«La Libia verso il voto tra clientelismo e gruppi di elettori nostalgici»

L’intervista

Le valutazioni di Silvia Colombo, responsabile di ricerca del programma Mediterraneo e Medioriente dell’IAI di Roma, sull’importante appuntamento elettorale del 24 dicembre

«La Libia verso il voto tra clientelismo e gruppi di elettori nostalgici»
Saif al-Islam Gheddafi (a destra nella foto), figlio dell’ex dittatore libico Muammar, si registra come candidato nelle elezioni presidenziali previste per il 24 dicembre. ©EPA

«La Libia verso il voto tra clientelismo e gruppi di elettori nostalgici»

Saif al-Islam Gheddafi (a destra nella foto), figlio dell’ex dittatore libico Muammar, si registra come candidato nelle elezioni presidenziali previste per il 24 dicembre. ©EPA

In un mondo sempre più scosso da crisi regionali e dai flussi di profughi che esse determinano, le elezioni presidenziali previste in Libia per il 24 dicembre e quelle parlamentari rappresentano una possibile svolta per un Paese instabile e devastato da anni di guerra civile. Ma per ora nulla è garantito, come ci spiega Silvia Colombo, esperta in materia dell’Istituto Affari Internazionali di Roma.

Sono già una quindicina i candidati alle presidenziali di dicembre. Tuttavia alla recente conferenza di Parigi sulla Libia è stato di nuovo sollecitato il ritiro dal Paese dei mercenari stranieri. Se ciò non avverrà, il voto di dicembre rischia di essere perturbato?«Va detto che le elezioni del 24 dicembre non saranno un passo facile. Per quanto riguarda i mercenari presenti in Libia, il cessato il...

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