La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

tutti gli aggiornamenti

L’evoluzione globale dell’emergenza coronavirus: i casi sono oltre 62,36 milioni, i decessi più di 1,45 milioni e i guariti 39,92 milioni

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare
© AP Photo/Ted S. Warren

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

© AP Photo/Ted S. Warren

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare
©AP Photo/Jenny Kane

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

©AP Photo/Jenny Kane

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare
© Shutterstock

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

© Shutterstock

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare
© AP Photo/Manu Fernandez

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

© AP Photo/Manu Fernandez

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare
© Shutterstock

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

© Shutterstock

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare
©AP Photo/Alastair Grant

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

©AP Photo/Alastair Grant

Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla metà di aprile fino all’inizio di maggio le potete trovare a questo link. Qua invece gli aggiornamenti fino all’8 ottobre.

Domenica 29 novembre

(Aggiornato alle 12.57) In base ai dati forniti dall’università americana Johns Hopkins, i contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia hanno superato i 62,36 milioni. I decessi totali sono oltre 1,45 milioni, mentre i guariti sono 39,92 milioni.

Record in Giappone, 2.688 casi in 24 ore

Il Giappone registra il suo record di nuovi casi dall’inizio della pandemia: 2.688 contagi in un solo giorno. Lo ha annunciato il ministero della Salute nipponico, secondo quanto riportano i media internazionali.

Picco anche dei ricoveri (440) nelle terapie intensive del Paese che da giorni ha annunciato di temere una terza ondata dell’epidemia. Dei nuovi casi, 561 sono stati segnalati a Tokyo, che per il secondo giorno registra un record di contagi.

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare

La maggioranza dei francesi non intende farsi vaccinare contro la COVID-19, quando un vaccino sarà disponibile: lo indica un sondaggio della società IFOP per il Journal du Dimanche.

Il 59% dice che non andrà sicuramente o probabilmente a farsi vaccinare, contro il 41% che si dice pronto a farlo. La stessa percentuale del 59% dice di preferire un vaccino prodotto in Francia rispetto ad uno preparato all’estero, indica il sondaggio.

Sabato 28 novembre

(Aggiornato alle 10.15) In base ai dati forniti dall’università americana Johns Hopkins, i contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia hanno superato i 61 milioni. I decessi totali sono oltre 1,44 milioni, mentre i guariti sono 39,8 milioni.

Negli USA oltre 4 milioni di nuovi casi a novembre

Negli USA a novembre sono stati superati i 4 milioni di nuovi casi di coronavirus, oltre il doppio rispetto al mese di ottobre. Lo rileva il New York Times sulla base dei dati aggiornati ad oggi, sabato 28 novembre, e sottolineando come nel lungo weekend del Thanksgiving molti Stati non pubblichino i dati. Attualmente la media è di 170 mila nuovi casi al giorno, con oltre 1 milione di casi nell’ultima settimana che porta il numero dei contagi dall’inizio della pandemia a oltre 13 milioni.

Nuovo record in Russia: oltre 27.000 casi in 24 ore

I casi di coronavirus in Russia sono cresciuti di 27’100 unità nelle ultime 24 ore, segnando un nuovo record, fino a raggiungere le 2’242’633 infezioni totali. Lo ha detto il centro di crisi anti-coronavirus. I decessi sono stati invece 510, rispetto ai 496 segnalati il giorno prima, riferisce la Tass. In totale i morti sono dunque 39’068. Il numero dei morti ha superato i 500 per la terza volta questa settimana.

La seconda area più colpita dopo l’America Latina

Sono più di 400.000 i decessi nella sola Europa legati al nuovo coronavirus, secondo un conteggio dall’agenzia francese Afp sulle segnalazioni fornite dalle autorità sanitarie. L’Europa è la seconda area più colpita al mondo dalla pandemia con 400.649 morti in totale (per 17.606.370 infezioni), dietro all’America Latina e ai Caraibi (444.026 morti, 12.825.500 casi). Negli ultimi sette giorni sono stati registrati più di 36.000 decessi, il bilancio più pesante in una settimana dall’inizio della pandemia. In totale, quasi due terzi dei decessi in Europa sono stati segnalati nel Regno Unito (57.551 decessi, 1.589.301 infezioni), Italia (53.677, 1.538.217), Francia (51.914, 2.196.119), Spagna (44.668, 1.628.208) e Russia (39.068, 2.242.633).

Venerdì 27 novembre

(Aggiornato alle 20.34) Sono 61,3 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono 1,43 mentre i guariti sono 39,2 milioni.

Negli USA oltre 13 milioni casi

Gli Stati Uniti hanno superato i 13 milioni di contagi da coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University i nuovi casi sono stati oltre un milione in sei giorni: il 21 novembre erano 12 milioni. Le vittime dall’inizio della pandemia sono 264.624.

In Francia 12 mila nuovi casi e 393 decessi

Sono stati 12.459 i casi positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore in Francia secondo Santé Publique, contro i 13.563 di ieri. I morti in ospedale sono stati 393 contro i 339 di ieri. Il totale delle vittime, a cui si aggiungono 564 decessi cumulati in 4 giorni nelle case di riposo e negli istituti per disabili, sale a 51,914. Per la prima volta da inizio novembre tornano sotto quota 4.000 i pazienti di Covid in rianimazione, che stasera sono 3.883, 135 in meno di ieri. Anche i ricoverati in ospedale sono scesi sensibilmente e sono stasera 662 in meno di 24 ore fa (28.648). Scende sotto il 12% il tasso di positività dei tamponi (11,7%).

Nuovo record di contagi in Iran

Un nuovo record di 14.051 casi di COVID-19 è stato registrato nelle ultime 24 ore in Iran, dove il totale da inizio pandemia cresce a 922.397. Le vittime nell’ultima giornata sono 406, portando i decessi complessivi a 47.095. I ricoverati in terapia intensiva salgono a 5.860, mentre i guariti aumentano a 640.065. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Da domani lockdown parziale in Croazia

Da domani la Croazia entra in un lockdown parziale con la chiusura dei bar e ristoranti per tentare di contenere la forte diffusione del coronavirus. Le nuove misure restrittive saranno in vigore fino al 21 dicembre. Oltre ai bar e ristoranti, dovranno chiudere anche le palestre e varie attività ricreative, ma non i teatri, cinema, centri commerciali, parrucchieri, estetisti, piccoli artigiani. Tutte le attività sociali e culturali possono svolgersi ma con la partecipazione di un massimo d 25 persone, anche al chiuso, e un rigoroso rispetto delle misure igieniche. Non sono permesse le feste di nozze, mentre anche ai funerali il limite delle persone presenti è di 25. I mezzi pubblici potranno accogliere il 40% della capienza massima di passeggeri in condizioni normali. Alle scuole e agli atenei è stato raccomandato di passare all’insegnamento a distanza. Questo lockdown è comunque molto meno restrittivo rispetto a quello introdotto nella primavera. Il primo ministro Andrej Plenkovic ha spiegato che «probabilmente sarebbe meglio chiudere tutto, ma questo non è economicamente e politicamente realistico». «La Croazia non è un Paese ricchissimo e deve pensare anche al mantenimento delle attività economiche e sociali», ha osservato. Anche oggi la Croazia con 4080 nuovi contagi registra il record giornaliero di casi positivi. Sono decedute altre 48 persone, che portano il numero delle vittime a 1600. Numeri record anche per i pazienti in cura ospedaliera, ad oggi 2240, e per quelli in terapia intensiva, 26

Irlanda del Nord in lockdown

L’Irlanda del Nord è da oggi di nuovo in lockdown per almeno due settimane, secondo quanto deciso nei giorni scorsi dalle autorità di Belfast, competenti sull’emergenza in forza dei poteri della devolution al pari di Scozia e Galles. La misura, suggerita da un trend di contagi tornato a essere superiore a quello dell’Inghilterra dopo l’adozione di strategie recenti in parte diverse, prevede la chiusura di tutti i negozi non essenziali (con supermercati aperti e minimarket alimentari fino alle 20), di ristoranti e pub salvo che per l’asporto, dei servizi pubblici non forniti a distanza, dei saloni di bellezza e simili, di palestre, piscine e altri impianti sportivi, di tutti i luoghi d’intrattenimento e di quelli di preghiera se non per funerali e matrimoni con tetto di presenze. Tornano inoltre in vigore il divieto secco dei contatti sociali fra non conviventi e una stretta sul lavoro da casa: l’unica differenza sostanziale col confinamento di primavera riguarda le scuole, che restano aperte. L’Irlanda del Nord - come il Galles a guida laburista - aveva tentato una strategia diversa di contenimento della seconda ondata di COVID oltre un mese fa, rispetto a quanto deciso dal governo conservatore centrale di Boris Johnson per l’Inghilterra, nazione dominante del Regno. Aveva infatti puntato a un primo cosiddetto ‘circuit breaker’ - un lockdown di fatto - limitato a due settimane sin da fine ottobre, per poi tornare a una maggiore normalità. L’Inghilterra aveva invece atteso l’inizio di novembre per passare da un sistema di restrizioni locali a un lockdown nazionale bis di 4 settimane, in scadenza ora il 2 dicembre e destinato peraltro a essere sostituito con un nuovo schema allerte regionali (gialla, arancione o rossa) rafforzate.

In Russia record di contagi giornalieri

In Russia si registra un nuovo picco dei contagi di COVID-19. Stando al centro operativo nazionale anti-coronavirus, nelle ultime 24 ore nel Paese sono stati accertati 27.543 nuovi casi, il numero massimo di contagi in un giorno finora rilevato dall’inizio della pandemia. I nuovi contagi a Mosca sono 7.918. Il totale dei casi nel Paese sale così a 2.215.533. Stando ai dati ufficiali, le persone morte a causa della COVID-19 in Russia sono 38.558, di cui 496 decedute nel corso dell’ultima giornata.

Nuovo picco di contagi in Ucraina

In Ucraina si registra un nuovo picco dei contagi accertati in una sola giornata. Il ministro della Salute Maksim Stepanov ha annunciato che nelle ultime 24 ore si sono registrati 16.218 contagi e che in 655 casi si tratta di operatori sanitari. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 693’407. Nelle ultime 24 ore 192 persone sono morte a causa del virus Sars-Cov-2 in Ucraina facendo salire a 11.909 il totale delle vittime della COVID-19 nel Paese dall’inizio dell’epidemia.

Terza ondata di contagi a Tokyo

Tokyo aggiorna nuovamente il record dei contagi di coronavirus nella giornata di venerdì, a quota 570 su base giornaliera, confermando l’allarmante ascesa della malattia in quella che dagli esperti viene ormai definita la terza ondata. Le nuove rilevazioni superano il precedente limite raggiunto sabato e potrebbero portare a un imminente annuncio dello stato di emergenza da parte dell’esecutivo, come lasciato intendere ieri dal ministro in carica per l’emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura. Anche a livello mensile ad oggi le infezioni segnalate da inizio novembre nella capitale si assestano a 8567, superando il precedente record di agosto fermo a 8125. Da questo sabato, in linea a quanto delineato dal governo, i ristoranti e i bar della capitale dovranno interrompere la vendita di alcol a partire dalle 22, per un periodo di tre settimane.

Aumentano i contagi in Pakistan: scuole chiuse

A causa dell’aumento dei casi di coronavirus in Pakistan, da oggi scuole, college, università e altre istituzioni educative sono state chiuse. La misura rimarrà in vigore fino all’11 gennaio 2021. Il Pakistan ha registrato 54 morti e 3.113 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, ha reso noto il ministero della Salute. È il terzo giorno consecutivo che il Paese ha segnalato oltre 3000 casi di COVID-19 e circa 50 decessi. Dall’inizio della pandemia, il Paese ha visto 389’311 contagi di COVID-19 e 7897 morti. Finora, 335.881 persone sono guarite dalla malattia, con 1.489 pazienti guariti nelle ultime 24 ore. Il numero totale di pazienti critici è 2.112, 144 in più rispetto alle 24 ore precedenti.

In Germania oltre un milione di contagi

I contagi da COVID-19 in Germania dall’inizio della pandemia hanno superato quota un milione, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. L’istituto sanitario tedesco Robert Koch ha riportato ieri altri 22.806 casi e 426 morti. I decessi totali nel Paese sono stati circa 15.600.

Giovedì 26 novembre

(Aggiornato alle 17.25) Hanno superato quota 60 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo: per l’esattezza sono 60.392.439. Emerge dai dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono 1.421.308, mentre i guariti sono 38.667.637.

Francia, i vescovi protestano per il limite di 30 fedeli in chiesa

Botta e risposta tra il governo francese e i vescovi sulla capienza massima consentita in chiesa in tempi di coronavirus. Il premier Jean Castex ha confermato oggi che da sabato, le cerimonie religiose, messa inclusa, saranno permesse ad un limite massimo di 30 persone. Castex ha aggiunto che questo numero evolverà «progressivamente» nelle prossime settimane tenendo conto, tra l’altro, della «capacità globale di accoglienza» del luogo di culto.

Immediata è arrivata la replica della Conferenza episcopale. Per i vescovi francesi, si tratta di una misura «inapplicabile ed irrealistica». «Trattare in questo modo le religioni - deplora la Cef in una nota - significa considerare la fede di milioni di credenti come accessoria». Quindi l’appello all’amministrazione del presidente Emmanuel Macron affinché ci sia una «reale concertazione».

La ripresa delle cerimonie religiose, sospese durante il lockdown in vigore fino al 15 dicembre, «può essere soltanto progressiva», ha invece dichiarato il primo ministro, nell’odierna conferenza stampa per illustrare nel dettaglio le misure di progressivo alleggerimento delle restrizioni annunciate l’altro ieri dal presidente Emmanuel Macron.

«Questi luoghi - ha proseguito - accoglieranno prima 30 persone, nel rispetto delle regole sanitarie», poi «la capienza evolverà progressivamente, in funzione della situazione sanitaria e della scadenza del 15 dicembre», quando si passerà dal lockdown al coprifuoco. In ogni caso, ha assicurato Castex, «le trattative con le autorità religiose vanno avanti. In Francia come altrove i luoghi di culto sono stati luoghi di contaminazione» e «la circolazione virale resta forte».

Diversi responsabili religiosi hanno protestato lunedì scorso contro la capienza massima di 30 persone, ritenuta eccessivamente restrittiva, ma al momento le cose non cambiano, in attesa che venga rivalutata a seconda delle dimensioni dei vari edifici religiosi.

Svezia, il picco atteso a metà dicembre

Il picco della pandemia in Svezia è atteso per metà dicembre. La valutazione è stata fatta sulla base dei dati segnalati fino al 6 novembre. Il modo in cui si svilupperà quel picco, tuttavia, dipenderà «da quanto bene riusciremo a mantenere il distanziamento sociale», ha detto in conferenza stampa l’epidemiologo di stato Anders Tegnell.

Dopo aver visto un pesante bilancio delle vittime da marzo a giugno - oltre 5000 in un paese di 10,3 milioni di abitanti - la Svezia, che ha scelto di frenare il virus con misure per lo più non coercitive, da metà ottobre ha visto un nuovo vertiginoso aumento dei casi e delle vittime. Oggi sono stati segnalati altri 67 decessi, portando il totale a 6622.

In risposta, il governo ha emesso raccomandazioni più severe per le aree fortemente colpite. Tra cui l’invito alle persone a evitare ambienti interni affollati e, se possibile, tutti i contatti fisici diversi da quelli con le persone della propria famiglia.

Nelle ultime settimane, il paese ha limitato il numero di persone ammesse alle riunioni pubbliche a 8, scendendo da 50, e ha vietato la vendita di alcolici nei ristoranti e nei bar dopo le 22.

Russia,‘vaccinazione di massa inizia entro fine anno’

Il Cremlino si aspetta che la vaccinazione di massa contro il Covid-19 in Russia cominci prima della fine dell’anno e che «il processo» sia «a fasi»: lo riferisce il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Interfax.

«Non posso dire la data esatta ma si dovrebbe cominciare prima dell’ultimo dell’anno. Queste sono le aspettative», ha detto Peskov precisando che la vaccinazione sarà su base volontaria.

Sudan, morto ex premier Sadiq al-Mahdi

L’ex primo ministro del Sudan, Sadiq al-Mahdi, è morto a 84 anni dopo aver contratto il coronavirus. Lo ha comunicato il suo partito National Umma, forza politica islamica moderata.

Mahdi era stato portato per cure negli Emirati Arabi Uniti tre settimane fa dopo essere stato ricoverato in ospedale in Sudan, risultando positivo a Covid-19. «Porgiamo le nostre condoglianze al popolo del Sudan per la sua morte», ha detto il partito in una dichiarazione.

Il governo ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale a partire da domani. Mahdi, democraticamente eletto, fu rovesciato con il golpe del 1989 che decretò la leadership trentennale di Omar al-Bashir.

L’ex primo ministro rimase un forte oppositore del regime, con un peso nelle proteste di massa che portarono l’anno scorso alla destituzione di al-Bashir.

Il Sudan registra a oggi 16.649 contagi e 1210 decessi legati alla pandemia.

Contagiati il principe di Svezia e la consorte

Contagi da coronavirus anche nella famiglia reale in Svezia, il Paese scandinavo largamente più colpito dall’emergenza Covid - in termini di bilancio di casi e di morti - dopo aver puntato per mesi su una strategia contraria al lockdown e aver scommesso su un’ipotetica immunità di gregge spontanea. Lo riferisce fra gli altri media internazionali la BBC, precisando che il principe Carlo Filippo, 41 anni, secondogenito del sovrano regnante, e la consorte, Sofia, 35, sono stati entrambi testati positivi in queste ore dopo aver avvertito sintomi dell’infezione fin da ieri. Tamponi sono stati adesso disposti anche per il resto della dinastia, dal 74enne re Carlo Gustavo, alla 76enne regina Silvia, all’erede al trono Vittoria (43 anni) e a suo marito Daniel. Venerdì l’intera famiglia reale si era riunita in una chiesa luterana per i funerali di Walther Sommerlath, fratello della regina.

Merkel: «Possibile che ci sia il vaccino prima di Natale»

«Può darsi che i vaccini arrivino prima di Natale, e abbiamo deciso che saranno a disposizione del personale medico e sanitario». Lo ha detto Angela Merkel parlando al Bundestag delle misure anticovid decise ieri con i governatori dei Laender. La cancelliera tedesca ha detto che «il vaccino rappresenta la luce alla fine del tunnel», anche se nei mesi invernali non tutti potranno essere vaccinati e molti dovranno ancora tenere duro senza. La crescita esponenziale del Covid è stata fermata ma «non c’è ancora una inversione del trend, la crescita dei contagi si è fermata a un alto alto, troppo alto. E in molti Laender crescono ancora troppo invece di calare», ha anche detto Angela Merkel, citando fra l’altro il «triste record delle vittime» segnato l’altro ieri. «Questo deve preoccuparci», ha aggiunto. «Se aspettassimo che le terapie intensive si riempissero - perché cariche lo sono già - sarebbe troppo tardi», ha sottolineato. D’altro canto la Germania preme perché vi sia un accordo europeo sulla stagione sciistica, che, secondo Angela Merkel, non dovrebbe partire. «Alla luce della posizione austriaca è chiaro che non sarà facile, ma noi ci proveremo», ha detto la cancelliera tedesca.

In Corea del Sud si teme la terza ondata

La Corea del Sud ha registrato 583 nuovi casi di COVID-19, di cui 553 di trasmissione domestica: è il livello più alto da oltre 8 mesi, che alimenta i timori sulla consistenza della terza ondata di contagi in corso nel Paese. Il totale delle infezioni è salito a quota 32.318, ha riferito la Korea Disease Control and Prevention Agency (Kdca), prendendo atto che l’impennata di oggi è seguita a settimane di casi pari a 100-300 unità quotidiane. I contagi sono legati in prevalenza a focolai diffusi tra uffici, scuole, palestre e riunioni nella grande area metropolitana di Seul. Il dato odierno supera quota 500 casi in un singolo giorno per la prima volta del 6 marzo, quando se ne registrarono 518 per il focolaio nella città di Daegu, e batte il picco di 441 del 27 agosto, parte della seconda ondata. Le infezioni in Corea del Sud sono rimaste tra i 100 e i 300 casi dall’8 novembre a conferma di scenari incerti e instabili difficili da portare sotto controllo, malgrado gli sforzi delle autorità sanitarie attraverso, ad esempio, l’inasprimento delle regole di distanziamento sociale portate a livello 2, terzo più alto nella scala nazionale di 5 complessivi. La Corea del Sud ha riportato due decessi aggiuntivi, con il totale salito a 515. «Siamo nella situazione in cui i focolai del virus possono emergere ovunque», ha ammesso il ministro della Salute Park Neung-hoo. Tra le altre misure, la chiusura di nightclub e bar, e la partecipazione massima di 100 persone a funerali e matrimoni. Caffetterie sono autorizzate soltanto ai servizi di asporto, mentre tutti i ristoranti devono chiudere entro le 21 e poi operare dopo con le consegne a domicilio. Seul, con il metodo ‘traccia, testa e cura’, è stata considerata a livello internazionale come un modello da seguire nella lotta alla COVID-19.

Nuovo picco di morti negli USA: oltre 2.400 in un giorno

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri oltre 2.400 morti per coronavirus in 24 ore, secondo i dati della Johns Hopkins University: il bilancio peggiore da più di sei mesi. Il Paese ha contemporaneamente registrato quasi 200 mila nuovi casi di COVID-19. Si tratta del secondo giorno consecutivo che viene superato il limite di 2 mila morti giornaliere. L’ultima volta che il bilancio delle vittime ha superato le 2.400 in un giorno era stato all’inizio di maggio, al culmine della crisi sanitaria negli USA.

In Germania semilockdown fino al 20 dicembre

Il semilockdown vigente in Germania sarà prolungato fino al 20 dicembre. Lo ha annunciato il ministro presidente della Sassonia-Anhalt Reiner Haseloff, dopo il vertice in via di chiusura a Berlino fra la cancelliera tedesca Angela Merkel e i governatori. Per le festività di Natale, il divieto di contatto verrà ammorbidito in Germania e si consentiranno incontri fino a dieci persone, ha detto dal cato suo Merkel, presentando le nuove misure dopo la riunione con i ministri presidenti dei Länder. «Nessuno dovrà vivere le vacanze di Natale in solitudine», ha ribadito come già detto nei giorni scorsi. Il divieto di contatto viene invece inasprito per le prossime settimane: non saranno possibili incontri oltre le cinque persone di due nuclei abitativi escludendo i ragazzi sotto i 14 anni.

Mercoledì 25 novembre

Hanno superato quota 59,98 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,41 milioni, i guariti sono 38,4 milioni.

Austria: screening di massa dal 4 dicembre

Il governo austriaco ha fissato la tabella di marcia per lo screening di massa con il tampone rapido. Si partirà con il Vorarlberg e Tirolo dal 4 al 6 dicembre, seguiranno i länder Salisburgo e Alta Austria dal 12 al 13 dicembre. Parallelamente a livello nazionale saranno testati tutti i poliziotti dal 7 al 8 dicembre. In una seconda fase seguiranno Vienna e gli altri länder ad elevata densità abitativa.

Il cancelliere Sebastian Kurz ha annunciato che la settimana prossima il consiglio dei ministri stabilirà le riaperture dopo il lockdown totale, partendo dalla scuola e dal commercio. «I numeri dei contagi stanno scendendo, ma restano comunque alti», ha sottolineato Kurz, ribadendo il suo appello alla prudenza. Gli screening «non sono la fine della pandemia», ha aggiunto il ministro della sanità Rudolf Anschober.

UE: firmato un sesto contratto per un vaccino anti-COVID

La Commissione europea ha approvato il sesto contratto per un vaccino anti-COVID, firmando con l’azienda farmaceutica Moderna. Il contratto prevede l’acquisto iniziale di 80 milioni di dosi per conto di tutti gli Stati membri dell’UE, più un’opzione per richiedere fino a ulteriori 80 milioni di dosi, da fornire una volta che il vaccino si sia dimostrato sicuro ed efficace contro COVID-19.

Il contratto con Moderna amplierà il portafoglio di vaccini per i paesi UE, aggiungendosi agli accordi raggiunti con AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen Pharmaceutica NV, BioNTech-Pfizer e CureVac.

«Per i vaccini la Commissione europea ora ha contratti con sei società farmaceutiche ed i primi cittadini europei potrebbero essere vaccinati ancora prima della fine di dicembre. Finalmente vediamo una luce alla fine del tunnel», ha affermato la presidente Ursula von der Leyen al Parlamento europeo. «Gli Stati membri si devono preparare. Si parla di milioni di siringhe, di catena del freddo, di organizzare centri di vaccinazione e qualificare personale per farlo. Tutto questo va preparato. Gli Stati devono approntare la logistica per il dispiegamento di centinaia di milioni di dosi di vaccini», ha aggiunto von der Leyen.

Tokyo, governo richiede chiusura anticipata locali

Chiusura anticipata alle 22 a Tokyo per bar e ristoranti, nel tentativo di contenere un’ulteriore accelerazione del coronavirus a ritmi sempre più allarmanti nella capitale. Lo ha comunicato il governo metropolitano, riproponendo le stesse misure introdotte sei mesi fa, quando ai locali notturni venne chiesto di interrompere la vendita di alcool nelle prime ore della serata, in preparazione dell’entrata in vigore dello stato di emergenza.

La nuova richiesta avrà validità per tre settimane a partire da questo sabato, e le autorità governative risarciranno le attività commerciali che si adeguano alle raccomandazioni per un importo fino a 400’000 yen, pari a 3’500 franchi, da qui fino al 17 dicembre. Le nuove linee guida coincidono con la segnalazione odierna di 401 nuove positività nella capitale, e il repentino incremento dei pazienti negli ospedali cittadini con ‘gravi patologie’, a quota 54, la soglia più alta dallo scorso maggio.

Lo scorso giovedì le autorità della capitale avevano alzato il grado di allarme al massimo livello su una scala di 4, tornando ai valori di inizio settembre. Interrotta anche la campagna promozionale del governo ‘Go To Eat’, che prevedeva incentivi ai consumatori per sostenere il settore in crisi della ristorazione.

Da ieri a Osaka e Sapporo risulta sospesa l’altra iniziativa dell’esecutivo ‘Go To Travel’ per favorire il turismo domestico, a causa dei nuovi picchi dei contagi nelle due città. A questo riguardo il premier Yoshihide Suga in Parlamento ha difeso l’operazione commerciale, citando la necessità di stimolare le economie locali, e respingendo le accuse di un ampliamento delle positività a livello nazionale a causa del contributo dei maggiori spostamenti. Una tesi avvalorata da una commissione di esperti medici.

In una conferenza separata, tuttavia, il ministro in carica per la gestione dell’emergenza sanitaria, Yasuyoshi Nishimura, ha detto che l’esecutivo allargherà i poteri di deroga alle diverse prefetture dell’arcipelago per chiedere una restrizione degli orari di apertura delle imprese commerciali, se la crescita dei contagi di Covid dovesse renderlo necessario.

Francia, Disneyland Parigi chiuso fino al 12 febbraio

Disneyland Parigi non riaprirà per le feste di fine anno. In un messaggio pubblicato su Twitter, il parco di attrazioni nella regione di Parigi ha annunciato che la chiusura dei parchi a tema e degli hotel si protrarrà fino al 12 febbraio compreso.

«Speravamo - si legge nel tweet - di poter aprire Disneyland Parigi durante le vacanze di Natale, dal 19 dicembre al 3 gennaio prossimo, sfortunatamente gli ultimi annunci del governo non ce lo permettono».

Francia pensa a obbligo temporaneo telelavoro

La Francia pensa al telelavoro obbligatorio per qualche giorno a settimana. Secondo quanto riferito oggi dal presidente dell’associazione degli imprenditori Medef, Geoffroy Roux de Bézieux, governo e parti sociali hanno avviato una riflessione per rendere il telelavoro obbligatorio nei primi mesi del 2021.

Lunedì sera, il primo ministro, Jean Castex, «ci ha chiesto di riflettere ad una seconda fase di telelavoro per inizio anno che non sia 100% telelavoro come oggi ma che non sia nemmeno un ritorno allo stadio precedente». La soluzione, ha aggiunto, potrebbe essere del tipo «qualche giorno a settimana obbligatorio, ma non il 100%».

De Bézieux ha precisato che un tale dispositivo sarebbe applicabile «per qualche mese», il tempo che passi la pandemia da coronavirus.

Martedì 24 novembre

(Aggiornato alle 20.50) Hanno superato quota 59,2 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,39 milioni, i guariti sono 37,9 milioni.

Anche la Francia supera le 50 mila vittime

Anche la Francia, dopo l’Italia, ha superato la soglia delle 50.000 vittime di Covid-19. Secondo i dati di Santé Publique, con 454 decessi negli ospedali e il cumulo di 4 giorni di morti in case di riposo e istituti per disabili (551), oggi si è raggiunta la cifra di 50.237 morti dall’inizio della pandemia. Da sabato prossimo riapriranno tutti i negozi e le librerie: lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron nell’ambito dell’alleggerimento delle misure di lockdown in vista delle feste di Natale. In questa fase rimarrà in vigore l’autocertificazione per uscire, ma sarà possibile allontanarsi fino a 20 km dal proprio domicilio. Dal 15 dicembre non sarà più obbligatoria l’autocertificazione, il lockdown lascerà il posto al coprifuoco dalle 21 alle 7. Il Natale sarà possibile trascorrerlo «in famiglia» ma non saranno vacanze «come le altre». Bar e ristoranti, come le palestre, riapriranno dal 20 gennaio se i contagi saranno sotto i 5.000 giornalieri.

«Abbiamo frenato la circolazione del virus», ha sottolineato Macron all’inizio del suo intervento in diretta tv. Il presidente ha ringraziato «il civismo» dei francesi: «I nostri sforzi, i vostri sforzi, hanno pagato, il picco della seconda ondata è passato». Sull’apertura delle stazioni sciistiche in Francia «è in corso una concertazione con il governo» e anche «con i Paesi vicini», ha detto, aggiungendo: «Mi sembra impossibile immaginare un’apertura per le feste. Sarà meglio orientarsi per una riapertura nel corso del mese di gennaio». «La vaccinazione contro il Covid-19 potrebbe cominciare in Francia tra fine dicembre e inizio gennaio», ha poi spiegato, precisando che «non sarà obbligatoria».

Per Natale Johnson rilassa le misure

Via libera a riunioni di famiglia - nelle case, nei luoghi di preghiera e negli spazi pubblici - fino a un massimo di componenti di tre nuclei non conviventi nel Regno Unito durante i 5 giorni di alleggerimento delle misure anti-Covid previste per Natale, secondo quanto concordato oggi durante una riunione del comitato Cobra dal governo centrale di Boris Johnson e da quelli locali delle nazioni. Lo precisa la Bbc anticipando le indicazioni di un piano - che sarà valido in modo uniforme in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord - in cui si prevede anche un allentamento delle restrizioni sugli spostamenti e i trasporti attraverso il Paese nello stesso arco di giornate comprese fra il 23 e il 27 dicembre.

Brasile, altri 344 morti e 17.585 casi in 24 ore

Il Brasile ha raggiunto i 6.088.004 casi confermati di Covid-19, mentre continua ad aumentare la media giornaliera dei morti e dei contagi.

Tra domenica e ieri sono stati registrati 17.585 nuovi pazienti colpiti dalla malattia, secondo i dati diffusi dalle segreterie sanitarie dei governi statali.

La media di questo lunedì è stata di 30.181 persone, il che rappresenta un aumento del 57% rispetto alla cifra di due settimane fa.

Il Brasile, secondo Paese al mondo per numero di vittime, ha nel frattempo raggiunto i 169.541 decessi, di cui 344 registrati nelle ultime 24 ore.

La media mobile dei morti è stata di 496, con un aumento del 51% rispetto alla media di due settimane fa.

In Iran nuovo record di 13.721 casi in 24 ore

Un nuovo record di 13.721 casi di Covid-19 è stato registrato nelle ultime 24 ore in Iran, dove il totale dei contagi dall’inizio pandemia cresce a 880.542.

Le vittime nell’ultima giornata ammontano a 483, portando i decessi complessivi a 45.738. I pazienti in terapia intensiva salgono a 5.824, mentre i guariti aumentano a 617.715. I test effettuati sono in tutto 5.871.098. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari.

Hong Kong chiude di nuovo bar e locali

Hong Kong chiuderà di nuovo, per la terza volta quest’anno, bar, nightclub e locali di fronte a un nuovo aumento dei casi di coronavirus. Lo ha reso noto la segretaria alla sanità Sophia Chan, riporta il Guardian.

Le autorità stanno anche riaprendo il centro temporaneo per il trattamento del Covid nei pressi dell’aeroporto.

Oggi Hong Kong ha registrato 80 nuovi casi che portano il totale dei contagi da inizio anno a 5.782. I decessi sono 108.

Länder tedeschi: Natale con massimo 10 persone

I ministri-presidenti dei Länder tedeschi hanno trovato un accordo per le misure di contenimento per Natale e Capodanno: dal 23 dicembre al primo gennaio sarà possibile ritrovarsi con altri nuclei familiari o altri singoli per un massimo di 10 persone, mentre si invitano tutti i cittadini ad una quarantena preventiva auto-imposta prima delle festività.

Lo riferisce l’agenzia di stampa DPA, dopo aver preso visione di una bozza del documento che sarà discusso mercoledì in riunione con la cancelliera Angela Merkel.

Lunedì 23 novembre

Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia hanno superato i 58,8 milioni. I decessi totali sono oltre 1,39 milioni, i guariti sono 37,6 milioni.

Spagna, Felipe VI in quarantena preventiva

Il re di Spagna Felipe VI si è messo in quarantena dopo essere entrato in contatto con una persona risultata positiva al Covid-19, ha annunciato in serata il Palazzo Reale.

«Una persona con cui era in contatto ieri è risultata positiva al Covid-19 oggi», ha detto il Palazzo in un comunicato, precisando che il sovrano ha sospeso per dieci giorni tutte le sue attività ufficiali.

Francia, meno di 5000 nuovi casi in 24 ore

Sono stati meno di 5000, 4452, i nuovi casi di positività al Coronavirus in Francia nelle ultime 24 ore, secondo i dati di Santé Publique France. Si tratta della cifra più bassa dall’inizio di ottobre.

Sono stati 500 i decessi nelle ultime 24 ore, che portano il totale delle vittime dall’inizio della pandemia a 49’232. Sono 55 i pazienti in meno nei reparti di rianimazione, 73 quelli in meno negli ospedali. Cala al 13,3% il tasso di positività dei test.

L’OMS: «Con i vaccini c’è speranza di mettere fine alla pandemia»

«C’è adesso una reale speranza che i vaccini, insieme con altre misure sanitarie già testate, possano contribuire a mettere fine alla pandemia di Covid-19». Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul coronavirus. «La luce in fondo a questo lungo e buio tunnel sta diventando più luminosa dopo le ultime buone notizie sui vaccini», ha aggiunto. «Nessun vaccino nella storia è stato sviluppato così rapidamente. La comunità scientifica ha stabilito un nuovo standard per la creazione dei vaccini», ha sottolineato il numero uno dell’Organizzazione mondiale della sanità.

In Bulgaria annunciate nuove restrizioni

Il ministro della Salute bulgaro Kostadin Anghelov ha annunciato stasera in una conferenza stampa a Sofia drastiche misure restrittive e la proroga della ‘situazione di emergenza epidemica’ nel Paese fino alla fine di marzo del prossimo anno a causa del coronavirus. Quella attuale scade il 30 novembre prossimo.

Le nuove misure saranno discusse e approvate dopodomani in una riunione del Consiglio dei ministri e dovrebbero entrare in vigore il 27 novembre. Secondo le misure proposte dal ministro Anghelov verranno sospese le lezioni nelle scuole e negli atenei in tutto il Paese, le gare sportive e gli eventi congressuali.

Rimangono chiuse le discoteche e i locali notturni. I ristoranti potranno preparare cibi soltanto da consegnare a domicilio. Saranno chiusi tutti i negozi, compresi i grandi centri commerciali, eccetto negozi per generi alimentari, farmacie, uffici postali, distributori di benzina e banche.

«Non imporremo il lockdown ma ci auguriamo che la gente se lo imporrà da sola», ha aggiunto il ministro della Salute. Negli ultimi giorni in Bulgaria si registra un’impennata dei contagi da coronavirus e dei decessi.

«Niente pranzi e cene per Natale»

La decisione più saggia a Natale sarebbe quella di non fare né pranzi né cene in famiglia per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha detto il capo tecnico dell’Oms, Maria Van Kerkhove, durante il consueto briefing sul Covid-19. «La difficile decisione di non riunirsi in famiglia per le feste è la scommessa più sicura», ha sottolineato la dottoressa. La decisione più saggia a Natale sarebbe quella di non fare né pranzi né cene in famiglia per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha detto il capo tecnico dell’Oms, Maria Van Kerkhove, durante il consueto briefing sul coronavirus. «La difficile decisione di non riunirsi in famiglia per le feste è la scommessa più sicura», ha sottolineato la dottoressa.

Misure più morbide in Gran Bretagna

Riapertura di negozi non essenziali, palestre, ristoranti e pub, ma con coprifuoco alla 22 per gli ultimi ordini, esteso alle 23 per le consumazioni già servite. Sono alcune delle misure annunciate oggi da Boris Johnson e possibili dal 3 dicembre nel Regno Unito. Esse varranno dall’alleggerimento delle precauzioni anti-Covid dopo la scadenza del lockdown nazionale bis in vigore in Inghilterra fino al 2 dicembre prossimo compreso, ma solo in alcune regioni, ha formalizzato in video collegamento alla Camera dei Comuni Johnson. Nel suo statement, il primo ministro Tory ha sottolineato come l’incremento dei contagi sia ora in frenata, non senza avvertire che l’emergenza non è ancora alle spalle. E che le restrizioni non verranno azzerate in attesa che «i progressi sui vaccini» e i programmi verso «test di massa» diano gli effetti sperati, ma torneranno a essere graduate a livello locale territorio per territorio secondo tre livelli di allerta - prima di «un’esenzione» più ampia limitato a 5 giorni festivi in occasione del Natale «in tutto il Regno Unito» - in una versione riveduta e «rafforzata» rispetto a prima del lockdown.

Lo schema prevede fra l’altro il ritorno del pubblico agli eventi sportivi fino a 4000 spettatori nelle aree sottoposte ad allerta gialla e fino a 2000 in quelle con allerta arancione, ma non in quelle a più alto tasso di casi locali destinate a rimanere segnate dall’allerta rossa. «Una via d’uscita» dall’emergenza coronavirus «è in vista», si è detto convinto Johnson . «La cavalleria della scienza» sta arrivando e «nei nostri cuori sappiamo che in primavera avremo successo», ha aggiunto Johnson, facendo riferimento ai progressi sui vaccini (in particolare con gli annunci di oggi sul prototipo britannico Oxford/Astrazeneca) e ai programmi sulla promessa estensione dei test a livello di massa nel Regno, ribadendo tuttavia che «non siamo ancora» al traguardo finale.

In Ungheria ingressi scaglionati per gli over 65

Il governo di Viktor Orban ha deciso di scaglionare gli ingressi nei negozi in Ungheria in base all’età per proteggere le fasce più a rischio coronavirus. Lo riporta il Guardian. In particolare gli over 65 potranno entrare negli esercizi commerciali solo dalle 9 alle 11 nei giorni feriali e dalle 8 alle 10 nei week-end. «Questo decreto serve a proteggere gli anziani», ha detto Orban in un video pubblicato su Facebook. L’Ungheria ha cercato per mesi di evitare un secondo lockdown e prevenire ulteriori danni all’economia, ma è stata costretta a chiudere le scuole secondarie e imporre un coprifuoco dalle 20 alle 5. Nelle ultime settimane 3891 ungheresi sono morti a causa del Covid-19, mentre 177’952 persone sono state infettate dall’inizio della pandemia.

Montenegro secondo in Europa per numero di casi

Stando infatti ai dati del portale web tedesco ‘Statista’, il piccolo Paese balcanico, che conta appena 620 mila abitanti, ha un tasso di 4754 contagiati su 100 mila abitanti, secondo solo al Belgio la cui incidenza è di 4803 contagi su 100 mila abitanti. Terzo il Lussemburgo con 4654 contagi su 100 mila abitanti. Il Montenegro - dove i contagi sono in totale oltre 31 mila - in giugno aveva dichiarato finita l’epidemia dopo 28 giorni consecutivi di zero casi e zero decessi, ma da alcuni mesi, al pari degli altri Paesi della regione, è interessato da una forte ripresa della curva epidemica. Nel caso del Montenegro al peggioramento della situazione epidemiologica ha contribuito con tutta probabilità anche una lunga stagione di proteste e manifestazioni che hanno visto protagonista in primo luogo la parte di popolazione di etnia serba (quasi un terzo del totale), insoddisfatta di una nuova legge religiosa ritenuta discriminatoria e ostile nei confronti della Chiesa ortodossa serba, da sempre molto popolare e largamente diffusa in Montenegro.

Innumerevoli raduni, cortei e processioni si sono svolti in massima parte senza l’osservanza delle misure di prevenzione anti-Covid, con migliaia di partecipanti senza mascherina e incuranti del distanziamento fisico prescritto. Comportamenti questi stigmatizzati a più riprese dalla dirigenza di Podgorica, e che hanno portato spesso a tafferugli e scontri con le forze dell’ordine locali, mentre diversi esponenti religiosi della Chiesa ortodossa serbi sono stati arrestati o si sono contagiati con conseguenze più o meno gravi. È accaduto anche al metropolita Amfilohije, capo della Chiesa ortodossa serba in Montenegro, colpito pesantemente dal virus e morto a fine ottobre per le gravi complicazioni intervenute. In quell’occasione si sono ripetute scene e comportamenti di totale irresponsabilità da parte di migliaia di cittadini e fedeli, accorsi in massa e senza alcuna prevenzione a rendere omaggio alla salma di Amfilohije, chinandosi per baciarla, sfidando ogni appello alla prudenza.Le cerimonie funebri ai funerali solenni del primo novembre a Podgorica sono state presiedute dal patriarca serbo Irinej, affiancato dal presidente serbo Aleksandar Vucic, e in quella occasione con ogni probabilità il 90enne Irinej si è contagiato. Tornato a Belgrado, il patriarca è risultato positivo al Covid-19, è stato ricoverato in un ospedale militare dove è deceduto il 20 novembre per le gravi complicazioni intervenute. A Belgrado, anche se forse con minore intensità, si sono ripetute le scene in chiesa con poca cura della prevenzione anti-Covid, e con tanti che si sono avvicinati e chinati per baciare la salma del patriarca. Risulta peraltro sconcertante come, nel rispetto della liturgia ortodossa, durante le celebrazioni si offra vino consacrato ai fedeli che si avvicinano al sacerdote e bevono da un solo cucchiaio utilizzato per tutti.

Francia, una decisione entro 10 giorni sugli impianti sciistici

Il governo francese ha fatto sapere che una decisione sull’apertura degli impianti di sci a Natale sarà adottata «entro i prossimi 10 giorni».

Domenica 22 novembre

Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, i contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia hanno superato i 58 milioni (58,27 milioni). I decessi totali sono oltre 1,38 milioni, i guariti sono 37,33 milioni.

In Francia cala ancora il tasso di positività

Sono stati 11.829 i casi di positività alla COVID-19 in Francia nelle ultime 24 ore, ai quali si aggiungono 1.328 test antigenici positivi, per un totale di 13.157, secondo le cifre di Santé Publique France. Il numero delle vittime è aumentato in 24 ore di 215, e il totale è ora di 48.732 dall’inizio dell’epidemia. Ulteriormente sceso il tasso di positività dei test, al 14%.

Boom di morti a El Paso, interviene la Guardia Nazionale del Texas

La Guardia Nazionale del Texas in soccorso degli obitori della contea El Paso, travolti dall’elevato numero di decessi per la COVID-19. «Con il rapido aumento dei casi e dei ricoveri stiamo sfortunatamente assistendo anche a un aumento dei morti», afferma il sindaco di El Paso Dee Margo annunciando l’intervento della Guardia Nazionale. «Stiamo lavorando con le agenzie di pompe funebri per assisterle a far fronte al balzo delle richieste e coordinare le risorse. La Guardia Nazionale metterà a disposizione il suo personale per attuare il nostro piano di gestione dei decessi», mette in evidenza Margo.

Coronavirus in un allevamento di visoni in Francia

La Francia ha rilevato per la prima volta la presenza del nuovo coronavirus in un suo allevamento di visoni, a Eure-et-Loir. Lo hanno reso noto oggi i ministeri dell’Agricoltura, della Salute e della Transizione Ecologica. «È stato ordinato l’abbattimento di tutti i 1.000 animali ancora presenti nell’allevamento e l’eliminazione dei prodotti di questi animali», hanno indicato in una nota i ministeri. Dei quattro allevamenti di visoni nel Paese, uno è risultato non contagiato mentre «negli ultimi due sono ancora in corso analisi», i cui risultati sono attesi in settimana. Diversi paesi europei hanno già segnalato contaminazioni di allevamenti di visoni, principalmente in Danimarca, con la recente scoperta di una variante del virus, ma anche nei Paesi Bassi poi in Svezia e Grecia, e sono stati rilevati casi isolati in Italia e in Spagna. Sono stati segnalati casi anche negli Stati Uniti.

OMS: «L’Europa si attrezzi o arriverà una terza ondata»

L’OMS avverte l’Europa che se non si attrezzerà in modo corretto ci sarà una terza ondata della pandemia all’inizio del 2021. David Nabarro, inviato speciale dell’OMS, in un’intervista ai giornali svizzeri imputa ai governi europei di non aver realizzato le «infrastrutture necessarie durante l’estate, dopo aver riportato sotto controllo la prima ondata». E se non lo faranno adesso, «avremo una terza ondata all’inizio del prossimo anno. Nabarro ha lodato la risposta alla pandemia dei paesi asiatici, come la Corea del Sud, che assumono comportamenti corretti.

Johnson si appresta a confermare fine lockdown

Il primo ministro britannico Boris Johnson si appresta a confermare che il lockdown per frenare la diffusione del coronavirus in tutta l’Inghilterra si concluderà il 2 dicembre. Lo ha reso noto il suo ufficio.

Il blocco sarà seguito da un ritorno a una serie di restrizioni regionali a tre livelli come parte del «Piano invernale COVID» del governo. L’annuncio ufficiale dovrebbe essere fatto lunedì.

Un portavoce di Downing Street ha dichiarato che le attuali restrizioni hanno «contribuito a riportare il virus sotto controllo» e «alleggerito le pressioni sul NHS (National Health Service, il sistema sanitario nazionale del Regno Unito)».

Tuttavia, il governo ha anche avvertito che senza restrizioni regionali il virus causerebbe il caos prima che i piani per la distribuzione del vaccino e i test di massa abbiano il tempo di fare effetto.

G20: impegno per un’equa distribuzione dei vaccini

Il G20, che riunisce i paesi più industrializzati, si impegna a finanziare un’equa distribuzione dei vaccini, delle cure e dei test per la COVID-19 in modo che i paesi più poveri non siano tagliati fuori. È quanto emerge da una bozza del comunicato finale del G20 riportata ieri sera dall’agenzia di stampa Reuters sul suo sito.

«Riconosciamo il ruolo di una immunizzazione ampia come un bene pubblico globale», si legge nella bozza.

Sabato 21 novembre

Hanno raggiunto quota 57.573.392 i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono 1.372.274, mentre i guariti sono 36.881.629.

Bruxelles si assicura 1,2 miliardi di dosi di vaccini promettenti

«Un vaccino sicuro ed efficace è il nostro modo migliore per sconfiggere il virus. Finora abbiamo assicurato almeno 1,2 miliardi di dosi di vaccini promettenti per gli europei e il mondo. Verranno dispiegati rapidamente una volta che l’autorizzazione confermerà i risultati positivi». Lo scrive su Twitter la Commissione europea.

In Croazia tasso di positività del 36,17%

La Croazia ha registrato nelle ultime 24 ore 3.573 nuovi contagi da coronavirus, su 9.877 test effettuati, e 47 decessi. Il tasso di positività è del 36,17%. Come riferiscono i media regionali, i casi attivi nel Paese sono ad oggi 19.079. I pazienti in ospedale sono 1.981, dei quali 213 in terapia intensiva. In totale da inizio epidemia i contagi sono stati 100.410, le vittime 1.304.

Nuove restrizioni in Serbia

Di fronte al forte aumento dei contagi da coronavirus, in Serbia il governo ha annunciato oggi nuove misure restrittive per la durata di dieci giorni. Come riferiscono i media, a partire da martedì sarà anticipata alle 18 la chiusura per ristoranti, caffè, locali notturni, sale da gioco e centri commerciali. Sarà strettamente obbligatoria la mascherina in tutti i luoghi al chiuso e anche all’aperto laddove non sia possibile rispettare il necessario distanziamento fisico. Le riunioni saranno consentite per un massimo di cinque persone sia al chiuso che all’aperto, ad eccezione di scuole, negozi, centri commerciali dove resta l’obbligo di rispettare il numero massimo di presenze consentito - garantendo almeno quattro metri quadrati a persona. Si consiglia inoltre di trasferire il lavoro da casa per tutti coloro in grado di farlo. E saranno notevolmente intensificati i controlli. La Serbia negli ultimi giorni ha registrato bilanci giornalieri di oltre 6 mila contagi e decine di decessi, con un aumento repentino rispetto a pochi giorni fa. Gli specialisti peraltro hanno messo in guardia dai pericoli di un’ulteriore diffusione del contagio per le cerimonie funebri pubbliche di oggi e domani in memoria del patriarca ortodosso Irinej, morto ieri per le conseguenze del coronavirus.

In Iran 5.788 pazienti in terapia intensiva

Il nuovo bilancio totale delle vittime del coronavirus in Iran sale a 44.327 morti con i 431 decessi registrati nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi arriva a 841.308 con i 12.931 nuovi casi di ieri.

Lo ha comunicato la portavoce del ministero della Salute Sima Lari aggiungendo che finora «596.136 persone sono guarite e che i pazienti in terapia intensiva sono 5.788» . I test effettuati nel Paese sono stati 5.747.325 .

Record di contagi in Giappone

Dopo il record di Tokyo, i casi di coronavirus crescono in Giappone per il quarto giorno consecutivo, superando quota 2.560. Lo anticipa il canale pubblico NHK, segnalando l’ascesa dei contagi a Osaka, la terza città per numero di abitanti del Paese, con 415 nuove infezioni. L’espansione dei contagi riguarda anche le regioni a nord, come l’Hokkaido, che hanno visto un afflusso di viaggiatori oltre le previsioni, in scia alla campagna di incentivi ‘Go To Travel’, introdotta dal governo a fine luglio per incentivare il turismo domestico, che prevedeva la copertura fino alla metà delle spese di viaggio. Promozione che da quest’oggi è stata interrotta su decisione del premier Yoshihide Suga, ribadendo «quanto sia importante osservare la massima cautela in un momento come quello attuale, trovando un compromesso tra il contenimento dei casi di COVID-19 e il sostegno alle economie locali». Il direttore dell’Associazione dei medici giapponesi, Toshio Nakagawa, ha detto che non è possibile stabilire con certezza un legame tra la campagna di promozione del governo e il recente aumento dei casi, ma che sicuramente la prima ha agito da catalizzatore. La prefettura più colpita dell’arcipelago rimane Tokyo, dove si sono registrati 37.317 positività. Sul fronte nazionale i casi di coronavirus si assestano a 130.915, con 1.974 morti accertate.

Calano i contagi e i ricoveri in Belgio

Il numero di contagi da COVID-19 in Belgio continua a diminuire in modo costante: in media, dall’11 al 17 novembre, ci sono stato 3.939 contagi giornalieri, con un calo del 38% rispetto ai sette giorni precedenti, secondo i dati provvisori dell’Istituto di Salute Pubblica Sciensano. Continua a diminuire anche il numero dei ricoveri ospedalieri dovuti alla COVID-19 (-29%), che si attesta attualmente a 344,3 in media al giorno (tra il 14 novembre e il 20 novembre). Dall’inizio della pandemia sono state ammesse 40.243 persone in ospedale a causa del Covid-19 e 15.352 sono morte. Il tasso di positività al test ha ora raggiunto il 17,5% nella media nazionale. In totale dall’inizio dell’epidemia a marzo, 553.680 persone sono state testate positive al coronavirus. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga.

In Bulgaria tasso di positività al 40%

In Bulgaria nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 129 decessi a causa del coronavirus per un totale di 2.778 morti. Da ieri nel Paese balcanico, che conta circa 7 milioni di abitanti, si sono registrati 3.983 contagi di COVID-19, pari a oltre il 40% dei 9.786 test effettuati. Il maggior numero di persone contagiate si registra sempre nella capitale Sofia (circa due milioni di abitanti): 1.031. Il totale dei contagi da inizio epidemia è a oggi di 118.418. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico sanitario è salito a 4.641. Attualmente vi sono 81.252 casi di coronavirus in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 5.942 pazienti, 383 dei quali in terapia intensiva.

Picco di contagi in Ucraina: sono oltre 14.500 in un giorno

In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati accertati 14.580 nuovi casi di COVID-19: il massimo finora registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Secondo il ministro della Salute, Maksim Stapanov, ripreso dall’agenzia Interfax, i decessi sono stati 215 nell’ultima giornata e fanno salire a 10.813 il totale delle vittime del virus Sars-Cov-2 nella repubblica ex sovietica, dove sono stati accertati in totale 612.655 contagi.

In Pakistan oltre 2.800 nuovi casi

Il Pakistan ha registrato 42 morti e 2.843 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Si tratta di un record per il Paese che non registrava numeri così alti da metà luglio. Dall’inizio della pandemia a febbraio, in Pakistan ci sono stati 371.508 contagi di coronavirus e 7.603 decessi. Secondo i dati del Ministero, 1.389 persone sono guarite nelle ultime 24 ore, per un totale di 328.931. Nonostante l’aumento di casi di COVID-19, i principali partiti di opposizione del paese stanno organizzando una manifestazione antigovernativa per domani a Peshawar, nel nord ovest.

In Russia nuovo picco di contagi e vittime

In Russia si registra un nuovo picco sia di nuovi casi sia di vittime della COVID-19. Stando ai dati del centro operativo nazionale anti coronavirus, nelle ultime 24 ore nel Paese sono stati accertati 467 decessi provocati dalla malattia e 24.822 nuovi contagi. Si tratta dei numeri più alti finora registrati in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Il totale dei contagi sale così a 2.064.768. Le vittime, stando ai dati ufficiali, sono in tutto 35.778. Nella sola Mosca, nel corso dell’ultima giornata si sono registrati 7.168 casi di COVID-19 e 74 decessi. Lo riportano le agenzie Tass e Interfax.

In Giappone stop ai viaggi nelle zone a rischio

Il premier giapponese, Yoshihide Suga, ha annunciato che sospenderà la campagna di promozione dei viaggi interni nelle zone del Giappone in cui il numero dei casi di coronavirus è particolarmente alto. Lo riporta il Guardian. Intanto a Tokyo è stato registrato l’ennesimo record giornaliero di nuovi contagi con 539 persone positive al coronavirus.

Aumentano i contagi in Canada: Toronto in lockdown

Toronto e Peel, due delle grandi città dell’Ontario, in Canada, saranno in lockdown da lunedì per 28 giorni. Le scuole resteranno aperte ma i bar e i ristoranti potranno servire solo pranzi e cene da asporto. Resteranno invece aperti supermercati e farmacie ma con una capacità limitata al 50%. Gli assembramenti saranno limitati a 10 persone. La decisione è stata presa in seguito all’aumento dei casi e alla previsione di un possibile peggioramento della situazione nelle prossime settimane.

Oltre 192 mila casi negli USA

Gli Stati Uniti hanno registrato 192.805 nuovo casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore. Negli ultimi sette giorni i nuovi contagi hanno superato quota 1,15 milioni.

Superati 6 milioni di contagi in Brasile

Il Brasile è il terzo Paese al mondo ad aver superato i 6 milioni di contagi di COVID-19 dall’inizio della pandemia, dopo Stati Uniti e India. Nelle ultime 24 ore, i contagi sono stati 34.516, portando a 6.017.605 il bilancio totale. Le vittime registrate nelle ultime 24 ore sono state 521, per un totale di 168.662.

Venerdì 20 novembre

Hanno superato quota 57,16 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,36 milioni, i guariti sono 36,6 milioni.

Il Governo britannico chiede il via libera per il vaccino Pfizer

Il governo britannico di Boris Johnson ha formalmente chiesto all’autorità di regolazione sui farmici del Regno, la MHRA, di valutare il candidato vaccino anti-coronavirus Pfizer/BioNTech, per autorizzarne un’eventuale distribuzione a partire dal mese prossimo. Lo ha detto il ministro della Sanità, Matt Hancock, nel briefing odierno sull’emergenza Covid tenuto a Downing Street. Si tratta di «un altro passo importante per fronteggiare la pandemia», ha sottolineato Hancock, precisando che se qualunque prototipo di vaccino sarà approvato nei prossimi giorni, «le vaccinazioni inizieranno» a dicembre nel Regno, con poi «una mole più estesa» nel 2021. «Stiamo andando nella direzione giusta, ma c’è ancora una lunga strada da fare», ha peraltro avvertito.

In Svezia record di 7.240 contagi nelle 24 ore

La Svezia ha registrato il record di nuovi casi con 7.240 contagi nelle ultime 24 ore. Lo rende noto l’Agenzia per la Salute. I decessi sono stati 66, portando il totale a 6.406. Il tasso di morte della Svezia, che nei mesi scorsi ha applicato una strategia di lotta al coronavirus senza alcuna forma di lockdown, è molto più alto rispetto agli altri Paesi nordici.

I musei americani chiudono per il coronavirus

Con la nuova impennata di contagi da coronavirus i musei americani tornano a chiudere ‘coast to coast’. A Washington la rete dello Smithsonian - sette musei tra cui l’American Art Museum, il National Museum of African American History and Culture, il Museo dello Spazio e la National Portrait Gallery più il National Zoo che erano tornati ad accogliere i visitatori tra luglio e settembre - non riaprirà al pubblico a partire da lunedì. Domani intanto sarà la volta della National Gallery con una decisione presa dalla direttrice Kaywin Feldman congiuntamente al capo dello Smithsonian, Lonnie Bunch: «La prudenza deve prevalere se vogliamo proteggere i nostri visitatori e lo staff». Le istituzioni di Washington si uniscono a una lista crescente di musei americani che già hanno chiuso o lo faranno a breve: «Lo considero un passo indietro», ha detto la Feldman: «La differenza stavolta è che vediamo la luce alla fine del tunnel con la prospettiva di un vaccino». I musei di New York per il momento restano aperti, sia pure a capacità limitata e con i curatori in telelavoro, ma le prospettive per la Grande Mela, dove il sindaco Bill De Blasio ha annunciato una nuova serrata delle scuole, non sembrano particolarmente rosee. Intanto i governatori di Colorado, Illinois, Minnesota e stato Washington hanno annunciato restrizioni che includono la chiusura dei musei mentre altre istituzioni culturali a Filadelfia, Milwaukee e Marfa hanno annunciato individualmente analoghe decisioni. «È scoraggiante chiudere in un momento in cui in tempi normali ci saremmo preparati ad accogliere più visitatori che mai a causa della stagione delle feste», hanno affermato congiuntamente il Philadelphia Museum of Art, la Academy of Natural Sciences of Drexel University, la Barnes Foundation e Pennsylvania Academy of the Fine Arts dopo che l’annuncio da parte dello stato di una nuova ondata di restrizioni. Le nuove chiusure mettono a rete delle istituzioni culturali americane sotto ulteriore stress: all’inizio della settimana l’American Alliance of Museums aveva calcolato che un museo su tre negli Usa resta chiuso a causa della pandemia e che la maggior parte non ha mai riaperto dopo lo shutdown di marzo. A causa delle chiusura i musei prevedono di perdere nel 2020 il 35% del loro budget operativo e il 28% nel 2021 con buchi tra il milione e le centinaia di milioni di dollari per le istituzioni più importanti.

In Croazia da domenica nuove restrizioni

In Croazia da domenica saranno in vigore nuove misure restrittive per combattere la diffusione del coronavirus, dopo che nell’ultimo mese il Paese balcanico ha visto una forte crescita dei contagi che lo ha portato tra i Paesi europei con la più alta incidenza di infezioni su centomila abitanti. Le nuove misure inaspriscono solo parzialmente le restrizioni introdotte a ottobre e il governo ha fatto sapere che un lockdown o un coprifuoco notturno sono da escludere. I bar e i ristoranti potranno operare fino alle 22, due ore in meno rispetto ad ora, mentre gli assembramenti pubblici saranno limitati a 25 persone. Sarà vietata la vendita di alcolici dalle 22 alle 6. I raduni in famiglia e tra amici dovrebbero limitarsi a dieci persone. Sono state imposte limitazioni alle manifestazioni sportive e culturali, che non sono vietate. A tutte le aziende è stato consigliato di organizzare il lavoro da casa, se possibile, mentre la pubblica amministrazione passa allo smart working dal primo dicembre. Non sono previste sanzioni per quelli che non rispettano le regole. Da ieri in Croazia sono stati registrati 2958 nuovi contagi, che portano il numero dei pazienti con l’infezione attiva a 18’193. Sono decedute 57 persone, nuovo record giornaliero. In costante crescita è anche il numero dei pazienti in cura ospedaliera, ad oggi quasi duemila, dei quali 217 sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’epidemia nel Paese si sono registrati 97 mila contagiati su settecentomila mila tamponi effettuati e una popolazione di quattro milioni di persone. Il totale delle vittime è di 1247.

Austria, screening di massa dal 5 dicembre

Il 5 dicembre partirà in Austria lo screening di massa. Nell’ultimo fine settimana del lockdown totale saranno testati tutti i 200.000 insegnanti e il personale delle scuole materne. Il 7 e 8 dicembre toccherà a tutti i 40.000 poliziotti. Nella prima settimana di dicembre in alcuni comuni ‘zona rossa’ saranno sperimentati i test a tappeto per tutti i cittadini, che entro Natale saranno estesi su base volontaria a tutta la popolazione austriaca. Il governo ha già acquistato sette milioni di test rapidi per un costo complessivo di 50 milioni di euro. Altre forniture sono in programmazione.

Morto a Belgrado il patriarca serbo ortodosso Irinej

Il patriarca Irinej, capo della Chiesa ortodossa serba (Spc), è morto stamane all’età di 90 anni in un ospedale di Belgrado, dove era ricoverato da due settimane per le conseguenze del coronavirus. Ne ha dato notizia la Chiesa ortodossa. Il patriarca Irinej era risultato positivo al coronavirus pochi giorni dopo il suo ritorno dal Montenegro dove a inizio novembre, affiancato dal presidente serbo Aleksandar Vucic, aveva presieduto le cerimonie funebri per il metropolita Amfilohije, capo della Chiesa ortodossa serba in Montenegro morto anch’egli per le conseguenze del coronavirus all’età di 82 anni. A quelle cerimonie avevano partecipato migliaia di fedeli, in massima parte senza rispettare il distanziamento fisico e le altre misure di prevenzione sanitaria per COVID. Irinej era stato ricoverato in un ospedale militare di Belgrado il 4 novembre scorso in condizioni relativamente buone considerando la sue età, ma il suo stato di salute si è aggravato negli ultimi giorni, con complicazioni cardiovascolari e respiratorie. Ieri era stato intubato. Alcuni media serbi avevano dato notizia della sua morte nel pomeriggio di ieri, notizia smentita dai vertici religiosi ortodossi, che avevano parlato di comportamento «irresponsabile» e «immorale». Eletto 45. patriarca della Chiesa ortodossa serba nel gennaio 2010, Irinej era su posizioni considerate mediane e conciliatrici fra gli esponenti ortodossi più rigidi e conservatori e quelli più aperti e riformisti. Sulla questione del Kosovo tuttavia il patriarca scomparso, pur favorevole al dialogo fra Belgrado e Pristina, era fermo nel ribadire la sua appartenenza alla Serbia, e nel difendere il patrimonio religioso, artistico e culturale serbo in Kosovo. Stando ai media, Irinej potrebbe essere sepolto nella cripta della Cattedrale ortodossa di San Sava a Belgrado.

Vaccino cinese somministrato a un milione di persone

A quasi un milione di persone sono stati già somministrati due vaccini sperimentali anti-Covid prodotti dalla cinese Sinopharm. Lo ha reso noto la stessa compagnia farmaceutica, senza tuttavia fornire dati clinici che dimostrino la loro efficacia. Dalla scorsa estate la Cina ha consentito inoculazioni di vaccini non ancora approvati, per casi ritenuti urgenti, come dipendenti e studenti che si recano all’estero, o anche lavoratori particolarmente esposti, come gli infermieri. In questo contesto, «i nostri vaccini sono stati inoculati a quasi un milione di persone e non abbiamo ricevuto alcun feedback relativo a reazioni avverse gravi», ha affermato Liu Jingzhen, presidente di Sinopharm, sul sito web del gruppo. Secondo l’azienda, nessuna delle persone ha contratto il Covid-19, nonostante abbia viaggiato «in più di 150 Paesi». La Cina ha attualmente quattro vaccini in fase 3 di sperimentazione umana, l’ultimo prima della possibile approvazione. Poiché i pazienti sono pochissimi nel Paese asiatico, dove il Covid-19 è stato ampiamente contenuto, questi test vengono effettuati all’estero. Gli studi clinici di fase 3 di Sinopharm, che comprende due vaccini che hanno raggiunto questa fase, si stanno svolgendo in una decina di Paesi come Emirati Arabi Uniti, Argentina, Perù, Egitto e Giordania.

Scatta il coprofuoco in California

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha annunciato il coprifuoco in tutto lo Stato dalla 10 di sera alle 5 del mattino a causa dell’aumento dei contagi legati al Covid.

L’India supera i 9 milioni di contagi

I casi di coronavirus in India hanno superato i 9 milioni. Lo ha annunciato ufficialmente il ministero della Salute. Il Paese è così il secondo al mondo con il maggior numero di contagi, dopo gli Stati Uniti. Il numero totale dei positivi è di 9.004.000, con 132.162 vittime.

Duecento mila nuovi casi negli USA

Negli Stati Uniti si sono registrati 2.200 morti da Covid nelle ultime 24 ore. I nuovi casi oltre 200 mila.

Il Messico supera i 100 mila morti

Il bilancio delle morti per coronavirus in Messico ha superato le 100 mila vittime, portando il Paese diventare il quarto al mondo ad aver oltrepassato questa soglia. «Oggi in Messico abbiamo 100 mila persone che hanno perso la loro vita a causa del Covid», ha detto il viceministro della Salute, Hugo Lopez-Gatell, in conferenza stampa.

Giovedì 19 novembre

Hanno superato quota 56,7 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi sono stati oltre 1,36 milioni, i guariti sono 36,3 milioni.

Biden: «Non ci sarà alcun lockdown nazionale»

«Non ci sarà alcun lockdown nazionale, non chiuderò l’economia a causa del virus». Lo ha detto Joe Biden, ribadendo però come metterà in campo una strategia nazionale, a partire dall’obbligo della mascherina: «Non è un simbolo di appartenenza politica ma un dovere patriottico». Biden è quindi tornato ad attaccare Trump che impedisce una regolare transizione: «Non c’è alcuna scusa per non condividere i dati, ci sono oltre 250 mila americani morti per il virus, ma ancora non abbiamo le necessarie informazioni. Quante vite devono ancora morire?». Donald Trump sta mostrano un’incredibile irresponsabilità e sta dando un incredibile massaggio negativo al mondo».

Danimarca: «Il virus mutato nei visoni è stato probabilmente debellato»

Una versione mutata del nuovo ceppo di coronavirus individuata nei visoni in Danimarca è stata «con tutta probabilità debellata». Lo riferisce il ministero danese della Sanità Magnus Heunicke.

«Non ci sono stati nuovi casi della versione mutata ‘Cluster 5’ dal 15 settembre e ciò ha indotto le autorità sanitarie danesi a concludere che questa versione sia stata con tutta probabilità debellata», indica Heunicke.

In Germania numero alto di contagi, ma stabile

La situazione in Germania «resta seria. Il numero dei contagi si è stabilizzato, ma a un livello alto». Lo ha detto il presidente del Robert Koch Institut, in conferenza stampa a Berlino, Lothar Wieler. Non è ancora possibile valutare se il fatto che i contagi non aumentino in modo esponenziale ogni giorno sia un cambiamento del trend, «bisogna aspettare». Per il Koch Institut, «i dati mostrano comunque che le misure fanno effetto, le persone vi si attengono e che siamo sulla strada giusta». L’Istituto ha segnalato nelle ultime 24 ore 22.609 nuovi casi. L’incidenza su 100 mila abitanti in sette giorni è di 139, ancora lontana dalla soglia dei 50 che si vuole raggiungere, «ma almeno non è aumentata». L’istituto ha inoltre registrato 251 nuove vittime rispetto al giorno precedente, per un bilancio complessivo dall’inizio della pandemia di 13.370 su 855.916 infezioni. Le persone finora guarite sono 562.700.

Nuovo record di contagi in Ucraina, 13.357 in 24 ore

Continuano ad aumentare i contagi di COVID-19 in Ucraina, dove nelle ultime 24 ore sono stati accertati 13.357 nuovi casi della malattia: il massimo finora registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia.

Secondo il ministro della Salute, Maksim Stapanov, i decessi sono stati 257 nel corso dell’ultima giornata e fanno salire a 10’269 il totale delle vittime del virus Sars-Cov-2 nella repubblica ex sovietica, dove sono stati accertati in totale 570.153 contagi.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di essere ancora positivo al coronavirus ma di sentirsi meglio. «Purtroppo, la ripetizione del test è positiva, ma continuo a lavorare ogni giorno», ha dichiarato Zelensky, ripreso dall’agenzia di stampa Interfax.

«L’olfatto è tornato oggi. Le mie forze stanno tornando. La febbre si riduce e aumenta il mio desiderio di tornare a lavorare intensamente», ha affermato il presidente ucraino.

La Russia supera i 2 milioni di contagi

La Russia ha superato i due milioni di contagi di COVID-19 e registra oggi un nuovo picco sia di nuovi casi sia di vittime della malattia. Stando ai dati del centro operativo nazionale anti coronavirus, nelle ultime 24 ore in Russia sono stati accertati 463 decessi provocati dal Covid-19 e 23.610 nuovi contagi: si tratta dei numeri più alti finora registrati in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Il totale dei contagi sale così a 2.015.608. Le vittime, stando ai dati ufficiali, sono in tutto 34.850. La Russia, che ha circa 145 milioni di abitanti, è il quinto Paese per contagi accertati in termini assoluti dopo Usa, India, Brasile e Francia. La zona con più casi in Russia è quella di Mosca, con 6438 contagi nelle ultime 24 ore.

Record di nuovi casi in Giappone, allerta massima

Il Giappone ha registrato oltre 2.000 nuovi casi di Covid-19 in un giorno, di cui 500 solo a Tokyo: record che costringono le autorità ad aumentare il livello della scala di allerta alla soglia massima. Il premier giapponese Yoshihide Suga ha esortato i connazionali a fare tutto il possibile per contenere la diffusione del virus, indossando le mascherine anche nei ristoranti, e ha incaricato il ministro in carica per la gestione dell’emergenza Yasutoshi Nishimura e quello della Salute, Norihisa Tamura, di convocare una riunione intergovernativa per l’introduzione di ulteriori misure. Gli esperti medici hanno descritto l’attuale andamento dei contagi in Giappone la terza ondata del Covid, citando tra le principali cause della sua estensione l’abbassamento delle temperature e la tendenza delle persone a passare più tempo al chiuso in locali privi di adeguata ventilazione.

Mercoledì 18 novembre

Sono oltre 56 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,43 milioni, i guariti sono 35,9 milioni.

Negli USA superati i 250 mila morti

Negli Stati Uniti il numero dei decessi a causa del coronavirus ha superato quota 250 mila, secondo i dati della Johns Hopkins University. Dall’inizio della pandemia i contagi hanno superato gli 11 milioni e 485 mila.

A New York le scuole chiuderanno da domani

New York chiuderà le scuole a partire da domani in seguito all’aumento dei casi di Covid-19. Lo annuncia il sindaco Bill de Blasio. Per New York, che ha il distretto scolastico pubblico più grande degli Stati Uniti, si tratta di un duro colpo nell’ambito della riapertura decisa nei mesi scorsi.

Morto un bambino in Norvegia

La Norvegia ha annunciato la morte di un bambino affetto da coronavirus, il primo caso fatale giovanile nel Paese scandinavo. Del piccolo non è stata resa nota l’età ma, a quanto riferito dalle autorità sanitarie, «soffriva di un’altra grave condizione cronica». «Un bambino ricoverato all’Haukeland University Hospital è morto per una malattia correlata al coronavirus», ha annunciato in un tweet la struttura in cui era ricoverato, situata nella città di Bergen. La sua età e la natura dell’altra patologia non sono state specificate. Le autorità sanitarie norvegesi avevano annunciato poche ore fa il 299. decesso legato al virus dall’inizio dell’epidemia, su un totale di 30.133 casi registrati ufficialmente.

In Francia si chiede il rinvio del «Black Friday»

Il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, chiede ai distributori di rinviare l’operazione promozionale Black Friday prevista per il 27 novembre, mentre il governo deve ancora decidere quando riaprire i negozi cosiddetti «non essenziali». Da giorni, in Francia, si susseguono le polemiche sull’opportunità di organizzare il Black Friday malgrado il coronavirus.

Nuovo picco in Serbia: oltre 5 mila casi

Il Brasile ha superato i 5,9 milioni di contagiati da coronavirus, con un aumento del 71% nel numero medio di casi al giorno, mentre gli esperti non escludono l’arrivo di una seconda ondata della pandemia. Tra lunedì e ieri, si sono registrati 32’262 nuovi casi confermati di Covid-19, portando il numero totale a 5’909’002. La media mobile dei contagiati ieri è stata di 29’674, cifra che rappresenta un aumento del 71% rispetto alla media osservata due settimane fa. La crescita del numero di nuovi pazienti è stata osservata in diversi Stati, tra cui San Paolo, il più importante del Paese, oltre ad essere il più colpito per numero di morti e di contagi. Intanto le segreterie sanitarie statali hanno riferito che nelle ultime 24 ore sono stati segnalati ulteriori 676 decessi in tutto il Paese, elevando il bilancio complessivo a 166’743.

In Brasile il numero di contagi supera quota 5,9 milioni

Il Brasile ha superato i 5,9 milioni di contagiati da coronavirus, con un aumento del 71% nel numero medio di casi al giorno, mentre gli esperti non escludono l’arrivo di una seconda ondata della pandemia. Tra lunedì e ieri, si sono registrati 32’262 nuovi casi confermati di Covid-19, portando il numero totale a 5’909’002. La media mobile dei contagiati ieri è stata di 29’674, cifra che rappresenta un aumento del 71% rispetto alla media osservata due settimane fa. La crescita del numero di nuovi pazienti è stata osservata in diversi Stati, tra cui San Paolo, il più importante del Paese, oltre ad essere il più colpito per numero di morti e di contagi. Intanto le segreterie sanitarie statali hanno riferito che nelle ultime 24 ore sono stati segnalati ulteriori 676 decessi in tutto il Paese, elevando il bilancio complessivo a 166’743.

Natale in famiglia in Gran Bretagna, ma per pochi giorni

Le famiglie britanniche potranno riunirsi per Natale, ma non senza limitazioni legate all’emergenza coronavirus. Lo indicano le anticipazioni mediatiche di un piano messo allo studio dal governo di Boris Johnson, in collaborazione con le autorità locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord e la consulenza di esperti medico-scientifici impegnati sul fronte della pandemia: piano che mira ad alleggerire temporaneamente le severe restrizioni in vigore nel Regno, in vista delle festività di fine anno.

Secondo la BBC, fra le ipotesi in esame vi è quella di modificare le regole per permettere ai sudditi di Sua Maestà di celebrare le giornate natalizie in famiglia anche solo per «pochi giorni». Una decisione finale non è stata ancora presa, ha precisato il ministro delle Attività Produttive, Alok Sharma, assicurando tuttavia che un margine di libertà per le riunioni di famiglia dovrebbe essere garantito.

L’obiettivo è avere «un Natale quanto più vicino al normale possibile», gli ha fatto eco Susan Hopkins, una dei consulenti medici governativi. Stando alle indiscrezioni raccolte dal Sun, il punto di caduta potrebbe essere quello di consentire - almeno per una durata di 5 giorni, a partire dalla Vigilia di Natale - incontri fra più nuclei familiari non conviventi, seppure con un tetto massimo di persone presenti.

Un’opzione al momento vietata in Inghilterra - date le norme del lockdown nazionale bis imposto di fronte alla seconda ondata di contagi da COVID - e fortemente limitata anche in Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Il Ministro tedesco: «Abbiamo scelto di tutelare la salute»

«La pandemia è un evento epocale» e «che ci siano decisioni o non ve ne siano, ci saranno danni comunque. La questione è dove». Lo ha detto il ministro della salute tedesco Jens Spahn, parlando al Bundestag, dove si discute la legge per la protezione della salute. Danni nell’economia, nella società, alla salute della popolazione, li ha elencati Spahn. «Bisogna ponderare e stabilire le priorità», ha aggiunto.

«Noi abbiamo deciso che non vogliamo vedere sopraffatto il sistema sanitario», ha affermato, sottolineando che un aumento esponenziale del contagio da Covid porterebbe moltissime vittime. «Il vaccino è la luce alla fine del tunnel», ha aggiunto.

Positivo il più longevo senatore USA, ha 87 anni

Chuck Grassley, il più longevo senatore americano ancora in servizio e il secondo più anziano, ha annunciato di essere positivo al coronavirus. Lo riporta la CNN.

Il senatore repubblicano dell’Iowa, 87 anni e alla camera alta del Congresso dal 1980, non ha spiegato come si sia potuto ammalare; si è limitato a dire di essere stato esposto al virus. Al momento è in isolamento, sta bene e continuerà a lavorare da casa.

«Sono risultato positivo al coronavirus», ha scritto Grassley su Twitter. «Seguirò gli ordini dei miei medici e le linee guida del CDC e continuerò a rimanere in quarantena. Mi sento bene, continuerò il mio lavoro per la gente dell’Iowa da casa».

Australia, mini lockdown di sei giorni nel sud

Il premier dell’Australia meridionale ha annunciato l’imposizione di un lockdown di sei giorni per contenere la diffusione del coronavirus dopo la scoperta di un focolaio in un hotel. Lo riporta il «Guardian».

L’Australia in generale è riuscita a gestire la pandemia di Covid-19 meglio di quasi tutti i paesi al mondo con meno di 28’000 casi totali e poco più di 900 vittime.

Nel sud, dopo oltre sette giorni senza un caso di trasmissione locale, sono stati registrati 20 contagiati ad Adelaide dove altre 4’000 persone sono state costrette a mettersi in isolamento. Per questo il premier Steven Marshall ha annunciato le nuove misure e altri stati dell’Australia hanno chiuso i confini al Sud.

Il lockdown, che partirà dalla mezzanotte di oggi, sarà mini nella durata ma abbastanza rigido. Chiuderanno tutte le università e le scuole tranne per i bambini con disabilità e i figli di lavoratori essenziali; stop a bar, ristoranti, pub, locali e anche al cibo da asporto; in ospedale si potrà andare solo per chemioterapie o altre cure per il cancro e per interventi urgenti; divieto di sport all’aperto, attività molto praticata in tutta l’Australia soprattutto adesso che è estate. E naturalmente fermi tutti i viaggi all’interno della regione.

India, oltre 130 mila i decessi

Ha superato quota 130 mila il numero di decessi legati al coronavirus in India, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins.

Il paese asiatico è terzo al mondo per numero di vittime da Covid-19 dietro a Stati Uniti (quasi 250 mila) e Brasile (oltre 166 mila). E’ secondo invece per numero di contagi registrati dall’inizio della pandemia di Covid-19, 8,87 milioni.

Martedì 17 novembre

Sono oltre 55,2 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,33 milioni, i guariti sono 35,6 milioni.

In Spagna 435 morti giornalieri, è record

La Spagna ha registrato un record di vittime giornaliere di coronavirus, 435 nelle ultime 24 ore. Lo riportano i media spagnoli. Il numero totale di casi è arrivato a 1.510.023 e quello dei morti a 41.688. Nelle ultime due settimane le persone risultate positive al coronavirus sono state oltre 219.000.

Oltre 15 milioni di casi in Europa

Sono oltre 15 milioni i casi di coronavirus in Europa, secondo i calcoli dell’agenzia France Presse basati su dati ufficiali.

Mezza Scozia in lockdown

Lockdown di fatto da venerdì anche per quasi metà della popolazione della Scozia, dove il governo locale, guidato dalla first minister indipendentista Nicola Sturgeon, aveva seguito finora una strategia diversa rispetto al confinamento nazionale bis reimposto da quello centrale britannico di Boris Johnson in Inghilterra due settimane fa. Sturgeon ha annunciato oggi il passaggio al livello 4 d’allerta coronavirus - il più grave nella scala introdotta in loco - in 11 diversi territori scozzesi, inclusa la maggiore area urbana, quella di Glasgow: con severe restrizioni sociali, di movimento e sulle attività economiche destinate a coinvolgere oltre 2,3 milioni di abitanti della Scozia su poco più di 5 milioni. Il livello 4 indica in Scozia la necessità di stare e lavorare a casa quanto più è possibile, prevede il divieto di visitare le case di altre persone, limita a 6 i parenti o gli amici che si possono incontrare all’aperto nella cornice massima di due nuclei familiari, lascia aperti solo i negozi essenziali, decreta la chiusura di parrucchieri, saloni di bellezza, palestre, luoghi d’intrattenimento o attrazioni varie, nonché lo stop totale a ristoranti, pub e caffè se non per il takeaway e bandisce gli spostamenti da città a città salvo specifiche eccezioni. Non impone invece la chiusura di scuole e università come nel resto del Regno. In sostanza si stratta di regole identiche al lockdown in atto in Inghilterra (ad eccezione dei contatti sociali in luoghi pubblici, che in Inghilterra sono limitati a un tetto di due persone non conviventi alla volta). Regole su cui inizialmente Sturgeon non aveva voluto seguire l’esempio del governo centrale Tory di Johnson, avendo adottato nelle settimane precedenti in Scozia un meccanismo di restrizioni più rigoroso dell’Inghilterra, ma comunque graduato in modo flessibile territorio per territorio; e che ora si trova viceversa costretta ad annunciare di fronte a una curva di contagi divenuta più alta rispetto ad altre zone del Regno Unito. Intervenendo al parlamento locale di Edimburgo, la first minister ha comunque parlato di misure «nette e brevi», indicando l’obiettivo di tornare almeno al livello 3 e a una maggiore libertà per le persone prima di Natale.

«Il vaccino russo funziona»

Il vaccino russo Sputnik V funziona. Lo sostengono le autorità, i ricercatori dell’istituto Gamaleya dove è stato sviluppato, lo ripete Vladimir Putin e lo credono anche le élite russe, dato che è in atto una vera e propria corsa per accaparrarsene una fialetta. La seconda ondata sta d’altra parte spiegando le ali - in Russia i contagi crescono ogni giorno, oltre quota 22 mila, e proprio oggi è stato battuto il record dei morti: 442 in 24 ore - e ne va della vita. Oligarchi e vip di natura varia stanno sgomitando non poco: il vaccino non è ancora disponibile al pubblico - la fase 3 degli studi clinici non è neppure terminata - e forse non lo sarà ancora per molto, dato che la produzione fatica ad andare a regime. Ma si sa, l’uguaglianza non è il piatto forte della Russia. «Noi siamo stati tutti vaccinati: il mio capo è ossessionato dal Covid». A parlare è un professionista italiano che lavora a stretto contatto con un oligarca di peso, uno di quelli che durante la prima ondata aveva fatto incetta di ventilatori polmonari e aveva assunto personale medico in stand-by dedicato alla famiglia. La testimonianza è in confidenza e non si possono dare altri particolari, se non che appunto tutto lo staff di prossimità dell’oligarca è stato inoculato col vaccino. «Sto bene, non ho avuto nemmeno una linea di febbre», racconta la fonte. Un’altra persona ben introdotta nel mondo dell’élite russa - «tutti stanno cercando di avere il vaccino, è verissimo» - assicura però che l’unico modo per accedere al santo Graal dell’era COVID è prendere parte alla sperimentazione. «Ma - dice - neppure i medici sanno a chi viene dato lo Sputnik e a chi viene somministrato il placebo, quindi non c’è modo di avere la certezza». Sicurezza no, ma buona probabilità sì, dato che lo studio del Gamaleya prevede l’inoculazione del vaccino al 75% dei partecipanti. Il punto ad ogni modo non è neppure questo. Il rumor è che agli ‘amici degli amici’ venga data la fiala giusta. Naturalmente sono voci, impossibili da confermare. La lista dei vip vaccinati comunque è ormai nutrita. I nomi di dominio pubblico comprendono il sindaco di Mosca Serghei Sobyanin, il ministro della Difesa Serghei Shoigu, il ministro dell’Industria e Commercio Denis Manturov, il capo della banca pubblica Sberbank German Gref, la direttrice dell’emittente pro-Cremlino Margarita Simonyan e il miliardario patron della Phosagro Andrei Guriev (e figlio). Tutti con la granitica certezza di essere stati vaccinati davvero. Verificarlo, a onor del vero, non è difficile. Basta fare le analisi. Che è quanto hanno fatto i membri della chat Telegram ‘Studio del Popolo’, volontari della terza fase di studi dello Sputnik V. La chat, fondata dal programmatore di Omsk Vladimir Rusetsky, conta ora oltre 900 utenti, 150 dei quali «senz’altro vaccinati».

Boris Johnson è negativo, ma resta in isolamento cautelare

Il premier britannico Boris Johnson è risultato negativo a un test sul coronavirus (eseguito nell’ambito di un progetto pilota), ma resta comunque in isolamento precauzionale per 14 giorni come previsto dalla linee guida del governo avendo incontrato giovedì scorso un deputato Tory, Lee Anderson, risultato positivo al Covid sabato. Lo ha detto oggi ai giornalisti un portavoce di Downing Street nel suo briefing di giornata, assicurando comunque che il primo ministro risponderà domani alle interrogazioni parlamentari del Question Time del mercoledì, in video collegamento con la Camera dei Comuni. Il fatto che Johnson sia stato già contagiato dal coronavirus in primavera, quando fu costretto anche a tre giorni di ricovero in terapia intensiva, e sia poi guarito, non gli garantisce l’immunità in base ai risultati delle ricerche mediche più recenti. Per quanto un secondo contagio sia considerato al momento raro. Il tampone non è normalmente previsto in Gran Bretagna per le persone cui è prescritto l’autoisolamento a casa in seguito a contatti con contagiati. Downing Street ha tuttavia precisato che i membri e lo staff del governo sono stati inseriti in un programma pilota di test a risultato rapido avviato di recente nel Paese in alcune città e su specifiche categorie di persone.

Negli USA da inizio pandemia oltre un milione di minori positivi

Dall’inizio della pandemia di Covid-19 oltre un un milione tra neonati, bambini e adolescenti hanno avuto la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 in Usa, 111.946 solo nell’ultima settimana. È il dato emerso da un rapporto dell’American Academy of Pediatrics e Children’s Hospital Association (AAP): per quanto i bambini raramente si ammalino in modo grave di Covid, afferma il presidente AAP Sally Goza, si tratta di un dato rilevante che potrebbe peraltro essere una sottostima del reale numero di casi. Oltre ai positivi, continua Goza, la pandemia sta interessando in modo pesante i bambini sia pure in via indiretta: secondo un’indagine nazionale, infatti, il 27% dei genitori (oltre uno su 4) ha riferito un peggioramento della propria salute mentale e il 14% di quella dei propri bambini. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, durante la pandemia sono aumentati di oltre il 24% gli accessi al pronto soccorso di bambini e adolescenti per problemi di salute mentale. Inoltre la chiusura delle scuole ha avuto un impatto non solo sulle performance accademiche del bambino, ma anche sulle famiglie a livello economico. E ancora, sono diminuite anche in modo significativo le vaccinazioni infantili rispetto al 2019, e gli accessi dei bambini ai servizi pediatrici di routine, con un rischio a lungo termine non indifferente per il loro sviluppo e la loro salute.

La Catalogna riaprirà bar e ristoranti al 30%

Dopo oltre un mese di lockdown, la Catalogna prevede di riaprire bar e ristoranti a partire da lunedì prossimo al 30 per cento della capienza sia in terrazza sia al chiuso fino alle cinque del pomeriggio, grazie a una curva epidemica discendente. Lo riporta El Pais. Il ministro della Salute catalano, Alba Vergés, aveva annunciato lunedì che la Catalogna sta entrando in fase di riduzione «progressiva» della curva epidemica, con diverse fasi che dureranno almeno 15 giorni. Vergés ha chiesto «prudenza» e di non precipitarsi nelle riaperture. La velocità di diffusione del virus (Rt) In Catalogna continua a diminuire, ma la pressione sanitaria persiste. La Generalitat ha segnalato 2.051 nuove infezioni questo martedì, anche se l’indice Rt continua a scendere e si attesta a 0,76, al di sotto di quanto raccomandato dalle autorità sanitarie per tenere sotto controllo la pandemia (ossia meno di 1). Ci sono al momento 2485 pazienti ospedalizzati, 596 dei quali in terapia intensiva.

In Romania 8.262 casi e 182 morti nelle ultime 24 ore

In Romania nelle ultime 24 ore si sono registrati 8.262 nuovi contagi da coronavirus, su 31.082 test effettuati, e 182 decessi. I totali da inizio epidemia, riferiscono i media regionali, sono ad oggi di 373.474 contagi e 9.261 morti. La Romania resta il Paese dei Balcani più pesantemente colpito dalla pandemia, e quello che ha effettuato finora il maggior numero di test, più di 3,5 milioni.

Francia, domani nuovo consiglio di difesa sanitario

Convocato per domani in Francia un nuovo consiglio di difesa dedicato alla crisi sanitaria legata al coronavirus: è quanto riferisce BFM-TV citando fonti francesi. La riunione si terrà prima del consiglio dei ministri presieduto da Emmanuel Macron.

Intanto, oggi alle 19:00, il direttore generale della Salute, Jérôme Salomon, terrà una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione dell’epidemia in Francia.

70’000 decessi in più in Gran Bretagna da inizio pandemia

Ha superato quota 70’000 il numero di morti totali in più registrate nel Regno Unito nel 2020 dall’inizio della pandemia rispetto alla media degli anni precidenti. Lo certificano i dati aggiornati di settimana in settimana dall’Office for National Statistics (Ons). L’incremento viene ricondotto direttamente al coronavirus in buona parte, anche se non in toto.

Lo stesso Ons stima infatti in oltre 63’000 i decessi delle persone sul cui certificato di morte il Covid sia indicato come causa o concausa, anche remota. Mentre supera di poco i 52’000 la somma ufficiale delle vittime della pandemia calcolata secondo gli stessi parametri degli altri Paesi: ossia includendo solo chi sia deceduto entro 28 giorni da una diagnosi iniziale di contagio da Covid-19.

Con questi numeri, il Regno continua a far registrare al momento il bilancio più grave in Europa in cifra assoluta, mentre in rapporto alla popolazione è superato in peggio da Paesi come Belgio e Spagna ed è a poca distanza dall’Italia.

Brasile, torna a salire la curva di morti e contagi

Il Brasile ha superato i 166 mila morti per il coronavirus, con un aumento delle morti medie giornaliere e una crescita dei ricoveri a San Paolo, lo Stato più colpito dalla pandemia. Tra domenica e ieri si sono registrati altri 256 decessi, portando il numero totale a 166’067, hanno riferito le segreterie sanitarie statali.

La media mobile delle vittime giornaliere negli ultimi sette giorni è stata di 490, a livello nazionale, con un aumento del 34% rispetto alla media di due settimane fa.

Il numero complessivo dei contagiati ha invece raggiunto quota 5’876’740, inclusi i 16’150 nuovi casi delle ultime 24 ore. La media mobile dei contagi è stata di 28’711, il che rappresenta un aumento del 59% rispetto alla misurazione di 14 giorni fa, ed è la media più alta dal 3 giugno.

In Slovenia record di decessi, 45 nelle ultime 24 ore

Record di decessi giornalieri in Slovenia, dove nelle ultime 24 ore i morti per covid-19 sono stati 45, il numero più alto in un sol giorno dall’inizio dell’epidemia.

Come riferiscono i media regionali, i nuovi contagi sono stati 1’388, su 5’326 test effettuati, con un indice di positività di poco superiore al 26%. I pazienti in ospedale sono 1’275, dei quali 209 in terapia intensiva. In totale i casi di coronavirus nel Paese ex jugoslavo sono stati finora 56’932, le vittime 932.

Australia, 4 mila in quarantena per un nuovo cluster

Le autorità australiane hanno effettuato test di massa e circa 4’000 persone sono state messe in quarantena nella speranza di tenere sotto controllo un nuovo cluster nel sud del Paese. Lo riporta il Guardian. Lunedì lo Stato dell’Australia Meridionale aveva reintrodotto misure di distanziamento sociale dopo la scoperta di 21 casi di Covid, i primi in 9 giorni, la maggior parte dei quali trasmessi localmente. «Non siamo fuori pericolo. Siamo solo all’inizio della lotta contro questo cluster molto brutto», ha detto ad Adelaide il premier dello Stato Steven Marshall. Tutti i contagi, ha spiegato Marshall, possono essere ricondotti a un cittadino australiano arrivato dall’estero il 2 novembre ed entrato in quarantena in un hotel dove ha infettato alcuni dipendenti venuti in contatto con superfici contaminate. Da lì il contagio si è allargato. L’Australia ha registrato in totale 27’800 casi e 906 decessi.

Preoccupazione a Gaza, quasi 500 casi in 24 ore

Dopo alcune settimane di calma relativa durante le quali la vita era quasi rientrata nella normalità, nella Striscia di Gaza torna adesso a profilarsi la minaccia del coronavirus. Nelle ultime 24 ore, riferisce il ministero della sanità locale, si sono stati registrati 486 casi positivi su 2412 tamponi. Inoltre si sono avuti due decessi, che hanno portato a 50 il numero degli abitanti di Gaza morti da marzo per coronavirus. I malati attivi sono adesso 3’500. Malgrado questi sviluppi, le autorità mantengono per ora aperti i licei ed i mercati all’aperto. Ai negozi viene imposta la chiusura alle ore 17, e dalle 20 in poi è vietato a tutti trovarsi in strada. Tuttavia, secondo fonti locali, molti abitanti trovano difficile rispettare le regole imposte dalle autorità. Anche in Israele le autorità seguono con preoccupazione un graduale aumento dei contagi, seguito all’apertura dei negozi e delle elementari. Ieri si sono avuti 861 contagi su 47 mila tamponi, ossia l’1,8 per cento. Una percentuale più elevata ancora di contagio è stata rilevata in diverse località arabe. Inoltre si è verificato un aumento brusco fra i malati gravi.

Von der Leyen: «Focus su test e vaccini»

I vaccini anti COVID-19 e i piani per somministrarli, un incremento della capacità di condurre test e un aggiornamento del modulo per quanti viaggiano, oltre a un punto sulla situazione nei Balcani occidentali: questi i temi trattati stamani dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, in una videoconferenza con la task force dei commissari.

In Bulgaria l’indice di positività giornaliera al 44%

In Bulgaria si registra una nuova impennata dei contagi e delle vittime per le conseguenze del coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati infatti 152 decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 2.282. Da ieri nel Paese balcanico, che conta circa 7 milioni di abitanti, si sono registrati 3.519 contagi da coronavirus, ovvero quasi il 44% dei 7.934 test diagnostici effettuati.

Il maggior numero di persone contagiate si registra sempre nella capitale Sofia (circa due milioni di abitanti): 1.163. Il totale dei contagi da inizio epidemia ha superato la soglia psicologica di centomila: sono 101.770. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico sanitario è salito a 4.011. Attualmente vi sono 69.171 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 5.353 pazienti, 288 dei quali in terapia intensiva.

In diversi centri abitati c’è carenza di personale medico oppure sono esauriti i posti letto per i malati da COVID-19 negli ospedali. I media locali rilevano i sempre più insistenti appelli di alcuni esperti a introdurre il lockdown nel Paese.

In Austria iniziato il lockdown totale

La scorsa notte in Austria è scattato il lockdown totale, il secondo dopo quello in primavera. Il divieto di uscire copre tutte le 24 ore. Asili, scuole e negozi restano chiusi per quasi tre settimane, fino al 6 dicembre. Viene comunque garantita l’assistenza dei figli di genitori che svolgono lavori essenziali. Nel frattempo proseguono i preparativi dello screening di massa, annunciato dal cancelliere Sebastian Kurz per i primi di dicembre, in concomitanza con la fine del lockdown. I test a tappeto, svolti, almeno in parte, dall’esercito, saranno comunque volontari. L’Austria segue l’esempio della Slovacchia, dove sono stati sottoposti a tampone rapido 5,5 milioni cittadini tra i 10 e i 65 anni, individuando 50’000 asintomatici. Per chi non si supponeva al test scattavano restrizioni per spostamenti e lavoro.

Lo stato del New South Wales in Australia dà bonus per ristoranti e teatri

Il governo del New South Wales, uno degli stati australiani che hanno fermato la diffusione del Covid-19 scongiurando una seconda ondata, regala a ogni cittadino adulto 100 dollari (61 euro) da spendere in ristoranti e intrattenimento, nel tentativo di risuscitare alcuni dei settori più duramente colpiti dal Covid-19.

Chi ha più di 18 anni riceverà quattro voucher digitali da 25 dollari tramite una app sul telefono cellulare: due potranno essere spesi in ristoranti, caffè e club e gli altri due per gallerie d’arte, arti performative, cinema e parchi di divertimento. Non potranno essere usati per acquisti in negozi, alcool, sigarette e gioco d’azzardo.

Lo schema detto Out & About, che costerà al governo circa 500 milioni di dollari (300 milioni di euro) è stato annunciato dal ministro del Tesoro Dominic Perrottet, che ha presentato oggi il bilancio statale di previsione. «Vogliamo incoraggiare le persone ad aprire il portafoglio e a contribuire all’effetto di stimolo», ha detto.

In Russia 442 morti in 24 ore, mai così tanti

In Russia nelle ultime 24 ore sono state accertate 442 morti provocate dalla COVID-19: si tratta del numero massimo di decessi finora registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta il centro operativo nazionale anti-coronavirus.

Il totale delle vittime del virus Sars-Cov-2 in Russia, stando ai dati ufficiali, sale così a 33.931. Nel corso dell’ultima giornata nel Paese sono stati registrati 22.410 nuovi casi di coronavirus, di cui 5.882 a Mosca. I contagi accertati in Russia sono in totale 1.971.013.

Francia: Véran, «cominciata la decrescita epidemica»

Il ministro francese della Salute, Olivier Véran, ha dichiarato questa mattina che «abbiamo cominciato la decrescita dell’epidemia».

Intervistato da BFM-TV-RMC, Véran ha aggiunto di voler permettere ai francesi «di passare Natale in famiglia», ma non può ancora «fornire una data per la fine del lockdown».

In Belgio il vaccino sarà gratuito

«In Belgio qualsiasi vaccino per il coronavirus sarà gratuito». Lo ha assicurato il ministro della salute Frank Vandenbroucke spiegando che l’obiettivo del governo belga è «vaccinare il 70% della popolazione» e che «i gruppi prioritari saranno determinati in base all’opinione scientifica e al dibattito sociale».

Il Belgio, con una popolazione di 11,5 milioni di abitanti, ha registrato finora quasi 540.000 casi di COVID-19 e più di 14.000 decessi.

In Pakistan oltre 2.000 casi e 33 morti in 24 ore

In Pakistan nelle ultime 24 ore si sono registrati 2.050 nuovi contagi da COVID-19 e 33 persone sono morte a causa della malattia. Lo rende noto il ministero della Sanità di Islamabad nel suo bollettino quotidiano. Il totale di casi di coronavirus dall’inizio della pandemia sale così a 361’082 e quello dei decessi collegati a 7.193.

Nelle ultime 24 ore, inoltre, 1.010 persone sono guarite, portando il totale delle persone che in Pakistan sono uscite dalla malattia a 324.834. Il numero totale dei pazienti attualmente in gravi condizioni - fa infine sapere il governo pachistano - è di 1.447, includendo 68 che si sono aggiunti da ieri.

USA, il bilancio dei morti supera quota 247 mila

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato la soglia dei 247 mila: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University.

Secondo l’università americana dall’inizio della pandemia sono decedute nel Paese 247.101 persone su un totale di 11.188.766 casi. Finora le persone guarite sono 4.185.549.

Nella giornata di domenica, secondo il Covid Tracking Project, sono state ricoverate negli ospedali americani un record di 69.864 persone, un livello ben più alto del picco precedente del 15 aprile scorso a quota 59.940. Lo riporta la CNN.

Lunedì 16 novembre

Sono oltre 54,4 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,31 milioni, i guariti sono 35 milioni.

Prima stretta in Svezia, vietati gli assembramenti

La Svezia, il Paese europeo più permissivo fino ad ora in tema di lotta al Covid-19, ha deciso di vietare per la prima volta gli incontri di più di otto persone nei luoghi pubblici.

L’OMS: «Il vaccino da solo non basta a fermare la pandemia»

«Il vaccino da solo non può bastare a fermare la pandemia». E’ l’avvertimento del direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo il quale «il vaccino completerà gli altri strumenti che abbiamo, non li sostituirà». Le scorte di vaccino, ha spiegato, all’inizio saranno ridotte e la priorità dovrà essere data «agli operatori sanitari, alle persone anziane e alla popolazione a rischio. Si spera che ciò ridurrà il numero dei morti e permetterà ai sistemi sanitari di far fronte alla situazione, ma tutto ciò lascerà comunque al virus ancora molto spazio di movimento. I controlli dovranno continuare, le persone dovranno ancora essere testate, isolate e curate, i contatti dovranno ancora essere tracciati e le persone continueranno ad esser curate».

Allarme per un focolaio in South Australia

Le autorità dello stato di South Australia hanno lanciato un nuovo allarme coronavirus per un focolaio di almeno 18 casi accertati, di cui 13 nel capoluogo Adelaide. Si tratta del primo allarme dello stato australiano dallo scorso aprile e giunge poche ore dopo che il vicino stato di Victoria, compreso il capoluogo Melbourne, si è dichiarato ‘Covid-free’ per l’assenza di nuovi casi per 16 giorni. Secondo le autorità del South Australia, citate da Bbc, all’origine dei nuovi casi ci sarebbe un membro del personale che lavora in uno degli hotel designati per la quarantena, che avrebbe trasmesso il virus alla sua famiglia. Tutta l’Australia era arrivata a zero dopo la fine dell’epidemia in Victoria, l’unico stato australiano in cui la seconda ondata della malattia ha avuto una certa incidenza, con circa 800 morti, e dove sono stati imposti quasi quattro mesi di lockdown, terminati con successo il mese scorso.

In Francia superato il picco dei contagi

La diminuzione del numero di nuovi casi di Covid-19 e il calo del tasso di incidenza portano a «credere che abbiamo superato il picco dell’epidemia» in Francia. Lo ha dichiarato oggi, per la prima volta dall’inizio della seconda ondata, il ministro francese della Salute, Olivier Véran, affermando in un’intervista a un gruppo di giornali regionali francesi: «Abbiamo ripreso il controllo sull’epidemia». «Grazie al lockdown, come nel mese di marzo - ha detto Véran -, il virus comincia a circolare meno da 10 giorni consecutivi, il numero dei nuovi casi di Covid-19 diminuisce, il tasso di positività dei test e il tasso di incidenza calano. Tutto - ha aggiunto il ministro - porta dunque a credere che abbiamo superato un picco epidemico». «Riprendiamo il controllo sull’epidemia - ha continuato Véran - ma non abbiamo ancora battuto il virus. Chiaramente è troppo presto per gridare vittoria e rilassarci nel nostro sforzo». Se il numero di casi positivi complessivi è ormai alle soglie dei 2 milioni, il numero di ingressi nei reparti di cure intensive o in rianimazione ha toccato ieri quota 270 in 24 ore, il livello più basso da 3 settimane. Véran ha aggiunto di «credere molto nei test antigenici» per il «tempo prezioso» guadagnato nell’individuare persone positive e nella capacità di testare della Francia.

Boris Johnson sta bene, in isolamento per cautela

Boris Johnson sta «assolutamente bene» e il suo isolamento in casa è solo una misura di cautela prevista dalle linee guida britanniche. Lo ha affermato oggi il suo ministro della Sanità, Matt Hancock, a Times Radio, dopo che il premier ha ricevuto ieri sera la raccomandazione di adottare questa precauzione in quanto il sistema nazionale di test e tracciamento aveva segnalato il contagio da Covid di un deputato Lee Anderson: incontrato da Johnson giovedì con alcuni altri parlamentari della maggioranza Tory e risultato poi positivo al Covid sabato. Hancock, che come il premier fu colpito dal coronavirus in primavera, ha precisato che Johnson può lavorare normalmente dalla sua residenza a Downing Street e avere video-incontri. Per l’esecutivo britannico la settimana che si apre prevede impegni cruciali: dal negoziato con l’Ue sul dopo Brexit, al reset dello staff e dell’azione di governo atteso sulla scia dell’uscita di scena dell’ormai ex eminenza grigia di Downing Street, Dominic Cummings. Oggi stesso Hancock ha inoltre confermato l’annuncio del programma destinato a portare i test Covid nel Regno Unito dall’attuale record europeo di 300.000 giornalieri circa addirittura a 600.000 all’inizio del 2021: nella consapevolezza che l’infezione è destinata a circolare anche l’anno prossimo malgrado i progressi sul fronte dei vaccini.

In Germania persi 175 mila impieghi nel manifatturiero in settembre

Il numero di persone occupate nel settore manifatturiero in Germania a settembre 2020 è calato del -3,0% anno su anno. Alla fine di settembre 2020, 5,5 milioni di persone lavoravano in unità produttive locali con 50 o più dipendenti in Germania. Come riportato dall’Ufficio federale di statistica Destatis sulla base dei risultati provvisori, si tratta di circa 172.000 persone, ovvero del 3,0% in meno rispetto al settembre 2019.

Nuovo picco di casi in Russia, 22.778 in 24 ore

In Russia si registra un nuovo picco di contagi di Covid-19. Nelle ultime 24 ore sono stati accertati 22.778 casi: il numero più alto dall’inizio dell’epidemia. Stando al centro operativo anti-coronavirus, i contagi accertati in Russia sono in totale 1.948.603. Secondo i dati ufficiali, le persone morte a causa del virus Sars-Cov-2 sono 33.489, di cui 303 nel corso dell’ultima giornata.

Superata la soglia degli 11 milioni di casi negli USA

Gli Stati Uniti hanno superato gli 11 milioni di casi di Covid-19, secondo il sito della Johns Hopinks university.

Un record negativo che arriva meno di una settimana dopo quello dei 10 milioni di casi: è il periodo più veloce in cui gli Stati Unti hanno registrato un nuovo milione di contagi, secondo la Cnn.

Sempre secondo la Johns Hopkins University, il bilancio dei morti provocati dal coronavirus nel Regno Unito ha invece superato quota 52mila. Dall’inizio della pandemia, i decessi nel Regno unito sono 52.026 su un totale di 1.372.884 casi.

Nel frattempo, il governatore democratico Andrew Cuomo, rispondendo alle affermazioni del presidente Trump, ha promesso di «mobilitare un esercito» per garantire che la comunità di colore, la piu’ colpita dalla pandemia, abbia equo accesso ai vaccini anti Covid. Cuomo ha minacciato di fare causa all’amministrazione Trump se il suo piano di distribuzione non sarà corretto per rendere possibile questo obiettivo.

Nei giorni scorsi Trump aveva minacciato di non fornire i vaccini allo stato di New York per la diffidenza manifestata da Cuomo verso il processo di autorizzazione, a suo avviso troppo esposto alle pressioni politiche del presidente.

Domenica 15 novembre

Sono oltre 54 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,31 milioni, i guariti sono 34,8 milioni.

Negli USA 1 milione di casi in una settimana

Gli Usa hanno superato gli 11 milioni di casi di Covid-19, secondo il sito della Johns Hopinks university. Un record che arriva meno di una settimana dopo quello dei 10 milioni di casi: e’ il periodo piu’ veloce in cui gli Stati Unti hanno registrato un nuovo milione di contagi, secondo la Cnn.

Johnson in isolamento

Il premier britannico Boris Johnson è in auto isolamento dopo un contatto con una persona risultata positiva al Covid. Ne dà notizia il suo portavoce.

Lo Stato di Victoria da 16 giorni senza casi

Speranze, sorrisi e perfino festeggiamenti. Dall’altro capo del mondo, in Australia, il virus comincia a fare meno paura e, pur con cautela, si guarda ai primi cenni di ritorno alla normalità. Così nello Stato di Victoria, che era ripiombato nel lockdown lo scorso luglio con chiusure significative (a Melbourne, seconda città del Paese, per un mese intero), ad oggi si registrano 16 giorni consecutivi senza nuovi contagi e decessi. Questo mentre il premier Daniel Andrews lascia intendere di essere pronto ad allentare alcune delle misure ancora in vigore, sull’utilizzo delle mascherine nello specifico, si legge sul Sydney Morning Herald. Non è sfuggito invece al Guardian che la premier del Queensland, Annastacia Palaszczuk, nel suo ultimo consueto briefing sul covid-19, venerdì, sembrava proprio sorridere mentre annuncia che per un attesissimo derby di rugby la prossima settimana lo stadio di Brisbane tornerà a riempirsi di tifosi. Del resto nell’intero e vastissimo paese già lo scorso venerdì si contavano cinque giorni consecutivi senza nuovi casi.

E città dopo città, Stato dopo Stato, nelle ultime settimane l’entusiasmo era montato al punto da coniare una specifica definizione per indicare un giorno senza contagi: il ‘doughnut day’. Lo scorso 26 ottobre il premier dello Stato di Victoria aveva postato sui social una sua foto esibendo ben in vista una doughnut glassata proprio per marcare le prime 24 ore da giugno in cui non emergevano nuovi contagi. L’approccio da ‘tolleranza zero’ tra lockdown prolungati, obbligo di mascherine e chiusure a vasto raggio sembra aver dato i suoi frutti. C’è chi invita però a non azzardare troppi paragoni fra l’Australia e altre nazioni, fra cui le differenze sono infatti numerose, sul piano geografico, climatico politico, culturale e anche rispetto ai tempi della pandemia. Per esempio il numero di voli internazionali che arrivano in Australia non si può paragonarsi a quello di Usa o Europa, sottolinea Peter Doherty, premio Nobel per la medicina nel 1996, citato dal Financial Times. E poi test a tappeto e tracciamento, considerato binomio imprescindibile.

Il ministro tedesco dell’Economia: «Servono 4-5 mesi di restrizioni»

I cittadini tedeschi dovrebbero prepararsi per altri 4-5 mesi di misure severe per fermare l’aumento delle infezioni da coronavirus e non dovrebbero aspettarsi che le attuali regole vengano allentate rapidamente. Lo ha detto al settimanale Bild am Sonntag il ministro tedesco dell’Economia, Peter Altmaier, secondo quanto riferisce il Guardian. «Non siamo ancora fuori pericolo - ha detto Altmaier, riferendosi ai numeri dell’epidemia -. Non possiamo permetterci una chiusura a yo-yo con l’economia che si apre e si chiude in continuazione»

Primo caso di reinfezione in Pakistan

In Pakistan si registra il primo caso di reinfezione da coronavirus: si tratta di un 41.enne operatore sanitario nella capitale federale Islamabad. Il caso emerge da uno studio pubblicato il 14 novembre sulla rivista scientifica dell’Ayoub Medical College di Abbottabad. L’uomo era risultato positivo al coronavirus lo scorso 6 giugno, poi considerato completamente guarito. Ma quattro mesi e 13 giorni più tardi ha presentato nuovamente sintomi della malattia ed è risultato positivo al virus, ma negativo agli anticorpi. Secondo i ricercatori inoltre questo caso è diverso dagli altri emersi nel mondo fino ad ora in quanto sono trascorsi oltre quattro mesi fra la prima e la seconda infezione.

Kurz annuncia uno screening di massa

L’Austria, verso la fine del lockdown, previsto per il momento per il 6 dicembre, effettuerà uno screening di massa sulla popolazione «per poter garantire la riapertura delle scuole e le feste di Natale». «Possiamo acquistare milioni di test antigene. Questa settimana informeremo la popolazione», ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz alla tivù statale Orf. I test a tappeto - ha spiegato - «sono uno strumento utile per controllare l’andamento epidemiologico».

Sabato 14 novembre

Sono oltre 53,3 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,3 milioni, i guariti sono 34 milioni.

In Gran Bretagna «settimane cruciali»

Le prossime due settimane saranno «assolutamente cruciali» per decidere se porre fine al lockdown in Inghilterra mantenendo il limite fissato al 2 dicembre. Lo sottolinea uno dei consiglieri sanitari del governo britannico. La professoressa Susan Michie è tornata a lanciare un appello ai cittadini affinché si attengano alle regole per potersi trovare «nella posizione» di passare il periodo delle feste insieme con i propri cari, riferisce la Bbc. E ha fatto presente che se le notizie su un potenziale vaccino «non fanno la differenza» rispetto all’attuale ondata della pandemia, possono d’altro canto portare a una certa noncuranza. Ha tuttavia anche rimarcato che il rispetto delle regole «è stato piuttosto costante fin dall’estate».

Nuovo picco in Serbia, quasi 4 mila casi

Nuovo record giornaliero di contagi in Serbia, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi di coronavirus sono stati 3822, su 14’015 test effettuati. La gran parte dei contagi si sono registrati ancora a Belgrado (1692), che resta il focolaio principale del Paese. I decessi legati alle conseguenze del Covid-19 da ieri sono stati 17. I pazienti in ospedale sono ad oggi 3693, dei quali 163 in terapia intensiva con respiratore. In totale da inizio epidemia nel Paese balcanico i contagi sono stati 81’086, le vittime 989.

Negli USA 184 mila caso

Nelle ultime 24 ore gli Usa hanno registrato oltre 184 mila casi di Covid, con una media giornaliera di più di 140 mila nell’ultima settimana, secondo i dati della Johns Hopkins University. Sedici dei 50 Stati hanno toccato ieri i loro record giornalieri e 30 i loro primati settimanali. Dopo il New Mexico e l’Oregon, va in semi lockdown per la prima volta anche il North Dakota, che in proporzione alla popolazione ha il più alto indice di nuovi casi e decessi della nazione. Il governatore Doug Burgum ha reso obbligatoria la mascherina, dimezzato la capacità dei ristoranti e sospeso sino al 14 dicembre gli sport invernali scolastici e altre attività extrascolastiche.

I ristoratori francesi pronti a ricorrere in tribunale

I ristoratori francesi hanno intenzione di ricorrere in tribunale contro la decisione del governo di chiudere i loro locali per il lockdown, secondo quanto annunciato oggi dall’Umih, il principale sindacato della categoria. Secondo il sindacato, il ricorso citerà la «violazione del principio di eguaglianza» e sarà pronto «entro il 20 novembre». Il primo ministro Jean Castex, nel suo discorso di giovedì, ha annunciato che dal 1 dicembre, fine del confinamento generale, soltanto i negozi considerati «non essenziali» potranno riaprire, ma non i bar e i ristoranti.

Grecia, chiudono le Elementari, ospedali saturi

La Grecia ha annunciato oggi la chiusura fino alla fine del mese delle scuole elementari, degli asili e degli asili nido per contenere la diffusione del Covid-19, che ha saturato gli ospedali del Paese. «Il governo greco ha deciso di sospendere il funzionamento delle scuole almeno fino al 30 novembre», ha dichiarato il ministro alla sanità, Vassilis Kikilias. «Il sistema sanitario è al rosso - ha aggiunto. Chiudere le scuole elementari era l’ultima cosa che avremmo voluto fare, ma al tempo stesso dà la misura della gravità della situazione», ha spiegato il ministro. In Grecia le scuole superiori sono già chiuse da lunedì scorso e si pratica la didattica a distanza.

Con una popolazione di 10,7 milioni di abitanti, la Grecia ha quadruplicato le cifre del contagio da fine ottobre, e ha ora intorno ai 3.000 casi e una cinquantina di morti al giorno. I morti totali sono 997 e i casi 69.675 e su 1.143 posti per la cura intensiva, 830 sono già occupati. «Le prossime settimane saranno particolarmente critiche», ha ricordato il primo ministro, Kyriakos Mitsotakis.

In Giappone record di contagi per terzo giorno di fila

Il Giappone aggiorna per il terzo giorno consecutivo il record giornaliero di contagi di coronavirus, con oltre 1.700 casi distribuiti tra i grandi centri metropolitani, fino al nord dell’arcipelago. A preoccupare maggiormente è la capitale Tokyo, che ha segnalato oltre 300 positività al giorno per quattro giorni di fila, come non si vedeva dal mese di agosto, una dinamica che le autorità anticipano potrebbe essere la terza ondata della pandemia. Malgrado l’ascesa dei nuovi numeri, continua ad andare avanti la campagna del governo ‘Go to travel’, introdotta lo scorso luglio con lo scopo di incentivare il turismo domestico, e per questo criticata per aver contributo a diffondere la malattia.

Tra le prefetture più colpite quella di Hokkaido, a nord del Paese e popolare metà turistica, con oltre 200 casi per due giorni consecutivi. A questo riguardo lo stesso premier, Yoshihide Suga, ha detto che gli incentivi verranno mantenuti fino al termine previsto di gennaio, escludendo per il momento il ritorno dello stato di emergenza. A livello nazionale i casi di Covid in Giappone si assestano a 117.261 contagi, e 1.900 decessi complessivi. Le positività a Tokyo sono circa 34.500 con 41 pazienti in gravi condizioni, il numero più alto da fine maggio.

In Iran zona rossa in 100 città

Il presidente iraniano Hassan Rohani ha dichiarato che in Iran, a partire da sabato prossimo, saranno introdotte nuove restrizioni nella vita dei suoi cittadini per contrastare la diffusione del Covid19, istituendo zone rosse in 100 città, compresa la capitale Teheran, che resteranno in vigore fino alla fine dell’emergenza. Nelle nuove zone rosse, ha anticipato Rohani, saranno chiuse tutte le imprese e gli esercizi commerciali. Ci saranno inoltre 150 città che avranno lo status di zone arancioni, nelle quali saranno chiuse solo le attività ad alto rischio di assembramento.

Altri 22 mila casi in Russia

I casi di Covid-19 in Russia sono cresciuti di 22’702 unità nelle ultime 24 ore, arrivando a quota 1’903’253. Lo ha detto il centro federale anti-coronavirus. «Questo è un nuovo record dall’inizio della pandemia», ha detto il centro, citato dalla Tass. I morti sono 391, meno dei 411 registrati ieri. In totale le vittime salgono a 32’834.

Trudeau ai canadesi: «State a casa o il Natale è a rischio»

La Festa del Ringraziamento, celebrata quest’anno in Canada il 12 ottobre, ha fatto impennare i contagi da coronavirus. E il premier Justin Trudeau, in una conferenza stampa, ha avvisato i canadesi a stare a casa e a contenere la diffusione del contagio se non vogliono mettere a rischio le feste del Natale e Capodanno con un possibile lockdown. Lo scrive la Cnn. «Ridurre i vostri contatti e le vostre riunioni sarà molto importante. E quello che faremo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane determinerà quello che faremo a Natale», ha detto Trudeau. Theresa Tam, responsabile del servizio sanitario canadese, citata da Cnn, ha dato la colpa soprattutto alle riunioni fra familiari o amici per i party.

Venerdì 13 novembre

Sono oltre 52,8 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,29 milioni, i guariti sono 34 milioni.

Calano i casi in Gran Bretagna dopo una settimana di lockdown

Primi segnali positivi di stabilizzazione all’ingiù della curva della seconda ondata di contagi da coronavirus nel Regno Unito dopo poco più di una settimana di lockdown nazionale bis in Inghilterra. I nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore calano a 27.301 contro il record di 33.470 di ieri; mentre i morti giornalieri censiti tornano sotto quota 400 (a 376, fino a un totale di 51.300 circa dall’inizio della pandemia) e rallenta l’incremento dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. Il tutto sullo sfondo di un nuovo record europeo assoluto di quasi 380.000 test quotidiani complessivi. L’indice Rt di diffusione nazionale dell’infezione scende intanto di un decimale, secondo le stime aggiornate oggi dagli organismi medico-scientifici: a 1-1,2 da 1,1-1,3, a seconda dei territori del Regno.

Grecia, trovato il virus in due allevamenti di visoni

In due allevamenti di visoni nel nord della Grecia sono state trovate tracce di coronavirus. Lo ha annunciato oggi un funzionario del ministero dell’agricoltura precisando che il ceppo trovato non è quello mutato presente negli allevamenti in Danimarca. Come riporta il Guardian. positivo al Covid-19 è risultato anche l’allevatore di una delle due fattorie, dove nei prossimi giorni devono essere abbattuti 2.500 visoni. Nell’area di Kozani e Kastoria, dove si trovano i due allevamenti, la produzione di pellicce è un’industria molto importante che genera un export di circa 60-70 milioni di euro l’anno.

Francia verso il rinvio delle regionali

Il primo ministro francese, Jean Castex, ha annunciato oggi che proporrà nei prossimi giorni al Parlamento «un nuovo calendario elettorale», che prevederà fra l’altro la tenuta delle elezioni regionali, inizialmente previste per marzo 2021, nel mese di giugno.

La proposta di Castex, dettata dall’emergenza sanitaria, segue le raccomandazioni dell’ex presidente del Consiglio costituzionale, che nel suo rapporto commissionato dal governo spiega che il rinvio a giugno sarebbe «un’opzione ragionevole» per motivi sanitari, giuridici e politici.

Secondo Debré, «il problema non è il voto in sé, ma la campagna elettorale», complicata dal lockdown e dalle misure di distanziamento imposte dalla lotta contro il virus.

Nuovo record di casi giornalieri in Svezia

La Svezia ha registrato un record giornaliero di nuovi casi di coronavirus: 5.990 nelle ultime 24 ore, mai così tanti dall’inizio della pandemia. Lo riporta il Guardian citando i dati dell’Agenzia della Salute svedese. Altre 42 persone sono morte a causa del Covid-19 portando il numero totale delle vittime a 6.164.

La Svezia, tra i pochi Paesi al mondo a non aver imposto il lockdown totale contro il coronavirus, ha un tasso di mortalità molto più alto dei suoi vicini nordici che hanno varato misure molto più rigide contro la pandemia.

In Austria chiudono le scuole

Il governo austriaco dovrebbe annunciare domani la chiusura di tutte le scuole, anche asili ed elementari, come anticipano alcuni media. Il confinamento totale, per il momento, sarebbe previsto fino all’8 di dicembre. L’assistenza sarà invece garantita per gli alunni di genitori che svolgono lavori essenziali, come era già avvenuto durante la prima ondata di coronavirus durante la scorsa primavera.

Negli USA oltre 153 mila casi in 24 ore

Nelle ultime 24 ore gli Usa hanno registrato oltre 153 mila casi di Covid, in particolare a causa del record di contagi in oltre una dozzina di Stati. Lo rivela il sito web della Johns Hopkins University, secondo cui la California è il secondo Stato dopo il Texas ad aver sorpassato il milione di casi registrati.

Giovedì 12 novembre

Sono oltre 52,2 milioni i casi di contagio registrati nel mondo dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins. I decessi totali sono oltre 1,28 milioni, i guariti sono 34 milioni.

Il Portogallo estende coprifuoco e lockdown

Il Portogallo ha annunciato l’estensione del coprifuoco notturno e del lockdown nel weekend già in vigore in oltre 100 comuni ad altre 77 aree nel tentativo di contenere la seconda ondata di coronavirus. Lo riporta il Guardian. «La situazione è grave e più critica di quella che abbiamo vissuto nella prima ondata di pandemia», ha detto in conferenza stampa il premier Antonio Costa. I residenti delle zone interessate dalle misure sono invitati a non uscire di casa tranne che per lavoro, scuola o per fare la spesa durante la settimana e devono comunque restare in casa casa tra le 23 e le 5. Durante i fine settimana, è in vigore un lockdown dalle 13 alle 5, durante il quale tutti i punti vendita e i ristoranti resteranno chiusi, ad eccezioni di panifici, farmacie e negozi di alimentari di quartiere.

I ristoranti potranno richiedere un risarcimento del 20% dei loro ricavi medi per compensare il reddito perso, ha annunciato Costa. AHRESP, un’associazione che rappresenta il settore alberghiero e della ristorazione, ha detto che 49.000 aziende hanno chiuso tra luglio e settembre. Il Portogallo, con poco più di 10 milioni di persone, ha registrato un numero relativamente basso di 191.011 casi e 3.181 decessi. Tuttavia, sabato scorso il numero di infezioni giornaliere ha raggiunto 6.640, la cifra più alta dall’inizio della pandemia.

In Svezia «la situazione è grave»

I pazienti Covid ricoverati negli ospedali della Svezia sono aumentati del 60% rispetto alla settimana scorsa e per le autorità sanitarie svedesi la situazione al momento «è molto grave». Lo riporta il Guardian. Sono 1.004 i pazienti affetti da coronavirus che vengono curati in diverse strutture in tutta la Svezia, rispetto ai 627 di una settimana fa. Secondo i dati del Centro europeo per il controllo delle malattie, è l’accelerazione più alta in Europa. «Ci aspettiamo che nelle prossime settimane altre persone saranno ricoverate», ha detto Björn Eriksson, direttore dei servizi sanitari di Stoccolma, lasciando intendere che l’auspicata immunità di gregge che la Svezia sperava di ottenere all’inizio della pandemia non imponendo un lockdown è lontana. In aumento anche i contagi, con una media di oltre 4.000 contro i 500 dell’inizio di aprile. Oggi ne sono stati registrati 4.635. Dall’inizio della pandemia in Svezia ci sono stati 171.365 casi di coronavirus e 6.122 morti. Il tasso di mortalità svedese è molto più alto dei Paesi vicini, ma più basso rispetto a Italia, Spagna e Gran Bretagna.

Francia, lockdown prolungato altri 15 giorni

«Abbiamo deciso di mantenere invariate, almeno per i prossimi 15 giorni, le regole del lockdown»: è quanto annunciato dal premier francese, Jean Castex. I negozi cosiddetti ‘non essenziali’ resteranno dunque chiusi. Dopo la possibile riapertura dei negozi, al termine del lockdown, il primo dicembre, il primo ministro francese Jean Castex ha annunciato un «nuovo alleggerimento» delle misure per le vacanze di Natale, così da permettere ai francesi di ritrovarsi in famiglia. Questo, se la circolazione del virus e la pressione sugli ospedali continuerà a diminuire come negli ultimi giorni. Il premier ha però consigliato di evitare «grandi feste e veglioni con decine di persone», soprattutto per l’ultimo dell’anno.

Sono stati 33.172 i nuovi casi di positività al Covid-19 da ieri in Francia, secondo i dati diffusi questa sera dal governo francese. Con altri 425 decessi in 24 ore, il numero delle vittime sale a 42.960.

Lagarde, «La durata delle misure Bce sarà fondamentale»

«Il livello delle misure di politica monetaria è importante, ma la durata di queste misure sarà un fattore altrettanto critico»: Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde parlando delle misure per assicurare all’economia dell’Eurozona condizioni di finanziamento il più favorevoli possibile per fronteggiare lo shock pandemico.

Lagarde ha detto che le banche oggi appaiono «molto più solide» di un decennio fa e «sono un elemento che facilita, piuttosto che un elemento al centro del problema». Tuttavia «sottolineerei come ha fatto il presidente della Fed Jay Powell che è stato così fino a questo momento», ha aggiunto Lagarde. «In alcuni settori chiaramente ci saranno bancarotte (di aziende, ndr) e una parte dei crediti deteriorati andrà riconosciuta e andranno fatti accantonamenti, evitando però lo shock di una sterzata improvvisa».

Oltre 3 mila casi in Serbia

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 3.341 nuovi contagi da coronavirus, su 13.008 test effettuati, con 19 decessi. Come hanno riferito i responsabili sanitari, i pazienti in ospedale sono 3.343, dei quali 151 in terapia intensiva con respiratore. La gran parte dei nuovi casi, il 41%, si è registrata nella capitale Belgrado, che resta il focolaio principale nel Paese. In totale da inizio pandemia i casi di infezione sono stati 73.765, le vittime 955.

La terza ondata si abbatte su Delhi

Delhi ha registrato più di 8500 nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore , il record più alto sinora raggiunto, e uno dei dati più preoccupanti dell’intera India. La capitale sta affrontando in questi giorni la terza ondata del contagio, dopo un periodo di stabilità di circa un mese: il picco ha creato nuova pressione sugli ospedali, dove metà dei letti disponibili, stando ai dati dell’amministrazione cittadina, risultano già occupati. Il governatore Arvind Kejriwal ha chiesto al governo federale di mettere a disposizione più posti negli ospedali statali e ha ottenuto questa mattina dall’Alta Corte il permesso di «requisire» per i pazienti Covid l’80% dei posti di terapia intensiva disponibili in 33 cliniche private della città.

L’India, con oltre 8 milioni e 600 mila casi, è il secondo Paese più toccato al mondo dalla pandemia. La curva dei nuovi casi è in discesa dalla metà di settembre quando i nuovi positivi giornalieri sono crollati da quasi 100 mila a 37 mila al giorno. Secondo il Ministero della Salute, negli ultimi cinque giorni il conteggio delle nuove infezioni si è assestato sotto i 50 mila: ieri ne sono state registrate 48’200. A dispetto della nuova ondata di contagi i mercati e le zone commerciali della capitale indiana sono gremiti all’inverosimile, esattamente come negli anni passati, nella frenesia delle ultime ore di shopping in vista di Diwali, la festa indiana delle luci, che cade sabato prossimo. I media mostrano immagini di folle noncuranti degli avvisi ripetuti dagli altoparlanti, che ricordano di mantenere le distanze e di indossare le mascherine.

La Catalogna proroga la chiusura di bar e ristoranti

La Catalogna proroga di 10 giorni, fino al prossimo 23 novembre, la chiusura di bar e ristoranti. «Un altro sforzo è imprescindibile, per consolidare il calo», ha spiegato la responsabile regionale della Sanità,, Alba Vergès, nel comunicare la decisione in conferenza stampa, riferiscono i media spagnoli. La Consigliera catalana ha quindi fatto sapere che nelle prossime settimane sarà presentata una proposta per gestire la ripresa delle attività a partire dal prossimo 23 novembre. Si comincerà con le attività all’aperto, e quindi anche terrazze e spazi aperti per bar e ristoranti.

Israele, scende da 14 a 12 giorni la quarantena

Scende, da domani, da 14 a 12 giorni la quarantena in Israele per chi sia entrato in contatto con un positivo accertato o rientri dall’estero. A patto, ha annunciato il ministero della Sanità, che la persona si sottoponga a due test, che entrambi siano negativi e non ci siano sintomi. Il primo dovrà essere effettuato appena si entra in quarantena al più presto, il secondo a distanza di 10 giorni dal rientro dall’estero o dal contatto con la persona positiva. Il ministero ha spiegato che le norme si applicano retroattivamente a tutti quelli che ad ora sono in quarantena.

In Romania 10.142 casi e 121 morti nelle 24 ore

In Romania il bilancio delle ultime 24 ore è stato di 10.142 nuovi contagi da coronavirus e 121 decessi. Come riferiscono i media regionali, i pazienti in ospedale sono 12.852, dei quali 1.152 in terapia intensiva, il numero più alto quest’ultimo da inizio epidemia.

In totale i contagi nel Paese - il più duramente colpito nei Balcani - sono stati finora 334.236, le vittime 8.510. I test effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 35.762, per un totale finora di oltre 3,5 milioni.

8.500 casi a Delhi

Delhi ha registrato più di 8500 nuovi casi di COVID nelle ultime 24 ore, il record più alto sinora raggiunto, e uno dei dati più preoccupanti dell’intera India. La capitale sta affrontando in questi giorni la terza ondata del contagio, dopo un periodo di stabilità di circa un mese: il picco ha creato nuova pressione sugli ospedali, dove metà dei letti disponibili, stando ai dati dell’amministrazione cittadina, risultano già occupati. Il governatore Arvind Kejriwal ha chiesto al governo federale di mettere a disposizione più posti negli ospedali statali e ha ottenuto questa mattina dall’Alta Corte il permesso di «requisire» per i pazienti COVID l’80% dei posti di terapia intensiva disponibili in 33 cliniche private della città. L’India, con oltre 8 milioni e 600 mila casi, è il secondo Paese più toccato al mondo dalla pandemia. La curva dei nuovi casi è in discesa dalla metà di settembre quando i nuovi positivi giornalieri sono crollati da quasi 100 mila a 37 mila al giorno. Secondo il Ministero della Salute, negli ultimi cinque giorni il conteggio delle nuove infezioni si è assestato sotto i 50 mila: ieri ne sono state registrate 48.200.

In Giappone 1.600 casi in un giorno

Nuovo record di infezioni di coronavirus in Giappone, con oltre 1.600 casi giornalieri in concomitanza con l’arrivo della stagione invernale. I numeri di giovedì superano quelli del giorno precedente (1.547), con la città di Tokyo a guidare l’incremento, con 393 nuovi casi che portano il totale nella capitale a 33.770, la somma più altra tra le 47 prefetture dell’arcipelago. Le basse temperature costringono più persone a trascorrere maggior tempo al chiuso, riferiscono le autorità, e a questo riguardo la regione dell’Hokkaido, nell’estremo nord del Paese, ha superato i 100 casi giornalieri per l’ottavo giorno consecutivo. Sotto esame è anche la campagna del governo per incentivare il turismo domestico, che ha creato flussi turistici oltre le aspettative. Malgrado i numeri fin qui più bassi rispetto alle nazioni maggiormente colpite dalla pandemia, attualmente il Giappone limita la capacità degli impianti sportivi al 50% della capienza, un limite che sarà prorogato fino a febbraio dalla scadenza inizialmente prevista di fine novembre, ha detto il ministro in carica della gestione dell’emergenza sanitaria, Yasutoshi Nishimura, al termine di una riunioni con una commissione di esperti medici. A livello nazionale le positività si assestano a 113.800 contagi e 1.882 morti accertate.

Nuovo picco in Croazia, 3082 casi e 32 morti in 24 ore

Nuovo record giornaliero in Croazia con 3.082 contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore un forte balzo dei pazienti con l’infezione attiva, ad oggi 16.348. Lo rende noto l’Unità di crisi della Protezione civile. Da ieri sono decedute 32 persone, che portano il totale delle vittime a 925. Crescono anche i pazienti in cura ospedaliera che ora sono 1.598 e quelli in terapia intensiva, saliti a 178. Secondo il governo la situazione non può definirsi critica, con la Croazia che presenta un quadro epidemico «visibilmente migliore di quello dei Paesi vicini». Dall’inizio dell’epidemia in Croazia si sono registrati 76 mila contagiati su seicentomila di tamponi effettuati e una popolazione di quattro milioni di persone.

Il presidente ucraino Zelensky ricoverato in ospedale

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato ricoverato in ospedale dopo essere risultato positivo al coronavirus nei giorni scorsi. Lo riporta l’agenzia Unian citando Mykhailo Podoliak, consigliere del capo di gabinetto della presidenza ucraina, Andriy Yermak. Zelensky è ricoverato nella clinica statale Feofania di Kiev dove, secondo Podoliak, è stato organizzato un ufficio in isolamento per il capo di Stato. Podoliak ha spiegato alla testata Ukrainska Pravda che Zelensky svolgerà gli incontri di lavoro in videoconferenza. «È in un reparto isolato e lì ha una linea speciale di comunicazione», ha detto Podoliak. Anche Yermak è risultato positivo al Covid-19 ed è stato ricoverato nello stesso ospedale di Zelensky.

In Russia 439 morti in 24 ore, mai così tanti

In Russia nelle ultime 24 ore sono stati accertati 439 decessi provocati dal coronavirus: si tratta del numero massimo finora registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta il centro operativo nazionale anti-coronavirus. Ufficialmente, le vittime del virus Sars-Cov-2 in Russia sono in tutto 32.032. Sono in aumento anche i nuovi contagi che, dopo cinque giorni consecutivi sopra quota 20.000, ieri erano scesi a 19.851 ma oggi risalgono a 21.608. I casi di Covid-19 accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia sono 1.858.568.

Nuovo picco di casi in Ucraina, 11.057 in 24 ore

In Ucraina sono stati accertati 11.057 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: il numero più alto di contagi giornalieri dall’inizio dell’epidemia. Lo riferisce il ministro della Salute, Maksim Stepanov, ripreso dall’agenzia Interfax. Nel corso dell’ultima giornata, nella repubblica ex sovietica si sono registrati 198 decessi provocati dal virus Sars-Cov-2.

Il presidente dell’Argentina in isolamento precauzionale

Il presidente della repubblica argentino Alberto Fernández ha cominciato oggi un protocollo preventivo dopo aver appreso che uno dei suoi ministri è risultato positivo al coronavirus. Lo ha reso noto l’ufficio stampa presidenziale. Il capo dello Stato, si precisa, resterà in isolamento nella residenza presidenziale di Olivos dopo che il ministro per gli Affari strategici della presidenza, Gustavo Béliz, è stato contagiato da un famigliare convivente. Un primo test a cui si è subito sottoposto Fernández ha dato esito negativo, ma il capo dello Stato è comunque entrato in isolamento La misura precauzionale riguarda anche il ministro degli Esteri, Felipe Solá, il ministro dell’Interno, Eduardo De Pedro, la ministra degli Affari femminili, Elizabeth Gómez Alcorta, il ministro della Cultura, Tristán Bauer, il segretario generale della Presidenza, Julio Vitobello e il segretario per la Comunicazione, Juan Pablo Biondi. Il ministro Béliz ha avuto i primi sintomi del virus domenica ed è risultato positivo ad un test ieri.

Gli USA restano il Paese più colpito

Il Paese più colpito al mondo dal nuovo coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, con più di 10 milioni di casi e quasi 241 mila vittime. Seguono l’India e il Brasile.

Mercoledì 11 novembre

I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 51,6 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,27 milioni, mentre le persone guarite sono 33,6 milioni.

Francia, 35’879 nuovi casi in 24 ore

Sono stati 35’879 i nuovi casi di Covid-19 da ieri in Francia, secondo Santé Publique, che ha diffuso anche il numero dei decessi registrati da ieri negli ospedali, 329. Questa cifra porta il totale da inizio pandemia a 42’536 vittime, comprese quelle nelle case di riposo e negli istituti per disabili.

Con 351 nuovi ingressi nei reparti di rianimazione, il totale dei pazienti più gravi ricoverati in queste strutture sale a 4’789, su una capacità totale di 6’400 letti, che dovrebbe presto aumentare a 7’500. I ricoverati in ospedale sono 31’918, una cifra vicina al picco del 14 aprile, quando se ne registrarono 32’292.

Stretta a New York, ristoranti e bar chiusi alle 22

Il governatore di New York Andrew Cuomo ordina una stretta su ristoranti e bar per contenere il coronavirus: nello Stato dovranno chiudere alle 22, così come le palestre. Nelle case il numero massimo di persone che si possono riunire è fissato in dieci.

In Tunisia 1529 nuovi casi e 21 morti in 24 ore

Ancora in crescita i contagi in Tunisia dove, secondo i dati riferiti al 10 novembre, sono stati registrati altri 1’529 contagi (su 4300 test effettuati), che portano il totale delle infezioni confermate nel Paese nordafricano a quota 74’522. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che il bilancio dei decessi è salito a 2100, di cui 21 nelle 24 ore considerate ai quali vanno aggiunti altri 75 deceduti tra il 1 e il 9 novembre non ancora contabilizzati.

Delle persone che risultano ancora positive, 1’590 sono ricoverate in ospedale, 284 in rianimazione e 143 in respirazione assistita, 51’750 i guariti, con una percentuale dell’oltre il 65%. I tamponi effettuati da inizio epidemia sono 391’757.

Il Giappone lancia l’allarme, in arrivo la terza ondata

Il Covid-19, inarrestabile in Europa, brucia altri record. Nell’epicentro della seconda ondata il numero delle vittime cresce in modo allarmante: in Gran Bretagna hanno superato le 50’000, in Spagna le 40’000. E si moltiplicano le restrizioni, con la Grecia costretta al coprifuoco. Tutto questo mentre la pandemia, quasi con un moto circolare, prosegue la sua corsa ritornando in Oriente, dove tutto è cominciato. Lo dimostra il caso del Giappone, dove le autorità avvertono dell’arrivo di una terza ondata.

L’aumento costante dei morti, nella fase autunnale della pandemia, preoccupa tanto quanto la progressiva saturazione degli ospedali. Dagli Stati Uniti all’Europa, molti bollettini quotidiani sono stabilmente a tre cifre.

Sul lato opposto dell’emisfero, invece, la consuetudine di indossare la mascherina fuori casa ha evitato il peggio. In Giappone, ad esempio, che conta meno di 2’000 morti e 111 mila contagi. Ma i contagi sono tornati ad aumentare, dopo diverse settimane di relativa stabilità. Non solo a Tokyo, ma anche nelle prefetture con grandi popolazioni urbane come Osaka, Kanagawa e Aichi. Complici il freddo e i tanti spostamenti interni dopo una campagna del governo per promuovere il turismo locale.

L’Europa, a differenza del Giappone, è in stato d’emergenza da oltre un mese. A partire dalla Gran Bretagna, che nonostante i lockdown locali ha superato il tetto dei 50’000 morti, quasi 600 in un giorno solo: è il paese più colpito su questo fronte, davanti a Italia e Francia, entrambi alle prese con numeri ancora molto elevati.

Anche in Germania i contagi continuano ad aumentare, ma «con meno forza», ha spiegato il ministro della salute Jens Spahn, avvertendo comunque che è troppo presto per parlare di inversione di tendenza. Nel Paese c’è una situazione insolita che riguarda la scuola: oltre 300 mila allievi e 30 mila insegnanti sono in quarantena, in quello che gli esperti chiamano un «lockdown-salame», perché interessa «fette» del mondo scolastico. La scelta fin qui è stata quella di tenere gli allievi in aula il più a lungo possibile.

In Spagna oltre 6’200 aule sono in quarantena, 27 gli istituti chiusi. In un paese in cui il Covid è tornato a mordere molto presto dopo la tregua estiva ed ha rotto la soglia psicologica dei 40 mila morti. Nella battaglia contro il virus le restrizioni si moltiplicano. Come quella appena adottata che prevede il test a tutti i viaggiatori in arrivo dalle aree ad alto rischio: 72 ore prima di atterrare, dal 23 novembre.

Scoraggiare gli spostamenti, interni o all’estero, si conferma l’antidoto principale al Covid. La Grecia, dopo essere dovuta tornare al lockdown, ha stretto ancora le maglie, imponendo il coprifuoco notturno.

Nel frattempo cresce la speranza per il vaccino, se tutto va bene tra la fine dell’anno e la primavera prossima. Tutti lo attendono con ansia, soprattutto gli Stati Uniti: il paese più malato del mondo, con 200 mila nuovi contagi in 24 ore ed un milione in appena 10 giorni.

La Svezia proibirà la vendita di alcol dopo le 22

Il governo svedese ha deciso di vietare la vendita di alcol in bar, ristoranti e nightclub dopo le 22.00 per contenere le infezioni da Covid a partire dal 20 novembre e fino a tutto febbraio 2021. Lo riporta il Guardian ricordando che il Paese nordeuropeo non ha adottato alcuna misura di lockdown dall’inizio della pandemia preferendo appellarsi alla responsabilità individuale.

Ma ora il premier Stefan Lofven rileva che le raccomandazioni vengono disattese in molti casi e quindi il governo deve fare di più.

«Tutti gli indicatori vanno nella direzione sbagliata», ha detto il premier in conferenza stampa, aggiungendo che «il virus si sta diffondendo velocemente e nell’ultima settimana il numero di persone positive in terapia intensiva sono più che raddoppiate».

Dall’inizio della pandemia la Svezia ha avuto 166’707 casi e 6’082 decessi.

Spagna, superati i 40 mila morti

La Spagna ha oltrepassato la soglia dei 40 mila morti. Lo riferisce il ministero della Salute, riportato da El Pais, dando anche i dati di oggi: sono 19’096 i nuovi contagi e 349 i decessi che portano il totale dei morti a 40’105 e quello dei gli infettati a 1’417’709.

In Grecia lockdown e coprifuoco

In Grecia scatta un ulteriore giro di vite per - arginare la pandemia di Covid-19. Dopo l’adozione del secondo lockdown, a fronte di un aumento significativo delle infezioni quotidiane che hanno provocato «pressione» sul sistema sanitario, è stato decretato il coprifuoco notturno dalle 21 alle 5. Saranno consentiti solo «spostamenti per lavoro e motivi di salute», ha reso noto il segretario di Stato per la Protezione Civile, Nikos Hardalias.

In Turchia 2’693 casi e 86 vittime in 24 ore

Sono 2’693 i malati di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Turchia, su 145’989 test effettuati. Il dato, che fa salire i casi complessivi a 402’053, non include i pazienti positivi ma asintomatici, che non vengono resi noti da Ankara. Le nuove vittime sono 86, per un totale di 11’145 decessi. I malati in gravi condizioni crescono a 3’095. I nuovi guariti sono invece 2’112 e arrivano a 344’613. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il ministro della Salute turco Fahrettin Koca.

In Slovenia record decessi, 40 nelle 24 ore

In Slovenia nelle ultime 24 ore si sono registrati 2.217 contagi da coronavirus e 40 decessi, il numero giornaliero di vittime più alto da inizio epidemia. I test effettuati sono stati 7’515, con una incidenza di positività del 29,5%. I 21 nuovi ricoveri portano il totale dei pazienti ospedalizzati a 1192, dei quali 202 nei reparti di terapia intensiva, 6 in più rispetto al giorno precedente.

I dati preoccupanti sulle nuove infezioni erano stati annunciati prima della consueta conferenza stampa dal ministro della Salute, Tomaž Gantar, tramite il proprio profilo Twitter. Secondo Gantar il numero di infezioni sta diminuendo troppo lentamente, con ripercussioni sulla capienza degli ospedali e sugli operatori sanitari, esausti e sempre più colpiti dal virus.

Il ministro nei giorni scorsi aveva proposto una chiusura totale del paese e la limitazione del movimento nel raggio di 1 chilometro dalla propria residenza. I nuovi dati, secondo Gantar, sono il segnale della necessità di un inasprimento delle misure, anche per un periodo breve, per favorire una rapida frenata della curva dei contagi.

Gran Bretagna, superati i 50’000 morti

Secondo record consecutivo di vittime per il Covid nel Regno Unito. In 24 ore ne sono state registrate 595, per un bilancio complessivo che ha superato i 50’000 morti (50’365).

Secondo i dati delle autorità sanitarie britanniche, i nuovi contagi sono stati 22’950. Il Regno Unito si conferma il Paese europeo con più vittime.

Il Brasile autorizza la ripresa dei test sul vaccino Sinovach Biotech

L’Agenzia nazionale per la sorveglianza sanitaria del Brasile ha autorizzato la ripresa dei test sul vaccino anti-Covid messo a punto dal laboratorio cinese Sinovach Biotech. Gli esperimenti erano stati sospesi lunedì dopo la morte di un volontario, che secondo quanto appurato non è da mettere in relazione all’assunzione del farmaco essendosi trattato di un suicidio.

Via libera dall’UE al contratto per il vaccino

Il collegio dei commissari dell’UE ha dato il via libera a sottoscrivere il contratto per il vaccino anti-COVID-19 con Pfizer-BioNTech, fino a 300 milioni di dosi. Lo ha annunciato il portavoce dell’esecutivo comunitario, Eric Mamer.

Mosca: «Il vaccino Sputnik efficace al 92%»

La Russia sostiene che, stando ai dati preliminari, il suo vaccino Sputnik V abbia un’efficacia del 92% nel proteggere dal Covid-19. Lo riportano i media russi citando l’account Twitter dei produttori del vaccino. Stando a una dichiarazione del ministero della sanità russo, del centro di ricerca statale Gamaleya e del Fondo russo di investimenti diretti ripresa dal Moscow Times, i risultati mostrano che 20 dei 16’000 volontari che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino o del placebo hanno contratto il Covid-19. «Come risultato di un’analisi statistica di 20 casi confermati di coronavirus, la suddivisione dei casi tra individui vaccinati e coloro che hanno ricevuto il placebo indica che il vaccino Sputnik V ha avuto un tasso di efficacia del 92% dopo la seconda dose», sostiene il comunicato. Ad agosto Mosca ha annunciato la registrazione del vaccino Sputnik V definendolo il primo al mondo contro il nuovo coronavirus nonostante non avesse completato tutti i test clinici necessari. Attualmente il vaccino sperimentale è nella terza fase dei test clinici, che coinvolgeranno 40’000 volontari, un quarto dei quali riceveranno una dose placebo. Lunedì il presidente del gruppo statunitense Pfizer, Albert Bourla, ha annunciato che un vaccino anti-Covid-19 sviluppato congiuntamente da Pfizer e dalla società tedesca BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90% delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso.

Germania, i casi aumentano «ma con meno forza»

Sono 18.487 i nuovi casi di contagio da coronavirus in Germania registrati dal Robert Koch Institut nelle ultime 24 ore, e per il ministro della sanità Jens Spahn i dati sono in parte rassicuranti. Le infezioni «continuano ad aumentare, ma con meno forza. Questo è incoraggiante, anche se ancora non basta», ha spiegato, rispondendo ad un’intervista in televisione. È però ancora troppo presto per parlare di un cambiamento di trend, afferma. Il Koch Institut riferisce anche di 261 vittime in più rispetto a ieri. Dall’inizio della pandemia, i casi di contagio in Germania sono stati 705.687 e i morti 11.767. Al momento ci sono oltre 3.000 pazienti in terapia intensiva a causa del coronavirus, e proprio l’aumento considerevole dei posti occupati nelle stazioni ospedaliere ha indotto il governo a decidere un semilockdown con valenza federale dal 2 novembre.

Negli USA 200 mila casi in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno fatto registrare la cifra record di 200 mila nuovi casi di coronavirus in 24 ore. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Il numero totale dei contagi dall’inizio della pandemia negli USA è di 10.238.243. Le vittime sono 239.588. Record anche nei ricoveri ospedalieri: 61.964 nella giornata di ieri.

Martedì 10 novembre

(Aggiornato alle 22.58) I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 50,9 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,26 milioni, mentre le persone guarite sono 33,2 milioni.

Francia, esplode il numero di decessi nelle case anziani

Esplode il numero di decessi nelle case di riposo in Francia, 754 in 4 giorni. Sommati ai 466 delle ultime 24 ore negli ospedali danno questa sera un totale di 1.220 nuove vittime della seconda ondata del Covid-19. Dall’inizio della pandemia, i morti sono 42.207 in Francia. Diminuisce nettamente, invece, il numero dei nuovi casi in 24 ore: 22.180, una cifra nettamente inferiore alle 40-50.000 della settimana scorsa. Sono 4.750 i ricoverati nei reparti di rianimazione

Record di morti in Gran Bretagna: oltre 500 in 24 ore

Impennata delle vittime nel Regno Unito a causa del Covid: per la prima volta da metà maggio sono state superati i 500 decessi in 24 ore, per la precisione 532. Ieri ne erano stati registrati meno di 200. La crescita dei nuovi contagi è di 20’400. Lo rendono noto i media locali.

Il re del Marocco ordina la ‘vaccinazione di massa’

Re Mohammed VI ha ordinato una vaccinazione di massa contro il coronavirus. Un comunicato del gabinetto reale anticipa la campagna «senza precedenti» che avrà inizio a partire dalle «prossime settimane» e riguarderà «tutti i cittadini, a partire dai 18 anni di età, secondo uno schema di doppia iniezione», con priorità per il personale in prima linea e cioè «personale sanitario, autorità pubbliche, forze dell’ordine e educatori, oltre che anziani e persone vulnerabili».

Nel comunicato non si fa cenno al tipo di vaccino. Il Marocco ha partecipato con poco meno di un migliaio di volontari alla sperimentazione sul vaccino anti-Covid della cinese Sinopharm.

Il sovrano marocchino - si legge nel comunicato - si è raccomandato sulla «accessibilità del vaccino, in un quadro sociale e solidale, sulla quantità sufficiente e la disponibilità sul mercato e sulla logistica medicale dei trasporti».

Solo un francese su 2 disposto a farsi vaccinare

I francesi sono fra i più recalcitranti a sottoporsi al possibile vaccino anti-Covid annunciato ieri da Pfizer: secondo un sondaggio Ipsos, soltanto poco più della metà della popolazione, il 54%, si dice pronto a farsi iniettare il prodotto "efficace al 90%", secondo l'annuncio della casa farmaceutica.

Dalle cifre della ricerca emerge anche che la percentuale dei francesi disposti a vaccinarsi è in continua diminuzione: ad agosto era di 5 punti superiore (59%).

Lunedì 9 novembre

I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 50,5 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,25 milioni, mentre le persone guarite sono 33 milioni.

Altri 21’000 contagi in Gran Bretagna

Altri 21’350 contagi da coronavirus sono stati registrati nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, con 194 morti in più (più dei 156 indicati ieri, ma meno dei circa 400 dei giorni precedenti). Lo certificano i dati del governo, sullo sfondo di un numero di test giornalieri riferiti al week-end che scende peraltro a 276’000 circa.

In totale i morti per Covid registrati nel Regno dall’inizio della pandemia salgano a oltre 49’000 considerando parametri comuni agli altri maggiori Paesi (record europeo in cifra assoluta, ma non in rapporto alla popolazione).

I decessi messi in relazione con il coronavirus anche a più lungo termine e come concausa raggiungono i 65’000 in base all’elaborazione mediatica delle statistiche sulla mortalità generale dell’isola aggiornate ogni settimana dall’Ons, l’istituto nazionale di statistica.

La tendenza alla stabilizzazione della curva della seconda ondata - con alcuni trend locali apparentemente in discesa in realtà come quella di Londra - viene intanto confermata dall’indice Rt sulla diffusione del virus, bloccato per ora dall’introduzione del lockdown in Inghilterra a 1,1-1,3 a seconda delle zone.

Un livello più basso ad esempio di quello dell’Italia (che ha anche più casi, più decessi quotidiani e più ricoveri del Regno in questo momento), ma che comunque secondo il premier Boris Johnson dovrà ancora scendere entro la scadenza del lockdown del 2 dicembre per riportare la situazione sotto controllo e allontanare il rischio di sovraffollamento degli ospedali.

Francia, 551 morti in 24 ore

«Il picco dell’epidemia deve ancora arrivare», nelle ultime 24 ore ci sono stati «551 decessi» in Francia: lo ha detto il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, in una conferenza stampa a Parigi, precisando che sono 40’987 le vittime fino ad oggi.

Salomon ha detto che la Francia è il quarto Paese al mondo per numero di casi, «questo anche perché - ha precisato - abbiamo effettuato 24 milioni di tamponi dall’inizio dell’epidemia, di cui 2,3 milioni questa settimana».

«Il picco della seconda ondata della pandemia deve ancora arrivare», ma nelle città in cui sono state applicate misure di freno precoci, in particolare il coprifuoco, «cominciamo ad osservare un progresso più lento dell’epidemia», ha aggiunto Salomon. Questi ha anche parlato di segnali «incoraggianti che incoraggiano a proseguire gli sforzi».

Gli USA superano la soglia dei 10 milioni di casi

Gli Stati Uniti superano i 10 milioni di casi di coronavirus, un traguardo raggiunto a soli 10 giorni di distanza da quello dei 9 milioni. Lo riporta il Washington Post. Negli ultimi giorni gli Usa hanno registrato oltre 100’000 nuovi contagi al giorno.

Portogallo, scattano stato d’emergenza e coprifuoco

Il Portogallo, per far fronte all’aumento dei casi di coronavirus, è da oggi in stato di emergenza che sarà accompagnato da periodi di coprifuoco per la maggior parte della sua popolazione, un provvedimento ritenuto «catastrofico» da ristoratori e commercianti.

«Non potremo affrontare senza dolore questa pandemia», ha ammesso il premier socialista Antonio Costa, mentre il bilancio giornaliero ha per la prima volta superato la soglia dei 60 morti. Il numero di nuovi contagi, che era triplicato in meno di un mese fino a raggiungere 6000 casi sabato, è sceso oggi a circa 4000.

In serata, 7,1 milioni di portoghesi residenti nei 121 comuni considerati «ad alto rischio» saranno per la prima volta soggetti al coprifuoco in vigore dalle 23.00 alle 5.00.

Pfizer: «50 milioni di dosi nel 2020 e 1,3 miliardi nel 2021»

Sulla base delle proiezioni, Pfizer e BioNTech hanno fatto sapere di prevedere di poter fornire 50 milioni di dosi di vaccini nel mondo nel 2020 e fino a 1,3 miliardi nel 2021.

Von der Leyen: «300 milioni di dosi del vaccino Pfizer per l’UE»

«Ottime notizie da Pfizer e BioNTech sui risultati positivi della loro sperimentazione clinica per un vaccino contro il coronavirus. La scienza europea funziona! La Commissione presto firmerà un contratto con loro per avere fino a 300 milioni di dosi. Continuiamo a proteggerci a vicenda nel frattempo». Lo scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter.

Positivo il presidente ucraino Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è risultato positivo al coronavirus: lo riferisce la presidenza ucraina precisando che «il capo di Stato si sente bene e continuerà a svolgere le sue mansioni a distanza e in isolamento». Lo riporta l’agenzia di stampa Interfax.

Pfizer: «Il nostro vaccino efficace al 90%»

Un vaccino anti-Covid-19 sviluppato congiuntamente da Pfizer e BioNTech è risultato efficace nel prevenire il 90% delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione, che è ancora in corso. Lo ha annunciato il presidente di Pfizer, Albert Bourla. La società tedesca BioNTech conferma l’annuncio di Pfizer, annunciando in una pubblicazione di voler chiedere l’autorizzazione per la produzione, insieme a Pfizer, la settimana prossima alla Food and Drug Administration (Fda, l’agenzia federale statunitense per la sicurezza dei farmaci). Euforia sui mercati: Milano vola in rialzo del 5%, Londra del 3,99%, Parigi del 5,39%, Francoforte del 4,8% e Madrid del 6%. Più timido lo SMI a Zurigo, che fa segnare un +1,76%.

Berlino: «Sul vaccino agiremo in modo europeo»

«Vogliamo agire in modo europeo e non seguendo una linea nazionale». Lo ha detto il ministro della sanità tedesco Jens Spahn, in conferenza stampa a Berlino, commentando la notizia della pubblicazione dei dati della BioNTech, che si appresta a chiedere un’autorizzazione per il vaccino, in grado di proteggere al 90% dal virus. «Si deve arrivare a un vaccino volontario», ha anche ribadito Spahn. «Alla domanda su quali quantità di dosi e da quando saranno a disposizione non possiamo ancora rispondere», ha aggiunto

Domenica 8 novembre

I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 50 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,25 milioni, mentre le persone guarite sono 32,8 milioni.

In Grecia record di morti giornalieri

La Grecia ha registrato il record giornaliero di vittime di coronavirus, con 35 persone decedute nelle ultime 24 ore. Lo riporta il Guardian. I nuovi casi sono 1.914 secondo quanto annunciato dalle autorità sanitarie. La maggior parte delle nuove infezioni, 483, sono state registrate a Salonicco. In totale nel Paese ci sono 56.698 persone contagiate dal coronavirus e 734 morti.

Superati i 50 milioni di casi nel mondo

La pandemia di Sars-CoV-2 infrange un’altra barriera: in tutto il mondo sono stati superati i 50 milioni di contagi da COVID-19. L’aumento del numero di casi rilevati è solo in parte spiegato dall’aumento del numero di test effettuati. E molti paesi, in particolare in Europa e Stati Uniti, stanno affrontando una nuova grande ondata. L’Europa, con 12.6 milioni di casi confermati (per oltre 305.000 decessi), è la regione più colpita al mondo, davanti all’America Latina e ai Caraibi (11.6 milioni di casi, 411.000 decessi) e Asia (11 milioni di casi, quasi 177.000 morti).

L’Europa rimane la regione più colpita

Ottobre è stato il mese peggiore della pandemia di coronavirus dall’inizio della sua diffusione, con i casi degli ultimi 30 giorni che rappresentano un quarto di tutti quelli registrati sinora. Lo rivelano i calcoli effettuati dall’agenzia Reuters citati dal Guardian. Secondo i dati della Johns Hopkins coronavirus dashboard i contagi nel mondo sono quasi 50 milioni. L’Europa con 12 milioni di casi rimane la regione più colpita, con una media di circa 1 milione di infezioni ogni tre giorni. Sul fronte delle vittime, i morti di Covid-19 nel Vecchio Continente rappresentano il 24% del totale.

Iran, nuovo record di 459 morti in 24 ore

L’Iran ha registrato un nuovo record giornaliero di decessi provocati dal coronavirus: nelle ultime 24 ore le vittime sono state 452, il livello più alto dall’inizio della pandemia, che porta il bilancio complessivo dei morti nel Paese a quota 38.291. Lo ha reso noto oggi la portavoce del ministero della Sanità, Sima Lari.

Allo stesso tempo, sono stati segnalati 9.236 nuovi casi, per un totale di almeno 682.486 infezioni registrate finora.

Attualmente, ha sottolineato Lari, almeno 5.523 persone sono ricoverate in terapia intensiva, mentre altre 520.329 sono guarite. A livello nazionale finora sono stati eseguiti 5.224.252 test.

Nuovo record negli Stati Uniti, oltre 126 mila casi in 24 ore

Gli Stati Uniti hanno registrato 126.742 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, registrando un ulteriore record di contagi quotidiani che superano per il quarto giorno consecutivo la soglia di 100.000, e per il terzo giorno quella dei 120.000. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University, citati dalla Cnn. Almeno 1040 persone sono morte nelle ultime 24 ore, portando il bilancio delle vittime a 237.113. Il totale dei casi registrati dall’inizio della pandemia di COVID-19 negli USA sfiora i 10 milioni: sono 9.860.558.

Sabato 7 novembre

Cresce sempre più il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 49,6 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono oltre 1,2 milioni, mentre le persone guarite sono 32,6 milioni.

In Francia supera la soglia dei 40 mila morti

La Francia ha superato oggi la soglia dei 40.000 morti legati al coronaivirus, secondo i dati pubblicati dalla Sanità Pubblica. Nelle ultime 24 ore, 306 decessi sono stati registrati negli ospedali francesi, portando il bilancio a 40.169.

Migliaia di persone a Lipsia per protestare contro il lockdown

Migliaia di persone sono scese per le strade di Lipsia, in Germania per protestare contro le misure prese dal governo di Angela Merkel per arginare la seconda ondata di coronavirus. Lo riportano i media tedeschi. La manifestazione, alla fine della prima settimana di lockdown «light», è stata organizzata dal movimento «Querdenker» («Pensiero laterale») che ormai è attivo in oltre cinquanta città in tutta la Germania e che spesso alle proteste viene affiancato da movimenti di estrema destra, estrema sinistra e cospirazionisti. Nelle immagini della manifestazione che circolano sul web si vedono migliaia di persone senza mascherina e molto vicine tra loro.

In Romania 9.937 casi e 130 morti nelle 24 ore

La Romania ha registrato nelle 24 ore 9.937 nuovi contagi da coronavirus, un numero in leggero calo rispetto a ieri, quando il dato giornaliero era stato di 10’260. I decessi, stando ai media regionali, sono stati 130, che portano a 7.793 il numero totale delle vittime, I casi da inizio epidemia sono stati in tutto 296.999. Ieri le autorità locali, a causa della preoccupante situazione epidemiologica, avevano annunciato la chiusura delle scuole per i prossimi trenta giorni, imponendo il coprifuoco notturno

Il coronavirus corre nelle carceri italiane

Il virus corre anche nelle carceri italiane. In dieci giorni è triplicato il numero dei detenuti positivi. Se al 28 ottobre erano 150, adesso sono 448. Ancora più alto il contagio tra i poliziotti penitenziari e il personale addetto: in 574 hanno contratto il Coronavirus. Una diffusione che avviene mentre le carceri continuano ad essere piene oltre la loro capienza: sono 54’809 i ristretti a fronte di 50.533 posti disponibili. Per ora sono modesti gli effetti del disegno di legge Ristori, che proprio per alleggerire le carceri nell’ottica di rendere più facile limitare la diffusione del contagio, ha previsto la detenzione domiciliare per i detenuti ai quali resta da scontare una pena inferiore a 18 mesi (ma solo per reati meno gravi e con l’obbligo del braccialetto elettronico). Hanno lasciato il carcere solo in 85. Troppo pochi come nota l’ufficio del Garante nazionale delle persone private della libertà, che perciò invoca, come «assolutamente necessari», «interventi più decisivi», da introdurre in sede di conversione del decreto. I casi di positività nelle carceri sono concentrati prevalentemente in sei Istituti, oltre due hub lombardi che funzionano da strutture ricettivo-sanitarie per le zone limitrofe. Piccoli i numeri del contagio in altri 49 Istituti (molti dei quali hanno un singolo caso), nessuno nei rimanenti 135 Istituti. Si tratta di una «situazione importante, ma che è tuttora sotto controllo», sostiene il Garante. Più preoccupati i sindacati della polizia penitenziaria. «La promiscuità nelle celle può favorire la diffusione delle malattie, specie quelle infettive», avverte il Sappe ricordando che nelle carceri ci sono «tassi di tubercolosi latente molto più alti rispetto alla popolazione generale» e giudicando «gravissimo» che il governo con il dl Ristori abbia previsto uno stanziamento di 68 milioni di euro a favore delle Forze di Polizia italiane, ma nulla per il Corpo che lavora nelle carceri. Intanto si fanno più pesanti le condizioni detentive per i reclusi nei penitenziari delle regioni diventate zone rosse: i colloqui con i familiari potranno avvenire solo a distanza come durante il lockdown nazionale.

In Serbia 2.677 casi e 9 morti in 24 ore

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati 2.677 nuovi casi di coronavirus su 11.192 test effettuati, nuovo record giornaliero di contagi. Come ha riferito il ministero della sanità, i decessi da ieri sono stati 9. I pazienti in terapia intensiva sono 77. I totali da inizio epidemia sono di 60.635 contagi e 880 morti.

Nessun contagio locale in Cina, 33 importati

Nessuna nuova infezione da coronavirus trasmessa a livello «locale» è stata segnalata ieri in Cina continentale, dove invece sono stati confermati altri 33 casi importati. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese. Tra i nuovi casi importati, 11 sono stati segnalati a Shanghai, 9 in Fujian, 4 in Sichuan, altrettanti nello Shaanxi, 3 in Mongolia Interna e 2 in Guangdong. Inoltre, non sono stati registrati altri decessi correlati al nuovo coronavirus. Altri 33 pazienti positivi sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi.

9.450 nuovi casi in Iran, aperti gli ospedali militari

Sono 9.450 i nuovi casi di coronavirus in Iran nelle ultime 24 ore, che aggiornano il bilancio complessivo a 673.250. Lo ha reso noto il ministero della salute. Si contano altre 423 vittime, per un totale di 37.832. Oltre 5.500 i pazienti in terapia intensiva, 515.000 i ricoveri. Per far fronte all’aumento dei contagi ed alla carenza di posti letto negli ospedali, l’esercito ha annunciato che metterà a disposizione le proprie strutture in 24 province.

In Iran moschee e ristoranti chiusi dopo le 18

Il presidente iraniano Hassan Rohani ha annunciato oggi che gli esercizi «non essenziali», come centri accademici, siti religiosi, moschee e ristoranti, chiuderanno alle 18 per un mese, a Teheran e in altre grandi città, per tentare di arginare la diffusione del coronavirus. Il presidente, citato dall’Irna, ha inoltre mobilitato le forze armate e le moschee per aiutare il governo a fermare il contagio.

Superati i 10 mila contagi in un giorno in Ucraina

L’Ucraina ha superato per la prima volta i 10.000 casi di Covid-19 accertati in un giorno. Nelle ultime 24 ore, nella repubblica ex sovietica si sono registrati 10.746 nuovi contagi e 187 persone sono morte a causa del Covid. In totale, dall’inizio dell’epidemia, in Ucraina si contano 450.934 contagi e 8.312 decessi provocati dal virus.

Russia, ancora oltre 20 mila nuovi casi

In Russia si registrano oltre 20.000 nuovi casi di Covid-19 per il secondo giorno consecutivo. I contagi accertati nelle ultime 24 ore sono 20.396, poco meno dei 20.582 annunciati ieri mattina. A Mosca si registrano 5.829 contagi. Stando ai dati ufficiali, nel corso dell’ultima giornata 364 persone sono morte a causa del morbo e le vittime del coronavirus in Russia dall’inizio dell’epidemia sono 30.251. I dati ufficiali russi sulla pandemia sono però stati oggetto di numerose critiche.

L’OMS: «Ancora record di contagi»

Ancora un record di nuovi casi di coronavirus a livello globale in sole 24 ore: nella giornata di ieri, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sono stati registrati 581.679 contagi contro i 540.313 di giovedì (+7,6%). Il record precedente era stato segnato il 31 ottobre scorso a quota 557.467. Intanto, il bilancio complessivo dei casi nel mondo si avvia verso la soglia dei 50 milioni: secondo i conteggi della Johns Hopkins University attualmente si attesta a quota 49.322.827, inclusi 1.242.868 morti.

Negli USA oltre 120 mila nuovi casi

Gli Stati Uniti per il terzo giorno consecutivo hanno registrato oltre 100.000 nuovi casi di coronavirus. Solo nelle ultime 24 ore sono stati 120.009, il secondo giorno sopra quota 120.000. Lo riporta la CNN.

Contagiato il capo dello staff della Casa Bianca

Il capo dello staff della Casa Bianca, Mark Meadows, ha contratto il coronavirus. Lo riportano alcuni media USA. Meadows è stato una delle pochissime persone a restare al fianco di Donald Trump quando il presidente americano è rimasto a sua volta contagiato ed era in isolamento alla Casa Bianca. I due sono spesso rimasti insieme a lavorare nella stessa stanza anche nell’ospedale in cui Trump è stato ricoverato. Oltre a lui, almeno altri quattro membri dello staff, sono risultati positivi. Il timore è quello di un nuovo focolaio.

Venerdì 6 novembre

Cresce sempre più il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 48,8 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono oltre 1,2 milioni, mentre le persone guarite sono 32,3 milioni.

Superati i 300 mila morti in Europa

Il bilancio delle vittime da coronavirus in Europa ha superato la soglia delle 300 mila. Lo rende noto l’AFP. È la seconda la regione del mondo più colpita in termini di morti, con un totale di 300.688, rispetto ai 408.841 in America Latina e Caraibi. Oltre 22 mila morti sono resti registrati negli ultimi 7 giorni, la crescita più ampia da aprile. Circa due terzi delle vittime si contano nel Regno Unito (48.475), Italia (40.638), Francia (39.865), Spagna (38.833) e Russia (29.887).

Virus mutato dai visoni, la Gran Bretagna chiude la Danimarca

Quarantena obbligatoria anche per chi arriva o rientra dalla Danimarca da stanotte nel Regno Unito: lo ha deciso il governo di Boris Johnson con un provvedimento «d’urgenza» firmato prima dell’alba dal ministro dei Trasporti, Grant Shapps, in seguito all’allarme provocato dal caso del coronavirus mutato individuato negli allevamenti di visoni del Paese scandinavo. La Danimarca era rimasta una dei pochissimi Paesi europei esentato da questa cautela dopo l’annuncio ieri dell’abolizione del corridoio libero di viaggio per Germania e Svezia, sull’onda dell’impennata di contagi della seconda ondata verificatasi anche lì.

Nuovo record in Germania

Continua a crescere la curva dei nuovi contagi da covid-19 in Germania, superando la soglia delle 20.000 nuove infezioni in un giorno.

Sono 21.506 i casi registrati a mezzanotte passata dal Robert Koch Institut di Berlino nella repubblica federale. Cresce la curva ma la corsa del virus rallenta: una settimana fa i nuovi contagi erano 18.681. Dall’inizio della pandemia i casi di coronavirus sono stati 619.089, le vittime sono 11.096. Secondo l’Rki, il fattore di contagio settimanale è intorno allo 0,93.

Gran Bretagna: il ministro degli Esteri in quarantena

Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, si è messo in autoisolamento dopo essere stato recentemente in «stretto contatto» con una persona risultata positiva al coronavirus. Lo riporta Skynews.

Il ministro dovrà restare in quarantena per un periodo di 14 giorni, in linea con le regole del governo e del Servizio sanitario britannico. Raab al momento non manifesta alcun sintomo e continuerà a lavorare da casa. A quanto si apprende la persona positiva non è un altro ministro, né un membro del governo o un parlamentare.

Picco di contagi in Russia, 20.582 in 24 ore

Nelle ultime 24 ore in Russia si sono registrati 20.582 nuovi contagi di COVID-19: il numero più alto in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. I decessi provocati dal morbo sono stati 378 nel corso dell’ultima giornata. Stando ai dati pubblicati dal centro operativo anti-coronavirus, in totale in Russia si contano 1.733.440 contagi e 29.887 persone sono morte a causa del COVID.

Giovedì 5 novembre

I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi oltre 48,4 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,2 milioni, mentre le persone guarite sono 32 milioni.

Danimarca, stretta per 280 mila vicino allevamenti visoni

Dopo la scoperta di una mutazione genetica del coronavirus nei visoni già trasmessa all’uomo, la Danimarca ha annunciato delle restrizioni speciali per 280 mila persone nel nord dello Jutland dove 207 allevamenti sono risultati infetti. «Da stasera gli abitanti di 7 aree del nord dello Jutland sono fortemente incoraggiati a non spostarsi per evitare la diffusione del virus, ha detto la premier Matte Frederiksen. Bar e ristoranti dell’area resteranno chiusi, ha aggiunto la premier. Con una decisione presa «non a cuor leggero» la premier Mette Frederiksen ha ordinato che tutti gli esemplari di visone presenti negli oltre 1.100 allevamenti devono essere uccisi. In totale, si tratta di circa 17 milioni di esemplari. «Siamo a conoscenza delle segnalazioni dalla Danimarca in merito a un certo numero di persone infettate con il coronavirus dai visoni, come alcune modifiche genetiche nel virus. Siamo in contatto con le autorità danesi per saperne di più», ha dal canto suo riferito l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in un tweet.

In Austria record contagi, tutto il Paese diventa zona rossa

Tutti i 15 distretti austriaci sono adesso sul rosso, secondo la segnalazione a semaforo che indica il rischio del contagio da coronavirus: lo ha deciso la commissione per il Covid riunita oggi pomeriggio. Lo riferisce Apa. Le ultime regioni gialle e verdi sono sparite dalla cartina. 7.400 i nuovi contagi, riporta il Kurier. Dall’inizio della pandemia sono 132.000 i contagiati e sono 50.643 le persone che attualmente sono ammalate per il coronavirus.

Nuovo record di contagi n Francia

Sono state 58.046 le persone risultate positive al tampone sul coronavirus in Francia nelle ultime 24 ore, secondo quanto annunciato in diretta dal ministro della Salute, Olivier Véran, e dal direttore generale della Salute, Jerome Salomon. Si tratta di un record. Una parte di questi 58.000 positivi «saranno i ricoverati di domani», ha aggiunto Véran, precisando che «la situazione è tesa». I pazienti entrati in rianimazione sono stati 447, il tasso di positività è al 20,76%. I decessi, comunica il governo, sono stati da ieri 363, cifra lievemente in calo dai 385 di ieri. In rianimazione ci sono stasera 4.230 malati di Covid, 141 in più rispetto a ieri.

Summit straordinario dell’Onu il 3 e 4 dicembre

Le Nazioni Unite terranno un summit straordinario sul Coronavirus il 3 e 4 dicembre prossimi.

In Germania 19.990 contagi in 24 ore, ma R0 in calo

Sono 19.990 i contagi nuovi da Covid, registrati nelle 24 ore in Germania, stando al Robert Koch Institut, che segnala così ancora una volta un record mai toccato prima.

Si contano anche 118 nuove vittime, per un bilancio - dall’inizio della pandemia - di 10.930. Si abbassa invece il fattore di riproduzione R0: oggi a 0,81 (rispetto allo 0,94 del giorno precedente). I contagi complessivi sono stati finora 597.583 e 391.600 i guariti.

Da lunedì scorso la Germania è in semi-lockdown: con ristoranti, locali, bar , centri sportivi, teatri, sale da concerto e istituzioni culturali chiusi. Sono rimasti aperti invece negozi e scuole e asili infantili. In tutto il territorio federale vige anche un divieto di contatto: nei luoghi pubblici non possono più incontrarsi più di nuclei abitativi, e in oltre 10 persone.

La situazione sanitaria è pero ora sotto controllo, me nei giorni scorsi è stato segnalato un preoccupante aumento dei pazienti i terapia intensiva: non mancano i posti, per ora in Germania, che ha già iniziato a riaccogliere pazienti francesi e olandesi, ma a scarseggiare è il personale specializzato.

Secondo lockdown anche in Grecia

A partire da sabato la Grecia entrerà nel secondo lockdown per contenere l’epidemia di COVID-19. Lo ha annunciato il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, in un discorso alla nazione.

Lockdown bis al via in Gran Bretagna

Lockdown nazionale bis da oggi in vigore per la popolazione dell’intera Inghilterra, oltre 55 milioni dei 66 milioni di abitanti del Regno Unito.

La restrizione, decisa dal governo di Boris Johnson con il sostegno del Parlamento per cercare di «contenere» la seconda ondata post estiva dei casi di coronavirus, prevede il ritorno dell’indicazione di stare in casa salvo esigenze fondamentali, il lavoro da remoto per chiunque possa, lo stop ai contatti sociali domestici, la chiusura di ristoranti, pub e strutture d’accoglienza, oltre che di negozi non essenziali, luoghi di ritrovo, palestre eccetera; ma a differenza della primavera non di scuole o università. Ieri, secondo i media, si sono consumati gli ultimi raduni pre chiusura in vari pub e locali e soprattutto gli ultimi scampoli di shopping (con qualche tentativo di anticipare quello natalizio) negli esercizi non esentati (supermercati, alimentari, casalinghi, ferramenta, farmacie).

Torna intanto in azione il capitano Tom Moore, veterano di guerra centenario decorato nei mesi scorsi dalla regina su proposta del governo per la raccolta record di fondi (33 milioni di sterline) in favore della sanità pubblica (Nhs) ispirata online durante il primo lockdown anti-Covid da una sua impresa: 100 giri nel giardino attorno a casa con l’aiuto del solo deambulatore. Stavolta ‘captain Tom’, come è ormai conosciuto nel Regno, ha annunciato di voler promuovere con una seconda camminata una campagna di donazioni per «le persone sole», anziane e più vulnerabili costrette di nuovo al confinamento.

A Parigi i piccoli supermercati chiudono alle 22

Nuove restrizioni a Parigi per l’aumento dei casi di contagio alla Covid-19. Le prime sono state annunciate già questa mattina dalla sindaca Anne Hidalgo che, ai microfoni di BFM, ha annunciato la chiusura «di alcuni luoghi in cui si pratica vendita da asporto» alle 22. Questa chiusura va ad aggiungersi al lockdown generale già in vigore fino al 1 dicembre. Il coprifuoco per questi locali, quasi esclusivamente piccoli supermercati di quartiere che restano aperti fino a tardi e vendono anche bevande alcoliche, è stato deciso ieri dal Consiglio dei ministri e approvato dal prefetto. Secondo la Hidalgo, la decisione si è resa necessaria a causa di «disordini in alcuni casi, con assembramenti»: «quando c’è qualcuno che non si adegua alle regole - ha aggiunto la sindaca - e mette in pericolo la salute della maggioranza, servono nuove restrizioni».

Oltre 100 mila nuovi casi negli USA

Gli Stati Uniti registrano per la prima volta oltre 100.000 nuovi casi di coronavirus in un giorno. E’ quanto emerge dai calcoli del Washington Post.

Mercoledì 4 novembre

I casi di coronavirus registrati nel mondo crescono ancora: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 47,5 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,2 milioni, mentre le persone guarite sono 31,7 milioni.

Gran Bretagna: picco di quasi 500 morti

Record di morti giornalieri da coronavirus nel Regno Unito da maggio, con i 492 decessi censiti oggi dai dati governativi alla vigilia del secondo lockdown nazionale in Inghilterra.

Il totale raggiunge quota 47.742, mentre i casi registrati nelle 24 ore risalgono attorno a 25.000 (contro 20.000 di ieri), i ricoveri complessivi negli ospedali superano i 12.000 e i pazienti sottoposti in totale a respirazione assistita nei reparti di terapia intensiva si attestano a 1142. Quanto ai test, la capacità quotidiana s’impenna a oltre 526.000, di cui 265.000 eseguiti.

Il Parlamento britannico dà il via libera al lockdown bis

La Camera dei Comuni britannica ha approvato con 516 sì contro 38 no la mozione presentata dal governo conservatore di Boris Johnson per il via libera a un lockdown nazionale bis di 4 settimane in Inghilterra a partire da domani e fino al 2 dicembre.

Una misura che lo stesso premier ha definito dolorosa ma necessaria per «contenere» la seconda ondata di contagi da coronavirus e allontanare la prospettiva d’una minaccia «esistenziale» di sovraffollamento degli ospedali del servizio sanitario del Regno (Nhs).

La mozione è passata malgrado la ribellione di un numero non irrilevante di deputati della maggioranza Tory e con il sostegno - pur condito da critiche ai ritardi e alle falle imputati al governo - del grosso delle opposizioni, Labour in testa.

In Ungheria l’epidemia si aggrava, pieni poteri per Orban

Il coronavirus si diffonde in Ungheria, e il premier Viktor Orban ha annunciato, come accaduto in primavera, il ricorso ai pieni poteri. Governerà con decreti per 90 giorni: questi potranno abrogare anche leggi vigenti, senza l’intervento del Parlamento. Per contenere l’epidemia, il governo ha annunciato il coprifuoco per la notte, ma non chiude nulla: restano aperte scuole, ristoranti e locali, negozi, e stasera la Juventus giocherà contro il Ferencvaros nello stadio di Budapest, davanti a un pubblico regolare.

Slitta il vaccino in Russia, produzione insufficiente

La Russia probabilmente mancherà l’auto-imposta deadline per la vaccinazione di massa contro il coronavirus a causa dell’insufficiente capacità di produzione. Lo scrive la testata The Bell. Le autorità avevano promesso di vaccinare una parte considerevole della popolazione entro la fine del 2020 ma gli sviluppatori stanno affrontando problemi di ‘scalabilità’ e di controllo della qualità. Di conseguenza, i produttori prevedono l’arrivo di centinaia di migliaia di dosi entro la fine dell’anno invece di decine di milioni. «Non possiamo stabilizzare il vaccino, nessuno può ancora farlo», ha dichiarato un dirigente di uno dei quattro partner per la distribuzione dell’istituto di ricerca Gamaleya di Mosca. I lotti di vaccini spesso non soddisfano gli standard di qualità del Gamaleya. «Di solito ci vuole un anno per avviare una produzione di massa di questa scala e qui stiamo cercando di farcela in poche settimane», ha detto Anton Gopka, socio generale della società di investimenti biotecnologici e sanitari ATEM Capital.

L’OMS: «3,3 milioni di casi in 7 giorni, la metà in Europa»

La scorsa settimana sono stati segnalati oltre 3,3 milioni di nuovi casi di Covid-19 a livello globale. La metà dei nuovi contagi è stata registrata in Europa, dove si è assistito a un aumento del 22% rispetto alla settimana precedente. Lo certifica l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel suo rapporto settimanale sulla pandemia, basato sui dati ricevuti dai Paesi membri. Stando al rapporto, i decessi sono aumentati del 46% in Europa rispetto alla settimana precedente. Dall’inizio della pandemia, segnala l’OMS, c’è stato un aumento della proporzione di casi confermati nei gruppi di popolazione più giovane e una diminuzione della proporzione di casi in persone di età pari o superiore a 65 anni. Mentre la maggior parte delle persone ammalate di Covid-19 guarisce dopo 2-6 settimane, sottolinea ancora il rapporto, c’è una documentazione crescente degli effetti a lungo termine, anche tra i gruppi più giovani e non vulnerabili.

Record Bulgaria, 4.041 casi e 63 morti nelle 24 ore

In Bulgaria continuano i record assoluti per contagi e decessi da coronavirus. Nelle ultime 24 ore nel Paese balcanico, che conta circa 7 milioni di abitanti, si sono registrati 4.041 contagi pari a circa il 40% degli 11.066 test diagnostici effettuati.

Il maggior numero delle persone contagiate si registra sempre nella capitale Sofia (circa due milioni di abitanti): 1612. Il totale dei contagi da inizio epidemia è ad oggi di 60.573.

Da ieri sono stati segnalati 63 decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 1.412. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico sanitario è salito a 2.542. Attualmente vi sono 37.581 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 2.922 pazienti, 210 dei quali in terapia intensiva.

Ieri il presidente Rumen Radev ha dichiarato che «se c’è qualcosa di più inquietante del virus stesso, è la dimostrata impotenza del governo a far fronte alla pandemia». Radev ha ricordato di aver ripetutamente invitato il governo a dimettersi perché «un governo il cui unico scopo è la propria sopravvivenza non può guidare il Paese attraverso una crisi così complessa: sanitaria, sociale, economica». Secondo il presidente, «è stato perso tempo prezioso per fare i preparativi necessari e ora c’è il panico».

Intanto da ieri le autorità greche hanno introdotto un cambiamento nel funzionamento del checkpoint di frontiera di Promahon al confine con la Bulgaria. Dalle 21:00 alle 5:00, i cittadini stranieri - a piedi, in auto e in autobus - non saranno ammessi in territorio greco attraverso il checkpoint.

All’ingresso in Grecia in questo intervallo di tempo saranno ammessi solo i cittadini greci. I camion che trasportano merci passeranno come prima senza modifiche. La restrizione sarà in vigore fino al 17 novembre 2020.

In Russia 19.768 nuovi casi e 389 morti, è record

Il numero di infezioni di coronavirus in Russia è aumentato di 19.768 casi nel corso dell’ultimo giorno, la cifra massima dall’inizio della pandemia. Il numero totale di casi è salito a 1.693.454, stando alla sede operativa per il controllo e il monitoraggio del virus.

I morti sono invece 389 rispetto ai 355 del giorno scorso, raggiungendo un altro record. Un totale di 29.217 persone sono morte in Russia a causa del coronavirus. Lo riporta la Tass.

Martedì 3 novembre

Cresce sempre più il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 47,3 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,2 milioni, mentre le persone guarite sono 31,4 milioni.

A Rio torna libero l’accesso alle spiagge

Il Comune di Rio de Janeiro ha annunciato oggi la ripresa piena delle attività sulle spiagge cittadine, escludendo una possibile seconda ondata di coronavirus, come in Europa. La ‘Città Meravigliosa’ è quindi entrata ufficialmente nell’ultima fase della flessibilità delle azioni consentite in spiaggia, che ora torna a poter essere occupata dai bagnanti, senza più vincoli di orario, purché siano rispettati il distanziamento sociale e l’uso della mascherina. Il sindaco, Marcelo Crivella, ha in particolare autorizzato la pratica degli sport sia in acqua che sulla sabbia durante tutta la giornata. Parallelamente, è stata consentita l’apertura di scuole comunali e lo svolgimento di manifestazioni sportive di strada, come maratone e gare ciclistiche. «Le possibilità di una seconda ondata nella città di Rio de Janeiro sono remote, nelle circostanze attuali. La pandemia è sotto controllo anche senza vaccino. Come abbiamo fatto? Sono sicuro che stiamo costruendo l’immunità di gregge», ha sostenuto Crivella, che sta tentando la rielezione alle municipali del 15 novembre, nei cui sondaggi al momento appare solo terzo.

In Svezia limiti al numero di persone nei bar e ristoranti

La Svezia ha imposto il limite di 8 persone per tavolo nei bar e nei ristoranti, a causa di un forte aumento delle infezioni da coronavirus. Lo riferisce la Bbc. «Abbiamo una situazione molto grave», ha avvertito il primo ministro Stefan Lofven, dicendo che il virus «sta andando nella direzione sbagliata». La Svezia, che finora ha adottato un approccio light alla gestione della pandemia, senza mai imporre un lockdown nazionale, registra un numero di vittime molto più alto rispetto agli altri paesi scandinavi. Il capo dell’agenzia svedese per la sanità pubblica, Johan Carlson, ha affermato di sperare che la cittadinanza possa collaborare per fermare la diffusione del virus, attenendosi alle raccomandazioni generali sulla limitazione dei contatti sociali, come hanno fatto durante la primavera e l’estate. Tuttavia, ha avvertito, «abbiamo un inverno lungo e duro davanti a noi». Dall’inizio della pandemia sono state infettate più di 134.000 persone. Il mese scorso, le autorità sanitarie hanno esortato gli svedesi con più di 70 anni e altri gruppi a rischio di evitare ogni contatto ravvicinato con persone con cui non vivevano

Europa oltre gli 11 milioni di casi

Secondo un conteggio dell’Afp basato su fonti ufficiali, i contagi in Europa hanno superato la soglia degli 11 milioni: sono state registrate almeno 11.008.465 infezioni e 284.148 decessi.

Quasi la metà di questi casi riguardano i Paesi più colpiti: Russia (1.673.686 casi), Francia (1.466.433 contagi), Spagna (1.240.697) e Regno Unito (1.053.864).

La Francia tornerà a trasferire i malati in Germania

La Francia sta «programmando per i prossimi giorni» evacuazioni di malati di Covid-19 dalla regione Hauts-de-France, nel nord (comprende Pas-de-Calais e Piccardia) in Germania oltre che verso altre regioni francesi: lo ha annunciato il presidente della Federazione ospedaliera di Francia, Frédéric Valletoux. Insieme al Rodano, la regione di Lione, l’Alta Francia è fra le zone più sotto pressione per la seconda ondata della pandemia. Durante la prima ondata, furono numerosi in Francia i trasferimenti di pazienti verso le regioni meno colpite, ma anche verso Svizzera, Germania e Lussemburgo, con treni attrezzati o aerei militari.

Brasile, prolungato il ricovero del ministro Salute

I medici dell’Ospedale delle forze armate di Brasilia hanno deciso di prolungare il ricovero del ministro della Salute, Eduardo Pazuello, sotto osservazione da venerdì scorso dopo essere risultato positivo al coronavirus.

Il ministro «è ancora a riposo, non presenta più un quadro di disidratazione, sta bene ma continuerà a essere monitorato dall’equipe medica», si legge in un comunicato diffuso dallo stesso ministero della Salute.

Il membro del governo di Jair Bolsonaro era stato ricoverato la settimana scorsa presso una clinica privata, la DF Star, per poi essere trasferito all’Ospedale delle forze armate.

Pazuello, che ha 57 anni ed è considerato un paziente «iperteso e sovrappeso», è risultato positivo al tampone per il Covid-19 lo scorso 21 ottobre ed è il dodicesimo ministro brasiliano ad aver contratto la malattia.

Nuova stretta in alcune regioni nel nord della Spagna

In Spagna la regione settentrionale di Castiglia e Leon ha ordinato la chiusura di bar e ristoranti e ha chiesto misure più severe al governo nazionale, per sconfiggere uno dei peggiori focolai di coronavirus in Europa.

Annunciando le restrizioni, che entreranno in vigore il 6 novembre, il leader regionale Alfonso Fernandez Manueco ha descritto la situazione di «rischio massimo», aggiungendo che la sua amministrazione è favorevole a misure più severe ma è stata ostacolata dall’attuale quadro giuridico spagnolo, secondo cui solo il governo centrale può autorizzare il confinamento a casa.

L’annuncio di Castiglia e Leon è arrivato il giorno dopo che la regione nord-occidentale delle Asturie ha chiuso i bar e ha richiesto l’autorizzazione per un confino familiare, respinta dal ministero della salute.

A differenza di Francia, Germania e Gran Bretagna, che hanno adottato lockdown a livello nazionale, la Spagna ha optato per una risposta regionale, che ha portato ad un mosaico di normative diverse. Con 1,2 milioni di casi, la Spagna ha il secondo maggior numero di casi in Europa occidentale dopo la Francia. Il bilancio delle vittime è di 36’257.

10% di morti in più in Gran Bretagna a fine ottobre

I dati statistici confermano gli effetti della seconda ondata di contagi da coronavirus nel Regno Unito: lo certifica l’Ons, omologo britannico dell’Istat italiano, registrando un nuovo scostamento del numero complessivo di morti nel Paese rispetto alle medie degli anni precedenti a partire dalla seconda metà di ottobre, con quasi un 10% di decessi in più (1100 su 12’292 totali) nella settimana chiusasi il 23 ottobre: pressoché interamente riconducibile alla pandemia. Il dato viene diffuso a due giorni dall’entrata in vigore del lockdown nazionale bis in Inghilterra, deciso dal governo di Boris Johnson come ultima risorsa.

In totale le morti in cui il coronavirus sia indicato almeno come concausa remota salgono così sull’isola a oltre 60’000, anche se il totale equiparabile a quello degli altri Paesi d’Europa e del mondo (indicato dal governo secondo il parametro internazionale dei decessi avvenuti entro 28 giorni da una diagnosi di Covid-19) si fermano a quasi 47’000: record europeo in cifra assoluta, ma inferiore a Spagna o Belgio in rapporto alla popolazione.

Intanto il Regno scommette sulla diffusione di massa di nuovi kit per il test rapido da coronavirus (in grado di dare una risposta positiva o negativa entro un’ora, senza passare dai laboratori) per rafforzare il tracciamento dell’infezione e cercare di evitare una proroga del lockdown che Johnson ha fissato al momento per un termine limitato a 4 settimane, fino al 2 dicembre. Strumenti il cui uso, accanto a quello dei tamponi più tradizionali, stanno dando risultati affidabili secondo le prime informazioni di un progetto pilota al via fra l’altro da questa settimana a tappeto a Liverpool: città fra le più colpite dalla seconda ondata e sottoposta a severe restrizioni locali ad hoc già da diverse settimane.

Smentito il coprifuoco parigino: «La decisione non è ancora confermata»

Fonti governative smentiscono quanto dichiarato poco fa dal portavoce del governo, Gabriel Attal, che ha evocato l’introduzione di un coprifuoco a Parigi e probabilmente nella regione dell’Ile-de-France, a partire dalle ore 21.

«Questa decisione non è stata assolutamente confermata a questo punto», indicano fonti governative citate da BFM-TV.

A Parigi torna il coprifuoco oltre al lockdown

Il portavoce del governo francese, Gabriel Attal, annuncia l’instaurazione di un nuovo coprifuoco a Parigi che si aggiungerà all’attuale lockdown. «Ripristineremo un coprifuoco a Parigi e forse nell’Ile-de-France», la regione della capitale, probabilmente a partire dalle ore 21.00, ha detto Attal a BFM-TV. Il portavoce ha precisato che «un decreto in questo senso uscirà in giornata» e anche i prefetti di «altri territori» potranno applicare questa misura.

Il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo ha superato quota 46 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 46,7 milioni. I morti causati dal virus nel mondo sono 1,2 milioni, mentre le persone guarite sono 31,1 milioni. Quasi un decesso su cinque si è verificato negli Stati Uniti, che con 231.125 morti è il paese con maggior numero di vittime (con 9.240.261 di contagi). Seguono il Brasile con 160.074 morti e 5.545.705 casi, l’India (122.607 decessi, 8.229.313 casi), il Messico (91.895, 929.392) e il Regno Unito (46.943, 1.057.014).

Germania, pioggia di ricorsi contro il lockdown light

Il primo giorno di lockdown light in Germania si apre con una pioggia di ricorsi da parte dei titolari delle attività più colpite dalle misure di contenimento contro il coronavirus.

Queste ultime prevedono 4 settimane di chiusura per ristoranti, bar, palestre, piscine, saloni di bellezza, eventi, mostre, concerti, parchi di divertimento.

A Berlino sono già arrivate 39 richieste di ricorso amministrativo d’urgenza soprattutto da parte di ristoratori e titolari di palestre, mentre a Monaco sono 15, anche da parte di albergatori.

Nelle settimane scorse un’ondata di decisioni dei tribunali amministrativi dei diversi Land avevano di fatto sospeso l’applicazione delle decisioni politiche (soprattutto nel caso del divieto di pernottamento negli alberghi).

Oggi, nel rispondere ad una domanda su questo tema in conferenza stampa, la cancelliera Angela Merkel ha sostenuto che stavolta le condizioni sono cambiate: le misure sono valide per tutto il territorio tedesco, l’incidenza del virus è più diffusa che in passato ed è diffusa in modo tale da non giustificare decisioni ad hoc e la maggiore incidenza rispetto al passato rende necessarie misure che favoriscano la riduzione dei contatti.

Francia, i nuovi casi tornano sopra quota 50.000

Tornano sopra quota 50.000 i nuovi contagi da COVID-19 in Francia, che si attestano oggi a 52.518 secondo il sito del governo. Alto anche il numero dei decessi, 416 nelle ultime 24 ore, per un totale di 37.435. Crescono di 152 i letti occupati nei reparti di rianimazione, che sono ora occupati da 3.730 pazienti COVID.

OMS: «I casi in Europa e USA salgono, ma non è troppo tardi»

«Durante il fine settimana abbiamo visto che mentre molti Paesi hanno tenuto sotto controllo la COVID-19, i casi in alcuni Stati dell’Europa e del Nord America continuano a salire».

Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing sul coronavirus, sottolineando che «questo è un momento critico per agire» e che «non è troppo tardi».

Tedros ha condotto il briefing dal suo auto-isolamento dopo essere entrato in contatto con una persona risultata positiva e ha ribadito di «non avere sintomi».

Portogallo verso lo stato d’emergenza

Il governo portoghese dichiarerà uno stato di emergenza sanitaria per consentirà strette più severe contro il coronavirus: lo ha annunciato il primo ministro Antonio Costa, mentre tra due giorni la maggior parte del paese entrerà in un secondo lockdown parziale. Con lo stato di emergenza, il governo vuole essere in grado di frenare legalmente i viaggi, controllare la temperatura delle persone e cooptare personale del settore pubblico e privato per combattere la pandemia, ha spiegato Costa in conferenza stampa «Proponiamo che venga dichiarata un’emergenza a scopo preventivo, per evitare incertezze legali», ha sottolineato. Intanto, come annunciato sabato scorso, le misure già in atto in alcune parti del nord del Paese saranno estese da mercoledì e per almeno due settimane a circa il 70% della popolazione. Come in altri paesi europei, le restrizioni saranno meno severe di quelle imposte in primavera. Le persone potranno spostarsi per andare al lavoro se non possono lavorare da casa e potranno accompagnare i bambini a scuola. I negozi dovranno chiudere entro le 22 e le aziende dovranno adottare orari di lavoro scaglionati. Il Portogallo la scorsa settimana per la prima volta ha superato 4.000 nuovi contagi in un giorno.

Lockdown di due settimane a Salonicco

La Grecia ha annunciato un lockdown di due settimane nella seconda città del Paese, Salonicco, per cercare di contenere un picco di casi di coronavirus. Anche i voli da e per l’aeroporto di Salonicco saranno sospesi. Tutto rimarrà chiuso, tranne le scuole, e chi vorrà lasciare le proprie case dovrà chiedere un permesso tramite SMS. Le ultime restrizioni fanno seguito a dei lockdown localizzati nelle regioni di Kozani e Kastoria, nel nord della Grecia. Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis sabato ha annunciato nuove strette ad Atene e in altre grandi città: chiuderanno ristoranti, caffè, club, cinema, musei e palestre nelle aree più colpite, ma non le attività commerciali, tra cui hotel e parrucchieri, e le scuole. Il resto del paese dovrà rispettare un coprifuoco notturno mentre l’uso delle mascherine è obbligatorio negli spazi pubblici al chiuso. A differenza del lockdown nazionale imposto a marzo, il movimento tra le regioni non è limitato per ora.

Merkel: «È una catastrofe naturale»

«Dobbiamo essere coscienti del fatto che ci troviamo in una pandemia, e che si tratta di un evento particolare. Si può probabilmente dire che si tratta di un evento che avviene una volta ogni secolo». Lo ha detto davanti alla stampa la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino, rispondendo alle domande nel giorno in cui in Germania è scattato il semi-lockdown. «Abbiamo quattro mesi invernali lunghi davanti a noi» e «la luce alla fine del tunnel è abbastanza lontana. Questa è come una catastrofe naturale», ha aggiunto, spiegando che la situazione non dipende dalla politica.

In Brasile superati i 160 mila morti

Il Brasile ha superato i 160 mila decessi per il coronavirus, con una media giornaliera per la prima volta in calo nell’ultima settimana. Tra sabato e ieri, sono stati segnalati altri 202 morti, portando il totale delle vittime dall’inizio della pandemia a 160.104, secondo i dati delle segreterie sanitarie dei governi statali. La media degli ultimi sette giorni è stata di 420 decessi, una cifra inferiore del 16% rispetto alla settimana precedente. È la prima volta che la media ha indicato un calo dopo sei giorni consecutivi di stabilità, ha riferito il portale di notizie Uol. Il gigante sudamericano è il secondo Paese al mondo per morti e il terzo per contagiati: il totale fin qui accumulato è di 5.544.815, compresi i 10.084 delle ultime 24 ore.

Boris Johnson: «Lockdown o rischiamo il doppio dei morti»

Boris Johnson difende di fronte al Parlamento la decisione d’imporre da giovedì un lockdown nazionale bis in Inghilterra, indicandola come una scelta «senza alternative» di fronte ai dati attuali e alle proiezioni sulla diffusione post-estiva del coronavirus: pena - avverte - il rischio di andare incontro durante l’inverno a un raddoppio del numero potenziale di morti rispetto al bilancio già pesantissimo della primavera. Lo riferisce la Bbc, anticipando stralci dello statement atteso dal primo ministro conservatore britannico alla Camera dei Comuni, che stavolta sarà chiamata a votare entro mercoledì sulle restrizioni: fissate al momento per un mese, fino al 2 dicembre, ma senza escludere la necessità di ipotetiche proroghe. Johnson nello stesso tempo difende come una strategia «giusta» quella di aver tentato finora di affrontare la seconda ondata solo con restrizioni locali, graduate territorio per territorio, e di aver sperimentato «ogni altra opzione» prima di rassegnarsi al confinamento nazionale. Un obiettivo che fino a una settimana fa egli insisteva di voler cercare di scongiurare in ogni modo. L’opposizione laburista di Keir Starmer ha già fatto sapere che voterà sì al lockdown, pur criticando il primo ministro per non avervi fatto ricorso un paio di settimane fa, magari per un periodo più breve. Mentre una parte di deputati della maggioranza Tory contesta la svolta di BoJo per ragioni esattamente opposte, accusandolo di essersi fatto condizionare troppo dalle cautele dei consulenti medico-scientifici a costo di penalizzare l’economia e le libertà individuali del Regno.

In Libano imposto il coprifuoco notturno in tutto il Paese

Il Libano introduce un coprifuoco nazionale e la chiusura totale per una settimana di tutte le attività in più di 100 località del paese. È la risposta del governo alla crescita di casi positivi al coronavirus registrata negli ultimi giorni. Come riportano i media di Beirut, nel fine settimana si sono registrati più di tremila contagi e 18 decessi accertati per coronavirus. Dal febbraio scorso a oggi in Libano si contano ufficialmente più di 80 mila casi positivi e 643 decessi. I media locali riportano le dichiarazioni allarmate degli esponenti istituzionali e dei vertici delle strutture ospedaliere preoccupate per la tenuta del sistema sanitario nazionale. In questo quadro, il governo ha annunciato nelle ultime ore un coprifuoco su tutto il territorio del paese dalle 21 di sera alle 5 del mattino fino a data da destinarsi. E la chiusura di tutte le attività non essenziali, comprese le scuole di ogni ordine e grado, in 115 località del paese. La capitale Beirut è per ora esclusa da questo tipo di misure.

In Russia oltre 18 mila casi e 238 morti in 24 ore

In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 18.257 nuovi casi di Covid-19 e 238 persone sono decedute a causa del virus: lo dice il centro operativo nazionale anti-coronavirus. Stando ai dati ufficiali, in Russia in totale sono stati accertati 1.655.038 contagi e 28.473 decessi provocati dal Covid-19. Ieri i nuovi contagi annunciati erano 18.665, il numero più alto in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia.

Dopo 8 mesi di stop riapre il Machu Picchu

Dopo 8 mesi di chiusura forzata a causa della pandemia, riapre le sue porte la fortezza inca di Machu Picchu, il gioiello più prezioso dei siti turistici peruviani. Potranno accedere al sito solo 675 persone al giorno, il 30% dei visitatori del pre-pandemia. «Aprire Machu Picchu al mondo mostra che «noi peruviani siamo resilienti», ha dichiarato il ministro del commercio estero e del turismo Rocio Barrios. La chiusura del sito turistico, entrata in vigore lo scorso 16 marzo, è stato un duro colpo per le decine di migliaia di persone che si guadagnano da vivere con l’industria del turismo locale.

Direttore generale dell’OMS in quarantena

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato di essersi messo in quarantena dopo essere entrato in contatto con una persona risultata positiva al Covid-19. Ghebreyesus ha specificato di non avere sintomi della malattia. «Sono entrato in contatto con una persona risultata positiva al Covid-19 - ha twittato -. Sto bene e non ho sintomi, ma nei prossimi giorni sarò in quarantena, in linea con i protocolli dell’OMS, e lavorerò da casa».

Il principle William positivo ad aprile, ma lo tenne nascosto

Il principe William fu contagiato in aprile dal coronavirus, ma la cosa venne tenuta segreta. Lo rivela una fonte di Kensington Palace citata sia dalla Bbc sia dal Sun, mentre il palazzo si rifiuta al momento di commentare. Il contagio avvenne più o meno nella stessa epoca di quello di suo padre Carlo, che invece lo rese noto pubblicamente. A decidere per la riservatezza nel caso di William - afferma la fonte - fu lo stesso duca di Cambridge, 38 anni, sostenendo di non voler «allarmare la nazione» ulteriormente. Il primogenito di Carlo e Diana non avrebbe peraltro manifestato sintomi significativi, limitandosi a restare isolato in quei giorni nella residenza di Anmer Hall, nel Norfolk, secondo le linee guida standard previste dal governo e sotto il controllo dei medici di corte.

Il silenzio ufficiale del palazzo reale riflette un certo imbarazzo per la rivelazione a scoppio ritardato: un fatto in grado di sollevare interrogativi sulla trasparenza di casa Windsor e in particolare proprio del principe William, il quale finora ha goduto di buona stampa in genere sui media del Regno Unito e ha sempre cercato - con la moglie Kate e i tre figli George, Charlotte e Louis - di far circolare un’immagine di affidabilità, di equilibrio da futuro re e di relativa apertura e modernità. Anche rispetto al fratello minore ‘ribelle’ Harry e alla di lui consorte Meghan Markle.

«Non c’erano sintomi importanti e per questo non ho voluto preoccupare nessuno», si è giustificato il duca 38 enne stando alla gola profonda sentita dal Sun. Nei giorni dell’asserito contagio da coronavirus, l’ufficio stampa dei Cambridge fece trapelare del resto segnali di normalità da Anmer Hall, riferendo di 14 telefonate e video collegamenti fatti da William e Kate nella loro agenda di impegni pubblici e di rappresentanza a distanza. A inizio aprile la coppia - per incoraggiare i sudditi di fronte all’esplodere della pandemia e offrire un’istantanea da ‘business as usual’ - si collegarono fra l’altro in video, sotto l’occhio mediatico, con gli insegnanti e i bambini di una scuola elementare di Burnley, in Inghilterra, rimasta parzialmente aperta anche in quelle settimane per i figli di medici, infermieri e lavoratori dei servizi essenziali del Regno.

Domenica 1 novembre

Il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo ha superato oggi quota 46 milioni, con un incremento di un milione di contagi in soli due giorni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 46.071.886. I morti causati dal virus nel mondo sono 1.195.418, mentre le persone guarite sono 30.823.597.

In Spagna pompe funebri in sciopero, poco personale

Sciopero del personale delle pompe funebri in Spagna: siamo pochi - è la rivendicazione - non ce la facciamo a gestire il flusso in aumento delle morti per Coronavirus. Lo riporta la Bbc.

I sindacati di categoria sostengono la necessità di aumentare il personale per prevenire il ritardo nelle sepolture già vissuto nella prima ondata della pandemia a marzo. Nella primavera scorsa le sepolture hanno subito ritardi anche di una settimana e le cremazioni sono avvenute a centinaia di chilometri di distanza dal luogo dei decessi.

Dall’inizio della pandemia, in base ai dati della Johns Hpkindìs University, la Spagna ha registrato oltre 1,1 milioni di contagi e 35.000 vittime.

Disordini in Francia, da Strasburgo a Bordeaux

Autobus incendiati, tiri di proiettili e mortai incendiari contro la polizia nella notte di Halloween, in pieno confinamento indetto nei giorni scorsi per contrastare la diffusione del Covid-19: è accaduto in diverse città della Francia, nel dipartimento di Yvelines, oltre che a Bordeaux e Strasburgo.

A Sartrouville i vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 23 per l’incendio di un bus: non vi erano passeggeri a bordo e il conducente è riuscito ad abbandonare il veicolo e sfuggire alle fiamme.

Ai Mureaux, verso le 22, una quindicina di persone hanno lanciato «proiettili» verso agenti di polizia senza però colpirli, stando a una fonte di polizia secondo cui le forze dell’ordine hanno risposto con il lancio di lacrimogeni.

Disordini anche a Poissy, dove verso le 23 la polizia ha risposto al lancio di fuochi mortai incendiari, nessun ferito. Ancora, a Bordeaux un furgone delle forze dell’ordine è stato raggiunto da un oggetto metallico, in un’altra zona un autobus è stato bersagliato dal lancio di pietre. A Strasburgo cinque persone sono state fermate per violenze urbane.

Pellegrini stranieri riammessi a La Mecca dopo 7 mesi

Pellegrini stranieri sono stati riammessi nella Grande Moschea de La Mecca per la prima volta dall’inizio delle restrizioni per la pandemia da coronavirus sette mesi fa.

Lo riporta la Bbc online. Circa 10 mila fedeli provenienti da vari Paesi hanno potuto effettuare il pellegrinaggio dell’Umrah dopo un auto isolamento di tre giorni all’arrivo in Arabia Saudita. Nel Paese ci sono stati finora 347.282 casi di Covid e 5.402 morti

Fauci: «Gli Stati Uniti non potrebbero essere in una situazione peggiore»
Gli Stati Uniti «non sono in una buona posizione. Tutte le stelle sono allineate nel posto sbagliato mentre ci avviciniamo all’autunno e all’inverno, con un numero maggiore di persone che si riunirà in casa. Non potremmo essere posizionati in modo peggiore». Lo afferma Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive, in un’intervista al Washington Post, nella quale spiega come a suo avviso Joe Biden sta prendendo la pandemia «seriamente dalla prospettiva sanitaria». Donald Trump, invece, la guarda «da una prospettiva diversa, quella dell’economia e della riapertura».

Australia, nessun contagio nelle ultime 24 ore

Nessun caso di contagio da coronavirus in Australia. Lo ha annunciato il ministro della Salute del Paese, Greg Hunt, spiegando che il dato è stato rilevato dal National Incident Center. Il Paese aveva raggiunto il traguardo dei zero contagi per l’ultima volta quasi cinque mesi fa, il 9 giugno, prima che la seconda ondata dell’epidemia nello stato di Victoria costringesse a rigorose restrizioni e al coprifuoco notturno i cinque milioni di residenti di Melbourne. «Grazie a tutti i nostri straordinari operatori sanitari e di salute pubblica e soprattutto al popolo australiano», ha twittato Hunt.

Sabato 31 ottobre

Il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo ha superato oggi quota 45,5 milioni, con un incremento di un milione di contagi in soli due giorni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 45.597.366. I morti causati dal virus nel mondo sono 1.188.962, mentre le persone guarite sono 29.690.285.

Austria, ristoranti e hotel chiusi

L’Austria torna in regime di semi-lockdown per contenere la pandemia: il governo ha deciso, tra l’altro, la chiusura di ristoranti e hotel fino al 30 novembre. Lo ha annunciato il cancelliere Kurz.

Il governo austriaco ha comunicato una nuova stretta, con l’istituzione del coprifuoco e la chiusura di ristoranti, alberghi, istituzioni culturali e sportive, nel tentativo di arginare la seconda ondata della pandemia.

«Un secondo blocco è in vigore da martedì fino alla fine di novembre», ha annunciato il cancelliere Sebastian Kurz in conferenza stampa.

La Grecia annuncia un parziale lockdown

Il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, ha annunciato un parziale lockdown nel Paese per combattere la seconda ondata di Covid-19. Da martedì bar, ristoranti e altre attività ricreative resteranno chiusi ad Atene e in altre grandi città e sarà applicato il coprifuoco notturno: dalla mezzanotte alle 5 del mattino.

«Dobbiamo agire adesso prima che le unità di terapia intensiva vengano sopraffatte», ha detto Mitsotakis in un discorso alla nazione. «Non è un blocco totale come la primavera scorsa», ha precisato.

Al via in Slovacchia i test di massa

Al via da oggi in Slovacchia il controverso test di massa per il Covid-19 al quale saranno sottoposte tutte le persone al di sopra dei 10 anni. Una misura che il presidente stesso definisce «irrealizabile» mentre il premier Igor Matovic sostiene che è l’unica alternativa al lockdown. Nell’operazione, che sarà realizzata in due weekend, saranno testate 4 milioni di persone, scrive la Bbc online.

I contagi nel Paese sono aumentati vertiginosamente nelle ultime settimane (ad oggi si contano 55.091 positivi con 212 morti), numeri nettamente inferiori rispetto ad altri Paesi europei, ma le autorità sostengono che se non si interviene adesso, si rischia un sovraccarico negli ospedali a novembre.

Tuttavia, la presidente Zuzana Caputova ha chiesto di posticipare lo screening dopo che i capi delle forze armate hanno affermato che non ci sono sufficienti operatori sanitari addestrati per farlo. Finora, secondo il ministro della Difesa, è stato reclutato solo il 70% dei 20.000 dipendenti necessari per somministrare i test.

I test dell’antigene per il Covid danno risultati rapidi, a volte in pochi minuti, ma non sono considerati affidabili come i test molecolari (Pcr) in cui i tamponi nasali devono essere inviati a un laboratorio per l’analisi. La partecipazione al test non è obbligatoria, ma la persona che non dispone di un certificato negativo rischia di essere multata pesantemente se fermata dalla polizia. Chiunque risulti positivo deve mettersi in isolamento per 10 giorni.

«Questa sarà la nostra strada verso la libertà», sostiene il premier Matovic, suggerendo che le restrizioni legate alla pandemia potrebbero essere allentate dopo il completamento dei test o rafforzate se il programma non è interamente implementato.

Scontri a Firenze

Incidenti ieri sera nel centro storico di Firenze - con lancio di bombe carta, fumogeni, atti vandalici e ripetute cariche della polizia - per una manifestazione non autorizzata contro gli ultimi provvedimenti anti covid del Governo. Sarebbero state fermate una ventina di persone e alcuni agenti avrebbero riportato ferite.

I manifestanti, di diversa estrazione, si sono riuniti con un tam tam sui social e, dopo che i negozi del centro, soprattutto quelli del lusso, avevano chiuso in anticipo e blindato le vetrine per timore di saccheggi come quelli avvenuti in altre città, in circa duecento si sono radunati per entrare in piazza della Signoria, ma sono stati fermati dal cordone della polizia.

Scontri a Barcellona contro le misure anti-COVID, saccheggiati diversi negozi

Scontri ieri sera in centro a Barcellona tra manifestanti e agenti di polizia. In centinaia sono scesi in piazza per protestare contro le nuove misure anti-covid che prevedono il coprifuoco e il divieto di lasciare la città durante il weekend di festa.

Secondo un portavoce delle forze dell’ordine, i Mossos d’Esquadra, oltre 700 persone erano in strada per la manifestazione. Cinquanta di loro hanno poi «cominciato a lanciare oggetti pericolosi» contro gli agenti, che hanno poi cercato di dividerli.

Si sono registrati anche alcuni saccheggi nei negozi, così come danneggiamenti alle auto delle forze dell’ordine. Cinquanta agenti sono rimasti feriti e 12 persone sono state invece arrestate, come ha confermato la polizia su Twitter.

Gran Bretagna verso un nuovo lockdown

Anche la Gran Bretagna è pronta ormai a tornare a una qualche forma lockdown nazionale per provare a frenare la seconda ondata di coronavirus. Lo anticipano oggi giornali come il Times e il Guardian, riferendo che il premier Tory, Boris Johnson, dopo aver resistito nei giorni scorsi al suggerimento d’imporre un confinamento generalizzato di due settimane, si prepara ad annunciarne ora la settimana entrante uno forse anche più lungo nell’intera Inghilterra, la nazione di gran lunga più popolosa del Regno Unito.

Nuovo record di contagi negli USA: oltre 94.000 in 24 ore

Record di nuovi casi di Covid-19 negli Stati Uniti: nella giornata di venerdì ci sono stati oltre 94.000 nuovi contagi, secondo i dati della Johns Hopkins University. Secondo altre rilevazioni i nuovi casi sono oltre 97.000.

America Latina, superati i 400 mila morti

In America Latina e Caraibi, la zona del mondo più colpita dal Coronavirus, si sono sorpassati i 400 mila morti a causa del Covid, secondo un bilancio dell’Afp. La regione latino-americana e caraibica conta 400.524 decessi: il Brasile è in testa con 159.477 vittime da inizio pandemia.

Venerdì 30 ottobre

Il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo ha superato quota 45 milioni, con un incremento di un milione di contagi in soli due giorni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui le infezioni a livello globale sono oggi 45.028.250 rispetto ai 44.059.551 di martedì. I morti causati dal virus nel mondo sono 1.181.075, mentre le persone guarite sono sfiorano i 30 milioni.

Lockdown «severo» in Belgio

Il premier belga Alexander De Croo ha annunciato nuove misure più severe per cercare di contenere il dilagare dei contagi da coronavirus. «Sono misure pesanti - ha detto - sono le misure dell’ultima possibilità». Tutti i negozi non essenziali saranno chiusi per un mese e mezzo. Lo stesso accadrà con le professioni da contatto come parrucchieri ed estetisti. Le nuove misure decise dal comitato di concertazione del Paese, entrerà in vigore il 2 novembre. Le scuole resteranno chiuse fino al 15 novembre. Il telelavoro sarà obbligatorio.

In Spagna chiuse quasi 10 mila classi

Dall’inizio dell’anno scolastico ad oggi in Spagna sono quasi 10 mila le classi che sono state chiuse a causa del coronavirus, mentre il provvedimento è scattato per 159 istituti. In particolare, stando ai dati delle organizzazioni di categoria citati dalla Efe, le classi chiuse sono ad oggi 9.750 e si contano anche 1.578 docenti contagiati dalla ripresa delle lezioni. Sui 159 istituti interessati dalla misura, così come sono 2.574 le classi che sono state riattivate.

Nonostante il lockdown, Parigi non si svuota

Per i nostalgici delle città deserte, quelli che durante il lockdown di marzo e aprile fotografavano gli scorci spettrali di piazze e strade senza abitanti, questa seconda edizione della chiusura generale della Francia è una grossa delusione. Se il traffico delle auto è sensibilmente diminuito, le vie di Parigi sono tutt’altro che vuote. E non ci sono ancora gli studenti, che torneranno da lunedì nelle scuole elementari, medie e licei. Alle tante deroghe, si aggiungono poi i ‘furbetti’ che in questo nuovo inizio stanno provando ad aggirare le regole per non chiudere. ‘A emporter’, la versione francese del take-away, il cibo da asporto, è oggi - primo giorno di lockdown light che durerà almeno fino al primo dicembre - il passepartout per non restare a casa. Il cartello lo espongono gran parte dei bar, caffè e bistrot. Che stamattina, inaspettatamente, non sono stati ritrovati con le saracinesche abbassate dai loro affezionati clienti. Una chiacchiera tira l’altra e mentre «le patron» ti spiega che si tratta di un «tentativo che stiamo facendo», di un «modo per rimanere in piedi», arriva qualche caffè al banco e qualcuno si siede clandestinamente ai tavolini. Verso mezzogiorno, in pieno Marais, la maggior parte dei bar prepara panini e distribuisce bibite, mentre poliziotti e agenti della municipale si concentrano, in gran numero, a bloccare e controllare auto, furgoncini e motorini. La ribellione che ha fatto più clamore è stata quella dei librai. I quali non soltanto si sentono ingiustamente colpiti per aver sanificato le piccole librerie indipendenti ed essersi dichiarati disposti a centellinare l’ingresso dei clienti, ma si sono visti aperti i reparti cultura della grande distribuzione, tipo FNAC. I quali sono oggetto di «deroga» in quanto commercianti in telefoni cellulari, computer e materiale scolastico. Dopo l’ondata di proteste dei librai per la «concorrenza sleale» (la FNAC ha un vastissimo reparto libri) i grandi distributori sono stati costretti ad annunciare la chiusura dei loro reparti cultura. Il traffico auto, sensibilmente diminuito in giornata, ha raggiunto un picco - comunque molto inferiore a quello della vigilia del lockdown di marzo - nelle ore che hanno preceduto la mezzanotte: 700 km di code erano segnalate attorno alle 21 a Parigi ieri sera, in entrambi i sensi di marcia. Se chi non ha figli a scuola e può lavorare a distanza ha deciso di partire per la casa di campagna, altrettanti erano quelli che rientravano nella capitale per la fine delle 2 settimane di vacanze scolastiche di Ognissanti. Il premier Jean Castex ha annunciato ieri «tolleranza» per questi viaggi di andata-ritorno fino a domenica sera, quando tutti saranno rientrati o definitivamente migrati in campagna. Da lunedì, nessuno dovrebbe più poter viaggiare da regione a regione all’interno della Francia, salvo autocertificazione di «motivi familiari imperativi». «Il lockdown ha più deroghe perché da marzo abbiamo imparato a convivere con il virus, abbiamo le mascherine e siamo abituati a tenerci a distanza», hanno ripetuto ieri Castex, il ministro della Salute Olivier Véran e gli altri membri del governo spiegando ai francesi le norme del Lockdown 2. Resta da vedere se - con questa versione light - si potrà raggiungere l’obiettivo fissato dal presidente Emmanuel Macron per tornare liberi a Natale: scendere sotto i 5.000 contagi al giorno dagli attuali 40-45.000 in media.

In Valle d’Aosta scatta il coprifuoco

La Valle d’Aosta - la regione più «contagiata» di Italia in base ai principali parametri (decessi, ricoveri, terapie intensive, contagiati) - ha disposto il coprifuoco per contenere la diffusione del virus. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Erik Lavevaz, in conferenza stampa. Il divieto di circolare sarà in vigore dalle 21 alle 5 in tutta la regione.

Un nuovo caso locale nella Cina continentale

Una nuova infezione da Covid-19 trasmessa a livello locale è stata segnalata ieri in Cina continentale, dove sono stati registrati altri 24 casi confermati provenienti dall’estero e 53 nuovi asintomatici, di cui 39 «importati» da altri Paesi. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese. Altri 6 casi sospetti di Covid-19 sono stati segnalati ieri in Cina continentale, dove non sono stati registrati altri decessi correlati al nuovo coronavirus. La nuova infezione da Covid-19 trasmessa a livello locale è stata segnalata nella provincia orientale dello Shandong mentre i nuovi casi sospetti sono stati riportati a Shanghai. Tra i nuovi casi importati dall’estero invece, 13 sono stati segnalati a Shanghai, 4 in Fujian, 2 ciascuno a Tianjin, in Guangdong e in Sichuan e 1 in Yunnan. Altri 24 pazienti positivi sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi dopo essersi ripresi.

Salgono i contagi in Pakistan

Nelle ultime 24 ore iI Pakistan ha registrato 20 morti e 1078 casi di coronavirus, il numero più alto negli ultimi tre mesi. Lo ha dichiarato il ministero della Salute del Paese che ha così superato la soglia dei 1000 contagi giornalieri dal 30 luglio, quando ne contò1.114. Secondo i dati ufficiali, ora il Pakistan ha al suo attivo un totale di 332.186 casi di coronavirus e 6.795 morti. Nelle ultime 24 ore, 889 pazienti sono guariti dal coronavirus, portando il numero totale di persone guarite nel Paese a 313.527 (94,4%). Il numero di pazienti in condizioni critiche è 632, otto in più rispetto alle 24 ore precedenti.

Il 70% dei francesi approva il nuovo lockdown

La maggioranza dei francesi, il 70%, approva il nuovo lockdown decretato dal presidente Emmanuel Macron per bloccare la seconda ondata del coronavirus: è quanto emerge da uno studio realizzato dall’istituto Odoxa-Dentsu consulting per Le Figaro e France Info. Oltre metà di essi, il 51%, afferma inoltre di essere stato convinto dall’intervento pronunciato mercoledì sera dal presidente, 9 punti in più rispetto all’annuncio del coprifuoco, due settimane fa, ma 14 punti in meno rispetto all’introduzione del primo lockdown - in Francia si usa piuttosto il termine di ‘confinement’, confinamento - nel marzo scorso.

Oltre 18 mila casi in Germania

Il Robert Koch Institut ha registrato per la prima volta oltre 18 mila contagi da Covid-19 in Germania in 24 ore con un balzo di 2.000 casi in più rispetto al giorno precedente. Il dato è di 18.681. Ieri le nuove infezioni erano 16.774. Proprio di fronte all’aumento esponenziale della diffusione del virus, Angela Merkel e i ministri presidenti dei Laender hanno annunciato un semi-lockdown da lunedì 2 novembre. Registrate anche 77 nuove vittime, che portano il numero complessivo dall’inizio della pandemia a 10.349. I dati non sono però paragonabili a quelli della primavera perché attualmente si testa molto di più.

Superati negli Stati Uniti i 91 mila casi in 24 ore

Sono oltre 91 mila i nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti per le ultime 24 ore. Si tratta di una cifra record, la più alta da quando è iniziata la pandemia.

Giovedì 29 ottobre

Il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo ha superato quota 44 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui dall’inizio della pandemia i contagi hanno toccato quota 44.684.011. I morti a causa del virus a livello globale sono ad oggi 1.176.726, mentre le persone guarite sono 30.125.419. Gli Stati Uniti hanno superato i nove milioni di casi di coronavirus, a 282 giorni dal primo contagio registrato nel Paese. Solo nell’ultima settimana sono stati oltre mezzo milione i nuovi casi.

La Liguria vieta gli spostamenti superflui

Vietate le passeggiate «senza giustificato motivo» in tutta la Liguria per tre sere a partire da domani dalle 21.00 alle 06.00. Il provvedimento è valido fino alle 06.00 del 2 novembre. Lo prevede la nuova ordinanza anti-Covid firmata dal presidente della Regione Liguria Giovanni che estende le limitazioni in vigore a Genova a tutta la Regione durante il weekend di Ognissanti e la serata di Halloween. «È previsto il divieto di circolazione in Liguria per tre serate in tutto il territorio della Regione. Non si potrà sostare in strada dopo le 21.00 o ‘ciondolare’ in giro per le città».

Oltre 3 mila casi in Svezia

Le autorità sanitarie svedesi raccomandano ormai agli abitanti di Stoccolma e a quelli delle regioni nel sud del paese di limitare i contatti ed evitare i luoghi chiusi nel giorno in cui è stato registrato il record di 3’254 nuovi casi di Covid-19. Si tratta del secondo record quotidiano consecutivo per la Svezia, che ha 10,3 milioni di abitanti e ha avuto un totale di 121’167 contagi e 5’934 morti. Secondo l’epidemiologo Anders Tegnell, la diffusione del virus in primavera era «probabilmente da 10 a 15 volte più importante» rispetto ad oggi, ma con i test molto meno diffusi. Però «nel corso delle ultime due o tre settimane, la propagazione è volata» dopo la pausa estiva.

In Europa 10 milioni casi, uno e mezzo in una settimana

L’Europa ha registrato la più alta incidenza settimanale di casi di Covid-19 dall’inizio della pandemia, con oltre 1,5 milioni di casi segnalati negli ultimi 7 giorni. Il numero totale di casi confermati è passato da 7 a 9 milioni in soli 14 giorni e, oggi, l’Europa ha superato il traguardo dei 10 milioni di casi. Lo ha reso noto il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa Hans Kluge nel corso di una riunione con i ministri della salute dell’Unione europea, secondo quanto riporta un comunicato. «A rischio di sembrare allarmista, devo esprimere la nostra vera preoccupazione», ha detto Kluge. Nella maggior parte dei paesi europei «si osserva un’incidenza molto elevata di oltre 200 casi ogni 100’000 abitanti nell’arco di 14 giorni. I ricoveri sono saliti a livelli mai visti dalla primavera (oltre 10 ogni 100’000 abitanti in un terzo dei paesi). E anche la mortalità ha subito un forte aumento (+32% in tutta la regione la scorsa settimana)».

Se l’Europa è tornata «epicentro della pandemia di Covid-19, la domanda chiave che molti paesi si pongono è se attuare o no il lockdown. Sappiamo che questi blocchi, nell’entità vista all’inizio di quest’anno, taglieranno la trasmissione del virus e daranno respiro al sistema sanitario. Ma sappiamo anche che il lockdown totale stimolerà il bisogno si assistenza sanitaria per problemi di salute mentale, un aumento della violenza domestica, e che diminuiranno le cure per le malattie croniche, con conseguenti morti premature». L’impatto indiretto associato alle difficoltà finanziarie si tradurrebbe in un ulteriore aggravio economico. Ecco perché l’invito del direttore dell’Oms Europa è quello di considerare i lockdown nazionali un’opzione di ultima istanza, che aggira «la possibilità ancora esistente di coinvolgere tutti in misure di base ed efficaci» contro il virus. Inoltre «i lockdown non significano necessariamente ciò che intendevamo a marzo o aprile», insiste l’esperto.

La Spagna approva altri 6 mesi d’emergenza

Il Parlamento spagnolo ha approvato una proroga per altri sei mesi dello stato di emergenza legato alla pandemia di coronavirus. Domenica il governo di sinistra del primo ministro Pedro Sanchez aveva dichiarato uno stato di emergenza iniziale di 15 giorni. L’estensione approvata dal Parlamento si spinge invece fino al 9 maggio 2021. La misura consente ai governi regionali, ai quali è affidata la salvaguardia della salute, di limitare i movimenti delle persone, anche, se necessario, imponendo il coprifuoco notturno e chiudendo i confini.

Negli USA oltre 81 mila casi in 24 ore

Gli Stati Uniti sempre più nella morsa della pandemia: secondo i dati del «New York Times», nella giornata di ieri, 28 ottobre, i nuovi casi sono stati 81’457. Almeno 1’016 i morti. Nell’ultima settimana la media è stata di oltre 75’000 nuovi casi al giorno, un vero e proprio boom rispetto alle settimane precedenti. In totale i contagi dall’inizio della pandemia sfiorano ormai i 9 milioni, mentre le vittime sono oltre 227’000.

Baviera inasprisce le misure preventive

Il Land della Baviera inasprisce ancora di più le misure di contenimento del coronavirus, sia per quanto riguarda la limitazione dei contatti tra individui in privato, sia per gli eventi. Lo ha deciso oggi la riunione di gabinetto del Land a Monaco, come riferisce l’agenzia Dpa. Dal 2 novembre anche in privato non sarà possibile radunare più di 10 persone appartenenti a più di due nuclei familiari, inoltre tutti gli eventi saranno vietati fino alla fine di novembre, non solo quelli a scopo di intrattenimento. Anche le riunioni delle associazioni. Unica eccezione: i servizi religiosi e le manifestazioni. «Siamo in una situazione molto, molto seria», ha detto il governatore della Baviera Markus Söder, e i contatti vanno ridotti del 75% altrimenti la situazione va fuori controllo. Nel Land si sono registrati oggi 3’057 contatti, un nuovo record.

47 nuovi casi in Cina continentale

Altri 47 casi confermati di Covid-19 sono stati segnalati ieri in Cina continentale, comprese 23 infezioni trasmesse a livello locale e 24 importate dall’estero, oltre a 16 nuovi asintomatici provenienti da altri paesi.

Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione sanitaria nazionale cinese e della Commissione sanitaria della Regione autonoma dello Xinjiang Uygur. Tutti i nuovi contagi avvenuti a livello locale si riferiscono infatti a casi asintomatici riscontrati nello Xinjiang e riclassificati come confermati.

I 23 nuovi casi locali sono stati segnalati nella Contea di Shufu della Prefettura di Kashgar, nel sud dello Xinjiang. Secondo la Commissione sanitaria della Regione autonoma cinese ieri non sono stati registrati altri casi asintomatici nel territorio.

Non si segnalano ulteriori casi sospetti né decessi correlati al nuovo coronavirus nella Cina continentale.

Lockdown in francia, i deputati votano quasi all’unanimità

L’Assemblée Nationale ha votato con una maggioranza molto ampia - 399 voti a favore, 27 contro - a favore del governo sul nuovo lockdown deciso per frenare la seconda ondata del Covid-19 nel Paese.

Al termine del dibattito sulla crisi sanitaria, il premier Jean Castex ha espresso la sua «gratitudine per questo voto chiaro e senza ambiguità che è all’altezza della situazione grave che il nostro Paese attraversa».

Belgio, nuovo record assoluto di ricoveri

Nuovo triste primato in Belgio: con 5924 pazienti ricoverati negli ospedali del Paese è stato superato il picco registrato il 9 aprile scorso (5759 ricoverati) durante la prima ondata della pandemia. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie nazionali.

Le persone in terapia intensiva sono attualmente 993, un livello che si sta avvicinando al massimo (1235) raggiunto durante la prima ondata. E per il secondo giorno consecutivo i morti hanno superato quota 130: 139 ieri e 132 oggi.

La media nazionale del tasso di positività ai test è al 23,6%, ma occorre tenere conto che ormai le analisi vengono effettuate solo sulle persone che presentano sintomi sospetti.

In Germania 16’774 contagi in 24 ore, nuovo record

Il Robert Koch Institut ha segnalato per la prima volta oltre 16’000 nuovi contagi in 24 ore in Germania. Precisamente, il numero dei casi d’infezione registrato è 16’774 e ci sono state 89 vittime, che portano il bilancio complessivo della pandemia a 10’272 morti.

Ieri la cancelliera Angela Merkel, dopo la riunione con i Länder, ha annunciato un «lockdown light» che scatterà da lunedì 2 novembre. Si chiudono ristoranti, locali e attività ricreative e di intrattenimento per tutto il mese, mantenendo aperte scuole asili e negozi.

Mercoledì 28 ottobre

Il bilancio dei casi di coronavirus registrati nel mondo ha superato oggi quota 44 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui dall’inizio della pandemia i contagi hanno toccato quota 44.159.482. Si tratta di un aumento di oltre cinque milioni di infezioni in soli 12 giorni. La soglia dei 39 milioni, infatti, era stata superata il 16 ottobre scorso. Nel mondo, nelle ultime 24 ore, è stato registrato il numero record di 500.000 nuovi casi. I morti a causa del virus a livello globale sono ad oggi 1.169.562, mentre le persone guarite sono 29.870.836.

Nuovo lockdown in Francia, da venerdì

«In Europa siamo tutti sorpresi dall’evoluzione della pandemia», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando alla nazione questa sera. «Se non diamo un freno immediato a quest’evoluzione, ci troveremo con gli ospedali oberati. La mia responsabilità è di proteggere tutti i francesi: anziani, giovani e il personale sanitario. Dobbiamo pure proteggere la nostra economia». Con queste parole il presidente francese ha introdotto le nuove misure messe in campo contro il coronavirus: un nuovo lockdown, in vigore a partire da venerdì. «È l’unico modo per fermare il virus». Le scuole resteranno aperte. I bar, i ristoranti e i «negozi non essenziali» chiuderanno a partire da venerdì prossimo nel quadro del lockdown nazionale che resterà in vigore almeno fino al primo dicembre, ha affermato Macron in tv.

Il presidente ha spiegato che «i negozi definiti a primavera come non essenziali, così come bar e ristoranti, resteranno chiusi», ma «l’economia non deve né fermarsi, né crollare». «L’attività continuerà con maggiore intensità, il che significa che gli sportelli dei servizi pubblici resteranno aperti, come anche le fabbriche e le aziende agricole. Uffici e lavori pubblici continueranno a funzionare».

«La stretta adottata finora contro la seconda ondata del coronavirus, come il coprifuoco nelle zone di allerta massima, è stata «utile ma non sufficiente, ora non basta, non basta più. Il virus circola in Francia ad una velocità che neanche le previsioni più pessimistiche avevano previsto», ha detto Macron, aprendo il suo intervento dinanzi alla nazione.

«Siamo sommersi dall’accelerazione improvvisa dell’epidemia, come ovunque in Europa», ha aggiunto, dicendo che la seconda ondata sarà «più dura e letale della prima». Il presidente ha evocato lo scenario di «almeno 400’000 morti in più» entro qualche mese se non facciamo nulla contro il coronavirus. In questo contesto, ha aggiunto, è più che mai necessario dare «un colpo di freno».

«Dobbiamo restare uniti e solidali e non cedere al veleno delle divisioni», ha detto Macron. «Ho fiducia nella nostra capacità di superare questa prova, dobbiamo reggere, ce la faremo. Per risollevarci dobbiamo restare uniti e resteremo uniti».

La Francia conta oltre 36 mila contagi in 24 ore

«Sono stati 36’437 i nuovi contagi di Covid-19 in Francia nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino serale di Santé Publique France, una cifra che resta di diverse migliaia al di sotto della fine della settimana scorsa, quando fu superata quota 50’000.

Le vittime sono 244, per un totale di 35’785 decessi dall’inizio della pandemia. Il tasso di positività è fissato al 18,6%».

Il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva ha superato la soglia di 3’000 in Francia, un dato mai così alto dall’inizio di maggio, secondo gli ultimi dati ufficiali.

Da ieri più della metà dei posti in rianimazione in tutto il paese, 5’800, è occupata da persone con il coronavirus. Più in generale, sono ricoverati negli ospedali francesi oltre 20’000 pazienti Covid-19.

La regione di Madrid chiude i confini fino al 9 novembre

Le regioni di Madrid, Castilla-La Mancha e Castilla y León hanno deciso di chiudere i loro confini fino al 9 novembre. Lo hanno annunciato i presidenti regionali dopo un incontro ad Avila, secondo quanto riportato da «El Pais».

Con queste salgono a nove le regioni in Spagna che hanno già deciso la chiusura dei confini: Navarra, La Rioja, Aragon, Asturias, Euskadi e Murcia. L’Andalusia si pronuncerà nelle prossime ore e la Cantabria ha annunciato che il provvedimento è allo studio.

In Turchia superati i 10’000 morti

Sono 2’305 i malati di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Turchia, su 128’312 test effettuati. Il dato, che fa crescere i casi totali a 368’513, non include i pazienti positivi ma asintomatici, facendo ipotizzare che il numero dei contagi sia in realtà molto superiore. Le nuove vittime ammontano a 77, arrivando in tutto a 10’027.

I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 1’836. I nuovi guariti sono invece 1’662, salendo complessivamente a 319’181. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano il ministro della salute turco Fahrettin Koca.

Altri 24.700 contagi in GB, in leggero calo i morti

Il Regno Unito registra oggi altri 24’701 contagi da coronavirus, mentre il numero giornaliero di morti scende a 310 contro il picco post-estivo di 367 di ieri. Lo evidenziano i dati odierni del governo britannico, che portano a così la somma dei morti per Covid nel Regno a 45’675 complessivi in base al parametro internazionale dei decessi censiti entro 28 giorni dalla prima diagnosi: numero record per in Europa in cifra assoluta, ma inferiore a Spagna o Belgio in rapporto alla popolazione.

I test quotidiani eseguiti sull’isola tornano intanto a salire a oltre 280’000 e sfondano la quota di 30 milioni dall’inizio della pandemia.

Continua infine il graduale aumento dei ricoveri per Covid-19 negli ospedali britannici, con 9’520 pazienti totali su scala nazionale, compresi 902 sottoposti a ventilazione assistita in terapia intensiva.

Germania: nuove misure importanti

Un drastico divieto di contatto in spazi pubblici è stato deciso nell'incontro fra Angela Merkel e i ministri presidenti dei Länder, nel vertice in corso sul COVID. Secondo la Bild non sono consentiti incontri di oltre due nuclei abitativi insieme, e non si potranno superare le 10 persone.

Secondo le anticipazioni della Dpa, i campionati degli sport professionistici, inclusi quelli di calcio della Bundesliga, potranno proseguire a novembre soltanto senza pubblico.

Negozi al dettaglio e all'ingrosso potranno rimanere aperti nel mese di novembre, ma non potrà essere accolto più di un cliente ogni 10 metri quadrati.

Aumentano i casi in Austria

Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 3’394 nuovi casi di coronavirus in Austria. Lo riferisce il quotidiano «Der Standard» citando fonti del ministero dell’interno e della salute. Registrati anche 22 nuovi decessi.

In Svezia quasi 2 mila contagi

Nelle ultime 24 ore in Svezia ci sono stati 1.980 nuovi casi di coronavirus, un numero record dopo quello registrato ieri. Lo ha annunciato l’Agenzia della Sanità svedese. Ci sono stati anche altre nove vittime. La Svezia, l’unico Paese al mondo a non aver attuato il lockdown contro la pandemia di COVID-19, ha un tasso di mortalità pro capite molto più alto rispetto ai vicini nordici ma inferiore a quello di alcuni Paesi europei, come Spagna e Gran Bretagna.

Regno Unito: gli esperti cauti sull’efficacia dei vaccini

Si invoca la prudenza, in un articolo pubblicato in queste ore sull’autorevole rivista medica britannica Lancet da Susan Hodgson e Kate Emary, sulle aspettative legate ai vaccini in via di sperimentazione contro il coronavirus.

Le ricercatrici dell’università di Oxford invocano «una standardizzazione» dei parametri sui diversi prototipi e tendono a escludere che si possa arrivare nei prossimi mesi ad avere «un singolo vaccino vincitore della corsa» in termini di efficacia totale.

«Una standardizzazione nell’approccio della misurazione del successo dei diversi vaccini nei trials clinici sarà importante per poter fare una comparazione sensata», ha sottolineato Hodgson, citata oggi dai media del Regno Unito.

Come riferisce la BBC, resta un margine di «ottimismo» sulle prospettive di prototipi come quello sviluppato dallo stesso ateneo oxfordiano in collaborazione con l’AstraZeneca e l’IRBM di Pomezia (per il quale si spera in un primo via libera entro dicembre per un’iniziale distribuzione fra medici e pazienti vulnerabili, prima di un’autorizzazione diffusa attesa per il 2021); ma non senza previsioni di un efficacia solo parziale del vaccino contro l’infezione.

Intanto, da un rapporto del comitato dei consiglieri scientifici del governo britannico (Sage) trapelato sui media, spunta la stima di un aumento del numero dei ricoverati per COVID-19 - al ritmo attuale di contagi - dai circa 9.000 attuali a 25.000 già a fine novembre: numero che coprirebbe circa un sesto del totale dei posti letto ordinari disponibili in tutti gli ospedali del Regno Unito.

Regno Unito: aumentano le pressioni sul governo per un «lockdown-bis»

Crescono le pressioni di una parte significativa della comunità scientifica britannica sul governo di Boris Johnson per restrizioni ulteriori, fino a un possibile lockdown nazionale bis o quasi, in risposta a una seconda ondata di contagi da coronavirus.

Un’ondata che ieri ha fatto segnare nel Regno Unito altri 367 morti (record giornaliero da prima dell’estate) e che secondo la dottoressa Yvonne Doyle, medical director del Public Health England, potrebbe rivelarsi alla fine in Europa persino più letale della prima ondata.

Il progressista Guardian rilancia l’appello di diversi accademici che invocano ormai un nuovo confinamento generale del Paese di almeno un paio di settimane, per provare a spezzare la catena dei contatti e dei contagi.

Ma anche il filo-Tory Daily Telegraph dà voce a quella parte di consiglieri scientifici del governo raccolti nel comitato Sage che chiedono come minimo un’estensione all’intera nazione dei limiti imposti nelle ultime settimane solo ad alcune aree dell’Inghilterra centro-settentrionale coinvolti dalla cosiddetta allerta 3 di una diffusione «molta alta» del virus: un semi lockdown di fatto, con solo le scuole e poco altro aperte, suggerito a quanto pare anche dal professor Patrick Vallance, consigliere scientifico capo del primo ministro.

Una portavoce di Downing Street si è oggi limitata a dire che il governo sta valutando i prossimi passi sulla base delle indicazioni commissionate a una varietà di esperti.

Mentre il ministro dell’Ambiente, George Eustice, intervistato stamattina da Radio Times, ha insistito a negare che un secondo lockdown nazionale vero e proprio sia al momento necessario, aggiungendo che l’idea di un blocco di due settimane - sostenuta anche dal capo dell’opposizione laburista Keir Starmer, ma avversata da diversi deputati conservatori e da non pochi leader locali di ogni partito - non convince in quanto gli stessi scienziati «non sono d’accordo» sul suo potenziale effetto.

In Belgio più di 100 morti: non accadeva da aprile

Lunedì 26 ottobre, nel bel mezzo della seconda ondata di pandemia, sono stati registrati in Belgio 104 nuovi decessi attribuiti al coronavirus. L’ultima volta che era stata superata la soglia dei 100 morti era stato a fine aprile, secondo l’Istituto di sanità pubblica Sciensano. Il 29 aprile furono registrati 107 decessi. Dall’inizio della crisi sanitaria, più di 11.000 persone hanno perso la vita in Belgio a causa della COVID-19.

Nuovo record di contagi in Ucraina

In Ucraina nelle ultime 24 ore sono stati accertati 7.474 nuovi casi di COVID-19 e 165 persone sono morte a causa del morbo: si tratta del numero più alto di decessi registrato nel Paese dall’inizio dell’epidemia. Lo riporta l’agenzia Interfax citando le autorità sanitarie locali. Stando ai dati ufficiali, in totale in Ucraina 6.755 persone sono morte per il Covid-19 e i contagi registrati finora sono in totale 363.075.

La Francia verso un lockdown nazionale?

Per Emmanuel Macron è il momento di decidere. Dinanzi al peggioramento «esponenziale» della pandemia da COVID-19, il presidente francese è chiamato ad annunciare oggi una nuova stretta contro il coronavirus. Anche in caso di un lockdown nazionale, le scuole dovrebbero comunque rimanere aperte, riferisce BFM-TV citando fonti concordanti. Lo stesso vale per i servizi pubblici. Macron presiederà un nuovo consiglio di Difesa questa mattina, il secondo in due giorni, prima del consiglio dei ministri. Poi, alle 20, il discorso del presidente in tv. «Tutto può evolvere fino all’ultimo momento», avvisa un consigliere ministeriale.

Nuovo picco di contagi in Germania

Il numero dei nuovi contagi da coronavirus in Germania, nelle 24 ore, con 14.964 casi, tocca un nuovo record, dopo quello segnato sabato scorso quando erano stati rilevati 14.714 contagi. Il Paese di Angela Merkel attende col fiato sospeso un decisivo vertice fra la cancelliera e i ministri presidenti dei Laender, previsto nel primo pomeriggio di oggi, quando si decideranno nuove misure restrittive, per frenare la corsa del coronavirus. Si parla di un «lockdown light», che vedrebbe le scuole e gli asili infantili aperti, sacrificando invece settori come gastronomia, sport e tempo libero.

Positivo il presidente del Parlamento

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalilbaf, è attualmente in quarantena dopo essere risultato positivo al coronavirus: lo ha reso noto oggi lo stesso Qalilbaf in un messaggio su Twitter. Allo stesso tempo, i media iraniani riportano che anche il ministro del Lavoro, Mohammad Shariatmadari, è risultato positivo al virus. Finora hanno contratto la malattia anche altri membri del Gabinetto di Teheran, incluso il vice presidente Mohammad Bagher Nobakht. Positivi anche il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana Ali Akbar Salehi e oltre 40 deputati. Secondo i dati della Johns Hopkins University l’Iran conta ad oggi 581.824 casi di coronavirus e 33.299 morti.

In Pakistan 825 nuovi casi

Il Pakistan ha registrato 825 nuovi casi di coronavirus e 14 decessi nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità del Paese, secondo quanto riporta la Cnn. Il bilancio complessivo dei contagi dall’inizio della pandemia in Pakistan sale così a quota 330.200, inclusi 6.759 morti. Finora 311.814 persone sono guarite, mentre i malati sono 11.627.

India, i morti superano quota 120 mila

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus in India ha superato quota 120.000 mentre il numero complessivo dei contagi sfiora la soglia degli 8 milioni: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, secondo cui nel Paese sono decedute dall’inizio della pandemia 120.010 persone. L’India è il secondo Paese al mondo per numero di casi (7.990.322) dopo gli Stati Uniti (8.778.680) ed il terzo per numero di morti dopo gli Usa (226.711) e il Brasile (157.946). Sempre secondo i dati dell’università americana, nel Paese finora sono guarite 7.259.509 persone.

Lockdown light in Germania?

Un lockdown light a partire dal 4 novembre e per tutto il mese valido per l’intero territorio tedesco: è questa la proposta contenuta nel documento che oggi la cancelliera Angela Merkel sottoporrà alla riunione con i governatori dei Land: lo rende noto Bild. Saranno chiusi bar, ristoranti, centri sportivi, teatri e cinema e saranno vietate gli assembramenti di persone e le manifestazioni pubbliche. Scuole e asili rimarranno aperti.

In Cina 42 nuovi contagi, ai massimi dal 10 agosto

La Cina ha riportato martedì 42 nuovi casi di Covid-19, il numero più alto dai 44 del 10 agosto, per il focolaio emerso nello Xinjiang, regione del nordovest. Si tratta, secondo i dati forniti dalla Commissione sanitaria nazionale, di 22 contagi di trasmissione domestica rilevati nella zona di Kashgar dove i test di massa hanno fatto emergere anche 19 asintomatici. I casi importati nel resto del Paese sono stati invece 20. Le autorità sanitarie di Kashgar hanno riferito che sempre martedì pomeriggio è avvenuto il completamento dei test sui 4,75 milioni di residenti, con 183 persone risultate positive al coronavirus. Il focolaio era stato individuato sabato in una fabbrica di abbigliamento. Il totale delle infezioni in Cina si è portato a quota 85.868, mentre i decessi sono rimasti fermi a quota 4.634.

USA, oltre 500 mila casi in una settimana

Gli Stati Uniti nell’ultima settimana hanno fatto registrare il numero record di oltre 500 mila nuovi casi di Covid-19, con una media giornaliera di 71.000 nuovi contagi. Numerose le città che stanno varando nuove restrizioni per frenare un’ulteriore diffusione della pandemia. A Newark, in New Jerswey, a due passi da New York, è scattato il coprifuoco, mentre a El Paso in Texas è arrivato l’ordine di restare a casa per due settimane. A Chicago stop al servizio interno nei ristoranti, come già deciso negli stati di New York e del Wisconsin.

Martedì 27 ottobre

I contagi da coronavirus nel mondo hanno sorpassato quota 43.6 milioni. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. I morti totali da inizio pandemia sono 1,16 milioni, mentre le persone guarite sono 29,2 milioni.

Nel Regno Unito 367 morti in un giorno

Balzo di decessi per coronavirus nel Regno Unito, saliti a 367, il numero quotidiano nettamente più elevato dall’epoca della prima ondata dei mesi scorsi, secondo i dati raccolti nelle ultime 24 ore e diffusi oggi dal governo. Più limitato invece l’incremento dei contagi, che toccano i 22.885 contro i quasi 21.000 di ieri, ma su un totale di test giornalieri sceso da 321.000 a 262.000 circa.

Le Figaro: «La Francia non esclude più un lockdown nazionale»

Dinanzi al «fallimento del coprifuoco», il governo francese «non esclude più un confinamento totale del Paese»: è quanto scrive questo pomeriggio il sito internet del quotidiano Le Figaro.

In particolare, dopo aver studiato la «possibilità di agire localmente nelle zone di allerta massima», il presidente Emmanuel Macron e il premier Jean Castex studiano ora la possibilità di una «risposta nazionale», precisa il giornale.

Record di nuovi casi in Svezia, mai così tanti

La Svezia, l’unico Paese al mondo che non ha mai imposto il lockdown, ha registrato 1.870 nuovi casi di coronavirus in 24 ore, il numero più alto dall’’inizio della pandemia. Lo riporta il Guardian.

Secondo l’Agenzia della salute svedese, in primavera i casi sono stati molti di più ma non sono stati registrati per la mancanza di test. Il record precedente di casi di Covid-19 era stato 1.698 a fine giugno. Le vittime di coronavirus in Svezia sono 5.918.

Spagna, medici in sciopero per 24 ore

I medici spagnoli hanno indetto uno sciopero di 24 ore per protestare contro l’incapacità del governo di rafforzare il sistema sanitario duramente provato dalla pandemia di coronavirus. Lo riportano i media spagnoli.

Per il Cesm, il principale sindacato dei medici in Spagna, l’adesione all’agitazione è stata dell’85% ma per le autorità della regione di Madrid in quell’area, la più colpita dal Covid.19, ha partecipato solo il 7,6%.

Lo sciopero, fa sapere il sindacato, si svolgerà l’ultimo martedì di ogni mese per una durata di tempo indeterminata.

Mosca non intende chiudere i locali notturni della città

Il Comune di Mosca non ha intenzione di limitare l’attività dei locali notturni a causa dell’epidemia di Covid-19: lo ha dichiarato la portavoce del sindaco Serghiei Sobyanin, Gulnara Penkova, dopo che l’agenzia federale russa per i controlli sanitari (Rospotrebnadzor) ha emesso un decreto nel quale, tra le altre cose, viene raccomandato alle autorità regionali di «vietare l’organizzazione di manifestazioni di intrattenimento dalle 23.00 alle 6.00» del mattino. Lo riporta l’agenzia Interfax.

«A Mosca - ha ricordato Penkova - sono state adottate misure di controllo digitale delle visite ai ristoranti e alle discoteche che lavorano nelle ore notturne». Si tratta di un sistema di pass digitali - via sms o Qr code - per entrare nelle discoteche, nei club o nei locali della capitale dalla mezzanotte alle sei del mattino.

«Nel caso in cui un’infezione venga rilevata in uno dei visitatori sarà possibile notificare a tutti i presenti che sono a rischio e che devono sottoporsi a un test», aveva spiegato nei giorni scorsi il sindaco Sobyanin.

Secondo Penkova, in città «si rileva una significativa riduzione della dinamica di crescita dei contagi» di Covid-19 e, tenendo conto di questo, il Comune ritiene al momento «possibile astenersi dalla chiusura di un qualsiasi settore dell’economia».

In Israele numero di contagi più basso da 4 mesi

Con 780 casi nelle ultime 24 ore, Israele ha raggiunto il dato più basso da 4 mesi con un tasso al 2,1% a fronte di 36.605 tamponi. Lo ha reso noto il ministero della Sanità secondo cui gli attuali positivi sono 12.800 (50 mila più di un mese fa) con 483 malati gravi e 2.452 decessi da inizio pandemia. Intanto il governo ha nominato il nuovo responsabile della lotta alla malattia che prende il posto di Benni Gamzu, in scadenza il primo novembre. Si chiama Nachman Ash (59 anni), dottore specialista in medicina interna e dal 2007 al 2011 capo medico dell’esercito.

Russia, solo «raccomandata» la chiusura dei locali dopo le 23

La chiusura di bar e ristoranti in Russia dalle 23 alle 6 del mattino contenuta nel decreto dell’agenzia federale russa per i controlli sanitari (Rospotrebnadzor) ha «carattere di raccomandazione» e «le decisioni saranno prese dalle autorità regionali»: lo specifica Novaya Gazeta pubblicando un chiarimento della stessa agenzia federale.

Rospotrebnadzor - fa sapere Novaya Gazeta - sottolinea che indossare le maschere nei luoghi affollati, come previsto dal decreto, è obbligatorio.

Merkel: «Una speranza sono i test veloci»

«Una speranza al momento sono i test veloci», attualmente disponibili in Germania. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel stamani a Berlino, affermando che su questo strumento, in grado di rilevare velocemente l’infezione da COVID, si concentra la nuova impostazione sanitaria data dal ministro Jens Spahn.

Merkel ha poi sottolineato che imporre limitazioni alla libertà è «difficile da sopportare», «per me e per tutto il gabinetto». Ed è assolutamente chiaro che «ogni limitazione deve essere ben motivata, deve essere legittimata dai fatti e dal bisogno», ha aggiunto.

«Le limitazioni sono servite e servono a proteggere la società, e le persone particolarmente a rischio. Sappiamo qualcosa in più sul virus e possiamo proteggerci in modo più mirato - ha concluso la cancelliera - ma vediamo anche, quando salgono i numeri, che se non ci atteniamo a quello che sappiamo del virus si arriva a una situazione particolarmente difficile».

Belgio, quasi 50 morti al giorno tra il 17 e il 23 ottobre

Il Covid-19 ha ucciso in media 49 persone ogni giorno in Belgio tra il 17 e il 23 ottobre. Lo riferisce il rapporto dell’Istituto di sanità pubblica Sciensano pubblicato oggi. Era di 33 sette giorni prima. Ieri il numero di letti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid negli ospedali belgi è stato di 809. Si tratta di un aumento dell’81% rispetto al lunedì precedente.

In totale ieri sono stati trattati in ospedale 5.260 pazienti con Covid-19, quasi il doppio (+ 90%) rispetto al numero della scorsa settimana. Gli ospedali hanno ricoverato una media di 502 pazienti ogni giorno tra il 20 e il 26 ottobre. Sette giorni prima, la cifra era di 267, con un aumento dell’88%. Tra il 17 e il 23 ottobre sono stati rilevati in media 13.052 contagi da coronavirus al giorno.

Ucraina, 6.677 nuovi casi e 126 morti in 24 ore

In Ucraina nelle ultime 24 ore si sono registrati 6.677 nuovi casi di Covid-19 e 126 persone sono decedute a causa del virus. Dall’inizio dell’epidemia, nella repubblica ex sovietica sono stati accertati 355.601 contagi e 6.590 decessi provocati dal virus Sars-Cov-2. Lo riporta il Kyiv Post citando le autorità sanitarie locali.

In Francia in arrivo una nuova stretta

«Bisogna aspettarsi decisioni difficili» per lottare contro il coronavirus: lo ha detto il ministro francese dell’Interno, Gérald Darmanin, parlando ai microfoni di France Inter, prima dell’apertura del Consiglio Difesa consacrato alla gestione della crisi sanitaria all’Eliseo. Quanto alle misure, il ministro ha detto di «non sapere quali sono esattamente». Ma è chiaro che anche la Francia, «come tutti i nostri vicini» europei, si dirige verso una nuova stretta. Tra le ultime ipotesi allo studio circolate, anche un possibile lockdown durante il fine settimana.

In Bulgaria record di contagi e decessi

Record assoluto dei contagi e dei decessi da coronavirus in Bulgaria, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati ben 2.243 nuovi casi, pari a circa il 30% dei 7.659 test diagnostici effettuati. Si tratta del nuovo record giornaliero di contagi nel Paese balcanico. Il maggior numero delle persone contagiate si registra di nuovo nella capitale Sofia (circa due milioni di abitanti): 913. Il totale dei casi dall’inizio dell’epidemia è a oggi di 40.132. Da ieri sono stati segnalati 42 decessi, un record assoluto, e il numero complessivo delle vittime sale a 1.136. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico-sanitario è salito a 1.948. Attualmente vi sono 20.346 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 2.130 pazienti, 149 dei quali in terapia intensiva.

Russia, bar chiusi alle 23 e obbligo di mascherina

L’agenzia federale russa per i controlli sanitari (Rospotrebnadzor) ha ordinato la chiusura di bar e ristoranti dalle 23.00 alle 6.00 del mattino a partire da domani per contenere l’epidemia di Covid-19.

In Russia sarà inoltre obbligatorio indossare le mascherine nei luoghi in cui si concentrano più persone, negli ascensori, nei parcheggi, sui mezzi di trasporto pubblici e sui taxi.

Lunedì 26 ottobre

I contagi da coronavirus nel mondo hanno sorpassato quota 43 milioni. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. I morti totali da inizio pandemia sono 1,15 milioni, mentre le persone guarite sono 28,96 milioni.

L’Europa presa in contropiede dalla seconda ondata

Presa in contropiede da una seconda ondata più alta del previsto, l’Europa è ormai nuovamente «un epicentro della pandemia» secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e deve accelerare nella sua risposta di fronte ai numeri dei bollettini quotidiani del coronavirus. E anche se nessuno vuole sentire parlare di lockdown, nuove restrizioni fanno capolino all’orizzonte in diversi Paesi: magari con nomi diversi, che si parli di semi-lockdown , coprifuoco o chiusure di particolari settori. «Dobbiamo fare compromessi, non possiamo avere la ripresa economica che vogliamo e vivere le nostre vite come prima della pandemia», riassume il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus: «Ma non dobbiamo arrenderci». Le terapie intensive sono sempre più vicine ai livelli di guardia in molti Paesi e in questo contesto la Francia potrebbe arrivare a breve ai 100 mila casi al giorno, secondo il comitato scientifico d’Oltralpe, che teme un impatto sul sistema sanitario già nelle prossime tre settimane e chiede un coprifuoco più massiccio o un lockdown meno duro, anche se le scuole dovrebbero restare aperte. Preoccupazioni condivise dalla vicina Germania, dove nel fine settimana sono stati registrati quasi 15 mila nuovi contagi nel giro di 24 ore. La cancelliera Angela Merkel è tornata a dirsi allarmata per una situazione «altamente dinamica « e «drammatica». Anche qui il timore maggiore è per un possibile impatto dell’aumento incontrollato dei contagi sulle terapie intensive del Paese. I nuovi casi sono quasi raddoppiati in una settimana e Merkel sarebbe intenzionata a proporre un lockdown ‘light’ con scuole, asili e attività imprenditoriali aperte ma con una stretta su ristoranti, bar così come le attività culturali, i meeting e gli eventi in generale. Intanto due distretti nel Land meridionale della Baviera hanno imposto un blocco di due settimane mentre la città bavarese di Norimberga ha annullato il suo famoso mercatino di Natale, uno dei più noti della Germania e un’importante attrazione turistica. Nel resto del Vecchio Continente si susseguono ogni giorno nuovi record di contagi. In Belgio la media da una settimana è di quasi 12.500 nuovi casi ogni 24 ore. Con questo ritmo, secondo il centro di crisi del Paese sul coronavirus, i reparti di rianimazione potrebbero essere sopraffatti nel giro delle prossime due settimane. La situazione è così grave che i medici di 10 ospedali a Liegi sono stati richiamati al lavoro anche se positivi al virus - purché asintomatici - per far fronte all’ondata crescente di ricoveri. Al di là della frontiera, nei Paesi Bassi, altro picco: superati i 10’000 casi. Stabili attorno a quota 20 mila i casi censiti nel Regno Unito. Vero buco nero del Continente sembra poi essere diventata la Repubblica Ceca, che pure aveva superato brillantemente la prima ondata della pandemia e che ora registra 15 mila nuovi casi al giorno e nell’ultima settimana ha totalizzato il secondo più alto tasso di mortalità al mondo.

Il vaccino di Oxford stimola la risposta immunitaria negli anziani

Il vaccino contro il Covid allo studio da parte dell’università di Oxford e di AstraZeneca sembrerebbe dare una forte risposta immunitaria negli anziani. Lo scrive il Financial Times, che anticipa i risultati del test clinico di fase 3 in corso.

Secondo il quotidiano, che cita due persone a conoscenza dei risultati, il vaccino stimola la produzione di anticorpi protettivi e di cellule T, una condizione necessaria anche se non sufficiente a stabilire l’efficacia e che non dà indicazioni sulla sicurezza. La risposta immunitaria è simile a quella già vista negli adulti tra 18 e 55 anni, già descritta a luglio.

Anche questi risultati, riporta il Ft, saranno pubblicati a breve su una rivista scientifica. Il vaccino di Oxford è uno di quelli in fase più avanzata di sviluppo in questo momento, con i primi dati su sicurezza ed efficacia che sono attesi entro quest’anno. Il test negli Usa del vaccino è appena ripreso, dopo uno stop per l’analisi di alcuni effetti collaterali segnalati dall’azienda.

La Francia in dubbio tra coprifuoco o lockdown

Dinanzi alla forte recrudescenza del coronavirus ci sono «due opzioni»: o un «coprifuoco più massiccio sia negli orari, sia nell’estensione geografica al livello del territorio nazionale», o un lockdown «meno duro», di tipo «irlandese». «In entrambi i casi le scuole dovrebbero restare aperte»: lo ha detto il presidente del comitato scientifico francese, Jean-Francois Delfraissy. Intervistato ai microfoni di radio RTL, Delfraissy ha comunque tenuto a sottolineare che ogni eventuale decisione al riguardo spetta al governo e alla politica.

Record di contagi in Russia

I casi di Covid-19 continuano ad aumentare anche in Russia, dove nel corso delle ultime 24 ore sono stati accertati 17’347 nuovi contagi: il numero più alto finora registrato dall’inizio dell’epidemia. Nella sola Mosca si contano 5224 nuovi casi. Stando ai dati del centro operativo nazionale anti-coronavirus, nel corso dell’ultima giornata sono morte 219 persone portando a 26’269 il totale ufficiale delle vittime del morbo in Russia. I contagi di Covid-19 accertati in Russia sono in tutto 1’531’224.

«La seconda ondata è più forte della prima»

«Questo virus è molto difficile. Abbiamo acquisito molte informazioni, ma non sappiamo tutto. Questa seconda ondata sarà probabilmente più forte della prima ondata e l’impatto sul sistema sanitario sarà immediato, nelle prossime tre settimane, nei servizi di rianimazione»: lo ha detto il presidente del comitato scientifico francese, Jean-Francois Delfraissy, ai microfoni di RTL. Per lui, attualmente, ci sono «probabilmente più di 50’0000 casi di coronavirus al giorno». Delfraissy ritiene che con questo dato si «vada verso i 100’000 casi al giorno».

Germania ancora sopra quota 8 mila casi

Il numero di casi confermati di Coronavirus in Germania è salito di altri 8’685 in 24 ore, raggiungendo il totale di 437’866. Si sono registrati anche altri 24 morti, portando il totale a 10’056 decessi dall’inizio dell’epidemia nel Paese.

Domenica 25 ottobre

I contagi da coronavirus nel mondo hanno raggiunto quota 42,7 milioni. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. I morti totali da inizio pandemia sono 1, 15 milioni, mentre le persone guarite sono 28,83 milioni.

In Europa 221.898 casi in un giorno

Record di nuovi casi di coronavirus nel mondo per il terzo giorno consecutivo: sono stati 465.319 i contagi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore, più dei 449.720 di venerdì e dei 437.247 di giovedì. In totale sono 42,3 milioni i casi di Covid nel mondo e quasi 1,15 milioni le persone morte, di cui 6.570 nelle ultime 24 ore, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Quasi la metà dei nuovi casi di oggi sono stati registrati in Europa, che ha registrato un record di 221.898 casi in un giorno.

La Spagna dichiara lo stato di emergenza

Il Governo spagnolo ha dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria in tutto il Paese per fronteggiare il nuovo picco di casi di coronavirus. Lo ha annunciato il premier Pedro Sanchez. Negli ultimi giorni il paese ha registrato circa 20 mila casi al giorno. Il nuovo stato d’emergenza prevede il coprifuoco dalle 23 alle 6 del mattino in tutta la Spagna tranne che alle isole Canarie. Il provvedimento durerà 15 giorni ma Sanchez ha già detto che la sua intenzione è di prolungarlo fino al 9 maggio. «La nostra proposta, che dovrà essere discussa, sarà di prolungare lo stato di allarme per sei mesi, fino al 9 maggio», ha sottolineato il premier parlando in diretta televisiva. «Sappiamo già cosa fare» contro il coronavirus: «Restare a casa il più possibile», ha detto Sanchez annunciando in diretta televisiva le nuove misure anti-COVID. «Non siamo in lockdown, ma più restiamo a casa più saremo protetti», ha precisato il premier. L’obiettivo del nuovo stato d’emergenza è portar il numero dei contagi a meno di 25 per ogni 100 mila abitanti, ha detto Sanchez. Al momento in Spagna ci sono 400 casi di coronavirus ogni 100 mila abitanti.

I leader delle regioni spagnole possono decidere autonomamente se chiudere i confini e imporre un coprifuoco più rigido di quello nazionale. Sono vietate tutte le riunioni con più di sei persone a meno che non si tratta di conviventi.

Nuovo record di contagi in Croazia

Nuovo record giornaliero di contagi in Croazia, dove nelle ultime 24 ore i casi di coronavirus sono stati 2.421, il dato più alto da inizio epidemia. Da ieri si sono registrati altri 8 decessi. Il maggiore focolaio resta la capitale Zagabria con quasi un terzo del totale dei casi. Come riferiscono i media regionali, i pazienti in ospedali sono 825, dei quali 58 in terapia intensiva. I casi attualmente attivi sono 11.144. In totale i contagi sono stati finora 36.380 e 437 vittime.

In Germania oltre 11 mila nuovi casi

Sono 11.176 i nuovi casi confermati di coronavirus in Germania, un dato che porta il totale a 429.181. È quanto riporta il Robert Koch Institute. Le nuove vittime sono state 29 per un totale di 10.032.

In Colombia più di un milione di contagi

Sono oltre un milione i casi di coronavirus in Colombia. Lo ha reso noto il ministero della Sanità. Stando alle statistiche della università americana Johns-Hopkins il Paese sudamericano è l’ottavo stato al mondo ad aver superato il milione. Per numero di morti - in cifre assolute - è undicesimo, con 30 mila decessi.

Sabato 24 ottobre

I contagi da coronavirus hanno superato i 42,2 milioni nel mondo, 1,1 milioni i decessi mentre i guariti sono 28,5 milioni. Lo rivelano i dati raccolti dalla Johns Hopkins University.

Oltre 10 mila morti in Germania

La Germania ha superato la soglia dei 10 mila morti per COVID-19 dall’inizio della pandemia. In tutto, riporta il Robert Koch Institute, si contano di 10.003 decessi e quasi 430 mila infezioni in tutto il Paese.

Venerdì 23 ottobre

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha raggiunto quota 41.809.596, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University. Le vittime sono 1.138.802, mentre i guariti sono 28.400.061.

L’OMS: «In troppi Paesi un aumento esponenziale del virus»

In «troppi Paesi» stiamo assistendo ad un «aumento esponenziale» di contagi da coronavirus. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). L’emisfero nord si trova in un «momento critico» della pandemia da Covid-19, ha detto il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus. «I prossimi mesi saranno molto duri e molti Paesi sono su una strada pericolosa», ha aggiunto durante il consueto briefing, spiegando che l’aumento dei casi registrati sta già portando ad «ospedali e unità di terapia intensiva che operano quasi al limite o oltre la loro capacità, e siamo ancora a ottobre».

Liechtenstein chiude ristoranti e bar

Il governo del Liechtenstein, a causa del crescente numero di casi di coronavirus, ha deciso di chiudere ristoranti, bar, club e altri locali. Inizialmente, la misura è prevista per tre settimane. In un comunicato odierno, viene spiegato che anche la consumazione di cibi e bevande ad eventi è vietata. Questa misura riguarda pure gli avvenimenti privati con oltre 30 persone.

Record di contagi in Austria

L’Austria registra un record assoluto di contagi con 2571 nuovi casi di Covid-19 in 24 ore. Nei reparti di terapia intensiva attualmente sono occupati 158 dei 628 letti disponibili. Alla luce dell’andamento, il ministro della sanità, Rudolf Anschober, ha rivolto un appello agli austriaci a rinunciare alle feste di Halloween e a restare a casa durante la settimane di ferie scolastiche di inizio novembre. «Stiamo per affrontare una situazione molto, molto seria», ha avvertito. «Purtroppo l’apice non è stato ancora raggiunto». Da domani i pendolari transfrontalieri che lavorano in Baviera dovranno sottoporsi regolarmente a un test. In merito il governatore tirolese Guenther Platter ha fatto presente che il poco preavviso rappresenta «un grande problema per molte imprese».

Negli USA 75 mila casi, secondo record giornaliero

Nelle ultime 24 ore gli Usa hanno registrato oltre 75.000 casi di Covid-19, il secondo record giornaliero dall’inizio della pandemia. Otto Stati inoltre hanno toccato il loro primato giornaliero mentre tredici hanno rilevato più casi negli ultimi sette giorni che in qualsiasi settimana precedente. Lo scrive il New York Times. Questi dati arrivano dopo che nell’ultimo duello televisivo, il presidente repubblicano Donald Trump, candidato alla propria rielezione, ha detto che il virus se ne sta andando, mentre lo sfidante democratico Joe Biden ha profetizzato un «inverno buio» chiedendo misure più aggressive.

Bruxelles e Vallonia le regioni più colpite d’Europa

Bruxelles e la Vallonia sono le regioni d’Europa più colpite dal coronavirus, ed il Belgio nel suo insieme (Paese di 11 milioni di abitanti) ha sfondato il tetto dei 10 mila casi al giorno, facendo registrare 10.454 casi (+ 69% rispetto alla settimana precedente).Sono gli ultimi dati diffusi dalle autorità. Intanto il premier Alexander De Croo ha annunciato nuove misure di contenimento, in vigore da oggi fino al 19 novembre. Il tasso di occupazione dei locali scolastici scende fino a un massimo del 20% degli studenti delle scuole superiori, con l’obbligo di indossare la mascherina. Senza pubblico tutte le manifestazioni sportive, sospese le competizioni amatoriali.

Tutta la Polonia diventa zona rossa

Tutta la Polonia diventa «zona rossa» e ci saranno nuove, più rigorose restrizioni: è quello che ha affermato oggi il premier polacco Mateusz Morawiecki, annunciando il semi lockdown per il Paese, in cui la situazione della pandemia si sta aggravando. Secondo i dati del ministero della Sanità, in Polonia sono 13.632 i nuovi contagi da Covid registrati nelle 24 ore, e 153 i morti. «Questa settimana sarà critica», ha lanciato l’allarme il ministro della Sanità Adam Niedzielski, presente insieme al premier in conferenza stampa. Secondo i dati forniti dal ministero, su 18 mila letti disponibili per i malati di coronavirus, negli ospedali ne sono occupati già 10.788. Il premier ha annunciato dunque, per sabato prossimo, la chiusura dei ristoranti (che per due settimane potranno servire soltanto cibo da asporto), e delle scuole dalla quarta dell’ottava classe: passeranno all’insegnamento online, così come già avvenuto per medie e superiori. Scatta anche il divieto di incontro per gruppi oltre le cinque persone, mentre gli anziani sopra i 70 anni sono invitati a restare a casa. Dall’inizio della pandemia, la Polonia ha registrato 228.318 contagi da coronavirus, e 4172 morti.

Giovedì 22 ottobre

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha raggiunto quota 41.261.631, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University. Le vittime sono 1.131.863, mentre i guariti sono 28.136.723.

Francia: coprifuoco in 54 dipartimenti

Il premier francese Jean Castex ha annunciato l’estensione del coprifuoco a 38 nuovi dipartimenti e alla Polinesia, dalle 21 alle 6 del mattino, per una durata di sei settimane, facendo salire a 54 il totale dei territori coinvolti. Le misure entreranno in vigore a partire da venerdì a mezzanotte e riguarderanno 46 milioni di persone. La situazione sanitaria «è grave in Europa, è grave in Francia», ha detto Castex. «Nel corso degli ultimi giorni la situazione sanitaria ha continuato a peggiorare. La circolazione del virus ha raggiunto un livello estremamente elevato». «Le prossime settimane saranno dure, il numero dei morti aumenterà», ha affermato il premier nella conferenza stampa settimanale sulla situazione sanitaria. «Nei nuovi casi di oggi ci sono i malati di domani e purtroppo i morti di dopodomani. Il mese di novembre sarà difficile».

Intanto, oggi, nel Paese si è registrato un nuovo record di contagi da coronavirus con oltre 40.000 nuovi casi in 24 ore, per un totale di oltre un milione di infetti dall’inizio della pandemia (1.041.991, per l’esattezza). I nuovi casi sono 41.622, secondo Santé Publique France, per un tasso di positività anch’esso record, al 14,3%. Le vittime sono state 165 da ieri, il totale sale così a 34.210.

Coprifuoco ad Atene e Salonicco

La Grecia ha dichiarato il coprifuoco ad Atene e a Salonicco a partire da sabato per contenere la diffusione del contagio. Lo ha annunciato il premier greco Kyriakos Mitsotakis.

UE, lavoriamo a regole comuni su test e quarantena

Bruxelles è al lavoro su raccomandazioni per regole comuni su test e periodi di quarantena di fronte alla seconda ondata del Covid-19. Così un portavoce dell’Esecutivo comunitario ad una domanda. «Siamo consci delle differenze tra i Paesi su test e quarantena. Se ne è parlato al Comitato sulla Salute, il risultato è che la Commissione sta lavorando assieme alle agenzie, a raccomandazioni su questi temi di alto interesse ed importanza».

Il 29 ottobre i leader europei si consulteranno in una videoconferenza con l’obiettivo di raggiungere un maggiore coordinamento a livello europeo.

Ministra degli Esteri belga in terapia intensiva

La ministra degli Esteri belga ed ex premier, Sophie Wilmès, 45 anni, positiva al Covid-19, è stata ricoverata in terapia intensiva. Lo riporta la stampa belga dopo la conferma del portavoce di Wilmès, che ha precisato che tuttavia «la sua condizione è stabile».

Con 10’539 decessi legati al coronavirus dall’inizio della pandemia, il Belgio è il secondo Paese al mondo che conta il maggior numero di morti in rapporto alla sua popolazione.

Il tasso di positività, ovvero la proporzione di persone positive su tutte quelle testate, ha ora raggiunto il 16,3% su scala nazionale e il livello record del 24,5% nella regione di Bruxelles.

In Bulgaria 1.472 casi e 29 morti

Continua l’impennata epidemiologica in Bulgaria, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 1’472 contagi da coronavirus pari a quasi il 17% dei 8’738 test diagnostici effettuati. Si tratta del nuovo record giornaliero di contagi nel Paese balcanico. Il maggior numero delle persone contagiate si registra di nuovo nella capitale Sofia: 483. Il totale dei casi da inizio epidemia è a oggi di 33’335. Da ieri sono stati segnalati 29 decessi, un altro record in Bulgaria, e il numero complessivo delle vittime sale a 1’048. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico-sanitario è salito a 1’727. Attualmente vi sono 14’689 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 1’732 pazienti, 107 dei quali in terapia intensiva.

Strasburgo rinuncia al mercatino di Natale

La sindaca ecologista di Strasburgo, nell’est della Francia, Jeanne Barseghian, ha annunciato stamane che la città rinuncia al suo tradizionale mercatino di Natale, uno dei più importanti d’Europa, a causa dell’aggravarsi della situazione sanitaria. Sono dunque soppressi le circa 300 casupole per la vendita natalizia, resteranno soltanto alcune animazioni. «Ho preso la decisione - ha annunciato la sindaca - di privilegiare la scenografia senza gli ‘chalet’, per mantenere Strasburgo capitale del Natale», con il grande abete della place Kléber, nel cuore della città, diverse «animazioni» e «passeggiate di artisti».

In Russia quasi 16 mila nuovi casi

In Russia nelle ultime 24 ore sono stati accertati 15’971 nuovi contagi di Covid-19 e 290 persone sono morte a causa del morbo. Dall’inizio dell’epidemia si contano 1’463’306 casi di Covid-19 nel Paese di circa 144 milioni di abitanti e sono stati superati i 25’000 decessi riconosciuti ufficialmente come provocati dal morbo. Stando alle autorità, 25’242 persone sono morte in Russia a causa del Covid-19. Lo riporta il centro operativo nazionale anti-coronavirus.

Boom di nuovi contagi in Germania

Esplodono i nuovi contagi da coronavirus in Germania, dove si supera la soglia dei 10 mila. L’Istituto Robert Koch ha segnalato 11.287 nuovi casi in 24 ore. Il record finora era stato segnato sabato scorso, con 7830 contagi. I dati non sono comunque paragonabili a quelli della primavera perché attualmente si fanno molti più test.

In Ucraina oltre 7 mila contagi

I nuovi casi di COVID-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore hanno superato per la prima volta quota 7.000. Stando ai dati del ministero della Salute di Kiev, nel corso dell’ultima giornata sono stati accertati 7.053 nuovi contagi e 116 persone sono morte a causa della COVID-19. I casi di coronavirus registrati in Ucraina dall’inizio dell’epidemia salgono così a 322.879, mentre le persone decedute a causa del morbo sono ufficialmente 5.927.

Nuovo record di casi in Argentina

Le autorità sanitarie dell’Argentina hanno annunciato che nelle ultime 24 ore è stato registrato un nuovo record di contagi da COVID-19 dallo scorso marzo, con 18.326 casi che hanno portato il totale generale a 1.037.325. Lo scrive oggi l’agenzia di stampa Telam. Il ministero della Salute di Buenos Aires ha poi precisato che vi sono stati altri 423 morti, che hanno fatto salire il bilancio generale a quota 27.519. Fra i contagiati, inoltre, 4.573 sono ricoverati nei reparti di rianimazione, con una occupazione dei letti del 64,4% sul territorio nazionale, e del 63,1% nell’area metropolitana della capitale. Il rapporto ministeriale segnala una situazione sanitaria al limite della saturazione nelle città di Viedma e Rosario. Attualmente l’Argentina è al quinto posto al mondo per numero di contagi, dopo Stati Uniti, India, Brasile e Russia.

Mercoledì 21 ottobre

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha superato il tetto dei 40,8 milioni, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University. Le vittime sono oltre un milione e 126 mila (1.126.562). I guariti sono 27,9 milioni.

La Spagna supera il milione di casi

L’onda lunga del coronavirus continua la sua avanzata in Europa con la Spagna che supera il milione di casi. Una corsa inarrestabile che sta costringendo sempre più Paesi nel Vecchio Continente a imporre lockdown e restrizioni tanto che i leader Ue hanno deciso di convocare un vertice straordinario, virtuale, per il 29 ottobre nel tentativo di coordinare le risposte alla nuova emergenza. Sei settimane dopo essere diventata il primo paese europeo a superare i 500.000 casi di coronavirus la Spagna è diventa il primo a superare il milione (1.005.295). Un triste record che arriva proprio quando il governo spagnolo sta valutando la possibilità di imporre il coprifuoco Madrid e la sua regione, le più colpite dal Covid-19 con quasi un terzo dei casi totali. Secondo il responsabile regionale della Salute, Enrique Ruiz Escudero, le autorità locali sono già al lavoro su un’ordinanza per imporre una chiusura totale dalla mezzanotte alle sei di mattina che potrebbe entrare in vigore da sabato, quando terminerà lo stato d’allarme decretato due settimane fa.

La Polonia verso il lockdown da sabato

Il premier polacco, Mateusz Morawieck, ha dichiarato l’intenzione di voler estendere le misure di lockdown a tutto il Paese nel tentativo di frenare l’impennata di casi di coronavirus. «Suggerisco che da sabato tutta la Polonia diventi zona rossa», ha detto il premier prima di un vertice dell’unità di crisi che dovrà decidere se imporre il lockdown.

Oltre 26 mila casi in Francia

Sono stati 26.676 i nuovi casi di positività al Covid-19 in Francia nelle ultime 24 ore, secondo Santé Publique France.

Il tasso di positività cresce al 13,7%, i decessi registrati da ieri sono stati 166, per un totale di vittime dal 1 marzo di 34.048 fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili.

Balzo casi a New York, oltre 2 mila in un giorno

Balzo dei nuovi casi di coronavirus a New York. Per la prima volta da maggio si registrano oltre 2.000 contagi, per l’esattezza 2.026, in 24 ore. Lo afferma il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo, riferendo di 7 morti nella giornata di ieri a causa del virus.

Putin: «Il nostro vaccino può fatturare 100 miliardi di dollari»

Vladimir Putin prevede che il fatturato del vaccino russo contro il Covid-19 possa raggiungere i 100 miliardi di dollari. Lo scrive l’agenzia di stampa statale russa Tass. «Secondo i dati preliminari degli esperti, il fatturato di questo vaccino sul mercato mondiale è stimato in circa 100 miliardi di dollari, il fatturato annuo», ha detto il leader del Cremlino in un incontro con i membri del consiglio d’amministrazione dell’Unione russa degli industriali e degli imprenditori. Il presidente russo si è rivolto agli imprenditori impegnati nella produzione dei vaccini affinché «amplino il lavoro» per la produzione della necessaria quantità di vaccini russi contro il coronavirus. «Presto sarà registrato il terzo vaccino, tutti lavorano, lavorano in modo efficace, le persone ne hanno bisogno, questo è un buon business», ha detto Putin.

Ministro della Salute tedesco positivo al test

Il ministro della Salute tedesco Jens Spahn è risultato positivo al test del coronavirus. Lo rende noto il ministero della Salute. Spahn si è isolato in casa. Il governo tedesco non deve andare in quarantena. Lo scrive la Dpa, citando un portavoce. Nonostante la presenza alla seduta di oggi del ministro della Salute, Jens Spahn, risultato positivo al test - è stato spiegato - non è richiesta infatti una clausura per tutti i membri che vi hanno preso parte. La seduta si è tenuta rispettando le regole igieniche e il distanziamento. Alla riunione del governo ha partecipato anche la cancelliera Angela Merkel.

La Francia proroga lo stato d’emergenza fino al 16 febbraio

Il governo francese intende prorogare lo stato d’emergenza sanitaria, ripristinato in Francia sabato scorso, fino al 16 febbraio incluso: è quanto riferito dal portavoce del governo, Gabriel Attal, in conferenza stampa a Parigi. Attualmente lo stato d’emergenza sanitario era stato ripristinato fino al 16 novembre. Il portavoce ha inoltre confermato che il premier Jean Castex terrà domani alle ore 17 una conferenza stampa sull’applicazione delle misure per lottare contro l’epidemia. In quell’occasione, ha proseguito, «un certo numero di dipartimenti» passerà in allerta massima, per alcuni con coprifuoco.

Parziale lockdown in Repubblica Ceca

Il governo ceco ha annunciato che bloccherà il movimento delle persone e chiuderà negozi e servizi in un parziale lockdown per combattere il picco di casi di coronavirus.

Saranno consentiti spostamenti solo per lavoro, per fare la spesa e per andare dal medico, ha detto ai giornalisti il ministro della Salute Roman Prymula. Resteranno aperti solo i negozi di alimentari e le farmacie. Le misure saranno in vigore da giovedì mattina fino al 3 novembre.

Madrid verso il coprifuoco dalla mezzanotte

Madrid si prepara a un coprifuoco per limitare i contagi da coronavirus. Il responsabile regionale della Salute, Enrique Ruiz Escudero, ha dichiarato che si sta preparando un’ordinanza per limitare la mobilità dalla mezzanotte alle 6 del mattino quando sabato terminerà lo stato di allarme, in vigore da due settimane nella comunità. Lo riferisce El Pais.

Balzo dei casi in Germania

Il numero di casi confermati nelle ultime 24 ore in Germania è aumentato di 7.595 unità per un totale di contagi di 380.762. Lo riferisce l’Istituto Robert Koch precisando che ci sono stati ulteriori 39 decessi nel Paese (9.875 in totale).

317 morti in 24 ore in Russia, mai così tanti

In Russia si sono registrati 317 decessi provocati dalla Covid-19 nelle ultime 24 ore: il massimo dall’inizio dell’epidemia. I contagi nel corso dell’ultima giornata sono 15.700 e fanno salire a 1.447.335 il totale dei casi di Covid-19 finora accertati nel Paese di circa 144 milioni di abitanti. Stando ai dati ufficiali, in Russia 24.952 persone sono decedute a causa del morbo. Lo riporta il centro operativo nazionale anti-coronavirus.

Martedì 20 ottobre

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha superato il tetto dei 40,4 milioni, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University. Le vittime sono oltre un milione e 119 mila (1.119.545). I guariti sono 27,7 milioni.

Massimo livello d’allerta a Manchester

Boris Johnson imporrà restrizioni più severe alla città di Manchester, sfidando i leader locali che si sono opposti aspramente alla mossa. Johnson ha detto che la regione della città di circa 2,8 milioni di residenti entrerà nella categoria di rischio più elevato da venerdì.

Il premier ha spiegato che i ministri hanno impiegato 10 giorni cercando di raggiungere un accordo con il sindaco di Greater Manchester, Andy Burnham, e che il governo ha fatto una «generosa offerta» di sostegno finanziario. «Il sindaco purtroppo non l’ha accettata e data la situazione di salute pubblica devo ora procedere con lo spostamento della Greater Manchester al livello di allerta ‘molto alta’», ha detto Johnson in una conferenza stampa.

In Romania 3’400 casi e 65 morti nelle ultime 24 ore

La Romania - paese che conta circa 20 milioni di abitanti - ha registrato nelle ultime 24 ore 3’400 nuovi contagi da coronavirus, su 29’400 test, e 65 decessi. Come riferiscono i media regionali, dall’inizio della pandemia i totali sono stati di 186’245 casi e 5’996 vittime. I test effettuati sono stati finora oltre 2,8 milioni.

Berlino rafforza l’obbligo della mascherina

Nel clima di polemiche sulle misure anti-coronavirus, il Senato di Berlino ha deciso oggi di ampliare la prescrizione per l’uso delle mascherine: si dovranno indossare infatti anche in alcuni luoghi all’aperto, nelle file, nei mercati rionali e nei luoghi in cui non si può rispettare la distanza di 1,5 metri.

La capitale tedesca è particolarmente colpita dalla diffusione del virus: oggi il Robert Koch Institut ha segnalato 476 nuovi casi in 24 ore.

Brasile, superata la quota di 154’000 decessi

Il Brasile ieri ha registrato altri 271 decessi da Covid-19 nelle 24 ore precedenti. Il gigante sudamericano ha dunque raggiunto quota 154’176 morti da quando è stato segnalato il primo caso ufficiale della malattia nel paese, alla fine di febbraio.

Secondo il bilancio del ministero della salute, in 24 ore sono state registrate altre 15’383 diagnosi positive, portando a 5’250’727 i casi totali della malattia.

Sempre secondo il ministero, il Brasile ha segnato un calo del numero di contagi e di vittime per la quarta settimana consecutiva.

In termini assoluti, gli Stati con il maggior numero di morti sono San Paolo (38’035 su 1’064’039 casi), Rio de Janeiro (19’770 su 291’413 casi), Cearà (9’211 su 265’583 casi), Pernambuco (8’490 su 156’130 casi) e Minas Gerais (8’453 su 336’648 casi).

Cina, Sinopharm pronta a produzione su larga scala

Sinopharm, società cinese al lavoro su due vaccini anti COVID-19, si avvia alla produzione di massa.

Il presidente Liu Jingzhen, secondo la tv statale in lingua inglese CGTN, ha detto in una conferenza stampa che Sinopharm «è pronta a cominciare la produzione su larga scala di vaccini per assicurare scorte sufficienti e sicure».

La Cina conta di produrre 610 milioni di dosi di vaccini entro la fine dell’anno, ha confermato Zheng Zhongwei, a capo della task force di sviluppo dei vaccini anti COVID-19, aggiungendo che la produzione salirà nel 2021 per soddisfare la domanda sia interna sia globale.

Nuovo record di contagi in Olanda, 8’182 in 24 ore

Nuovo record di contagi da coronavirus nei Paesi Bassi. Tra ieri mattina e stamattina, 8’182 nuovi casi sono stati segnalati all’Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l’ambiente (Rivm).

L’agenzia di stampa Anp parla di «un nuovo record giornaliero» precisando che ieri l’istituto aveva riportato 8’011 test positivi, domenica 8’175 e sabato 8’131.

La Spagna valuta la possibilità del coprifuoco

«Stanno arrivando settimane molto difficili: la seconda ondata è una realtà in tutta Europa». Lo ha detto il ministro della sanità spagnolo, Salvador Illa, sottolineando che Madrid sta valutando la possibilità di decretare lo stato di allerta per tutto il paese e introdurre il coprifuoco notturno, sul modello francese. Lo riportano i media spagnoli.

Nonostante vi siano situazioni diverse tra i vari territori la situazione «è preoccupante». «Il virus non viaggia da solo» e dobbiamo «ridurre la mobilità dei contatti con lo sforzo di tutti», ha spiegato Illa annunciando che giovedì ci sarà una riunione con il Comitato interterritoriale per la salute, che riunisce tutti i consiglieri regionali. E in quel forum, ha aggiunto il ministro, si valuterà la possibilità di un coprifuoco: «lo analizzeremo».

Cina, somministrati i vaccini a 60.000 persone

La Cina vanta 13 vaccini contro la COVID-19 in fase clinica di cui quattro giunti in fase 3, quella finale: le dosi somministrate finora hanno interessato 60.000 persone che non hanno segnalato effetti collaterali gravi. È quanto ha riferito Tian Baoguo, vicedirettore del ministero della scienza e della tecnologia, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Pechino. Tian, secondo i media locali, ha poi aggiunto che tutti i candidati vaccini si sono dimostrati al momento sicuri.

In Bosnia tasso di positività oltre il 20%

Record di contagi e vittime in Bosnia-Erzegovina, dove nelle 24 ore il bilancio è stato di 718 nuovi casi di coronavirus e 20 decessi, per un totale di 1.028 da inizio epidemia. I contagi sono stati in tutto 35.389. Essendo stati effettuati 2.671 test, l’incidenza in fatto di positività è risultata di oltre il 20%.

Record di contagi in Russia

Sono 16.319 i nuovi contagi di COVID-19 accertati in Russia nelle ultime 24 ore: si tratta del numero più alto registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Stando ai dati del centro operativo nazionale anti-coronavirus, nel corso dell’ultima giornata sono morte 269 persone portando a 24.635 il totale ufficiale delle vittime del morbo in Russia. I contagi di COVID-19 accertati in Russia sono in tutto 1.431.635.

Il Regno Unito pensa di contagiare cavie umane per accelerare sul vaccino

Il Regno Unito sta spingendo per essere la prima nazione a condurre degli studi esponendo deliberatamente cavie umane al coronavirus. I test, che dovrebbero coinvolgere fino a 90 volontari sani, potrebbero iniziare a gennaio e puntano ad accelerare la corsa per ottenere un vaccino contro la COVID-19. Il governo, riferisce la BBC, sta investendo 33,6 milioni di sterline. La sicurezza sarà una priorità numero uno, insistono gli esperti, anche se il piano dovrà ora essere vagliato sul piano etico e ricevere l’approvazione delle autorità di regolamentazione, prima di poter andare avanti. I ricercatori utilizzerebbero dosi controllate del virus per scoprire qual è la quantità minima che può causare l’infezione da coronavirus nei volontari di età compresa tra i 18 e i 30 anni.

Balzo record di contagi in Bulgaria

Balzo record dei contagi in Bulgaria, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati ben 1.024 casi di coronavirus, pari al 23,2% dei 4.406 test diagnostici effettuati. Si tratta del nuovo record giornaliero di contagi nel Paese balcanico. Il maggior numero delle persone contagiate si registra nella capitale Sofia: 292. Il totale dei casi da inizio epidemia è a oggi di 30.527. Da ieri sono stati segnalati ventidue decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 1.008. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico-sanitario è salito a 1622. Attualmente vi sono 12’366 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 1.562 pazienti, 88 dei quali in terapia intensiva. Rimane grave in particolare la situazione nelle regioni di Targovishte (nord) e Blagoevgrad (sud) dove è stato introdotto il codice ‘rosso’, il massimo grado di pericolo di infezione. Nel capoluogo di Blagoevgrad, dove ormai tutti i posti letto per infetti da COVID-19 negli ospedali sono esauriti, è stato reintrodotto il divieto dei festeggiamenti per nozze e battesimi. Esauriti i posti letto anche nell’ospedale per pronto soccorso Pirogov, il più grande a Sofia e in Bulgaria. Nella città di Plovdiv (sud), seconda per grandezza in Bulgaria dopo la capitale Sofia, da oggi è stato introdotto il limite di cento visitatori per volta nei grandi negozi. I media locali informano che oggi il Governo dovrebbe decidere di reintrodurre l’obbligo di portare le mascherine anche per le strade dei centri abitati. Attualmente sono obbligatorie soltanto nei negozi e altri luoghi pubblici.

In Argentina superato il milione di casi

Con i 12’982 contagi delle ultime 24 ore, l’Argentina ha superato il milione di casi di coronavirus. Lo ha reso noto il ministero della Salute a Buenos Aires. È il quinto Paese al mondo ad aver raggiunto quella cifra. L’ultimo rapporto delle autorità sanitarie ha indicato che i contagi da Covid-19 da marzo sono ora 1’002’662 e che i 451 decessi dell’ultimo giorno hanno fatto salire il bilancio totale dei morti a 26’716. Le persone ricoverate in terapia intensiva, infine, sono attualmente 4392, con una percentuale di occupazione dei letti del 64% sul territorio nazionale e del 63,2% nell’area metropolitana di Buenos Aires.

Impennata casi in Europa? «Errori sulla quarantena»

L’aumento vertiginoso dei casi di coronavirus nell’emisfero settentrionale è dovuto al fatto che le persone entrate in contatto con un contagiato «non sono state messe in quarantena per un periodo adeguato». Lo sostiene il direttore per le emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Michael Ryan. «Non è accaduto ovunque e in modo sistematico ma sono convinto che sia la principale ragione per la quale stiamo vedendo dei numeri così alti», ha aggiunto precisando che nella metà dei 48 Paesi dell’area Europa che fanno parte dell’Agenzia dell’Onu i casi di Covid-19 sono aumentati del 50%.

In Germania la curva dei contagi torna a salire

La curva dei contagi in Germania torna a salire dopo una leggera discesa del week end: i nuovi casi riportati oggi dall’Istituto Robert Koch sono 6’868, contro i 4’325 di ieri e i 5’587 di domenica. La scorsa settimana, in diversi momenti, era stata superata la soglia dei 7’000 contagi. I nuovi decessi invece sono 47 (ieri erano stati 12 e il giorno prima dieci).

Lunedì 19 ottobre

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha superato il tetto dei 40,2 milioni, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University. Le vittime sono oltre un milione e 116 mila (1.116.167). I guariti sono 27,5 milioni.

Negli USA superati i 220 mila morti

I morti per Covid-19 hanno superato quota 220 mila negli USA, che continuano a mantenere il triste primato mondiale anche per numero di contagi: oltre 8,2 milioni. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del sito della Johns Hopkins University.

Torna il lockdown in Irlanda

L’Irlanda è il primo Paese europeo a ripristinare il lockdown ma le scuole restano aperte.

In Francia oltre 13 mila casi in 24 ore

Abituale calo del numero dei casi positivi di Covid-19 il lunedì per un afflusso rallentato dei dati a Santé Publique France durante il week-end: sono stati, stando ai dati di stasera, 13.243, contro i 29.837 di ieri. Il tasso di positività dei test è al 13,4%, i decessi - fra ospedali, case di cura e istituti per disabili - sono stati 146. Il totale delle vittime dal 1 marzo sale a 33.623.

In Gran Bretagna quasi 19 mila casi

Sono 18.804 i casi di Covid-19 in Gran Bretagna nelle ultime 24 ore. I morti sono 80. Lo scrive la Bbc citando il governo britannico.

In Serbia calano i contagi

Calo dei contagi in Serbia, dove nelle ultime 24 ore i nuovi casi di coronavirus sono stati 122, rispetto a numeri superiori alle 200 unità quotidiane degli ultimi cinque giorni. I test effettuati da ieri sono stati 5.746, per un totale di oltre 1,2 milioni. I pazienti in terapia intensiva sono ad oggi 24. In tutto da inizio epidemia nel paese balcanico si sono registrati 36.282 contagi e 778 vittime, comprese le due nelle ultime 24 ore. A fronte della sensibile ripresa dei contagi nella nuova fase epidemica, le autorità sanitarie e quelle di governo ripetono gli appelli al rispetto perentorio delle norme di prevenzione per evitare un ritorno a chiusure totali e limitazioni negli spostamenti, come avvenuto in primavera con il coprifuoco dalle 17.00 alle 6.00 rimasto in vigore per quasi due mesi, unitamente al divieto assoluto di uscire di casa per gli ultra 65enni.

In Etiopia riaprono le scuole dopo 7 mesi

In Etiopia le scuole riaprono oggi dopo una chiusura di oltre sette mesi a causa della pandemia. La riapertura sarà graduale, con gli studenti dei distretti rurali che torneranno a lezione per primi. Il Paese del Corno d’Africa punta a riaprire tutte le scuole di primo e secondo grado entro metà novembre. Alcuni genitori continuano a essere scettici nel mandare i propri figli a scuola, ma il ministero dell’Istruzione ha affermato che si stanno prendendo le misure necessarie per ridurre al minimo il rischio di diffusione del virus. Tra queste rientra la distribuzione di 50 milioni di mascherine per alunni e insegnanti. Gli studenti dell’ultimo anno di scuola secondaria sosterranno online gli esami dell’anno prossimo. L’Etiopia non ha introdotto blocchi completi durante la pandemia, mentre lo stato di emergenza di cinque mesi è terminato all’inizio di settembre. Il Paese del Corno d’Africa registra a oggi 89.137 contagi e 1.352 decessi.

In Cina nessun nuovo caso locale

In Cina continentale ieri non sono stati riportati nuovi casi di COVID-19 trasmessi localmente. Lo ha dichiarato oggi la Commissione Sanitaria Nazionale. Nel suo resoconto giornaliero, la commissione ha detto che ieri sono stati confermati in Cina continentale 13 casi importati, di cui cinque a Shanghai, tre nel Guangdong, due ciascuno a Tianjin e nello Shaanxi e uno nello Shanxi. La commissione ha aggiunto che non sono stati riportati nuovi casi sospetti o decessi relativi alla malattia. La commissione ha dichiarato che ieri 16 pazienti affetti da COVID-19 sono stati dimessi dagli ospedali della Cina continentale dopo essere guariti. Fino al termine della giornata di ieri sono stati segnalati in Cina continentale 3.123 casi importati totali. Di questi, secondo la commissione 2.887 sono di persone dimesse dopo essere guarite e 236 di persone in cura negli ospedali mentre non sono stati segnalati decessi. Il totale dei casi confermati in Cina continentale ieri è arrivato a 85.685, con 249 pazienti ancora in cura, quattro dei quali erano in condizioni gravi, 80.802 persone dimesse dopo essere guarite e 4.634 deceduti per la malattia. La commissione ha affermato che in Cina continentale risultano tre casi sospetti del virus, aggiungendo che 7.851 contatti ravvicinati sono ancora posti sotto osservazione medica, da cui ieri sono state dimesse 1.127 persone.

Il Brasile sfiora i 154 mila morti, la curva sta calando

Le segreterie sanitarie dei governi statali del Brasile hanno indicato che il gigante sudamericano si avvicina a 154mila morti per coronavirus, mentre la media dei decessi è scesa del 30%. Fino a ieri, sono state registrate 153.885 vittime da Covid-19, incluse le 195 riportati nelle ultime 24 ore.

La media mobile dei decessi (ovvero la media dei decessi negli ultimi 7 giorni) è stata pari a 483, con un calo del 27% rispetto alla media di 14 giorni prima, divenendo il dato più basso dal 7 maggio.

Il Paese più ricco e popoloso dell’America Latina ha nel frattempo avuto altri 8.874 contagi fino alla notte scorsa, accumulando un totale di 5.232.541 di casi dalla fine di febbraio, quando venne segnalato il primo positivo a San Paolo.

Proprio a San Paolo, lo Stato dove la pandemia ha colpito più duramente, si sono registrati finora 38.020 morti e 1.063.502 di contagi. La media mobile dei decessi a San Paolo ha avuto un calo del 28% (110 vittime fino a sabato contro le 155 della misurazione precedente), secondo quanto riportato da Cnn Brasil sulla base dei dati del governo di quello Stato.

Romania, un terzo degli ultimi test era positivo

In Romania su soli 8.040 test effettuati nelle ultime 24 ore, ben 2.466 sono risultati positivi (30.6%). Tali dati confermano la situazione sempre allarmante nel Paese balcanico, alle prese come gli altri Paesi della regione con una rapida diffusione del coronavirus in questa seconda ondata.

Da ieri si sono registrati altri 57 morti con 757 pazienti attualmente ricoverati in terapia intensiva. A Bucarest, secondo quanto riportato dai media locali, è stata superata la soglia dei 3 casi ogni mille abitanti.

Nelle prossime ore è atteso un annuncio del governo su nuove misure restrittive per fronteggiare l’ulteriore diffusione della pandemia.

Al via il tracciamento a livello europeo con le prime 3 app

Al via un sistema europeo di tracciamento per il coronavirus, con le app di Italia, Irlanda e Germania. Lo ha annunciato la Commissione Ue su Twitter.

«Per sfruttare il pieno potenziale delle app di tracciamento, abbiamo fissato un sistema europeo, in modo che le app nazionali interagiscano tra loro. Oggi il sistema diventa operativo con le app di Italia, Irlanda e Germania».

La lotta al coronavirus è la nostra massima priorità. Le app di tracciamento aiutano ad abbattere la catena delle infezioni. Incoraggio le persone ad usarle. Tre Paesi si sono uniti oggi, presto anche altri, perché si possa essere avvisati dei rischi ovunque siamo», ha commentato la presidente Ursula von der Leyen.

Galles in lockdown

Il Galles entrerà in lockdown da venerdì fino al 9 novembre nel tentativo di frenare l’epidemia da coronavirus. Lo ha annunciato oggi il primo ministro gallese, Mark Drakefors, in una conferenza stampa, introducendo le misure più severe di tutto il Regno Unito. A partire dalle 18 ora locale di venerdì, sarà chiesto agli oltre 3 milioni di cittadini di rimanere a casa, mentre i negozi non essenziali saranno chiusi.

Sudafrica, positivo il ministro della Sanità ora in isolamento

Il ministro della Sanità sudafricano, Zweli Mkhize, ha comunicato che lui e sua moglie sono risultati positivi al Covid-19, come riportato dai media locali. Il ministro è stato sottoposto a test dopo aver registrato stanchezza e perdita di appetito.

Ora Mkhize è in isolamento e dice di essere ottimista sulla guarigione completa di entrambi. Si tratta del quinto ministro a contrarre il virus in Sudafrica.

Mkhize ha esortato i concittadini nel continuare a prendere le precauzioni sanitarie per ridurre il rischio di una seconda ondata. Il Paese è il più colpito dell’Africa, con 703.793 contagi e 18.471 decessi.

Allarme in Belgio, chiusi bar, ristoranti e coprifuoco

Crescono ancora le nuove infezioni da Covid-19 in Belgio, dove da oggi prendono il via nuove misure di contenimento, con la chiusura di bar e ristoranti ed il coprifuoco dalla mezzanotte alle cinque del mattino. Il numero medio di nuovi contagi giornalieri, calcolato tra il 9 e il 15 ottobre, è salito attestandosi a 7.876 (+ 79%). Lo riferiscono le autorità sanitarie del Paese. Le persone attualmente ricoverate in ospedale sono 2.485, di cui 412 in terapia intensiva (una situazione simile a quella dell’inizio del lockdown). In particolare, martedì scorso erano stati 12.051 i casi identificati in un giorno, il numero più alto di infezioni nel Paese dall’inizio della pandemia. Tra il 9 e il 15 ottobre il virus ha ucciso in media più di 30 persone (+14,3) al giorno.

Israele, pandemia rallenta ma contagi ancora elevati

Al secondo giorno di uscita graduale dal lockdown, il ministero della sanità israeliano ha reso noto che nelle ultime 24 ore si sono avuti 892 casi positivi su circa 27 mila tamponi, con una percentuale di contagio del 3,5%. Ancora due settimane fa era l’11,3%. Il ministero ha tuttavia avvertito che ieri in alcune zone (fra cui località con una forte percentuale di contagi ed ospizi) il numero dei test è rimasto basso. La pandemia è in fase di regressione ma, secondo il ministero, l’estensione dei contagi resta elevata. Altri dati sono comunque giudicati incoraggianti dal ministero della sanità. I malati gravi, che erano 800 una settimana fa, sono scesi a 600. I malati attivi, nello stesso periodo, sono calati da 50 mila a 30 mila. Con centinaia di casi la mortalità, ad agosto, è risultata superiore alla media registrata negli anni passati nello stesso mese. Oggi il totale dei decessi è di 2.209, 17 più di ieri. Anche questa cifra rappresenta un rallentamento poiché nelle settimane passate si erano invece avuti in Israele fino a 40-50 decessi quotidiani.

Record di contagi in Russia

Sono 15.982 i nuovi casi di COVID-19 accertati in Russia nelle ultime 24 ore: si tratta del numero più alto registrato in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Stando ai dati ufficiali, nel corso dell’ultima giornata sono morte 179 persone portando a 24.366 il totale delle vittime dell’epidemia. I contagi accertati in Russia sono in tutto 1.415.316. Frattanto, secondo un conteggio eseguito dall’agenzia AFP, sono oltre 40 milioni i casi di coronavirus nel mondo dall’inizio della pandemia.

Domenica 18 ottobre

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha superato il tetto dei 39,6 milioni, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University: il dato mostra un aumento di oltre 2 milioni di casi in appena una settimana. Le vittime sono oltre un milione e 100 mila (1.109.992), circa 100 mila in più rispetto al tetto del milione raggiunto a fine settembre. I guariti sono 27,2 milioni.

Quasi 4 mila casi e 60 morti in Romania

Il coronavirus continua a correre anche nei Balcani, con la Romania che resta il Paese della regione maggiormente colpito dall’epidemia. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati in Romania 3.920, con 60 altri decessi, numeri che portano i totali a 180.388 e 5.872. Su quasi 10 mila pazienti in ospedale, 749 sono in terapia intensiva. Il Paese ha effettuato più di 2,8 milioni di test, il numero più alto fra i Paesi della regione. Resta alta la curva dei contagi in Croazia e Slovenia, che hanno registrato rispettivamente 819 casi e otto morti, e 726 contagi e tre vittime. In Bulgaria sono stati 603 i casi di coronavirus da ieri, con 10 morti, in Bosnia-Erzegovina 556 e tre. Anche la Macedonia del Nord registra una forte ripresa epidemica, con 428 casi e 10 morti nelle 24 ore, mentre la Serbia registra una situazione stabile al di sopra di quota 200 casi quotidiani: nelle ultime 24 ore sono stati 214 i contagi, due le vittime. In Kosovo si sono registrati 137 casi e una vittima, in Montenegro i contagi sono stati 188, i decessi cinque.

Parigi spettrale nella prima notte di coprifuoco

C’è chi ha scattato foto della Tour Eiffel, del Pantheon o di Montmartre deserte e le ha pubblicate sui social riproponendo le immagini per qualcuno spettrali, per altri mozzafiato, delle strade di Parigi che non brulicano più di persone ma sono deserte e immerse nel silenzio; chi si è barricato, depresso, in casa; chi si è ribellato e ha organizzato subito una festa clandestina, e persino chi ha protestato sfidando multe e polizia. Così Parigi è sprofondata alle 21 di sabato nel primo coprifuoco dopo quelli imposti dall’occupante nazista nel 1940.

Superati i 250 mila morti in Europa

In Europa sono stati superati i 250mila morti a causa del coronavirus, secondo un nuovo bilancio fornito dall’Afp. In particolare, sono stati registrati 250.030 decessi per il Covid-19 nel continente (con 7.366.028 contagi). Più di due terzi sono nel Regno Unito (43.646), in Italia (36.543), Spagna (33.775), Francia (33.392) e Russia (24.187). Negli ultimi sette giorni sono stati registrati più di 8.000 morti (8.342), il bilancio più pesante in una settimana da metà maggio.

Protesta anti-restrizioni, scontri a Praga

Il centro di Praga si è trasformato questo pomeriggio in un campo di battaglia, quando la polizia è intervenuta per disperdere una manifestazione di tifosi di squadre di calcio e hockey che protestavano contro i divieti nell’ambito delle misure anti-Covid. Da parte dei manifestanti sono stati lanciati sassi e petardi, mentre la polizia usava gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Secondo alcuni testimoni ci sono dei feriti. Le autorità hanno deciso di sciogliere la manifestazione perché i partecipanti - circa 2.000 - superavano di gran lunga il numero consentito di 500 per i raduni.

Negazionista muore di Covid a 33 anni

Un influencer ucraino con oltre un milione di follower, che aveva negato l’esistenza del Covid-19, è morto proprio a causa del virus a 33 anni. Dmitriy Stuzhuk, esperto di fitness e promotore di una vita salutista, si era ammalato durante un viaggio in Turchia ed era stato ricoverato in ospedale al suo ritorno in Ucraina, dopo essere risultato positivo. In ospedale, erano subentrate complicazioni cardiache. Durante il ricovero Stuzhuk aveva postato sui social il suo mea culpa: «Voglio condividere come mi sono ammalato e mettere in guardia tutti. Ero uno che pensava che il Covid non esistesse, finché non mi sono infettato. Non ha vita breve! E’ pesante». La sua ex moglie ha confermato che fosse «in gravi condizioni» e che il «suo cuore non ce la faceva». I due si erano separati sei mesi fa, dopo aver avuto tre figli, la più piccola di appena nove mesi.

«Siamo vicini a uno tsunami»

«Siamo molto vicini a uno tsunami» del contagio da Covid-19 nella regione di Bruxelles capitale e in Vallonia (il Sud del Paese), cioè «a una situazione in cui non si controlla più quello che succede». Lo ha detto oggi il ministro della sanità belga Frank Vandenbroucke intervenendo a una trasmissione televisiva sulla rete RTL-TVI. Tra l’8 e il 14 ottobre, secondo l’Istituto per la sanità pubblica Sciensano, la media giornaliera dei contagi è arrivata a 7.388, l’88% in più rispetto ai sette giorni precedenti. Il numero dei ricoveri quotidiani ha registrato una crescita del 93% superando i 233. Per Vandenbroucke la situazione sanitaria nella Vallonia e a Bruxelles «è la peggiore» del Paese e quindi « la più pericolosa di tutta Europa».

In Gran Bretagna vaccino già dopo Natale

Il sistema sanitario britannico si starebbe preparando a introdurre un vaccino contro il coronavirus subito dopo Natale. E’ quanto riferisce il Sunday Times, che riporta dichiarazioni di Jonathan Van-Tam, vice chief medical officer dell’ente sanitario nazionale britannico. Van-Tam ha dichiarato ai parlamentari la scorsa settimana che la fase tre di sperimentazione del vaccino messo a punto dall’Università di Oxford e prodotto da AstraZeneca significa che una distribuzione di massa è all’orizzonte già a dicembre.


Covid: il mondo verso i 40 milioni di contagi

Viaggiano ormai verso quota 40 milioni i contagi da coronavirus nel mondo. E’ quanto registra la Johns Hopkins University. Quest’ultima ha registrato finora oltre 39 milioni e 700 mila casi, con gli Stati Uniti sempre in testa (oltre otto milioni), seguiti da India e Brasile. La Spagna è il Paese dell’Ue più colpito, al settimo posto con oltre 936 mila casi. Superate nel mondo il milione e 100 mila vittime.

In Israele da oggi uscita graduale dal lockdown

Mentre da oggi Israele inizia un’uscita graduale da circa un mese di lockdown, la percentuale dei contagi di coronavirus registrata nelle ultime 24 ore è stata del 2,8%. Si tratta di 395 casi su oltre 14 mila tamponi. Lo ha reso noto il ministero della sanità secondo cui questa cifra - che è la più bassa in assoluto nelle ultime settimane - va tuttavia esaminata con prudenza perché di sabato il numero dei tamponi è molto basso. In una giornata media c’è ancora da aspettarsi, secondo il ministero, una cifra complessiva di circa 1.500 nuovi casi positivi al giorno. Ieri, il premier Benyamin Netanyahu ha dunque rinnovato gli appelli alla popolazione affinché si astenga ancora da assembramenti di qualsiasi genere. Al momento i malati gravi sono 673, e di questi 237 sono in rianimazione. I decessi sono saliti ieri di 20 unità, a 2190. I malati attivi sono oltre 33 mila.

Sabato 17 ottobre

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha superato il tetto dei 39 milioni, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University: il dato mostra un aumento di 2 milioni di casi in appena una settimana. Le vittime sono oltre un milione e 100 mila (1.104.367), circa 100 mila in più rispetto al tetto del milione raggiunto a fine settembre. I guariti sono 27 milioni.

Positiva la ministra degli Esteri belga

Positiva al coronavirus è risultata anche la ministra degli Esteri ed ex premier belga Sophie Wilmes che lo ha reso noto con un tweet. In Belgio, intanto, aumentano ancora i contagi dove i ricoveri giornalieri sono praticamente raddoppiati passando da una media di 107 ai 207 negli ultimi sette giorni. Oggi ha annunciato di essere positivo al Covid-19 anche Il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg che, come la Wilmes, ha partecipato lunedì scorso in Lussemburgo, al Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea.

Il presidente tedesco in quarantena

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier si è messo in quarantena dopo che una delle sue guardie del corpo è risultata positiva al coronavirus. Lo ha annunciato uno dei suoi portavoce. Steinmeier è stato in contatto con la persona «per diversi giorni» la scorsa settimana. Il presidente si è anche sottoposto a un test per il Covid-19 e ora è in attesa del risultato.

Restrizioni per 28 milioni di persone in Gran Bretagna

Circa 28 milioni di persone in Inghilterra, oltre metà della popolazione, vivono da oggi sotto le rigide restrizioni imposte per far fronte all’ondata di casi di coronavirus. Il governo del primo ministro Boris Johnson ha introdotto un sistema di lockdown a tre livelli per cercare di contenere la malattia. La Gran Bretagna è il paese più colpito in Europa, con oltre 43.000 morti e quasi 700.000 casi. Le ultime misure vietano le riunioni al chiuso di persone di famiglie diverse nella capitale Londra e in altre parti dell’Inghilterra.

Oltre 1000 contagi e 10 morti in Croazia

Anche oggi la Croazia ha registrato più di mille nuovi contagi da coronavirus, dopo il balzo-record di ieri con 1.131 casi. Nelle ultime 24 ore il numero di casi positivi al covid-19 sono stati 1.096. Come riferito dai media regionali, da ieri vi sono stati 10 decessi per le conseguenze del coronavirus. I casi attivi sono ad oggi 4.844, in ospedale sono ricoverati 530 pazienti, dei quali 28 in terapia intensiva. Le persone in autoisolamento sono 20.389. Da inizio pandemia la Croazia ha registrato in totale 24.761 contagi e 355 vittime. I guariti sono stati 19.562. I test effettuati finora sono stati 392.052, dei quali 6.980 nelle ultime 24 ore.

Il Sudafrica supera i 700 mila casi

Il Sudafrica ha superato la soglia dei 700 mila contagi. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie del Paese registrando, nelle ultime 24 ore, 2019 nuovi infetti e 61 decessi. Nel Paese il numero complessivo di vittime legate al Covid 19 è salito a 18.370.

La Merkel ai tedeschi: «State a casa per favore»

«Rinunciate a qualsiasi viaggio che non sia realmente necessario, a qualsiasi celebrazione che non sia realmente necessaria. Per favore, restate a casa il più possibile». Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel nel suo podcast settimanale. La Germania vive un nuovo picco dei contagi da coronavirus. «Quello che sarà l’inverno, quello che sarà il nostro Natale, sarà deciso nei giorni e nelle settimane a venire», ha ammonito.

In Perù la più alta incidenza di mortalità nel mondo

Il Perù è il Paese dove il coronavirus sta causando il maggior numero di morti, in relazione alla popolazione, con 102 vittime per ogni 100 mila abitanti. Seguono, nella drammatica classifica, il Belgio (89), la Bolivia e la Spagna (72 ciascuno).

Un positivo a Santa Marta, la residenza del Papa

Si registra un nuovo caso di Covid in Vaticano, questa volta a Santa Marta, la residenza del Papa. «Il malato, al momento asintomatico, è stato posto in isolamento, come anche coloro che sono venuti in contatto diretto con lui, e ha lasciato temporaneamente Casa Santa Marta, dove abitualmente risiede», riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. «Nei giorni scorsi i tre casi positivi tra residenti e cittadini dello Stato della Città del Vaticano sono guariti. Nel frattempo - riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni - è stato individuato un altro caso di positività al Covid-19 tra i residenti dello Stato, a cui si aggiungono i positivi riscontrati tra le Guardie Svizzere.

A Malta scatta l’obbligo della mascherina

Da stamani l’uso delle mascherine è obbligatorio sempre ed ovunque a Malta, inclusi i luoghi all’aperto e tutti i posti di lavoro. Dopo l’ennesimo record di contagi da coronavirus, il governo maltese ha varato il provvedimento, specificando che però le multe per i trasgressori (da 50 a 100 euro) scatteranno solo dal 24 ottobre. Inoltre è stato deciso che bar e locali dovranno chiudere alle 23. Il primo ministro Robert Abela, annunciando le misure ha specificato che il governo è pronto ad inasprire le multe se l’obbligo non sarà rispettato aggiungendo che «la vita deve continuare per tutti ma tutti devono avere comportamenti responsabili».

Il vicepremier e ministro della Sanita’, Chris Fearne, a sua volta ha informato che dal 28 ottobre Malta comincerà ad usare test rapidi «che hanno il 95% di affidabilità’».

Altri 253 morti in Iran

Il numero dei morti in Iran per Covid 19 ha superato i 30mila dopo il decesso di 253 persone nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 4.103 i nuovi positivi che fa salire i contagiati a 526.490. «Almeno 423.921 infetti sono guariti e altri 4.721 sono ricoverati in terapia intensiva», ha detto la portavoce. «I tamponi effettuati salgono a 4.482.263», ha aggiunto.

Lockdown parziale in Polonia

Entrano in vigore da oggi le nuove restrizioni anti-Covid a Varsavia e in altre città della Polonia, che ora saranno considerate ‘zone rosse’, dopo l’annuncio nei giorni scorsi dal premier, Mateusz Morawiecki, nel tentativo di rallentare il diffondersi dell’epidemia, dopo il record di 8.099 casi in 24 ore. Tutte le scuole secondarie in quelle zone saranno chiuse e gli studenti passeranno alla didattica a distanza. I ristoranti chiuderanno alle 21, i matrimoni saranno vietati e ci saranno limiti più severi al numero di persone ammesse nei negozi, sui mezzi pubblici e nei servizi religiosi.

Positivo il ministro degli Esteri austriaco

Il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg è risultato positivo al coronavirus ed è stato posto in isolamento. Lo ha riferito il ministero. «Finora non ha mostrato alcun sintomo», ha detto una portavoce, citata dall’agenzia di stampa APA. Secondo la stessa fonte, è possibile che il ministro abbia contratto la malattia Covid-19 durante il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, lunedì scorso in Lussemburgo,

In Germania quasi 8 mila contagi

L’istituto tedesco delle malattie infettive Robert Koch ha reso note le nuove cifre dei contagi in Germania: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 7’830 nuovi casi (per un totale di 348’557) e altri 33 decessi (totale: 9,734).

Nuovo record in Ucraina

Nelle ultime 24 ore in Ucraina sono risultate essere positive al coronavirus altre 6’410 persone, un record dall’inizio della pandemia. Il totale sale così a 295’227.

Venerdì 16 ottobre

Il numero dei contagi da coronavirus in tutto il mondo ha superato il tetto dei 39 milioni, secondo quanto certifica la Johns Hopkins University: il dato mostra un aumento di 2 milioni di casi in appena una settimana. Le vittime sono quasi un milione e 100 mila (1.099.469), circa 100 mila in più rispetto al tetto del milione raggiunto a fine settembre. I guariti sono quasi 27 milioni.

Ordinanza in Lombardia, bar e ristoranti chiusi alle 24

Bar, pub e ristoranti chiusi alle 24 da domani in Lombardia. In tali attività dopo le 18 il consumo di alimenti e bevande viene consentito esclusivamente ai tavoli. E’ quanto stabilisce la nuova ordinanza alla firma dal governatore Attilio Fontana.

Il provvedimento prevede anche lo stop alle competizioni sportive dilettantistiche che prevedano il ‘contatto fisico’ e la chiusura di sale gioco, scommesse e bingo. Vietato il consumo di alcol e alimenti sul suolo pubblico dalle 18 alle 6. L’ordinanza è valida su tutto il territorio regionale da domani fino al 6 novembre.

Le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado organizzano le attività didattiche con modalità a distanza alternate ad attività in presenza, ad eccezione delle attività di laboratorio. E’ quanto prevede la nuova ordinanza della Regione Lombardia alla firma del presidente Attilio Fontana. Alle Università, nel rispetto della specifica autonomia, è raccomandato di organizzare le proprie attività, al fine di promuovere il più possibile la didattica a distanza.

USA: 62.000 casi in 24 ore, oltre 8 milioni di contagi

I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultimi 24 ore sono stati 62.000, il livello più alto dal 31 luglio.

E’ quanto emerge dai calcoli di Washington Post. Secondo i calcoli di NBC il numero totale di casi negli Usa ha superato gli 8 milioni. Il numero delle vittime della pandemia negli Usa ha superato le 217 mila.

Belgio, fermi caffè e ristoranti un mese, coprifuoco notturno

Caffè e ristoranti saranno chiusi per quattro settimane in Belgio. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga citando una fonte non ufficiale e precisando che una valutazione della misura avrà luogo dopo due settimane.

I ministri dei governi federali e delle Comunità e delle Regioni sono riuniti dalle 14 a Palazzo Egmont e stanno discutendo ulteriori misure da adottare per arginare la diffusione del coronavirus.

Il comitato di consultazione che riunisce i principali ministri del governo federale e le entità federate ha deciso oggi di stabilire un coprifuoco notturno tra mezzanotte e le 5 del mattino a livello nazionale, scrive ancora l’agenzia Belga.

Israele verso la fine del secondo lockdown: contagi in picchiata

Contagi in picchiata, tasso di infezione anche: Israele torna a vedere la luce. Primo Paese al mondo a richiudersi - per di più nel pieno delle feste ebraiche più importanti dell’anno - dalla mezzanotte di domenica sera 18 ottobre uscirà gradualmente da un lockdown durato quasi un mese. Un blocco che ha suscitato infinite polemiche politiche e divisioni sociali ed ha avuto un costo economico non indifferente (quasi 200 mila disoccupati). Per un certo periodo Israele ha contato due record negativi: il più alto rapporto tra contagi giornalieri e numero di abitanti (circa 8 milioni di abitanti) ed il sorpasso degli Usa nella comparazione tra numero di morti e popolazione: 3.5 vittime per milione di abitanti, contro il 2.2 degli Stati Uniti. Ora la situazione si è rovesciata: i contagi sono scesi dal picco di 9 mila al giorno agli attuali 1.608. Il tasso di morbilità è passato dal 15%, al 4,5%, il più basso dal luglio scorso. Diminuiscono anche i malati gravi che sono ad oggi 713, sotto la soglia degli 800 (più volte superata nelle settimane passate) considerata la linea rossa per gli ospedali. Da domenica prossima Israele riaprirà gradualmente: dalle scuole primarie (anche nelle ‘zone rosse’), alle piccole aziende senza contatti con il pubblico, alle spiagge, ai trasporti (aerei inclusi), all’abolizione del limite di 1 chilometro per gli spostamenti da casa (via libera quindi alle manifestazioni politiche centralizzate), alle visite ad amici e parenti, al permesso per i ristoranti di servire cibo da asporto.

Oms, in Europa quasi 3 volte i casi registrati a marzo

La scorsa settimana, il numero di casi di Covid-19 segnalati in Europa è stato quasi 3 volte superiore rispetto al primo picco di marzo. Lo ha dichiarato oggi a Ginevra il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sul coronavirus.

«Con l’avvicinarsi dell’inverno - ha aggiunto - i casi stanno aumentando soprattutto in Europa, dove i Paesi stanno espandendo le misure e molte persone sono comprensibilmente stanche del disagio che la pandemia sta causando alle loro vite e ai loro mezzi di sostentamento».

In lockdown 150 mila persone nel nord della Grecia

La regione di Kozani, capitale della Macedonia occidentale, nel nord della Grecia, è stata posta in un nuovo lockdown, per l’impennata di casi di coronavirus. Il confinamento durerà fino al 29 ottobre, ha annunciato oggi l’Agenzia per la sanità pubblica. Le misure riguardano circa 150 mila persone: obbligo di mascherina all’aperto e all’interno degli spazi di lavoro, tutti i raduni sospesi e ogni movimento al di fuori della regione vietato. Negozi, palestre, parchi, ristoranti, cinema, musei e siti archeologici sono chiusi. A differenza di marzo e aprile, le scuole rimangono aperte.

Chiuso il confine tra USA e Canada

Il confine tra USA e Canada rimarrà chiuso finché la situazione del coronavirus non sarà sotto controllo negli Stati Uniti. Lo ha dichiarato oggi il premier canadese Justin Trudeau in un’intervista. L’accordo sulla chiusura scade il 21 ottobre, ma Trudeau ha spiegato che il suo paese è impegnato a mantenere le cose come stanno. «Gli Usa - ha aggiunto - non sono in una situazione per cui ci sentiremmo a nostro agio nel riaprire i confini. Continueremo ad assicurarci che la sicurezza canadese sia al primo posto. Vediamo i casi negli Stati Uniti e in altre parti del mondo, e dobbiamo mantenere i controlli alle frontiere». La scorsa settimana 13 stati americani - tra cui Alaska, Minnesota, Montana e North Dakota, che confinano con il Canada - hanno superato i propri record precedenti per numero di nuovi casi in un periodo di sette giorni. Anche il Canada, sebbene il tasso dei contagi sia di molto inferiore a quello degli Usa, non è immune dalla seconda ondata: nelle ultime due settimane, secondo dati governativi, ci sono stati quasi 31 mila nuovi positivi e 372 decessi.

Ristoratori protestano contro la chiusura a Barcellona

Diverse centinaia di manifestanti sono scesi in piazza a Barcellona per protestare contro la chiusura di bar e ristoranti in Catalogna, ordinata ieri chiusi per almeno 15 giorni dalle autorità con l’obiettivo di rallentare la progressione dell’epidemia da coronavirus.

I dimostranti, la maggior parte dei quali impiegati nel settore della ristorazione, si sono riuniti di fronte al municipio di Barcellona e alla sede del governo catalano.

Tra la folla, camerieri, chef, proprietari di piccoli ristoranti, si sono messi a battere su delle pentole. Alcuni hanno gettato uova e piatti. «Così moriremo di fame», hanno urlato alcuni dei manifestanti.

Lombardia: «Le nuove misure non saranno drammatiche»

«Le nuove misure non saranno misure drammatiche». Lo ha detto oggi il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, dopo l’incontro con i sindaci in videoconferenza parlando della prossima ordinanza che potrebbe essere emanata tra questa sera e domani.

«I lombardi possono essere meno preoccupati - ha aggiunto - ma devono essere attenti alle misure altrimenti c’è il rischio che l’epidemia degeneri». «Io - ha anche aggiunto Fontana - sono meno preoccupato che a marzo».

Le misure che la Regione Lombardia prenderà riguarderanno in particolar modo il trasporto locale - ridurre le persone sui mezzi pubblici - e la scuola (parziale insegnamento a distanza), ha spiegato Fontana.

La didattica a distanza riguarderà solo le scuole superiori. «Abbiamo chiesto che si cerchi di organizzare la distribuzione dell’inizio delle attività scolastiche , questo dovrebbe portare a una riduzione delle presenze trasporto pubblico».

Coprifuoco in Francia, nessuna deroga per cinema e teatri

Il premier francese, Jean Castex, ha respinto la richiesta di una deroga del coprifuoco oltre le 21:00 per i cinema i teatri. Le regole del coprifuoco «devono essere le stesse per tutti», incluso il mondo della cultura e dello spettacolo, ha detto il capo del governo. Fonti vicine all’esecutivo fanno comunque sapere che misure supplementari di sostegno verranno adottate per sostenere il mondo del cinema e dello spettacolo in crisi a causa del coronavirus.

Il tribunale di Berlino dà ragione ai bar, niente stop alle 23

Il tribunale amministrativo di Berlino ha annullato il regolamento introdotto nella capitale tedesca una settimana fa circa la chiusura dei bar e dei ristoranti a partire dalle 23 alle 6 come misura di contenimento contro la diffusione della Covid-19. Lo rende noto l’agenzia Dpa. Il tribunale ha accolto un ricorso di una dozzina di locali, giudicando il provvedimento sproporzionato. I ricorrenti sostenevano che la chiusura dei luoghi di ritrovo non impedisce ai giovani di incontrarsi altrove, magari dove non si applicano le misure di igiene contemplate nei locali.

In Germania oltre 7 mila contagi

Nuovo record di casi di coronavirus in Germania dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati 7.334 contagiati per un totale di 348.557. Lo ha annunciato l’istituto Robert Koch. È il secondo giorno consecutivo che in Germania si registrano numeri così alti. Sale anche il bilancio delle vittime, con 324 persone decedute nelle ultime 24 ore per un totale di 9.734. Ieri i nuovi contagi in Germania erano stati 6638, il numero più alto mai registrato in un giorno nel paese dall’inizio della pandemia. Crescono i numeri anche dei pazienti in terapia intensiva: sono 655 oggi, erano 487 una settimana fa.

Giovedì 15 ottobre

In tutto il mondo sono stati superati i 38,5 milioni di casi di coronavirus. Lo si legge negli aggiornamenti della Johns Hopkins University. In particolare, il numero dei contagi è di quasi 38.588.292, i morti sono 1.093.359, le persone guarite sono 26.725.746.

In Francia oltre 30 mila casi in un giorno

Per la prima volta superano quota 30 mila i nuovi positivi in una sola giornata in Francia: Santé Publique ne ha annunciati stasera 30.621, con un tasso di positività che arriva al 12,6%. I decessi sono stati 88 da ieri (totale 33.125), in rianimazione sono occupati 1.750 letti.

Scatta il semaforo «rosso» in Austria

Peggiora la situazione COVID in Austria. Per la prima volta, dopo il lockdown in primavera, un intero Comune è stato messo in quarantena. Si tratta del Comune di Kuchl nel land Salisburgo. Secondo il governatore Wilfred Haslauer, «lo sviluppo è drammatico». Con 130 nuovi casi al giorno il land ha addirittura superato le punte dell’inizio della pandemia. Secondo Haslauer, gli ospedali con questi ritmi tra due settimane potrebbero già essere al limite. Per la prima volta scatta anche il «rosso» sul semaforo COVID, che indica il pericolo di contagio su quattro livelli, simile al bollettino valanghe. Il livello più alto riguarda due zone in Tirolo, una nel land Salisburgo e una in Alta Austria. Nel frattempo il governo Kurz sta preparando un ulteriore giro di vite per evitare un secondo lockdown.

Lockdown parziale in Polonia

Il governo polacco ha annunciato un lockdown parziale nel Paese di fronte all’impennata di contagi da coronavirus.

Londra impone la quarantena per chi arriva dall’Italia

La Gran Bretagna ha rimosso l’Italia dalla lista dei Paesi sicuri sul fronte Covid, il che significa che chiunque arrivi nel Regno Unito dall’Italia a partire da domenica deve osservare un periodo di 14 giorni di auto-isolamento. Lo annuncia il ministero dei Trasporti britannico citato dalla Press Association.

Nel Regno Unito quasi 19 mila contagi

Il Regno Unito registra oggi 18.980 contagi giornalieri di coronavirus e 138 vittime. Lo riporta Sky News.

8 milioni americani caduti in povertà da maggio

Negli Stati Uniti 8 milioni di persone sono scivolate in povertà da maggio con la fine degli stimoli all’economia varati dal Congresso. Lo riporta il New York Times citando uno studio della Columbia University, che arriva mentre i democratici e i repubblicani cercano un nuovo accordo per lo stanziamento di nuovi aiuti. Un’intesa al momento appare lontana anche se il segretario, Steven Mnuchin, e la Speaker della camera, Nancy Pelosi, continuano a trattare.

Nuovo record in Bosnia, 569 casi e 14 morti in 24 ore

La Bosnia-Erzegovina ha registrato oggi un nuovo record giornaliero di contagi da Covid-19, con 569 nuovi casi nelle ultime 24 ore e 14 decessi. I principali focolai sono sempre le principali città, 88 casi a Sarajevo, 75 a Banja Luka e 47 a Mostar e il loro numero è in continua crescita dall’inizio della settimana, così come negli altri Paesi della Regione. Le autorità di Sarajevo hanno deciso nuove misure più rigorose, tra cui l’obbligo di portare la mascherina anche all’aperto.

Londra alza l’allerta da sabato

Londra passerà al livello di «allerta alta» a partire da sabato a mezzanotte, il secondo nella scala delle restrizioni imposte dal premier britannico Boris Johnson. Lo riferiscono i media britannici. La misura prevede il divieto di riunioni in casa con amici. Oltre a Londra, passano al livello 2 di allerta anche altre sette zone dell’Inghilterra: Essex, Elmbridge, Barrow in Furness, York, North East Derbyshire, Chesterfield e Erewash. Questo livello implica che le persone non conviventi, qualsiasi sia il loro numero, non possono incontrarsi al chiuso, né in casa né in pub e ristoranti. Resta possibile invece incontrarsi all’aperto ma a gruppi di massimo sei persone, bambini inclusi. Pub, bar e ristoranti in Inghilterra avevano già l’obbligo di chiudere alle 22.00.

Tre tamponi per entrare a Pechino

Le autorità di Pechino richiedono ai viaggiatori in arrivo nella capitale cinese dall’estero di effettuare tre tamponi molecolari per la COVID-19, dopo la recente ripresa dei voli internazionali diretti per la città. Lo ha reso noto ieri in conferenza stampa il funzionario Tian Tao, membro del gruppo di lavoro istituito dalla capitale per la prevenzione e il contenimento dell’epidemia di coronavirus. I viaggiatori provenienti dall’estero in arrivo a Pechino, ha spiegato Tian, dovranno sottoporsi a un primo test e presentare il certificato con esito negativo nei cinque giorni precedenti l’imbarco sul volo, in seguito dovranno sottoscrivere una dichiarazione sul proprio stato di salute ed effettuare un secondo tampone molecolare alla dogana e infine fare un terzo test dopo aver completato un periodo di quarantena in Cina. Da quando Pechino ha ripreso i voli internazionali diretti, il 3 settembre, la città ha disposto l’apertura di 34 hotel per l’osservazione medica collettiva e la quarantena. Secondo i funzionari cinesi, un totale di 9.437 persone sono state ospitate nei vari siti preposti alla quarantena, mentre 2.905 sono ancora sotto osservazione medica. La conferenza stampa si è tenuta ieri a seguito di una recrudescenza del virus nel fine settimana nella città di Qingdao, nella provincia cinese dello Shandong, con 12 nuovi casi confermati di COVID-19 segnalati finora. Fino al 14 ottobre, Pechino aveva identificato cinque persone entrate a stretto contatto con i casi confermati segnalati a Qingdao. Tutti e cinque gli individui e i loro contatti stretti, per un totale di 15 persone, sono risultati negativi alla COVID-19 e si trovano sotto osservazione medica.

Michel, servono progressi sul coordinamento fra Stati Ue

«E’ importante fare ulteriori progressi a livello di coordinamento e di cooperazione fra gli Stati membri, gli ultimi giorni abbiamo preso importanti decisioni, ma non è abbastanza, dobbiamo continuare a sviluppare più coordinamento e più cooperazione a livello europeo per limitare la diffusione del coronavirus». Così il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

In Francia con il coprifuoco torna l’autocertificazione

Torna l’autocertificazione per uscire di casa dopo le 21 nelle città francese in cui sarà in vigore, da sabato, il coprifuoco sanitario. Lo ha annunciato il primo ministro, Jean Castex in conferenza stampa a Parigi dopo la stretta annunciata ieri sera dal presidente Emmanuel Macron. Castex ha elencato alcune circostanze particolari che consentono ai cittadini di uscire: motivi di lavoro, urgenza di una visita medica o ospedaliera, necessità di andare in una farmacia di turno o passeggiata con il cane. L’autocertificazione si potrà, come nel caso della primavera scorsa, scaricare dallo smartphone e sarà valido un’ora. «La seconda ondata epidemica arriva in tutta Europa», ha detto Castex. «Questa situazione imponeva una reazione forte e rapida», ha avvertito il primo ministro, aggiungendo che da una decina di giorni «c’è stata un’accelerazione improvvisa e spettacolare» che si «tradurrà con l’arrivo di numerosi pazienti in ospedale». «Dodicimila poliziotti e gendarmi saranno, ogni notte, incaricati di verificare i divieti» di circolazione imposti dal coprifuoco nelle città francesi per il Covid, ha annunciato Castex. Ecco le sanzioni previste per chi viola il coprifuoco: «135 euro con aumenti per le recidive che arriveranno a 6 mesi di carcere e 3.750 euro di multa per la terza violazione».

OMS: «La situazione in Europa è molto preoccupante»

L’evoluzione della situazione coronavirus in Europa è «molto preoccupante». Lo ha detto il direttore dell’ufficio regionale dell’OMS, Hans Kluge, nel corso di un briefing sul coronavirus.

«Dati molto preoccupanti in Austria»

Secondo il cancelliere Sebastian Kurz, in Austria l'andamento della pandemia ha assunto dimensioni «molto preoccupanti». Il capo del governo Oevp-Verdi chiede un giro di vite dei Laender nella lotta contro il Covid. «Alla luce della massiccia diffusione del virus in Europa servono misure drastiche. A tutti deve essere chiaro che la situazione è seria», afferma Kurz in un appello ai governatori dei laender. Nella lettera, pubblicata dall'Apa, il cancelliere chiedere interventi a livello regionale, «perché da un certo momento test tempestivi e contact tracing non saranno più possibili». Kurz rivolge anche un appello agli austriaci a prendere sul serio la situazione, sostenendo le misure di contenimento.

«Allerta alta» a Londra da sabato

Londra passerà al livello di «allerta alta» a partire da sabato a mezzanotte, il secondo nella scala delle restrizioni imposte dal premier britannico Boris Johnson. Lo riferiscono i media britannici. La misura prevede il divieto di riunioni in casa con amici.

Immunità di gregge bocciata da 80 esperti

L’idea di arrestare il virus raggiungendo l’immunità di gregge è un errore pericoloso, non supportato da alcuna evidenza scientifica. Tenere sotto controllo la diffusione del virus - mettendo in atto delle regole da rispettare - è il modo migliore di proteggere società ed economia fino all’arrivo di terapie e vaccini efficaci ed evitare nuovi lockdown. È la voce unanime di 80 scienziati di tutto il mondo e di varie competenze scientifiche tra cui epidemiologi, pediatri, virologi, psicologi, che hanno stilato la lettera aperta ‘John Snow Memorandum’, pubblicata oggi su The Lancet; la lettera sarà anche presentata al 16imo World Congress on Public Health programme 2020.

Record di morti in Russia, 286 in 24 ore

Il numero di vittime di COVID-19 in Russia è aumentato di 286 unità nelle ultime 24 ore, il più alto dall’inizio della pandemia. Lo riporta il centro di crisi anti-coronavirus. Il precedente record di 244 morti è stato registrato il 13 ottobre. In tutto, secondo il centro di crisi, nel Paese sono morte 23.491 persona. I contagi sono stati poi 13.754 per un totale di 1,354,163.

Stato di emergenza in Thailandia

Con migliaia di manifestanti che circondano la sede dell’esecutivo a Bangkok, il governo thailandese ha proclamato nella notte lo stato di emergenza, che vieta assembramenti di più di cinque persone e la pubblicazione di notizie o messaggi nocivi per la sicurezza nazionale. Lo ha annunciato la tv di Stato. «E’ estremamente necessario introdurre urgenti misure per porre fine a questa situazione in modo rapido ed efficace per mantenere l’ordine», è stato detto dai canali statali. Il provvedimento è entrato in vigore da subito, alle 4 di notte locali. Ieri, dopo aver accerchiato la sede del governo, i manifestanti avevano gridato insulti e alzato tre dita - il segno della resistenza alla dittatura nel film «The Hunger Games» - al passaggio dell’automobile che trasportava il re Vajiralongkorn e la regina Suthida, una scena impensabile nel regno fino a poco tempo fa. I manifestanti chiedono un nuovo governo che rimpiazzi quello del generale golpista Prayuth Chan-ocha, una nuova Costituzione al posto di quella scritta dai militari, e lo stop alla persecuzione dei dissidenti politici.

Oltre 6 mila casi in Germania

La Germania registra 6.638 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, che segnano anche un nuovo record di contagi da inizio pandemia. Lo riportano i dati ufficiali. Il precedente primato di casi in 24 ore risaliva al 28 marzo quando ne erano stati registrati 6.294.

Mercoledì 14 ottobre

In tutto il mondo sono stati superati i 38 milioni di casi di coronavirus. Lo si legge negli aggiornamenti della Johns Hopkins University. In particolare, il numero dei contagi è di quasi 38.344.196, i morti sono 1.088.979, le persone guarite sono 26.537.821.

Merkel: «Nuove restrizioni, un aggiornamento tra 10 giorni»

Data la curva di crescita «talvolta molto ripida» in alcune zone della Germania, «saranno introdotte limitazioni nei contatti nelle zone dove le nuove infezioni superano i 50 nuovi contagi per 1000 abitanti sia in pubblico che in privato»: lo ha annunciato la cancelliera Angela Merkel nel presentare i risultati della riunione di oltre otto ore insieme ai ministri-presidenti dei Land tedeschi. «Sappiamo che i dati di oggi riflettono gli accadimenti dei dieci giorni precedenti e quindi se introduciamo delle misure dobbiamo aspettare dieci giorni per vedere se la dinamica dell’epidemia si è fermata o diminuita e solo allora vedremo se sono necessarie altre misure» ha aggiunto.

«Economicamente non ci possiamo permettere una seconda ondata come quella che abbiamo avuto in primavera» ha continuato la cancelliera, in riferimento ai 250 miliardi di nuovi debiti. Angela Merkel ha poi spiegato la stretta correlazione tra la sopravvivenza del sistema sanitario e quella del sistema economico: «Chi si mette al servizio del sistema sanitario, si mette al servizio anche dell’economia».

USA, 54.512 casi e 826 morti in un giorno

Nella giornata di ieri, martedì 13 ottobre, negli Stati Uniti i nuovi casi di contagio da coronavirus sono stati 54.512, e almeno 826 i morti. Secondo i dati del New York Times nell’ultima settimana la media giornaliera dei nuovi contagi è stata superiore ai 52 mila casi, il 21% in più rispetto a due settimane fa. Il totale dei casi dall’inizio della pandemia è di 7.908.000, le vittime almeno 216 mila.

La Gran Bretagna sfiora i 20 mila casi in un giorno

Il Regno Unito ha registrato 19.724 casi di positività al coronavirus in 24 ore - un nuovo record giornaliero - con un aumento di quasi 2.500 unità (+14%) rispetto a ieri, quando i contagi in più sono stati 17.234. Lo scrive il Guardian.I morti sono stati 137, poco meno della cifra record di 143 di ieri, la più alta dall’inizio di giugno. I morti per Covid-19 sono saliti quindi a 43’155.

Germania, feste private limitate a 10 persone

In regioni con un numero significativo di infezioni le feste private saranno limitate a dieci partecipanti e massimo due nuclei familiari. È stato deciso oggi nella riunione tra la cancelliera Angela Merkel e i ministri-presidenti dei Länder. Lo riferisce l’agenzia di stampa tedesca Dpa. Nelle regioni e nelle città tedesche considerate focolai di Covid-19 i ristoranti dovranno chiudere alle 23.00, scrive dal canto suo il Bild. La Dpa aggiunge che sarà introdotto l’obbligo di mascherina dove non è possibile rispettare le distanze di sicurezza o dove si passa molto tempo insieme nei Länder e nelle città tedesche dove viene superata la soglia dei 35 nuovi contagi per 100’000 abitanti in una settimana.

Torna lo stato d’emergenza in Francia

Un decreto che instaura nuovamente lo stato d’emergenza sanitario in Francia è stato adottato questa mattina dal Consiglio dei ministri, lo riporta Bfm Tv.

Lo stato d’emergenza - scaduto lo scorso 9 luglio in Francia e non prorogato - dovrebbe tornare nuovamente in vigore da venerdì a mezzanotte. Consentirà, in particolare, al governo di adottare provvedimenti urgenti che implicano la limitazione dei movimenti o delle libertà dei cittadini per motivi straordinari e temporanei.

Sempre secondo Bfm Tv, che cita fonti concordanti, il presidente francese Emmanuel Macron annuncerà stasera in diretta televisiva un coprifuoco in tutte le città poste in stato di massima allerta sanitaria, compresa quindi Parigi. Il coprifuoco, secondo le stesse fonti citate dall’emittente, dovrebbe scattare dalle 21.00.

Stretta in Portogallo

Misure contro il coronavirus più rigide in Portogallo, dove oggi sono stati registrati 2027 nuovi casi. Lo riporta il Guardian. Da domani nel Paese non ci potranno essere riunioni con più di cinque persone, mentre per matrimoni e battesimi il tetto è stato fissato a 50. Abolite anche tutte le feste all’università e raddoppiate le multe, da 5000 a 10’000 euro (da 5384 a 10’769 franchi al cambio attuale), per gli esercizi commerciali che non rispettano le nuove regole. Intanto il governo guidato da Antonio Costa si appresta a proporre l’obbligo di mascherina all’aperto.

Scuole chiuse in Repubblica Ceca

La Repubblica Ceca ha deciso la chiusura di scuole, campus universitari, bar e locali per tre settimane nel tentativo di arginare l’aumento di casi di coronavirus. Lo riporta la Bbc. Dal primo marzo nel Paese ci sono stati oltre 1.600 morti a causa del Covid-19 e oggi sono stati annunciati 8.000 nuovi contagi, un numero record che si era verificato solo un’altra volta dall’inizio della pandemia. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), nelle ultime due settimane la Repubblica Ceca ha registrato il più alto tasso d’infezioni in Europa.

Chiusi bar e ristoranti per 15 giorni in Catalogna

La Catalogna ha deciso di chiudere tutti i bar e ristoranti della regione per 15 giorni nel tentativo di fermare la nuova ondata di coronavirus. La chiusura di bar e ristoranti in Catalogna entrerà in vigore la notte tra giovedì e venerdì e durerà 15 giorni, ha annunciato il presidente ad interim della regione Pere Aragones. «Si tratta di una misura dolorosa ma necessaria», ha sottolineato.

La COVID-19 rischia di far arretrare la lotta alla tubercolosi

La pandemia di Covid-19 rischia di annullare i progressi degli ultimi anni nella lotta alla tubercolosi, fino a oggi la malattia infettiva più letale. È l’avvertimento contenuto nel rapporto annuale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) secondo il quale la tubercolosi potrebbe uccidere quest’anno tra le 200’000 e 400’000 persone in più del 2019 quando ci sono state 1,4 milioni di vittime.

Tunisia, 2234 nuovi casi e 34 morti in 48 ore

Continuano a salire i casi di coronavirus in Tunisia, dove in 48 ore (secondo i dati riferiti al l’11 e 12 ottobre) sono stati registrati altri 2’234 contagi, che portano il totale delle infezioni confermate nel Paese nordafricano a quota 34’790. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che il bilancio dei decessi è salito a 512, di cui 34 nelle 48 ore considerate.

Delle persone che risultano ancora positive, 750 sono ricoverate in ospedale, 149 in rianimazione e 73 in respirazione assistita. I tamponi effettuati da inizio epidemia sono 282’457. Per contrastare la diffusione del coronavirus le autorità tunisine hanno decretato la misura del coprifuoco notturno in numerose città del Paese. Oltre alla «Grand Tunis», ovvero la macro area urbana della capitale che comprende i governatorati di Tunisi, Ariana, Ben Arous, e Manouba, con oltre 2,6 milioni di abitanti, il coprifuoco notturno è stato adottato anche nelle città di Sousse, Monastir, Sidi Bouzid, Beja, Biserta, Kef, Gabes, Djerba, Tozeur, Jendouba, Nabeul ed Hammamet.

Secondo le autorità sanitarie 6 governatorati e 36 delegazioni sono state classificate ad «alto rischio epidemico». Bar e caffè possono servire i clienti solo in modalità take-away e da lunedì inoltre è in vigore l’obbligo di portare mascherina in ogni spazio o locale pubblico, pena ammenda. Dal 28 settembre scorso per chi arriva dall’Italia in Tunisia, oltre all’obbligo della presentazione del test Rt-Pcr negativo, è previsto l’obbligo di autoisolamento domiciliare per sette giorni.

Picco in Slovenia, 707 casi nelle 24 ore, due morti

Forte balzo dei contagi in Slovenia, dove con 707 casi nelle 24 ore si è registrato il nuovo record giornaliero di infezioni da coronavirus. I test effettuati sono stati 4’902. Ieri i casi erano stati 397. Come hanno reso noto i responsabili sanitari, da ieri vi sono stati due decessi. I pazienti in ospedale sono 172, dei quali 26 in terapia intensiva. Le autorità di governo hanno annunciato nuove restrizioni per contenere la forte diffusione del virus.

Per le agenzie Onu «l’impatto della pandemia è devastante»

L’impatto della pandemia da Covid-19 è «devastante» a livello economico e sociale: si stima che 690 milioni di persone siano attualmente malnutrite e che entro fine anno possano aumentare di altre 132 milioni di unità. Inoltre quasi la metà dei 3,3 miliardi della forza lavoro nel mondo è a rischio di perdere i propri mezzi di sostentamento. Lo dicono 4 agenzie Onu - Ilo, Fao, Ifad e Oms - in una dichiarazione congiunta. I più vulnerabili sono coloro che lavorano nell’economia informale perché, privi di protezione sociale e di accesso a cure sanitarie di qualità, ora hanno perso la possibilità di accedere agli strumenti produttivi. L’intero sistema alimentare sta subendo danni pesanti dalla pandemia: la chiusura dei confini, le restrizioni ai commerci e il confinamento hanno impedito ai coltivatori di accedere ai mercati, per comprare ciò che gli serviva e vendere i loro prodotti, distruggendo la catena di fornitura alimentare a livello nazionale e internazionale, e riducendo la possibilità di avere una dieta sana, sicura e variata. Decimati anche i posti di lavoro.

In molte famiglie chi portava i soldi a casa ha perso il lavoro, si è ammalato o è morto, e soprattutto nei paesi poveri molti sono a rischio di nutrizione. I lavoratori agricoli sono tra quelli che hanno dovuto continuare a lavorare spesso in condizioni poco sicure, per gli introiti irregolari e la mancanza di supporto sociale. Per questo, dicono le agenzie Onu, servono azioni immediate e importanti per salvare vite e mezzi di sostentamento, estendendo la protezione sociale alla copertura sanitaria universale e un supporto agli introiti per le fasce più colpite. Ora, concludono, è il momento della «solidarietà e sostegno globale, soprattutto con i più vulnerabili delle nostre società, e nei paesi emergenti. Solo insieme possiamo superare l’impatto della pandemia ed evitare che il suo intensificarsi porti ad una catastrofe umanitaria e alimentare protratta nel tempo».

L’Irlanda del Nord chiude scuole e pub

L’Irlanda del Nord chiuderà le scuole per due settimane, nell’ambito di un pacchetto di nuove misure restrittive per contenere l’epidemia di coronavirus. Lo riferisce la BBC. La premier nordirlandese Arlene Foster ha delineato le nuove misure, che includono anche limiti a matrimoni e funerali, ed entreranno in vigore venerdì. Pub e ristoranti chiuderanno per quattro settimane, ad eccezione di take away e consegne, mentre la pausa di metà semestre di Halloween per le scuole è stata estesa a due settimane.

La Germania intende estendere l’obbligo della mascherina

Il Governo tedesco intende estendere l’obbligo della mascherina dove non è possibile mantenere le distanze di sicurezza e nei casi in cui si sta insieme per lungo tempo: è quanto emerge da una bozza che sarà oggi oggetto di discussione tra i ministri-presidenti dei Land tedeschi e la cancelliera Angela Merkel e di cui Dpa ha preso visione. Potrebbe anche essere esteso il coprifuoco per la ristorazione anche sotto i 35 nuovi contagi per Covid su 100 mila abitanti in una settimana.

In Croazia nuovo record, 748 casi nelle 24 ore, 4 morti

In Croazia continua la forte impennata dell’epidemia di coronavirus con 748 casi confermati nelle ultime 24 ore, numero che segna un nuovo record giornaliero. Lo ha riferito l’Unità di crisi della Protezione civile che ha introdotto anche una serie di nuove misure restrittive.

L’ultimo record giornaliero era di 547 infezioni raggiunto venerdì scorso. Anche il totale dei pazienti con l’infezione attiva, ad oggi 3’210, è al massimo. Di questi 441 sono in cura ospedaliera e 27 richiedono anche l’aiuto della respirazione artificiale. Da ieri sono decedute quattro persone, che portano il numero delle vittime del Covid-19 in Croazia a 334. Dall’inizio della pandemia nel Paese sono stati registrati 21’741 contagi.

La forte crescita delle nuove infezioni ha costretto la Protezione civile a introdurre nuove restrizioni, come l’obbligo di indossare le mascherine anche al chiuso, negli uffici, bar e ristoranti e limitazioni per tutti gli assembramenti pubblici a cinquanta persone.

A Zagabria, dove da ieri si registrano più di 200 infezioni, è stato allestito un servizio di sorveglianza nei tram, bar e altri luoghi pubblici, ma per ora non ci sono sanzioni per le persone che non si attengono alle regole per combattere il virus. Davanti ai maggiori ospedali sono state sistemate tende per l’accoglienza dei malati lievi, anche se al momento non sono ancora in uso.

Russia, contagi ancora in crescita e nuovo record

I casi di coronavirus in Russia sono cresciuti di 14’231 unità in 24 ore, nuovo record dell’intera pandemia. Lo ha detto il centro di crisi anti-coronavirus. Negli ultimi due giorni il tasso di crescita non ha superato l’1,1%. Il totale dei casi in Russia ha raggiunto 1’340’409.

Impennata di casi in Belgio, +93% in sette giorni

Continuano a salire i contagi da coronavirus in Belgio. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto di sanità pubblica Sciensano tra il 4 e il 10 ottobre ci sono state in media 5’057 contagi al giorno. Si tratta di un aumento del 93% rispetto al precedente periodo di sette giorni. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga. Venerdì scorso è stato registrato il picco di 7’030 nuovi contagi.

Nuovo record Bulgaria, 785 casi nelle 24 ore, 8 morti

Nuovo balzo dei contagi in Bulgaria, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati ben 785 contagi su 5’819 test diagnostici effettuati: un nuovo record assoluto dopo quello del giorno precedente. Il maggior numero delle persone contagiate si registra nella capitale Sofia: 259.

Il totale dei contagi da inizio epidemia è a oggi di 25’774. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati otto decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 923. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico-sanitario è salito a 1’415. Attualmente vi sono 8’712 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 1’307 pazienti, 64 dei quali in terapia intensiva.

Francia in attesa degli annunci di Macron questa sera

La Francia intera, e Parigi in particolare, sono in attesa delle parole del presidente Emmanuel Macron, che questa sera risponderà alle domande di giornalisti di TF1 e France 2 durante il telegiornale delle 20 e annuncerà - con ogni probabilità - i provvedimenti urgenti del governo per far fronte all’aumento del contagio nella regione di Parigi e a Lille.

Stando a fonti vicine al governo, ieri riunito da Macron all’Eliseo in Consiglio di Difesa, il presidente starebbe per varare un provvedimento di coprifuoco a Parigi e nell’Ile-de-France sul tipo di quelli di Berlino e Francoforte, a partire dalle 20. Un provvedimento doloroso per tutto il settore della ristorazione e dell’intrattenimento oltre che per i parigini, alleviato soltanto parzialmente dalla partenza di molti per due settimane di vacanze scolastiche a cominciare da venerdì.

I contagi sono sempre alti, attorno ai 13’000 da qualche giorno, e il tasso di positività dei test ha toccato per la prima volta ieri il 12%. La pressione sugli ospedali è forte da diversi giorni in tutta l’Ile-de-France, le rianimazioni hanno superato il 40% di letti occupati da pazienti Covid-19.

Lockdown in Israele prorogato fino a domenica

Il lockdown in Israele è stato prorogato fino a domenica 18 ottobre. Lo ha stabilito all’unanimità il Comitato governativo sul coronavirus che al tempo stesso ha per ora escluso ogni allentamento delle restrizioni in atto nel Paese.

E’ stato tuttavia deciso che giovedì ci sarà una nuova riunione per decidere se mitigare alcune norme «in accordo con la morbilità indicata dalle statistiche», in particolare quelle per ristoranti, la riapertura degli asili e i piccoli commerci.

Continuano intanto a scendere i contagi, arrivati a 2’255 su 41 mila tamponi con un tasso di infezione del 5,4% (ieri era oltre il 7%). In calo anche i malati gravi che sono 808 (883 una settimana fa) ma salgono invece i decessi arrivati a 2055.

In Germania record di nuovi contagi, oltre 5’100

Sono 5’132 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore in Germania: è la prima volta da aprile. Lo riferisce il Robert Koch Institut. In ventiquattro ore si è passati da 4’122 contagi a 5’132. Sono ora 620 i pazienti in terapia intensiva nel paese, riferisce Bild, e 334’585 il totale dei contagiati dall’inizio dell’epidemia. Intanto, continuano a salire i casi positivi da coronavirus anche in Belgio. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto di sanità pubblica Sciensano tra il 4 e il 10 ottobre ci sono stati in media 5’057 contagi al giorno. Si tratta di un aumento del 93% rispetto al precedente periodo di sette giorni. Lo scrive l’agenzia di stampa Belga. Venerdì scorso è stato registrato il picco di 7’030 nuovi contagi.

Nuovo balzo dei contagi anche in Bulgaria, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati ben 785 contagi su 5’819 test diagnostici effettuati: un nuovo record assoluto dopo quello del giorno precedente. Il maggior numero delle persone contagiate si registra nella capitale Sofia: 259. Il totale dei contagi da inizio epidemia è a oggi di 25’774. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati otto decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 923. Il bilancio dei casi di infezione fra il personale medico-sanitario è salito a 1’415. Attualmente vi sono 8’712 casi attivi in Bulgaria, mentre negli ospedali sono ricoverati 1’307 pazienti, 64 dei quali in terapia intensiva.

Italia, controlli su 1’898 locali, 351 violazioni

«Nell’ambito dell’attuale emergenza sanitaria, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha rafforzato i controlli in materia di attuazione delle misure di contenimento al fine di prevenire la diffusione epidemica da COVID-19 realizzando, in condivisione con il Ministero italiano della Salute, uno specifico servizio di controllo in campo nazionale alle strutture di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande». E’ quanto si legge in un comunicato odierno.

«Gli interventi sono stati eseguiti dai 38 Nas, in stretta collaborazione con i reparti territoriali dell’Arma, presso 1’898 esercizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, quali ristoranti, pizzerie, trattorie, fast-food, pub, birrerie e bar, prediligendo i locali collocati in aree ad elevata frequentazione giovanile e ricreativa, specie in orari serali / notturni - prosegue la nota -. Il servizio straordinario, nella sua prima settimana di esecuzione, ha consentito di fornire una preliminare valutazione circa l’attuale livello di osservanza delle misure di contenimento da parte degli esercizi aperti al pubblico: nel corso dei controlli sono state contestate 351 violazioni alle citate disposizioni, con particolare riferimento al mancato uso delle mascherine di protezione facciale (43%) e nell’assenza di informazioni e cartellonistica relativa alle cautele da adottare da parte della clientela (13%)».

«Ulteriori violazioni hanno interessato nel 9% la distanza insufficiente fra tavoli, nel 9% il mancato distanziamento sociale tra le persone, nell’8% l’assenza di prodotti igienizzanti all’interno o all’ingresso dei locali nonché l’omessa attuazione delle corrette e periodiche procedure di pulizia e sanificazione degli ambienti (3%) - si legge ancora nel comunicato dei carabinieri italiani- Ulteriori inosservanze, pari al 15%, hanno riguardato altri obblighi previsti sia da normative nazionali che regionali e locali, oggetto di autonome ordinanze, relative ad esempio alla segnaletica orizzontale sui percorsi da seguire, omessa registrazione avventori e la misurazione della temperatura corporea. Contestualmente, sono state oggetto di controllo anche le fasi di preparazione, detenzione e vendita di alimenti con contestazione di 30 sanzioni penali e 310 amministrative per violazioni alle norme igienico-sanitarie che hanno altresì determinato il sequestro di kg. 4’077 di alimenti irregolari, per un valore di 59’000 euro, e la chiusura/sospensione dell’attività di 49 locali / strutture».

Martedì 13 ottobre

Sono 37.867.739 i casi di coronavirus registrati nel mondo. È quanto emerge dalla mappa in tempo reale della Johns Hopkins University. I morti totali sono 1.081.857, mentre i guariti sono 26.321.344.

Record di casi a Berlino: oltre 700 in un giorno

La capitale tedesca registra un nuovo record di contagi: 706 nuovi contagi in 24 ore, mai così tanti prima d’ora, e intanto in cancelleria ci si prepara al primo incontro di gestione dell’emergenza COVID in presenza tra la cancelliera Angela Merkel e i governatori dei 16 Land e città tedesche, domani a Berlino. La scelta di un incontro in presenza, e non in video-conferenza come si usa fare da giugno, è un segnale della nuova emergenza che richiede un dibattito più approfondito, si apprende dal responsabile della cancelleria Helge Braun, a quanto riferisce «Bild». Intanto il governatore della Baviera Markus Soeder chiede di non abbassare la guardia: «dobbiamo guardare negli occhi la realtà, siamo in una situazione molto seria e siamo a un passo dal perdere il controllo». Il governatore è tornato a paventare il rischio di un lockdown: «Dobbiamo frenare il virus prima che sia necessario tirare il freno di emergenza».

In Francia quasi 13 mila contagi e 117 morti

Scendono a 12.993 i nuovi casi positivi al coronavirus in una sola giornata in Francia, dopo il picco registrato sabato di quasi 27 mila, ma sale il numero dei decessi: 117 da ieri, 84 negli ospedali e 33 nelle case di cura (dati questi ultimi relativi agli ultimi 4 giorni). Continuano a salire in modo preoccupante i ricoverati (altri 252 rispetto a ieri, totale 8.949) e i pazienti in rianimazione: altri 55 da ieri, totale 1.642. Questi i dati giornalieri di Santé Publique France.

Nel Regno Unito record di morti da giugno

Nel Regno Unito l’andamento dell’epidemia di coronavirus si conferma drammatico. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 17.234 nuovi casi di contagio e 143 morti, un numero di vittime mai così alto dal 3 giugno, più del doppio rispetto al giorno precedente.

Record di contagi in Olanda: scatta la stretta anti-COVID

Continua a peggiorare la situazione in Olanda sul fronte dei contagi da coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati quasi 7.400 nuovi casi, secondo quanto riporta il Guardian: è una cifra record. L’attesa stretta anti-COVID è arrivata. Il premier Mark Rutte ha ordinato un «lockdown parziale» per contenere l’impennata dei nuovi contagi. Tutti i bar, i caffè ed i ristoranti chiuderanno a partire da domani. «Fa male ma è l’unico modo, dobbiamo essere più severi», ha detto Rutte in conferenza stampa.

La Romania è il Paese più colpito nei Balcani

La Romania è tornata a superare quota 3 mila nei contagi da coronavirus, che nelle ultime 24 ore sono risultati 3.109, per un totale di 160.461 da inizio pandemia. Da ieri vi sono stati altri 68 decessi che portano a 5.535 il numero complessivo delle vittime nel Paese che è quello più colpito dal virus nei Balcani. La Romania ha effettuato finora oltre 2,7 milioni di test, il numero più alto nella regione.

Nuovo record di casi in Bulgaria, che ha registrato 587 nuovi casi di COVID-19 nelle 24 ore, con 23 morti. Resta alta la curva dei contagi in Slovenia, con 397 nuovi casi e quattro vittime, in Croazia che ha registrato 372 contagi e tre decessi da ieri, e in Montenegro dove i contagi sono stati 218 su appena 649 test effettuati, con due decessi. La Bosnia-Erzegovina ha registrato nelle 24 ore 336 nuovi contagi e 11 vittime, e anche in Serbia i casi sono in leggero aumento, oggi 152 con due morti. Bilanci più contenuti e a due cifre in Kosovo, che registra 98 casi e un decesso, e in Macedonia del Nord con 80 casi e tre morti. In tutti i Paesi della regione sono all’esame possibili nuove misure restrittive per contenere la nuova ripresa di contagi, che tuttavia si mantiene a livelli meno preoccupanti rispetto ai Paesi dell’Europa occidentale.

Merkel: «Dobbiamo evitare un nuovo lockdown»

«I sacrifici» fatti nei mesi scorsi «rendono sempre più importante evitare un altro lockdown, dobbiamo assicurarci di aver imparato la lezione e dobbiamo chiedere ai cittadini europei di rispettare le regole»: così la cancelliera tedesca Angela Merkel intervenendo alla plenaria del Comitato europeo delle Regioni.

«Vedo con una certa preoccupazione l’aumento del tasso di infezione in tutta l’UE, si tratta di una questione molto seria», ha aggiunto la cancelliera. «Non dobbiamo buttare via ciò che abbiamo ottenuto attraverso restrizioni ai nostri comportamenti e misure varie» che «non sono state facili».

A Londra è «inevitabile» un nuovo giro di vite

È «inevitabile» che Londra superi il punto critico nell’epidemia di coronavirus ed entri in un regime di ulteriori restrizioni «nei prossimi giorni». Lo ha detto il sindaco Sadiq Khan a Sky News. «Tutti gli indicatori, i ricoveri in ospedale, quelli in terapia intensiva, il numero di contagiati tra le persone anziane, la diffusione della malattia, sta andando tutto nella direzione sbagliata», ha avvertito. Londra, al momento, è al primo dei tre livelli di restrizioni, quello «medio». Ma il Comune ha già messo in allerta la cittadinanza che la situazione «potrebbe cambiare molto rapidamente, potenzialmente anche questa settimana», e passare al secondo livello, quello «alto», che prevede l’impossibilità per le persone di riunirsi con altri nuclei familiari al chiuso, inclusi pub e ristoranti. Attualmente a Londra vige la regola del tetto di 6 persone per gli incontri e la chiusura alle 22 per locali e ristoranti.

In Russia record di morti e infezioni

La Russia ha registrato 244 morti per Covid-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus, nelle ultime 24 ore, rispetto ai 125 del giorno precedente. Si tratta del più alto numero di morti giornaliere dall’inizio della pandemia. Il numero totale di morti in Russia raggiunge così quota 22.966. Lo ha detto il centro di crisi anti-coronavirus. Le nuove infezioni sono state invece 13.868, anche queste un record assoluto. Lo riporta la Tass

A Parigi entro fine mese terapie intensive piene al 70-90%

Nuovo avvertimento del direttore del consorzio che riunisce gli ospedali di Parigi (AP-HP), Martin Hirsch, su quella che considera l’esplosione «ineluttabile» del numero di pazienti ammalati di Covid-19 in rianimazione. Intervistato dal quotidiano Le Parisien, Hirsch dice che, tenuto conto degli attuali indicatori, «intorno al 24 ottobre ci saranno come minimo tra gli 800 e i 1000 pazienti Covid nei servizi di rianimazione» dell’Ile-de-France, la regione di Parigi. Tra il «70% e il 90% delle nostre capacità attuali», ha avvertito, aggiungendo che «la situazione è grave». Nei 39 ospedali del consorzio AP-HP, ha precisato, circa il «20% degli interventi non prioritari» sono attualmente sospesi o rinviati. Intanto, alla vigilia dell’attesa intervista a reti unificate su France 2 e TF1, il presidente francese, Emmanuel Macron, presiede oggi un nuovo Consiglio di difesa sanitaria per organizzare la risposta al nemico invisibile. In particolare, il governo intende studiare i mezzi per bloccare la seconda ondata, che in Francia raggiunge livelli inquietanti. Dopo città come Parigi, Lione e Marsiglia, da questa notte anche Montpellier e Tolosa sono passate in zona di «allerta massima» insieme con diversi comuni circostanti. Secondo i dati diffusi da Santé Publique France, ieri nell’Esagono vi sono stati 1539 i ricoveri in rianimazione, 56 in più rispetto alla vigilia, il livello più alto da maggio.

Questa mattina, numerosi addetti del settore alberghiero e della ristorazione, tra cui cuochi e camerieri, hanno invaso una parte del Boulevard Péripherique, a Parigi, per far sentire la loro voce contro i provvedimenti per la crisi legata al coronavirus. Mentre a Rennes sono scesi in corteo i gestori delle discoteche per allertare l’esecutivo sul rischio fallimento.

I Paesi Bassi verso la chiusura dei ristoranti

Il governo olandese pensa di chiudere completamente i ristoranti e vietare la vendita di alcolici dopo le 20:00, come misure per contenere la curva dei contagi da coronavirus. Lo riporta RTL Nieuws. Le nuove misure, che nei Paesi Bassi hanno già suscitato le proteste degli imprenditori del settore, dovrebbero applicarsi per almeno due settimane e saranno presentate questa sera in conferenza stampa dal primo ministro Mark Rutte. Le scuole rimarranno aperte così come le palestre. Nei giorni scorsi i Paesi Bassi hanno superato la soglia dei 6.500 contagi quotidiani.

Johnson&Johnson sospende la sperimentazione del vaccino

La sperimentazione del vaccino anti-Covid-19 a cui sta lavorando la società Johnson&Johnson è stata sospesa dopo che uno dei partecipanti allo studio si è ammalato senza che gli esperti siano finora riusciti a trovare le cause. La pausa - riportano alcuni media statunitensi - è stata comunicata a tutti i ricercatori che si occupano dei circa 60 mila pazienti sottoposti alla sperimentazione.

Lunedì 12 ottobre

Sono 37.408.593 i casi di coronavirus registrati nel mondo. È quanto emerge dalla mappa in tempo reale della Johns Hopkins University. I morti totali sono 1.075.942, mentre i guariti sono 25.999.799.

In Francia 8.500 casi dopo il weekend

Scendono della metà rispetto a ieri e di oltre due terzi rispetto a sabato i contagi in Francia, secondo i dati diffusi da Santé publique questa sera, un lunedì, giornata usualmente di calo drastico delle cifre a causa dell’afflusso più lento dei dati da ospedali e case di riposo durante il fine settimana. Lunedì scorso erano stati poco più di 5000. Aumenta invece il numero dei decessi, 96 in più rispetto a quelli comunicati ieri, per un totale di 32’825. Il tasso di positività dei tamponi, che soltanto sabato aveva superato per la prima volta l’11%, arriva stasera all’11,8%.

Oms: «Preoccupante aumento di casi in Francia e Gran Bretagna»

«La stragrande maggioranza delle persone nella maggior parte dei Paesi rimane vulnerabile al coronavirus». Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus, ricordando che «gli studi suggeriscono che nella maggior parte dei Paesi meno del 10% della popolazione sia stata infettata dal Covid-19».

«Guardiamo con preoccupazione all’aumento delle ospedalizzazioni in Paesi come Francia e Regno Unito», ha aggiunto il direttore del programma emergenze dell’Oms, Mike Ryan.

«L’attuale scollamento tra la crescita del numero di casi e il numero dei morti», più basso rispetto alla prima ondata della pandemia, «potrebbe ridursi in maniera molto grave e catastrofica, a meno che non stiamo molto molto attenti», ha aggiunto Ryan.

«La minore mortalità è dovuta al fatto che ora siamo in grado di fare più test e tracciamenti» e «curiamo molto meglio i pazienti», ha affermato da parte sua la dottoressa Maria Van Kerkhove.

In Gran Bretagna un lockdown a 3 livelli, a Liverpool chiusi i pub

«Un lockdown generale» come in primavera «non sarebbe la cosa giusta» ma allo stesso tempo «non possiamo lasciare che la malattia faccia il suo corso: ciò porterebbe a molte morti e il sistema sanitario sarebbe sopraffatto». Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson comunicando al parlamento la decisione di introdurre un lockdown con «tre livelli» di gravità delle restrizioni a seconda delle zone del Regno. Il livello ‘medio’, ha spiegato Johnson, coprirà la maggior parte del Paese. Prevederà le regole attuali, vale a dire il limite di massimo sei persone per le riunioni e la chiusura alle 22 per i pub. Il livello di allerta ‘alto’ coprirà la maggior parte delle aree soggette alle attuali restrizioni: le persone non potranno incontrare altre famiglie in posti al chiuso. Il Nottinghamshire e il Cheshire orientale e occidentale saranno compresi in questo livello. Al livello di allerta ‘molto alto’ saranno vietati gli incontri in casa e tutti i pub e i bar saranno chiusi. Inoltre saranno chiusi palestre, i centri ricreativi, i negozi di scommesse e i casinò. Johnson ha spiegato di avere concordato con la regione della città di Liverpool che questa entrerà in quest’ultimo livello. Per Johnson le ulteriori restrizioni aiuteranno a salvare vite e proteggere il sistema sanitario allo stesso tempo, tenendo in moto l’economia ed evitando danni all’istruzione dei bambini e dei ragazzi. Liverpool sarà inserita al livello più alto nel sistema di lockdown illustrato dal premier britannico Boris Johnson: vietati gli incontri nelle case e tutti i pub e i bar saranno chiusi. Inoltre saranno chiusi palestre, centri ricreativi, negozi di scommesse e casinò.

La Germania non esclude nuovi controlli ai confini

Data «la forte crescita» dei nuovi contagi nei Paesi confinanti, in particolare la Francia, il ministero degli Interni tedesco non esclude più la reintroduzione dei controlli di frontiera, anche se si preferirebbe evitarli: è quanto ha detto un portavoce del ministero di Berlino in conferenza stampa di governo. Ne riferisce Dpa. Con la quarantena e l’attuale regime di test «cerchiamo di mettere in sicurezza il possibile senza dover prendere in esame altre misure ai confini», ha detto il portavoce degli Interni Steve Alter. La scorsa primavera, la repubblica federale aveva reintrodotto i controlli ai confini con diversi Paesi confinanti, sospendendo di fatto la libera circolazione prevista dalla convenzione di Schengen.

In Inghilterra più ricoveri adesso che prima del lockdown

In Inghilterra in questo momento ci sono più persone ricoverate in ospedale per la COVID-19 che prima dell’adozione del lockdown a marzo. Lo ha reso noto il direttore dell’NHS, il servizio sanitario nazionale, Stephen Powis, secondo quanto riporta la BBC. Powis ha rilevato che si registra un forte aumento dei ricoveri tra gli over-65, in particolare gli over-85.

Nuovo record di morti in Iran

Nuovo record di vittime di COVID-19 in Iran, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati 272 decessi, portando il totale a 28.816. I casi confermati nell’ultima giornata sono 4.206, salendo complessivamente a 504.281. I guariti crescono a 409.121, mentre in terapia intensiva ci sono al momento 4.533 pazienti. I test effettuati salgono a 4.340.831. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Lari. Crescono intanto i contagi anche tra i vertici politici e istituzionali. Dopo i casi del portavoce del governo Ali Rabiei e del capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica Ali Akbar Salehi, anche il vicepresidente Mohammad Baqer Nobakht è risultato positivo. In precedenza, oltre 40 parlamentari erano stati contagiati.

In Cina altri 21 casi provenienti dall’estero

Altri 21 casi confermati di COVID-19 provenienti dall’estero sono stati segnalati ieri in Cina continentale, portando il totale dei contagi importati a 3’029. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione sanitaria nazionale cinese. Tra i nuovi casi arrivati dall’estero, 5 sono stati segnalati a Shanghai, 4 in Liaoning, 3 in Guangdong, 2 in Hebei, altrettanti in Shanxi e uno ciascuno a Pechino, Tianjin, in Mongolia Interna, in Fujian e in Sichuan. Almeno 2’799 dei casi importati sono già stati dimessi da vari ospedali dopo essere guariti e 230 risultano ancora ricoverati, nessuno in gravi condizioni. Non si segnalano decessi tra i casi positivi al coronavirus arrivati in Cina dall’estero.

Ue, «Finanze degli enti locali e regionali a rischio»

L’aumento dei costi per far fronte alla crisi della COVID-19 e, allo stesso tempo, il calo delle entrate hanno «rapidamente minato l’equilibrio di bilancio degli enti locali e regionali» europei, soprattutto in Italia e Spagna. E’ il monito contenuto nel barometro pubblicato dal Comitato Ue delle Regioni per la Settimana europea delle Regioni e delle Città.

Le finanze dei governi locali e regionali sono sottoposte a un «effetto forbice» tra l’aumento dei costi per settori come la sanità, la protezione sociale e il sostegno alle imprese, e la diminuzione del gettito, si legge nel documento. Circa i tre quarti dei rappresentanti locali intervistati si aspetta una «pressione elevata o moderata» sulla propria spesa e il 55% una «forte diminuzione» delle entrate. In Italia e in Spagna, gli enti locali e regionali sono responsabili di oltre il 90% della spesa per la salute pubblica, ricorda l’indagine, che sottolinea che l’Associazione dei Comuni italiani (Anci) ha stimato riduzioni delle entrate comunali comprese tra il 9 e il 21%, ovvero da 3,7 a 8 miliardi di euro.

Belgio, verso i 10 mila nuovi contagi al giorno

Il Belgio potrebbe raggiungere 10’000 nuovi contagi di coronavirus al giorno alla fine della settimana. Lo ha detto - scrive l’agenzia di stampa Belga - il portavoce interfederale COVID-19 Yves Van Laethem durante una conferenza stampa.

Il Belgio ha registrato una media di 4.154 nuove infezioni da coronavirus al giorno (+ 89%) tra il 2 e l’8 ottobre. A partire da mercoledì 7 ottobre, sono stati diagnosticati 6’505 casi. Gli esperti del Centro di crisi sono preoccupati per l’andamento della situazione sanitaria in Belgio. «La situazione è preoccupante, non possiamo usare altre parole», ha insistito Yves Van Laethem.

Tunisia, 1297 nuovi casi e 22 morti in 24 ore

Continuano a salire i casi di coronavirus in Tunisia, dove in 24 ore (secondo i dati riferiti al 10 ottobre) sono stati registrati altri 1297 contagi, che portano il totale delle infezioni confermate nel Paese nordafricano a quota 32’556. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che il bilancio dei decessi è salito a 478, di cui 22 nelle 24 ore considerate.

Delle persone che risultano ancora positive, 704 sono ricoverate in ospedale, 138 in rianimazione e 65 in respirazione assistita. I tamponi effettuati da inizio epidemia sono 276’002. Per contrastare la diffusione del coronavirus le autorità tunisine hanno decretato la misura del coprifuoco notturno in numerose città del Paese.

Oltre alla «Grand Tunis», ovvero la macro area urbana della capitale che comprende i governatorati di Tunisi, Ariana, Ben Arous, e Manouba, con oltre 2,6 milioni di abitanti, il coprifuoco notturno è stato adottato anche nelle città di Sousse, Monastir, Sidi Bouzid, Beja, Biserta, Kef, Gabes, Djerba, Tozeur, Jendouba, Nabeul ed Hammamet.

Secondo le autorità sanitarie 6 governatorati e 26 delegazioni sono state classificate ad «alto rischio epidemico». Bar e caffè possono servire i clienti solo in modalità take-away e da oggi inoltre è in vigore l’obbligo di portare la mascherina in ogni spazio o locale pubblico, pena ammenda. Dal 28 settembre scorso per chi arriva dall’Italia in Tunisia, oltre all’obbligo della presentazione del test Rt-Pcr negativo, è previsto l’obbligo di autoisolamento domiciliare per sette giorni.

COVID: Israele, una rete di ebrei ortodossi cura i malati in casa

Una rete di volontari ortodossi è impegnata da mesi, all’insaputa delle autorità sanitarie israeliane, nella cura a domicilio di centinaia di malati medio-gravi di coronavirus nelle località popolate esclusivamente da ebrei ortodossi. Intervistato dalla rete televisiva commerciale Canale 12, un membro dell’associazione ha affermato che dall’inizio della pandemia sono stati curati a domicilio circa 2’000 malati. Di essi, solo il 10-15 per cento sono stati poi ricoverati, mentre per gli altri le guarigioni sono state «il 99 per cento».

Per molti malati, ha spiegato, era importante evitare a tutti i costi il ricovero in ospedale. Al momento, ha aggiunto, i malati assistiti in casa sono diverse centinaia. L’organizzazione dispone di centinaia di erogatori di ossigeno e di decine di apparecchi per la rilevazione dell’ossigenazione del sangue. Lo stretto contatto con la famiglia «aiuta molto i malati a ristabilirsi’», secondo i membri della rete. La emittente ha rilevato tuttavia che i loro familiari non sembrano disporre di protezioni adeguate, e si espongono dunque al rischio di essere contagiati a loro volta.

Positivi 21 dei 57 migranti sbarcati a Roccella Jonica

Sono 21, tra cui alcuni minori, dei 57 sbarcati ieri mattina poco prima dell’alba a Roccella Jonica, nella Locride, i migranti risultati positivi alla COVID-19. Il dato è emerso dal primo giro di tamponi effettuati ai migranti subito dopo lo sbarco. Tutti i «positivi» sono stati già posti in isolamento in attesa di essere trasferiti da Roccella in altre strutture più adeguate sotto l’aspetto sanitario e logistico.

I 57 migranti, di nazionalità iraniana e irachena, si trovavano a bordo di una barca a vela intercettata dalla Guardia costiera al largo della costa ionica reggina. Successivamente tutti i migranti sono stati momentaneamente sistemati in una struttura pubblica messa a disposizione dal Comune di Roccella Jonica. Quello di ieri è il settimo sbarco negli ultimi otto giorni lungo le sole coste della Locride.

Macron parla mercoledì ai francesi

Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, si rivolgerà mercoledì sera ai francesi sulla crisi sanitaria.

Macron, secondo quanto si apprende, parlerà alle 20.00. Si tratta della quinta volta che il capo dello Stato interviene dall’inizio dell’epidemia. Lo fa mentre tutti gli indicatori stanno vistosamente peggiorando, in particolare il numero dei contagi, che sabato è arrivato vicino ai 27’000 in sole 24 ore.

In Russia oltre 13.500 contagi giornalieri

I casi di coronavirus in Russia sono aumentati di 13.592 unità nelle ultime 24 ore, portando il totale delle infezioni a 1.312.310. Lo fa sapere il centro di crisi anti-coronavirus. Il tasso di crescita medio è sceso dall’1,1% all’1%, secondo il centro di crisi. I morti sono stati 125, rispetto ai 149 del giorno prima. Dall’inizio dell’epidemia sono morte 22.722 persone. È il terzo giorno di fila in cui i numeri giornalieri risultano più alti del picco raggiunto nel corso della prima ondata in primavera. Lo riporta la Tass.

Tre livelli di allerta per il lockdown nel Regno Unito

Il primo ministro britannico Boris Johnson oggi annuncerà un nuovo sistema di lockdown con tre livelli di allerta, «medio», «alto» e «molto alto», nell’ambito della strategia per contenere l’epidemia di coronavirus nel Regno Unito. Lo riferiscono i media locali, aggiungendo che è in corso un confronto con le amministrazioni locali sui lockdown mirati. Liverpool, secondo la BBC, dovrebbe essere l’unica città classificata nella categoria più alta, il che significa che i suoi pub e ristoranti dovrebbero chiudere. La città ha registrato 600 casi di COVID-19 ogni 100 mila persone nella settimana terminata il 6 ottobre. La media per l’Inghilterra era di 74. Johnson presiederà una riunione del comitato di emergenza Cobra al mattino, poi aggiornerà il parlamento. In serata è prevista una conferenza stampa del premier, insieme con l’ufficiale capo medico ed il ministro dell’economia. I sindaci del nord dell’Inghilterra, dove da settimane è già in vigore una dura stretta, sono i agitazione perché temono che le chiusure forzate causeranno un danno economico a lungo termine. Secondo Downing Street, tuttavia, «questo è un momento critico ed è assolutamente vitale che tutti seguano la chiara guida stabilita per aiutare a contenere il virus». La Gran Bretagna conta oltre 42 mila vittime di COVID-19, il bilancio peggiore d’Europa. Ieri quasi 13 mila persone sono risultate positive.

Positivo il presidente della Polinesia: ha incontrato Macron

Tre giorni dopo un incontro con Emmanuel Macron a Parigi, il presidente della Polinesia francese Edouard Fritch è risultato positivo alla COVID-19, al suo ritorno a Tahiti: lo ha annunciato il suo servizio di comunicazione in una nota. Anche la sua compagna, che ha viaggiato con lui, si è sottoposta al test ma è risultata negativa, precisa il comunicato. Edouard Fritch, 68 anni, ha incontrato il presidente Macron giovedì, ed è ripartito per Papeete il giorno successivo. Sabato sera si è sottoposto al test «perché aveva un po’ di febbre e dolori articolari». Il risultato, giunto nella notte tra sabato e domenica, è stato «positivo». Durante il suo soggiorno a Parigi, una settimana prima, Edouard Fritch ha incontrato anche il primo ministro Jean Castex, il ministro d’Oltremare Sébastien Lecornu, e, lunedì 5 ottobre, quello degli interni Gérald Darmanin. Fritch «era stato dichiarato negativo al test RT-PCR effettuato a Parigi tre giorni prima della sua partenza», ha indicato il suo servizio di comunicazione. La positività si è rivelata solo con il nuovo test effettuato a Tahiti. Il presidente polinesiano starà in isolamento per sette giorni e le sue condizioni «non sono preoccupanti». Negli ultimi giorni sono risultati positivi anche diversi ministri del suo governo che erano rimasti a Tahiti.

In Cina test su 9 milioni di persone

La Cina lancia una campagna di 5 giorni per completare i test di massa sulla COVID-19 su gli oltre 9 milioni di residenti della città portuale di Qingdao, nella provincia orientale di Shandong, dopo il rilevamento accertato domenica di sei casi di coronavirus, saliti a 9 secondo i media locali, e di 6 asintomatici. Le infezioni sono state collegate al Qingdao Chest Hospital, in base a quanto riferito in una nota dalla Commissione sanitaria municipale, secondo cui 5 distretti saranno passati al setaccio in 3 giorni e l’intera città «entro 5 giorni».

La prima paziente contagiata sia dal Sars-Cov-2 che dal virus H1N1

Una donna messicana di 54 anni è risultata la prima persona ad essere stata infettata sia dal coronavirus Sars-CoV-2 che dal virus H1N1 (chiamata influenza A in Francia nel 2009). Lo hanno riferito le autorità sanitarie locali. «La donna soffriva di malattie autoimmuni, con una storia di cancro e obesità, oltre a malattie polmonari croniche», ha detto José Luis Alomia, direttore dell’Epidemologia presso il Ministero della Salute, durante una conferenza stampa. La paziente ha presentato sintomi alla fine di settembre che l’hanno portata al ricovero presso l’Istituto Nazionale di Nutrizione. I medici hanno definito le sue condizioni stabili. Il Messico è il quarto Paese più colpito dalla pandemia COVID-19, con 83.781 morti e circa 817.503 contagi, secondo gli ultimi dati ufficiali.

Il Giappone supera i 90 mila contagi

Supera di poco quota 90 mila il numero di contagi da coronavirus in Giappone, una cifra che comprende i 700 casi registrati sulla Diamond Princess, la nave da crociera ancorata nella baia di Yokohama nei primi mesi dell’anno. Secondo i dati più recenti delle autorità mediche nazionali, la somma complessiva dei decessi nel Paese a causa dell’agente patogeno ammonta a 1.643, con Tokyo che rimane la prefettura con il più alto numero di infezioni, a quota 27.700. Nelle ultime settimane le positività nella metropoli di 14 milioni di abitanti non hanno superato in media le 200 unità giornaliere, e il governo metropolitano ha abbassato il livello di allerta a 3 su una scala di 4, a indicare «vigilanza costante con il rischio di un aumento delle infezioni». Attualmente, a Tokyo, il numero dei pazienti ricoverati nei reparti COVID-19, si assesta a 1.085, con 24 casi gravi.

Domenica 11 ottobre

Nel mondo è stata raggiunta quota 37.278.481 casi di coronavirus. È quanto emerge dalla mappa in tempo reale della Johns Hopkins University. I morti totali sono 1.073.824, mentre i guariti sono 25.925.722.

In Gran Bretagna «possibile un nuovo lockdown nazionale»

Un nuovo lockdown nazionale per il Regno Unito è possibile perché il Paese è «ad un punto precario» nella pandemia da coronavirus, ma bisogna fare ogni sforzo perché ciò non accada: lo ha dichiarato il professor Peter Horby, presidente del New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group (Nervtag) e consulente del governo di Londra. I suoi commenti - citati dalla Bbc - giungono dopo quelli del vicedirettore della sanità per l’Inghilterra, Jonathan Van-Tam, per il quale la Gran Bretagna ha raggiunto «un punto di non ritorno» nell’epidemia. Domani il premier Boris Johnson - che questo pomeriggio sente i ministri interessati - dovrebbe annunciare nuove restrizioni locali (nel nord dell’Inghilterra e nelle Midlands in particolare), che stanno però già provocando proteste. Liverpool - con 600 casi ogni 100.000 abitanti - dovrebbe essere la città con le misure più rigide, scrive la Bbc. Horby dice che la «missione vitale» è ora proteggere l’Nhs, la Sanità pubblica, ed evitare che vengano cancellati servizi ospedalieri non essenziali, come accadde durante la prima ondata di Covid-19 in primavera. «Dobbiamo fornire cure per tutti, quelli con il Covid e quelli senza. E il solo modo è tenere bassi i numeri del contagio», ha affermato il presidente di Nervtag, sottolineando che alcuni ospedali nel nord dell’Inghilterra sono già sotto pressione e presto potrebbero avere le terapie intensive piene. «Dobbiamo fare scelte molto difficili e agire molto in fretta, temo», ha affermato.

«Negli USA previsti 20 mila morti entro fine ottobre»

Altre 20.000 persone perderanno la vita negli Stati Uniti a causa del coronavirus entro la fine di questo mese: ne è convinto Tom Frieden, ex direttore dall’agenzia sanitaria federale americana per la tutela della salute (Cdc), secondo il quale questi decessi sono «inevitabili» alla luce delle infezioni «che sono già state registrate». Lo riporta la Cnn. Secondo la Johns Hopkins University ad oggi negli Usa il virus ha ucciso 214.377 persone. Quindi, se le previsioni di Frieden sono esatte entro il 31 ottobre prossimo questo bilancio dovrebbe superare quota 234 mila. «Ogni volta che ignoriamo, minimizziamo o sottovalutiamo questo virus, lo facciamo a nostro rischio e della gente la cui vita dipende da noi», ha commentato l’esperto. Secondo un modello statistico della Scuola di medicina dell’Università di Washington, entro febbraio il bilancio dei morti negli Usa potrebbe raddoppiare a quota 400mila circa ed i decessi giornalieri dovrebbero raggiungere un picco di circa 23mila a metà gennaio.

Gran Bretagna: «Come a marzo»

Il Regno Unito ha raggiunto un «punto di non ritorno» nella pandemia da coronavirus, simile a quello di marzo, e nelle prossime settimane, oltre all’aumento dei casi, ci sarà un aumento delle morti: lo ha detto il professor Jonathan Van-Tam, vice direttore sanitario per l’Inghilterra, citato dalla Bbc. Il vice direttore sanitario inglese ha esortato i connazionali ad aiutare l’Nhs, il servizio sanitario pubblico, limitando le interazioni sociali perché «il virus prospera attraverso i contatti tra gli esseri umani». Van Tam nota che mentre l’epidemia è «ripartita» tra i giovani nelle ultime settimane, ora «ci sono prove che si stia espandendo in una fascia d’età più alta» nelle zone più colpite. Attualmente, l’indice R0 è tra 1,2 e 1,5, aggiunge. Ieri nel Regno Unito sono stati registrati 15.166 nuovi casi in 24 ore, 1.302 più di venerdì, ed 81 vittime.

«E’ triste, ma come la notte segue il giorno, un aumento delle morti seguirà, nelle prossime settimane», l’aumento dei contagi, ha detto Van-Tam, avvertendo che il Paese è in una posizione diversa rispetto a marzo, durante la prima ondata, perché ora «stiamo entrando nei mesi più freddi e bui dell’inverno. Siamo nel mezzo di una grave pandemia e la stagione ci è avversa. In pratica, stiamo per incontrare venti contrari».

In questo situazione, aggiunge, il Regno Unito ha tuttavia «una capacità di effettuare test molto migliore» rispetto al passato e «migliori cure» disponibili.

Sabato 10 ottobre

Nel mondo è stata raggiunta quota 36.933.166 casi di coronavirus. È quanto emerge dalla mappa in tempo reale della Johns Hopkins University. I morti totali sono 1.068.772, mentre i guariti sono 25,6 milioni.

In Germania 4.700 casi e 15 morti

La Germania ha registrato 4.721 casi di coronavirus e 15 ulteriori decessi provocati dal morbo nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto l’Istituto Robert Koch, secondo quanto riporta il Guardian. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 319.381 e quello dei morti a quota 9.604.

In Russia quasi 13 mia contagi

Continuano ad aumentare i casi di Covid-19 in Russia, dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati 12.846 nuovi contagi: il numero più alto in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia. Sono 1.285.084 i contagi registrati in totale in Russia, mentre, secondo i dati ufficiali, 22.454 persone sono morte a causa del morbo, di cui 197 nelle ultime 24 ore.

In Europa, per la prima volta, oltre 100 mila casi

L’Europa ha registrato ieri oltre 100.000 casi di coronavirus per la prima volta dall’inizio della pandemia: lo riporta l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sul proprio sito. Secondo l’Oms nella giornata di venerdì i casi sono stati 109.749, circa l’11% in più rispetto ai 98.904 segnati il giorno precedente. Nel complesso, secondo l’Oms il bilancio complessivo dei contagi in Europa è a quota 6.676.012.

Negli USA oltre 57 mila casi

Gli Stati Uniti hanno registrato oltre 57 mila casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana ieri i nuovi contagi nel Paese sono stati 57.420. Allo stesso tempo, sono stati segnalati 990 ulteriori decessi. Attualmente, secondo la Johns Hopkins, gli Usa registrano 7.664.676 casi, inclusi 213.787 morti.

L’America latina supera la soglia dei 10 milioni

I casi di coronavirus in America Latina e Caraibi hanno superato la soglia dei 10 milioni: è quanto emerge da un conteggio dell’agenzia di stampa Afp. Secondo l’agenzia il totale dei contagi in questa regione è ad oggi di 10.001.833, inclusi 366.637 decessi. Oltre la metà delle infezioni si registra in Brasile (5.055.888), che conta 149.639 morti.

L’Argentina annuncia restrizioni

Il governo argentino ha annunciato restrizioni nella circolazione in 18 province del Paese per cercare di frenare lo sviluppo della pandemia da coronavirus che da marzo ha un bilancio di 871.468 contagiati, con 23.225 morti. Lo riferisce l’agenzia di stampa Telam. In un discorso la notte scorsa dalla Casa Rosada, il presidente Alberto Fernández ha indicato che le restrizioni, che dureranno per due settimane fino al 25 ottobre, verranno definite nelle prossime ore. Da esse, ha precisato, saranno interessate tutte le province argentine meno Corrientes, Misiones, La Pampa, Entre Ríos, Formosa e Catamarca, dove la circolazione del virus è bassa o assente. Accompagnato dai governatori di Jujuy, Neuquén e Santa Fe, il capo dello Stato ha spiegato che a differenza di quanto è accaduto nella prima fase della pandemia, ora il 65% dei casi positivi si concentra nelle province, mentre Buenos Aires e la sua provincia hanno ridotto gli effetti della Covid-19. Dopo aver superato Spagna e Perù, l’Argentina è salita al sesto posto al mondo per numero di contagi, dopo Stati Uniti, India, Brasile, Russia e Colombia.

In India 73 mila casi e mille decessi

L’India ha registrato oltre 73 mila casi di coronavirus e quasi 1.000 decessi provocati dal morbo nelle ultime 24 ore: lo ha reso sono il ministero della Sanità del Paese, secondo quanto riporta il Guardian. Ieri i nuovi contagi sono stati 73.272, che hanno portato il bilancio complessivo delle infezioni dall’inizio della pandemia a quota 97.894. Allo stesso tempo, vi sono stati 926 decessi, per un totale di 107.416 vittime. Il bilancio giornaliero dei morti si mantiene così sotto quota 1.000 per il settimo giorno consecutivo. Per quanto riguarda i casi, l’India registra attualmente una media di 70.000 contagi al giorno rispetto al picco di 97.894 infezioni segnato a metà settembre.

Venerdì 9 ottobre

Verso nuove misure in Germania

La Germania adotterà ulteriori misure restrittive nel caso la curva dei contagi da coronavirus non si stabilizzasse. Lo ha detto la cancelliera Angela Merkel all’indomani del record di contagi nel Paese da aprile, oltre 4.000. Merkel, durante un confronto con i sindaci tedeschi, ha avvertito che il governo darà 10 giorni di tempo alle autorità locali delle aree più a rischio sul fronte Covid per contenere il crescente aumento dei contagi, altrimenti verranno stabilite ulteriori misure restrittive. «Abbiamo tutti la sensazione che le grandi città, le aree urbane, siano ora il banco di prova in cui vedremo se possiamo tenere sotto controllo la pandemia in Germania come abbiamo fatto per mesi o se perdiamo il controllo», ha detto ancora Merkel dopo il colloquio con i sindaci.

Le luci di Broadway spente fino a giugno 2021

Le luci di Broadway resteranno spente almeno fino al 1 giugno del 2021. Lo ha annunciato la Broadway League, l’associazione che rappresenta i teatri. La Great White Way a New York (così come viene soprannominata la via dei teatri) resterà al buio per altri otto mesi, lasciando incerto il futuro delle 31 produzioni in corso prima che la pandemia causasse la serrata lo scorso metà marzo. Le nuove produzioni, invece, sono state rimandate oppure cancellate del tutto.

Il Parlamento UE è pronto a tornare a Strasburgo

Il Parlamento europeo è pronto a tornare a Strasburgo in occasione della prossima sessione plenaria prevista per il 19-22 ottobre, considerato che a tutt’oggi la situazione sanitaria nella città francese sembra essere sufficientemente buona e il trend dei contagi continua a diminuire. Lo riferiscono fonti del Pe. «In questo momento gli indici di contagio nel Basso Reno scendono quindi non c’è nessun motivo per non andare», riferisce una fonte.

L’epidemia di coronavirus ha costretto gli eurodeputati a tenere le plenarie a Bruxelles dal mese di marzo piuttosto che nella città alsaziana.

Tuttavia l’evoluzione della situazione sanitaria in Francia continuerà ad essere monitorata e nel corso dei prossimi giorni verrà fatto un aggiornamento da parte del parlamento europeo.

Secondo quanto si apprende, la plenaria che si terrà a Strasburgo avverrà nelle stesse modalità di quelle tenute finora a Bruxelles, con personale ridotto e con l’obbligo della mascherina.

In Belgio nuova impennata, 5728 casi in 24 ore

Continuano a crescere a ritmo serrato, quasi esponenziale, i nuovi contagi da Coronavirus in Belgio: nelle ultime 24 ore, secondo i dati diffusi dall’Istituto di sanità pubblica Sciensano, sono stati individuati 5.728 nuovi casi (2000 in più rispetto alle 24 ore precedenti), una cifra che ha polverizzato il record già segnalato dallo stesso Istituto per quanto riguarda lunedì scorso, quando erano stati scoperti 4.601 nuovi casi.

Per il periodo compreso tra il 29 settembre e il 5 ottobre l’aumento dei casi segnalato da Sciensano è stato del 72% rispetto ai sette giorni precedenti.

Circa 100 persone entrano quotidianamente negli ospedali per farsi curare a causa del Covid. Il numero dei positivi per ogni 100 mila abitanti - nei 14 giorni compresi tra il 22 settembre e il 5 ottobre - è arrivato a 280,7.

Le persone in terapia intensiva sono complessivamente 213, quelle ospedalizzate 1100 e i morti sono arrivati a 10.126, di cui 18 nelle ultime 24 ore.

Il sindaco di Berlino ai più giovani: «Non è tempo di feste»

Il sindaco di Berlino Michael Mueller ha fatto appello ai giovani della capitale tedesca di fronte al significativo aumento dei nuovi casi di Covid nel centro della città: «non è tempo di festeggiare», ha detto in conferenza stampa a Berlino stamattina.

«Ora tutto dipende dai più giovani» ha sottolineato il sindaco socialdemocratico della capitale. Nelle ultime settimane i quotidiani locali avevano riportato notizie di rave party e feste clandestine nei parchi cittadini. «Dobbiamo evitare tutti insieme un nuovo lockdown» ha poi ribadito il sindaco Mueller.

Record di nuovi casi in Ucraina, 5.804 in 24 ore

Continuano ad aumentare i casi di Covid-19 in Ucraina, dove oggi è stato registrato un nuovo picco di contagi giornalieri: 5.804 in 24 ore.

Il precedente record di nuovi casi risaliva appena a ieri, con 5.397 persone positive al virus Sars-Cov-2. Secondo il Kyiv Post, gli ospedali hanno sempre meno posti disponibili e il governo potrebbe aprire delle strutture sanitarie temporanee.

Stando al ministro della Salute, Maksim Stepanov, oltre 20.000 persone sono ricoverate negli ospedali ucraini a causa del Covid-19 e, ufficialmente, le strutture sanitarie del Paese sono in grado di curare al massimo 37.000 pazienti con Covid.

Dall’inizio dell’epidemia, in Ucraina si registrano 250.538 casi di Covid-19 e 4.779 persone sono morte a causa del morbo, di cui 89 nelle ultime 24 ore.

In Slovenia 363 casi e 4 morti nelle 24 ore

Resta alta la curva dei contagi in Slovenia, dove nelle ultime 24 ore i contagi sono stati 363, vicino al record di 387 registrato ieri.

I test effettuati sono stati 3.682. È il terzo giorno consecutivo, riferiscono i media regionali, che nel Paese ex jugoslavo si supera quota 300 casi giornalieri. Da ieri vi sono stati in Slovenia quattro decessi, il numero più alto di morti finora nelle 24 ore.

Il rapporto test/positivi è di 137 su 100 mila. I pazienti in ospedale sono 138, dei quali 22 in terapia intensiva. Da inizio pandemia i contagi sono stati 7.879, le vittime 165.

Nuova impennata in Croazia, 547 casi in 24 ore

La Croazia oggi per il secondo giorno consecutivo registra il record giornaliero di nuovi casi di infezione da coronavirus, con 547 contagi confermati da ieri. Lo ha reso noto l’Unità di crisi della Protezione civile. Ieri il record era stato di 542 casi, mentre quello precedente si era registrato il 3 settembre con 369 positivi. I focolai principali sono localizzati nella capitale Zagabria che da ieri ha segnalato 127 contagi. L’ impennata, che alcuni esperti definiscono come l’inizio della seconda ondata della pandemia, viene spiegata con l’arrivo dell’autunno e raduni in famiglie e nei bar al chiuso di più persone.

Con tre nuove vittime da ieri, il totale dei decessi ha raggiunto quota 313. I pazienti con l’infezione attiva sono ad oggi 2.438. Dall’inizio dell’epidemia in Croazia sono stati registrati 19.446 positivi al Covid-19, su di una popolazione di quattro milioni. La Protezione civile ha annunciato nuove restrizioni dalla settimana prossima, come limitazioni degli assembramenti e l’uso di mascherine in tutti i luoghi chiusi, inclusi i bar e i ristoranti, e all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza fisica, come le fermate degli autobus.

Macedonia Nord, la Nato dona 60 respiratori

La Nato donerà 60 respiratori alla Macedonia del Nord impegnata nella lotta al coronavirus. Lo ha annunciato il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg, citato dai media serbi.

Con i respiratori al Paese balcanico sarà consegnato altro equipaggiamento medico-sanitario per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro - ha detto Stoltenberg. La Macedonia del Nord, che registra finora quasi 20 mila contagi da Covid e 775 vittime, è entrata a far parte della Nato lo scorso marzo, diventando il 30/mo Paese membro dell’Alleanza.

Assembramenti non oltre le 6 persone in Catalogna

La Generalitat, il governo locale in Catalogna, ha prorogato di altri quindici giorni il divieto di assembramento per più di sei persone, in ambito pubblico come in privato, come misura per contrastare la diffusione del Covid-19. Lo ha stabilito il dipartimento catalano della Salute, scrive La Vanguardia.

In Pakistan 661 nuoci contagi

Il Pakistan registra 661 nuovi contagi da Covid-19 nelle ultime 24 ore e otto decessi, stando ai dati forniti dal ministero pachistano della Salute. In totale, al momento il Paese registra così 417.595 casi e 6.552 decessi. Ad oggi, inoltre, sono 302.708 le persone guarite.

Francia: «Conviveremo con il virus fino all’estate 2021»

Il presidente del Consiglio scientifico, il Cts francese, Jean-François Delfraissy, ha detto questa mattina in un’intervista a BFM-TV che «in gioco» c’è «tutto l’inverno 2020 e la primavera 2021. Il virus durerà un certo tempo», ha aggiunto, accennando all’»estate 2021».

«Dobbiamo comprendere - ha spiegato Delfraissy - che ora abbiamo una visione medio e lungo termine con questo virus, che sarà con noi ancora per un periodo, poi si attenuerà. È mio dovere dire queste cose, dobbiamo imparare a vivere con questo concetto. Il virus si attenuerà spontaneamente e avremo probabilmente alcuni primi vaccini candidati».

Le cifre diffuse dall’Inserm (Istituto nazionale francese per la ricerca sulla salute e la medicina) dicono che soltanto il 4,5% dei francesi, a maggio, avevano sviluppato anticorpi contro il Coronavirus: «è poco - ha commentato Delfraissy - vuol dire che nella prima ondata una minoranza è stata in contatto con il Covid.

La cifra è più alta nella regione di Parigi, dove raggiunge l’11-12%. L’immunità è debole, per sbarrare la strada al virus bisognerebbe raggiungere il 50-60%. È possibile, è quello che è accaduto sulla portaerei Charles-de-Gaulle, dove hanno raggiunto il 59%». Per Delfraissy, «il 40% dei senzatetto a Parigi è stato infettato dal Covid».

In Bulgaria altri 516 casi

Per il terzo giorno consecutivo in Bulgaria si registra un’impennata del numero dei nuovi contagi, 516 nelle 24 ore, un record assoluto dall’inizio dell’epidemia, pari a oltre il 10% dei 5.209 test diagnostici effettuati. Stando ai dati pubblicati stamane dal comitato operativo anticovid di Sofia, sono stati segnalati sette decessi e il numero complessivo delle vittime sale a 880. Ad oggi sono in tutto 23.259 i casi di infezione. I contagiati tra medici e infermieri continua a salire, arrivando a 1.292 casi, un dato che potrebbe creare problemi negli ospedali per la carenza di personale medico specializzato.

Il ministro della Sanità Kostadin Anghelov ha annunciato che nonostante gli ultimi numeri dei contagi, non saranno adottate nuove misure restrittive ma sarà intensificato il controllo su quelle già esistenti. Una di queste misure è l’obbligo di portare le mascherine nei trasporti pubblici. La multa prevista per la non osservanza è di 300 lev (quasi 162 franchi), applicata negli ultimi giorni a decine di passeggeri a Sofia.

In Russia oltre 12 mila casi in 24 ore

In Russia si sono registrati 12.126 nuovi casi di Covid-19 in 24 ore: si tratta del numero più alto di contagi in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia e supera quindi il precedente picco di 11.656 casi giornalieri toccato lo scorso 11 maggio. Sono 1.272.238 i contagi registrati in totale in Russia, mentre, secondo i dati ufficiali, 22.257 persone sono morte a causa del morbo, di cui 201 nelle ultime 24 ore.

Negli USA superati i 7,6 milioni di contagi

I casi di coronavirus negli Stati Uniti hanno superato quota 7,6 milioni: i contagi nel Paese sono ad oggi 7.603.746, inclusi 212.716 decessi. Secondo i media americani i casi supereranno quota 8 milioni entro giovedì prossimo, quando cioè Joe Biden risponderà alle domande degli elettori al posto del dibattito con Trump. Nel frattempo, l’agenzia sanitaria federale per la tutela della salute (CDC) ha previsto che il bilancio dei morti nel Paese potrebbe salire a quota 233 mila entro la fine di questo mese.

Nuovo record di casi giornalieri

Nuovo record di casi giornalieri di coronavirus a livello globale: nelle ultime 24 ore i contagi nel mondo sono stati almeno 338.779, il livello più alto mai registrato dall’inizio della pandemia: lo riporta l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) sul proprio sito. Il record giornaliero precedente era stato registrato il 2 ottobre scorso con 330.340 infezioni. Sempre nelle ultime 24 ore, i decessi nel mondo sono stati 5.514.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1