La promessa di Biden: «Ora sconfiggiamo il virus»

usa

«D’ora in poi sarà COVID 24 ore su 24, sette giorni su sette», affermano i collaboratori della task force anti-coronavirus del presidente eletto

La promessa di Biden: «Ora sconfiggiamo il virus»
© AP/Andrew Harnik

La promessa di Biden: «Ora sconfiggiamo il virus»

© AP/Andrew Harnik

«Help is on the way», gli aiuti agli americani drammaticamente colpiti dalla pandemia stanno finalmente per arrivare, sia quelli per aggredire nel migliore dei modi l’emergenza sanitaria sia quelli per affrontare la grave crisi economica. È la promessa del presidente eletto degli USA Joe Biden nel primo vero e proprio discorso alla nazione, tenuto dalla sua Wilmington in occasione della Festa del Ringraziamento.

Una giornata per la quale, nonostante i ripetuti appelli a restare a casa, milioni di persone si sono spostate da una parte all’altra degli Stati Uniti, e che quest’anno rischia di avere un effetto moltiplicatore sui contagi: già due milioni nelle ultime due settimane, un record assoluto, con una media impressionante di circa duemila morti al giorno.

«D’ora in poi sarà COVID 24 ore su 24, sette giorni su sette», affermano i collaboratori della task force anti-coronavirus del presidente eletto, che stanno già lavorando con la Casa Bianca, con le autorità sanitarie federali, con l’Istituto per le malattie infettive di Anthony Fauci e con i responsabili del progetto Warp Speed per la distribuzione dei vaccini, che Biden vorrebbe fossero messi innanzitutto a disposizione di ospedali e scuole.

«Possiamo e dobbiamo superare l’attuale crisi insieme», il suo appello, ribadito l’impegno ad andare oltre la polemica politica e a lavorare contro la pandemia e, in generale, per il Paese in un clima il più bipartisan possibile, anche insieme ai repubblicani.

Fino a non escludere la presenza di personalità del mondo conservatore anche all’interno della sua squadra di governo. Un’ipotesi quest’ultima ribadita nella prima intervista televisiva rilasciata dopo le elezioni, e che rischia di creare i primi attriti con l’ala progressista del partito democratico. Tanto più che Biden sembra chiudere invece le porte del governo a nomi del calibro di Bernie Sanders ed Elizabeth Warren: «Personalità così di peso è meglio che restino in Congresso», ha spiegato su NBC.

«Il mio non sarà un terzo mandato Obama», ha quindi promesso il presidente eletto, cercando di scrollarsi di dosso l’ombra ingombrante dell’ex presidente Barack Obama con il quale ha già condiviso otto anni alla Casa Bianca: dopo un mandato di Trump e la pandemia «il panorama è cambiato, oggi gli Stati Uniti affrontano un mondo totalmente diverso», ha motivato.

Bisogna dunque ricostruire quelli che per Biden sono stati i gravi danni della dottrina dell’America First, «trasformatasi - ha detto - in America Sola», un isolazionismo che va spezzato. Le premesse ci sono, vista l’accoglienza della vittoria di Biden da parte dei leader europei e dopo le aperture al dialogo giunte nelle ultime ore anche da Pechino e Teheran, con i presidente Xi Jinping e Hassan Rohani che hanno auspicato un ritorno alle relazioni prima dell’era Trump.

Intanto quest’ultimo tenta ancora di tenere alta la tensione sui presunti brogli elettorali: «Il 2020 è tutt’altro che finito!», ha twittato, commentando un sondaggio secondo cui la maggioranza dei repubblicani lo voterebbe ancora nel 2024. Poi per alcune ore si è diffusa la notizia della sua apparizione a sorpresa a Gettysburg, in Pennsylvania, al fianco del suo avvocato Rudy Giuliani, nell’ennesimo evento teso a mettere in discussione il risultato delle elezioni. Un tentativo di ritorno alla campagna elettorale poi cancellato dopo che alcuni collaboratori di Giuliani, ironia della sorte, sono risultati positivi al COVID-19.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1