La verità sull’abbattimento del Boeing

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Il comandante Hajizadeh spiega che Teheran non ha annunciato subito di aver colpito l’aereo per una questione di sicurezza nazionale

La verità sull’abbattimento del Boeing
© EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

La verità sull’abbattimento del Boeing

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«Abbiamo saputo dell’abbattimento accidentale dell’aereo ucraino sin dalle prime ore, ma abbiamo ritardato l’annuncio dell’errore umano come causa per non mettere in pericolo la sicurezza nazionale». Lo ha detto il comandante delle forze aerospaziali dei Pasdaran, Amir Ali Hajizadeh, incontrando la famiglia di una delle 176 vittime.

«Non l’abbiamo annunciato subito per due ragioni. La prima era evitare di mettere in pericolo la sicurezza nazionale, perché un errore umano del sistema di difesa avrebbe messo in crisi la fiducia nel sistema, che si sarebbe paralizzato.

La seconda era che il quartier generale delle Forze armate e la altre autorità superiori avevano detto di sospettare che l’incidente potesse essere stato causato da una guerra elettronica del nemico e che quindi occorreva tempo per indagare su questa eventualità», ha spiegato l’ammiraglio Hajizadeh, citato dalla Fars, agenzia vicina alle Guardie della rivoluzione islamica.

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