La poliziotta che ha sparato a Daunte Wright si è dimessa

USA

Il capo della polizia e l’agente che ha ucciso il 20.enne di Minneapolis si sono dimessi: «Ho amato ogni singolo minuto della mia carriera da poliziotta» - Kamala Harris: «La gente continuerà a morire se non affrontiamo il problema delle ingiustizie razziali»

 La poliziotta che ha sparato a Daunte Wright si è dimessa
©EPA/TIM EVANS

La poliziotta che ha sparato a Daunte Wright si è dimessa

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Terremoto nelle forze dell’ordine a Minneapolis dopo l’uccisione del ventenne afroamericano Daunte Wright. Si è infatti dimesso il capo della polizia del dipartimento di Brooklyn Center, quello a cui apparteneva l’agente Kim Potter, la poliziotta che ha sparato. Lo ha reso noto il sindaco del sobborgo alle porte di Minneapolis. Anche Kim Potter, la poliziotta che ha esploso il colpo fatale, si è dimessa con effetto immediato. «Ho amato ogni singolo minuto della mia carriera da poliziotta», scrive la donna nella dichiarazione con cui rompe il silenzio. «Ho servito questa comunità al meglio delle mie capacità, ma credo che le mie dimissioni immediate ora siano proprio nell’interesse della comunità, del dipartimento di polizia e dei miei colleghi». Potter, 48 anni, era una veterana in servizio nel dipartimento di Brooklyn Center, sobborgo di Minneapolis, da ben 26 anni. Secondo la tesi sostenuta dalla polizia avrebbe scambiato per errore la pistola con il taser. Subito dopo l’uccisione di Daunte Wright era stata sospesa in attesa del risultato delle indagini.

Harris: «Quel ragazzo dovrebbe essere vivo»

Intanto anche la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris commenta la tragedia: Daunte Wright «sarebbe dovuto essere vivo», ha detto. «Il nostro Paese ha bisogno di giustizia, e per le forze dell’ordine devono valere i massimi standard di responsabilità. E la gente - ha proseguito Harris - continuerà a morire se non affrontiamo decisamente il problema delle ingiustizie razziali e delle diseguaglianze».

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