«La rinuncia USA ai combattimenti non significa un ritiro dall’Iraq»

L’intervista

Le valutazioni di Andrea Beccaro, docente di Studi di Sicurezza e di Studi Strategici all’Università di Torino, sulla mossa annunciata dal presidente americano Biden

«La rinuncia USA ai combattimenti non significa un ritiro dall’Iraq»
Il presidente americano Joe Biden (a destra) lunedì ha ricevuto alla Casa Bianca il primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi. ©AP/Susan Walsh

«La rinuncia USA ai combattimenti non significa un ritiro dall’Iraq»

Il presidente americano Joe Biden (a destra) lunedì ha ricevuto alla Casa Bianca il primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi. ©AP/Susan Walsh

Il presidente americano Joe Biden incontrando alla Casa Bianca il primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi ha annunciato che gli Stati Uniti termineranno la loro missione di combattimento in Iraq entro la fine dell’anno. Quali i motivi e le conseguenze di tale mossa? Abbiamo sentito il parere di Andrea Beccaro, esperto di Medio Oriente.

Quali conseguenze possiamo immaginare per l’Iraq con la fine delle operazioni di combattimento delle truppe americane annunciata da Biden?«Secondo me questo annuncio va un po’ ridimensionato, in quanto giunge dopo quello del ritiro delle truppe USA dall’Afghanistan, per cui si ha un po’ la tendenza a fare un parallelismo tra le situazioni che vivono questi due Paesi. In realtà la situazione afghana e quella irachena sono estremamente diverse l’una dall’altra....

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