Quando i genitori di Gabriella Gutierrez, presidentessa 18.enne dell’organizzazione «Students for a Free Cuba», scapparono dal regime di Fidel Castro per emigrare verso Miami negli Stati Uniti, lei non era nemmeno nata. Ma più di sessant’anni dopo la fine della rivoluzione comunista del 1959, i segni del partito unico sono ancora vivi, anche sulla pelle di chi l’isola l’ha lasciata. E in queste settimane di proteste a Cuba, con migliaia di famiglie prive dei beni di prima necessità e censurate dal regime, sono state giovani come Gutierrez a salire in cattedra dalla Florida. Cubano-americane di prima generazione. Pronte a lasciare da parte le ideologie. Con una richiesta semplice: liberare l’isola. «Molti di noi sono grati di vivere negli Stati Uniti, ma non la sentiamo come prima casa», dice...

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