall’Alta Corte il permesso di «requisire» per i pazienti COVID l’80% dei posti di terapia intensiva disponibili in 33 cliniche private della città. L’India, con oltre 8 milioni e 600 mila casi, è il secondo Paese più toccato al mondo dalla pandemia. La curva dei nuovi casi è in discesa dalla metà di settembre quando i nuovi positivi giornalieri sono crollati da quasi 100 mila a 37 mila al giorno. Secondo il Ministero della Salute, negli ultimi cinque giorni il conteggio delle nuove infezioni si è assestato sotto i 50 mila: ieri ne sono state registrate 48.200.

In Giappone 1.600 casi in un giorno

Nuovo record di infezioni di coronavirus in Giappone, con oltre 1.600 casi giornalieri in concomitanza con l’arrivo della stagione invernale. I numeri di giovedì superano quelli del giorno precedente (1.547), con la città di Tokyo a guidare l’incremento, con 393 nuovi casi che portano il totale nella capitale a 33.770, la somma più altra tra le 47 prefetture dell’arcipelago. Le basse temperature costringono più persone a trascorrere maggior tempo al chiuso, riferiscono le autorità, e a questo riguardo la regione dell’Hokkaido, nell’estremo nord del Paese, ha superato i 100 casi giornalieri per l’ottavo giorno consecutivo. Sotto esame è anche la campagna del governo per incentivare il turismo domestico, che ha creato flussi turistici oltre le aspettative. Malgrado i numeri fin qui più bassi rispetto alle nazioni maggiormente colpite dalla pandemia, attualmente il Giappone limita la capacità degli impianti sportivi al 50% della capienza, un limite che sarà prorogato fino a febbraio dalla scadenza inizialmente prevista di fine novembre, ha detto il ministro in carica della gestione dell’emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura, al termine di una riunioni con una commissione di esperti medici. A livello nazionale le positività si assestano a 113.800 contagi e 1.882 morti accertate.

Nuovo picco in Croazia, 3082 casi e 32 morti in 24 ore

Nuovo record giornaliero in Croazia con 3.082 contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore un forte balzo dei pazienti con l’infezione attiva, ad oggi 16.348. Lo rende noto l’Unità di crisi della Protezione civile. Da ieri sono decedute 32 persone, che portano il totale delle vittime a 925. Crescono anche i pazienti in cura ospedaliera che ora sono 1.598 e quelli in terapia intensiva, saliti a 178. Secondo il governo la situazione non può definirsi critica, con la Croazia che presenta un quadro epidemico «visibilmente migliore di quello dei Paesi vicini». Dall’inizio dell’epidemia in Croazia si sono registrati 76 mila contagiati su seicentomila di tamponi effettuati e una popolazione di quattro milioni di persone.

Il presidente ucraino Zelensky ricoverato in ospedale

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato ricoverato in ospedale dopo essere risultato positivo al coronavirus nei giorni scorsi. Lo riporta l’agenzia Unian citando Mykhailo Podoliak, consigliere del capo di gabinetto della presidenza ucraina, Andriy Yermak. Zelensky è ricoverato nella clinica statale Feofania di Kiev dove, secondo Podoliak, è stato organizzato un ufficio in isolamento per il capo di Stato. Podoliak ha spiegato alla testata Ukrainska Pravda che Zelensky svolgerà gli incontri di lavoro in videoconferenza. «È in un reparto isolato e lì ha una linea speciale di comunicazione», ha detto Podoliak. Anche Yermak è risultato positivo al Covid-19 ed è stato ricoverato nello stesso ospedale di Zelensky.

In Russia 439 morti in 24 ore, mai così tanti

In Russia nelle ultime 24 ore sono stati accertati 439 decessi provocati dal coronavirus: si tratta del numero massimo finora registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta il centro operativo nazionale anti-coronavirus. Ufficialmente, le vittime del virus Sars-Cov-2 in Russia sono in tutto 32.032. Sono in aumento anche i nuovi contagi che, dopo cinque giorni consecutivi sopra quota 20.000, ieri erano scesi a 19.851 ma oggi risalgono a 21.608. I casi di Covid-19 accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia sono 1.858.568.

Nuovo picco di casi in Ucraina, 11.057 in 24 ore

In Ucraina sono stati accertati 11.057 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: il numero più alto di contagi giornalieri dall’inizio dell’epidemia. Lo riferisce il ministro della Salute, Maksim Stepanov, ripreso dall’agenzia Interfax. Nel corso dell’ultima giornata, nella repubblica ex sovietica si sono registrati 198 decessi provocati dal virus Sars-Cov-2.

Il presidente dell’Argentina in isolamento precauzionale

Il presidente della repubblica argentino Alberto Fernández ha cominciato oggi un protocollo preventivo dopo aver appreso che uno dei suoi ministri è risultato positivo al coronavirus. Lo ha reso noto l’ufficio stampa presidenziale. Il capo dello Stato, si precisa, resterà in isolamento nella residenza presidenziale di Olivos dopo che il ministro per gli Affari strategici della presidenza, Gustavo Béliz, è stato contagiato da un famigliare convivente. Un primo test a cui si è subito sottoposto Fernández ha dato esito negativo, ma il capo dello Stato è comunque entrato in isolamento La misura precauzionale riguarda anche il ministro degli Esteri, Felipe Solá, il ministro dell’Interno, Eduardo De Pedro, la ministra degli Affari femminili, Elizabeth Gómez Alcorta, il ministro della Cultura, Tristán Bauer, il segretario generale della Presidenza, Julio Vitobello e il segretario per la Comunicazione, Juan Pablo Biondi. Il ministro Béliz ha avuto i primi sintomi del virus domenica ed è risultato positivo ad un test ieri.

Gli USA restano il Paese più colpito

Il Paese più colpito al mondo dal nuovo coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, con più di 10 milioni di casi e quasi 241 mila vittime. Seguono l’India e il Brasile.

Mercoledì 11 novembre

I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 51,6 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,27 milioni, mentre le persone guarite sono 33,6 milioni.

Francia, 35’879 nuovi casi in 24 ore

Sono stati 35’879 i nuovi casi di Covid-19 da ieri in Francia, secondo Santé Publique, che ha diffuso anche il numero dei decessi registrati da ieri negli ospedali, 329. Questa cifra porta il totale da inizio pandemia a 42’536 vittime, comprese quelle nelle case di riposo e negli istituti per disabili.

Con 351 nuovi ingressi nei reparti di rianimazione, il totale dei pazienti più gravi ricoverati in queste strutture sale a 4’789, su una capacità totale di 6’400 letti, che dovrebbe presto aumentare a 7’500. I ricoverati in ospedale sono 31’918, una cifra vicina al picco del 14 aprile, quando se ne registrarono 32’292.

Stretta a New York, ristoranti e bar chiusi alle 22

Il governatore di New York Andrew Cuomo ordina una stretta su ristoranti e bar per contenere il coronavirus: nello Stato dovranno chiudere alle 22, così come le palestre. Nelle case il numero massimo di persone che si possono riunire è fissato in dieci.

In Tunisia 1529 nuovi casi e 21 morti in 24 ore

Ancora in crescita i contagi in Tunisia dove, secondo i dati riferiti al 10 novembre, sono stati registrati altri 1’529 contagi (su 4300 test effettuati), che portano il totale delle infezioni confermate nel Paese nordafricano a quota 74’522. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che il bilancio dei decessi è salito a 2100, di cui 21 nelle 24 ore considerate ai quali vanno aggiunti altri 75 deceduti tra il 1 e il 9 novembre non ancora contabilizzati.

Delle persone che risultano ancora positive, 1’590 sono ricoverate in ospedale, 284 in rianimazione e 143 in respirazione assistita, 51’750 i guariti, con una percentuale dell’oltre il 65%. I tamponi effettuati da inizio epidemia sono 391’757.

Il Giappone lancia l’allarme, in arrivo la terza ondata

Il Covid-19, inarrestabile in Europa, brucia altri record. Nell’epicentro della seconda ondata il numero delle vittime cresce in modo allarmante: in Gran Bretagna hanno superato le 50’000, in Spagna le 40’000. E si moltiplicano le restrizioni, con la Grecia costretta al coprifuoco. Tutto questo mentre la pandemia, quasi con un moto circolare, prosegue la sua corsa ritornando in Oriente, dove tutto è cominciato. Lo dimostra il caso del Giappone, dove le autorità avvertono dell’arrivo di una terza ondata.

L’aumento costante dei morti, nella fase autunnale della pandemia, preoccupa tanto quanto la progressiva saturazione degli ospedali. Dagli Stati Uniti all’Europa, molti bollettini quotidiani sono stabilmente a tre cifre.

Sul lato opposto dell’emisfero, invece, la consuetudine di indossare la mascherina fuori casa ha evitato il peggio. In Giappone, ad esempio, che conta meno di 2’000 morti e 111 mila contagi. Ma i contagi sono tornati ad aumentare, dopo diverse settimane di relativa stabilità. Non solo a Tokyo, ma anche nelle prefetture con grandi popolazioni urbane come Osaka, Kanagawa e Aichi. Complici il freddo e i tanti spostamenti interni dopo una campagna del governo per promuovere il turismo locale.

L’Europa, a differenza del Giappone, è in stato d’emergenza da oltre un mese. A partire dalla Gran Bretagna, che nonostante i lockdown locali ha superato il tetto dei 50’000 morti, quasi 600 in un giorno solo: è il paese più colpito su questo fronte, davanti a Italia e Francia, entrambi alle prese con numeri ancora molto elevati.

Anche in Germania i contagi continuano ad aumentare, ma «con meno forza», ha spiegato il ministro della salute Jens Spahn, avvertendo comunque che è troppo presto per parlare di inversione di tendenza. Nel Paese c’è una situazione insolita che riguarda la scuola: oltre 300 mila allievi e 30 mila insegnanti sono in quarantena, in quello che gli esperti chiamano un «lockdown-salame», perché interessa «fette» del mondo scolastico. La scelta fin qui è stata quella di tenere gli allievi in aula il più a lungo possibile.

In Spagna oltre 6’200 aule sono in quarantena, 27 gli istituti chiusi. In un paese in cui il Covid è tornato a mordere molto presto dopo la tregua estiva ed ha rotto la soglia psicologica dei 40 mila morti. Nella battaglia contro il virus le restrizioni si moltiplicano. Come quella appena adottata che prevede il test a tutti i viaggiatori in arrivo dalle aree ad alto rischio: 72 ore prima di atterrare, dal 23 novembre.

Scoraggiare gli spostamenti, interni o all’estero, si conferma l’antidoto principale al Covid. La Grecia, dopo essere dovuta tornare al lockdown, ha stretto ancora le maglie, imponendo il coprifuoco notturno.

Nel frattempo cresce la speranza per il vaccino, se tutto va bene tra la fine dell’anno e la primavera prossima. Tutti lo attendono con ansia, soprattutto gli Stati Uniti: il paese più malato del mondo, con 200 mila nuovi contagi in 24 ore ed un milione in appena 10 giorni.

La Svezia proibirà la vendita di alcol dopo le 22

Il governo svedese ha deciso di vietare la vendita di alcol in bar, ristoranti e nightclub dopo le 22.00 per contenere le infezioni da Covid a partire dal 20 novembre e fino a tutto febbraio 2021. Lo riporta il Guardian ricordando che il Paese nordeuropeo non ha adottato alcuna misura di lockdown dall’inizio della pandemia preferendo appellarsi alla responsabilità individuale.

Ma ora il premier Stefan Lofven rileva che le raccomandazioni vengono disattese in molti casi e quindi il governo deve fare di più.

«Tutti gli indicatori vanno nella direzione sbagliata», ha detto il premier in conferenza stampa, aggiungendo che «il virus si sta diffondendo velocemente e nell’ultima settimana il numero di persone positive in terapia intensiva sono più che raddoppiate».

Dall’inizio della pandemia la Svezia ha avuto 166’707 casi e 6’082 decessi.

Spagna, superati i 40 mila morti

La Spagna ha oltrepassato la soglia dei 40 mila morti. Lo riferisce il ministero della Salute, riportato da El Pais, dando anche i dati di oggi: sono 19’096 i nuovi contagi e 349 i decessi che portano il totale dei morti a 40’105 e quello dei gli infettati a 1’417’709.

In Grecia lockdown e coprifuoco

In Grecia scatta un ulteriore giro di vite per - arginare la pandemia di Covid-19. Dopo l’adozione del secondo lockdown, a fronte di un aumento significativo delle infezioni quotidiane che hanno provocato «pressione» sul sistema sanitario, è stato decretato il coprifuoco notturno dalle 21 alle 5. Saranno consentiti solo «spostamenti per lavoro e motivi di salute», ha reso noto il segretario di Stato per la Protezione Civile, Nikos Hardalias.

In Turchia 2’693 casi e 86 vittime in 24 ore

Sono 2’693 i malati di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Turchia, su 145’989 test effettuati. Il dato, che fa salire i casi complessivi a 402’053, non include i pazienti positivi ma asintomatici, che non vengono resi noti da Ankara. Le nuove vittime sono 86, per un totale di 11’145 decessi. I malati in gravi condizioni crescono a 3’095. I nuovi guariti sono invece 2’112 e arrivano a 344’613. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il ministro della Salute turco Fahrettin Koca.

In Slovenia record decessi, 40 nelle 24 ore

In Slovenia nelle ultime 24 ore si sono registrati 2.217 contagi da coronavirus e 40 decessi, il numero giornaliero di vittime più alto da inizio epidemia. I test effettuati sono stati 7’515, con una incidenza di positività del 29,5%. I 21 nuovi ricoveri portano il totale dei pazienti ospedalizzati a 1192, dei quali 202 nei reparti di terapia intensiva, 6 in più rispetto al giorno precedente.

I dati preoccupanti sulle nuove infezioni erano stati annunciati prima della consueta conferenza stampa dal ministro della Salute, Tomaž Gantar, tramite il proprio profilo Twitter. Secondo Gantar il numero di infezioni sta diminuendo troppo lentamente, con ripercussioni sulla capienza degli ospedali e sugli operatori sanitari, esausti e sempre più colpiti dal virus.

Il ministro nei giorni scorsi aveva proposto una chiusura totale del paese e la limitazione del movimento nel raggio di 1 chilometro dalla propria residenza. I nuovi dati, secondo Gantar, sono il segnale della necessità di un inasprimento delle misure, anche per un periodo breve, per favorire una rapida frenata della curva dei contagi.

Gran Bretagna, superati i 50’000 morti

Secondo record consecutivo di vittime per il Covid nel Regno Unito. In 24 ore ne sono state registrate 595, per un bilancio complessivo che ha superato i 50’000 morti (50’365).

Secondo i dati delle autorità sanitarie britanniche, i nuovi contagi sono stati 22’950. Il Regno Unito si conferma il Paese europeo con più vittime.

Il Brasile autorizza la ripresa dei test sul vaccino Sinovach Biotech

L’Agenzia nazionale per la sorveglianza sanitaria del Brasile ha autorizzato la ripresa dei test sul vaccino anti-Covid messo a punto dal laboratorio cinese Sinovach Biotech. Gli esperimenti erano stati sospesi lunedì dopo la morte di un volontario, che secondo quanto appurato non è da mettere in relazione all’assunzione del farmaco essendosi trattato di un suicidio.

Via libera dall’UE al contratto per il vaccino

Il collegio dei commissari dell’UE ha dato il via libera a sottoscrivere il contratto per il vaccino anti-COVID-19 con Pfizer-BioNTech, fino a 300 milioni di dosi. Lo ha annunciato il portavoce dell’esecutivo comunitario, Eric Mamer.

Mosca: «Il vaccino Sputnik efficace al 92%»

La Russia sostiene che, stando ai dati preliminari, il suo vaccino Sputnik V abbia un’efficacia del 92% nel proteggere dal Covid-19. Lo riportano i media russi citando l’account Twitter dei produttori del vaccino. Stando a una dichiarazione del ministero della sanità russo, del centro di ricerca statale Gamaleya e del Fondo russo di investimenti diretti ripresa dal Moscow Times, i risultati mostrano che 20 dei 16’000 volontari che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino o del placebo hanno contratto il Covid-19. «Come risultato di un’analisi statistica di 20 casi confermati di coronavirus, la suddivisione dei casi tra individui vaccinati e coloro che hanno ricevuto il placebo indica che il vaccino Sputnik V ha avuto un tasso di efficacia del 92% dopo la seconda dose», sostiene il comunicato. Ad agosto Mosca ha annunciato la registrazione del vaccino Sputnik V definendolo il primo al mondo contro il nuovo coronavirus nonostante non avesse completato tutti i test clinici necessari. Attualmente il vaccino sperimentale è nella terza fase dei test clinici, che coinvolgeranno 40’000 volontari, un quarto dei quali riceveranno una dose placebo. Lunedì il presidente del gruppo statunitense Pfizer, Albert Bourla, ha annunciato che un vaccino anti-Covid-19 sviluppato congiuntamente da Pfizer e dalla società tedesca BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90% delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso.

Germania, i casi aumentano «ma con meno forza»

Sono 18.487 i nuovi casi di contagio da coronavirus in Germania registrati dal Robert Koch Institut nelle ultime 24 ore, e per il ministro della sanità Jens Spahn i dati sono in parte rassicuranti. Le infezioni «continuano ad aumentare, ma con meno forza. Questo è incoraggiante, anche se ancora non basta», ha spiegato, rispondendo ad un’intervista in televisione. È però ancora troppo presto per parlare di un cambiamento di trend, afferma. Il Koch Institut riferisce anche di 261 vittime in più rispetto a ieri. Dall’inizio della pandemia, i casi di contagio in Germania sono stati 705.687 e i morti 11.767. Al momento ci sono oltre 3.000 pazienti in terapia intensiva a causa del coronavirus, e proprio l’aumento considerevole dei posti occupati nelle stazioni ospedaliere ha indotto il governo a decidere un semilockdown con valenza federale dal 2 novembre.

Negli USA 200 mila casi in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno fatto registrare la cifra record di 200 mila nuovi casi di coronavirus in 24 ore. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Il numero totale dei contagi dall’inizio della pandemia negli USA è di 10.238.243. Le vittime sono 239.588. Record anche nei ricoveri ospedalieri: 61.964 nella giornata di ieri.

Martedì 10 novembre

(Aggiornato alle 22.58) I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 50,9 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,26 milioni, mentre le persone guarite sono 33,2 milioni.

Francia, esplode il numero di decessi nelle case anziani

Esplode il numero di decessi nelle case di riposo in Francia, 754 in 4 giorni. Sommati ai 466 delle ultime 24 ore negli ospedali danno questa sera un totale di 1.220 nuove vittime della seconda ondata del Covid-19. Dall’inizio della pandemia, i morti sono 42.207 in Francia. Diminuisce nettamente, invece, il numero dei nuovi casi in 24 ore: 22.180, una cifra nettamente inferiore alle 40-50.000 della settimana scorsa. Sono 4.750 i ricoverati nei reparti di rianimazione

Record di morti in Gran Bretagna: oltre 500 in 24 ore

Impennata delle vittime nel Regno Unito a causa del Covid: per la prima volta da metà maggio sono state superati i 500 decessi in 24 ore, per la precisione 532. Ieri ne erano stati registrati meno di 200. La crescita dei nuovi contagi è di 20’400. Lo rendono noto i media locali.

Il re del Marocco ordina la ‘vaccinazione di massa’

Re Mohammed VI ha ordinato una vaccinazione di massa contro il coronavirus. Un comunicato del gabinetto reale anticipa la campagna «senza precedenti» che avrà inizio a partire dalle «prossime settimane» e riguarderà «tutti i cittadini, a partire dai 18 anni di età, secondo uno schema di doppia iniezione», con priorità per il personale in prima linea e cioè «personale sanitario, autorità pubbliche, forze dell’ordine e educatori, oltre che anziani e persone vulnerabili».

Nel comunicato non si fa cenno al tipo di vaccino. Il Marocco ha partecipato con poco meno di un migliaio di volontari alla sperimentazione sul vaccino anti-Covid della cinese Sinopharm.

Il sovrano marocchino - si legge nel comunicato - si è raccomandato sulla «accessibilità del vaccino, in un quadro sociale e solidale, sulla quantità sufficiente e la disponibilità sul mercato e sulla logistica medicale dei trasporti».

Solo un francese su 2 disposto a farsi vaccinare

I francesi sono fra i più recalcitranti a sottoporsi al possibile vaccino anti-Covid annunciato ieri da Pfizer: secondo un sondaggio Ipsos, soltanto poco più della metà della popolazione, il 54%, si dice pronto a farsi iniettare il prodotto "efficace al 90%", secondo l'annuncio della casa farmaceutica.

Dalle cifre della ricerca emerge anche che la percentuale dei francesi disposti a vaccinarsi è in continua diminuzione: ad agosto era di 5 punti superiore (59%).

Lunedì 9 novembre

I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 50,5 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,25 milioni, mentre le persone guarite sono 33 milioni.

Altri 21’000 contagi in Gran Bretagna

Altri 21’350 contagi da coronavirus sono stati registrati nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, con 194 morti in più (più dei 156 indicati ieri, ma meno dei circa 400 dei giorni precedenti). Lo certificano i dati del governo, sullo sfondo di un numero di test giornalieri riferiti al week-end che scende peraltro a 276’000 circa.

In totale i morti per Covid registrati nel Regno dall’inizio della pandemia salgano a oltre 49’000 considerando parametri comuni agli altri maggiori Paesi (record europeo in cifra assoluta, ma non in rapporto alla popolazione).

I decessi messi in relazione con il coronavirus anche a più lungo termine e come concausa raggiungono i 65’000 in base all’elaborazione mediatica delle statistiche sulla mortalità generale dell’isola aggiornate ogni settimana dall’Ons, l’istituto nazionale di statistica.

La tendenza alla stabilizzazione della curva della seconda ondata - con alcuni trend locali apparentemente in discesa in realtà come quella di Londra - viene intanto confermata dall’indice Rt sulla diffusione del virus, bloccato per ora dall’introduzione del lockdown in Inghilterra a 1,1-1,3 a seconda delle zone.

Un livello più basso ad esempio di quello dell’Italia (che ha anche più casi, più decessi quotidiani e più ricoveri del Regno in questo momento), ma che comunque secondo il premier Boris Johnson dovrà ancora scendere entro la scadenza del lockdown del 2 dicembre per riportare la situazione sotto controllo e allontanare il rischio di sovraffollamento degli ospedali.

Francia, 551 morti in 24 ore

«Il picco dell’epidemia deve ancora arrivare», nelle ultime 24 ore ci sono stati «551 decessi» in Francia: lo ha detto il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, in una conferenza stampa a Parigi, precisando che sono 40’987 le vittime fino ad oggi.

Salomon ha detto che la Francia è il quarto Paese al mondo per numero di casi, «questo anche perché - ha precisato - abbiamo effettuato 24 milioni di tamponi dall’inizio dell’epidemia, di cui 2,3 milioni questa settimana».

«Il picco della seconda ondata della pandemia deve ancora arrivare», ma nelle città in cui sono state applicate misure di freno precoci, in particolare il coprifuoco, «cominciamo ad osservare un progresso più lento dell’epidemia», ha aggiunto Salomon. Questi ha anche parlato di segnali «incoraggianti che incoraggiano a proseguire gli sforzi».

Gli USA superano la soglia dei 10 milioni di casi

Gli Stati Uniti superano i 10 milioni di casi di coronavirus, un traguardo raggiunto a soli 10 giorni di distanza da quello dei 9 milioni. Lo riporta il Washington Post. Negli ultimi giorni gli Usa hanno registrato oltre 100’000 nuovi contagi al giorno.

Portogallo, scattano stato d’emergenza e coprifuoco

Il Portogallo, per far fronte all’aumento dei casi di coronavirus, è da oggi in stato di emergenza che sarà accompagnato da periodi di coprifuoco per la maggior parte della sua popolazione, un provvedimento ritenuto «catastrofico» da ristoratori e commercianti.

«Non potremo affrontare senza dolore questa pandemia», ha ammesso il premier socialista Antonio Costa, mentre il bilancio giornaliero ha per la prima volta superato la soglia dei 60 morti. Il numero di nuovi contagi, che era triplicato in meno di un mese fino a raggiungere 6000 casi sabato, è sceso oggi a circa 4000.

In serata, 7,1 milioni di portoghesi residenti nei 121 comuni considerati «ad alto rischio» saranno per la prima volta soggetti al coprifuoco in vigore dalle 23.00 alle 5.00.

Pfizer: «50 milioni di dosi nel 2020 e 1,3 miliardi nel 2021»

Sulla base delle proiezioni, Pfizer e BioNTech hanno fatto sapere di prevedere di poter fornire 50 milioni di dosi di vaccini nel mondo nel 2020 e fino a 1,3 miliardi nel 2021.

Von der Leyen: «300 milioni di dosi del vaccino Pfizer per l’UE»

«Ottime notizie da Pfizer e BioNTech sui risultati positivi della loro sperimentazione clinica per un vaccino contro il coronavirus. La scienza europea funziona! La Commissione presto firmerà un contratto con loro per avere fino a 300 milioni di dosi. Continuiamo a proteggerci a vicenda nel frattempo». Lo scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter.

Positivo il presidente ucraino Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è risultato positivo al coronavirus: lo riferisce la presidenza ucraina precisando che «il capo di Stato si sente bene e continuerà a svolgere le sue mansioni a distanza e in isolamento». Lo riporta l’agenzia di stampa Interfax.

Pfizer: «Il nostro vaccino efficace al 90%»

Un vaccino anti-Covid-19 sviluppato congiuntamente da Pfizer e BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90% delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso. Lo ha annunciato il presidente di Pfizer, Albert Bourla. La società tedesca BioNTech conferma l’annuncio di Pfizer, annunciando in una pubblicazione di voler chiedere l’autorizzazione per la produzione, insieme a Pfizer, la settimana prossima alla Food and Drug Administration (Fda, l’agenzia federale statunitense per la sicurezza dei farmaci). Euforia sui mercati: Milano vola in rialzo del 5%, Londra del 3,99%, Parigi del 5,39%, Francoforte del 4,8% e Madrid del 6%. Più timido lo SMI a Zurigo, che fa segnare un +1,76%.

Berlino: «Sul vaccino agiremo in modo europeo»

«Vogliamo agire in modo europeo e non seguendo una linea nazionale». Lo ha detto il ministro della sanità tedesco Jens Spahn, in conferenza stampa a Berlino, commentando la notizia della pubblicazione dei dati della BioNTech, che si appresta a chiedere un’autorizzazione per il vaccino, in grado di proteggere al 90% dal virus. «Si deve arrivare a un vaccino volontario», ha anche ribadito Spahn. «Alla domanda su quali quantità di dosi e da quando saranno a disposizione non possiamo ancora rispondere», ha aggiunto

Domenica 8 novembre

I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 50 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,25 milioni, mentre le persone guarite sono 32,8 milioni.

In Grecia record di morti giornalieri

La Grecia ha registrato il record giornaliero di vittime di coronavirus, con 35 persone decedute nelle ultime 24 ore. Lo riporta il Guardian. I nuovi casi sono 1.914 secondo quanto annunciato dalle autorità sanitarie. La maggior parte delle nuove infezioni, 483, sono state registrate a Salonicco. In totale nel Paese ci sono 56.698 persone contagiate dal coronavirus e 734 morti.

Superati i 50 milioni di casi nel mondo

La pandemia di Sars-CoV-2 infrange un’altra barriera: in tutto il mondo sono stati superati i 50 milioni di contagi da COVID-19. L’aumento del numero di casi rilevati è solo in parte spiegato dall’aumento del numero di test effettuati. E molti paesi, in particolare in Europa e Stati Uniti, stanno affrontando una nuova grande ondata. L’Europa, con 12.6 milioni di casi confermati (per oltre 305.000 decessi), è la regione più colpita al mondo, davanti all’America Latina e ai Caraibi (11.6 milioni di casi, 411.000 decessi) e Asia (11 milioni di casi, quasi 177.000 morti).

L’Europa rimane la regione più colpita

Ottobre è stato il mese peggiore della pandemia di coronavirus dall’inizio della sua diffusione, con i casi degli ultimi 30 giorni che rappresentano un quarto di tutti quelli registrati sinora. Lo rivelano i calcoli effettuati dall’agenzia Reuters citati dal Guardian. Secondo i dati della Johns Hopkins coronavirus dashboard i contagi nel mondo sono quasi 50 milioni. L’Europa con 12 milioni di casi rimane la regione più colpita, con una media di circa 1 milione di infezioni ogni tre giorni. Sul fronte delle vittime, i morti di Covid-19 nel Vecchio Continente rappresentano il 24% del totale.

Iran, nuovo record di 459 morti in 24 ore

L’Iran ha registrato un nuovo record giornaliero di decessi provocati dal coronavirus: nelle ultime 24 ore le vittime sono state 452, il livello più alto dall’inizio della pandemia, che porta il bilancio complessivo dei morti nel Paese a quota 38.291. Lo ha reso noto oggi la portavoce del ministero della Sanità, Sima Lari.

Allo stesso tempo, sono stati segnalati 9.236 nuovi casi, per un totale di almeno 682.486 infezioni registrate finora.

Attualmente, ha sottolineato Lari, almeno 5.523 persone sono ricoverate in terapia intensiva, mentre altre 520.329 sono guarite. A livello nazionale finora sono stati eseguiti 5.224.252 test.

Nuovo record negli Stati Uniti, oltre 126 mila casi in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno registrato 126.742 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, registrando un ulteriore record di contagi quotidiani che superano per il quarto giorno consecutivo la soglia di 100.000, e per il terzo giorno quella dei 120.000. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, citati dalla Cnn. Almeno 1040 persone sono morte nelle ultime 24 ore, portando il bilancio delle vittime a 237.113. Il totale dei casi registrati dall’inizio della pandemia di COVID-19 negli USA sfiora i 10 milioni: sono 9.860.558.

Sabato 7 novembre

Cresce sempre più il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 49,6 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono oltre 1,2 milioni, mentre le persone guarite sono 32,6 milioni.

In Francia supera la soglia dei 40 mila morti

La Francia ha superato oggi la soglia dei 40.000 morti legati al coronaivirus, secondo i dati pubblicati dalla Sanità Pubblica. Nelle ultime 24 ore, 306 decessi sono stati registrati negli ospedali francesi, portando il bilancio a 40.169.

Migliaia di persone a Lipsia per protestare contro il lockdown

Migliaia di persone sono scese per le strade di Lipsia, in Germania per protestare contro le misure prese dal governo di Angela Merkel per arginare la seconda ondata di coronavirus. Lo riportano i media tedeschi. La manifestazione, alla fine della prima settimana di lockdown «light», è stata organizzata dal movimento «Querdenker» («Pensiero laterale») che ormai è attivo in oltre cinquanta città in tutta la Germania e che spesso alle proteste viene affiancato da movimenti di estrema destra, estrema sinistra e cospirazionisti. Nelle immagini della manifestazione che circolano sul web si vedono migliaia di persone senza mascherina e molto vicine tra loro.

In Romania 9.937 casi e 130 morti nelle 24 ore

La Romania ha registrato nelle 24 ore 9.937 nuovi contagi da coronavirus, un numero in leggero calo rispetto a ieri, quando il dato giornaliero era stato di 10’260. I decessi, stando ai media regionali, sono stati 130, che portano a 7.793 il numero totale delle vittime, I casi da inizio epidemia sono stati in tutto 296.999. Ieri le autorità locali, a causa della preoccupante situazione epidemiologica, avevano annunciato la chiusura delle scuole per i prossimi trenta giorni, imponendo il coprifuoco notturno

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