La Sanità italiana nel mirino dei ciberattacchi

coronavirus

Durante il 2020 nella Penisola questi tipi di crimini sono aumentati del 20% - Secondo un rapporto dell’Intelligence si è registrata anche un’impennata di «campagne disinformative» e «fake news»

La Sanità italiana nel mirino dei ciberattacchi
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Nell’anno della pandemia da Covid-19 in Italia sono aumenti del 20% gli attacchi cibernetici contro assetti rilevanti per la sicurezza nazionale. Lo evidenzia la Relazione annuale dell’Intelligence pubblicata oggi.

In particolare «è emerso come attori statuali abbiano tentato di sfruttare le debolezze connesse all’ondata pandemica per porre in atto attacchi sofisticati miranti ad esfiltrare informazioni sensibili su terapie e stato della ricerca», precisa la relazione.

La pandemia ha inoltre fatto registrare «un’impennata di campagne disinformative e fake news» e si sono dilatati i «margini di intervento per attori ostili propensi all’uso combinato di più strumenti a fini manipolatori e d’influenza».

Gli 007 segnalano il «ricorso all’utilizzo combinato, da parte dei principali attori ostili di matrice statuale, di campagne disinformative e attacchi cibernetici, volti a sfruttare l’onda emotiva provocata dalla crisi sanitaria, nel tentativo di trasformare la pandemia in un vantaggio strategico di lungo termine».

D’altro canto, la congiuntura economica determinata dall’emergenza Covid ha «reso più concreto il pericolo che attori esteri, favoriti anche dall’accesso a forme di finanziamento con finalità extraeconomiche, si ponessero quali acquirenti di asset pregiati in Italia, con prospettive di spostamento dei centri decisionali e produttivi al di fuori dei nostri confini e/o di perdita di know how, a detrimento della competitività del tessuto economico nazionale», aggiunge la relazione annuale dell’Intelligence.

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