«La Libia ha fatto passi avanti ma restano sacche di insicurezza»

L’intervista

Le valutazioni di Silvia Colombo, responsabile di ricerca del programma Mediterraneo e Medioriente all’Istituto Affari Internazionali

«La Libia ha fatto passi avanti ma restano sacche di insicurezza»
La cancelliera tedesca Angela Merkel accoglieil premier libico Dbeibah a Berlino in occasione della Seconda conferenza di pace sulla Libia. ©DPA/Bernd von Jutrczenka/via AP

«La Libia ha fatto passi avanti ma restano sacche di insicurezza»

La cancelliera tedesca Angela Merkel accoglieil premier libico Dbeibah a Berlino in occasione della Seconda conferenza di pace sulla Libia. ©DPA/Bernd von Jutrczenka/via AP

A Berlino mercoledì si è tenuta la seconda Conferenza di pace sulla Libia nella quale è stato sollecitato il ritiro di tutte le forze mercenarie e straniere dal Paese. Sulla difficile situazione in Libia abbiamo sentito Silvia Colombo, esperta in materia dell’IAI di Roma.

Regge il cessate il fuoco in Libia?«Sì, il quadro politico e di sicurezza in Libia è profondamente cambiato. Dopo la sconfitta del generale Haftar, grazie all’intervento militare turco, si è giunti al cessate il fuoco permanente del 23 ottobre e all’avvio di un dialogo tra le varie forze libiche. Per cui il cessate il fuoco sta tenendo nel suo impianto generale, però la situazione è precaria a causa di alcune sacche di insicurezza e della continua lotta armata in alcune parti del Paese. Fenomeni legati alla competizione politica...

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