Lady Huawei torna in Cina

Stati Uniti

Meng Wanzhou, la direttrice finanziaria del colosso delle telecomunicazioni cinese, ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia americano

Lady Huawei torna in Cina
© AP/Darryl Dyck

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Lady Huawei potrà tornare in Cina. Meng Wanzhou, la direttrice finanziaria del colosso delle telecomunicazioni cinese, ha raggiunto infatti un accordo con il Dipartimento di Giustizia americano che - riporta il Wall Street Journal - le consentirà di rimpatriare dopo quasi tre anni di domiciliari in Canada su richiesta delle autorità statunitensi, che l’hanno accusata di aver violato le sanzioni all’Iran. I

n base all’intesa, Meng - figlia del fondatore e amministratore delegato di Huawei, Ren Zhengfei - potrebbe ammettere alcune responsabilità ottenendo però in cambio prima il rinvio e poi il ritiro delle accuse di frode mobiliare e bancaria. L’accordo si avvia a risolvere uno dei nodi di maggiore tensione nei rapporti fra Stati Uniti e Cina, le cui relazioni sono ulteriormente deteriorate nelle ultime settimane con l’intesa fra Washington, Gran Bretagna e Australia su sottomarini nucleari nell’area dell’indo-pacifico proprio per contrastare Pechino.

La soluzione del caso Lady Huawei potrebbe far tirare un sospiro di sollievo anche al Canada, finito al centro dello scontro Stati Uniti e Cina, e all’appena rieletto Justin Trudeau. L’arresto di Meng in risposta alla richiesta statunitense è stato in parte responsabile del crollo degli scambi commerciali fra Ottawa e Pechino, oltre che della detenzione di due cittadini canadesi in Cina che, secondo indiscrezioni, potrebbero ora essere rilasciati.

L’accordo raggiunto è simile a quello che l’amministrazione Trump stava negoziando con Meng prima che le trattative naufragassero. Lady Huawei si sarebbe invece mostrata più ‘aperta’ a un’intesa spinta dalla voglia di riabbracciare il marito e i figli. Meng è stata arrestata quasi tre anni fa a Vancouver e accusata di aver violato le sanzioni americane all’Iran e ingannato le banche nel 2013 sui rapporti fra Huawei e Teheran. Da quel momento è ai domiciliari nella sua casa a Vancouver, dove trascorre le giornate con i legali e a studiare l’inglese. Fin dal suo arresto Meng è divenuta il volto delle tensioni commerciali e tecnologiche fra Stati Uniti e Cina, in particolare sotto l’amministrazione Trump. La Casa Bianca del tycoon aveva infatti etichettato Huawei come una minaccia alla sicurezza nazionale e descritto l’operato di Meng con l’Iran come l’esempio degli illeciti della società. La liberazione di Lady Huawei rischia di scatenare una nuova ondata di critiche a Joe Biden, già accusato da molti repubblicani di essere troppo indulgente con Huawei.

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